Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.599 articoli, per un totale di 1.453.061 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 23 aprile 2026. L'ultima stampa scaricabile del blog in PDF, fatta il 3 marzo 2026, conta 5913 pagine A4.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
Digiuno secco: muscoli, dimagrimento, disidratazione e reni? No problem.
Espongo queste considerazioni basandomi sull'autorevole libro 20 domande sul digiuno secco di Vera Giovanna Bani e Sergej Filonov, a cui rimando per tutti gli approfondimenti.
Il libro definisce il digiuno secco (DS) come una pratica di completa astinenza da cibo e acqua per un periodo determinato di tempo e precisa che, nella sua forma più rigorosa, esso limita anche il contatto esterno con l’acqua. Nella presentazione iniziale, il testo distingue inoltre fra pratica domestica breve e pratica più lunga sotto controllo medico.
Quanto ai tipi di digiuno considerati, il volume colloca il digiuno secco dentro una famiglia più ampia di protocolli di RDT, cioè “dietodigiunoterapia”, sviluppati in Russia. Nell’indice e nei capitoli centrali compaiono in particolare il digiuno secco completo (DSC) di 7, 9 o 11 giorni, il digiuno secco a cascata, il digiuno secco frazionato (DSF) proposto da Filonov, oltre al digiuno combinato, nel quale alcuni giorni secchi sono seguiti da un periodo di digiuno idrico. Il testo descrive dunque non un solo “digiuno secco”, ma una famiglia di approcci con durata, intensità e finalità diverse.
Detto questo, veniamo ad alcuni legittimi dubbi tra i più diffusi, che riguardano i muscoli, il dimagrimento, la disidratazione e i reni.
1a. Il digiuno secco “consuma i muscoli”?
1b. Il digiuno secco brucia più o meno grasso del digiuno ad acqua?
Il libro non descrive il digiuno secco come un consumo indiscriminato dei tessuti, ma come una condizione in cui il corpo, in base alla sua fisiologia, tende a usare prima il grasso, e lo fa in misura maggiore del digiuno ad acqua. Riporto un estratto dal capitolo 7, dedicato ai vantaggi del digiuno secco rispetto al digiuno idrico, preso dalle pp. 46-47:
Effetto dimagrante: durante un DS nell’organismo del paziente non entra né cibo né acqua vale a dire che si arresta completamente l’apporto di energia dall’esterno. L’organismo è costretto a produrre energia e acqua in modo endogeno, cioè all’interno di se stesso. Per questo nell’organismo cominciano a prodursi delle reazioni chimiche insolite, si modificano i processi metabolici, per esempio si perde meno tessuto muscolare rispetto a quello adiposo. Durante un digiuno ad acqua la perdita di tessuto muscolare e adiposo è quasi in uguale proporzione. Durante un DS, invece, il paziente assomiglia a un cammello, vediamo perché: l’organismo mantiene la sua capacità vitale soprattutto a spese dei grassi di riserva. Il tessuto adiposo viene distrutto in modo molto efficiente e non riacquista più il suo volume iniziale. Esso infatti viene distrutto 3-4 volte più rapidamente del tessuto muscolare perché il tessuto grasso per più del 90% è costituito da acqua mentre quello muscolare rimane relativamente intatto. L’organismo non soffre a causa del deficit di acqua, per i suoi bisogni utilizza l’acqua ricavandola dal tessuto adiposo. In un DS il tessuto adiposo brucia 3 volte più rapidamente che durante un digiuno ad acqua. [...] Se dopo un digiuno ad acqua il tessuto adiposo si ripristina più rapidamente (se il regime alimentare è quello precedente il digiuno), con un DS ciò avviene in misura minore. [...]
2. La disidratazione?
Il secondo grande timore riguarda l’acqua. La paura comune è intuitiva, del tipo: "Se non bevo, il corpo si svuota e si disidrata in modo inevitabile e lineare". Il libro contesta questa rappresentazione troppo semplice.
Il primo argomento è il concetto di acqua endogena. Come abbiamo già visto, già nel capitolo 7 il testo sostiene che, durante il digiuno secco, l’organismo ricava acqua per i propri bisogni dai tessuti adiposi. Il capitolo 8 approfondisce questa idea: una parte centrale del meccanismo descritto da Filonov è proprio la produzione interna di acqua ed energia a partire dalle riserve corporee.
Il secondo argomento è quantitativo. Nell’appendice, il Manuale per medici afferma che dalla scissione della massa grassa si può liberare acqua metabolica e che, in condizioni ordinarie, il deficit idrico giornaliero durante il digiuno assoluto non supererebbe in genere 0,5-1 litro; aggiunge inoltre che, se l’assenza assoluta di cibo e acqua non supera i 3-4 giorni, la disidratazione rimane di livello basso. È un passaggio molto importante, perché traduce una tesi generale in termini più concreti e suggerisce una gestione interna dei liquidi entro margini che fisiologicamente sono ammissibili nei protocolli brevi.
Il terzo argomento riguarda i protocolli alternati, cioè quelli che non prevedono un digiuno secco continuo indefinito ma cicli di astinenza e fasi di reintegrazione. Il libro descrive infatti sia il digiuno combinato — con 1-3 giorni secchi seguiti da giorni di digiuno idrico — sia il metodo frazionato di Filonov, con cicli successivi intervallati da periodi di reintegrazione alimentare.
3. I reni?
Se c’è un punto in cui il tono di Filonov diventa particolarmente netto, è quello dei reni. Nel capitolo 20, affrontando i “luoghi comuni”, il testo è esplicito. Ecco da un estratto dalle pp. 196-198:
Nel corso di una pratica di DS l’organismo non ha bisogno di riciclare l’acqua come avviene durante un regime abituale di alimentazione e assunzione di liquidi. E' ovvio che durante un DS i reni e il fegato sono praticamente a riposo quasi completo, cosa che non si può dire con un digiuno idrico. [...] Parlare dei pericoli cui verrebbero sottoposti i reni durante un DS significa non riuscire a comprendere i processi che si verificano durante questo tipo di digiuno. Sarebbe più corretto chiedersi se non siano piuttosto le bevande di oggi e l’acqua del rubinetto a causare danni ai reni. [...] Per danneggiare i reni durante una pratica di DS bisogna volerlo fortemente. [...] Al fine di curare malattie renali bisogna normalizzare l’attività dell’organismo nel suo insieme. Il digiuno a secco è uno dei metodi più efficaci per ripristinare la salute perduta. [...]
Avvertenze finali
Lo stesso libro, però, contiene una avvertenza esplicita: non considera i propri suggerimenti terapeutici sostitutivi di una fondata indicazione medica e invita il lettore a consultare un medico prima di intraprendere un digiuno idrico o secco. Inoltre elenca controindicazioni assolute e relative, fra cui diabete mellito di tipo I, insufficienza renale cronica, gravidanza e allattamento, oltre ad altre condizioni cliniche che richiedono prudenza o esclusione.
A questo punto, rimando i miei lettori a leggersi direttamente la fonte, cioè il libro linkato all'inizio, e a consultare la pagina "Malattie da cui si può guarire con il metodo del digiuno terapeutico" su siberika.it.
(23 aprile 2026)
Setting Up Anki on Linux for Japanese Study: TTS, IME, and Card Templates
In my opinion, Anki (https://apps.ankiweb.net/#downloads) is a powerful tool for learning personalized vocabulary in a foreign language. It can be a useful supplement for students taking language courses.
However, if your goal is to learn Japanese and you're using Linux, the initial setup can be complicated.
I'll try to simplify the Anki setup with the following steps, which I tested on Linux Mint 22 and Anki Launcher 25.09.
== Card templates for studying kana (or kanji) with TTS ==
A new “note type” is useful for studying Japanese. I called it "Basilare - Da italiano a giapponese kana" (in English: "Basic - From Italian to Japanese kana"). My goal is to display one to three Italian meanings on each card and then ask the student to write the Japanese equivalent in kana. Then, the student can check their answer and hear the correct Japanese pronunciation.
To make my templates work, six new fields are needed. Since I'm Italian, I've named the fields in my own language. If you change them to suit your native language, keep in mind that you'll then need to modify the templates accordingly:
1. Italiano1
2. Italiano2
3. Italiano3
4. Kana
5. Kanji
6. Esempio
The first three fields indicate three possible meanings in the source language (only the first is required), the fourth field contains the kana writing (required), the fifth the kanji writing (optional), and the sixth an example sentence (optional).
Leave all the settings as they are. For the fourth field, "Kana", select "Sort by this field in the browser".
Now you can copy and paste the following snippets.
Front template:
<div class="meaning">
<div class="it1">{{Italiano1}}</div>
{{#Italiano2}}
<div class="itx">{{Italiano2}}</div>
{{/Italiano2}}
{{#Italiano3}}
<div class="itx">{{Italiano3}}</div>
{{/Italiano3}}
</div>
<div class="prompt">Scrivi in kana</div>
{{type:Kana}}Back template:
{{FrontSide}}
<hr id=answer>
<div class="jp-block">
<div class="label">Kana</div>
<div class="kana">{{Kana}}</div>
{{#Kanji}}
<div class="label">Kanji</div>
<div class="kanji">{{Kanji}}</div>
{{/Kanji}}
</div>
{{#Esempio}}
<div class="label">Esempio</div>
<div class="example">{{Esempio}}</div>
{{/Esempio}}
<div class="label">Audio</div>
<div class="tts">{{tts ja_JP:Kana}}</div>Style:
.card {
font-family: sans-serif;
font-size: 22px;
text-align: center;
padding: 18px;
}
.meaning {
margin-bottom: 14px;
}
.it1 {
font-size: 1.35em;
font-weight: 700;
margin-bottom: 8px;
}
.itx {
font-size: 1.05em;
margin-top: 4px;
}
.prompt {
margin-top: 14px;
margin-bottom: 8px;
font-size: 0.95em;
}
#typeans {
font-size: 1.2em;
margin-top: 10px;
}
.jp-block {
margin-top: 8px;
}
.label {
margin-top: 14px;
margin-bottom: 4px;
font-size: 0.8em;
text-transform: uppercase;
letter-spacing: 0.04em;
}
.kana {
font-size: 1.8em;
line-height: 1.35;
}
.kanji {
font-size: 1.6em;
line-height: 1.35;
}
.example {
margin-top: 4px;
font-size: 1.05em;
line-height: 1.5;
}
.tts {
margin-top: 6px;
}== Aivis TTS Setup ==
The {{tts ja_JP:Kana}} field in the back template uses the default TTS on your machine. This field works out of the box on Ankidroid (Anki for Android) and Anki for macOS. To ensure maximum compatibility across operating systems, no particular voice is specified, only the Japanese language.
On Linux, things are a bit more complicated, because Anki doesn't have a default TTS. So, I did some research to find a high-quality free voice. Ultimately, I came across the Aivis Project, which has excellent Japanese voices.
I've chosen Honoka's voice. This voice is based on recordings of a 20-year-old Japanese woman in real life. Here is a voice sample:
https://hub.aivis-project.com/aivm-models/59f96896-64d2-4378-830a-4d5feb3d81aa
Note that the URL contains the UUID 59f...1aa needed for installation.
The Aivis Project website states that it is compatible with Windows and macOS, but it does not mention Linux. That's not a problem, though, because I've created my own installer.
Save https://www.informatica-libera.net/files/setup-aivis-jp-tts.txt as setup-aivis-jp-tts.sh in your home directory and give it execution permission.
Then:
$ ./setup-aivis-jp-tts.sh --no-interactive --voice-uuid "59f96896-64d2-4378-830a-4d5feb3d81aa"
It needs to perform a very heavy download. If it times out, run it again.
Finally, try it.
Test 1:
$ aivis-jp-tts "こんにちは。テストです。" ~/Music/test1.mp3
Test 2:
$ aivis-jp-tts --speed 1.0 "こんにちは。テストです。" ~/Music/test2.mp3
== Anki add-on for Aivis TTS ==
Anki doesn't know how to use Aivis, so I created a specific add-on.
First, check the full path of aivis-jp-tts:
$ command -v aivis-jp-tts /home/francesco/bin/aivis-jp-tts
Then check that add-ons folder exists:
$ [ -d ~/.local/share/Anki2/addons21 ] && echo "OK" || echo "Dir not found" OK
Create a folder named aivisjp inside it:
$ mkdir -p ~/.local/share/Anki2/addons21/aivisjp
Close Anki if it's open and save my add-on:
$ cd ~/.local/share/Anki2/addons21/aivisjp $ wget -O '__init__.py' 'https://www.informatica-libera.net/files/anki-addon-for-aivis.txt' $ cmd="$(command -v aivis-jp-tts)" && [ -x "$cmd" ] && sed -i.bak "s|^AIVIS_CMD = \".*\"|AIVIS_CMD = \"$cmd\"|" __init__.py
The last command set the correct full path in AIVIS_CMD. We can open the file and check it.
Finally, we can reopen Anki and verify that the add-on is installed and enabled.
== Keyboard setup ==
According to Anki's Linux documentation, its standard build includes Fcitx support, though it may not work on all distributions. Recent reports on the Anki forum regarding Ubuntu and Linux Mint show instances where Japanese input fails inside Anki, even though it works elsewhere. The same occurred for me. Then, switching to IBus + Mozc caused it to start working again.
So, I solved it this way:
$ sudo apt update $ sudo apt install ibus ibus-mozc mozc-utils-gui $ im-config -n ibus $ ibus-daemon -drx
im-config -n ibus makes IBus the active input-method framework for the desktop session, which helps Qt/GTK applications such as Anki see the correct IME instead of falling back to a setup Anki does not handle reliably.
The last command should prevent the need to log out and log back in as the current user. However, if that doesn't work, log out and log back in or restart your computer.
(April 22, 2026)
Oltre il vegan: compassione, digiuno, rinnovamento, guarigione
I pensieri di un uomo saggio verso gli animali si basano più sulla compassione e sull'amore fraterno che sulla paura, sul dominio, sulla rabbia, sulla superiorità o sull'interesse economico. Come gli esseri umani, gli animali condividono tutti le sofferenze universali della nascita, vecchiaia, malattia e morte, ma a differenza dell'uomo, sono incapaci di realizzare cosa sia bene e cosa sia male, cosa meritorio e cosa demeritorio. Pertanto, un essere umano senza tale realizzazione non sarebbe migliore di un animale.
Il termine "animale" è attribuito arbitrariamente dall'uomo e non si sa quale nome gli "animali" diano all'uomo. Se c'è, potrebbe forse essere "demone" o "orco" per descrivere la sua pratica abituale di uccidere indiscriminatamente, sia per cibo che per divertimento. Tale appellativo è in gran parte appropriato e ragionevole. È evidente quanti tra coloro che si definiscono "umani" siano in realtà così implacabili verso gli animali e verso altri esseri umani, ricorrendo spesso alla violenza e all'uccisione.
Gli umani alimentano i fuochi del pericolo e della paura sia nella società degli uomini che in quella degli animali. È per questo che gli animali, soprattutto quelli selvatici, sono istintivamente sospettosi degli uomini.
Molti credono che tutta la questione dell'essere vegan, erroneamente dipinta da alcuni come una "religione" per usare termini gentili, sia innanzitutto una questione etica, di rispetto della salute e dell'ambiente. Ciò è indubbiamente vero, tuttavia temo che questo sia un modo troppo raffinato di vedere la questione. In termini più grezzi e diretti, parlerei semplicemente di "legittima difesa". Nutrirsi delle sofferenze e della morte altrui provoca le proprie sofferenze e la propria morte. Tutto qua. Il resto sono solo ragionamenti.
Eppure non mi basta. Anche se l'orco di cui sopra riuscisse a entrare in contatto con la propria e altrui anima, comprese le anime dei fratelli e delle sorelle animali, e diventasse vegan a vita, avrebbe fatto solo il primo passo. Il secondo è quello di avere sufficiente consapevolezza da accorgersi che quasi tutte le malattie umane, fisiche e mentali, derivano non solo da "cosa" si mangia, ma anche da "quanto" e "con quale frequenza". Mangiare e bere tutti i giorni, più volte al giorno, attira i demoni, le malattie e la morte. Anche riporre la propria attenzione e fede solo nelle cose materiali, pur con tutte le buone intenzioni, spalanca le porte dell'inferno.
Digiuno e preghiera, digiuno e meditazione, digiuno e studio, digiuno e attività fisica all'aperto, soprattutto in mezzo alla natura, sono componenti inseparabili e indispensabili di ogni rinnovamento. Se questi mancano, ne consegue inevitabilmente la morte, tanto del singolo individuo quanto di un intero popolo. Se invece ci sono e sono praticati consapevolmente, la guarigione arriva spontaneamente.
Suggerisco la lettura di "20 Domande Sul Digiuno Secco" (Vera Giovanna Bani, Sergej Filonov). Una parte di queste riflessioni l'ho tratta dalla biografia di Luang Pu Mun, sez. "The Dhutanga Observances", pag. 37 e seguenti. Restando in tema, segnalo anche il mio libro "Non-violenza senza eccezioni: una via buddista per la pace".
(21 aprile 2026)