Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.567 articoli, per un totale di 1.422.770 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 3 febbraio 2026. L'ultima stampa completa del blog in PDF, fatta il 31 dicembre 2024, contava 5174 pagine A4. Non so quante pagine occorrerebbero adesso.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
Tra parole e silenzio: non propaganda, ma presenza
A volte sento persone che si interrogano sul senso dello scrivere, e in particolare del mio scrivere in questo blog o del loro scrivere sui social. Tante volte mi sono sentito dire qualcosa del tipo: "Devi essere più sintetico, la gente non ha tempo per leggere e si stanca subito". Oppure: "Non convincerai mai nessuno". L'osservazione più interessante, comunque, che non era riferita a me ma a un discorso più generale, è stata questa: "«[...] Far capire agli altri sembra insormontabile. Oppure, è a causa di quel caro principio di libertà che si ha come paura di condizionare e persuadere il prossimo? [...]»". Sempre su questi temi, c'è anche chi si è posto il problema di come fare "marketing" di ciò che scrivo, nel senso di diffonderlo.
Onestamente, mi sembrano falsi problemi. Siamo tutti interconnessi, condizionati, condizionabili e condizionanti, volenti o nolenti. Le idee sono come un immenso oceano, e le nostre menti, e le nostre stesse esistenze, sono le bolle della schiuma dell'oceano che si infrange sulle rive. Non c'è bisogno di fare propaganda, e spesso non c'è neanche bisogno di parlare. Spesso basta la direzione del proprio cuore.
«La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore»
Nichiren Daishonin, Gosho di Capodanno
«Una persona quando nasce ha un'ascia in bocca, e se dice parole malsane con quell'ascia si taglierà»
Budda Shakyamuni, The Sutta nipata
«Le conseguenze del karma negativo che creiamo con la bocca - per esempio con osservazioni sprezzanti, con discorsi diffamatori e con bugie - ci tornano indietro e possono causare la nostra rovina»
Daisaku Ikeda, Buddismo e Società n.168, 2015
Credo che convenga spostare il nostro focus su un'altra questione, costantemente rinnegata dal nostro mondo turbocapitalista e neoliberista. Ovvero:
Il mio bene è il tuo bene.
Il tuo bene è il mio bene.
Il mio male è il tuo male.
Il tuo male è il mio male.
Il bene che compio non è mai solo per me.
Il male che compio non è mai solo per me.
Il mio cuore non batte solo per me.
Amare significa "io sono qui per te".
"Sia che tu invochi il nome del Budda, che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso, tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita buone radici e benefici. Pratica la fede con questa convinzione."
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
Credo che l'unica cultura che conti sia quella vissuta, non i discorsi. In questo senso, quando io parlo di cultura e di educazione, intendo la filosofia nel suo significato originario, ovvero l'applicazione concreta di quanto compreso attraverso l'esperienza e la riflessione, e l'etica che ne consegue.
La cultura è qualcosa che si vive, non qualcosa che si insegna o che si tenta di far capire ad altri. A ben vedere, tra l'altro, il verbo "insegnare" non ha significato: nessuno può insegnare qualcosa a qualcun altro, al massimo può "indicare".
Quanto ai condizionamenti e alle libertà, per me avrebbe senso discuterne se esistessero individui separati. Il concetto di "io" è solo un'astrazione utile per capirci nella vita quotidiana, ma a livello profondo non esiste. Non c'è un "io" e, sebbene esistano le azioni, non c'è un soggetto che le compie, se inteso come un'entità stabile, definibile in quanto esistente di per sé, con le sue caratteristiche. Se cerchiamo questo tipo di soggetto, non lo troviamo.
Scopriamo invece un'intricatissima rete di relazioni in costante mutamento, all'interno della quale possiamo dire che qualcosa di impermanente esiste soltanto in relazione a tutto il resto, e perché esiste tutto il resto. In termini pratici, "io" esisto perché esisti "tu", e viceversa, ma "io" e "tu", sebbene possano sembrarci oggettivi, in realtà sono soltanto idee intangibili come i sogni.
Questo vale sia a livello macroscopico che intrapsichico. La realtà mentale dell'essere umano, solitamente, è un groviglio di forze che fanno la guerra tra di loro. Questa è la mente, ma è anche ciò che intendiamo per mondo, che infatti è tanto agitato quanto le nostre menti. Sono rare le persone che hanno fatto così tanto lavoro su se stesse da avere una mente fatta di forze che vanno nella stessa direzione. Potremmo chiamare queste persone "maestri" e "maestre". Tuttavia, anche in questi casi rari, l'essere umano è e rimane un insieme mutevole di aggregati, non un'entità unica.
Questa visione delle cose è stata ampiamente sviluppata nel Madhyamaka, con il concetto di vacuità. Il filosofo di riferimento è Nagarjuna e il suo testo fondamentale è: "Le Strofe della Via di Mezzo" (Mūlamadhyamakakārikā).
Giusto per fare un esempio, la nostra mente è vacua:
«[...] Cosa significa myo (mistico)? È semplicemente la misteriosa natura della nostra vita di istante in istante, che la mente non riesce a comprendere e le parole non possono esprimere. Guardando la nostra mente in ogni singolo istante, non percepiamo né colore né forma per verificare che esiste. Eppure non possiamo nemmeno dire che non esiste, poiché molti pensieri differenti sorgono di continuo. Non possiamo né ritenere che la mente esista né che non esista. È una realtà inafferrabile che trascende sia le parole sia i concetti di esistenza e di non esistenza. Non è né esistenza né non esistenza, e tuttavia manifesta le proprietà di entrambe. È la mistica entità della Via di mezzo che è l’unica vera realtà. [...]».
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
"Via di mezzo", in questo contesto, indica proprio ciò che si trova in mezzo tra l'esistenza e la non esistenza. Questo è il significato fondamentale di vacuità, cioè l'assenza di natura intrinseca di un qualsiasi ente, concetto, idea. Come noi ci raffiguriamo le cose dipende da cause, condizioni e convenzioni concettuali e linguistiche.
Ho citato Nagarjuna nel blog in varie occasioni. Prima ancora, avevo esposto concetti affini in una mia riflessione, in cui parlavo di "principio di contraddizione, di interdipendenza e di compresenza degli opposti". Per i lettori più attenti, voglio mettere in evidenza che ho proprio scritto "principio di contraddizione", e non "principio di non contraddizione", dal quale mi discosto fermamente.
Visto che sto equiparando mente e mondo, e che li considero entrambi tanto consistenti quanto i sogni, vorrei concludere con i primi versi del Dhammapada:
«Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.»
Dhammapada, Versi in coppia, Strofa 1
Pace e bene a tutti,
3 febbraio 2026
[E-books] Non c'è pace con l'IA, raccolta di testi di Giulio Ripa e Francesco Galgani
Raccolta di alcuni e-book gratuiti scritti insieme al caro amico Giulio Ripa:
- Fantasmi, Sirene e Intelligenza Artificiale (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Liberazione dell'intelletto per una nuova umanità (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- L’era della simulazione ovvero l'oscuro desiderio di essere sempre connessi (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Non c'è pace con l'intelligenza artificiale (Giulio Ripa)
- L'uomo limitato (Giulio Ripa)
- L'ecologia (Giulio Ripa)
- Esplorando il Dhammapada, libero commentario (Francesco Galgani)
- Solitudine e contesti virtuali (Francesco Galgani)
- L'Era della Persuasione tecnologica ed educazione all'uso della tecnologia (Francesco Galgani)
Prefazione (di Francesco Galgani)
La fisica e le neuroscienze non possono spiegare la coscienza, la consapevolezza, l'anima, i sentimenti, l'amore, la felicità, anzi, li ignorano come se fossero un di più poco interessante. Allo stesso tempo, ci affidiamo sempre più a intelligenze artificiali senza consapevolezza, senza anima, senza intenzione né libero arbitrio. Stiamo costruendo un mondo in cui l'umano assomigli sempre di più alle macchine.
Nel frattempo, si discute anche dei diritti delle macchine equiparandoli ai diritti umani. In questa equazione di svilimento della vita, mancano completamente i diritti degli ultimi tra gli umani, delle piante, degli animali.
Lodiamo le macchine e ci affidiamo sempre di più ad esse, ma non vediamo gli schiavi e le schiave, i genocidi, la sistematica e pianificata distruzione dell'educazione e della cultura.
L'Europa si sta riempendo di schiave, donne per lo più ucraine costantemente sotto ricatto, costrette nei nostri bordelli. Stesso discorso per i giovani uomini, e per bambini e bambine.
Ricorda che il corpo è fugace
come la schiuma del mare, un miraggio.
Il fiore della passione sensuale
nasconde un artiglio.
Ricordalo, e passa oltre la morte.
si scopre che tutti gli esseri hanno paura
della punizione e della morte.
Allora, non si assale
né si provoca più nessuno.
che come noi cercano appagamento
significa far male a noi stessi.
Spuntano doni del cielo
stando in compagnia
di chi è saggio e perspicace
di chi con accortezza offre
dissuasione e consiglio
come guidando a un tesoro nascosto.
Che il saggio guidi gli esseri
via dall’oscurità
che offra orientamento e consiglio;
ne farà tesoro l’onesto
li rifiuterà lo stolto.
Millenni di cultura stanno venendo rinnegati con la stessa facilità con cui oggi si inneggia all'apocalisse nucleare. Ai valori cristiani si preferiscono e pubblicizzano la bestemmia, il satanismo, l'incesto, l'aborto, l'omicidio, la pedofilia, l'esaltazione di forme non tradizionali di convivenza e intimità finalizzate non tanto al rispetto della propria natura, ma alla disgregazione di ogni possibilità di mettere radici nella famiglia e nella comunità.
Essere insoddisfatti e inappagati
e tuttavia cercare ancora solo
i fiori casuali dei piaceri dei sensi
sottomette al dominio del distruttore.
Fertilità e natalità vanno di pari passo con la speranza nel futuro, e infatti stanno miseramente crollando. Alla scoperta del contatto fisico preferiamo la distanza di una vita dietro gli schermi.
Mi ha toccato,
e ho scoperto la vita.
Vivere è faticoso, lo è sempre stato. Ma oggi anche pensare è diventato un optional gravoso. I filosofi non producono moneta, quindi non servono. Per pensare c'è l'IA, è il nuovo messia comparso dal nulla per il nostro bene. O almeno questo è il messaggio per il gregge.
Ma sei noi siamo pecore, l'IA non è un pastore benevolo, è piuttosto il nostro macellaio. Con l'IA non può esserci pace, perché è innanzitutto uno strumento di guerra contro di noi. E' il principale strumento bellico su cui le grandi potenze stanno investendo, insieme alle applicazioni militari della robotica e della fisica quantistica.
Non tardare a fare ciò che è salutare.
Dissuadi la mente dal fare il male.
La mente che esita a fare il bene
potrebbe provar piacere a fare il male.
Anche chi fa del male
può gioire
finché le sue azioni
non hanno dato frutti.
Ma maturati gli effetti
delle azioni
non potrà evitarne
le dolorose conseguenze.
Lo scopo ultimo della tecnologia contemporanea è quello di possedere le nostre menti, i nostri corpi, le nostre coscienze, per creare sudditi perfetti e accondiscendenti, plagiati dalle comodità tecnologiche e obbligati dal ricatto di condizioni lavorative ed esistenziali sempre più precarie e invivibili.
Quando il sole della cultura è al tramonto, la barbarie e la violenza sono la nuova legge. Coloro che oseranno dire parole di verità saranno crocifissi. Ma è meglio morire così che assecondare la disgregazione del pensiero:
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
Mentre provo a dare forma scritta a questi pensieri, l'ONU, cioè il massimo progetto politico di pace tra le nazioni, si lamenta di debiti ingiusti e dichiara la sua bancarotta. Questi guai economici sono il sintomo di una vera bancarotta morale, dopo anni di ipocrisie e sudditanza. Sono tutti pessimi segnali di un grande disvelamento del male profondo nelle nostre società.
Rendere manifesto ciò che era nascosto è il significato di Apocalisse. Ci siamo dentro. Oggi parole come democrazia, Occidente, IA e nazismo stanno diventando sinonimi, le nostre nazioni si stanno trasformando nel Quarto Reich. Questo germe infettivo sta dilagando ovunque.
Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani,
io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.
Vorrei chiudere questa prefazione con alcune domande ai nostri lettori. L'IA avrebbe mai potuto scrivere un testo come questo? L'IA può inviare di nascosto poesie ad un amore segreto mai dichiarato? L'IA può mettere da parte se stessa e ritirarsi per proteggere qualcun altro? Sono solo esempi. Cerchiamo di rimanere umani e di essere degni della vita ricevuta in dono.
Cerchiamo di non nutrire l'ego, ma di dare voce all'anima.
Pace dentro, pace fuori, pace vicino, pace lontano, pace e saggezza per tutti.
(31 gennaio 2026)
Il prezzo del servilismo dell'Italia: conseguenze prevedibili
Gli ebrei sionisti si sono puliti i piedi sulle uniformi dei Carabinieri italiani?
E' giusto, è la giusta conseguenza di fare la guerra agli amici seri e affidabili, e di prostituirsi ai nemici, ai corrotti, ai delinquenti assassini. O, come dicono in molti, di stare dalla parte sbagliata della storia.
Si chiama legge di causa ed effetto.
Mi dispiace per i Carabinieri che sono vittime sacrificali come noi. Ma tutto questo è il minimo che poteva succedere dopo aver proiettato la bandiera di Israele su Palazzo Chigi il 7 ottobre 2023, dando pieno sostegno istituzionale, in questa e mille altre occasioni, ai carnefici anziché alle vittime.
Questo dovrebbe essere di lezione. Purtroppo, però, nessuna scuola riesce a istruire chi fa del servilismo la sua virtù.
Questa è anche la dimostrazione che le dinamiche tra i singoli sono molto simili a quelle tra le nazioni. Le vicende internazionali, in questo caso, non sono molto diverse da quelle di un bullo pieno di sé con un disabile pronto a proteggere chi lo umilia.
(29 gennaio 2025)