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Il vaccino antinfluenzale aumenta la probabilità di morire di influenza?

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2020

Il vaccino antinfluenzale aumenta, nelle persone anziane, la probabilità di morire a causa delle complicazioni dell'influenza? Ad ascoltare la dott.ssa Loretta Bolgan, una farmacologa esperta di vaccini, laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutica, così sembrerebbe. Loretta Bolgan ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze Farmaceutiche ed è attuale consulente scientifico Corvelva per le analisi dei vaccini. Inoltre è stata consulente nell’ultima Commissione parlamentare d’inchiesta sui militari.

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Buone riflessioni e buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
27 marzo 2020

Coronavirus covid-19 e "bugie di stato"?

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020

Coronavirus covid-19 e bugie di statoEsattamente il giorno dopo aver pubblicato l'articolo "Panico da coronavirus: non rinunciamo a vivere" del 9 marzo 2020, a firma di Giulio Ripa e mia, in Italia è successo di tutto... o meglio, (quasi) tutto il contrario di quel che più opportunamente si sarebbe dovuto fare, a cominciare da un'informazione quantomeno "onesta". Il 10 marzo 2020, infatti, in tutta Italia è stato decretato l'obbligo di non uscire di casa (con varianti da regione a regione e da comune a comune), condito da dichiarazioni continue e sempre più allarmarti di morti da coronavirus covid-19 e sanzioni sempre più severe per coloro che rifiutano di diventare "immunodepressi per legge", ovvero reclusi in casa e convinti di essere malati quando perfettamente sani.

"State tutti a casa se no moriamo tutti"... più o meno questo è il messaggio psicologico che sta passando, che a me pare una "bugia di stato", almeno stando alle fonti ufficiali sotto riportate. O meglio, al di là delle mie opinioni, più che di bugia, più concretamente potrei parlare di "contraddizioni tra gli organi dello stato". Non nego che negli ospedali ci sia il caos, anzi faccio le mie lodi al personale sanitario ed esprimo la mia solidarietà per le persone sofferenti... ma ciò non esclude che una critica ragionata sia necessaria.

In questo clima di follia generalizzato, vorrei riportare un solo dato, da fonte ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità, sufficiente per mettere in serio dubbio la legittimità delle misure del Governo, la legittimità dell'informazione mass-mediatica che ci sta travolgendo da inizio anno, la legittimità della paura generalizzata (voluta da chi?) e i dati su cui la falsità di stato è stato costruita: al 13 marzo 2020, i morti accertati da coronavirus covid-19, in tutta Italia, sono tre. Tutti gli altri sono morti per altri motivi, oltre che con il coronavirus covid-19.

Link al report pubblicato dall'Istituto Superiore di Sanità: http://www.iss.it/documents/20126/0/Report+per+COVID+2019_ITA_Draft_2020-03-13_FINAL.pdf

Copia del report, utile nel caso in cui dovesse essere rimosso perché "scomodo": Report per Covid-19 del 13 marzo 2020

Ulteriore copia del report nella wayback machine di archive.org: https://web.archive.org/web/20200315040249/http://www.iss.it/documents/20126/0/Report+per+COVID+2019_ITA_Draft_2020-03-13_FINAL.pdf

A pagina 3 del report, sez. 3 intitolata "Patologie pre-esistenti", leggiamo: «La tabella 1 presenta le più comuni patologie croniche pre-esistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) nei pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto in 268/1016 deceduti (26.4% del campione complessivo). Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7 (mediana 2, Deviazione Standard 1.5). Complessivamente, 3 pazienti (1.1% del campione) presentavano 0 patologie, 70 (26.1%) presentavano 1 patologia, 69 presentavano 2 patologie (25.7%) e 126 (47.0%) presentavano 3 o più patologie». Nella stessa pagina, c'è anche una tabella che mostra i decessi per età.

Detto ciò, vorrei anche dedicare una piccola considerazione, con basi scientifiche, a uno dei possibili motivi per i quali l'epidemia ha colpito in modo significativo il nord Italia rispetto al sud. Sul sito della "Società italiana di medicina ambientale", c'è un position paper che riguarda proprio questa questione.

Link al paper pubblicato dalla Società italiana di medicina ambientale: http://www.simaonlus.it/wpsima/wp-content/uploads/2020/03/COVID19_Position-Paper_Relazione-circa-l%E2%80%99effetto-dell%E2%80%99inquinamento-da-particolato-atmosferico-e-la-diffusione-di-virus-nella-popolazione.pdf

Copia del paper: Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione

In questo paper, andando direttamente alle conclusioni, leggiamo: «Si evidenzia come la specificità della velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un’azione di carrier e di boost. Come già riportato in casi precedenti di elevata diffusione di infezione virale in relazione ad elevati livelli di contaminazione da particolato atmosferico, si suggerisce di tenere conto di questo contributo sollecitando misure restrittive di contenimento dell’inquinamento».

Le polveri stanno veicolando il virus. Fanno da carrier. Più ce ne sono, più si creano autostrade per i contagi”, ha dichiarato il coautore della ricerca Gianluigi de Gennaro, docente presso il Dipartimento di Biologia dell'Università di Bari, nella sua pagina su LinkedIn: https://www.linkedin.com/feed/update/urn:li:activity:6645680536209760257/

Tra l'altro, il problema coronavirus covid-19 sarebbe stata l'occasione perfetta per mettere in serio dubbio anche la legittimità degli armamenti biologici e dei disastri che il loro sviluppo può comportare. Occasione persa, purtroppo. O meglio, chi è abituato a informarsi in maniera oculata e a riflettere con atteggiamento critico lo faceva prima del covid-19 e continua a farlo adesso, gli altri... continuano a seguire acriticamente il flusso velenoso dei social e della televisione.

E cosa dire dei tamponi? L'80% dei positivi tra persone asintomatiche sono falsi positivi... quindi, di cosa stiamo parlando? Screening di massa per individuare i portatori asintomatici?! Ma per favore... un po' più di consapevolezza di ciò di cui si parla sarebbe meglio. La fonte di questa informazione è l'articolo scientifico "Potential false-positive rate among the 'asymptomatic infected individuals' in close contacts of COVID-19 patients", pubblicato sul "Chinese Journal of Epidemiology".

Link all'abstract in inglese: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832
DOI: 10.3760/cma.j.cn112338-20200221-00144

Purtroppo risolvendo il DOI (con https://dx.doi.org/) esce un errore 404, sembra che l'articolo sia stato rimosso, forse perché "scomodo". Ad ogni modo, l'articolo originale scritto in cinese è ancora interamente online a questo indirizzo: http://html.rhhz.net/zhlxbx/017.htm. Tale articolo in cinese è disponibile anche nella wayback machine: https://web.archive.org/web/20200320094032/http://html.rhhz.net/zhlxbx/017.htm

Google translate viene in nostro aiuto per tradurre dal cinese: https://translate.google.com/translate?sl=auto&tl=it&u=http%3A%2F%2Fhtml.rhhz.net%2Fzhlxbx%2F017.htm

Sia nella traduzione dal cinese di Google Translate, sia nell'abstract in inglese sopra riportato, leggiamo che il numero di falsi positivi al test è l'80,33%.

E con questo ho finito con le critiche all'informazione di massa. Adesso faccio anche una critica a me stesso: dai miei toni potrebbe trasparire arroganza, ma è solo "rabbia" perché credo che l'intera popolazione italiana sia continuamente presa in giro.

Per concludere, vorrei segnalare questo interessante intervento di Stefano Montanari (biografia) su Byoblu, che meglio approfondisce i temi trattati in questo articolo e che, sicuramente, per la sua competenza, può esprimere opinioni più consapevoli delle mie:

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Buona informazione e buone riflessioni a tutti,
Francesco Galgani,
20 marzo 2020

Non mangiare oltre l’ora di pranzo: digiuno intermittente tra religione e scienza

Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020

Non mangiare prima dell’alba e oltre l’ora di pranzo significa, all’incirca, fare in modo che l’assunzione di cibo rientri in un intervallo orario di 8 ore, lasciando le restanti 16 ore per un digiuno salutare, sui cui benefici si trova abbondante documentazione in rete. Del resto, anche Budda e Gesù hanno consigliato di mangiare all'interno di un arco temporale che all'incirca non superi le 8 ore.

Per quanto riguarda il buddismo, almeno nella tradizione Theravada, i monaci non mangiano prima dell’alba e dopo mezzogiorno. Nel libro "I concetti fondamentali del buddhismo", che pone particolare attenzione ai primitivi insegnamenti, a pag. 178, c'è scritto che la regola di non mangiare oltre mezzogiorno è estesa anche ai laici, per quattro o sei giorni al mese. Gesù, invece, nel Vangelo Esseno della Pace, ha consigliato a tutti di fare soltanto pranzo e cena, o al limite solo il pranzo. In entrambi i casi, seguendo l'indicazione buddista o cristiana, è previsto un digiuno quotidiano di almeno 16 ore.

Queste sono le parole di Gesù, tratte dal Vangelo Esseno della Pace: «[…] E non disturbate il lavoro che gli angeli compiono nel vostro corpo mangiando spesso, perché, in verità, chi mangia più di due volte al giorno compie in sé il lavoro di Satana. E gli angeli di Dio lasceranno presto il suo corpo e Satana se ne impadronirà. Mangiate solo quando il sole è nel punto più alto dei cielo e mangiate di nuovo quando sarà tramontato; così voi non vedrete malattia perché ciò piace agli occhi dei Signore. E se volete che gli angeli di Dio esultino nel vostro corpo e che Satana fugga lontano da voi, allora sedete alla mensa di Dio una sola volta al giorno. E allora i vostri giorni sulla terra saranno lunghi perché ciò piace agli occhi dei Signore. [...]».

Il digiuno intermittente, ovviamente, è proprio anche dell'Islam, con il Ramadan: ricerche scientifiche ne hanno studiato gli effetti sulla salute, ad ogni modo il Ramadan non rientra sul tipo di digiuno intermittente 16/8 che qui sto considerando. Alla Sura II, versetto 185, leggiamo: «È nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!».

Tornando al digiuno intermittente 16/8, rimango scettico sul fatto che gli articoli che si trovano in rete su questa pratica alimentare riguardano soprattutto gli eventuali effetti dimagranti, trascurando invece i risvolti psicologici, relazionali, di salute generale, di sostenibilità nel lungo periodo, di disintossicazione e di effetti sul sistema immunitario. Pur considerando l’assunzione di cibo solo al mattino molto salutare e sostenibile, sia per esperienza personale che per studio, ritengo che la maggioranza dell’informazione che si trova in rete vada presa con le molle.

L’indicazione di non mangiare prima dell’alba e oltre l’ora di pranzo, secondo la mia opinione, è salutare e ben praticabile soltanto se c’è piena fiducia nel seguire questa saggia pratica alimentare e fiducia nella letteratura scientifica che l'ha indagata, se vengono abitualmente rispettati i ritmi circadiani e se quanto viene mangiato è sia assunto in condizioni di tranquillità psicologica e relazionale, sia completo dal punto di vista nutrizionale e mai eccessivo (ovvero comprendente: frutta fresca, verdura, cereali, legumi, frutta secca e semi). Dolci e bevande zuccherate hanno poco o per niente spazio in uno stile di vita salutare. Eventuali integrazioni, come vitamina B12, C e D vanno studiate con cura (rimando a "Le integrazioni nelle varie fasi della vita"). Mangiare lentamente e far durare un pasto almeno una ventina di minuti, anche se ipocalorico e frugale, è un requisito per la sazietà, per la buona digestione e per un benessere psicologico. Gesù, nel succitato vangelo, consiglia di mangiare lentamente come se l’atto del masticare fosse una preghiera a Dio: «Durante il vostro pasto respirate sempre a lungo e profondamente affinché l’angelo dell’aria possa benedire il vostro nutrimento. E masticate bene con i denti il vostro cibo affinché esso possa diventare liquido e, nel vostro corpo, l’angelo dell’acqua lo possa trasformare in sangue; mangiate lentamente, quasi come fosse una preghiera rivolta al nostro Signore; perché vi dico, in verità, che se voi mangerete in questo modo alla sua mensa, il potere di Dio entrerà in voi».

Avere una preferenza per nutrirsi al mattino piuttosto che di pomeriggio, nel caso di un digiuno intermittente, è per favorire il buon funzionamento della mente e per ridurre la probabilità di ingrassare. Lo studio “Breakfast reduces declines in attention and memory over the morning in schoolchildren” dimostra che una colazione a base di cereali con carboidrati complessi aiuta le performance mentali durante il mattino; io stesso ho sperimentato che la mia mente funziona bene per tutta la giornata se faccio colazione e pranzo (e non mangiando altro dopo il pranzo), mentre ho difficoltà di attenzione e concentrazione se salto la colazione. Lo studio “High Caloric intake at breakfast vs. dinner differentially influences weight loss of overweight and obese women” dimostra che fare una sostanziosa colazione e una cena modesta è benefico e utile. Insomma, vale il detto popolare “Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero”. Un’altra considerazione è che mangiare tanto la sera può rendere difficile un buon riposo notturno.

Veniamo alle evidenze scientifiche sui perché del digiuno intermittente 16/8. L’abstract dell’articolo “Impact of intermittent fasting on health and disease processes”, tra i cui firmatari c’è il noto ricercatore Valter Longo, inizia così: “Gli esseri umani nelle società moderne in genere consumano cibo almeno tre volte al giorno, mentre gli animali da laboratorio sono nutriti ad libitum. Il consumo eccessivo di cibo con tali schemi alimentari spesso porta a morbilità metaboliche (insulino-resistenza, eccessivo accumulo di grasso viscerale, ecc.), in particolare se associato a uno stile di vita sedentario. Poiché gli animali, compresi gli umani, si sono evoluti in ambienti in cui il cibo era relativamente scarso, hanno sviluppato numerosi adattamenti che hanno permesso loro di funzionare ad alto livello, sia fisicamente che cognitivamente, quando si trovavano in uno stato di carenza di cibo / digiuno. […]”. L’abstract prosegue indicando i vari benefici alla salute apportati dal digiuno intermittente. Nell’articolo “Is intermittent fasting a scientifically-based dietary method?”, leggiamo che sempre più studi supportano l’idea che il digiuno intermittente ha gli stessi effetti benefici della restrizione calorica, ma senza i suoi effetti collaterali: inoltre, mentre una restrizione calorica è difficile da sostenere nel lungo periodo, un digiuno intermittente è più facilmente attuabile.

Anche l’Ayurveda ha un’ottima considerazione per il digiuno intermittente, considerandolo un’efficace metodo di disintosiccazione. Addirittura, secondo l’articolo “Fasting is the best way to detoxify”, il digiuno intermittente aiuta a prendere decisioni migliori: «[…] Ayurvedic intermittent fasting or liquid diet days are an easy, effective habit for your ongoing preventative health regime. Not only does it reduce toxins and support a strong digestive fire, it also calms cravings so you tend to make better decisions. […]».

I benefici del digiuno intermittente 16/8 sono quindi a livello di salute generale, di longevità e di psiche, e vanno ben al di là di quel dimagrimento veloce che molti cercano.

Nel caso di gravidanza, allattamento o malattie, comunque, il parere di un bravo medico è essenziale.

Francesco Galgani,
5 marzo 2020

Vitamina C, in vena uccide le cellule cancerose

Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020

fonte: https://www.disinformazione.it/vitaminac.htm

Se la usi per curare chiamala acido ascorbico
Questa la scelta dei ricercatori del NIH
Intervista di Stefano Pravato al Prof. Levine del NIH

I ricercatori del prestigioso NIH americano hanno trovato una spiegazione razionale per alcuni dei risultati clinicamente accertati da medici quali Frederick R. Klenner (1907-1984) fin dagli anni '40 del secolo scorso. http://www.disinformazione.it/vitaminac.htm
Nel titolo dell'importante articolo in questione, pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences, viene citato l'acido ascorbico. Il Prof. Levine, che guida la sezione di Nutrizione Clinica e Molecolare del NIH e che ha condotto la ricerca, ha gentilmente risposto a due nostre domande in merito.

Domanda: 
Mr.Levine, abbiamo letto nelle news della Vostra ricerca e ne abbiamo letto l'abstract (http://www.pnas.org/cgi/content/abstract/102/38/13604)
Siamo molto interessati a sapere quale tipo di ascorbato abbiate usato – ipotizziamo ascorbato di sodio. Perché nel titolo è stato scritto acido ascorbico quando, forse, una espressione generica come “vitamina C” avrebbe potuto essere più esplicativa – come avete già fatto in passato?
Apprezzamenti vivissimi per il lavoro del suo team.

Vitamina C, intervista virtuale a Linus Pauling

Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020

fonte: https://www.disinformazione.it/linuspauling.htm

Intervista virtuale di Marcello Pamio

Per omaggiare e soprattutto far conoscere al pubblico il suo importante lavoro, abbiamo pensato di intervistare virtualmente Linus Pauling (1901 - 1994). 
Le risposte sono estrapolate dal libro: «Come vivere più a lungo e sentirsi meglio» (qui riportato in PDF), senza ovviamente modificare il senso delle parole e il pensiero del grandissimo scienziato americano.

La cura per il coronavirus: vitamina C - Approfondimento

Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2020

Vedi anche:

  • Vitamina C, approfondimento: descrizione, assorbimento e immagazzinamento, dosaggio e tossicità, effetti da carenza e sintomi, effetti benefici nelle malattie, ricerche eseguite su esseri umani, vitamina C e carenza di ferro, vitamina C e nicotina, vitamina C e infiammazione dell'uretra, ricerche eseguite su animali, vitamina C e formazione dei denti, vitamina C e avvelenamento da mercurio, vitamina C e morte per mancanza di ossigeno, elenco delle malattie in cui la vitamina C è efficace.
  • Vitamina C, intervista virtuale a Linus Pauling (colui che ha scoperto l'importanza della vitamina C)
  • Vitamina C, in vena uccide le cellule cancerose

fonte: https://www.europereloaded.com/news-media-attacks-vitamin-c-treatment-of-covid-19-coronavirus-video/

Riporto integralmente l'articolo, senza traduzione, per chi desidera approfondire e per darne diffusione. Al link sopra indicato ci sono anche dei video.

News Media Attacks Vitamin C Treatment of COVID-19 Coronavirus [VIDEO]

ER Editor: See Dr. Andrew Saul’s 10 minute video below …

FOR IMMEDIATE RELEASE
Orthomolecular Medicine News Service, Mar 1, 2020

News Media Attacks Vitamin C Treatment of COVID-19 Coronavirus

Yet Ascorbate is a Proven, Powerful Antiviral

by Andrew W. Saul, Editor-in-Chief

(OMNS Mar 1, 2020) First of all, the naysayers are too late. Vitamin C is already being used to prevent and treat COVID-19 in China and in Korea. And it is working.

Here is a verified official statement from China’s Xi’an Jiaotong University Second Hospital:

“On the afternoon of February 20, 2020, another 4 patients with severe coronavirus pneumonia recovered from the C10 West Ward of Tongji Hospital. In the past 8 patients have been discharged from hospital. . . [H]igh-dose vitamin C achieved good results in clinical applications. We believe that for patients with severe neonatal pneumonia, and for critically ill patients, vitamin C treatment should be initiated as soon as possible after admission. Numerous studies have shown that the dose of vitamin C has a lot to do with the effect of treatment. High-dose vitamin C can not only improve antiviral levels, but more importantly, can prevent and treat acute lung injury (ALI) and acute respiratory distress (ARDS).”

Here is a report from Korea:

“At my hospital in Daegu, South Korea, all inpatients and all staff members have been using vitamin C orally since last week. Some people this week had a mild fever, headaches and coughs, and those who had symptoms got 30,000 mg intravenous vitamin C. Some people got better after about two days, and most had symptoms go away after one injection.” (Hyoungjoo Shin, M.D.)

There are at least three high-dose intravenous vitamin C studies underway in China. Literally by the truckload, tons of vitamin C has been sent into Wuhan.

Here is a report from a physician in China:

“We need to broadcast a message worldwide very quickly: Vitamin C (small or large dose) does no harm to people and is the one of the few, if not the only, agent that has a chance to prevent us from getting, and can treat, COVID-19 infection. When can we, medical doctors and scientists, put patients’ lives first?” (Richard Z. Cheng, MD, PhD, International Vitamin C China Epidemic Medical Support Team Leader)

News media attacks on vitamin C are centered on false allegations of dangers with megadoses. This tactic lets the media ignore the truth that even LOW doses of vitamin C reduce symptoms and death rates. Do not let the media spin this issue. Advocates of vitamin C are medical doctors, not spin doctors. They are experienced, credentialed clinicians who have read the science, a small sample of which follows:

Even small supplemental amounts of vitamin C can keep severely ill patients from dying.
[Hunt C et al. Int J Vitam Nutr Res 1994;64:212-19.]

Infants with viral pneumonia treated with vitamin C had reduced mortality.
[Ren Shiguang et al. Hebei Medicine 1978,4:1-3]

Moderate doses of vitamin C shortened ICU stay by 97% in a subgroup of 1,766 patients
[Hemilä H, Chalker E. Nutrients. 2019 Mar 27;11:4.]

200 mg of vitamin C reduced duration of severe pneumonia in children. Oxygen saturation was improved in less than one day.
[Khan IM et al. J Rawalpindi Med Coll (JRMC); 2014;18(1):55-57]

The Orthomolecular Medicine News Service, and its editorial board of nearly four dozen physicians, academics and health professionals (listed below) feel it is necessary to report on what the advertiser-supported, corporate-controlled commercial media refuses to acknowledge: even small amounts of vitamin C dramatically decrease severity of symptoms, and increase survival rates, among severely ill viral patients. Large doses work better. Intravenous large doses work better still.

OMNS has been relentlessly reporting on this for weeks:

Feb 28, 2020 Vitamin C and COVID-19 Coronavirus
Feb 23, 2020 TONS OF VITAMIN C TO WUHAN: China Using Vitamin C against COVID
Feb 21, 2020 Three Intravenous Vitamin C Research Studies Approved for Treating COVID-19
Feb 16, 2020 Early Large Dose Intravenous Vitamin C is the Treatment of Choice for 2019-nCov Pneumonia
Feb 13, 2020 Coronavirus Patients in China to be Treated with High-Dose Vitamin C
Feb 10, 2020 VITAMIN C AND ITS APPLICATION TO THE TREATMENT OF nCoV CORONAVIRUS: How Vitamin C Reduces Severity and Deaths from Serious Viral Respiratory Diseases
Feb 2, 2020 Hospital-based Intravenous Vitamin C Treatment for Coronavirus and Related Illnesses
Jan 30, 2020 Nutritional Treatment of Coronavirus
Jan 26, 2020 Vitamin C Protects Against Coronavirus

The greatest danger with COVID-19 coronavirus is illness progression to SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) and pneumonia. Physicians have successfully used vitamin C against viral pneumonia since the 1940s. That’s the point made in a 10-minute video that was abruptly removed from YouTube, supposedly for being a violation of their “community standards”: https://www.brighteon.com/646ad120-775a-4464-a0d1-609be7a0a9dc

Malattie infettive debellate senza vaccini e malattie create dai vaccini

Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2019

Malattie infettive (un tempo mortali) debellate senza vaccini, video "COMBATTIAMO LA PAURA - Dario Miedico, a Pensiero Libero - 30/11/2019", fonte:

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Riguardo ai dati Istat citati nel video, riporto un grafico con un asse temporale più lungo, che ho preso sul sito ufficiale dell'Istat, intitolato "La mortalità dei bambini ieri e oggi", scritto in collaborazione con l'Unicef (fonte).

A pag. 22, si trova il grafico "Tasso di mortalità sotto i 5 anni in Italia dal 1895 al 2008 - Morbillo", qui riportato con l'aggiunta di una freccia per indicare l'anno in cui è stato reso disponibile il primo vaccino per il morbillo (1963 negli Stati Uniti, in Italia solo successivamente nel 1976, per essere poi raccomandato dal nostro Ministero della Salute nel 1979, quando ormai la malattia - senza vaccino - non era più in problema già da tempo):

Malattie create dai vaccini (a cominciare dalla patologia della scienza, gravemente infettata da falsità, ormai quasi morente), video "La ricerca imbavagliata - Stefano Montanari e Antonietta Gatti", fonte:

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Morti da vaccinoComunque i morti da vaccino ci sono e come se ci sono. La foto qui a destra è stata scattata a Verona (fonte)

Rimando ai miei precedenti articoli:

Come scrisse Marcello Pamio: «[...] La cecità dell’essere umano e l’incapacità della “scienza” da lui stesso creata ci hanno impedito di osservare la Natura e la sua perfezione. Ed oggi rimaniamo ciechi di fronte ad evidenze impossibili da non vedere. Interveniamo, senza alcun rispetto, attraverso la chimica in un sistema che usa la chimica come secondo messaggero, senza neppure conoscerne meccanismi, funzionamento e regole. E’ lecito, o forse no qualora vi siano dei sintomi, ma in assenza di un problema alcuno, introdurre sostanze chimiche nel corpo è, se non altro, privo di ogni razionalità. [...]»

Francesco Galgani,
13 dicembre 2019

Eco-menù di Greenpeace: riflessioni, critica ragionata e due documentari

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2019

Riporto in calce un comunicato stampa della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana su un tema a me caro, intitolato "ECO-MENÙ DI GREENPEACE: È FUORVIANTE. QUATTRO CRITICHE SPIEGANO IL PERCHÉ". Ad ogni modo, vorrei anche entrare nel merito della questione, visto che è già la seconda volta che Greenpeace assume posizioni dissonanti con la mia sensibilità. Ricordo le dichiarazioni ufficiali di Greenpeace dopo la pubblicazione del documentario "Cowspiracy", che avevo visto integralmente e a cui avevo dedicato un articolo: il tema di quel documentario, più che mai attuale, riguardava il rapporto tra alimentazione umana e distruzione ambientale; più nello specifico, quel documentario denunciava anche i modi di fare di certe associazioni ambientalistiche, di cui Greenpeace nello specifico.

Ciò non toglie che ciascuno e ciascuna di noi, alla fine, può fare le proprie scelte. Nel caso specifico, riferendomi al documentario "Dominion", che ho riportato integralmente nel mio blog e che riguarda un'accurata inchiesta sulla vita degli animali da allevamento, si tratta di una scelta d'Amore.

Tutte queste polemiche cosa insegnano? Secondo me, un'attenta risposta l'ha data Paolo Scroccaro, dell’Associazione Eco Filosofica, nel suo documento "Cosa insegna la polemica dell’ecologia superficiale contro Cowspiracy?", che nella parte conclusiva si esprime così: «[...] Ma il problema centrale è un altro: bisogna ammettere che Cowspiracy, al di là delle polemiche, si configura come un notevole contributo alla delegittimazione del ciclo della carne, in quanto totalmente insostenibile dal punto di vista etico, ecologico ed economico. Ciò significa che siamo in presenza dell’anello debole per eccellenza del capitalismo (subito dopo viene l’agroindustria), che può essere colpito da prospettive diverse ma convergenti, con eccellenti argomentazioni in sintonia con la ricerca più avanzata, e non è poco: infatti sulla rottura degli anelli deboli del sistema occorre far leva per scardinarlo e per promuovere un nuovo immaginario, un nuovo paradigma non antropocentrico e non sviluppista. L’ecologismo superficiale (rappresentato dalle sigle citate e molte altre), non cogliendo l’importanza di quanto sopra, invece di collaborare nell’opera di delegittimazione, tende a ridimensionare le responsabilità degli allevatori e dei consumatori di carne, in nome di un concetto di sostenibilità funzionale al sistema dominante, come abbiamo già evidenziato all’inizio. [...]».

Francesco Galgani,
7 dicembre 2019


fonte: https://www.agireora.org/ecologia/ecomenu-greepeace-critiche-3239.html

Che cos'è un eco-menù? L'immagine che si affaccia alla mente è quella di un'impronta leggera sul pianeta, in punta di piedi. In contrasto con tracce pesanti, come di scarponi chiodati, che affondano nel terreno e lo distruggono.

Ed è proprio così: quello che scegliamo di mangiare determina il nostro impatto sul mondo. È il fattore primario sui cui abbiamo il potere di intervenire come singoli.

Se calcoliamo l'impatto ambientale della nostra dieta, ci accorgiamo che l'impronta ecologica di un'alimentazione basata sui vegetali è di molto inferiore a quella di una dieta basata su ingredienti animali - una diminuzione fino al 90%.

Mangiando vegetale, camminiamo in punta di piedi, mangiando carne, pesce, formaggi e uova camminiamo con scarponi pesanti e distruttivi.

Possiamo calcolare il nostro impatto inserendo i cibi che mangiamo ogni giorno nell'applicazione web Mio Eco Menù, un progetto che Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana - SSNV ha lanciato un anno fa.

È di pochi giorni fa, invece, l'iniziativa di Greenpeace con un nome del tutto simile, "Eco Menù", ma di contenuto ben diverso. Si tratta di un opuscoletto illustrato, di 4 pagine, con 10 consigli "per una spesa amica del clima e del pianeta".

Dieci consigli che nel migliore dei casi sono troppo blandi e nel peggiore arrivano a suggerire "soluzioni" che non risolvono nulla e danno un falso senso di sicurezza al lettore: dipingono una visione di fantasia del sistema dell'allevamento e della pesca che può portare a scelte sbagliate.

Così, proprio le persone più ricettive, che decidono di impegnarsi a cambiare la propria dieta per avere un minor impatto ambientale, vengono fuorviate da affermazioni infondate che vanificano il loro impegno.

Sono parecchi i punti contestabili tra i consigli di Greenpeace, ma ci limitiamo a quattro critiche principali. Vi invitiamo ad aiutarci a diffonderle.

Critica 1: Non è vero che esistono gli allevamenti ecologici

Greenpeace consiglia: "Riduci il tuo consumo di carne e derivati: massimo una o due porzioni a settimana, proveniente da allevamenti ecologici e da produttori che conosci direttamente."

Ridurre è utile, è vero. L'ottimo è arrivare a zero, ma ogni riduzione è positiva, è corretto. Quello che è sbagliato è sostenere che esistano allevamenti "ecologici". È un ossimoro, una contraddizione in termini.

Qualsiasi genere di allevamento causa spreco di risorse, enorme e ineliminabile: spreco di acqua, in un mondo sempre più assetato; spreco di terreno, che porta a disboscamento e distruzione dell'ambiente naturale; spreco di energia; spreco di sostanze chimiche, che inquinano; aumento dell'effetto serra: il settore dell'allevamento ha un impatto maggiore di quello dei trasporti e simile a quello dell'industria.

Questo accade perché occorre coltivare moltissimi vegetali da dare in pasto agli animali: servono in media 15 kg di mangime per ottenere un chilo di carne. Se, anziché coltivare i vegetali e nutrircene direttamente, li diamo agli animali per avere carne, latte e uova, dobbiamo produrne molti di più e quindi serve molta più acqua, terreno, energia e tutte le altre risorse necessarie.

Questo è vero per ogni genere di allevamento, perché è un vincolo legato alla fisiologia degli animali: non si può inventare un animale che mangiando un chilo di mangime aumenti di un chilo di peso.

Negli allevamenti più piccoli e biologici lo spreco di risorse non è minore. È uguale o ancora maggiore, perché si consuma ancora più territorio e più mangime a parità di carne prodotta (o latte o uova). Si usano meno sostanze chimiche, è vero, ma questo è marginale rispetto al totale dell'impatto sull'ambiente.

In definitiva, tutti gli alimenti ottenuti allevando animali (carne, pesce, latte, formaggi, uova) hanno un impatto ambientale molto elevato, qualsiasi sia il tipo di allevamento da cui provengono.

Critica 2: Non è vero che le uova di allevamento biologico "all'aperto" sono migliori delle altre

Il consiglio di Greenpeace "Acquista uova da allevamento biologico all’aperto" induce a credere che sotto l'aspetto ecologista esistano differenze con le uova di allevamento intensivo. Invece, non ce ne sono.

Le risorse consumate per la produzione di uova sono le stesse per tutti i tipi di allevamento. Anche per la salute umana queste uova non sono migliori; conterranno, forse, meno sostanze chimiche, ma i grassi e il colesterolo rimangono.

Inoltre, gli animali vengono uccisi tutti allo stesso modo, qualsiasi sia l'allevamento di provenienza: i pulcini maschi appena nati, tritati vivi; le galline ovaiole a circa due anni, sgozzate al macello.

Muoiono male, e non vivono bene: tutte le investigazioni fatte finora in quelli che si definiscono allevamenti di "animali felici" hanno trovato animali sofferenti, violenza e condizioni di vita ben lontane dalle esigenze degli animali.

D'altra parte, se la quantità totale di uova consumate rimane la stessa, per forza di cose rimane lo stesso anche lo sfruttamento, le uccisioni, la sofferenza.

Critica 3: Non è vero che esistono allevamenti in cui gli animali sono rispettati e non soffrono

Anche sul consumo di latte Greenpeace dà lo stesso consiglio: "Privilegia latte e latticini provenienti da allevamenti ecologici." E arriva finalmente a spiegare che cosa intende per "allevamenti ecologici".

In questi allevamenti, secondo Greenpeace "Gli animali sono allevati all’aperto, con rispetto e senza sofferenze".

Questo non avviene MAI e non potrà avvenire MAI. Non esistono allevamenti senza sofferenza.

  • Gli animali sono sempre confinati, rinchiusi in spazi troppo piccoli, ben lontani da quelli necessari alle loro esigenze naturali.

  • Sono menomati: viene loro tagliata la coda, il becco, le corna, vengono castrati, tutto in maniera sbrigativa e col minor costo possibile.

  • Non possono avere normali rapporti sociali e affettivi coi loro simili: le madri non possono stare coi loro cuccioli, maschi e femmine non possono corteggiarsi ed esprimere affetto, non può esistere amicizia. Tutti sentimenti che in natura esistono e di cui gli animali hanno bisogno estremo, proprio come noi.

  • Tutti gli animali, in ogni genere di allevamento, sono uccisi quando raggiungono il peso ottimale per la macellazione oppure quando non servono più.

Tutto questo è rispetto e non sofferenza?

In questi allevamenti impossibili, secondo Greenpeace "l’alimentazione animale è principalmente basata sul pascolo e sui residui agricoli; i mangimi sono prodotti localmente senza uso di pesticidi. Il terreno utilizzato per l’alimentazione animale non è stato sottratto alla produzione alimentare."

In primo luogo, l'allevamento a pascolo non ha un impatto minore di quello a mangime, tutt'altro.

In secondo luogo, certo che il terreno per coltivare mangime è stato sottratto alla produzione alimentare: se è un terreno su cui si possono coltivare vegetali per gli animali, allora si possono coltivare anche vegetali per il consumo umano. E di questi ne basterebbe una quantità molto minore per ricavare gli stessi nutrienti e calorie.

L'allevamento spreca sempre moltissime risorse, di qualsiasi genere esso sia.

Critica 4: Non è vero che esiste la pesca sostenibile

Scrive Greenpeace: "Impara a leggere l’etichetta per scegliere pesce di stagione, locale e pescato in modo artigianale, piuttosto che quello allevato o pescato con metodi distruttivi."

Non può esistere "pesce sostenibile". L'unico pesce sostenibile è quello che rimane libero e vivo nel mare.

La pesca ha già distrutto gran parte degli habitat marini: non ha senso parlare di scegliere pesce "diverso". Che sia pescato in modo "artigianale" o meno, che differenza fa, se la quantità di pescato rimane uguale? Bisogna alleggerire in modo sostanziale il peso che opprime i mari e gli oceani a causa dell'ingordigia umana.

Se per la carne almeno è stata consigliata una diminuzione dei consumi, lo stesso consiglio va dato anche per il pesce. I danni alla salute sono gli stessi della carne, quelli all'ambiente pure.

E i pesci sono gli animali più sterminati e maltrattati nel mondo: ma la loro sofferenza è ignorata, non è presa in considerazione. Nemmeno da Greenpeace.

Abbiamo il potere di definire il nostro impatto sul mondo...

... ma possiamo esercitarlo solo se abbiamo le informazioni corrette. Non culliamoci nella falsa certezza che qualcuno ci offra una soluzione per risparmiarci il fastidio di cambiare le nostre abitudini a tavola. Vinciamo la pigrizia e l'inerzia, e iniziamo a cambiare!

Non esistono gli allevamenti ecologici. Esiste solo la possibilità di diminuire i consumi di carne, pesce, latticini e uova. Solo questo può aiutare il nostro pianeta e al contempo la nostra salute.

Inizia subito, e ricorda che maggiore è la diminuzione, più leggera diventerà la nostra impronta: l'ottimo è arrivare a zero. Per camminare in punta di piedi.

Misura la diminuzione del tuo impatto calcolandolo su Mio Eco Menù, vedrai coi tuoi occhi la differenza: quanto risparmierai in termini di territorio, acqua, effetto serra.

fonte: https://www.agireora.org/ecologia/ecomenu-greepeace-critiche-3239.html

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