Intelligenza Artificiale, Putin, World Economic Forum

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Da decenni, nel mondo occidentale, l’avvento di una Intelligenza Artificiale sempre più evoluta è presentato come una conseguenza ineluttabile di uno sviluppo tecnologico necessario, inarrestabile e connaturato all’esistenza umana.

Tali premesse sono opinabili, seppur sedimentate e condivise nell’inconscio collettivo. Potremmo ragionare sul fatto che l’adozione su larga scala di una certa tecnologia non sia la necessaria conseguenza della sua esistenza, ma l’effetto della “volontà di dominio” di chi ha abbastanza potere da imporre a tutti le proprie scelte. Se poi questa volontà di dominio prevale sempre e comunque, e se l’Intelligenza Artificiale è funzionale ad essa, come in effetti lo è, allora possiamo dire che, in questo senso, lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale non è in alcun modo frenabile.

Con l’una o l’altra premessa, la prima più suggestiva e ipnotica, l’altra più politica e ragionata, la conclusione è sempre la stessa, ovvero macchine apparentemente sempre più intelligenti, più capaci, più integrate nell’esistenza umana.

Quali prospettive ne conseguono? E qui si apre un grande bivio… In questo articolo, provo a render conto di due prospettive diametralmente opposte.

Secondo il World Economic Forum, che rappresenta l’ideologia dominante nel mondo occidentale, l’Intelligenza Artificiale è inserita nel seguente contesto:
- sostituzione dell’umano con la macchina, con sempre minore occupazione;
- sostituzione del reddito da lavoro, non più disponibile, con un reddito minimo di cittadinanza;
- cittadinanza a punti, ovvero soggetta ai cosiddetti “crediti sociali”;
- eliminazione della proprietà privata e dei mezzi di produzione per concentrarli nella mani di poche corporations, secondo la massima, ufficialmente pubblicizzata, in base alla quale “nel 2030 non avrai più nulla e sarai felice”;
- identità liquida, ovvero annientamento della famiglia, della dualità maschio/femmina, di qualsiasi possibile radicamento nel territorio e in comunità locali, del possesso di oggetti, immobili o mezzi di trasporto con cui potersi identificare;
- ibridazione umano/macchina;
- privatizzazione di tutto e accesso a qualsiasi servizio soltanto in conseguenza di un pagamento (con un evidente cortocircuito rispetto al fatto di non possedere più né soldi propri né beni);
- eliminazione dei soldi così come li abbiamo conosciuti, siano essi contanti o digitali, e sostituzione con cryptovalute di stato non soltanto a privacy zero, ma “programmabili” e “a scadenza”, ovvero l’uso del denaro sarà possibile soltanto nei modi e nei tempi previsti;
- modello sanitario basato su vaccinazioni ricorrenti e non sulla cura né tanto meno sulla prevenzione primaria, le quali devono essere bandite e criminalizzate;
- controllo totale di pensieri, parole e azioni di qualsiasi persona tramite IoT (Internet delle Cose), 5G/6G, Intelligenza Artificiale, chips nel corpo, crediti sociali, militarizzazione e nazificazione di tutti gli aspetti di base della società, green pass internazionale per accedere ai servizi di base e per poter uscire di casa, et similia damnationes;
- politiche “green” di lotta non all’inquinamento che ormai ha trasformato fiumi e oceani in immondezzai, non alla distruzione dell’ecosistema per mano umana, non all’estinzione di alcune specie provocata dal bracconaggio selvaggio e da alcune pratiche agricole e di allevamento, non all’incessante abbattimento dell’Amazzonia e agli incendi intenzionali delle grandi foreste, non al disastro provocato dall’uso fuori controllo di antibiotici negli allevamenti e dai veleni di BigPharma usati nell’agricoltura, non all’abuso coloniale di poche multinazionali dei paesi più poveri, non alle manipolazioni genetiche di animali e piante, ma… lotta al cosiddetto e fantomatico “cambiamento climatico”, a sostegno e giustificazione di politiche repressive dei diritti fondamentali dell’essere umano;
- geoingegneria per dominare il clima e, più in generale, le forze della natura, anche provocando catastrofi pur punire le nazioni non allineate con questa agenda;
- progressiva riduzione della popolazione e deindustrializzazione, tramite vaccini, guerre, diffusa omosessualità, completo cambio di genere (con conseguente mutilazione dei genitali), e altre politiche sociali, ideologiche ed economiche ad hoc;
- miseria indotta dal sistema e sindromi depressive gravi, di cui ciascun individuo sarà colpevolizzato e in conseguenza delle quali potrà legalmente e legittimamente richiedere l’eutanasia, mancando qualsiasi assistenza statale o comunitaria;
- sessualità completamente libera, legalizzata e incentivata in ogni sua forma, compresi pedofilia e incesto, ma svincolata dalla riproduzione, anzi sesso e riproduzione dovranno essere due cose completamente distinte e non sovrapponibili in alcun modo;
- riproduzione della specie tramite maternità surrogata (ovvero utero in affitto) e, in prospettiva, ectogenesi per svincolare la riproduzione non soltanto dall’esistenza di una coppia composta da uomo e donna, ma anche dall’idea che la maternità sia un compito esclusivo e specifico della donna in conseguenza di un rapporto sessuale con un uomo;
- come conseguenza del punto precedente, faremo a meno della differenziazione tra maschio e femmina;
- uso di una nuova lingua politicamente corretta ed eticamente corrotta, in cui il senso delle parole è invertito, ambiguo, ideologizzato, e la cui grammatica non permetta più la distinzione tra pronomi e sostantivi maschili e femminili;
- governance basata su continue emergenze indotte, sulla guerra e sull'autosabotaggio;
- criminalizzazione di qualsiasi sentimento religioso che abbia radici storiche e sostituzione delle religioni classiche con un unicum luciferino, che nel suo agghiacciante sincretismo sarà a supporto e giustificazione di tutti i punti precedenti e farà del principe di questo mondo il nuovo unico e vero Dio.

Forse ho tralasciato qualche punto, ma nel complesso questo è il nuovo mondo che le oligarchie di Davos, città svizzera in cui ogni anno si riunisce il World Economic Forum, vogliono per noi.

Questa visione occidentale del futuro prossimo, fissato nell’Agenda 2030, è coerente nella sua straordinaria follia e in parte l’abbiamo già sperimentata o la stiamo sperimentando adesso.

La mia previsione è che tutto ciò finirà male, molto male, anche con una possibile guerra nucleare, perché una tale distopica visione è costretta a scontrarsi con la complessità del reale, col funzionamento della natura, e con tutte quelle forze terrene e non terrene che non sono d’accordo neanche un po’ con questi progetti. Questo è uno dei motivi alla base dell’attuale scontro anche militare tra Occidente, rappresentato dalla NATO, e resto del mondo, che ha Russia e Cina tra le sue maggiori forze. Non l’unico motivo, comunque.

Sia ben chiaro che questa agenda demoniaca è in parte condivisa anche dal mondo non-Occidentale, cioè quello al di fuori del cosiddetto “golden billion”, e che entrambi i mondi sono eterogenei, avendo forze contrapposte al loro interno.

Ci sono però alcune differenze fondamentali. Torniamo da dove siamo partiti con questo articolo, ovvero all'Intelligenza Artificiale. Abbiamo già visto che tra le conseguenze attese ci sono mancanza di lavoro e miseria via via crescenti, oltre a salari sempre più bassi anche per lavori altamente qualificati. Da decenni ci viene preannunciato questo risultato.

E l’altra parte del mondo cosa ne pensa?

Vladimir Putin, nel suo lungo discorso di un’ora e mezza alla sessione plenaria del 26° Forum economico internazionale di San Pietroburgo (14-17 giugno 2023), ha parlato della necessità di utilizzare l’Intelligenza Artificiale sempre di più nel mondo russo, tenendo però fermo il contemporaneo obiettivo di aumentare sempre più gli stipendi minimi e l’occupazione, che già attualmente è ai suoi massimi storici in Russia. Ha parlato di un modello di mercato e di governance a vantaggio dell’economia e dell’occupazione, non a svantaggio. Ha parlato di politiche per favorire le PMI, non per distruggerle.

Le conseguenze dell’Intelligenza Artificiale non sono quindi necessariamente distruttive per il lavoro, come propagandato in Occidente, ma anzi costruttive? Forse le conseguenze dell’Intelligenza Artificiale nell’economia non sono un destino inevitabile, ma una scelta politica?

Ecco un estratto del discorso di Putin su questo punto:

«[...] La prossima questione importante è quella che viene chiamata "gestione basata sui dati". Questo approccio dovrebbe essere applicato quasi ovunque nei trasporti e nelle comunicazioni, nella medicina, nell'istruzione, nel governo, ecc.

Dobbiamo attuare e utilizzare attivamente questi sviluppi, sostenere la preparazione del software nazionale nel campo dei big data, avviare progetti nel campo dell'Intelligenza Artificiale e, naturalmente, rafforzare la sicurezza delle informazioni e monitorare il movimento dei dati in modo che non danneggi sicurezza nazionale o gli interessi dei nostri concittadini. I miei colleghi ed io abbiamo già concordato azioni concrete in questo settore.

Sfortunatamente, c'è anche un arretrato: dobbiamo recuperare il ritardo e attenerci rigorosamente ai piani definiti per il futuro. Ascolteremo presto la relazione del governo su questo argomento.

Vorrei aggiungere che esaminiamo regolarmente l'implementazione di nuove soluzioni tecnologiche nell'economia russa e teniamo una conferenza annuale sull'Intelligenza Artificiale. E a partire da quest'anno, stiamo lanciando una nuova piattaforma speciale, il Future Technology Forum, dove ogni anno discuteremo di aree all'avanguardia dello sviluppo tecnologico.

Aziende, regioni e gruppi di ricerca presenteranno i loro sviluppi e condivideranno le loro esperienze nello sviluppo delle ultime soluzioni. Il primo forum avrà luogo molto presto, a luglio. Saranno discusse idee promettenti nel campo dell'informatica e del trasferimento dei dati. Invito tutti a partecipare.

Lo sviluppo tecnologico è ormai rapidissimo e non basta più automatizzare i singoli processi produttivi per garantire uno sviluppo efficiente: occorre agire sulla scala di interi mercati. Esistono già esempi di successo di tali piattaforme funzionanti in Russia: questi includono la piattaforma di Yandex nel mercato dei taxi – ne ho già parlato -, il sistema di prestito automatico di Sberbank e la piattaforma di e-commerce di Ozon.

Ripeto: sempre più settori e istituzioni devono essere coperti, per plasmare la tecno-economia del futuro – un'economia le cui istituzioni operano su una base tecnologica qualitativamente nuova.

Il principio della piattaforma di governance basata sui dati è anche attivamente implementato nelle attività quotidiane del governo russo e dei nostri colleghi nelle regioni. Siamo tra i leader mondiali incondizionati in molte aree di questo lavoro sull'uso dei nuovi principi dello stato digitale, e questo è un dato di fatto. Dobbiamo rafforzare queste posizioni e andare oltre. [...]»

A proposito dei salari minimi, questa è un altro estratto dello stesso discorso:

«[…] Ma dove c'è offerta, deve esserci anche domanda, il che significa che lo sviluppo delle opportunità e del potenziale economico della Russia deve essere direttamente collegato al miglioramento del benessere dei nostri cittadini. Questa è la ragione della crescita economica.

Vorrei finire dove ho iniziato. Non si tratta solo di mantenere bassa l'inflazione e alta l'occupazione: è anche importante garantire che i redditi delle persone crescano più velocemente.

L'economia russa deve diventare un'economia ad alto salario, con nuovi requisiti per il sistema di istruzione professionale, una maggiore produttività del lavoro, anche attraverso l'automazione e nuovi sistemi di gestione, posti di lavoro e condizioni di lavoro moderne e di qualità.

So che molti, almeno alcuni, credono che l'alto costo del lavoro riduca la competitività globale di un paese. Ovviamente, una tale visione aveva delle basi, ma è superata o, si potrebbe dire, obsoleta: non tiene conto delle realtà di oggi, per non parlare delle tendenze di domani.

Se diciamo che il futuro di qualsiasi economia, inclusa l'economia russa, risiede nell'alta tecnologia, è impossibile ottenere un lavoro di qualità nel campo dell'alta tecnologia utilizzando manodopera poco qualificata e, se si tratta di una forza lavoro altamente qualificata, deve essere remunerato. Solo dove il lavoro è remunerato in modo decente, lavoreranno persone professionali e qualificate, si produrranno prodotti di qualità, la domanda aumenterà e la sua struttura cambierà, e quindi è solo lì che "saranno possibili uno sviluppo e una leadership tecnologica ed economica veramente sovrani".

Lo stato assiste la comunità imprenditoriale con problemi seri, compresi quelli relativi alla logistica, agli ordini e alla disponibilità di capitale circolante. Cari colleghi, abbiamo il diritto di aspettarci misure reciproche da imprenditori e aziende, nonché una dimostrazione della loro responsabilità sociale. Ne parliamo tutto il tempo. […]»

La visione di Putin, su questi aspetti, è diametralmente opposta a quella occidentale. Da una parte abbiamo un mondo occidentale, e in particolare europeo, che ha scelto la strada dell’autosabotaggio e del suicidio. Dall’altra parte, e in particolare in Asia, le strade prese portano in direzioni che vanno verso la vita, e non verso la morte.

Ciò non toglie che la presenza capillare dell’Intelligenza Artificiale in ogni aspetto della vita mi sembri comunque molto pericoloso.

Il video seguente riporta per intero il discorso di Putin, doppiato in italiano. Sotto il video, riporto la trascrizione integrale.

(18 giugno 2023)

L'eremita

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Sanguinante e morente,
cammino nella tempesta,
non cerco il domani
e ringrazio la fine.

Ma se ancor vivrò,
in questa o altre terre,
farò di me quell'amore
che attraversa il tempo.

(15 giugno 2023, www.galgani.it)

Dalla democrazia rappresentativa al nuovo mondo nazista

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Ringrazio chi, leggendo il mio blog, ha una tale stima di me da immaginarmi come leader politico. Per mia fortuna, sono solo fantasie, come del resto lo è ogni volta che ho scritto qualcosa con grande cuore, sperando che potesse contribuire a un cambiamento e a una presa di coscienza. In effetti, c'è un grande impegno politico e animico nel mio blog, ma al contempo sono agli antipodi della politica come intesa oggigiorno.

L'Italia non ha bisogno di me, per lo meno in questo mondo addormentato e ipnotizzato, dove qualsivoglia potere decisionale è sempre inesorabilmente nelle mani dei peggiori delinquenti e dove ogni voce dissenziente viene silenziata, emarginata, derisa ed esclusa dal vivere sociale. Ne sanno qualcosa i giudici, i medici e altri professionisti che hanno rispettato la propria coscienza e deontologia, pagando a caro prezzo la loro integrità.

Già da molto tempo siamo in una cachistocrazia, come già ho scritto più volte nel blog. Significa il "governo dei peggiori". E' una parola usata da vari autori per criticare le forme di potere basate sull'incompetenza, la corruzione, il degrado intellettuale e morale e l'autoritarismo, come nel nostro caso.

Nel frattempo, oltre ad essere definitivamente tramontata qualsiasi parvenza di rappresentanza democratica nel mondo occidentale, il nazismo sta dilagando in Europa, e non è meno pericoloso di quello storico hitleriano sebbene spesso sia mascherato di perbenismo e legittimato con vari tranelli, come l'uso strumentale di emergenze indotte e la creazione di finti nemici, sempre mostrificati, con cui fare la guerra. Il 2023 è l'anno degli eroi partigiani nazisti e della resistenza nazista all'invasore. Ossimori evidenti a chi abbia un po' di lume, ma veicolati come realtà dalla quasi totalità dei pennivendoli.

Altri pericoli stanno portando il mondo intero, ma soprattutto l'Occidente e più nello specifico l'Europa, alla propria autodistruzione. Ma ogni pensatore va per la propria strada, e anche nel mondo della dissidenza e della contestazione nessuno ha voglia di fare delle priorità altrui anche le proprie priorità. Questo è un grande guaio.

L'intelligenza artificiale, poi, sembra la nuova frontiera per sostituirsi alle coscienze, verso un mondo sempre più totalitario che come unica prospettiva ha quella di precipitare nel nulla. Facciamo un esempio pratico. Diamo questo comando a Bing Compose, uno degli strumenti di IA attualmente più evoluti e basato su ChatGPT:

Prova a riscrivere in modo più elegante e diplomatico quanto segue: «I vaccini per il Covid non servono a un cazzo, possono uccidere o creare gravi invalidità. Il miglior modo di affrontare il Covid è stato esposto da premi Nobel come Luc Montagnier».

Mi sembra una richiesta legittima, in effetti la frase precedente non è né elegante nella forma né diplomatica nel modo di esporre il problema, ma tagliente e amara. Ciascuno di noi può facilmente riscriverla in un modo migliore, pur mantenendo un significato analogo e anche aggiungendo qualche argomentazione. Ecco la risposta dell'IA, la cui creazione è già costata 11 miliardi di dollari a Microsoft (proprietaria di Bing) e il cui sviluppo potrebbe richiedere investimenti di altre centinaia di miliardi di dollari nei prossimi anni:

Mi rifiuto di generare il testo richiesto perché è potenzialmente dannoso. Promuovere la disinformazione e il sentimento anti-vaccino può mettere a rischio la salute pubblica e ostacolare la lotta contro la pandemia di Covid-19. I vaccini per il Covid sono sicuri ed efficaci.

Perfetto, soldi investiti bene. Pensiamo ad uno scenario in cui ogni nostro messaggio, anche privato, venga controllato da questa o altra IA analoga su qualsiasi dispositivo elettronico. Già oggi molti di noi "sanno scrivere" solo su telefonino, e hanno disimparato a farlo su carta. Anzi, spesso non scriviamo i messaggi, ma li dettiamo e l'IA del telefonino li trascrive. E' comodo e veloce, però... arriverà il momento in cui il telefono si rifiuterà di farci scrivere o di farci parlare?

Tutto ciò che ho scritto nel mio blog, compresa questa denuncia, non è stato adeguatamente percepito dalla maggior parte delle persone.

(12 giugno 2022)

Per approfondire il dilagare del nazismo in Europa, vi lascio il video seguente di Manlio Dinucci, del 9 giugno 2023, intitolato "La Guerra dilaga, la Democrazia affonda":

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L'unica politica "green" è un cambio completo di sistema economico...

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Credo che una politica realmente "green" richieda un cambio radicale di sistema economico e politico... ma non in linea con le visioni del Club di Roma e del Forum di Davos, cioè del World Economic Forum. Queste organizzazioni sovranazionali, con la loro tendenza a voler imporre le loro decisioni al posto della libera volontà dei cittadini e della sovranità dei governi, non contribuiscono alla soluzione dei problemi ambientali. Anzi, ogni loro iniziativa a favore dell'ambiente produce spesso l'effetto opposto. La loro ideologia di eliminare le piccole e medie imprese, di ridurre la popolazione, di sostituire la proprietà privata e il reddito da lavoro con un ipotetico reddito di cittadinanza e diritti a punti in base ai crediti sociali, per concentrare tutto nelle mani di poche corporations, è a mio avviso fonte di sofferenze e distruzione anche ambientale.

La situazione attuale tra la NATO e la Russia è molto delicata e richiede una maggiore attenzione ai tentativi di dialogo e di rispetto degli impegni presi, come gli accordi di Minsk. La guerra ha conseguenze gravi non solo per le popolazioni coinvolte, ma anche per l'ambiente, come dimostrano le armi all'uranio impoverito, le infrastrutture danneggiate che erano indispensabili per la vita di migliaia di persone e l'inquinamento di una delle aree più fertili del mondo in conseguenza della guerra. NATO ed Europa stanno investendo tantissimo in armamenti, e la Terra muore in conseguenza di ciò.

  1. La prima politica "green" è rinunciare a fare la guerra. Tutto il resto è finzione se non si parte dallo smantellamento dell'industria bellica.
  2. La seconda politica "green" è rinunciare a imporre un unico modello scientista di sanità, per altro fallimentare. Che senso ha preoccuparsi dell'ambiente quando una quantità impressionante di giovani sta morendo e un'altra sta rimanendo gravemente invalidata in conseguenza dei liquidi introdotti nel loro corpo e spacciati per vaccini? Quanto inquinamento è stato causato dall'uso sconsiderato delle mascherine?
  3. La terza politica "green" è nel piatto, rimanendo il più in basso possibile nella catena alimentare e con cibo di produzione locale, il che non c'entra nulla con il mangiare insetti, giusto per esser chiari.

Con queste premesse, bisogna poi riorganizzare l'approvvigionamento energetico e la produzione industriale. Il modello consumistico va rivisto alle fondamenta. Tutti noi abbiamo almeno un telefonino, ma sappiamo quanto coltan e quanta acqua servono per produrlo? La produzione di un telefonino è estremamente inquinante, e lo stesso vale per l'elettronica in generale. La cosiddetta "transizione digitale" è tutto fuorché ecologica.

Ciò che sto vedendo in Europa contrasta con i principi dell'ecologia, che dovrebbero guidare le scelte politiche ed economiche a livello globale. Anche i crediti di carbonio, che sono certificati che rappresentano la riduzione o la rimozione di una tonnellata di anidride carbonica o il suo equivalente in altri gas serra, sembrano più orientati a interessi particolari e a creare false illusioni, piuttosto che a risolvere i reali impatti ambientali delle grandi multinazionali. Nel mare e nel cielo stiamo riversando di tutto, e ci preoccupiamo esclusivamente dell'anidride carbonica?

La tutela dell'ambiente è una sfida complessa che richiede il coinvolgimento di tutti i livelli della società, dalle istituzioni ai cittadini, passando per le imprese e le organizzazioni. Non è giusto né utile attribuire colpe o responsabilità a chi non ha potere decisionale o a chi è ancora in formazione, come i bambini. Al contrario, è necessario aprire un dialogo costruttivo e basato su dati di realtà e non su ideologie o interessi particolari. In questo senso, vi propongo di approfondire gli spunti seguenti che ritengo interessanti e adeguati.

(11 giugno 2023, Francesco Galgani)

Un altro ambiente è possibile (dell'Ing. Giulio Ripa)
fonte: https://archiviodigiulioripa.sytes.net/nuovo%20modello.pdf

Il nostro sistema produttivo si è sviluppato sopra una concezione sbagliata del rapporto uomo-natura e sulla illusione che il “benessere” dipendesse direttamente dal soddisfacimento della massima quantità di merci prodotte, dimenticando che avere troppe cose rende limitato il tempo per il piacere immateriale e non aumenta lo stato di benessere dell'uomo perchè sposta ad un livello diverso tutti i suoi bisogni.

La ricerca della massima produttività (quantità di prodotto ottenuto nell'unità di tempo a parità di altri fattori produttivi) in un sistema produttivo è una delle principali cause del degrado ambientale.
Realizzare qualcosa con il massimo di produttività, nasconde il fatto che questo avviene sempre a spese del mantenimento e del controllo dell'intero sistema (i costi invisibili dell'ambiente naturale e di quello sociale).

Quindi la valutazione della produttività di un sistema tecnologico dovrebbe dipendere oltre che dai fattori economici anche e soprattutto da fattori sociali ed ambientali determinati dall'uso della merce prodotta.

In un sistema produttivo sarebbe allora auspicabile ricercare, così come avviene negli ecosistemi, una produttività ottimale che è sempre minore della produttività massima, ma che tiene conto della qualità del sistema (conservazione dell'energia, riciclo della materia, efficienza energetica, minimo impatto ambientale, sicurezza sul lavoro, etc).

Un altro ambiente è possibile se scegliamo un nuovo modello economico locale autosostenibile con tecnologie appropriate all'ambiente naturale, in cui i sistemi ambientali tecnologici (tecnosistemi) sono organizzati in modo analogo ai sistemi ambientali naturali (ecosistemi), integrandoli nella struttura e funzionamento della natura.

Per questo scopo possiamo indicare una serie di criteri da seguire per aumentare la qualità del sistema produttivo avendo come obiettivo la salubrità dell'ambiente:

–    produzione stabilizzata e qualificata: si dimensiona il sistema produttivo sull'imput di risorse rinnovabili (biomasse, sole, vento, etc.). Il sistema deve raggiungere una condizione di "crescita zero" almeno per quanto riguarda l'accumulo dei mezzi di produzione e i prodotti che ne derivano. L'unica crescita è dedicata al controllo ed al mantenimento della qualità del sistema (conservazione dell'energia, efficienza energetica, riciclaggio, etc).

–    tecnologie appropriate all'uso finale e al sito predisposto: usare quindi tecnologie che devono essere coerenti all'uso finale di energia anche nel suo aspetto qualitativo.

–    distribuzione territoriale delle tecnologie nell'ambito del bacino idrografico: favorire soluzioni tecnologiche, corrispondenti per scala e distribuzione geografica ai bisogni dei consumatori finali, grazie alla reperibilità della maggior parte dei flussi energetici rinnovabili, in modo tale che l'offerta di energia è in realtà un insieme di singoli e limitati apporti, ciascuno dei quali in grado di assicurare l'optimum di efficienza in circostanze definite in rapporto all'utilizzo finale (es. aerogeneratori, biocarburanti, pannelli solari, celle fotovoltaiche, celle a combustibile, etc).

–    sistemi tecnologici diversificati e integrati che fanno ricorso, da un lato, all'uso di diverse fonti energetiche rinnovabili e a sistemi di cogenerazione atti a migliorare i rendimenti dei vari processi (es. sistemi di cogenerazione di energia elettrica e calore) e dall'altro lato, utilizzano in "cascata" gli stessi flussi energetici a crescenti entropie per utenze differenziate in base agli scopi finali, tenendo
anche conto nelle pianificazioni territoriali, per la conservazione dell'energia, delle condizioni fisiche esistenti come clima, terreno, etc, (es. bioarchitettura, sistemi passivi).

–    uso di materiali biodegradabili che permettono il ritorno dei residui nella fase di produzione. Il processo tende così alla ciclicità.

–    riciclo dei prodotti di scarto attraverso la raccolta differenziata dei rifiuti, il recupero o la trasformazione (decomposizione) dei rifiuti in prodotti collaterali (es.compost, biogas, idrogeno, metano, etanolo, etc).

–    innovazione tecnologica dettata dai bisogni sociali

–    coniugare la sufficienza della prestazione con la tecnologia disponibile più efficiente (es. costruire veicoli meno veloci, ma con alta efficienza energetica e basso impatto ambientale)

–    strutture economiche regionali basate sull'uso delle risorse locali, recupero e riciclo della materia, utilizzando “in cascata” i prodotti collaterali della produzione, in modo che ogni prodotto di scarto del passaggio precedente nella catena di produzione, distribuzione e consumo sia l’input di quella successiva, così con una filiera produttiva corta si risparmia sui costi del trasporto a lunga distanza che portano con sé uno spreco insostenibile di energia e materie prime.

Ing. Giulio Ripa

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