Dhammapada ➙ Testo completo

Il Dhammapada, a volte tradotto come "Cammino del Dharma", è un testo fondamentale del canone buddista. Conservato sia nel Canone pāli che in quelli cinese e tibetano, è composto da 423 stanze suddivise in 26 capitoli brevi. Questi versetti, che secondo la tradizione riportano le parole pronunciate da Siddhartha Gautama (Gautama Buddha Shakyamuni) in diverse occasioni, sono venerati non solo dalla scuola Theravāda ma anche da molte scuole Mahāyāna, rendendolo un testo di grande importanza in ogni ambito del buddismo.

Il testo offre insegnamenti morali e filosofici volti a guidare i praticanti verso il cammino della rettitudine, della saggezza e dell'illuminazione. Il Dhammapada rappresenta una sintesi accessibile dei principi fondamentali del Buddhismo, trattando temi come la virtù, la meditazione e la saggezza.

Libera traduzione in inglese di Ajahn Munindo
Traduzione in italiano di Chandra Candiani
La diffusione dei testi tradotti è consentita in qualsiasi modo tranne che a fini di lucro (fonte).


INDICE

  1. Versi in coppia
  2. La consapevolezza
  3. La mente
  4. Fiori
  5. Lo stolto
  6. Il saggio
  7. Il risvegliato
  8. Migliaia
  9. Il male
  10. La violenza
  11. La vecchiaia
  12. Se stessi
  13. Il mondo
  14. Il Buddha
  15. La felicità
  16. L’affetto
  17. La rabbia
  18. Gli inquinanti
  19. Il giusto
  20. Il sentiero
  21. Versi sparsi
  22. L’inferno
  23. L’elefante
  24. La brama
  25. Il rinunciante
  26. Grande Essere

Namo tassa
bhagavato arahato
samma sambuddhassa

Omaggio al Beato,
Nobile e Perfettamente Illuminato

La fragranza interna otterrà protezione esterna

Il buddismo insegna che le qualità virtuose che possiamo sviluppare nel relazionarci con le altre persone e anche con tutti gli esseri, come la gentilezza, la compassione e l’integrità, attirano naturalmente protezione e rispetto dall’ambiente esterno. Questo principio è ben sintetizzato dalla frase "La fragranza interna otterrà protezione esterna", una sintesi degli insegnamenti del Buddha fatta da Nichiren Daishonin. La frase non è una citazione diretta dei Sutra buddisti, ma riflette i loro principi fondamentali.

Il Dhammapada, a volte tradotto come "Cammino del Dharma", è un testo fondamentale del canone buddista. Conservato sia nel Canone pāli che in quelli cinese e tibetano, è composto da 423 stanze suddivise in 26 capitoli brevi. Questi versetti, che secondo la tradizione riportano le parole pronunciate da Siddhartha Gautama (Gautama Buddha Shakyamuni) in diverse occasioni, sono venerati non solo dalla scuola Theravāda ma anche da molte scuole Mahāyāna, rendendolo un testo di grande importanza in ogni ambito del buddismo.

Per illustrare come la virtù agisce come una fragranza che attira protezione, possiamo considerare questi versetti del Dhammapada:

52
Come un fiore
dal delizioso profumo
è la parola saggia e amorevole
accompagnata dalla retta azione.

53
Come con un mazzo di fiori
si possono intrecciare ghirlande
con questa nostra esistenza umana
possiamo fare ghirlande
di nobili azioni.

54
Il profumo di fiori o del legno di sandalo
si diffonde solo col vento a favore
ma la fragranza della virtù
pervade tutte le direzioni.

55
Impareggiabile è il profumo
della virtù
anche per i fiori
e per il legno di sandalo.

56
L’aroma del legno di sandalo
e il profumo dei fiori
sono un tenue piacere
rispetto alla fragranza della virtù
che raggiunge anche i regni celesti.

57
Mara non può catturare
chi vive in ricettiva consapevolezza
chi per impeccabile conoscenza è libero
e coltiva la virtù.

Māra, che è lo Spirito del Male e il dio della Morte, è il simbolo delle tentazioni e degli ostacoli spirituali, è la personificazione di tutte le forze antagoniste all'illuminazione. Questi versetti dimostrano come la virtù non solo diffonde una buona influenza, ma offre anche protezione dalle forze negative.

Nichiren Daishonin, un importante monaco buddista giapponese del XIII secolo, ha enfatizzato questo principio nei suoi insegnamenti, in particolare nel Gosho "I tre tipi di tesori". Il Gosho è una raccolta delle lettere e degli scritti di Nichiren, considerati testi fondamentali del suo insegnamento. In "I tre tipi di tesori", Nichiren spiega che "Il Buddismo insegna che la fragranza interna otterrà protezione esterna. Questo è uno dei suoi principi più importanti." Nel contesto del suo insegnamento, la fragranza interna è la natura di Budda, cioè Nam-myoho-renge-kyo.

Nichiren cita il Sutra del Loto e il Sutra del Nirvana per rafforzare questo concetto, sostenendo che tutte le creature possiedono la natura di Budda:

Il Sutra del Loto dice: «Nutro per voi un profondo rispetto» e il Sutra del Nirvana dice: «Tutte le creature viventi possiedono la natura di Budda». Il risveglio della fede nel Mahayana di Ashvaghosha afferma: «Poiché la Legge vera e costante permea continuamente la sua stessa vita esercitandovi la sua influenza, le illusioni spariscono istantaneamente e il corpo del Dharma si manifesta». Il Trattato sugli stadi della pratica dello Yogadel Bodhisattva Maitreya contiene un’affermazione simile. Ciò che è nascosto si trasforma in virtù manifesta.

In questa citazione, "natura di Budda" e "Legge vera e costante" sono Nam-myoho-renge-kyo.

La frase "La fragranza interna otterrà protezione esterna" è particolarmente significativa nella storia di Shijo Kingo, un discepolo di Nichiren. Kingo, affrontando calunnie e complotti, giurò al Daishonin che non avrebbe mai smesso di praticare. Durante un'epidemia, molti dei suoi persecutori caddero malati, e Kingo, grazie alle sue abilità mediche, riuscì a guarire il suo datore di lavoro, riguadagnandone la fiducia. Questo ribaltamento della situazione è spiegato da Nichiren come un effetto della "fragranza interna" di Kingo, cioè la sua fede e dedizione, che attrasse protezione e supporto esterni.

L'espressione "fragranza interna" indica come la natura di Budda, una volta risvegliata attraverso la pratica buddista, cioè tramite la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo, diffonda una sorta di aura benefica che permea la vita del praticante. Questo processo è descritto chiaramente da Nichiren: "Così, quando con la bocca recitiamo la mistica Legge, la nostra natura di Budda viene richiamata e immancabilmente emergerà. La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà e la natura di Budda dei Budda e dei bodhisattva, richiamata, gioirà" (dal Gosho "Come coloro che inizialmente aspirano alla via possono conseguire la Buddità attraverso il Sutra del Loto").

La pratica della recitazione del daimoku, ossia la ripetizione della frase "Nam-myoho-renge-kyo", è fondamentale per risvegliare questa fragranza interna. Questa pratica non solo risveglia la nostra natura di Budda, ma richiama anche la natura illuminata di tutte le forme di vita, comprese le persone che ci circondano.

Il beneficio di questa pratica si manifesta in due modi: attraverso la protezione delle divinità benevole e la gioia dei Budda e dei bodhisattva. La protezione delle divinità benevole si genera risvegliando la natura di Budda propria e altrui, attivando una rete di protezione universale che può assumere molte forme, dalle azioni di persone vicine a noi ai fenomeni naturali.

In conclusione, le nostre azioni virtuose hanno un potere profondo e duraturo.

(19 giugno 2024)

Lamentarsi stanca

Lamentarsi stanca.
Pensare o parlare delle cose che non vanno stanca.
L’assenza di mezzi e risorse stanca.
Essere sfruttati stanca.
L’ingiustizia, reale o presunta, stanca.
Non essere visti, riconosciuti, apprezzati o remunerati per i propri sforzi stanca.

Non pensare né parlare di queste cose non è questione di ottimismo. E’ solo questione di non stancarsi inutilmente più del necessario, di non sprecare le poche energie rimaste che servono per altro.

(18 giugno 2024)

Essere una tranquilla presenza

Non c’è molto altro da dire o da pensare.
Lasciamo fluire la bellezza armoniosa della natura con ogni senso.
Ne siamo parte.

Tutto il resto, le guerre e le sofferenze che vengono da molto lontano, sono nulla in confronto.

Non rimane che la nostra tacita e tranquilla presenza in questo mondo misterioso e illusorio, temporaneo e forte, seppur precario come un sogno dentro un sogno.

In mezzo al nostro cammino nella foresta, sono cosciente della natura illusoria e desiderante sia di questo mondo che dell’altro. Fuori dai centri urbani, circondati solo dall’energia vitale degli alberi alti e della terra, senza che null’altro sia visibile, è tutto più chiaro. Un tempo gli antichi guru vivevano qui, e solo qui potevamo ascoltare la loro saggezza.

Quando siamo una tranquilla presenza in questo mondo, non ce ne importa più nulla di sostenere le ragioni dell’una o dell’altra parte. Coscienti che siamo qui per ragioni karmiche che si perdono nel tempo e nello spazio, ci curiamo soltanto di essere benevoli e amorevoli.

Le guerre sono finite.

(17 giugno 2024)

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