Nel 2013 la rivista Forschende Komplementärmedizin / Research in Complementary Medicine ha pubblicato uno studio intitolato Anthropometric, Hemodynamic, Metabolic, and Renal Responses during 5 Days of Food and Water Deprivation (PDF integrale). Gli autori hanno esaminato gli effetti di cinque giorni di privazione completa di cibo e acqua — indicata nello studio con la sigla FWD, food and water deprivation — su parametri corporei, vitali, metabolici e renali.
Lo studio parte dall’osservazione che il digiuno con acqua o succhi era già stato studiato e applicato in ambito terapeutico, mentre risultavano disponibili molte meno informazioni sulla privazione contemporanea di cibo e acqua. Gli obiettivi dichiarati erano tre: valutare gli effetti della FWD su parametri di sicurezza emodinamici, metabolici e renali; aggiungere nuovi parametri antropometrici a quelli già noti; osservare come cambiassero tali parametri durante i cinque giorni di intervento.
La ricerca è stata condotta nel dicembre 2007 su 10 adulti apparentemente sani: 4 uomini e 6 donne, con età media di 47,5 anni, compresa tra 19 e 66 anni. Il BMI medio era 28 kg/m², con valori tra 19 e 38. Nei due giorni precedenti l’intervento i partecipanti avevano mangiato normalmente secondo le proprie abitudini. Nei cinque giorni successivi non hanno assunto né cibo né acqua. Nei tre giorni dopo il digiuno hanno ripreso gradualmente l’alimentazione, con succhi, frutta, un pasto leggero e poi un pasto regolare.
Durante lo studio, i partecipanti sono stati visitati quotidianamente alla fine di ogni giornata di intervento. Sono stati misurati peso, BMI, pressione arteriosa sistolica e diastolica, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, glucosio, sodio, potassio, cloro, urea, creatinina, osmolalità sierica, volume urinario delle 24 ore e clearance della creatinina. Sono state inoltre misurate varie circonferenze corporee: collo, torace all’altezza delle ascelle, torace all’altezza dei capezzoli, vita, fianchi e una circonferenza obliqua dal solco gluteo all’ombelico.
Secondo gli autori, le condizioni fisiche dei partecipanti sono rimaste soddisfacenti durante tutti i cinque giorni. Nei giorni 2 e 3, 7 partecipanti hanno mostrato stanchezza, 2 nausea, 1 mal di testa e 3 dolori muscolari. Questi sintomi sono stati alleviati con riposo o bagno caldo e sono scomparsi dopo 24–36 ore. Nei giorni 4 e 5 tutti i partecipanti hanno riferito una sete controllabile, ma nessuno ha mostrato segni di disidratazione; tutti hanno inoltre descritto intervalli di resistenza fisica ed euforia.
Sul piano emodinamico, pressione sistolica, pressione diastolica, frequenza cardiaca e saturazione dell’ossigeno non hanno mostrato cambiamenti significativi dal giorno 0 al giorno 5. Gli autori interpretano questo dato come indicazione di stabilità emodinamica. L’auscultazione cardiaca e il tracciato del pulsossimetro non hanno mostrato aritmie o anomalie del polso. ([Karger Publishers][1])
Per quanto riguarda metabolismo ed elettroliti, il glucosio sierico è sceso fino al valore medio minimo di 3,4 mmol/l, cioè 60 mg/dl, al giorno 3, per poi risalire nei giorni 4 e 5. L’osmolalità sierica è invece aumentata gradualmente, raggiungendo il valore medio massimo di 302 mOsm/l al giorno 5. Dopo tre giorni di FWD, anche urea, sodio e cloro sono aumentati progressivamente, raggiungendo rispettivamente 8,2 mmol/l, 148 meq/l e 105 meq/l al giorno 5. Il potassio è aumentato lievemente, con valore medio massimo di 5,29 meq/l al giorno 2; in un partecipante si è avvicinato al valore critico di 7 meq/l senza raggiungerlo, e senza sintomi o alterazioni del ritmo cardiaco.
Lo studio ha valutato anche creatinina sierica e clearance della creatinina come indicatori della funzione renale. La creatinina sierica è aumentata leggermente, raggiungendo il valore medio massimo di 8 μmol/l, pari a 0,96 mg/dl, al giorno 5. La clearance della creatinina è invece aumentata in modo marcato: da 150 ml/min al giorno 0 a 229 ml/min al giorno 1, 222 ml/min al giorno 2, 181 ml/min al giorno 3, 250 ml/min al giorno 4 e 207 ml/min al giorno 5. Tre giorni dopo la FWD, al giorno 8, era scesa a 125 ml/min.
La perdita media di peso è stata di 1,390 ± 60 g al giorno. In cinque giorni, la perdita totale media è stata di 6,97 ± 0,29 kg. Il BMI è diminuito in media di 0,49 ± 0,02 kg/m² al giorno, per un totale di 2,43 ± 0,09 kg/m² nei cinque giorni. La diuresi media giornaliera è stata di 730 ± 80 g al giorno, con una perdita totale di urina nelle 24 ore pari a 3,63 ± 0,4 kg nei cinque giorni.
Anche le circonferenze corporee sono diminuite. In cinque giorni, la circonferenza del collo si è ridotta di 1,25 ± 0,23 cm; quella del torace all’altezza delle ascelle di 3,05 ± 1,44 cm; quella del torace all’altezza dei capezzoli di 4,65 ± 1,89 cm; la circonferenza vita di 8,2 ± 2,60 cm; la circonferenza fianchi di 4,3 ± 1,31 cm; la circonferenza obliqua dei fianchi di 4,45 ± 0,62 cm. La riduzione più marcata è stata quella della circonferenza vita, mentre la minore è stata quella del collo.
Gli autori hanno introdotto anche alcuni quozienti per esprimere la riduzione delle circonferenze per chilogrammo di peso perso. I valori riportati sono: 0,18 ± 0,08 cm/kg per il collo, 0,44 ± 0,30 cm/kg per il torace alle ascelle, 0,67 ± 0,38 cm/kg per il torace ai capezzoli, 1,18 ± 0,52 cm/kg per la vita, 0,62 ± 0,27 cm/kg per i fianchi e 0,64 ± 0,13 cm/kg per la circonferenza obliqua dei fianchi.
Nella discussione, gli autori affermano che cinque giorni di privazione di cibo e acqua comportano un triplice rischio: ipovolemia, ipertonicità e ipoglicemia. Nel loro campione, tuttavia, i partecipanti hanno tollerato bene il digiuno secco e non hanno mostrato ipotensione né alterazioni rilevanti di frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno, concentrazione degli elettroliti, osmolalità sierica o glucosio. Gli autori attribuiscono questa gestione dei rischi a una controregolazione ormonale e nervosa.
Sempre secondo gli autori, non esiste una spiegazione definitiva per l’aumento temporaneo del potassio al giorno 2. La diminuzione del glucosio nei giorni 1–3 viene collegata all’interruzione dell’apporto alimentare, mentre il successivo aumento nei giorni 4–5 viene attribuito probabilmente alla controregolazione ormonale. Anche il meccanismo dell’aumento della clearance della creatinina non viene spiegato in modo definitivo.
Gli autori ipotizzano che l’aumento dell’osmolalità sierica possa avere un ruolo nella mobilizzazione degli edemi e nella riduzione generalizzata dei volumi, creando un gradiente osmotico tra liquido tissutale e sangue. Secondo questa ipotesi, l’acqua in eccesso dei tessuti passerebbe nel sangue; nel caso del parenchima renale, ciò potrebbe contribuire alla decongestione dei tessuti renali, al miglioramento della microcircolazione renale e all’aumento della filtrazione glomerulare.
Gli autori scrivono inoltre che, con una perdita media di 1,390 ± 60 g al giorno, la FWD appare come un protocollo dietetico molto efficace per la riduzione del peso, con una perdita superiore del 50–100% rispetto a quella osservata nel digiuno con succhi o con acqua nelle fonti da loro citate. Aggiungono che resta da studiare se la perdita di peso e la riduzione delle circonferenze corporee osservate durante la FWD abbiano un impatto sui rischi di malattia.
Nelle conclusioni, lo studio viene presentato come pilota. Gli autori specificano che i partecipanti erano individui sani con funzione renale normale, che il campione era piccolo, che i parametri clinici e di laboratorio sono stati monitorati quotidianamente e che il medico coinvolto aveva esperienza. In queste condizioni, affermano che il metodo si è dimostrato sicuro. Indicano infine la necessità di ulteriori studi sistematici per definire limiti e vantaggi della FWD e per approfondirne la fisiologia attraverso profili ormonali, ematologici e biochimici, inclusi parametri di stress ossidativo.
(11 maggio 2026)