L'aria che esce non attende mai l'aria che entra

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Noi crediamo di aver così poco tempo per "fare"...

Dobbiamo fare questo, dobbiamo affrettarci per quest'altro... tutto di corsa... e, tirando le somme, siamo perennemente indietro rispetto all'irrealistica efficienza ed efficacia che ci vuole pronti e scattanti in ogni occasione.

C'è sempre meno tempo, e l'asticella dei compiti da superare è sempre più alta. Con l'intelligenza artificiale, poi, non ne parliamo. Non c'è più tempo né per "apprendere", né per "fare", né per fermarsi in silenzio a "cercare di capire". L'automazione ci pretende uguali alle macchine.

Se la macchina può fare il lavoro di mille persone in un millesimo del tempo, la stessa cosa deve valere per noi. Ma non è possibile, per questo dobbiamo "potenziarci", integrando l'IA direttamente dentro le nostre menti. Questo è ciò che sta provando a fare Neuralink di Elon Musk, il cui obiettivo ultimo non è aiutare i disabili, ma permettere ai normodotati di essere superdotati di IA. In questo modo non dovremo più spendere inutili anni di scuola e università: un bambino potrà essere un tuttologo istantaneo, un artista e un genio più genio di ogni altro genio esistito, integrando l'equivalente di ChatGPT dentro la sua scatola cranica.

E intanto il tempo scorre... ma non ci sarà più tempo nemmeno per questo bambino ibridato con le macchine, perché dovrà continuamente aggiornarsi per essere "a posto" e "al pari" con i suoi simili e con le macchine. Per intenderci, avrà un destino amaro come Nebula.

La vita di Nebula, raccontata nel film "Avengers: Endgame" (2019), è stata una continua lotta contro un senso di inferiorità e il dolore inflittole da suo padre. Thanos ha sempre messo Nebula in competizione con la sua sorella adottiva, Gamora. Ogni volta che Nebula perdeva uno scontro contro Gamora, Thanos le infliggeva una punizione crudele, rimuovendo parti del suo corpo biologico e sostituendole con componenti cibernetici, sostenendo che fossero miglioramenti per renderla "più forte". Questo processo, giustificato da una logica spietata di perfezione, ha avuto un impatto devastante sulla psiche di Nebula.

Nebula è cresciuta con un corpo che non era più interamente suo, trasformata in una macchina vivente. La sua umanità e la sua essenza biologica sono state via via erose, rendendola un simbolo tragico del sacrificio involontario per compiacere una figura autoritaria e spietata.

Il nostro destino dovrebbe essere come quello di Nebula perché siamo tutti in competizione (cioè in guerra) con noi stessi, con gli altri e con le macchine? Dobbiamo stare al passo con i tempi?

Stiamo attenti, perché stiamo perdendo di vista il problema principale, di fronte a cui tutto il resto sono solo distrazioni.

La nostra vita è fugace. E' inutile rincorrere il tempo.

Non sempre a un respiro ne segue un altro. L'aria che esce non attende mai l'aria che entra. Nemmeno la rugiada asciugata dal vento è tanto effimera.

Nessuno, saggio o stolto, vecchio o giovane, può sapere cosa gli accadrà il momento dopo quello presente: così vanno le cose nel mondo.

E quindi?

Repetita iuvant: chi è lento all'ira vale più degli eroi e dei potenti, e chi domina se stesso è meglio di chi conquista una città.

Una persona veramente evoluta è quella che può sedersi in silenzio, senza fare nulla, e sentirsi pienamente in pace. La vera felicità non dipende dall'azione, ma dalla capacità di essere presenti.

Chi è spiritualmente maturo non cerca rifugio nell'attività o nelle distrazioni, perché ha trovato una serenità che nasce dall'interno. Sedersi in una poltrona, senza bisogno di giustificarsi o di riempire un vuoto, diventa così un atto di libertà assoluta, il trionfo dell'essere sul fare.

L'aria che esce non attende mai l’aria che entra (Francesco Galgani's art, January 6, 2025)
(January 6, 2025, go to my art gallery)

Il poco tempo che ci rimane

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Come passano rapidamente i giorni!

Questo ci fa capire quanto sono pochi gli anni che ci rimangono.

Gli amici con i quali una mattina di primavera ammirammo la fioritura dei ciliegi sono stati spazzati via insieme ai fiori dal vento dell’impermanenza, lasciando dietro di sé nient’altro che i loro nomi. Benché quei fiori siano scomparsi, la prossima primavera i ciliegi sbocceranno ancora. Ma quando rinasceranno quelle persone?

I compagni con i quali nelle sere d’autunno componemmo poesie in onore della luna sono svaniti insieme alla luna dietro le nuvole incostanti. Solo le loro mute immagini rimangono nei nostri cuori. Anche se la luna è tramontata dietro le montagne a occidente, nel prossimo autunno comporremo per lei altre poesie. Ma dove sono ora i compagni che sono morti?

Persino quando la tigre della morte che si avvicina ruggisce, noi non la sentiamo e non ne siamo turbati. Quanti giorni ancora sono rimasti alla pecora destinata al macello?

Siamo in tempo di guerra, ovunque è guerra. Ma chi è lento all'ira vale più dei potenti, e chi domina se stesso è meglio di chi conquista una città.

E' meglio vivere il poco tempo che ci rimane con gentilezza e amore, per non avere rimpianti.

Il poco tempo che ci rimane (Francesco Galgani's art, January 5, 2025)
(January 5, 2025, go to my art gallery)

Dalla parte dell'asinello

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La televisione ha spazzato via il senso della realtà.
I social hanno dissolto la socialità.
L’intelligenza artificiale sta erodendo l’intelligenza… quella vera, l’unica che conta.

E intanto i soldi scorrono, vorticosi, come una falce implacabile che tutto taglia, lasciando dietro di sé solo cenere e desolazione.

L’“ultima ora” di oggi, una breaking news che sta rimbalzando tra le testate, è che Microsoft, nel 2025, investirà 80 miliardi in data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Prima ci affascinano con la tecnologia, poi ci incatenano in una dipendenza da cui non c’è via di fuga, infine ci fanno pagare ogni singolo passo, sempre più caro. Lo chiamano progresso, la chiamano democrazia.
Forse dovremmo riconoscerla come servitù al diavolo.

E adesso parliamo di religione.

Nel presepe ci sono Gesù, Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello.
Tutti gli sguardi sono per Gesù: pastori e Magi si affrettano a portare doni al Salvatore.
Maria, colma di grazia, sarà venerata d'ora in poi come "beata" e come madre di tutti.
Giuseppe ha sposato Maria per salvarla dalla lapidazione.
Il bue era già lì, nella stalla.

E l’asinello? Nessuno lo guarda. Nessuno lo celebra.
Eppure è stato lui a portare Maria da Nazaret a Betlemme (150 km), fino alla capanna dove ha partorito.
Ha sofferto in silenzio più di tutti, ma nessuno lo onora.

Ora, l’intelligenza artificiale è il nuovo dio, il nuovo Salvatore delle genti.
Ma io sto con l’asinello.

Dalla parte dell'asinello (Francesco Galgani's art, January 4, 2025)
(January 4, 2025, go to my art gallery)

Il silenzio della miseria

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Nel gelo dell'inverno, con il respiro che si congela nell'aria, la Transnistria si ritrova senza gas. Niente più acqua calda, né riscaldamento. Anche la Moldavia si prepara ad affrontare un inverno glaciale priva di adeguate fonti di calore. Queste regioni hanno ondate di freddo intenso che possono scendere fino a -20°C, con picchi fino a -35°C. In questo scenario da brividi, non è il caso a governare, ma una scelta politica.

I nostri leader, supportati dai media che amplificano il loro messaggio, dipingono questi eventi tragici come un progresso verso una maggiore autonomia e sicurezza energetica per l'Europa. Se tale affermazione appare insensata agli occhi di una persona comune, si rivela invece colma di significato per chi considera l'umanità un dettaglio insignificante, appena superiore a un'infestazione di scarafaggi.

Le autorità locali hanno consigliato ai residenti di adottare misure per conservare il calore, come vestirsi pesantemente, riunire i membri della famiglia in una sola stanza e utilizzare coperte o tende spesse per coprire finestre e porte. Ma sono discorsi sensati questi? Sono soluzioni applicabili?

Una volta questa si chiamava "crisi umanitaria", per non dire "massacro". Ma da un po' di anni, ormai, i grandi aiuti sono solo per comprare armi, e nessuno si sta stracciando le vesti per questa gente, abbandonata da tutti. I poveri tra i poveri non interessano a nessuno, se non per abusarli.

I potenti, sordi al pianto, tracciano il destino dell'Europa senza cuore né mente. Credono di essere eletti, supremi, ma sono ombre vuote, burattini di un'arroganza cieca.

Eppure, tra le nebbie della disperazione, ci sono i nobili, i vivi, i coraggiosi che brillano come fiaccole di umanità in un mondo di zombie. Questi sono gli "ultimi", quelli veri, quelli che conoscono il sacrificio e l'amore, che lavorano come bestie sotto un cielo perennemente grigio, privati del sole e delle gioie, ma non della dignità. Sono loro, gli eroi dimenticati, che portano il peso del mondo sulle spalle.

Dall'altra parte, al di sopra delle rovine, siedono i signori della guerra, i mercanti della morte. Sono coloro che spogliano le terre, che rubano il pane, che trasformano la vita in un'eterna schiavitù. Tiranni dal volto spavaldo, privi di grazia, senza l'ombra di un merito, regnano solo grazie alla loro prepotenza e alla loro spietata sete di dominio.

E ci sono poi i mediocri, che invero sono la maggioranza, cioè quegli avidi che, pur nella loro miseria, ambiscono al potere degli oppressori. Vivono di invidie e gelosie, e non sono migliori dei mostri che venerano.

Ma gli ultimi, gli umili, coloro che resistono e custodiscono il fuoco della speranza, sono il respiro della terra. Se il prossimo diluvio universale non ci ha ancora sommersi, è perché il cielo guarda agli ultimi. Costoro sono i veri salvatori, i silenziosi guardiani di un mondo che non li merita.

Il silenzio della miseria (Francesco Galgani's art, January 4, 2024)
(January 4, 2025, go to my art gallery)

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