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Appello di Francesco Galgani

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2019

SperanzaAppello rivolto a chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire, cuore per Amare

Cerco persone di buona volontà che, in base alla propria sensibilità, possibilità, creatività, conoscenza di più lingue o qualsiasi talento personale, desiderino dar diffusione alla "Religione dell'Ultima Lotta" (per chi non ne ha letto il testo fondativo, rimando al testo completo e alla breve presentazione).

Lascio la porta aperta a mille possibilità e a sviluppi che, nel momento in cui scrivo queste parole, non posso neanche immaginare.

Grazie,
Francesco Galgani,
14 aprile 2019

Carne di pollo: è dannosa quanto quella rossa, un nuovo studio lo conferma

Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2019

Fonte: newsletter della SSNV, Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana

La carne bianca è dannosa quanto quella rossa: non è certo una sorpresa, ma è utile diffondere i risultati di questo nuovo studio appena pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, per informare chi ancora crede che la carne di pollo sia più sana di quella di manzo e maiale.

Carne di pollo: è dannosa quanto quella rossa, un nuovo studio lo conferma

La notizia non ci prende certo di sorpresa: da sempre ripetiamo che ogni tipo di carne è dannoso, per il suo contenuto in colesterolo, grassi saturi, ferro eme, proteine animali, farmaci, inquinanti ambientali in alta concentrazione. La carne bianca, di pollo, non è certo meno dannosa della carne rossa (di bovino, maiale, agnello e pecore, capre). 

Purtroppo molte persone (tra cui anche molti medici e nutrizionisti) sono convinte invece che spostare i consumi dalla carne rossa a quella bianca sia positivo per la salute. Nulla di più sbagliato. 

Lo conferma un nuovo studio appena pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, nelle cui conclusioni si legge testualmente che i risultati "non forniscono evidenza dell'utilità di scegliere la carne bianca al posto di quella rossa per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari". 

Tante linee guida alimentari indicano di limitare il consumo di carne rossa a causa dell'aumento del rischio di malattie cardiovascolari, dovuto all'assunzione di colesterolo e grassi saturi. Tuttavia, non è mai stato dimostrato che questo non accada con la carne bianca. E infatti accade: non c'è differenza con la carne rossa. 

Il nuovo studio è stato svolto al Children's Hospital Oakland Research Institute (CHORI). 110 persone, uomini e donne da 21 a 65 anni, sono stati sottoposti a diversi tipi di dieta per 4 settimane: una con carne rossa, una con lo stesso quantitativo di carne bianca, e una senza carne.

E' risultato che il colesterolo LDL (il colesterolo "cattivo"), risultava più alto - rispetto alla dieta senza carne - sia in chi consumava carne rossa che in coloro che consumavano quella di pollo, senza differenze. E' risultato inoltre che le dieta ad alto contenuto di grassi saturi, indipendentemente dalla fonte di tali grassi, faceva aumentare il colesterolo LDL. 

Le conclusioni finali dei ricercatori sono state molto chiare: 

1. evitare la carne, sia bianca che rossa, è la scelta migliore per abbassare i livelli di colesterolo; passare dalla carne rossa a quella bianca non porta alcun beneficio; 

2. le proteine vegetali sono le più sane per mantenere basso il colesterolo nell'organismo. 

Chi consuma carne di pollo pensando di fare una scelta salutista deve dunque ricredersi e passare invece ai cibi vegetali

Fonte: 

Nathalie Bergeron Sally Chiu Paul T Williams Sarah M King Ronald M Krauss, Effects of red meat, white meat, and nonmeat protein sources on atherogenic lipoprotein measures in the context of low compared with high saturated fat intake: a randomized controlled trial, The American Journal of Clinical Nutrition, nqz035, https://doi.org/10.1093/ajcn/nqz035, Published: 04 June 2019.

I danni alla salute delle radiazioni non ionizzanti di cellulari, Wi-Fi (e 5G)

Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2019

Fonte: https://disinformazione.it/2019/05/11/i-danni-alla-salute-delle-radiazioni-non-ionizzanti-di-cellulari-wi-fi-e-5g/

di Corrado Penna

La presunzione che esista la possibilità di utilizzare in sicurezza i dispositivi che ci permettono di telefonare e di comunicare via internet senza cavi (wire-less), che viene diffusa dalle agenzie statali e internazionali, si basa su un’analisi superficiale e frettolosa della letteratura scientifica. In realtà gli articoli scientifici sui danni biologici delle radiazioni non ionizzanti[1] sono tantissimi e costituiscono la prova schiacciante che i vari enti ICNIRP[2], SCENIHR[3], FCC[4], FDA[5], National Cancer Institute[6], e via dicendo mostrano atteggiamenti fin troppo amichevoli nei confronti di un business in continua espansione, quello delle aziende di telefonia mobile. Alcune di queste organizzazioni si spingono ad affermare che non esiste nessun meccanismo noto che possa indurre degli effetti sulla salute. Per fare questo spesso scelgono, tra i tanti lavori scientifici (sull’effetto biologico di tali campi elettromagnetici) quelli che ignorano gli effetti non termici, quelli che ignorano l’importanza dei segnali pulsati, quelli che ignorano l’importanza della polarizzazione delle onde elettromagnetiche o della particolare intensità del segnale che viene utilizzato. Insomma, per assolvere queste radiazioni che ormai saturano l’aria intorno a noi, occorre fare riferimento a lavori scientifici che appaiono alquanto discutibili.

Prima e dopo le elezioni: uno sguardo complessivo al mondo, all'Europa, all'Italia

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2019

Domani ci saranno le elezioni per il Parlamento Europeo, che allo stato attuale NON ha potere legislativo (e, per esteso, potere). Il Parlamento Europeo, infatti, non detiene il potere d’iniziativa legislativa, ad oggi solamente nelle mani della Commissione Europea (che non è eletta dai cittadini, ma composta di Commissari inviati dagli Stati membri dell'Unione). Il Trattato di Maastricht concede solo al Parlamento di chiedere alla Commissione di presentare una proposta.

Le questioni più importanti per i cittadini, quelle per le quali sono state anche fatte ampie raccolte di firme per indirizzare le opinioni dei nostri rappresentanti europei, NON SONO NEANCHE STATE DISCUSSE dal Parlamento Europeo in sede di ratifica (per esempio, contro la direttiva sul copyright, approvata a fine marzo 2019, sono state raccolte 5 milioni di firme, ma il Parlamento Europeo l'ha approvata senza neanche discuterla).

Detto ciò, mi chiedo cosa significhi "votare". Ma, ancor di più, mi chiedo quanta consapevolezza ci sia della situazione globale, europea e italiana. A tal proposito, segnalo i video seguenti.

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
25 maggio 2019

Perché vogliono liquidare lo stato nazionale
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=9cl_woDc-L4

DOWNLOAD MP4

La quarta guerra mondiale
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=xHFml8Z8-TM

DOWNLOAD MP4

Loro ricordano, noi no
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=SljX5tZuA3A

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Una carezza può salvare la vita, la tecnomediazione no

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2019

Abbiamo letto una notizia che ci ha toccato il cuore:
«Sedicenne si uccide dopo sondaggio su Instagram - La maggioranza dei follower le ha consigliato di farlo»

La notizia, di per sé, fa rabbrividire. Ma ancora di più fa rabbrividire il livello di persuasione e pervasività raggiunto da questi social media. «[…] Oggi i comportamenti dell’essere umano sono condizionati dalla tecnologia della “iperconnessione” (tutto e tutti connessi in Rete sempre), che è sia persuasiva, cioè in grado di influenzare, se non addirittura determinare, idee e comportamenti, sia pervasiva, nel senso che tende a diffondersi in modo penetrante, così da prevalere e dominare nelle vite individuali, nelle relazioni sociali, nel lavoro, nell’economia e nella politica […]» (tratto da “L'Era della Persuasione Tecnologica ed Educazione all'Uso della Tecnologia”).

Quando si tratta di vita e di morte, l'intermediazione digitale può fare solo danni. Più in generale, comunicare online nella situazione attuale è solo dannoso, se nessuno più ascolta l'altro. E per ascoltare l'altro ci vuole affetto. E l'affettività non nasce da una migliore tecnologia. In un rapporto a tu per tu, certe dinamiche distruttive, aggressive e violente difficilmente accadrebbero con la stessa facilità con cui accadono nei mondi virtuali, falsamente percepiti come reali.

Forse una carezza avrebbe salvato la vita alla sedicenne. E questo gesto di affetto reale non è nelle possibilità della tecnologia. «[…] quel “nutrimento affettivo” di cui ha un gran bisogno l’essere umano non può essere mediato da alcuna tecnologia (computer, telefono o altro) […] La vita è imprevedibile, incerta, complessa, la tecnologia si propone di semplificarla, ma in tale semplificazione può portar via quanto di più umano ci sia; maggiore è l’allontanamento dalla natura, maggiore sarà la devitalizzazione dell’essere umano. La tecnologia “ruba” energia, tempo, possibilità alle relazioni umane. […]» (tratto da Solitudine e Contesti Virtuali).

La tecnologia di fronte alla sacralità della vita è impotente oppure dannosa. Il mistero della vita non può essere svelato dalla tecnologia.

La vita, nonostante tutte le sue fragilità, deve prevalere sulle illusioni tecnologiche. Confondere la vita tra il reale e il virtuale non porta ad una vita migliore.

La vita è la vita. Il mistero della vita va accettato e rispettato così come è.

La meraviglia della vita che ci è stata data deve permanere nella propria condizione esistenziale, qualunque essa sia.

«Ah, straziante meravigliosa bellezza del creato» (Pasolini)

Giulio Ripa e Francesco Galgani,
18 maggio 2019

Insieme adesso

Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2019

Giudicar la differenza
è non saper Amare,
come insegna la scuola
e ogni telegiornale.

Deridere il diverso
è bestemmia alla vita,
è negar possibilità,
penosamente sfuggita,

di ripulire il Cuore
dalle tristi passioni,
per gioire insieme
di nuove occasioni

nel crear qualcosa
che ancora non sappiamo,
scoprendo cose nuove
che neppure sogniamo!

Ma altro è il sentire
in cui è facile cadere,
coi signori della guerra
ovunque al potere:

divisi ci vogliono,
nell’Ego arroccati,
riverenti Narciso,
e come lui annegati...

Di schiavi e padroni
questa è l’economia,
che funziona ancor meglio
nella falsa ipocrisia

che preferisce l’austerità
a un po’ di solidarietà,
cantando menzogne
che distruggon la società.

Nell’abisso dei desideri
cade il nuovo liberista,
“mors tua vita mea”,
complotta il nazionalista:

questo germe infettivo
sempre respiriamo,
è la pandemia
di questo mondo insano,

creato sul racconto,
falso ma creduto,
che sommando gli egoismi
il benessere è benvenuto.

No Fratello,
non mi faccio ingannare,
tu hai più valore
di tutto ‘sto ciarpame!

Uomini illuminati,
che la deriva han capito,
scrissero il Testo
a cui il mio Cuor s’è unito:

mamma Costituzione,
nostra guida e alleata,
sei sacra in ogni parola
così come sei nata.

Fratello mio,
sommiamo i talenti,
così che diversità
siano arricchenti:

insieme possiam crescere,
sviluppandoci umanamente,
forti di coraggio,
felici pienamente.

Grazie!

(Francesco Galgani, 28 febbraio 2019)

Un degno rappresentante...

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2019

Un degno rappresentante di chi veramente Ama la vita e sue Creature. Grazie!

fonte: https://www.youtube.com/watch?v=0gwOzzGibsg

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Fortuna o sfortuna... vedremo!

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2019

Fortuna o sfortuna... vedremo!

Cerchiamo di relazionarci con gli aspetti positivi di noi stessi e degli altri.

Fonte del video seguente: https://www.youtube.com/watch?v=uK8i89rii7M
curato da: https://ngalso.org/it/

Nel video, dopo un breve canto di alcuni minuti, Michel Rinpoche (maestro buddista) espone le sue riflessioni e i suoi consigli sul tema della lamentela, della critica e del giudizio. Al termine, conclude con mezz'ora di meditazione guidata.

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Codename One: eccellente per sviluppo mobile multi-piattaforma (Android, iPhone, Web-App, ecc.)

Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2019

In un mio precedente articolo dedicato a "Linee guida di base per la gestione della complessità in un progetto software", ho citato Codename One come un'eccellente scelta lato client per la massima compatibilità multi-piattaforma nello sviluppo di applicazioni mobili.

Per tanti motivi tecnici ed umani, considero Codename One come il migliore strumento per sviluppare per Android, per iPhone (e quindi iOS), per applicazioni web (web-app basate su javascript). Ciò non toglie che lo stesso identico codice scritto in Java con Codename One funzioni anche su altre piattaforme su cui non ho esperienza diretta (ad es. Windows Phone, applicazioni desktop per Windows e per MacOs, ecc.).

Per sviluppare con Codename One esiste un'ampia documentazione sul sito di riferimento, oltre a corsi veri propri nella Codename One Academy, che partono dalle basi sino ad arrivare allo sviluppo di applicazioni complete (lato client e lato server) tipo Facebook, Uber, Whatsapp, ecc. Tutti i corsi in questione, comunque, presumono una conoscenza di base di Java e un minimo di cognizione di come si struttura un progetto software: nulla di eccezionale, ma un po' di basi sono necessarie.

Uno di questi corsi è disponibile anche come e-book e come libro cartaceo, sul sito: https://uber.cn1.co/, in cui potete leggere anche un mio feedback nella sezione in basso "Testimonials".

Stando così le cose, mi pare superfluo aggiungere spiegazioni tecniche su qualcosa che è già abbondantemente documentato sicuramente meglio di quanto io possa fare. Ciò non toglie che in futuro, tempo permettendo, io possa realizzare dei corsi per lo sviluppo di applicazioni mobili per chi proprio parte da zero: in passato, nell'arco degli anni, ho fatto varie docenze in ambito informatico e sono state tutte esperienze positive e soddisfacenti, soprattutto in occasione dei LinuxDay.

Il motivo per cui sto scrivendo questo articolo è che Codename One, paradossalmente, nonostante le eccellenti opportunità che semplificano la vita a noi sviluppatori, offrendo una piattaforma di sviluppo molto leggera, integrata con un plugin negli IDE più comuni (Netbeans, Eclipse, IntelliJ Idea), con un tempo di sviluppo e di apprendimento significativamente inferiore rispetto a quei mattoni come Android Studio o XCode, è relativamente poco conosciuto. Il mio invito è: "Usatelo e spargete la voce!".

Dal mio punto di vista, le persone che hanno creato Codename One e che continuano a svilupparlo attivamente sono geniali e molto disponibili. In tanti anni di informatica, in cui mi sono dovuto confrontare con il supporto tecnico di varie aziende piccole e grandi (da piccole software house sino a giganti come Apple e Google, da piccoli servizi di hosting sino a grandi server farm, da piccole realtà locali sino ad aziende internazionali), non ho mai incontrato così tanta attenzione, competenza, velocità di risposta, tempestiva correzione di bugs da me segnalati (spesso il giorno stesso, specialmente quando sono riuscito a segnalarli con "test case" molto precisi) e aggiunta di nuove funzionalità da me richieste (anche obiettivamente complesse) come con Codename One. Da questo punto di vista, la qualità del supporto tecnico di Codename One è superiore ad ogni altra che io abbia sperimentato e di gran lunga migliore di ogni mia ragionevole aspettativa basata sulle mie precedenti esperienze. I principali canali di comunicazione con il supporto tecnico di Codename One sono StackOverflow (per dubbi su come scrivere il codice) e GitHub (per segnalare bug della piattaforma o per RFE, che significa "request for enhancement", cioè richieste di miglioramenti o aggiunte di funzionalità).

Il codice sorgente delle API di Codename One è open-source (licenza GPL v.2), il che costituisce un grosso vantaggio in fase di sviluppo: spesso vado a curiosare nei sorgenti per meglio rendermi conto di come il mio codice andrà a interagire con quello di Codename One. Non solo: lo sviluppo è aperto a chiunque abbia voglia e competenza per contribuire. Io stesso ho inviato alcune PR (pull request) per aggiungere alcuni importanti funzionalità (come segnalato nelle pagine qui elencate), cioè codice scritto da me che è stato prontamente analizzato e discusso prima di essere integrato in Codename One. E' possibile contribuire anche pubblicando estensioni per Codename One: se guardate nella lista, ne troverete anche una scritta da me. Le estensioni, diversamente dalle API ufficiali, non sono direttamente supportate dal team di Codename One (salvo alcune) e non necessariamente sono funzionanti con tutte le piattaforme ufficialmente supportate da Codename One, ma spesso con un sottoinsieme di esse.

In sintesi, i soldi investiti su Codename One sono soldi investiti bene. Il costo di questo tipo di piattaforma è variabile, si va da account gratuiti sino ad account enterprise: dipende dal tipo di esigenze.

Un mio speciale ringraziamento va a Shai Almog e Steve Hannah per l'eccellente supporto finora ricevuto.

Francesco Galgani,
9 maggio 2019

Una dieta 100% vegatale (vegan) riduce il rischio di malattie croniche

Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2019

Fonte: Newsletter della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana del 3 maggio 2019

Le persone che seguono una dieta vegan hanno un rischio minore di sviluppare malattie croniche, rispetto a chi segue altri tipi di dieta: è questo il risultato di uno studio effettuato dal National Cancer Institute statunitense e pubblicato pochi mesi fa sulla rivista scientifica "The Journal of Nutrition".

I ricercatori hanno analizzato la dieta di persone che seguivano un'alimentazione vegana, latto-ovo-vegetariana, onnivora con basso consumo di carne e pesce, onnivora senza consumo di carne ma con consumo di pesce, e onnivora standard.

Il gruppo vegan è risultato avere il rischio minore per: cancro, malattie cardio vascolari, ipertensione. Questo stesso gruppo era quello con i livelli più elevati di acidi grassi essenziali omega-3 e di antiossidanti come carotenoidi e isoflavoni, associati a minore infiammazione. Era il gruppo con il consumo più elevato di frutta, verdura, cereali integrali e legumi, il maggior consumo di fibra e di beta-carotene e il consumo minore di grassi saturi.

Quello vegan era l'unico gruppo tra quelli esaminati ad avere un peso corporeo nel range corretto, mentre tutti gli altri erano sovrappeso, in media.

Tutto questo è un'ulteriore conferma della validità della dieta 100% vegetale come strumento di prevenzione per le malattie degenerative.

L'articolo originale è:
Miles FL, Lloren JIC, Haddad E, et al. Plasma, urine, and adipose tissue biomarkers of dietary intake differ between vegetarian and non-vegetarian diet groups in the Adventist Health Study-2., J Nutr. Published online February 15, 2019.

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