Facebook è patologia degli affetti, patologia delle emozioni, patologia delle relazioni
Facebook è patologia degli affetti, patologia delle emozioni, patologia delle relazioni... e quindi patologia del pensiero.
Fonte del video seguente (a cui rimando per approfondimenti):
http://www.byoblu.com/post/minipost/la-societa-dei-like-mauro-scardovelli
Pubblicato su Youtube alla pagina:
https://www.youtube.com/watch?v=cyDauWYj_L4
La società dei Like – Mauro Scardovelli
Sullo stesso argomento, riporto l'articolo:
Gli smartphone danneggiano i ragazzi, lo affermano due azionisti Apple
fonte "La Stampa" (licenza dell'articolo: Creative Commons - Attribuzione, Non Commerciale, Non opere derivate)
di Andrea Daniele Signorelli
Non è certo la prima volta che viene sollevato il tema della dipendenza da smartphone e degli effetti che può avere sulla salute mentale dei più giovani. Questa volta, però, ad affrontare la questione sono due azionisti di Apple: Jana Partners LLC e California State Teachers’ Retirement System (un fondo pensionistico per insegnanti), che il 6 gennaio hanno inviato una lettera ad Apple chiedendo maggiori finanziamenti per la ricerca sugli effetti sociali e psicologici dell’uso degli smartphone e di implementare strumenti che consentano ai genitori di limitare l’accesso ai telefoni.
“Ci sono sempre più prove che dimostrano come, almeno per i giovani che ne fanno un uso massiccio, gli smartphone possano avere conseguenze negative involontarie”, scrivono nella lettera i rappresentanti delle due società, che insieme detengono due miliardi di dollari in azioni del colosso di Cupertino. “Il disagio sociale crescente, a un certo punto, avrà un impatto negativo anche su Apple. Per questo è importante affrontare subito la questione”.
Il tema, di cui si parla ormai da anni, è stato recentemente oggetto di uno studio della sociologa Jean Twenge, che è arrivata a denunciare la possibilità che gli smartphone stiano distruggendo un’intera generazione. Le prime misure per impedire che l’utilizzo di questi strumenti si trasformi in una vera e propria droga iniziano però a vedersi: la Francia, per esempio, ha vietato l’utilizzo di smartphone nelle scuole elementari e medie; mentre Apple già oggi offre ai genitori la possibilità di inserire limiti al consumo di traffico dati e di impedire l’accesso ad alcuni contenuti.
Il cofondatore di Android Andy Rubin, invece, sta studiando come ridurre la dipendenza da smartphone attraverso l’intelligenza artificiale, consentendo a un bot di gestire da solo gli aspetti più abitudinari dell’utilizzo di smartphone (per esempio, verificare se le notifiche di Facebook sono interessanti o meno), liberandoci così dall’urgenza di controllare lo smartphone fino a 150 volte al giorno.
Nuovo ospedale a Cariati... in poesia
Nuovo ospedale a Cariati
Dal coraggio è cresciuta
la forza tenace
di chi altri aiuta
in modo efficace,
col Cuor che sa Amare
nel dar giovamenti,
e sempre lottare
nel curar patimenti,
d'una terra calabra
fin troppo abusata,
protesi alla sua gente
nel cuor nostro amata.
Il nuovo ospedale
è giusto sogno,
successo reale
per chi avrà bisogno:
verità non dimora
dove lingua ferisce,
ma nel saggio silenzio
di mano che agisce.
Grazie!
(Francesco Galgani, 6 gennaio 2018)
www.galgani.it
I tre setacci: verità, bontà, utilità
Racconto (probabilmente) tratto dal libro "La via del guerriero di pace. Un libro che vi cambierà la vita", di Dan Millman:
Socrate aveva reputazione di grande saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovarlo e gli disse:
– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Prima di raccontare una cosa sugli altri, è bene prendersi il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no! Al contrario
– Dunque – continuò Socrate – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell’utilità. E’ utile che io sappia cosa avrebbe fatto questo amico?
– No davvero.
– Allora – concluse Socrate – quel che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?
Grazie per aver letto questa piccola storia.
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E adesso una riflessione di suor Biancarosa Magliano (fonte):
“Uomo che ami parlare molto, ascolta e diventerai simile al saggio. L’inizio della saggezza è il silenzio”. Lo ha lasciato scritto Pitagora, circa 2500 anni or sono. In questa sentenza il famoso matematico, taumaturgo, astronomo, scienziato, politico e fondatore a Crotone di una delle più importanti scuole di pensiero dell’umanità, fa la sintesi del suo ‘pensiero’, della sua fede. Di quello in cui crede e che – da buon maestro qual era – intende trasmettere ad altri.
Parola, silenzio, ascolto, saggezza: quattro parole intersecanti, l’una soggetta all’altra. La parola – che è anello di congiunzione tra persona e persona, causa e fonte della relazionalità, senza un uditore, non serve; sfuma nel vento; se non è accompagnata dall’ascolto, evapora. Ma l’ascolto, perché sia possibile e diventi vero, autentico, profondo, ha una sua simpatica specifica esigenza: necessita il silenzio. Il rumore, il chiasso esterni non permettono alla parola di raggiungere il primo obiettivo per cui è stata pronunziata; non giunge a destinazione. Non viene accolta. Quindi non può produrre quella reazione positiva o negativa per cui è stata pronunciata; le è impedita la risposta adeguata.
Ma vi è un altro rumore più acuto, un altro chiasso più assordante ed è il tumulto interiore, l’angoscia, l’irrequietezza dell’anima, la tensione dello spirito, la preoccupazione inutile, forse malsana. Quella ‘non pace’, quel ‘non silenzio’, che tormenta e assilla gli inquieti, gli insoddisfatti, i distratti, gli assillati da mille inutili preoccupazioni, i cercatori del nulla.
Quel simpatico e inimitabile attore che fu Charlie Chaplin diceva: “Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca”. A Chaplin risponde con altrettanta saggezza il compositore, pianista, organista, violinista W. A. Mozart: “Parlare bene ed eloquentemente è una gran bella arte, ma è parimenti grande quella di conoscere il momento giusto in cui smettere”
“Dio è amico del silenzio. – ha scritto M. Teresa di Calcutta. – Guarda come la natura – gli alberi, i fiori, l’erba – crescono in silenzio; guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio. …. Abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime”. Abbiamo bisogno di silenzio maturo, frutto di meditazione, di un certo, sapiente, cercato e voluto rinnegamento di sé, per acquisire e possedere quella pace e saggezza umana che rendono fecondi di luce, di grazia ogni nostra parola e ogni nostro gesto verso chiunque fa capolino o si appoggia sulla nostra strada. Saranno parole e gesti profumati di gentilezza, forse di saporosa femminilità per chi è donna, sempre carichi di giusta ed efficace simpatia…
sr Biancarosa Magliano
Buon silenzio,
Francesco Galgani,
6 gennaio 2018
Vegan a Natale e Capodanno: non è privazione, è una bella avventura!
Oggi è il 4 gennaio 2018, le feste son quasi terminate. La tradizione vuole che a Natale e a Capodanno ogni persona dovrebbe mangiare come se avesse dieci stomaci, senza curanza alcuna per le proprie sensazioni di sazietà e di malessere, per le conseguenze in malattie, in sprechi di risorse, in vite uccise, in sofferenza arrecata... e anche nella non trascurabile devastazione ambientale.
E anche stavolta, ormai, il danno è fatto e l'avidità di cibo (ovvero di animali torturati e uccisi), oltre ogni ragionevole bisogno, soddisfatta.
La foto qui a destra è di un cimitero degli animali (vicino a Prato). Anche le nostre tavole sono spesso cimiteri.
Quando sento, in queste occasioni di grande festa, le persone chiacchierare tra di loro di quanto è buono il cibo che stanno mangiando o che hanno mangiato... sto zitto, e prego in cuor mio che questa brutale follia (autolesiva) finisca. Quando mi dicono che rispettano la mia scelta vegan, rispondo che mi piacerebbe che le persone rispettassero anche se stesse.
La maggior parte di noi continua ad arrecare ogni giorno questo danno innanzitutto a se stesso o a se stessa, seppur in misura minore rispetto alle bulimiche abbuffate delle festività. Il cruento e sanguinario male, fisico e psicologico, che stiamo facendo agli animali lo ripagheremo tutto e con salati interessi. Per promemoria, la seconda causa di morte è la fame, la prima è l'appetito.
Mi tornano a mente le parole di Neal Barnard, al termine di una conferenza che ascoltai un po' di tempo fa, interamente disponibile alla pagina "Ciò che l'industria del latte non vuol farti sapere" (se le seguenti parole conclusive risultassero poco chiare, basta ascoltare il resto della conferenza):
«[...] Bene, ecco dove ci troviamo ora col cibo. Sappiamo di avere un problema, sappiamo che se potessimo cambiare la nostra dieta otterremmo un beneficio, e sappiamo che quando guardiamo i nostri figli, sono la generazione meno in salute che ci sia mai stata.
Ma non so... il cibo è così buono... ci sono le grandi industrie, non puoi combatterle sul serio... o aspetta un minuto... è giunta l'ora. E' giunta l'ora. Dobbiamo fare alcuni cambiamenti. E un modo di fare questi cambiamenti non è scuotere il dito e far sentire la gente in colpa.
Il modo di cambiare è informare la gente e mettere le informazioni a disposizione della gente, motivo per cui amo quello che sta accadendo qui a VegSource, è dove otteniamo informazioni, e le scambiamo, e e ciò che funziona per te, e quali ricette piacciono di più alla gente.
E poi ci divertiamo.
Chef AJ è un campione in questo, potete preparare piatti divertenti, e divertirvi con i sapori, e ci sono anche tante cose assurde sul cibo, e ci sono alcune ricette fantastiche, prodotti fantastici, siti, libri, e quando trovate queste cose le condividete in giro e non è privazione, è un’avventura!
E la gente si sente liberata nello scoprire cose che non sapeva e che le possono servire. E sono convinto che una mattina di febbraio, tra non molto tempo, ci sarà un uomo che trema fuori il suo edificio a Washington DC mangiando l’ultimo boccone della sua ala di pollo, prima di rientrare nel suo edificio vegano!
Questo è il giorno che voglio vedere arrivare. Grazie mille.
Grazie davvero. Vi auguro un ottimo pranzo, ci vediamo questo pomeriggio, grazie!»
tratto da: https://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/conferenza-latte-formaggio.html