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446 font di Microsoft Windows e Microsoft Office su GNU/Linux (per interoperatività nello scambio di documenti)

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2014

Da sempre, Microsoft ha adottato tutte le strategie commerciali, legali e tecniche per limitare il più possibile, se non addirittura impedire, la compatibilità e l'interoperatività con i software non-Microsoft. Per inciso, tale comportamento è costato a Microsoft, nel 2004, una multa pari a 497,2 milioni euro per abuso di posizione dominante (approfondimento).

Di contro, i sistemi GNU/Linux, e più in generale il mondo del software libero, hanno da sempre adottato una logica diametralmente opposta di massima apertura e interoperatività con tutti i sistemi esistenti (si pensi ad esempio al caso di Debian GNU/Linux, da cui derivano molte altre distribuzioni come Ubuntu e Linux Mint, che definisce se stesso come "sistema operativo universale", si veda le FAQ): la lotta per l'adozione di standard aperti, liberi e condivisi è sempre rientrata in tale ottica. Per un'analisi e descrizione precisa di cosa sono i formati di file e qual è la differenza tra formati aperti e proprietari, e sulle ragioni per adottare formati aperti, si veda il capitolo quarto del libro "Apriti Standard" di Simone Aliprandi (interamente disponibile online con licenza CC BY-SA 3.0).

Inoltre, come è scritto nell'appendice del libro sopra citato: «Il tema dell’utilizzo di strumenti informatici alternativi a quelli imposti dal mercato è per sua intrinseca natura un tema caro al settore pubblico, sia per ragioni di principio, sia per le ragioni di concreta convenienza e sostenibilità economica, sia per ragioni di opportunità tecnico-pratica.

Dunque, di riflesso, anche il tema dell’utilizzo dei formati aperti è diventato un tema centrale in fatto di e-government e di pubblica amministrazione in generale. In un mondo digitalizzato e interconnesso come quello attuale, tanto i servizi al cittadino quanto i rapporti fra pubbliche amministrazioni non possono prescindere dall’utilizzare standard di riferimento. In questo campo le scelte diventano ancor più pregnanti poiché non possono fare a meno di condizionare quelle del privato cittadino o delle altre pubbliche amministrazioni, sempre alla luce degli effetti di rete che queste scelte portano inevitabilmente con sé.

La promozione e l’adozione di standard aperti diventa dunque uno dei punti nodali per uno sviluppo funzionale e democratico della pubblica amministrazione digitale. Come infatti Domenico Squillace tiene a precisare, l’adozione di formati documentali aperti «risulta importante in particolar modo per i documenti della Pubblica Amministrazione, perché assicura la disponibilità in termini di lettura e di riscrittura del documento in qualsiasi momento, la massima interoperabilità tra i sistemi, la libertà di scegliere la piattaforma, il sistema operativo e il produttore (sia per l’utente che per l’Amministrazione stessa)» [...] »

In questo contesto si inserisce la recente notizia, pubblicata ieri 20 giugno 2014, dell'adozione da parte della Pubblica Amministrazione di Monaco di Baviera di LibreOffice al posto di Microsoft Office.

Tornando indietro negli anni, è giusto ricordare il caso della Provincia di Bolzano, alla cui adozione del software libero nelle scuole di lingua italiana, al posto del software proprietaro di Microsoft, fu dedicato un servizio di Report disponibile online, di cui consiglio la visione: consiglio particolare attenzione, nell'ascolto del servizio, a tutti i dettagli, anche quelli economici.

Io uso software libero e GNU/Linux da molti anni.

Uno dei problemi di interoperatività tra sistemi GNU/Linux e Windows che ho notato, sia per lo scambio di documenti sia per la navigazione nel web, è il diverso insieme di fonts disponibili: in molti casi può non essere un problema, ma in altri può esserlo. Questo problema si ricollega alle strategie tecnico-legali adottate da Microsoft per ostacolare l'utilizzo di sistemi non-Microsoft: in questo caso il problema è la licenza, che impedisce il libero utilizzo dei fonts adottati da Microsoft. Da notare, e questo vale la pena di sottolinearlo, che su GNU/Linux sono disponibili fonts anche molto belli e curati, oltre a vaste collezioni di fonts liberamente utilizzabili, come il pacchetto ttf-aenigma.

Per risolvere il problema almeno a livello tecnico (ma non a livello legale di licenza), segnalo un pacchetto .deb, compatibile con Linux Mint e presumibilmente anche con Ubuntu e altre distribuzioni Debian-based, nella cui descrizione leggiamo che:

«Fonts forniti con Microsoft Windows 7 e Microsoft Office 2007
Questo pacchetto contiene 446 fonts normalmente disponibili per gli utenti di Windows: poterli avere anche su Linux permettere di avere la massima compatibilità nello scambio di documenti con gli utenti di Windows che usano i fonts di Microsoft. Purtroppo i pochi fonts forniti nel pacchetto ttf-mscorefonts-installer non sono più sufficienti, anche perché Microsoft ha cambiato i fonts di default della sua suite d'ufficio (ad esempio "calibri" è il nuovo font di default al posto di "times new roman"). Questo pacchetto infrange l'EULA di Microsoft, infrange anche lo spirito del software libero, però può essere utile :P»

Link: https://www.galgani.it/debs/microsoft-fonts.deb

Francesco Galgani,
21 giugno 2014

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