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Appello di Francesco Galgani

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile 2019

SperanzaAppello rivolto a chi ha occhi per vedere, orecchie per sentire, cuore per Amare

Cerco persone di buona volontà che, in base alla propria sensibilità, possibilità, creatività, conoscenza di più lingue o qualsiasi talento personale, desiderino dar diffusione alla "Religione dell'Ultima Lotta" (per chi non ne ha letto il testo fondativo, rimando al testo completo e alla breve presentazione).

Lascio la porta aperta a mille possibilità e a sviluppi che, nel momento in cui scrivo queste parole, non posso neanche immaginare.

Grazie,
Francesco Galgani,
14 aprile 2019

Linus Torvalds: i social media sono il regno della mediocrità, spazzatura che non aiuta

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2019

Quanto segue è una mia traduzione, con note, di una piccola parte di un'intervista rivolta a Linus Torvalds, padre di Linux, pubblicata il 2 aprile 2019 alla pagina: https://www.linuxjournal.com/content/25-years-later-interview-linus-torvalds

Per chi non lo conosce, Linus Torvalds è un programmatore, informatico e blogger finlandese, conosciuto soprattutto per essere stato l'autore della prima versione del kernel Linux e coordinatore, per 25 anni, del progetto di sviluppo dello stesso.

Per correttezza, riporto sia il testo originale (in rosso) sia una possibile traduzione (in blu); le note sono in nero.

«[...]

Bob: If you had to fix one thing about the networked world, what would it be?

Bod: Se tu dovessi risolvere una cosa che riguarda il mondo di Internet, quale sarebbe?

Linus Torvalds: Nothing technical. But, I absolutely detest modern "social media" — Twitter, Facebook, Instagram. It's a disease. It seems to encourage bad behavior.

Linus Torvalds: Niente di tecnico. Ma, io detesto assolutamente i moderni "social media" — Twitter, Facebook, Instagram. Essi sono una malattia. Sembrano incoraggiare un cattivo comportamento. (N.d.t.: "social media" in inglese si può usare al singolare o al plurale a seconda dell'accezione, in questo caso Linus usa il singolare per indicare che si sta riferendo ai "social media" come a un fenomeno sociale, e non a uno specifico canale di comunicazione o a uno specifico social network).

I think part of it is something that email shares too, and that I've said before: "On the internet, nobody can hear you being subtle". When you're not talking to somebody face to face, and you miss all the normal social cues, it's easy to miss humor and sarcasm, but it's also very easy to overlook the reaction of the recipient, so you get things like flame wars, etc., that might not happen as easily with face-to-face interaction.

Penso che anche l'email condivida parte di questo problema, e che come ho già detto: "Su Internet, nessuno può capire quando ti stai esprimendo in maniera acuta [cioè quando il senso di ciò che dici va oltre le parole]" (n.d.t.: questa non è una traduzione letterale di "On the internet, nobody can hear you being subtle", frase che Linus Torvalds ha detto in più interviste, ma una mia parafrasi per esplicitarne il significato). Quando non parli con qualcuno faccia a faccia e ti perdi tutti i normali segnali sociali, è facile non comprendere l'umorismo e il sarcasmo, ma è anche molto facile ignorare le reazioni altrui, scatenando guerre fatte di parole offensive o provocatorie (n.d.t., lett.: "flame wars"), ecc., che difficilmente accadrebbero con l'interazione faccia a faccia.

But email still works. You still have to put in the effort to write it, and there's generally some actual content (technical or otherwise). The whole "liking" and "sharing" model is just garbage. There is no effort and no quality control. In fact, it's all geared to the reverse of quality control, with lowest common denominator targets, and click-bait, and things designed to generate an emotional response, often one of moral outrage.

Ma l'email funziona ancora. Devi ancora metterci un po' di impegno per scriverla, e generalmente c'è un po' di contenuto reale (tecnico o di altro genere). L'intero modello fatto di "tocca su «mi piace»" e di "tocca su «condividi»" è solo spazzatura (n.d.t.: questa è una mia libera traduzione di «"liking" and "sharing" model», con cui ho voluto enfatizzare la superficialità del gesto: qui infatti lo "sharing model" a cui fa riferimento Linus riguarda esclusivamente i social network, mentre non c'entra nulla con il ben più impegnativo "modello di condivisione" su cui egli stesso ha basato la creazione e condivisione del suo progetto Linux, modello che richiede enormi sforzi, investimenti e spirito etico). Non ci sono né sforzo né controllo di qualità (n.d.t.: ancora una volta, il fatto che Linus enfatizzi la mancanza di sforzo e di controllo di qualità va a rimarcare la differenza sostanziale rispetto a un vero modello di condivisione, tipico della comunità di programmatori di cui lui fa parte e di cui lui è il leader e il capo, in cui sforzo e controllo della qualità sono alla base della collaborazione). In realtà, è tutto orientato sul modello opposto al controllo di qualità (n.d.t.: qui Linus si sta esprimendo in maniera eufemistica, sta dicendo che nei "social media" il modello prevalente è quello della mediocrità, dei fake, della superficialità, dell'emotività, dell'assenza di pensiero critico, della velocità), con obiettivi di minimo comun denominatore, e "cose che servono a richiamare click" (lett.: "esche di click", in inglese "click-bait" è al singolare perché "bait" è uncountable), e cose progettate per generare una risposta emotiva, che sovente consiste in un oltraggio morale.

Add in anonymity, and it's just disgusting. When you don't even put your real name on your garbage (or the garbage you share or like), it really doesn't help.

Aggiungici l'anonimato, ed è semplicemente disgustoso. Quando non metti nemmeno il tuo vero nome sulla tua spazzatura (o sulla spazzatura che condividi o che ti piace), davvero non aiuta [nessuno].

I'm actually one of those people who thinks that anonymity is overrated. Some people confuse privacy and anonymity and think they go hand in hand, and that protecting privacy means that you need to protect anonymity. I think that's wrong. Anonymity is important if you're a whistle-blower, but if you cannot prove your identity, your crazy rant on some social-media platform shouldn't be visible, and you shouldn't be able to share it or like it.

In realtà sono una di quelle persone che pensano che l'anonimato sia sopravvalutato. Alcune persone confondono la privacy con l'anonimato e pensano che vadano a braccetto, e che proteggere la privacy significhi che è necessario proteggere l'anonimato. Penso che sia sbagliato. L'anonimato è importante se sei uno o una whistle-blower (n.d.t.: negli Stati Uniti, uno o una whistle-blower è una persona che denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda), ma se non riesci a dimostrare la tua identità, il tuo folle sbraitare contro qualcuno (n.d.t.: lett. "crazy rant") su qualche piattaforma social-media non dovrebbe essere visibile, e non dovresti essere in grado di condividerlo o di indicare che ti piace.

[...]»

traduzione di Francesco Galgani, 21 aprile 2019

AVO Cariati fa donazioni grazie al 5 per mille

Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2019

Tra le varie attività dell'A.V.O. (Assocazione Volontari Ospedalieri) di Cariati (CS), quest'anno, in occasione di una Festa di Pasqua organizzata dall'A.V.O. di Cariati per gli ospiti del C.A.P.T. (Centro di Assistenza Primaria Territoriale) "Vittorio Cosentino" di Cariati (foto in basso), ci sono stati l'acquisto e la donazione di un forno a microonde e di una bilancia pesapersona, come richiesto e concordato con il responsabile della RSAM (Residenza Sanitaria Assistita Medicalizzata). Questa e altre attività dell'A.V.O. di Cariati sono possibili anche grazie alle donazioni ricevute, tra cui il 5 per mille. Questo mese verranno organizzati anche corsi di formazione per nuovi volontari. La pagina Facebook dell'A.V.O. di Cariati è al link seguente: https://it-it.facebook.com/avo.cariati/

Francesco Galgani, 18 aprile 2019

AVO Cariati Festa Pasqua 2019

Tra Ragione e Religione (di Giulio Ripa)

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2019

tratto da: https://sites.google.com/site/archiviodigiulioripa/home/tra-ragione-e-religione

"Un uomo in grado di incarnare un senso di nostalgia del possibile, nostalgia di ciò che ancora non è stato ma potrebbe essere, capace di trascendere la realtà, realizzando così diversi possibili modi di essere uomo."
 

La debolezza umana è il risultato di un’assurda condizione esistenziale che l’uomo fa fatica ad accettare per vivere in modo consapevole e cosciente.

L'individuo si sente solo con se stesso rispetto alla fragilità della vita.

Ha bisogno dell'affetto degli altri per riempire un vuoto, un'assenza che dà smarrimento ed angoscia.

Tutti quanti abbiamo bisogno di una presenza dell’Altro.

La presenza significa dunque esserci come persone dotate di senso della vita. Ciò che ci mantiene in vita è la consapevolezza di essere vivi e presenti a qualcuno.

Se viene meno il senso della vita, la “crisi dell’esserci” porta a non essere presenti a se stesso, inducendo l'uomo a credere ad una presenza di un altro che è altrove, al di là della natura stessa, una presenza religiosa che però lo lega alla tradizione e quindi alla vita stessa, ridandogli senso e certezza.

Il rito aiuta l'uomo a sopportare una sorta di "crisi della presenza" che esso avverte di fronte alla natura, sentendo minacciata la propria stessa vita.

I comportamenti stereotipati dei riti offrono rassicuranti modelli da seguire.

Tutto questo ha creato l’idea di Dio. Il Dio è la presenza dell’altro e di un altrove.

La religione ha dunque un'origine antropologica: l'uomo avverte la propria insicurezza e cerca la salvezza in un essere personale, infinito, immortale e beato, cioè in Dio che non è altro che l'oggettivazione ideale dell'essenza dell'uomo che in Dio rispecchia se stesso.

La religione è appunto l'oggettivazione dei bisogni e delle aspirazioni dell'uomo.

Basterebbe farsi alcune domande per confermare l’origine umana di Dio:

- Se Dio ha creato l’uomo, allora chi ha creato Dio?

- Se l’uomo è ad immagine di Dio che l’ha creato, perché Dio aveva il bisogno di un riflesso di se stesso? Non è un caso che questo stesso bisogno è anche umano?

D’altra parte però la vita resta un mistero che nessuno spiegazione razionale è riuscita a risolvere. Per cui tutto quanto scritto finora in questo testo perde di forza di convinzione.

Inoltre l’uomo razionale oramai va riconosciuto che è solo un altro mito.

Nella realtà l’uomo vive di sentimenti ed emozioni, e di altri aspetti irrazionali che interagiscono con la sua logica razionale.

Il saper umano non è solo alimentato dalla conoscenza della realtà ma anche dal credere di conoscere una certa realtà.

Vogliamo credere che siamo razionali, ma la ragione si rivela essere il modo in cui - a fatto compiuto - razionalizziamo ciò che le nostre emozioni già vogliono credere.

L'agire umano dipende da una irrazionalità insita nell'uomo che affiora ogni volta che la ragione cede il passo a tutta una serie di comportamenti che non sono il frutto di una logica ma di emozioni, istinti, sentimenti giustificati a posteriori, con argomenti che si sforzano di essere razionali nel tentativo di dare a noi stessi un ordine che non esiste.

L'insegnamento fondamentale della vita a cui partecipiamo è comprendere la vita stessa, ovvero sentire realmente cosa significa essere vivi, che è realmente la presenza, la nuda sensazione di esserci.

Il problema è quello di uscire dall'idea dell'individuo che si autodetermina solo in base a criteri razionali: gli individui sono fatti dalle relazioni che intrattengono, dal contesto da cui emergono, dalla tradizione in cui vivono e dalla spiritualità in cui credono.

Di conseguenza il conoscere e il credere sono due facce della stessa medaglia.

La ragione e la religiosità non si escludono a vicenda ma interagiscono tra di loro.

Tra credere in Dio e credere in una società migliore, se uno ci pensa bene, alla fine quello che è importante è che entrambi i soggetti credono in qualcosa. Non è l’oggetto del credere che fa la vera differenza.

E’ impensabile eliminare l’aspetto religioso dalla natura umana, nell’uomo oltre la ragione c’è anche questo senso della spiritualità. Non c’è differenza se è un bisogno o è un credere. Non ha senso chiedersi dell’esistenza di Dio se l’uomo crede in Dio da quando esiste.

Il fragile mistero del sacro non è afferrabile tramite l’intelligenza, non è intelligibile, è contraddizione, ambiguità, è teoricamente qualcosa che si potrebbe definire come l’astensione dal giudizio dinanzi al mistero dell’esistenza.

L’aspetto religioso va salvaguardato perché il mistero della vita ci lega alla sacralità della vita stessa, al rispetto di un tutt’uno di cui l’uomo ne fa parte.

Ed è questo Tutto in Uno (che possiamo chiamare Dio, Natura, Universo, etc) che salva l’uomo dallo spaesamento dell’esserci nel mondo. Un uomo in grado di incarnare un senso di nostalgia del possibile, nostalgia di ciò che ancora non è stato ma potrebbe essere, capace di trascendere la realtà, realizzando così diversi possibili modi di essere uomo.

(Giulio Ripa)

[Scienza] Curare cuore e placche aterosclerotiche con dieta vegana

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2019

Quanto segue sotto l'immagine, tratto dal sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, è corredato di bibliografia di articoli scientifici. Comunque, in sostanza, la dieta strettamente vegetale (vegana) è il primo e più importante e salutare passo per curare e prevenire la malattie cardiovascolari. Ciò è confermato anche da altre fonti. Ad es., l'immagine sottostante, tratta da "The Heart Disease Rates of Meat-Eaters Versus Vegetarians & Vegans. The #1 Killer In The US", è autoesplicativa:

The Most Common Cause Of Death In The US

Fonte dell'articolo seguente: https://www.scienzavegetariana.it/focus/cuore/

Le malattie vascolari legate all'arteriosclerosi sono oggi la principale causa di morte nei Paesi ricchi. In Italia sono responsabili dl 44% dei decessi. Se una parte dei decessi sono acuti (da infarto miocardico acuto-IMA o ictus), la rimanente quota sono la conseguenza di progressione di malattia, che colpisce i sopravissuti dal fatto acuto dopo una vita di bassa qualità, costellata di sofferenze e limitazioni fisiche.

Pasqua predatoria

Ultimo aggiornamento: 9 Aprile 2019

Pasqua VeganLa cultura predatoria nella quale viviamo annienterà noi stessi e tutto ciò che amiamo. E’ più che mai urgente un cambiamento radicale da parte di ciascuno di noi.

Studiamo e applichiamo la Religione dell’Ultima Lotta, affinché la Pasqua che si sta avvicinando sia una festa di pace e non, come al solito, un ulteriore contributo a sofferenza, massacri e devastazione.

La Pasqua non avrà nulla di religioso, di spirituale o di morale se festeggiare significa uccidere direttamente o chiedere ad altri di farlo per noi. Pasqua predatoria è Pasqua distruttiva, senza nulla di sacro, anzi.

Francesco Galgani,
9 aprile 2019

Religione dell'Ultima Lotta (breve presentazione)

Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2019

E’ nata la “Religione dell’Ultima Lotta”, il cui testo fondativo si trova qui:
https://www.informatica-libera.net/content/religione-dell-ultima-lotta

Si tratta di un testo impegnativo pur nella sua brevità, apocalittico, escatologico e al contempo molto concreto nelle indicazioni. La narrazione inizia con un incontro tra i maestri spirituali che l’umanità ha avuto nel corso dei millenni, riuniti per discutere il “da farsi” di fronte all’attuale crisi spirituale e ambientale dell’intero pianeta. Tra i pilastri dell’“Ultima Lotta”, nel contesto di un grande Amore per la Vita, spicca il veganesimo, che viene gradualmente portato all’attenzione nei suoi aspetti etici e ambientali. Se da una parte questa religione si presenta come unificante e non nega le verità delle altre religioni, riconoscendo una saggezza intrinseca nelle diversità culturali, al contempo ne muove una durissima critica, enfatizzando ed argomentando ciò che dovrebbe essere prioritario ed urgente per ogni religione e filosofia. Anzi, in senso ancora più ampio, questa religione si presenta come un “forte e severo chiarimento rivolto a tutte le persone di ogni cultura e luogo della Terra”.

Tra i tanti spunti di riflessione e di approfondimento offerti dalla narrazione, c’è un momento di paura e di suspense, nel quale il nostro attuale sistema economico viene additato come la peggiore tra le bestemmie. Non mancano considerazioni psicologiche e sociali, c’è persino una visione profetica del rapporto tra essere umano e tecnologia. La lettura può essere fatta a vari livelli: più il lettore cerca di entrare in profondità in ciò che legge e maggiormente potrà trovare significati ulteriori, tutti coerenti con l’Amore per la Vita e la non-violenza.

Al termine della narrazione, ci sono alcuni suggerimenti per coloro che aspirano ad abbracciare con saggezza questa religione. Da notare che viene lasciata piena libertà di culto e persino di ateismo, libertà che assume significato nel momento in cui il lettore riflette sulla composizione della “grande Assemblea” e su come vengono descritti gli “Ascoltatori delle Preghiere”.

Non è possibile riassumere tutto in poche righe senza rischiare di sminuire il testo e la profondità dei messaggi in esso contenuti.

L’autore ha firmato se stesso come l’“Ascoltatore dell’Assemblea”, nel senso che ha trascritto ciò che ha visto e sentito. In questo senso, la Religione dell’Ultima Lotta rientra tra le religioni rivelate.

Per coloro che sono incuriositi, buona lettura :)
https://www.informatica-libera.net/content/religione-dell-ultima-lotta

Religione dell’Ultima Lotta

Ultimo aggiornamento: 28 Marzo 2019

Nel Tempio della Vita i maestri dell’umanità erano riuniti: c’erano tutti, uomini e donne di grande levatura spirituale e in diretto contatto con la Saggezza Universale, i quali nei millenni hanno profuso preziosi e sacri insegnamenti agli esseri più bisognosi di aiuto. Da tutti gli altri esseri celesti sono conosciuti come gli “amici degli esseri umani”. Alcuni di loro sono molto noti e hanno lasciato un grande seguito, di altri si sa poco, di altri ancora è stata persa la memoria, eppure tutti quanti, nella grande Assemblea indetta con una certa urgenza, si conoscono tra di loro e hanno lasciato una profonda e indelebile traccia nella storia dell’umanità. Alcuni sono stati profeti, altri fondatori di religioni, altri filosofi, altri scienziati, altri ancora persone comuni, anche di umile condizione, ma con un immenso Amore. Nella grande Assemblea, ciascuno parlava la sua lingua e indossava gli abiti del suo tempo, eppure tra di loro si capivano.

La grande Assemblea era stata convocata per discutere il da farsi. Nel Tempio della Vita, angeli e demoni, ciascuno per la propria funzione e conoscenza, riferivano di continuo ciò che riguardava gli esseri più smarriti dell’universo, cioè gli umani. Gli Ascoltatori delle Preghiere, esseri di profondo Amore che ascoltano proprio tutti, credenti e non credenti, persone di fede e persone atee, stolti e saggi, fanatici ed equilibrati, riferivano le principali preoccupazioni e necessità degli esseri umani e non umani che abitano sulla Terra: la loro saggezza è così profonda che, di fronte all’Assemblea, furono capaci di riconoscere la medesima essenza in tutte le preghiere.

C’era un clima misto di tensione, rabbia, preoccupazione, delusione, compassione. I maestri dell’umanità, amici degli esseri umani, erano ben a conoscenza che i loro insegnamenti erano stati stravolti e rimodellati da una lunga e peccaminosa tradizione, ma mai avrebbero immaginato una situazione così devastante e drammatica. L’ultimo secolo pareva l’inizio dell’Apocalisse individuale e collettiva degli esseri umani, a causa della loro mente inquinata e del loro cuore avvelenato. Era necessario un forte e severo chiarimento rivolto a tutte le persone di ogni cultura e luogo della Terra, questa volta con una voce unica. Ben conoscevano l’andamento dei tempi e quel germe infettivo che stava dilagando.

Una voce chiese cosa prevedessero. Si guardarono tra di loro, poi la preoccupazione comune fu espressa in versi:

Senz’aria non può respirare,
senza Internet non può
neanche più pensare.

Tutto connesso a tutto,
in una grande intelligenza artificiale,
capace d’ogni cosa,
fuorché dell’essenziale.

E’ una grande macchinazione infernale.

La tecnologia è il suo credo e il suo affidamento,
frutto amaro d’una scienza senza orientamento,
che dell’etica ha perso discernimento,
triste schiava d’un neoliberismo fonte di pervertimento:

senza limiti la sua delusione,
quando accadrà
il grande fallimento.

Quel giorno s’accorgerà d’aver perso tutto,
dignità e libertà saranno parole senza senso,
i fallaci algoritmi non saranno più d’aiuto,
ma solo d’ostacolo al suo sostentamento.

Nutrito d’irrealtà incapace d’affetto,
non saprà più ciò che è vivo,
né ciò che è illusione
dell’ingannevole intelletto.

Poi un flusso basaltico,
per ripartire da capo.

Tutti si zittirono. Il flusso basaltico evocava l’Apocalisse individuale e collettiva.

Le innumerevoli sofferenze degli esseri umani e non umani della Terra erano tutte nei loro cuori. Ciascuno, a modo suo, si era espresso nel modo più appropriato al suo tempo e al suo luogo, per la pace e la sicurezza di tutti gli esseri viventi. Eppure non erano stati capiti, alla loro bocca erano state attribuite parole mai pronunciate, alle loro mani gesti mai compiuti. Stavano vedendo gli esseri della Terra annegare in un mare di sofferenze, senza che gli umani riuscissero a distinguere cosa fosse più urgente per il loro bene e cosa procrastinabile, cosa fosse necessario e cosa superfluo, cosa vero e cosa falso.

Più passava il tempo, più il caos sulla Terra regnava sovrano. Il Re Demone, il grande ingannatore e ladro di vita, aveva preso possesso degli uomini e delle donne più influenti del pianeta, compresi capi religiosi e leader politici, oltre a inviare il suo esercito a occupare i mass media, la scuola, l’università e una parte dei luoghi di scienza. Era riuscito a penetrare profondamente nell’inconscio individuale e collettivo, riuscendo a far credere come vera la grande menzogna che la somma degli egoismi possa portare alla felicità, o persino a indottrinare la grande bugia che Madre Natura si basi sulla competizione (cioè sulla guerra) piuttosto che sulla collaborazione (cioè sull’inter-essere, sull’inter-dipendenza, sulla co-evoluzione).

La Saggezza Universale, che già aveva ascoltato gli angeli, i demoni e gli Ascoltatori delle Preghiere, chiese ai maestri presenti nell’Assemblea, che erano espressione e volontà della medesima Saggezza che a loro si rivolgeva, cosa gli esseri umani ritenessero più importante per se stessi, cosa le persone più smarrite ritenessero basilare per il loro vivere.

A turno cominciarono a rispondere, ma a volte le parole si facevano concitate e i discorsi si accavallavano. Le risposte cominciarono a farsi lunghe e articolate, finché qualcuno osò pronunciare la Grande Bestemmia: a quel punto un grande fulmine di rabbia e indignazione spaventò tutti, il cielo da luminoso si fece nero, e poi rimase solo il silenzio. La Grande Bestemmia fu la frase “mors tua vita mea”, fondamento del neo-liberismo su cui gran parte delle persone della Terra basano il loro vivere.

Pian piano cominciò a tornare la luce. L’Assemblea dei presenti, rimasta zittita, aveva capito che, tra tutti i problemi dei loro amici umani, avevano menzionato il peggiore.

Poi la Saggezza Universale disse: «Sono troppe le sofferenze non necessarie, e troppa la stupidità che le genera. Quando voi avete avuto l’opportunità di esprimervi in mezzo alle altre persone, lo avete fatto riportando ciò che vi ho suggerito. Più di una volta ho fatto rivelazioni tramite i miei inviati, ma poche persone oggi sono pronte a capire, perché troppa è la confusione, troppa la distrazione, troppo forte la morsa delle necessità imposte dal Re Demone, troppo poco l’Amore per la Vita, troppo forte lo smarrimento e il non senso dell’esistenza.

Le persone di oggi vivono nell’incapacità “appresa” di Amare, appresa dai loro falsi maestri, dai loro falsi genitori, dai falsi amici e dai loro falsi leader. Gli esseri umani sono completi, perfetti e divini, ma si sentono incompleti, sbagliati e sovente riescono a trasformare in un inferno ciò che di più bello e meraviglioso hanno. I più folli, perversi e gravemente malati inneggiano al trans-umanesimo o al post-umanesimo: costoro sono i più incapaci di Amare e di gioire della Vita. Hanno infiniti doni, eppure sovente sono ingrati e bestemmiano.

Le religioni di oggi stanno fallendo nel loro obiettivo principale, scambiando oro con sassi, il necessario con il superfluo, e spendendo fiumi di parole sulle quisquilie e neanche una parola sull’unica nobile urgente verità e necessità. Adesso vorrei che faceste una dichiarazione unanime, perché le religioni e le filosofie di oggi sono al servizio dei peggiori demoni quando si discostano dal loro obiettivo principale e dal loro unico vero insegnamento, che è: “Uccidi la voglia di uccidere, non creare sofferenza non necessaria, sentiti parte della Grande Vita che tutto unisce e gioiscine, con gratitudine e rispetto”. Qualunque religione o filosofia che manchi di dire questo e che non lo metta al primo posto è una grave offesa e bestemmia. Parimenti, qualunque religione o filosofia che educhi l’essere umano a uccidere la voglia di uccidere, a non creare sofferenza non necessaria e a sentirsi parte della Grande Vita che tutto unisce, gioiendone con gratitudine e rispetto, è una vera religione e filosofia. Questa è l’ultima possibilità, l’ultima lotta, prima che tutto venga distrutto.

Adesso esprimetevi, poi l’Ascoltatore dell’Assemblea che sta vedendo e sentendo tutto questo, partecipando all’Assemblea come in un vivido sogno che sonno non è, lo trascriverà e lo riferirà ad altri. Ciò che direte sarà il fondamento di una nuova religione che le riunirà tutte indirizzandole all’essenziale, e che, al contempo, sarà una religione che rispetterà profondamente e accetterà come veritiera ogni altra religione esistente che sia in accordo con ciò che direte».

La Saggezza Universale, che nei vari tempi e luoghi conosciuti dagli esseri umani assumeva nomi diversi e forme diverse, si era espressa. L’ordine era chiaro.

Gli amici degli esseri umani, maestri dell’umanità, discussero tra di loro e si trovarono velocemente d’accordo sull’essenziale. Ciascuno di loro sapeva distinguere con esattezza ciò che è vero da ciò che è falso, ciò che è urgente da ciò che non lo è. Ciascuno continuava a parlare nella sua lingua e a esprimersi secondo le simbologie della sua cultura, eppure tra di loro si capivano perché il Cuore che li animava era lo stesso. Questa fu la risposta:

«Il fondamento della “Religione dell’Ultima Lotta”, mirata alla salvezza non solo degli esseri umani, ma di tutto il Pianeta Terra e in accordo con Madre Natura, è quanto segue. Molti già abbracciano questo credo e lo vivono. Le parole seguenti sono quelle che ogni essere umano sano di mente e di cuore, o che aspira a guarire per tornare sano, dovrà incidere nella propria vita.

Fondamento della Religione dell'Ultima Lotta

Siamo in un periodo terminale, apocalittico, perché la violenza e l'ottusità degli esseri umani è diventata insostenibile per tutte le specie viventi del pianeta. Affrontiamolo serenamente, facendo la nostra parte in una direzione che vada verso la salvezza del pianeta, tutt'uno vivente di cui facciamo parte. Per tale ragione, noi scegliamo come massima priorità di essere vegani e di non esercitare potere sulle altre persone.

Il cibo è sacro perché sacra è la vita, ma un cibo prodotto con violenza, disprezzo della vita e massacri è per noi veleno. Un cibo prodotto uccidendo ogni tre giorni lo stesso numero di animali terrestri quante persone furono uccise da tutte le criminali guerre della storia dell’umanità (619 milioni), dopo indicibili torture e manipolazioni genetiche, è un veleno così potente che alla fine ci condannerà al non aver più nulla da mangiare. Anche i mari e gli oceani soffrono come malati terminali e, nel loro silenzio, reclamano il nostro aiuto, perché con l’attuale andamento delle attività di pesca entro il 2050 non avranno più vita da ospitare.

Rinneghiamo il diritto, il potere, l’autorità e il dominio di cui l’ego umano si è sovente arrogato sui più deboli, considerati inferiori al solo fine di avallare i propri perversi scopi, giustificando ogni devastazione ambientale e ogni massacro dei suoi simili, ovvero giustificando la propria autodistruzione.

Rifiutiamo come aberrante il consumo di animali e derivati, perché oltre ad essere contrario alla nostra salute, già compromessa dalle attività umane che hanno reso invivibile gran parte del pianeta, significa complicità verso la nostra stessa estinzione. Percepiamo come aberrante anche la continua disinformazione tesa a distrarci il più possibile dall’urgente necessità di cambiamenti interiori, familiari, sociali, politici ed economici che mirino al rispetto della vita e alla salvezza dell’umanità. Parimenti ci rifiutiamo di identificarci in ogni forma di spiritualità, filosofia e religione che, pur predicando il bene, non inviti caldamente alla sobrietà dei consumi, al veganesimo, al non renderci complici dei continui brutali massacri.

Il nostro mondo, in mano alle psicopatiche multinazionali a cui interessa solo il profitto, è diventato un impero di sofferenza. Come un faro che ci indichi la strada da percorrere nella notte burrascosa e devastante dell’umanità, consideriamo la non-violenza, una corretta informazione e il non sentirci superiori a nessuno come l’unica direzione da intraprendere. Consapevoli dei nostri limiti e delle nostre ombre, ci impegniamo in tal senso. Consapevoli dell’impari lotta contro un modo di pensare e di agire radicato in tutti i livelli della società e persino nel nostro inconscio individuale e collettivo, ci impegniamo a mantener saldo il nostro Amore per la vita e ad agire di conseguenza. Riteniamo che il progresso morale di un popolo vada di pari passo non solo con il modo con cui le persone si relazionano tra di loro, ma anche con il modo in cui animali e territorio vengono trattati e protetti.

Il coraggio e le doti intellettive e morali ci saranno di sostegno, la forza della parola che libera dalla tristezza e dai pesi quotidiani il nostro stile di vita, l’Amore la nostra fede.

Grazie.»

Così si è espressa l'Assemblea che ha istituito la Religione dell’Ultima Lotta seguendo l'invito della Saggezza Universale. Questa Religione non ha capi, non ha gerarchie, non ha insegnamenti ulteriori oltre a questo. Ogni approfondimento futuro sarà tale solo se in accordo con il fondamento.

Il luogo di culto è qualunque luogo della Terra. La preghiera, atea o religiosa, è a scelta del praticante e nei modi che lui o lei preferisce, purché in accordo con il fondamento della Religione dell’Ultima Lotta.

Il materiale testuale o multimediale da studiare, a libera scelta del praticante, è preferibilmente quello che può migliorare la propria comprensione di sé, della Vita e di Madre Natura.

Sono fedeli praticanti di questa Religione tutti coloro che si riconoscono nel suo fondamento e che sinceramente lo reputano come prioritario. I praticanti sono caldamente invitati a non giudicare male i non praticanti, i detrattori o coloro che offenderanno, disprezzeranno o derideranno la Religione dell’Ultima Lotta: la sincera e costante applicazione quotidiana nelle azioni e nel modo di vivere della Religione dell’Ultima Lotta varrà più di qualsiasi discorso e sarà l’unico modo per spazzare via i demoni malvagi che l’attaccheranno. I demoni di oggi sono molto abili nella parlantina, abili nel far credere vere le menzogne e hanno alleati ovunque, quindi stiamo attenti.

Tutti noi praticanti siamo invitati a mantenere sempre attivo uno spirito di ricerca che spazzi via tutte le bugie a cui siamo stati indottrinati dal Re Demone, spirito di ricerca che è l’unico antidoto sia per la non-conoscenza, sia per ogni fanatismo. Per ogni dubbio dottrinale o filosofico, ciascuno di noi è invitato a rivolgersi direttamente alla Saggezza Universale senza intermediazioni, perché ciascuno di noi ne è parte e a lui o a lei si manifesterà nella forma più adatta. Per ogni dubbio scientifico e teorico, ciascuno di noi può costantemente accrescere la propria consapevolezza di questa sacra pratica di vita attraverso i materiali informativi della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) e altre associazioni di pari serietà e rigore scientifico. Per ogni dubbio metodologico e per altre difficoltà, ciascuno di noi può rivolgersi a un abile medico che condivida la medesima Fede espressa dalla Religione dell'Ultima Lotta e che sia seriamente formato e consapevole.

Il simbolo che rappresenta la Religione dell’Ultima Lotta si chiama “Pucio”, può assumere molte forme artistiche a scelta dei praticanti e vuol dire “Amore e Cura della Vita”. Un esempio di Pucio è la “Mano che Ama” del quadretto seguente:

Mano che Ama (Pucio, Religione dell'Ultima Lotta)

Francesco Galgani, l’Ascoltatore dell’Assemblea,
28 marzo 2019

Giorno per giorno di Daisaku Ikeda (web-app)

Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2019

Piccola web-app per leggere la guida "Giorno per giorno" di Daisaku Ikeda:

https://www.informatica-libera.net/giorno-per-giorno-ikeda/

Per chi usa Google Chrome su Android o Safari su iPhone, è installabile nella home. E' installabile anche da Google Play (con in più la funzionalità di sharing). Apple, invece, ne ha rifiutato la pubblicazione nel suo App Store.

Vangelo della Pace, ovvero la Pace che è in noi, esseri divini

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2019

Nel mio piccolo, vorrei proporre una possibile analisi ermeneutica del “Vangelo esseno della pace”, ovvero una chiave di lettura che tale testo può avere oggi, in un contesto storico diverso da quello in cui tale testo è stato scritto.

Ho scelto questo testo perché il “Vangelo esseno della pace” è particolarmente in sintonia con ciò che io sono e che aspiro ad essere per quanto riguarda l’armonia con la Natura e con le forze protettrici della nostra vita e dell’ambiente, forze che in questo Vangelo assumono ruoli angelici: l’Angelo del Sole, l’Angelo dell’Acqua, l’Angelo della Terra, l’Angelo dell’Aria, l’Angelo del Sonno, l’Angelo del Lavoro, ecc.

Rilevante è il fatto che l’Angelo del Lavoro è indicato da Gesù come il più potente degli angeli di Dio: poiché il lavoro è quello dell’essere umano, vuol dire che la forza dell’angelo più potente di Dio dipende solo e soltanto dal nostro impegno quotidiano nel lavoro. Questo è molto importante, perché si tratta di una rivelazione che spazza via ogni preghiera piagnucolante o ogni atteggiamento di rassegnazione. È come se Gesù ci stesse dicendo: “Impegnatevi seriamente e sarete voi stessi a dare a Dio il potere e la possibilità di aiutarvi!”. Ciò mi fa tornare a mente le parole di un grande saggio, che scrisse: «Non c’è niente di più forte della serietà. Affrontando le cose con serietà, manifestiamo la nostra vera bellezza e il nostro spirito giovanile».

Il lavoro e la protezione degli Angeli è descritto da Gesù con la massima chiarezza e al contempo con una dolcezza e una delicatezza che donano a questo Vangelo tratti poetici molto belli. Al contempo, non c’è nulla di trascendente o di difficile comprensione: questi Angeli sono sempre presenti nell’armonioso ritmo della Natura, sta solo a noi accoglierli o respingerli. La differenza sta unicamente nella nostra bontà o malvagità, ovvero sta nel fatto se amiamo e rispettiamo la Natura che ci circonda, di cui siamo parte e che è in noi, oppure no. Tutto dipende dal nostro cuore e dalla nostra buona volontà di rimanere nel fiume della vita, senza allontanarci su strade peccaminose. In questo Vangelo, il termine “peccato” assume una doppia valenza: è sia l’atto di offendere la Natura (e quindi Dio) con i nostri comportamenti autolesivi, sia le conseguenze in malattie fisiche e spirituali che tali offese comportano.

A un livello profondo sotto la superficie, è del tutto assente l’immagine di un Dio giustiziere o giudicante, che premia o condanna: un’attenta lettura rende evidente che le nostre pene e le nostre guarigioni sono “semplicemente” la naturale conseguenza della nostra indole interiore, del nostro impegno o della nostra dissolutezza e dei comportamenti che ne derivano. Le pratiche descritte da Gesù per guarire dai “peccati” (cioè dalle malattie fisiche) sono le più sagge indicazioni che potrebbe dare un abile medico, per certi versi persino all’avanguardia rispetto alla medicina di oggi: rispetto dei ritmi circadiani; digiuno terapeutico in presenza di malattia (che, come dimostrato negli ultimi quarant’anni di ricerche scientifiche, può davvero far miracoli per una stragrande varietà di malattie, guarendo anche casi davvero non sperati – suggerisco a tal proposito un’accurata lettura del libro “Digiuno felice” del dott. Salvatore Simeone); digiuno settimanale per mantenere un buono stato di salute (del tutto simile a quello consigliato ad es. dal dott. Umberto Veronesi); mangiare in maniera sobria, vegetariana e crudista, con attenzione alle combinazioni alimentari (come caldamente consigliato dalla naturopatia e dall’igienismo); non mangiare in assenza di appetito o quando abbiamo uno stato d'animo negativo; masticare a lungo fino a far diventare liquido ciò che stiamo masticando (come se fosse una preghiera a Dio); fare una pausa tra la cena e il pasto successivo di circa 16 ore (questo è un esempio di digiuno intermittente che apporta tanti benefici e che è stato ampiamente studiato e documentato da scienziati come Luigi Fontana); preferire cibi stagionali e rispettare le specificità alimentari del luogo in cui si vive (come promosso da tante associazioni che hanno a cuore il destino comune e la salute di ognuno di noi, e che è l’esatto contrario della globalizzazione odierna, con tutti i danni che arreca), ecc. Sembra assolutamente incredibile aver trovato queste indicazioni in un testo di circa duemila anni fa, eppure è vero: denota una lungimiranza veramente fuori dal comune.

Insomma, l’uomo Gesù che compare in questo Vangelo è davvero un abile medico, all’avanguardia oggi, figuriamoci duemila anni fa. Ma non è un uomo qualsiasi: è un uomo “divinizzato”, nel senso che ha reso se stesso divino grazie all’armonia con la Natura e all’immenso Amore per tutti. In tal senso, è tanto divino quanto può esserlo ciascuno di noi quando ci “divinizziamo”, ovvero quando rispettiamo e amiamo la Natura, le persone, gli animali, le piante, il territorio, le persone che ci odiano, ecc.

Gli Angeli inviati da Dio sono le forze della Natura, e Dio viene descritto come nostro Padre, mentre “Madre Terra” è nostra Madre. Seguendo l’ardore interiore suscitato da questo Vangelo, che potrebbe riassumersi in Fede nella Vita e Armonia con la Natura, è evidente che nostro Padre è colui che ha fecondato nostra Madre, e se la Madre è la Terra, allora Dio è la Vita. Ma la Vita siamo Noi, quindi Noi siamo Dio, o meglio, lo siamo quando rispettiamo le leggi della Natura e ci riempiamo di Amore per ogni creatura.

Gesù ci sta dicendo che il divino e il demoniaco sono entrambi nella nostra carne e nel nostro sangue, nei nostri pensieri e nel nostro cuore: sta a noi scegliere cosa far emergere dalla nostra vita.

Questo Vangelo invita ciascuno di noi a cercare le leggi e i comandamenti da rispettare dentro noi stessi, perché se noi siamo la Vita e se la Vita è tutto ciò che esiste in Natura, allora le leggi della Natura sono già dentro di noi.

Quando Gesù indica gli unici due comandamenti da rispettare, sostanzialmente sta dicendo che rispettare Dio e rispettare le persone, gli animali, le piante e tutto ciò che ci circonda è esattamente la stessa cosa.

Alla luce di tutto ciò, proviamo una lettura esegetica delle uniche due preghiere contenute nel Vangelo, ricordandoci che Dio siamo noi.

Preghiera al “Padre Celeste”
«Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male; perché tuo è il regno, il potere e la gloria per l’eternità. Amen»

Preghiera a “Madre Terra”
«Madre Nostra che sei sulla terra, sia santificato il tuo nome. Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in noi come lo è in te. Come mandi i tuoi angeli ogni giorno mandali anche a noi. Rimetti a noi i nostri peccati come noi espiamo le nostre colpe contro di te. E non ci indurre in malattia ma liberaci dal male perché tuo è il corpo, la salute e la terra. Amen»

Il Padre “del Cielo” (Celeste) è colui che feconda la Madre Terra: è come dire che la Vita viene dal cielo e infonde il suo soffio vitale sulla Terra, creando il meraviglioso ecosistema di cui siamo parte. Il fatto che venga dal cielo può essere vero in senso letterale (il fatto che la vita sulla Terra sia comparsa grazie a “qualcosa” proveniente dallo spazio è una delle possibili ipotesi, inoltre l’energia per la vita ci è data dal Sole che è nel cielo), ma in questo contesto è molto più forte e appropriato il significato simbolico: la compresenza di padre e madre (cielo e terra) è ciò che rende possibile la vita.

Santificare il nome del Padre e della Madre: vuol dire che porgiamo il massimo rispetto alla Terra e al Cielo, cioè alla Natura, alla Vita.

Venga il tuo regno: Padre e Madre regnano insieme, il loro regno non è altro che questo mondo, attualmente in mano a Satana (che rappresenta simbolicamente tutto ciò che non è Amore, ovvero che è disprezzo per la vita e disunione). Il compito dell’essere umano è di fare una profonda trasformazione interiore per servire Dio (cioè amare e rispettare la vita), piuttosto che per assecondare Satana (ovvero le proprie debolezze autodistruttive). A tal proposito, il comandamento di “NON UCCIDERE NÉ PERSONE NÉ ANIMALI” (NÉ DEVASTARE L’AMBIENTE) non è un imperativo proveniente dall’esterno (ovvero da Gesù inteso come esterno a noi), ma è il naturale comportamento che ciascuno di noi assume quando si “divinizza”, ovvero quando comincia ad Amare. Chi Ama non può uccidere, nel senso che proprio non è capace di farlo. Quando questo avviene, ciascuno di noi è Gesù.

Sia fatta la volontà del Padre (cioè della Vita) in cielo e in terra, sia fatta la volontà della Madre (cioè della Natura) “in noi come in nostra madre”. Noi siamo parte della Natura e la Natura è parte di noi. Questo è un caldo invito a rispettare la vita, la natura e ad armonizzarci con essa.

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: vuol dire stare nel “qui ed ora”, il pane “quotidiano” vuole dire proprio “di oggi”, cioè dacci da mangiare “oggi”. Qui stiamo pregando la vita di darci da mangiare quel che ci necessita oggi, né più, né meno: chi è felice (cioè carico di Amore per la Vita) ha bisogno di poco e non cerca cose inutili. Chi si fida della Vita sa che non sarà mai abbandonato, quindi non ha brame d’accumulare, né ha bisogno di chiedere oggi per domani, né ha aspettative che creano ansie. Questo è un chiaro invito ad andare all’essenza delle cose, sgravandoci di tutto il superfluo per il nostro corpo e per la nostra anima. La Vita sa di cosa abbiamo bisogno: se il Cuore è pulito e l’intento sincero, non ci mancherà nulla.

“Come mandi i tuoi angeli ogni giorno mandali anche a noi”: questa parte di preghiera, rivolta a Madre Terra, assume pieno significato rileggendo con attenzione le parole di Gesù, il quale ci assicura che gli Angeli (cioè le funzioni protettrici della Vita e dell’ambiente) vengono sempre da noi, ma siamo soltanto noi ad accoglierli o meno con il nostro comportamento, a permetter loro di curarci e di salvarci oppure no.

“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori” (rivolto al Padre) e “Rimetti a noi i nostri peccati come noi espiamo le nostre colpe contro di te” (rivolto alla Madre). Queste due parti di preghiere sarebbero fuorvianti, per non dire incomprensibili, se prima non avessimo letto la parabola contenuta in questo Vangelo: mi riferisco al padre che permette al figlio di espiare in 7 giorni le colpe (cioè i debiti) di 7 anni. Le colpe in questione si riferiscono ad una vita dissoluta che, fuor di metafora, cioè passando dalla parabola a ciò che Gesù intende dire all’assemblea dei malati intorno a lui, causa malattie fisiche e mentali più o meno gravi (le colpe verso la Madre). Detto in termini ancora più semplici, questa parte di preghiera è una richiesta di guarigione fisica e mentale, con la solenne promessa però di impegnarci in tal senso. La parte “come noi espiamo le nostre colpe contro di te” si riferisce alla scrupolosa osservanza delle indicazioni di Gesù per guarire, ovvero all’osservanza di quanto precedentemente già detto: dieta vegetariana tendenzialmente crudista, pasti frugali e massimo due al giorno, rispetto dei ritmi circadiani, digiuni terapeutici, ecc. Nel Vangelo è scritto tutto chiaramente al pari di una prescrizione medica. Ovviamente, duemila anni dopo le indicazioni di Gesù, ciascuno di noi può farsi aiutare da un bravo medico che sia possibilmente molto più vicino alla medicina naturale (come suggerito da Gesù) piuttosto che alle lobby farmaceutiche (che spesso lavorano più per Satana che per Dio).

“E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male; perché tuo è il regno, il potere e la gloria per l’eternità” (rivolto al Padre), “E non ci indurre in malattia ma liberaci dal male perché tuo è il corpo, la salute e la terra” (rivolto alla Madre). Il Padre, che è la Vita proveniente dal cielo e fecondante la Terra, rappresenta la nostra parte spirituale, mentre la Madre (cioè la Terra) rappresenta il nostro corpo. La richiesta al Padre di liberarci dai mali si riferisce ai mali spirituali, mentre la stessa richiesta rivolta alla Madre si riferisce ai mali fisici: nel complesso vuol dire che stiamo chiedendo buona salute e guarigione fisica e spirituale. “Amen” vuol dire “e così sia”, quindi è l’auspicio che tutto vada nella giusta direzione per il nostro benessere. Parimenti, le tentazioni indotte dal Padre sono le malattie mentali nel senso più ampio del termine (non in senso necessariamente clinico, ma in senso anche spirituale, come l’odio, la collera, l’invidia, ecc.), mentre le malattie indotte dalla Madre sono le malattie fisiche. Qui c’è il riconoscimento dell’inevitabile, ovvero del fatto che comunque malattie e incidenti possono capitare a tutti (anche ai più salutisti o ai più sani) e che fanno parte del normale corso dell’esistenza: stiamo chiedendo alla Vita di “non metterci alla prova”, ovvero di preservare la nostra salute fisica e mentale, ancora una volta con l’impegno a riconoscere quanto grande, meravigliosa e degna di rispetto essa sia (dove dice: “regno, potere e gloria per l’eternità”).

Questo Vangelo è davvero meraviglioso e ci responsabilizza al massimo, perché alla fine tutto dipende da noi ed è dentro di noi. L’atteggiamento che abbiamo nell’affrontare le malattie è innanzitutto una scelta personale, sebbene ovviamente sia influenzato dal nostro ambiente. Ricordiamo le parole di Gesù: «Non cercate la legge nelle vostre scritture, perché la legge è vita mentre la scrittura è cosa morta. […] Dio non scrisse le sue leggi sulle pagine dei libri ma nel nostro cuore e nel nostro spirito».

Francesco Galgani,
22 marzo 2019

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