Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.668 articoli, per un totale di 1.539.410 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 6 agosto 2026. L'ultima stampa scaricabile del blog in PDF, fatta il 3 marzo 2026, conta 5913 pagine A4.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Come alternativa alle idee seducenti e alla propaganda, preferisco l'autoesame e l'autocritica.
Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è. Se non vi è chiaro questo tetralemma, sto dicendo che le cose non sono mai come sembrano: non c'è un modo adeguato per descrivere la realtà.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
autodub-local 2.0: Local and Cloud-Assisted Video Dubbing
I had already introduced my first version of autodub-local on this blog in this Italian post. That first release was mainly an experiment: a Bash-based workflow to dub videos locally, without depending on cloud services. Version 2 is now ready, and it is a much more complete tool.
The goal is still the same: take a video file, transcribe the speech, translate it, generate a new spoken track in the target language, and mux it back into an MP4 file. It is designed especially for talks, interviews, webinars, lectures, meetings, and long recordings where perfect lip-sync is not the main requirement, but intelligible and reasonably timed dubbing matters.
The new version no longer assumes a default input file or a default language pair. The user must explicitly choose the input file, source language, target language, translation method, and TTS engine. The input can be any format readable by ffmpeg, not only MP4: for example WebM, MKV, MOV, or audio-only files can also be processed.
One of the biggest changes is that autodub-local 2.0 can now be used in two broad modes. The fully local mode uses local models for transcription, diarization, translation, LLM-based text adaptation, and speech generation. This is the privacy-oriented path, but it needs a suitable machine, many gigabytes of disk space, and patience.
There is also a cloud-assisted mode, enabled with --only-cloud, for users who do not have the hardware or disk space needed for a fully local run. In that mode the heavy AI stages can use online services for transcription, diarization, and LLM adaptation, while Microsoft Edge TTS can generate natural-sounding voices without a local GPU. This is not meant to replace the local mode for privacy-sensitive use cases, but it makes the program practical on older computers.
Version 2 also adds better voice handling. It supports multiple TTS engines: XTTS for local voice cloning, Kokoro for local non-cloning voices, and Microsoft Edge TTS for online neural voices. Speakers can be detected automatically, and voices can be mapped explicitly to speakers when the user wants precise control. The script can also list and sample available voices, which makes it easier to choose a voice before running a long dubbing job.
Another important improvement is timing. Translated text often does not fit the original speech window, especially when translating between languages with different sentence length and speaking rhythm. autodub-local 2.0 can use an LLM to shorten or adapt translated lines when they are too long, and it applies only limited time-stretching to avoid damaging the generated voice too much.
The command-line interface has been cleaned up as well. There is now a proper --help screen, a clean command for removing temporary per-video work folders, checkpoint/resume support, explicit CPU-only mode with --no-gpu, and clearer options for ASR, diarization, translation, TTS, speaker count, voice mapping, and LLM adaptation.
The repository includes example dubbed outputs for comparison, generated with both the cloud-assisted workflow and the fully local workflow. On my old, underclocked test machine, the fully local workflow was about 9.5 times slower than the cloud-assisted one on the short test video. That is a reasonable tradeoff: local processing is heavier, but it avoids sending the media content to cloud services.
autodub-local remains free software, released under CC0. The project is available on GitHub: https://github.com/jsfan3/autodub-local.
Version 2 is not a magic dubbing studio. Quality still depends on the original audio, the transcription and diarization quality, the translation backend, the chosen TTS engine, and the timing constraints of the source video. But compared with version 1, it is far more flexible, more automated, and much more usable in real workflows.
(August 6, 2026)
Le armi nucleari non sono un concetto astratto! Proposte di pace
Prima di essere memoria, Hiroshima e Nagasaki erano città.
Luoghi abitati da persone normali, in una mattina che non avrebbe dovuto diventare il simbolo di una nuova forma di distruzione.
Il 6 e il 9 agosto 1945 ci ricordano che le armi nucleari non sono un concetto astratto. Hanno conseguenze immediate e durature sui corpi, sull'ambiente, sulle relazioni, sulle generazioni.
Per questo ricordare non significa soltanto commemorare.
Significa riportare al centro ciò che spesso scompare dalle parole della sicurezza: le persone.
Questa settimana la dedichiamo alla memoria di Hiroshima e Nagasaki, e alla responsabilità di costruire un mondo libero da armi nucleari ❤️
#Senzatomica
#Hiroshima
#Nagasaki
#DisarmoNucleare
#Pace
#Hibakusha
Fonte: https://www.instagram.com/senzatomica_official/
06 agosto 1945
Hiroshima
09 agosto Nagasaki
«Se vogliamo lasciarci alle spalle l’era del terrore nucleare dobbiamo combattere contro il vero “nemico”. Quel nemico non sono le armi nucleari in quanto tali, né gli Stati che le possiedono o le costruiscono. Il vero nemico da affrontare è il modo di pensare che le giustifica: l’esser pronti ad annientare gli altri qualora li avvertiamo come una minaccia o un ostacolo per la realizzazione dei nostri scopi» (Proposta di pace 2010, BS, 140, 21)
Perciò la chiave è racchiusa nel nostro impegno quotidiano a fare la propria rivoluzione umana, a diventare, anche se di poco, migliori di ieri.
Per scegliere la pace bisogna partire dal proprio cuore, sempre. Orientare ogni giorno la vita nella direzione del massimo valore significa scegliere la pace.
Non alimentare la nostra oscurità significa pace.
Ricordarci che anche l’altro è un essere umano significa scegliere la pace.
Noi che pratichiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin abbiamo fatto il voto di realizzare kosen-rufu, cioè realizzare questa visione di pace, a partire dalle nostre vite. Questo insegnamento non è una teoria idealistica ma una chiara guida verso la pace e la felicità.
In che modo? Rendendoci capaci di manifestare l’infinito potenziale inerente alle nostre vite.
E quando la pace ci sembra lontana o un’utopia?
Possiamo ripartire dal Daimoku per trasformare quell’impotenza che ci fa sentire deboli o insignificanti, e comprendere che ogni vita è infinitamente e ugualmente degna di rispetto, in grado di manifestare il supremo potere del Budda che è un tutt’uno con l’universo. Come spiega il maestro Ikeda:
«La via più sicura per una pace duratura consiste nella purificazione e nella trasformazione della vita di ogni individuo. Questo insegna il Buddismo, questo è il nucleo della pratica buddista. Sono fermamente convinto che qui si trovi la ricetta migliore per guarire in modo definitivo le malattie spirituali dell’umanità e della società» (Proposta di pace 2005, BS, 110)
In poche parole, l’unico modo per realizzare felicità e pace nella società caotica di oggi, è sviluppare pienamente il nostro potenziale umano e quello di ogni persona.
Daisaku Ikeda
NR n 823
Da Adolf Hitler a Roberto Vannacci: il culto del corpo e il peso della storia
(dedico questa riflessione a tutti i diversamente abili)
Solitamente evito di addentrarmi nelle dinamiche della politica interna, nutrendo perplessità sulle reali leve di potere a cui i rappresentanti eletti devono sottostare. Se il loro ruolo non è quello di farsi carico delle richieste del popolo, ma di ubbidire ad ordini "dall'alto" (qualunque sia il partito di provenienza), ne segue che la democrazia è soltanto formale, perché nella sostanza è ben altro.
Tuttavia, l'attuale scenario europeo e italiano mi impone una riflessione. L'ascesa e il consenso riscossi da forze di destra ed estrema destra stanno assumendo proporzioni che richiedono un'attenta e lucida analisi. Ci tengo a precisare, tuttavia, che non intendo in alcun modo appoggiare o assolvere la sinistra italiana, le cui criticità, contraddizioni, colpe e anche infantilismo sono gravi quanto quelli dei suoi avversari.
L'oggetto di questa riflessione non è la figura di Roberto Vannacci in sé, quanto la notevole risonanza mediatica delle sue recenti dichiarazioni. Mi sorge il dubbio che tale esposizione possa essere funzionale a canalizzare il dissenso popolare verso indirizzi politici che, storicamente, poco hanno avuto a che vedere con il reale interesse dei cittadini. Quando qualcuno viene molto esposto dai mass media per raccogliere il dissenso delle masse contro il "sistema", di solito ci sono meccanismi di strumentalizzazione e abuso della legittimazione popolare, che in passato abbiamo già osservato con altre formazioni (tipo il M5S).
Il Generale ha recentemente affermato: "Lo sport è salute. La salute è vita e chi è in salute pesa di meno sul Servizio Sanitario Nazionale ed è psicologicamente più stabile. La politica è leadership ed esempio". Proseguendo con una critica alla sinistra di Elly Schlein, ha aggiunto che i politici dovrebbero dare l'esempio nello sport "invece di ballare sui carri del Gay Pride", invocando "prove fisiche per tutti i politici", poiché "per fare politica ci vuole un fisico bestiale. Io ci sono!". (fonte)
Al di là della retorica, da queste affermazioni emergono implicazioni ideologiche che meritano di essere esaminate con la dovuta attenzione, poiché evocano echi storici del secolo scorso:
- i diversamente abili, i malati, gli anziani, e più in generale "coloro che non producono" sono un peso per la collettività (da cui sgravarsi?)
- una pericolosa generalizzazione che lega la salute psicologica a quella fisica tende a far etichettare come mentalmente disturbati coloro che non sono fisicamente integri, atletici e "perfetti"?
- chi ha una sessualità "non tradizionale" merita di essere stigmatizzato e ostacolato perché "inferiore"?
- la legittimazione come rappresentante politico del popolo è subordinata a requisiti di "bestialità"?
A parte la facile ironia sull'ultimo punto, a cui decenni di politica italiana danno sostanzialmente ragione, c'è poco da scherzare.
La storia del Novecento ci insegna quanto sia pericolosa la retorica che esalta il "corpo perfetto" a scapito della dignità umana. Prendiamo come esempio il regime nazista. Quali categorie di persone furono colpite dalla furia ideologica di Adolf Hitler, che tanto amava il culto del "fisico bestiale"? La lista sarebbe lunga.
Oltre ai ben noti civili slavi (russi, ucraini, bielorussi, polacchi, cechi, serbi), ebrei, rom e sinti, furono torturati e uccisi:
- persone con disabilità fisiche o mentali;
- omossessuali;
- "asociali" (vagabondi, senzatetto, prostitute, alcolisti, "renitenti al lavoro");
- persone dalla pelle scura o comunque discendenti da padre o madre africani.
Possiamo aggiungere alla lista: oppositori politici (comunisti, socialdemocratici, socialisti), sindacalisti, testimoni di Geova, massoni, e criminali comuni.
Con questa premessa, vorrei soffermarmi di nuovo sulle parole di Vannacci e pormi un interrogativo fondamentale, poiché il rischio di una progressiva colpevolizzazione di chi affronta serie problematiche di salute appare purtroppo tracciato: cosa ne vogliamo fare delle persone con disabilità?
Per evitare che questa critica suoni come una mera invettiva, è utile ancorarla a un fatto di cronaca recente e certo, e a un preciso resoconto storico. Il 20 luglio 2026, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha rilasciato una dichiarazione ferma in risposta al rifiuto, da parte della Germania, di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi, in programma per l'agosto 2026.
Al di là delle tensioni geopolitiche, il cuore del suo intervento offre una lucida e documentata ricostruzione storica di come la retorica sulla "salute" e sulla "produttività" possa degenerare. Ne riporto un'accurata traduzione, comprensiva dei link da lei inseriti (fonte in russo):
Maria Zakharova: La Germania ha rifiutato di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi
Voglio ricordare all'Associazione Tedesca dello Sport per Sordi: se non fosse stato per il nostro paese, in Germania i disabili avrebbero continuato a essere «smaltiti», invece di essere lasciati liberi di creare associazioni e praticare sport.
I nostri atleti vengono puniti solo per il fatto di rappresentare un paese che non ha concluso la lotta contro il nazismo, ma la conduce su tutti i fronti da tutti questi anni. Affinché nel mondo non ci siano più programmi eugenetici, del tipo «T-4» — quando i nazisti tedeschi ottennero il diritto alla sterilizzazione e, in seguito, anche alla distruzione fisica delle persone con disturbi psichici, devianze neurologiche e malattie ereditarie. Successivamente, nella cerchia delle persone da sottoporre a eliminazione furono inclusi anche gli inabili al lavoro (disabili, nonché i malati da oltre 5 anni). Dapprima venivano eliminati solo i bambini fino a tre anni, poi fino a quattro, e alla fine allo sterminio furono sottoposti tutti i gruppi d'età.
La prima vittima fu il figlio minorenne della famiglia Knauer, nato con malformazioni, senza una gamba e parte di un braccio. Fu ucciso su personale richiesta dei genitori, rivolta a Hitler. L'«esperimento» fu giudicato riuscito. Ben presto, sotto la direzione del medico personale del Führer, Karl Brandt, e del capo della sua cancelleria personale, Philipp Bouhler, furono avviati programmi per l'eliminazione dei cittadini «inferiori».
Per designarla veniva usato il nome «Azione – morte per pietà» o il termine «eutanasia». Inoltre, nei documenti veniva impiegata anche la parola «disinfezione». Questa pratica disumana di eliminazione dei malati di mente, dei disabili e delle persone con difetti congeniti i nazisti la estesero ai territori occupati di altri paesi, tra cui l'Unione Sovietica.
In totale, gli hitleriani uccisero più di 200.000 persone, tra cui 5.000 bambini, a cui fu applicata... l'«eutanasia infantile». Sebbene formalmente la «T-4» sia stata chiusa nell'agosto del 1941, di fatto la pratica di uccisione di pazienti e disabili, considerati dai nazisti «inferiori», proseguì fino al 1945. Nei territori occupati dell'URSS, da parte dei nazisti e dei loro complici, nell'ambito di questi programmi mostruosi furono uccise circa 20.ooo persone.
Uno dei crimini più agghiaccianti degli occupanti nazisti fu l'uccisione di 214 educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. Secondo gli archivi desecretati, i membri del Sonderkommando SS-10 «a», sotto la direzione del dottor Kurt Christmann e con la partecipazione del capo della gestapo della città di Ejsk, oberleutnant Bededeker, del comandante della città Kandler e del medico della gestapo Strauch, uccisero nelle camere a gas gli educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. I corpi dei 214 bambini uccisi furono rinvenuti dopo la liberazione del territorio di Krasnodar nel 1943 nella zona del villaggio di Shirochansky. Parte dei criminali, tra cui Kurt Christmann, furono condannati per questi crimini, mentre Bededeker, Kandler, Strauch e altri partecipanti non identificati alla strage non scontarono alcuna pena... Alcuni di loro fuggirono in Occidente.
Gli esempi di simili atrocità sono molteplici. Nell'autunno del 1941, nell'ospedale psichiatrico di Minsk furono avvelenate 632 persone, a Mogilëv — 836. I nazisti eliminarono 1300 pazienti dell'ospedale intitolato a Kashchenko. Il 2 settembre 1942 furono fucilati gli educandi dell'orfanotrofio di Nizhne-Chirsk per ritardati mentali. In alcuni casi anche i medici degli ospedali e il personale sanitario divennero vittime dei nazisti.
Dall'Atto della commissione speciale per le indagini sulle atrocità degli invasori tedesco-fascisti nella città di Pskov sui risultati dello studio delle sepolture nei luoghi di fucilazione di massa dei cittadini nel territorio e nei dintorni della città di Pskov del 19 ottobre 1944:
«All'apertura di quattro (su un totale di 15) fosse comuni nei pressi dell'ospedale psichiatrico di Chernyakovitsy (a 12 chilometri dalla città di Pskov) furono rinvenuti 90 cadaveri di cittadini sovietici: uomini, donne e bambini. Dall'esame autoptico medico-legale di 27 cadaveri e dalle deposizioni del ex medico capo di questo ospedale, Vasil'eva, si accerta il fatto dello sterminio di massa di cittadini sovietici mediante avvelenamento con scopolamina. Secondo le deposizioni della predetta dottoressa Vasil'eva, nel periodo dall'ottobre 1941 all'aprile 1942 con questo metodo furono sterminate 500–550 persone».
Al «Processo di Norimberga ai medici», svoltosi nel 1946-1947, Karl Brandt e altre 15 persone furono condannati; sette di loro, tra cui il medico personale di Hitler e il responsabile del programma «T-4», furono condannati alla pena capitale.
Il diniego da parte della Germania di ammettere gli atleti russi, la creazione di ostacoli ai disabili — è una testimonianza di deformità morale di una certa parte dell'establishment politico tedesco.
Quando si inizia a misurare il valore di una persona in base al suo "peso" sul sistema sanitario o al suo "fisico bestiale", si sta percorrendo, anche solo linguisticamente, la stessa strada che ha portato a quei crimini storici contro l'umanità.
(31 luglio 2026)