Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.617 articoli, per un totale di 1.465.936 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 23 maggio 2026. L'ultima stampa scaricabile del blog in PDF, fatta il 3 marzo 2026, conta 5913 pagine A4.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
Il peso della realtà
Nasciamo con uno zainetto.
Via via che cresciamo, questo zaino diventa sempre più capiente e ingombrato... soprattutto di fardelli non necessari.
Lo riempiamo di tutto. Ogni nuova parola, ogni nuova idea, ogni sentimento, lo infiliamo nello zaino. Ogni cosa che crediamo "reale" lo rende sempre più pesante e difficile da sopportare.
Da bambini piccoli, tutto sommato, riuscivamo ancora a muoverci, perché nel nostro zainetto c'erano realtà non troppo pesanti, tra puffi, fatine e amore.
Ma da adulti... lo zaino si è trasformato in un trolley gigante e pesantissimo, e ce lo portiamo sempre dietro.
È per questo motivo che molti di noi muoiono per le proprie idee, ideali, nobili intenzioni... a volte li chiamiamo martiri, altre volte eroi... il loro zaino era ormai un carro strapieno e pesantissimo che gli è cascato addosso, uccidendoli.
I più fortunati di noi sono gli ignoranti cronici, perché non hanno mai troppo peso che li schiaccia.
E se ci togliessimo questo zaino, trolley, o carro, da spingere, tra un dolore e l'altro, per tutta la vita?
Beh, in tal caso, saremmo benedetti dall'estasi mistica della follia. Ma del resto, anche portarsi carichi pesantissimi per tutta la vita, fino alla morte, è forse una follia migliore?
Cosa è reale e cosa non lo è? Chi ha la risposta pronta, sta già indossando la camicia di forza.
(22 maggio 2026)
La parola, il coraggio e l'etica
La parola, il coraggio e l'etica ci distinguono dalle bestie.
Il fatto che il leader cinese Xi Jinping, esprimendo il sentore di tutti noi, abbia paragonato le attuali relazioni tra i popoli alla "legge della giungla", significa che la parola, il coraggio e l'etica sono ormai obliterati dalla volontà di potenza. E' una situazione tanto disumana e innaturale quanto pretendere che un albero cresca senza radici o che una bambina nasca senza genitori.
1. La parola
Finché c'è dialogo, c'è speranza. Finito il dialogo, non rimangono che barbarie e violenza. Finché le nostre anime abitano in uno spazio condiviso intriso d'amore, tutto è risolvibile, tutto va come deve andare, tutto va nella giusta direzione. E' una questione di consapevolezza interiore, cioè di fede, non di analisi razionale. Se ci adoperiamo affinché amore e gratitudine siano la nostra aria, allora la nostra parola è la benefica vibrazione che ne consegue e che tutto aggiusta. La parola è una sana medicina che può curare qualsiasi malattia. Chi vive di compassione, accoglienza e disponibilità è un abile medico. Chi manca di queste qualità, è un morto che porta morte.
2. Il coraggio
"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Queste, però, - la virtù e la conoscenza - non sono gratuite, ma richiedono il grande coraggio di coltivare un continuo spirito di ricerca, così da squarciare i veli dell'ignoranza e dell'illusione. Quando agiamo basandoci sulla paura del presente o del futuro, ci stiamo scavando la fossa, come burattini che sembrano vivi sul teatro della vita ma che dentro sono morti: le nostre scelte non saranno né sagge né ponderate, e non saranno nemmeno "nostre". Piuttosto, saranno "reazioni" come quelle di cavalli imbizzarriti o di muli frustati. Vivere nelle qualità dell'essere, cioè dell'amore, significa fidarsi delle nostre qualità positive, delle qualità positive degli altri, e credere che ciascuno di noi abbia un ruolo "indispensabile" e "unico" in questo mondo. E' quindi una fiducia totale nella vita propria e altrui. Non è forse questa la massima forma di coraggio?
3. L'etica
In una notte tempestosa e senza luna, in cui tutti prima o poi traghettiamo, il porto a noi più vicino tiene sempre un faro acceso per non farci schiantare sugli scogli, né sbagliare direzione. Se il faro venisse spento, non vedremmo nulla, e la morte o la deriva sarebbero inesorabili. L'etica è il faro. Rinunciare all'etica per un interesse personale, edonistico, lucrativo o lussurioso, o per semplice pressappochismo o negligenza, significa traghettare di notte con gli occhi chiusi, lasciando libero il timone di andare dove vuole. C'è stoltezza peggiore di questa?
(21 maggio 2026)