Criteri per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2016

Quanto segue sono parole di Daisaku Ikeda (che si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto), pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana:

«Le epoche cambiano e la religione ha la missione e la responsabilità di continuare a infondere nello spirito umano la luce della saggezza per la costruzione della pace e della felicità.

A tale scopo è essenziale che le persone di fede continuino ad approfondire insieme la ricerca della suprema verità e si sforzino di confrontare e verificare gli insegnamenti stimolandosi reciprocamente per migliorare se stesse, altrimenti la religione finisce con l’allontanarsi dalla sfera sociale.

Quali sarebbero dunque i criteri che dovremmo utilizzare per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi? In parole semplici, potrebbero esprimersi sinteticamente nelle seguenti domande:

“Tali insegnamenti rafforzano o indeboliscono gli individui?”,

“Li rendono migliori o peggiori?”,

“Più saggi o più stolti?”.

Le religioni dovrebbero inoltre competere tra loro per poter contribuire al meglio all’umanità, ovvero dovrebbero sforzarsi di fare quella che il primo presidente della Soka Gakkai, Tsunsaburo Makiguchi, chiamava “competizione umanitaria” (*).

Ciò significa che, invece di sottomettere l’altro con la forza, ad esempio militare, impegnarsi per conquistare la simpatia e l’approvazione della gente per ciò che si fa per la propria e l’altrui felicità, e per far crescere persone di valore che possano contribuire alla pace mondiale.

Se necessario per il conseguimento della pace e della felicità, sarà ugualmente importante collaborare e creare rapporti di solidarietà che trascendano le differenze religiose.

[...]»

(*) Ho trovato questo documento in cui, da pag. 4 (ultimo paragrafo), è spiegato cos'è la "competizione umanitaria": http://www.sgi-italia.org/pdf/SokaGakkai/Ikeda%20presenta%20SGI_INTEGRALE.pdf

Democrazia e religioni non nascono per fomentare controversie e guerre

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2016

Quanto segue sono parole di Josei Toda, pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana (in cui l'autore, Daisaku Ikeda, si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto):

[...] Nel 1956, quando Josei Toda era secondo presidente della Soka Gakkai, accaddero i “fatti d’Ungheria”, sullo sfondo della tensione tra est e ovest: l’esercito sovietico varcò il suolo ungherese dove venne instaurato un governo filo-sovietico. Con il desiderio di far sparire dalla terra simili dolorosi avvenimenti, Toda scrisse subito dopo: «Posso affermare con certezza che sia la democrazia che il comunismo non sono stati pensati per creare conflitti tra gli individui. Malgrado ciò, è penoso constatare il fatto che queste due correnti di pensiero stiano suscitando nel mondo, politicamente ed economicamente, occasioni di controversia».

Egli aveva colto e respingeva categoricamente le contraddizioni di tali ideologie nate per la felicità delle persone, chiedendosi perché provocassero invece ostilità e conflitti. «Se pensiamo alla figura di Shakyamuni, a quella di Gesù Cristo o di Maometto, sicuramente essi non avrebbero dato origine a dispute o controversie. Se questi personaggi di esemplare saggezza si riunissero tutti insieme, e se a tale consesso si unissero anche Karl Marx o David Ricardo, e se la riunione si ampliasse fino a includere Immanuel Kant o T’ien tai, sicuramente essi non solleverebbero controversie infondate».

Tra le cause che provocano i conflitti, Toda individuava l’atteggiamento di «non comprendere correttamente e non accettare il punto di vista di persone con più esperienza, come i fondatori di religioni e correnti filosofiche, e di diffondere nel popolo idee distorte, guidati dall’egoismo, dall’invidia e dalla collera».

Fondamentalismo religioso: capirne le cause e l'atteggiamento necessario per prevenirlo

Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2016

Quanto segue è stato scritto da Daisaku Ikeda (che si riferisce a se stesso con lo pseudonimo Shin'ichi Yamamoto) e pubblicato da "Il Volo Continuo" alle pagine seguenti:

«[...] Pavel Ivanovič Birjukov, discepolo di Lev Tolstoj, sintetizzò in sei punti le ragioni per cui, secondo il suo maestro, gli esseri umani non possono vivere senza una religione.

«Primo: solo la religione attribuisce all’individuo la capacità di stabilire ciò che è bene e ciò che è male. Secondo: senza una religione l’essere umano non può comprendere se ciò che sta facendo è positivo o negativo. Terzo: solo la religione può distruggere l’egoismo. Quarto: solo la religione può eliminare la paura della morte. Quinto: solo la religione può dare un significato all’esistenza umana. Sesto: solo la religione può instaurare l’uguaglianza tra le persone».

Tali affermazioni dimostrano che l’esistenza della religione è indispensabile per realizzare la felicità degli esseri umani e la pace nel mondo.

Durante il colloquio, Bryan Wilson e Shin’ichi Yamamoto scambiarono i loro punti di vista riguardo alla missione che avrebbe dovuto avere in futuro la religione. Mentre dialogavano, Shin’ichi disse: «Vorrei chiederle, professor Wilson, di dirmi molto francamente e obiettivamente la sua opinione sulla Soka Gakkai, nel caso in cui ne abbia una. Desidero ascoltarla molto umilmente per lo sviluppo futuro della Gakkai, concepita come una religione per l’umanità rivolta verso il ventunesimo secolo».

Il professore, con gli occhi raggianti, rispose: «Le sue parole, presidente, sono indice di una mentalità davvero progressista e di un atteggiamento estremamente importante per un leader religioso». E motivò la sua affermazione spiegando che molte religioni tendono ad aggrapparsi al passato, a cadere nel fondamentalismo e nel dogmatismo e a perdere l’energia necessaria per rivitalizzare la propria epoca. Poi aggiunse: «Vorrei continuare questo sincero scambio di opinioni con lei, presidente».

I due concordarono quindi di rincontrarsi per approfondire i loro dialoghi e pubblicarne una serie in un prossimo futuro.

Shin’ichi Yamamoto sentiva che il colloquio con il professor Wilson era stato estremamente significativo. Si erano trovati d’accordo su molti punti, in particolare aveva condiviso profondamente la preoccupazione e il segnale d’allarme espresso dal professore sul rischio che correvano le religioni di cadere nel fondamentalismo e nel dogmatismo. Gli esseri umani, come pure le religioni, si adattano alla loro epoca, alla loro società.

Anche i fondatori delle varie religioni hanno rivelato i loro insegnamenti in determinate epoche e società. Di conseguenza, se è vero che un insegnamento si basa su princìpi immutabili, è anche vero che dovrà includere aspetti mutabili per poter rispondere flessibilmente alle differenti culture, alle abitudini locali dei singoli paesi e ai cambiamenti delle diverse epoche.

Il Buddismo si basa sul concetto di zuiho bini, che spiega come l’insegnamento buddista debba adattarsi alle culture, alle usanze e alle consuetudini locali relative alle varie epoche, purché non siano in contrasto con i suoi princìpi fondamentali. Tale concetto non indica semplicemente l’importanza di adeguarsi alle differenze e ai cambiamenti in atto nella società e nel periodo in cui si vive, ma soprattutto insegna a rispettare attivamente le diversità culturali e dei vari ambiti dell’esistenza.

L’assenza di una visione come quella espressa dal concetto di zuiho bini può portare al fondamentalismo e il dogmatismo. In altre parole, facendo del proprio insegnamento religioso, della propria cultura, dei propri usi e costumi un “bene assoluto”, si assume una posizione di rifiuto della diversità e del cambiamento.

In definitiva, ciò porta a giudicare arbitrariamente tutto ciò che è diverso da noi come un “male” che bisogna discriminare ed escludere.

Con profondo acume il filosofo, fisico e matematico francese Blaise Pascal dichiara: «Più un individuo si basa su una coscienza religiosa, più sarà in grado di eliminare radicalmente, con gioia ed entusiasmo, il male dalle sue azioni».

Non bisogna quindi perdere la consapevolezza che la religione può diventare un’arma a doppio taglio. In origine essa esiste per la felicità degli individui, per la prosperità della società e per la pace mondiale. Per un ripristino delle sue funzioni è necessario che la religione svolga la sua missione originale, ma per realizzare ciò deve continuare a chiedersi quale sia il suo ruolo.

È solo attraverso una costante riforma e crescita individuale che una religione potrà sviluppare una forza così grande da realizzare una riforma della società.

È naturale che i religiosi siano fortemente convinti della veridicità dell’insegnamento che professano, altrimenti non potrebbero né propagarlo, né farne un solido e irremovibile pilastro spirituale. L’importante è che le loro dottrine siano avvalorate da prove sicure in modo da non essere contraddette nel momento in cui vengono verificate.

Una convinzione non validamente comprovata rimane una fede cieca, un atteggiamento autocompiacente. [...]»

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
25 agosto 2016

Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2016

Per amore della pace e del benessere di ognuno di noi, suggerisco un'attenta lettura del libro "Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista" (titolo originale: "For the Sake of Peace. Seven Paths to Global Harmony. A Buddhist Perspective", edito da Middleway Press SGI-USA, Santa Monica CA, 2001), che raccoglie discorsi tenuti presso università e proposte di pace presentate all’ONU da Daisaku Ikeda dal 1976 al 2001.

I capitoli, tradotti in italiano, sono stati pubblicati a puntate sulla rivista "Buddismo e Società" tanti anni fa (da BS 88 del 2001 a BS 102 del 2004), ma i contenuti sono ancora tremendamente attuali e in grado di illuminare il nostro presente e le nostre vite. Riporto in questa pagina i link originali agli articoli di Buddismo e Società (liberamente consultabili senza bisogno di login) e, di seguito, la loro trascrizione completa. L'autorizzazione alla ripubblicazione nel presente blog è concessa dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Poiché il testo è lungo, per agevolare sia coloro che preferiscono "ascoltarlo" magari durante una passeggiata o altri momenti non impegnativi, sia coloro che sono ipovedenti o che hanno altre difficoltà di lettura, accanto ad ogni capitolo riporto un MP3 generato con un buon sintetizzatore vocale, che, pur con i suoi limiti e i suoi errori, nel complesso permette un ascolto agevole. Seguono link agli articoli originali, lista degli MP3 e la trascrizione completa del libro.

L'unica strada per una soluzione fondamentale dei problemi di quest'epoca

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2016

Suggerisco la lettura (o l'ascolto) del libro "Per il bene della pace. Sette sentieri verso l'armonia globale. Una prospettiva buddista" (riportato per intero in questo blog), che raccoglie discorsi tenuti presso università e proposte di pace presentate all’ONU da Daisaku Ikeda dal 1976 al 2001.

L'ultima guerra - Non è guerra di religione - Un vero uomo non odia nessuno

Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2016

L'ultima guerra

Come un messaggio in una bottiglia,
trasportata dalle correnti della vita,
per giungere in mani giuste
e orecchie pronte,

così io lascio queste parole,
affidate a una sincera speranza,
affinché il tuo cuore possa leggerle
ora e per sempre.

Custodiscile e trasmettile,
affinché possa esistere un futuro
per te, per le persone intorno a te,
per coloro che verranno:

«Lavati da ogni bisogno di dominio,
liberati dal desiderio di sofferenza altrui,
e soprattutto, se vuoi esser degno d'esser nato,
uccidi la voglia di uccidere».

(Francesco Galgani, 14 aprile 2014)
http://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/99-lultima-guerra


 
PaceIl breve comunicato che segue è tratto dalla sezione "Notizie" del sito della Soka Gakkai Italiana. L'immagine a lato è da fonte sconosciuta (dovrebbe trattarsi di una foto scattata a Budapest).

Non è guerra di religione (http://www.sgi-italia.org/press/Notizie.php?id=587)

Ormai da settimane si susseguono stragi che coinvolgono persone inermi, donne, bambini, sacerdoti: Nizza, Saint-Etienne du Rouvray, Monaco, Pakistan, Iraq e altre zone del mondo

04/08/2016: Ormai da settimane si susseguono stragi che coinvolgono persone inermi, donne, bambini, sacerdoti: Nizza, Saint-Etienne du Rouvray, Monaco, Pakistan, Iraq e altre zone del mondo dove, senza clamore mediatico, migliaia di umani – e in special modo bambini – vedono quotidianamente a rischio la loro vita.
La Soka Gakkai Italiana esprime solidarietà e vicinanza alla comunità cattolica e a tutti i parenti delle vittime, e condanna chi specula su tali sofferenze per convogliare l'opinione pubblica verso l'idea di una guerra di religione. Cosa ha imparato l'umanità dalla lezione di violenza del secolo scorso? Scrive a tal proposito il Maestro Daisaku Ikeda: «In questo nuovo secolo, il XXI, il principio che l'uccisione non è accettabile o giustificata in nessuna circostanza deve diventare l'assunto morale fondamentale dell'umanità. Se non riusciamo a diffondere ampiamente e impiantare profondamente in ogni persona il principio che la violenza non è mai giustificata come mezzo per sostenere le proprie convinzioni, l'umanità non avrà imparato niente dalla lezione del XX secolo. La vera battaglia del XXI secolo non sarà tra le civiltà o tra le religioni, ma piuttosto tra violenza e nonviolenza. Tra barbarie e civiltà nel senso più autentico della parola» (Daisaku Ikeda, novembre 2001). I praticanti buddisti della Soka Gakkai ogni giorno pregano per la trasformazione pacifica del loro cuore e dell'umanità e, allo stesso tempo, agiscono in tal senso aprendo dialoghi di pace nelle loro comunità di vita.


 
Un vero uomo non odia nessuno - A true man hates no one

Non so come Napoleone Bonaparte, che è passato alla storia come uomo di guerra, abbia potuto esprimere un pensiero così bello, che ho trovato su più fonti. Comunque, al di là del fatto che siano state veramente parole sue o no, penso che meritino di essere tenute a mente.
Io aggiungo: anche una vera donna non odia nessuno.

Un vero uomo non odia nessuno - A true man hates no one

Laurea online università telematica: tasse scontate a Uninettuno

Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2016

Università Telematica Internazionale Uninettuno - Laurea online - VideolezioneUNINETTUNO mi ha dato tanto, a livello umano, di servizi, di didattica, di community, di esperienze di vita, di senso d'appartenenza, di serietà e competenza... :-)

L'Università Telematica Internazionale UNINETTUNO è un'università globale, con corsi in sei lingue, in cui insegnano professori di diverse università del mondo e i cui studenti provengono da 140 nazioni: l'ho presentata nell'articolo "UNINETTUNO è un modello di qualità e di democratizzazione del sapere (con videolezioni accessibili a tutti)", nel quale ho riportato anche il video di un servizio su UNINETTUNO di TG La7 Cronache e un'intervista su UNINETTUNO di RadioRai1. I corsi attivi, triennali, magistrali e a ciclo unico, afferiscono alle facoltà di Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere, Psicologia, Scienze della Comunicazione. Sono disponibili anche master post-lauream e corsi di aggiornamento professionale.

UNINETTUNO ha anche conseguito il premio IELA per la migliore piattaforma di e-learning al mondo.

Ho parlato di Uninettuno anche negli articoli "L'Università nel XXI secolo: il modello d'eccellenza Uninettuno", "Università telematiche e laurea online: alcune risposte alla disinformazione", "Pedagogia nell'era digitale (con una videolezione di Uninettuno)", "Terrorismo, studenti musulmani di Uninettuno sul web: il nostro profeta è contro la violenza", "Il futuro della televisione? Cambiare modello comunicativo o perire", e altri.

All'Università Telematica Internazionale Uninettuno le tasse sono scontate del 20% per i nuovi immatricolati (per il primo anno di iscrizione), dal 20 luglio 2016 al 28 agosto 2016, grazie alla promozione "PORTA UN AMICO". Chi desidera rivolgermi delle domande sulla mia esperienza a Uninettuno e ottenere tale agevolazione sulle tasse, può contattarmi via e-mail.

Francesco Galgani,
20 luglio 2016

Di fronte ai tanti guai causati dalla scarsa assennatezza dell'essere umano...

Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2016

Un pianeta migliore è un sogno che inizia a realizzarsi quando ognuno di noi decide di migliorare se stesso.” Mahatma Gandhi

 
«Noi non possiamo cambiare la mente degli altri (per fortuna), però possiamo fare in modo che "la nostra vita sia il messaggio": questo è tutto ciò che possiamo fare, e già riuscire a toccare il cuore di un'altra persona è una gran cosa.»
(Francesco Galgani, 18 luglio 2016)

 

Per salvare questo mondo

Ceder denari
per altri aiutare,
in realtà ignari
del loro utilizzare,

è un palliativo
del tutto insufficiente,
non è decisivo,
non aiuta la gente.

Se vuoi contribuire
a un mondo migliore,
lascia il Cuor fiorire
d'una crescita interiore:

se persone vuoi toccare
portando Felicità,
non puoi ristagnare
nelle negatività...

Chi oggi è tale a ieri
nessuno può aiutare,
ma se ti lavi i pensieri
grazie a un vero Amare,

consapevole dei problemi,
dell'impatto del tuo agire,
superando gli attuali schemi
e imparando a progredire,

miracoli puoi fare,
annoverandoti nella schiera
di chi sa lottare
in prodiga maniera.

Il Cuore d'Umanità
che stavi cercando,
l'auspicio di Felicità
che stavi sognando,

la Pace del Perdono
che il Futuro apre,
l'inaspettato dono
che a Te piace:

tutto questo sei Tu!

Portiamo Salvezza
a questo poro mondo,
con te bacio la tristezza
e gioia infondo.

Quanto è grande il tuo Cuore!
Quanto forte il tuo Coraggio!
Diffondi tanto Amore,
la tua Vita sia il messaggio!

(Francesco Galgani, 25 giugno 2016)
http://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/592-per-salvare-questo-mondo

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