Riforma della Costituzione Italiana: il popolo è chiamato ad esprimersi...

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2016

Riforma della Costituzione ItalianaDov’è oggi la sovranità, quella sovranità che l’art. 1 della Costituzione pone nel popolo e che l’art. 11 autorizza bensì a “limitare”, ma precisando le condizioni (la pace e la giustizia tra le Nazioni, e non le tante guerre e vendite di armi a cui l'Italia partecipa, con 50 milioni di euro di spesa giornaliera) e vietando che sia dismessa e trasferita presso poteri opachi e irresponsabili? È superfluo ripetere quello che da tutte le parti si riconosce: per molte ragioni, il popolo sovrano è stato spodestato.

Se manca la sovranità, cioè la libertà di decidere da noi della nostra libertà, quella che chiamiamo costituzione non più è tale. Sarà, al più, uno strumento di governo di cui chi è al potere si serve finché è utile e che si mette da parte quando non serve più.

La prassi è lì a dimostrare che proprio questo è stato l’atteggiamento sfacciatamente strumentale degli ultimi anni: la Costituzione non è stata sopra, ma sotto la politica e perciò è stata forzata e disattesa innumerevoli volte nel silenzio compiacente della politica, della stampa, della scienza costituzionale. Ora, la riforma non è altro che la codificazione di questa perdita di sovranità.

Suggerisco ai miei lettori una lettura di: "La patologia della democrazia".

Francesco Galgani,
23 settembre 2016

(In questa brevissima riflessione di sono servito di parole liberamente tratte da un documento di Gustavo Zagrebelsky; la vignetta è stata pubblicata su "Il Vernacoliere" di agosto/settembre 2016)

DOSSIER - Disinformazione vegan: prime vittime i bambini

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2016

Fonte dell'articolo, a cui consiglio di far riferimento anche per eventuali aggiornamenti: http://www.famigliaveg.it/genitori/dossier-bambini-vegan-stampa.html

DOSSIER - Disinformazione vegan: prime vittime i bambini

E' in atto da oltre un anno una campagna stampa probabilmente orchestrata a tavolino per creare nel pubblico paura e diffidenza verso l'alimentazione vegan nei bambini; una campagna di disinformazione che può creare gravi danni, ingenerando diffidenza dei genitori verso i medici (che i giornali dipingono come contrari all'alimentazione vegan nei bambini, mentre così non è nella maggior parte dei casi).

Una campagna davvero amareggiante, perché ha come prime vittime i bambini: le paure che essa crea nei genitori rischiano di causare un allontanamento dai medici e un probabile rifugiarsi presso altri "esperti" che invece esperti non sono affatto, ma si atteggiano a guru di dottrine non basate sulla moderna scienza, bensì su vecchie teorie non scientifiche.

E questo sì può creare danni alla salute dei bambini, non certo l'alimentazione vegan!

La patologia della democrazia

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2016

La patologia della democrazia

Fra tanti inutili fuchi
se ne cerca il peggiore,
l'unico col pungiglione
e pure un po' coglione,

pronto a comandare
nuove spese militari,
a godimento di quei maiali
psicopatici e brutali,

dal cervello bacato,
nei soldi imprigionato,
che son ladri di vita,
d'anima aberrita:

questa è la follia
d'un'ottusa democrazia,
smarrita nel ragionamento,
egoista nel sentimento,

che si lascia abbindolare,
e facilmente soggiogare,
da fin troppe carogne
abili nel parlare.

I signori della guerra
dominano il mondo,
ma a loro non mi piego,
c'è altro nel mio profondo!

Dove vogliamo andare?
Chi vogliamo a comandare?

Per un grande miglioramento
pochissimo basterebbe, (1)
ma un nuovo governo
d'urgenza servirebbe: (2a,b)

è tempo d'una rivoluzione
che parta dal Cuore,
che ritorni alle origini
del primo vero Amore!

E' tempo d'inchinarci
a chi vive le dolci attese,
riverendo le mamme,
sagge ma indifese,

fin troppo disprezzate,
eppur sempre degne
d'essere ascoltate:

per nessun sortilegio
si farebbero ingannare
da chi i bimbi ferisce
o fa ammazzare.

(Francesco Galgani, 9 settembre 2016)
http://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/608-la-patologia-della-democrazia

Note:

Criteri per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2016

Quanto segue sono parole di Daisaku Ikeda (che si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto), pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana:

«Le epoche cambiano e la religione ha la missione e la responsabilità di continuare a infondere nello spirito umano la luce della saggezza per la costruzione della pace e della felicità.

A tale scopo è essenziale che le persone di fede continuino ad approfondire insieme la ricerca della suprema verità e si sforzino di confrontare e verificare gli insegnamenti stimolandosi reciprocamente per migliorare se stesse, altrimenti la religione finisce con l’allontanarsi dalla sfera sociale.

Quali sarebbero dunque i criteri che dovremmo utilizzare per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi? In parole semplici, potrebbero esprimersi sinteticamente nelle seguenti domande:

“Tali insegnamenti rafforzano o indeboliscono gli individui?”,

“Li rendono migliori o peggiori?”,

“Più saggi o più stolti?”.

Le religioni dovrebbero inoltre competere tra loro per poter contribuire al meglio all’umanità, ovvero dovrebbero sforzarsi di fare quella che il primo presidente della Soka Gakkai, Tsunsaburo Makiguchi, chiamava “competizione umanitaria” (*).

Ciò significa che, invece di sottomettere l’altro con la forza, ad esempio militare, impegnarsi per conquistare la simpatia e l’approvazione della gente per ciò che si fa per la propria e l’altrui felicità, e per far crescere persone di valore che possano contribuire alla pace mondiale.

Se necessario per il conseguimento della pace e della felicità, sarà ugualmente importante collaborare e creare rapporti di solidarietà che trascendano le differenze religiose.

[...]»

(*) Ho trovato questo documento in cui, da pag. 4 (ultimo paragrafo), è spiegato cos'è la "competizione umanitaria": http://www.sgi-italia.org/pdf/SokaGakkai/Ikeda%20presenta%20SGI_INTEGRALE.pdf

Democrazia e religioni non nascono per fomentare controversie e guerre

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2016

Quanto segue sono parole di Josei Toda, pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana (in cui l'autore, Daisaku Ikeda, si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto):

[...] Nel 1956, quando Josei Toda era secondo presidente della Soka Gakkai, accaddero i “fatti d’Ungheria”, sullo sfondo della tensione tra est e ovest: l’esercito sovietico varcò il suolo ungherese dove venne instaurato un governo filo-sovietico. Con il desiderio di far sparire dalla terra simili dolorosi avvenimenti, Toda scrisse subito dopo: «Posso affermare con certezza che sia la democrazia che il comunismo non sono stati pensati per creare conflitti tra gli individui. Malgrado ciò, è penoso constatare il fatto che queste due correnti di pensiero stiano suscitando nel mondo, politicamente ed economicamente, occasioni di controversia».

Egli aveva colto e respingeva categoricamente le contraddizioni di tali ideologie nate per la felicità delle persone, chiedendosi perché provocassero invece ostilità e conflitti. «Se pensiamo alla figura di Shakyamuni, a quella di Gesù Cristo o di Maometto, sicuramente essi non avrebbero dato origine a dispute o controversie. Se questi personaggi di esemplare saggezza si riunissero tutti insieme, e se a tale consesso si unissero anche Karl Marx o David Ricardo, e se la riunione si ampliasse fino a includere Immanuel Kant o T’ien tai, sicuramente essi non solleverebbero controversie infondate».

Tra le cause che provocano i conflitti, Toda individuava l’atteggiamento di «non comprendere correttamente e non accettare il punto di vista di persone con più esperienza, come i fondatori di religioni e correnti filosofiche, e di diffondere nel popolo idee distorte, guidati dall’egoismo, dall’invidia e dalla collera».

Fondamentalismo religioso: capirne le cause e l'atteggiamento necessario per prevenirlo

Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2016

Quanto segue è stato scritto da Daisaku Ikeda (che si riferisce a se stesso con lo pseudonimo Shin'ichi Yamamoto) e pubblicato da "Il Volo Continuo" alle pagine seguenti:

«[...] Pavel Ivanovič Birjukov, discepolo di Lev Tolstoj, sintetizzò in sei punti le ragioni per cui, secondo il suo maestro, gli esseri umani non possono vivere senza una religione.

«Primo: solo la religione attribuisce all’individuo la capacità di stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Secondo: senza una religione l’essere umano non può comprendere se ciò che sta facendo è positivo o negativo. Terzo: solo la religione può distruggere l’egoismo. Quarto: solo la religione può eliminare la paura della morte. Quinto: solo la religione può dare un significato all’esistenza umana. Sesto: solo la religione può instaurare l’uguaglianza tra le persone».

Tali affermazioni dimostrano che l’esistenza della religione è indispensabile per realizzare la felicità degli esseri umani e la pace nel mondo.

Durante il colloquio, Bryan Wilson e Shin’ichi Yamamoto scambiarono i loro punti di vista riguardo alla missione che avrebbe dovuto avere in futuro la religione. Mentre dialogavano, Shin’ichi disse: «Vorrei chiederle, professor Wilson, di dirmi molto francamente e obiettivamente la sua opinione sulla Soka Gakkai, nel caso in cui ne abbia una. Desidero ascoltarla molto umilmente per lo sviluppo futuro della Gakkai, concepita come una religione per l’umanità rivolta verso il ventunesimo secolo».

Il professore, con gli occhi raggianti, rispose: «Le sue parole, presidente, sono indice di una mentalità davvero progressista e di un atteggiamento estremamente importante per un leader religioso». E motivò la sua affermazione spiegando che molte religioni tendono ad aggrapparsi al passato, a cadere nel fondamentalismo e nel dogmatismo e a perdere l’energia necessaria per rivitalizzare la propria epoca. Poi aggiunse: «Vorrei continuare questo sincero scambio di opinioni con lei, presidente».

I due concordarono quindi di rincontrarsi per approfondire i loro dialoghi e pubblicarne una serie in un prossimo futuro.

Shin’ichi Yamamoto sentiva che il colloquio con il professor Wilson era stato estremamente significativo. Si erano trovati d’accordo su molti punti, in particolare aveva condiviso profondamente la preoccupazione e il segnale d’allarme espresso dal professore sul rischio che correvano le religioni di cadere nel fondamentalismo e nel dogmatismo. Gli esseri umani, come pure le religioni, si adattano alla loro epoca, alla loro società.

Anche i fondatori delle varie religioni hanno rivelato i loro insegnamenti in determinate epoche e società. Di conseguenza, se è vero che un insegnamento si basa su princìpi immutabili, è anche vero che dovrà includere aspetti mutabili per poter rispondere flessibilmente alle differenti culture, alle abitudini locali dei singoli paesi e ai cambiamenti delle diverse epoche.

Il Buddismo si basa sul concetto di zuiho bini, che spiega come l’insegnamento buddista debba adattarsi alle culture, alle usanze e alle consuetudini locali relative alle varie epoche, purché non siano in contrasto con i suoi princìpi fondamentali. Tale concetto non indica semplicemente l’importanza di adeguarsi alle differenze e ai cambiamenti in atto nella società e nel periodo in cui si vive, ma soprattutto insegna a rispettare attivamente le diversità culturali e dei vari ambiti dell’esistenza.

L’assenza di una visione come quella espressa dal concetto di zuiho bini può portare al fondamentalismo e il dogmatismo. In altre parole, facendo del proprio insegnamento religioso, della propria cultura, dei propri usi e costumi un “bene assoluto”, si assume una posizione di rifiuto della diversità e del cambiamento.

In definitiva, ciò porta a giudicare arbitrariamente tutto ciò che è diverso da noi come un “male” che bisogna discriminare ed escludere.

Con profondo acume il filosofo, fisico e matematico francese Blaise Pascal dichiara: «Più un individuo si basa su una coscienza religiosa, più sarà in grado di eliminare radicalmente, con gioia ed entusiasmo, il male dalle sue azioni».

Non bisogna quindi perdere la consapevolezza che la religione può diventare un’arma a doppio taglio. In origine essa esiste per la felicità degli individui, per la prosperità della società e per la pace mondiale. Per un ripristino delle sue funzioni è necessario che la religione svolga la sua missione originale, ma per realizzare ciò deve continuare a chiedersi quale sia il suo ruolo.

È solo attraverso una costante riforma e crescita individuale che una religione potrà sviluppare una forza così grande da realizzare una riforma della società.

È naturale che i religiosi siano fortemente convinti della veridicità dell’insegnamento che professano, altrimenti non potrebbero né propagarlo, né farne un solido e irremovibile pilastro spirituale. L’importante è che le loro dottrine siano avvalorate da prove sicure in modo da non essere contraddette nel momento in cui vengono verificate.

Una convinzione non validamente comprovata rimane una fede cieca, un atteggiamento autocompiacente. [...]»

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
25 agosto 2016

Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2016

Per amore della pace e del benessere di ognuno di noi, suggerisco un'attenta lettura del libro "Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista" (titolo originale: "For the Sake of Peace. Seven Paths to Global Harmony. A Buddhist Perspective", edito da Middleway Press SGI-USA, Santa Monica CA, 2001), che raccoglie discorsi tenuti presso università e proposte di pace presentate all’ONU da Daisaku Ikeda dal 1976 al 2001.

I capitoli, tradotti in italiano, sono stati pubblicati a puntate sulla rivista "Buddismo e Società" tanti anni fa (da BS 88 del 2001 a BS 102 del 2004), ma i contenuti sono ancora tremendamente attuali e in grado di illuminare il nostro presente e le nostre vite. Riporto in questa pagina i link originali agli articoli di Buddismo e Società (liberamente consultabili senza bisogno di login) e, di seguito, la loro trascrizione completa. L'autorizzazione alla ripubblicazione nel presente blog è concessa dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Poiché il testo è lungo, per agevolare sia coloro che preferiscono "ascoltarlo" magari durante una passeggiata o altri momenti non impegnativi, sia coloro che sono ipovedenti o che hanno altre difficoltà di lettura, accanto ad ogni capitolo riporto un MP3 generato con un buon sintetizzatore vocale, che, pur con i suoi limiti e i suoi errori, nel complesso permette un ascolto agevole. Seguono link agli articoli originali, lista degli MP3 e la trascrizione completa del libro.

L'unica strada per una soluzione fondamentale dei problemi di quest'epoca

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2016

Suggerisco la lettura (o l'ascolto) del libro "Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista" (riportato per intero in questo blog), che raccoglie discorsi tenuti presso università e proposte di pace presentate all’ONU da Daisaku Ikeda dal 1976 al 2001.

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