Restiamo uniti nella democrazia contro le oligarchie (di Giulio Ripa)

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2018

Autore: Giulio Ripa
Fonte dell'articolo seguente: https://sites.google.com/site/archiviodigiulioripa/home/oligarchia
Licenza: Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale

RESTIAMO UNITI NELLA DEMOCRAZIA CONTRO LE OLIGARCHIE

L'oligarchia (dal greco oligoi=pochi e archè=potere, comando; cioè "potere di pochi") è un sistema di governo in cui il potere è detenuto da un gruppo ristretto di persone tendenzialmente chiuso, organizzato, omogeneo, coeso, che lo esercita nel proprio interesse particolare.

Si può parlare ad esempio di oligarchie economiche, finanziarie, burocratiche, militari, ecc.

Nel sistema economico capitalistico si accumulano risorse economiche presso centri di potere oligarchici, che esercitano un ruolo assai importante nell'influenzare la gestione della cosa pubblica.

Spesso queste oligarchie esplicano un effetto asfittico nei confronti del potenziale imprenditoriale degli artigiani e della piccola e media impresa.

I membri della classe politica nascondono il fatto che vi sia una oligarchia al potere, una minoranza organizzata che inevitabilmente si concentra nelle mani di un gruppo ristretto di persone, fondato sempre sulla dicotomia pochi-molti: pochi esercitano il potere, molti lo subiscono.

Il punto di forza delle oligarchie è nell'atomizzazione della massa, confusa, dispersa e incapace di organizzarsi.

"Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā (letteralmente «dividi e comanda») è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di un'autorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie.

Youtube e Facebook = Censura legale e inappellabile

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2018

Io sono tra quei 25000 cittadini che a luglio 2018 hanno protestato contro la legge bavaglio sul web, che fu bocciata dal Parlamento Europeo e che poi, pochi giorni fa, è stata ripresentata e stavolta approvata.

Nel video seguente, il blogger Claudio Messora, con una prospettiva ampia e argomentata, fa il punto della situazione del perché la legge bavaglio sul web, approvata dal Parlamento Europeo il 12 settembre 2018, di fatto va ad istituire una censura legale e inappellabile dell'informazione libera su Internet.

Molto presto si creerà “uno scenario da Grande Fratello di Orwell” perché “i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori”. Comunque, i miei lettori sanno che già anni fa avevo denunciato che Facebook e Google si comportano come censori antidemocratici: da adesso in poi, tale danno all'intera società è legittimato come un diritto... sì, il diritto di censurare ogni voce contraria al sistema criminale neoliberista in cui siamo inseriti.

La propaganda di idee e notizie false, funzionali al perseguimento di interessi privati o di lobby economico finanziarie, è un grave attentato al diritto-libertà di retta informazione, un crimine (solitamente e quotidianamente perseguito da tv e giornali, pur con qualche eccezione) che invalida le fondamenta della democrazia costituzionale... ed è esattamente il tipo di crimine che il Parlamento Europeo ha deciso di proteggere e istituzionalizzare... incentivando (se non addirittura obbligando) la censura preventiva di tutti i contenuti "scomodi", ovvero al di fuori del mainstream. Ne segue che il Parlamento Europeo attuale è espressione dei grandi potentati, e non dei cittadini. Il prossimo anno ci saranno le elezioni europee (23-26 maggio 2019): magari ricordiamoci questi fatti. Grazie.

Sito di riferimento di ByoBlu (i contenuti sono con licenza Creative Commons): https://www.byoblu.com/

Fonte del video seguente: https://www.youtube.com/watch?v=qXEwTTMYYQ0

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Mauro Scardovelli: archivio video

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2018

Archivio di discorsi di Mauro Scardovelli (tratti dal suo canale Youtube) che qui ho raccolto meglio che potevo, per futura memoria e a vantaggio di tutti. Presumo che la licenza sia "Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia (CC BY-NC 2.5 IT)" perché questa era quella adottata da Mauro sul suo vecchio sito (non più esistente) www.mauroscardovelli.com, in onore dell'art. 33 della Costituzione Italiana: «L’arte e la scienza sono libere e liberi sono i loro insegnamenti». Comunque Mauro, in uno dei suoi video, dichiara che ciò che lui dice può essere tranquillamente condiviso, non a caso molto di ciò che lui ha pubblicato si trova sparso in rete su canali diversi.

Per approfondimenti e materiale aggiornato, questo è il sito dell'Università Aleph: www.unialeph.it

La motivazione principale per cui ho creato questa raccolta è che ciò che oggi si trova in Rete domani potrebbe improvvisamente sparire: i grandi monopoli del web hanno il totale potere antidemocratico di decidere unilateralmente cosa può stare sulle loro piattaforme e cosa no, e a quali condizioni, quindi è meglio non affidarsi unicamente a loro.

Sull'orlo della tomba di Internet: tassazione sui link e censura preventiva

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2018

Fonte (Byoblu, 21 giugno 2018, licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5 IT):
https://www.byoblu.com/2018/06/21/sullorlo-della-tomba-di-internet-controrassegna-blu-18/

Sotto il video c'è la trascrizione

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FIRMA ANCHE TU PER CHIEDERE AI PARLAMENTARI EUROPEI DI NON RATIFICARE LA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT CHE DISTRUGGERÀ LA RETE: https://www.byoblu.com/firma-per-evitare-la-distruzione-di-internet/

SCARICA QUESTA CONTRORASSEGNA E RICARICALA SUI TUOI SOCIAL OPPURE INVIALA VIA WHATSAPP A TUTTI I TUOI AMICI. PUOI SCEGLIERE TRA LA VERSIONE HD O QUELLE IN BASSA RISOLUZIONE, ADATTE AL TUO SMARTPHONE: https://www.byoblu.com/preleva-e-diffondi-la-controrassegna-blu/

Mancano 13 giorni alla distruzione della rete per come la conosciamo. Firma adesso …o mai più!

Sta succedendo qualcosa, qualcosa che forse non tutti sanno, e non lo sanno perché quelli che dovrebbero informarli sono interessati a mantenere un basso profilo. Qualcosa riguarda internet e le nostre libertà. Siamo ormai abituati agli attacchi alla rete che arrivano dal nostro Parlamento, il Parlamento italiano, ma questo viene da molto, molto più in alto. Per la precisione, dal Parlamento europeo.

Comunicazione Non Violenta (CNV, Mauro Scardovelli)

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2018

Mauro Scardovelli (biografia, attività e pubblicazioni), in uno dei suoi video, dichiara che ciò che lui dice può essere tranquillamente condiviso, non a caso molto di ciò che lui ha pubblicato si trova su:

Youtube: https://www.youtube.com/user/MauroScardovelli
Archive.org: https://archive.org/search.php?query=creator%3A%22Mauro+Scardovelli%22&sort=titleSorter
Google Drive: https://drive.google.com/drive/folders/0B7Ay4m4h0pvrUkVIdUx2d2gxV3M

Raccolgo in questa pagina alcuni suoi video e audio dedicati alla Comunicazione Non Violenta (CNV), pubblicati sul suo vecchio sito www.mauroscardovelli.com (purtroppo non più esistente, ma la cui copia è ancora presente su archive.org), con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia (CC BY-NC 2.5 IT), con l'auspicio che possano contribuire a migliorare le nostre vite.

Grazie Mauro!


Premessa: Leader di sé è colui che sa guidare le proprie emozioni

«Nello stato di coscienza adattato, in cui comunemente viviamo, una persona è schiava delle proprie emozioni. Ciò significa che non è leader di sé, ma succube dei propri circuiti neuronali più primitivi, meno evoluti.

Con questo stato di schiavitù al proprio interno, è naturale che, anche all’esterno, la persona sia facilmente assoggettabile, governabile, sfruttabile e manipolabile dalle élites di potere.

In ultima analisi queste élites (siano esse economiche, politiche, religiose...) per mantenere il potere, hanno tutti gli interessi affinché le persone non imparino a gestire le proprie emozioni, in particolare la paura, ossia non diventino leader di sé.

Questo stato di schiavitù a cui ci sottomettiamo inconsapevolmente, è parte del campo semantico del giudizio, il quale è ormai diventato, nella cultura occidentale, una categoria a priori della nostra percezione della realtà; per questo è così difficile accorgercene e  liberarcene.Noi crediamo di essere li

beri fautori del nostro destino, ma non ci accorgiamo che, in realtà, trascorriamo la nostra intera vita all’interno delle aule di un tribunale: ogni nostro singolo pensiero, azione, emozione, viene valutata da un instancabile giudice interiorizzato e onnipotente al nostro interno.

Non essendo dunque liberi, ma schiavi di un’entità interiorizzata attraverso la cultura e quindi invisibile ai nostri occhi, le elités di potere possono dormire sonni tranquilli, perché hanno trovato la chiave per mantenere gli esseri umani nella paura di essere giudicati colpevoli, paura che essi stessi, autonomamente, giorno dopo giorno, generano al proprio interno... e, come detto sopra, se è un’emozione come la paura a guidare la persona, essa non sarà mai leader di sé.

Come mai questo giudice ha così potere su di noi?

Perché la cultura oppressiva e narcisista, in cui ci troviamo immersi, è riuscita nei secoli a creare un tipo di linguaggio (che è la materia di cui sono fatti i nostri pensieri) impregnato di presupposti che danno per scontato che il metro di valutazione delle relazioni umane sia il giudizio.

Il risultato dell’utilizzo del linguaggio in questa modalità, è che per noi diventa normale valutare noi stessi e gli altri in base a criteri quali colpa, merito, migliore, peggiore, castigo, premio, bravura, stupidità, peccato, punizione, senso di colpa, senso di inferiorità, condanna, vergogna, paura, rimprovero...

E se invece di queste categorie immaginassimo per un momento di utilizzare lo strumento linguaggio (di per sé neutro) in una modalità completamente inedita, che metta al centro la qualità della relazione, i sentimenti, i bisogni di una persona, i suoi valori? Una modalità che valorizzi la comprensione profonda dei fatti e una giustizia riparativa, anziché punitiva? Se imparassimo ad utilizzare questo tipo di linguaggio oltreché con le altre persone, in prima istanza con noi stessi e le nostre parti interne?

Questa è la sfida della Comunicazione Non Violenta di Marshall Rosenberg, che, in Aleph, viene integrata nel Metamodello 2.» (scritto da Mauro Scardovelli, fonte)

Nei video e negli audio seguenti, Mauro Scardovelli fa riferimento al libro "Parlare pace" di Marshall Rosenberg. Nel momento in cui scrivo (giugno 2018) è possibile acquistare la riedizione del libro "Parlare pace" di Marshall Rosenberg al link seguente:
http://www.centroesserci.it/shop/le-tue-parole-possono-cambiare-il-mondo/

Video sulla "Comunicazione Non Violenta":

  1. ComunicazioneNonViolenta01.mp4

  2. ComunicazioneNonViolenta02.mp4

  3. ComunicazioneNonViolenta03.mp4

  4. ComunicazioneNonViolenta04.mp4

  5. ComunicazioneNonViolenta05.mp4

  6. ComunicazioneNonViolenta06.mp4

  7. ComunicazioneNonViolenta07.mp4

  8. ComunicazioneNonViolenta08.mp4

  9. ComunicazioneNonViolenta09.mp4

  10. ComunicazioneNonViolenta10.mp4

  11. ComunicazioneNonViolenta11.mp4

Audio sulla "Comunicazione Non Violenta":

  1. ComunicazioneNonViolenta01.mp3

  2. ComunicazioneNonViolenta02.mp3

  3. ComunicazioneNonViolenta03.mp3

  4. ComunicazioneNonViolenta04.mp3

  5. ComunicazioneNonViolenta05.mp3

  6. ComunicazioneNonViolenta06.mp3

  7. ComunicazioneNonViolenta07.mp3

  8. ComunicazioneNonViolenta08.mp3

  9. ComunicazioneNonViolenta09.mp3

  10. ComunicazioneNonViolenta10.mp3

  11. ComunicazioneNonViolenta11.mp3

  12. ComunicazioneNonViolenta12.mp3

  13. ComunicazioneNonViolenta13.mp3

  14. ComunicazioneNonViolenta14.mp3

La medicina convenzionale è la principale causa di morte

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2018

I miei lettori più affezionati forse ricorderanno che tempo addietro pubblicai l'articolo "Alla ricerca della scienza...", in cui argomentai (con dati scientifici alla mano pubblicati su Nature) che l'intero impianto scientifico della nostra società contemporanea merita una seria messa in discussione, poiché produce e si basa su ricerche «sovente basate sull'aria fritta». Allo stato attuale, visto che dal 70% al 90% delle ricerche scientifiche pubblicate su canali ufficiali non sono affidabili in quanto non riproducibili, «è evidentemente difficile prendere una qualsiasi decisione che possa definirsi "scientifica" o quantomeno basata su evidenze di realtà». Rimando al mio precedente articolo per chi desidera approfondire.

A complemento di quanto già avevo denunciato, riporto qui di seguito un articolo di Enea Rotella, pubblicato su ByoBlu (con licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5 IT, link all'articolo originale), nel quale viene sintetizzato il saggio "Death by Medicine" (liberamente tradotto con "Medicina assassina"), frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori (Gary Null, Carolyn Dean, Martin Feldman, Debora Rasio, Dorothy Smith) che, basandosi su prove evidenti (provenienti da studi pubblicati su riviste mediche), dimostra che la medicina convenzionale sia la principale causa di morte.

Link alla traduzione automatica di "Death by Medicine".

Buona lettura e buone riflessioni,
Francesco Galgani,
9 giugno 2018


Malasanità: ne uccide più la medicina che gli incidenti stradali.

medicina assassina malasanitàMedicina assassina” è un saggio sulla malasanità, frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori (Gary Null, Carolyn Dean, Martin Feldman, Debora Rasio, Dorothy Smith) che, basandosi su prove evidenti, dimostrano come il sistema sanitario faccia più male che bene poiché sono circa 2,2 milioni  le persone che ogni anno manifestano reazioni avverse ai vari farmaci prescritti. Parliamo di farmaci, esami o interventi prescritti ogni anno ma non necessari, come 20 milioni di antibiotici, 7,5 milioni di procedure mediche e chirurgiche, 8,9 milioni di pazienti sottoposti a ricovero ospedaliero e circa 800.000 decessi provocati dalla medicina tradizionale solo negli Stati Uniti.

Cyberbullismo - Lettura e premiazione poesia (Cipressino D'Oro 2018)

Ultimo aggiornamento: 17 Maggio 2018

Cyberbullismo - Lettura e premiazione poesia
(di Francesco Galgani, Cipressino D'Oro 2018, testo della poesia)

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Chi regala le ore agli altri vive in eterno... in omaggio all'AVO di Cariati

Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2018

Link al post contenente questa immagine:
https://www.facebook.com/avo.cariati/posts/392479991252243

Ringrazio la mia amata compagna Serafina per avere finora attivamente promosso le attività dell'AVO, impegnandosi in prima linea nel portare ascolto e sostegno emotivo agli ammalati, anche in situazioni molto avverse.

La compassione delle persone religiose è inferiore a quella delle persone non-credenti?

Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2018

Premessa: per evitare fraintendimenti su quanto segue, preciso che con il termine "compassione", nell'articolo seguente da me tradotto dall'inglese, è definito come "l'emozione provata nel vedere la sofferenza di altre persone, emozione che poi si trasforma in stimolo per offrire loro aiuto, spesso con un costo o un rischio personale". Quindi, in questo contesto, la compassione non c'entra nulla con la commiserazione.

L'articolo scientifico seguente, frutto di tre ricerche e pubblicato dall'University of California il 30 aprile 2012, va ad evidenziare che il "grado di compassione" delle persone poco o per niente religiose, nell'offrire aiuto ad un sconosciuto, è complessivamente maggiore di quello delle persone che considerano se stesse come "altamente religiose".

Presumo che questo articolo offra un ottimo spunto di riflessione per chi, come me, ritiene che una buona religione sia anche una buona medicina per tanti mali...

Questa ricerca va ad integrarsi con una precedente ricerca analoga (che prende in esame i praticanti di otto religioni e il loro livello di compassione), citata nel libro "Parlare pace - Quello che dici può cambiare il mondo" di Marshall Rosenberg: ne parla Mauro Scardovelli, nell'audio 2 a partire dal punto 3:45, alla pagina seguente dedicata alla Comunicazione Non Violenta:
http://www.mauroscardovelli.com/PNL/Consapevolezza_di_se/CNV.html
Per chi non riesce ad aprire l'audio dalla pagina sopra linkata, indico il link diretto:
https://archive.org/download/ComunicazioneNonViolenta_991/ComunicazioneNonViolenta02.mp3

Attenzione però a non generalizzare, perché all'interno di ogni gruppo religioso c'è una parte ristretta (circa un sesto di ogni gruppo religioso, o anche meno) che è molto più compassionevole di quanto lo siano le altre persone (su questo punto, rimando all'audio di cui sopra).


Le persone altamente religiose sono meno motivate dalla compassione rispetto ai non-credenti

Titolo originale: Highly religious people are less motivated by compassion than are non-believers
Fonte: http://news.berkeley.edu/2012/04/30/religionandgenerosity/

"Ama il tuo prossimo" è largamente predicato, ma una nuova ricerca suggerisce che le persone altamente religiose siano meno motivate dalla compassione quando aiutano uno sconosciuto rispetto agli atei, agli agnostici e alle persone meno religiose.

In tre esperimenti, gli scienziati sociali hanno trovato che la compassione ha guidato in maniera significativamente ridotta le persone religiose ad essere più generose. Per le persone altamente religiose, tuttavia, la compassione era in gran parte non correlata a quanto generose sono state, secondo i risultati che sono pubblicati nella versione online del giornale "Social Psychological and Personality Science":
http://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1948550612444137?journalCode=sppa

I risultati mettono in discussione una diffusa convinzione che gli atti di generosità e di carità siano in gran parte spinti da sentimenti di empatia e di compassione, hanno detto i ricercatori. Nello studio, il legame tra compassione e generosità è risultato più forte per coloro che si sono identificati come non religiosi o meno religiosi.

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