Dopo il lockdown... lezioni di vita dal covid coronavirus?
(articolo aggiornato il 24 agosto 2020 con ulteriori informazioni rispetto alla scrittura iniziale del 29 giugno 2020)
Alcuni fatti "verificabili", anzi, di cui lascio l'onere della verifica e della critica ragionata ai miei lettori, con i link riportati:
- Dove non c’è stato il lockdown non c’è stata una percentuale maggiore di morti, come testimoniano la Svezia [vedi nota 1] e i cinque stati statunitensi che non hanno obbligato i cittadini a rimanere a casa, ovvero Nebraska, Iowa, Arkansas, South Dakota e North Carolina (fonte). Sono consapevole che l'informazione del main stream rema contro su questo punto, ad ogni modo, per chi vuole approfondire la questione, sembra che i paesi che hanno adottato lockdown più severi e più lunghi hanno un tasso di mortalità più alto rispetto ai paesi che hanno adottato chiusure più brevi e confinate ad aree geografiche o addirittura che non hanno effettuato alcun lockdown (fonte).
- In tutti gli stati europei le varie app ideate e pubblicizzate con l'intenzione, vera o presunta, di prevenire ulteriori contagi, tipo l'app "Immuni", sono state un flop totale (dettagli all'interno di questo tg).
- Il crollo delle vaccinazioni nel primo anno di vita (a seguito del lockdown) è stato significativamente correlato a un minor numero di morti in culla (fonte). Ciò è coerente con il maggior numero di ospedalizzazioni e morti tra persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate (fonte).
- Tutte le disavventure legate al coronavirus codiv-19, ovvero lo scoppio dell'epidemia, il lockdown, la crisi economica, il comportamento dei governi e delle persone, era stato previsto nei minimi dettagli nel 2019. Ci sono state omissioni, mancanze e bugie delle grandi potenze mondiali «che sapevano, che da anni erano pronti a gestire una emergenza sanitaria di questo tipo e che in diversi report del 2019 prevedevano addirittura tempi, modi e proporzioni di quella che sarebbe stata la grande pandemia» (fonte). A proposito, per queste ragioni, il primo ministro Giuseppe Conte si è preso alcune querele per omicidio plurimo colposo per i ritardi nella gestione dell'emergenza (fonte). Però io mi chiedo: com'è possibile che era stato tutto previsto nei minimi dettagli con largo anticipo? E' stato quindi qualcosa di "voluto" e "pianificato a tavolino"? A ognuno le sue riflessioni.
- Certi settori della finanza hanno enormi interessi sul coronavirus codiv-19, come se fosse per loro una gallina dalle uova d'oro. A questo proposito, basta citare che il Fondo Monetario Internazionale ricatta i governi, offrendo soldi in cambio dell'imposizione del lockdown (come nel caso eclatante della Bielorussia, fonte), che la Commissione paneuropea per la salute e lo sviluppo sostenibile, creata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l'obiettivo di ripensare le priorità dei sistemi sanitari alla luce della pandemia da coronavirus, ha a suo interno leader della comunità imprenditoriale e delle istituzioni finanziarie (fonte), che l'Italia è sotto il torchio della fondazione Bill e Melinda Gates che ha abnormi interessi economici nell'imposizione di vaccini a tutta la popolazione mondiale (fonte). Più i paesi vengono resi deboli tramite lockdown e terrorismo governativo, più sono ricattabili e disposti a rinunciare alla propria sovranità? Più le persone vengono rese fragili, più sono disposte ad accettare tutto?
- L'attuale confusione semantica tra malato e contagiato (cioè, nel caso specifico, non-malato, ovvero persona sana che è entrata in contatto con il virus, ma senza che ciò porti alcun problema né sintomo di malattia), al falso aumento dei contagi (nel senso che i contagi "conteggiati" aumentano solo perché vengono fatti più tamponi) e alla inaffidabilità dei tamponi nota da mesi (fonte1, fonte2, fonte3, fonte4, fonte5, fonte6, fonte7), serve a nascondere che il virus è clinicamente estinto (fonte) . Rimando a "Guanti, mascherine, distanziamento per epidemia: ragionevoli dubbi? OMS e lettera medici al Governo".
- Una considerazione sul numero di morti. Suggerisco di dare uno sguardo alle statistiche continuamente aggiornate sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità e ai link riportati in calce nella stessa pagina. Non notate qualcosa di strano? Prendendo per buoni questi dati, nel momento in cui scrivo, il 3,9% di morti con covid-19 non avevano patologie preesistenti. Ne segue che il 96,1% dei morti... di cosa sono morti? E che età avevano? Ognuna faccia le sue analisi. Comunque, secondo l'immunologo bernese Beda Stadler, allo stato attuale è più probabile un 5 al lotto che essere infettati dal coronavirus covid-19 (fonte).
- Per completare il quadro di fatti verificabili, ricordo che il divieto di fare le autopsie, imposto dal nostro governo perché giudicato "inutile" (?!!), ha gravemente ritardato la scoperta delle cause di morte degli affetti di codiv-19 (fonte).
Per chi vuole approfondire il primo e il terzo punto, rimando alla fonte originale in inglese, corredata di precisi grafici e statistiche.
Partendo da questi dati verificabili, provo a fare alcune congetture, ovvero ipotesi che mi sembrano ragionevoli:
- poiché il lockdown è servito a salvare vite di neonati grazie alle mancante vaccinazioni obbligatorie, mentre è stato irrilevante a livello di morti per covid, ne segue che:
- i vaccini costituiscono un atto lesivo della vita,
- la narrativa che ha giustificato il lockdown generalizzato come atto necessario - nei modi esagerati in cui è stato fatto - è stata (intenzionalmente?) menzognera, così come menzognero è stato il fatto che di questo virus non si sapeva nulla e che è comparso inaspettatamente (mentre in realtà ci sono report precisi che indicano in anticipo tempi e modi della diffusione);
- il lockdown ha seriamente danneggiato:
- l’economia collettiva e i portafogli personali,
- i diritti civili,
- i rapporti interpersonali,
- la capacità di ragionamento e di libero arbitrio,
- la salute psico-fisica di coloro che sono rimasti chiusi in casa ad ingrassare, con attività fisica zero e dando credito al terrorismo governativo e all’ego dei pochi che hanno deciso per molti.
- il lockdown ci ha regalato almeno un mese di rarissima aria pulita e foglie degli alberi più verdi;
- il clima sociale e culturale che si è creato durante l'emergenza, compresi i vari abusi di potere anche gravissimi via via raccontati dalla cronaca in questi mesi (e non mi riferisco solo alle multe, ma anche ai TSO, ricordo il caso di Mario Musso e alle varie proposte di TSO per tutti coloro che dovessero risultare positivi), che sta venendo forzatamente allungata con lo scopo di arrivare a un vaccino per tutti (per la gioia di certi straricchi che diventeranno ancora più ricchi), può essere così sintetizzato:
- il Governo - unico depositario della "verità" - vuol far sentire i propri cittadini piccoli e ignoranti;
- vuole imporre delle regole e trovare loro un fondamento (inesistente) tramite dittatura sanitaria;
- vuole spingere alla delazione (mi riferisco, ad es., alle foto messe su Facebook di persone così denunciate pubblicamente perché stanno all'aperto senza mascherina, o alle persone denunciate ai carabinieri perché sul posto di lavoro non indossano la mascherina, ecc.);
- vuole smorzare la coscienza critica;
- vuole punire senza freni e senza alcun senso della misura chi disobbedisce (mi riferisco alle multe esagerate pari a un mese di stipendio, alla chiusura delle attività, all'obbligo di restare a casa, che è in tutto e per tutto pari agli arresti domiciliari, ai TSO come nel caso di Mario Musso a cui probabilmente è stata rovinata la vita, ecc.);
- vuole incutere timore per la punizione (a causa dell'esagerazione della punizione);
- vuole omologare e far sentire nel giusto chi si omologa;
- vuole zittire chi solleva questioni scomode (più o meno come tutte quelle che ho fin qui elencato).
Per inciso, il clima sociale e culturale così descritto è pari a quello delle peggiori religioni o sette, come ha giustamente fatto notare un altro blogger nell'articolo "Lo stato nemico".
Da queste congetture, di cui lascio a ciascuno, con se stesso, l’onere della prova, ne ricavo che forse l’immunità più importante di cui abbiamo bisogno è quella alle distorsioni del pensiero e del comportamento a seguito dell’influenza di certi poteri forti, che si presentano come angeli custodi, ma che in realtà sono demoni arroganti, dispotici, egocentrati, con secondi, terzi e quarti fini che non c’entrano niente col bene comune... o, per dirla diversamente, abbiamo bisogno di un vaccino per renderci immuni alle fisime e alla sudditanza psicologica, piuttosto che a chissà quale nanoscopico virus naturale o artificiale.
Il discorso che ho fatto per il lockdown vale anche per le mascherine, per i guanti e i gel disinfettanti. Le mascherine, in particolare, possono essere controproducenti per la propria salute e, a livello di filtraggio del virus in questione, probabilmente inutili. A proposito, un virus non è un organismo vivente, non ha intenzionalità né capacità proprie: la reazione del nostro corpo (e della nostra mente) ai virus è rafforzabile con interventi e strategie diametralmente opposti rispetto alle decisioni prese dal nostro pseudo-governo [vedi nota 2] (e non solo dal nostro).
Fine delle mie congetture... senza pretesa di verità, perché io non so nulla e necessariamente filtro la visione delle cose per ciò che io sono. Sono necessitato a vedere le cose in questo modo, ma non ho odio per nessuno, nemmeno per coloro che potrebbero sentirsi fortemente criticati da queste mie congetture. Anzi, come amico, intendo offrire proprio a costoro uno spunto di riflessione, affinché certe scelte lesive non si ripetano. Se molti medici e studiosi competenti fossero stati ascoltati dal governo, e se le strategie da adottare fossero state scelte dopo un profondo ascolto reciproco, allora avremmo avuto un buon governo… libero comunque di sbagliare, come tutti noi.
Con rispetto della libertà e soprattutto della diversità di opinione altrui,
Francesco Galgani,
29 giugno 2020
[nota 1] In Rete è circolata la notizia che la Svezia, che non ha applicato il lockdown, abbia avuto il più alto tasso di morti al mondo. Questa è una mezza verità perché riferita ad una sola settimana, ovvero è una bugia. In generale, Belgio, Spagna, Italia, Gran Bretagna e Francia hanno registrato tassi di morti più elevati rispetto alla Svezia. (fonte)
[nota 2] Con l'espressione "pseudo-governo" intendo riferirmi a un governo incapace di governare, ovvero di servire il popolo con amore, competenza, lungimiranza, ubbidendo alla propria anima, cioè alla Costituzione così come intesa dai padri costituenti. Il senso che do a "pseudo-governo", ovvero "governo incapace di governare", non è di tipo giuridico o legale, né tantomeno di preferenza politica, ma esclusivamente di moralità sostanziale. Potrei fare lo stesso discorso per il Parlamento, che tra l'altro, nel periodo dell'emergenza, è stato il "grande assente". Stesso discorso di assenza anche per il Presidente della Repubblica, secondo la mia personale e opinabile visione di cittadino, almeno per il tipo di informazioni e di notizie con cui sono potuto entrare in contatto.
11 settembre 2001: oltre la verità ufficiale, fonti verificabili (video di Massimo Mazzucco)
Appello: fake news e la dittatura dell’informazione (Massimo Mazzucco)
Io Francesco Galgani, autore di questo blog multitematico, che in più occasioni ho usato come mezzo di libera informazione e di approfondimenti su tematiche “controcorrente” rispetto all’informazione ufficiale, aderisco a questo video-messaggio di Massimo Mazzucco del 14 aprile 2020 sotto riportato, che invito a diffondere. In particolare, condivido e sottoscrivo soprattutto questa parte del video-messaggio:
«[…] Ecco ciò che ci aspetta nel prossimo futuro, la dittatura dell’informazione, che manda un messaggio unificato e non tollera nessun contraddittorio. In una democrazia, una voce alternativa all’informazione mainstream è assolutamente indispensabile, le opinioni diverse sono il cuore stesso del progresso sociale, senza quello la democrazia muore e si instaura la dittatura del pensiero unico. Non saremo più schiavizzati a livello fisico come una volta, con le catene ai piedi, ma lo saremo a livello mentale, con le catene nel cervello, che è ancora peggio… perché se controlli la mente delle persone, controlli anche molto più facilmente le loro azioni. Quindi se noi verremo silenziati, non saremo più in grado di difendere voi dalle restrizioni delle vostre libertà. E’ quindi fondamentale in questo momento far sapere che siamo tanti e tutti uniti […]. Vi chiediamo di far circolare questo video ovunque [...]».
La situazione, dal mio punto di vista, è drammatica. Ciò non toglie che, da parte mia, potrei “criticare”, nel senso di ragionare e discutere con argomentazioni, sia l’informazione ufficiale sia quella alternativa. Questo perché la verità non è in mano di qualcuno e soprattutto non può essere imposta per legge.
Come ha scritto Giulio Ripa nel suo articolo “Oltre il dualismo”:
«[…] Questa è la verità? Ma nel momento in cui noi crediamo di dire la verità, appena la nomini non c'è più. La verità è inafferrabile.
La realtà può essere descritta interamente solo come compresenza di enti contrapposti, complementari e correlati tra loro; una descrizione in cui si manifesta la realtà intera non semplificata da schemi, ma colta nel suo contatto con il tutto, dalla vivente relazione di elementi contrastanti, senza un tempo univoco, in un gioco di probabilità di eventi che possono accadere nello stesso momento. Nel non-dualismo non esiste la verità o la falsità assoluta ed univoca. E non può essere altrimenti, perché la realtà stessa è contraddittoria, ambigua ed incerta, dotata di una complessità difficile da analizzare nella sua totalità che resta un mistero. […]».
Infine, vorrei segnalare che la “libera” informazione, libera nel senso inteso e ben descritto da Massimo Mazzucco, ha un costo non solo di tempo, di studio e di rischio personale, ma anche di soldi. Ciò vale anche per questo blog e per gli altri siti da me gestiti (compreso questo motore di ricerca), tutti senza pubblicità e senza ricavo economico, ed è questo il senso del link per le donazioni incluso in ogni pagina.
fonte del video: https://youtu.be/CQT1Vn_cpeQ
Salvare l'economia italiana - Piano A e Piano B
Quanto segue sono appunti per salvare la nostra economia, scritti dal mio carissimo amico Ing. Giulio Ripa.
Pur avendo avuto molteplici occasioni per discorrere di queste tematiche, sono lungi da me la competenza e lo studio per una consapevolezza tale da potermi esprimere in maniera tanto articolata e precisa come nel testo che segue, che condivido. Oggi abbiamo più che mai bisogno di una nuova impostazione politica, economica, legislativa e istituzionale orientata al bene comune e allo stop dei meccanismi economici fallimentari e sanguinari degli ultimi decenni.
Il mio auspicio è che sempre più persone possano rendersi consapevoli di queste tematiche, riconoscendo per quello che è quel buco nero di ignoranza sotto la crosta delle bugie dei mass media e della classe politica.
Francesco Galgani,
Pasqua 2020
APPUNTI PER UNA UNIONE DEMOCRATICA DEI POPOLI EUROPEI
Piano A - Per una Europa più democratica
Restando all’interno della comunità europea e dell’euro, è possibile puntare sulle riforme necessarie per una maggiore democrazia nell’Unione Europea:
- Istituzioni
• Assemblea costituente per l’Unione democratica dei popoli europei con il potere esecutivo eletto dal parlamento europeo che sostituisce quello della Commissione Europea ed il Consiglio dell’Unione Europea.
• Federalismo europeo e neo municipalismo.
• Modificare l’architettura dei trattati europei in senso democratico e dell’equità sociale.
- Banche
• Unione bancaria (trasferimento di competenze nel campo della vigilanza sulle banche dalle autorità nazionali ad autorità europee) con la prospettiva di creare in Europa il mercato unico dei capitali.
• Divieto di raccolta di fondi in forme diverse da quella delle operazioni di deposito e, quindi, non sottoposte alle restrizioni ed ai limiti imposti dalla regolamentazione e dalla vigilanza bancaria (tra cui i requisiti patrimoniali di garanzia richiesti dagli accordi di Basilea).
• Divisione netta tra banche commerciali e banche d’investimento
• Eliminazione e divieto di costituzione dei paradisi fiscali europei, compresa la revoca delle leggi che permettono l’evasione in Lussemburgo, Paesi Bassi, Irlanda. e lotta per quelli extra europei.
• Agenzie di rating europee indipendenti dalle banche
• Eurobond per evitare differenze di interesse tra i bond dei diversi stati europei.
• Dare il potere alla BCE di agire sul cambio per una eventuale svalutazione dell’euro.
• BCE prestatore di ultima istanza, obbligata a concedere credito direttamente agli stati che ne faranno richiesta.
- Fisco
• Bilancio comune europeo
• Uniformità fiscale fra gli stati membri dell’unione europea.
• Tassazione delle transazioni finanziarie (tobin tax)
• Web tax
• Carbon tax
• Tassa sui redditi da capitale in tutti gli stati membri
• Tassa sui grandi patrimoni
• Riduzione tasse per piccoli imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi
• Introduzione di eurobond per finanziare nuovi progetti infrastrutturali.
• Sviluppo di una piattaforma di pagamento digitale pubblica (PDPP) in ogni paese europeo.
Il PDPP creerà un conto di riserva per contribuente, che attraverso un codice Pin consentirà di trasferire denaro dal proprio conto allo Stato - come forma di pagamento delle imposte - oppure al conto di qualsiasi altro contribuente. In tal modo, il PDPP offre ai governi nazionali maggiore sovranità fiscale al di fuori del Patto di stabilità.
• Unione Europea di Compensazione (ECU), basata su una valuta virtuale comune, in cui tutti gli scambi commerciali e i flussi di capitale intra-europei siano annotati su un registro digitale trasparente, con il compito di:
(a) tassare, per conto dell’UE, simmetricamente deficit ed eccedenze
(b) utilizzare questi fondi per investire nelle regioni dove gli investimenti scendono al di sotto della media.
• Riconversione limitata del debito pubblico. Il debito pubblico entro agli attuali limiti previsti dal Trattato di Maastricht - il 60% del Pil – sarà convertito in obbligazioni emesse della BCE per conto degli stati membri. Per proteggere la BCE dalle perdite:
(a) le obbligazioni emesse dalla BCE avranno la precedenza rispetto alle altre obbligazioni contratte dagli Stati
(b) la BCE sarà ulteriormente assicurata dal Fondo Salva Stati.• Creazione di una Tesoreria Europea che integrerebbe l’attività della Banca Centrale Europea e rappresenterebbe un elemento di stabilità
nei momenti di crisi. Il “vecchio debito” venga rifinanziato a tassi di interesse pari allo zero percento, portando così a una diminuzione drastica dell’indebitamento senza gravare sui cittadini.
La BCE deve mantenere la promessa di mettere fine alla crisi del debito pubblico.
• Fine dell'austerity. Nuovi strumenti di finanza pubblica per aumentare il bilancio dell’UE e superare gli attuali vincoli. Cambiamento nei trattati per sbarazzarci della camicia di forza creata dal cosiddetto Patto di stabilità e crescita, dal Six pack e dal Fiscal Compact europeo.
• Controllare la finanza. Regolamentare le attività bancarie ed istituire una nuova piattaforma di pagamenti pubblici digitali che metta fine al monopolio delle banche sui pagamenti dell’Europa.
• Utilizzare la Banca Europea degli Investimenti per inondare di liquidità le nostre comunità.
Si tratta di 500 miliardi di euro l’anno per una programma di trasformazione ecologica e industriale per rimettere al lavoro un continente.
- Lavoro
• Salario minimo europeo
• Statuto Europeo dei Lavoratori per trasformare la gara al ribasso delle delocalizzazioni in una gara al rialzo che garantisca standard comuni
• Attuare un piano contro la povertà che ridistribuisca i proventi della Banca Centrale Europea ai più bisognosi. Reddito universale di base per tutti i cittadini europei, svincolato dalla ricerca del lavoro e finanziato tramite un grande fondo europeo costruito con gli asset di grandi società e i
titoli della Banca Centrale Europea.
• Ridistribuzione della ricchezza per l’equità sociale
• Ridistribuzione del lavoro. Lavorare meno lavorare tutti.
• Piena occupazione
- Ambiente
• Riconversione ecologica del sistema produttivo
Piano B - Per una Italia più sovrana
Partiamo da due articoli della costituzione italiana:
• Art.1 “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
• Art.47 “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.“
Inoltre è importante definire la differenza tra una “Moneta a Debito” ed una
“Moneta Positiva”:
• la prima è una moneta creata dal sistema bancario e prestata al
sistema economico, che genera automaticamente un debito e comporta
il pagamento continuo di interessi;
• la seconda è una moneta creata dallo Stato e spesa nel sistema
economico, che ha solo un costo iniziale per la sua creazione (più o
meno alto a secondo del “materiale” usato) e non ha alcun costo di
interessi.
La sovranità monetaria è sicuramente degli Stati e questi hanno tutto il diritto di utilizzarla per raggiungere gli obiettivi previsti dai Trattati. Lo Stato ha ancora la sovranità monetaria, che può utilizzare creando diversi strumenti monetari e fiscali, senza violare i Trattati Europei:
• Possibile coniare monete metalliche (aventi corso legale solo in Italia) di valore superiore a 2 euro, che la BCE deve “solo approvare” come quantità (art.128 comma 2 del TFUE);
• Emettere biglietti di Stato di qualsiasi valore (aventi corso legale solo in Italia), perché il TFUE dà alla BCE l’esclusiva solo delle “banconote” aventi corso legale nell’Unione (art.128 comma 1 del TFUE);
• Moneta a valenza fiscale (es. minibot), in quanto in base ai Trattati Europei la sovranità tributaria è ancora di competenza esclusiva degli Stati nazionali. Si tratta della proposta di una “quasi-moneta” complementare basata su sconti fiscali differiti su imposte non ancora maturate e in grado di creare la liquidità di cui abbiamo bisogno.La Moneta Fiscale verrebbe assegnata, a titolo gratuito, per integrare il reddito dei lavoratori dipendenti, per finanziare investimenti pubblici e programmi di spesa sociale nonché per ridurre le imposte delle imprese sul lavoro.
• Titoli di sconto fiscale. Il principale vantaggio è che i Tsf non producono deficit pubblico. I Tsf sono infatti dei titoli di Stato che danno diritto ai loro possessori di ridurre i pagamenti fiscali ma solo a partire da tre anni dall’emissione, cioè nel quarto anno. I Tsf tuttavia – proprio come tutti gli
altri titoli di Stato, come i Bot e i Cct – potranno essere immediatamente ceduti sul mercato finanziario in cambio di euro. Così possono subito incrementare la capacità di spesa dell’economia.
• Emettere moneta elettronica o carte di credito di Stato, che non sono prese in considerazione dai trattati, dove si parla solo di moneta metalliche e banconote, tant’è che le banche possono creare moneta elettronica senza limiti, figuriamoci se non può farlo uno Stato, che inoltre ha il vantaggio di poterla mettere all’attivo del suo bilancio in quanto detentore della sovranità monetaria (vedere art.114bis del Testo Unico Bancario);
• Emissione di un 2-3% di Pil di moneta sovrana non a debito a sola circolazione nazionale, non convertibile (parallela all’euro) creata dallo stato italiano, per investimenti pubblici (es. creatività, cultura, educazione, bellezza del patrimonio artistico, patrimonio culturale, ambiente, agricoltura, turismo)
• Istituire banche pubbliche (la Germania ha il 60% di banche pubbliche).
Cassa Depositi e Prestiti, se usata pienamente come banca pubblica, potrebbe accedere ai finanziamenti della BCE a tasso zero, secondo l’art. 123 del TUE: “il divieto di scoperto bancario e di altre forme di facilitazione creditizia in favore dei governi non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che devono ricevere dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati”.
• Rilanciare la Cassa Depositi e Prestiti su tre piani strategici paralleli:
come istituto di credito alle imprese, come strumento di politica industriale nel Paese e come piattaforma di gestione di una nuova moneta domestica complementare.
Ai tempi del coronavirus l'Italia sta diventando un regime totalitario?
Le ultime ordinanze degli organi istituzionali, senza ulteriori validi motivi sanitari, stanno restringendo, in barba ai dettami della costituzione italiana, ancora di più i diritti dei cittadini italiani, pronti ad accettare limitazioni alle proprie libertà personali, come l'Esercito nelle strade e divieti draconiani senza misura, non giustificate dall'urgenza sanitaria.
Le nuove ordinanze sono utili solo per coprire sia le inefficienze e le insufficienze sanitarie dovute ai tagli alla sanità (37 miliardi di euro tagliati nell'ultimo decennio), sia i ritardi della politica nell'organizzare il sistema sanitario rispetto alla grave urgenza provocata dalla pandemia del coronavirus.
In Italia la democrazia non è una opzione, ma un elemento fondante della nostra repubblica democratica.
La democrazia non può essere messa in pericolo anche quando c'è un grave pericolo sanitario.
Stiamo passando dallo stato di diritto ad uno stato d'animo della nazione che si predispone ad un regime totalitario, dove i cittadini presi dal panico sembrano accettare passivamente tutte le restrizioni senza battere ciglio.
La domanda d'obbligo è fino a che punto la democrazia può essere ristretta con tutte queste continue ordinanze se diventa sempre più breve il passaggio dallo stato di emergenza allo stato di polizia, da essere reclusi in casa agli arresti domiciliari?
(Giulio Ripa, 20 marzo 2020)
Capire l'economia, l'immigrazione, la politica, il capitalismo, il neoliberismo
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=g6YbuZNXtKc
ROMPERE LE CATENE del colonialismo esterno ed interiore
Mauro Scardovelli e Marco Mori
Evento organizzato da UniAleph in collaborazione con VoxItalia
Genova, Venerdì 21 Febbraio 2020
Google censura, occulta, manipola, influenza e... uccide?
Sensazionali rivelazioni di un autorevole professore di Harvard: Robert Epstein denuncia, di fronte alla Commissione del Senato USA per la giustizia, «il gravissimo pericolo insito nel consentire alla grandi compagnie tecnologiche di decidere quali sono le notizie legittime e quali quelle illegittime». Google ha favorito, a milioni di voti, la candidata perdente delle ultime elezioni americane, Hillary Clinton. I grandi network di Silicon Valley distorcono e distruggono, con le loro fake news, la democrazia occidentale.
A seguito di queste rilevazioni, Epstein riceve minacce di morte e sua moglie viene uccisa.
Nel video si parla di politica, ma anche di coronavirus e del fatto che Facebook e Google stanno ostacolando il più possibile la circolazione della notizia che medici cinesi hanno trovato una cura efficace e a basso costo (cioè iniezioni di alti dosaggi di vitamina C). Ho riportato il video citato da Giulietto Chiesa, a proposito del coronavirus, qui: https://www.informatica-libera.net/video/coronavirus-vitaminaC.mp4 (fonte).
Il video in questione è stato riportato e approfondito anche su altri siti, come: https://www.globalresearch.ca/three-intravenous-vitamin-c-research-studies-approved-treating-covid-19/5705405. Sullo stesso argomento, segnalo "La cura per il coronavirus: vitamina C - Approfondimento".
Fonte del video seguente: https://www.pandoratv.it/google-uccide/
Amnesty International: Google e Facebook violano pesantemente i diritti umani
C'è chi tiene in mano un'arma da fuoco, chi una croce, chi un mouse (e, per estensione, tutto ciò che rappresenta un accesso ai contesti virtuali, tra cui soprattutto gli smartphone). Il suggestivo disegno qui a destra, in cui si possono ricercare significati, è di Matt Chase. I nostri dispositivi digitali sono sia un'arma sia una fede? Probabilmente sì. Non faccio ulteriori commenti su questo disegno, su cui invito a riflettere, e passo oltre...
Nel quadro generale della futura "Internet delle cose", o "Internet del tutto", che purtroppo pare attenderci e che ho già trattato nella pagina "Crimine 5G, Internet delle Cose: un quadro ampio, con articoli, video, bibliografia scientifica, appelli di scienziati", in cui ho riportato anche un servizio di Report e un documentario di James Corbett, la notizia che Amnesty International abbia pubblicato un documento di 60 pagine per dimostrare la sistematica violazione dei diritti umani compiuta da Facebook e Google mi sembra l'ennesima conferma della direzione autodistruttiva del mondo in cui siamo inseriti.
L'unica azione rivoluzionaria che intravedo è non usare né Facebook né i servizi di cui questa azienda è proprietaria (Instagram e Whatsapp, giusto per fare due nomi), né Google e i suoi servizi, ammesso che questo sia possibile. Ad ogni modo, sono ben consapevole che le pressioni e i condizionamenti sociali spingono e forzano in tutt'altra direzione.
Esistono altre strade? Sì, ricordo il decalogo slow-Internet di Giulio Ripa, decalogo che continua ad essere una proposta molto sensata di fronte alla denuncie di Amnesty (la quale, peraltro, non manca di essere presente su Facebook).
Questa è la sintesi del report di Amnesty International, pubblicata da Amnesty stessa: "Facebook and Google’s pervasive surveillance poses an unprecedented danger to human rights".
Questo è il documento completo in PDF: POL3014042019ENGLISH.PDF
Questa invece è una lista di tutti gli articoli pubblicati da Amnesty International sul tema del rapporto tra tecnologia e diritti umani: https://www.amnesty.org/en/search/?issue=54748
Francesco Galgani,
25 novembre 2019
Documentario sul neoliberismo (cioè sulla nostra apocalisse individuale e collettiva)
Questa pagina contiene il film documentario "La centesima scimmia" (fonte: https://youtu.be/ArBRGVR3_AM), di Marco Carlucci, che ha fatto un eccellente lavoro, insieme ovviamente a tutto lo staff indicato nei titoli di coda (da non perdere, bella anche la canzone finale). Nel momento in cui sto scrivendo, il video su Youtube ha già avuto circa 15000 visualizzazioni, per cui presumo che non ci siano problemi se lo riporto qui.
Definirei questo video come un documentario sul neoliberismo, ovvero sulla nostra apocalisse individuale e collettiva.
Io avrei un appello:
«Se una religione serve a qualcosa, vorrei chiederle cosa sta facendo, insieme alle altre religioni, per aiutarci a uscire del neoliberismo criminale ben descritto in questo documentario.
Se un partito politico serve a qualcosa, vorrei chiedergli cosa sta facendo, insieme agli altri partiti, per cambiare alla base i problemi qui denunciati.
Se la scuola serve a qualcosa, vorrei chiedere ai suoi insegnanti quanto stanno studiando le cause della triste realtà qui descritta e quanto la stanno approfondendo insieme ai loro studenti per capire e per avere un ruolo in un futuro migliore per tutti.
Se Internet serve a qualcosa, mi domando quanto è usato per agevolare la consapevolezza su questi disastri comuni e trovare risposte collettive e utili.
Se la televisione serve a qualcosa... beh, meglio non rammentarla, quella davvero non serve a nulla, se non a far danni».
Buona visione, buon approfondimento di questo documentario e, possibilmente, buon dialogo con altre persone,
Francesco Galgani,
9 ottobre 2019
Riflessioni alternative sul terrorismo: non ci sono nemici
Come ho scritto in alto, in ogni pagina del mio blog: «Per fortuna, quello che non so, non lo so. Quello che invece so, non corrisponde alla realtà».
Premesso ciò, vorrei aggiungere qualche riflessione "alternativa" sul tema del terrorismo, in particolare di quello attribuito al mondo islamico e dal quale gli stessi musulmani si dissociano, riprendendo un tema che già avevo affrontato in articoli come:
- "Per conoscere l'Islam",
- "Conosciamoci - Intervista all'UCOII - Unione delle Comunità Islamiche d'Italia",
- "Terrorismo: chi è causa del suo male, pianga se stesso",
- "Comunicato congiunto di cristiani e musulmani contro ogni violenza e guerra nel nome di Dio".
Il motivo per il quale ritorno su questo tema è una notizia recente, pubblicata su "Il Fatto Quotidiano" del 18 agosto 2019 e intitolata "11 settembre, le torri del WTC erano minate? Una commissione di vigili del fuoco lo sostiene e per me è giusto ascoltarli", che qui riporto (l'autore dell'articolo è Giulietto Chiesa, nome ben noto a chi segue un certo tipo di giornalismo):
Il 24 luglio scorso, 18 anni dopo la tragedia dell’11 settembre a New York, nel silenzio totale dei grandi media americani (e italiani), cinque uomini non “qualunque” si sono riuniti nel Distretto di Piazza Franklin e Munson, a un passo dai Queens di New York, per approvare, all’unanimità, una risoluzione.
Il cui testo proclama l’”incontrovertibile evidenza” del dato che “esplosivi preventivamente collocati” all’interno delle “tre torri” del World Trade Center, “ne hanno provocato la distruzione”.
Chiunque abbia seguito un poco le polemiche che da 18 anni ruotano attorno alla spiegazione dell’11 Settembre 2001, si renderanno conto immediatamente che una tale dichiarazione cancella in un colpo solo l’intero impianto della inchiesta ufficiale, contenuta nel famigerato “9/11 Commission Report”.
Dunque è importante sapere chi sono questi cinque uomini. Sono i membri della Commissione dei vigili del fuoco del Distretto di Piazza Franklin e Munson: un distaccamento di “volontari” (come lo sono i pompieri americani) che subì gravi perdite mentre portava aiuto nei primi momenti del dramma. I pompieri della Contea di Nassau che morirono nelle torri furono 24, ai quali si aggiunsero quattro residenti nel quartiere. La Commissione dei cinque (composta da uomini che 18 anni fa parteciparono a quelle operazioni e ne uscirono vivi) ha l’incarico di tenere viva la memoria di quell’evento.
I loro nomi vanno ricordati: Philip F Melloy, Dennis G. Lyons, Joseph M. Torregrossa, Christopher L. Gioia, Les Saltzman. Non perché siano famosi. Né probabilmente lo diventeranno. Ma sono importanti perché videro con i loro occhi, sentirono con le loro orecchie. Sono i primi esperti, sanno di che si tratta, portano i segni nei loro corpi.
Tuttavia non furono ascoltati, nemmeno interrogati dalla Commissione. E, se lo furono, le loro testimonianze vennero taciute o ignorate. Ci sono voluti 18 anni perché potessero trovare la forza e il coraggio di rendere pubblico, solennemente, quello che sanno. Ovviamente i grandi media americani e occidentali non diranno una parola di tutto ciò, ma questo non basterà per fermare la notizia. Non lo impedisce a noi in questo momento.
Questi cinque testimoni, pompieri di New York, cittadini americani, si sono mossi dopo che il Comitato degli Avvocati per una nuova inchiesta sull’11 settembre è riuscito a far arrivare una precisa richiesta sul tavolo del Procuratore del Distretto Sud di New York, Geoffrey S. Berman,
La richiesta era esattamente quella di riconoscere l’evidenza che il World Trade Center era stato preventivamente riempito di esplosivi, prima dell’arrivo degli aerei che colpirono due delle tre torri. Il fatto nuovo fu che l’Ufficio del Procuratore rispose (nel novembre scorso) riconoscendo che la petizione aveva il diritto di essere portata sul tavolo di un Gran Jury, cioè di fronte a un Tribunale dello Stato.
Il tempo passa, gli ostacoli ci sono e cresceranno, i ritardi si accumuleranno. Ma adesso ci sono testimoni e esperti che dichiarano pubblicamente di voler sostenere “ogni sforzo di altre istituzioni governative che “vorranno investigare e scoprire la verità — che continua a essere ostacolata — sugli eventi di quell’orribile giorno”. Così dice la risoluzione dei pompieri di New York, Contea di Nassau. Il commissario Gioia ha detto: “Noi siamo il primo Distretto che approva questa risoluzione. Non saremo gli unici”.
Ma allora risorge potente un interrogativo: chi piazzò quelle cariche esplosive nelle tre torri? Chi poteva condurre in porto una tale operazione? Non certo i 19 terroristi “islamici” che sarebbero stati (e non c’erano) a bordo degli aerei. Ci volevano squadre di specialisti ben protetti per farlo. Tutte cose di cui la Commissione Ufficiale neppure si è occupata, negando poi l’esistenza “inoppugnabile” delle esplosioni dal basso, che precedettero e accompagnarono i crolli.
Dunque la Commmissione ufficiale ha mentito. Ricordiamo che a capo dell’FBI in quel momento c’era (pura coincidenza?) colui che è al centro dell’inchiesta sul Russiagate, Robert Mueller.
fonte: Global Research. “Call for New 9/11 Investigation: New York Area Fire Commissioners Make History”.
Quindi, chi ci ha raccontato un certo tipo di "verità ufficiale" ha ripetutamente e ostinatamente dichiarato il falso? E a quale scopo?
Potremmo avanzare due ipotesi su come sono andate le cose:
- L'autocomplotto: gli americani stessi (nel senso di servizi segreti, o "intelligence") hanno riempito di esplosivo le Torri Gemelle.
- Atto di Terrorismo "agevolato e voluto": gli americani stessi (sempre nel senso di servizi segreti, o "intelligence") hanno agevolato l'atto terroristico.
Al di là delle ipotesi fatte, gli Stati Uniti dall'11 settembre cambiarono la loro politica estera facendo guerra a tutto il medioriente e legalizzando un controllo di massa estremamente invasivo, sia interno sia estero, con il Patrioct Act. In poche parole, Il Patrioct Act, concepito negli Stati Uniti dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 e firmato dall'allora presidente Bush – che è una norma incostituzionale (come dichiarato dalla Corte Suprema nel 2007), ma ancora in vigore – ha limitato fortemente, per non dire cancellato, la privacy in tutte le telecomunicazioni, in deroga ai principi costituzionali di libertà. Nulla di ciò che transita tramite Internet è da considerarsi “privato” in quanto è sistematicamente intercettato e analizzato, tantopiù che i servizi forniti dai grandi dell'ICT (Google, Facebook, Twitter, Apple, ecc.) transitano attraverso gli Stati Uniti (dove le leggi garantiste europee non trovano applicazione). In poche parole: dopo l'11 settembre 2001 è iniziata un'intercettazione di massa a livello globale, denunciata nello scandalo Datagate. Per maggiori informazioni su questo punto, rimando al mio articolo "Nuovi media e libertà di espressione".
Tornando al tema del terrorismo, coloro che sono a capo degli Stati Uniti e di tutti i mass-media del mondo occidentale sono stati abili nel coltivare nell'immaginario collettivo che ogni musulmano sia un potenziale nemico, così disumano da giustificare qualsiasi paura e pertanto qualsiasi atto di guerra. Curioso è però il fatto che sul sito "islamitalia", i cui autori (elencati sul sito) sono in parte musulmani e in parte comunque molti vicini al mondo dell'Islam, è scritto così:
«Non esiste radicalismo di matrice islamista oggi che non abbia ricevuto sostegno o politico o militare o finanziario dagli USA e dagli amici degli Stati Uniti d'America per garantirsi supremazia, controllo e repressione (anche economica) del nemico sovietico e oggi russo. La guerra fredda non è mai tramontata.»
tratto da: https://www.islamitalia.it/islamologia/genesi_ISIS.html
Ciò che è scritto su islamitalia e che ho qui citato si avvicina molto e arriva a coincidere, almeno in parte, con le tesi di Giulietto Chiesa (autore dell'articolo sopra riportato e tra i principali autori di Pandora TV), il quale va persino oltre, sostenendo e argomentando che l'islamizzazione dell'Europa, e in particolare dei Balcani, sia pilotata e utilizzata dagli Stati Uniti con uno scopo non solo contro la Russia, ma anche come mezzo di ricatto contro l'Europa stessa. Questa tesi è argomentata nella video conferenza seguente, in cui intervengono più persone:
"Balcani, una bomba pronta ad esplodere su ciò che rimane dell'Europa", https://youtu.be/ZufW9CTeZp4
Eppure, se cerchiamo su Internet "terrorismo islamico", tutto ciò che compare va in un'altra direzione, a sostegno invece della verità ufficiale degli Stati Uniti che addita l'Islam come "il nemico". Pochi sono quelli che teorizzano che pure gli attentati che negli ultimi anni sono accaduti in Europa siano stati "pilotati" dall'alto con scopi antidemocratici di sopprimere certe rivolte popolari. Una delle persone che ha mosso ipotesi in tal senso, pur ammettendo lui per primo di non conoscere cosa c'è davvero dietro le quinte, è Diego Fusaro, ad es. in questo video pubblicato quasi un anno fa su ByoBlu:
"Perché l'Italia è stata risparmiata dagli attentati, secondo Diego Fusaro", https://youtu.be/j2QPZVSa8h8
Io non so se l'Italia avrà attentati, non so neanche se quanto ho scritto fin qui aiuterà a smetterla di vedere nemici dove in realtà non ci sono, smettendo di dividere le persone in "buoni" e "cattivi". Anche perché, se i racconti ufficiali sono falsi e se il terrorismo è davvero una costruzione pilotata dai vertici del potere per giustificare all'opinione pubblica ciò che altrimenti rimarrebbe privo di argomentazioni (le quali, comunque, non cambiano minimamente l'orrore di ciò che è stato fatto in nome di una falsa civiltà e di una falsa democrazia), questo non significa che allora i nemici sono coloro che credevamo amici. No, non è questo il punto e non è così. La questione principale è invece quella di riconoscere l'inganno universale in cui siamo inseriti, per cominciare a ripulirci da tutta la spazzatura mentale che il potere inculca continuamente dentro di noi. Recentemente avevo scritto un altro articolo sul tema dell'inganno universale, intitolato: «Sapere di non sapere, sapere di mentire: la scienza delle bugie».
Nel momento in cui cominciamo a riconoscere l'inganno e la continua istigazione all'odio a cui siamo indottrinati, possiamo cominciare a vedere i fatti per quel che sono, senza aggiungerci giudizi di disprezzo e senza vedere o cercare nemici. Secondo me, sarebbe auspicabile tornare al punto di partenza della nostra umanità, ovvero riconoscere che siamo tutti esseri viventi limitati e bisognosi (principalmente di amore e di protezione). Al contempo, vedere i nostri limiti ci aiuta a non sentirci superiori agli altri e a smetterla di giudicare: come scrissi un anno fa nel mio articolo "Tra le fiamme", «Non dovremmo affrettarci a giudicare gli altri, perché ciascuno di noi ha dentro un piccolo Hitler».
E allora, cosa fare?
Ho già provato a dare una risposta a questa domanda, nell'articolo dal titolo "In occasione del prossimo attentato terroristico", che inizia così:
[...]
Il nemico da combattere non è una persona, non è un'etnia, non è un gruppo o una nazione. Basterebbe guardare con onestà dentro noi stessi, ogni volta che ci siamo completamente disinteressati dell'altrui benessere, o quando, peggio, abbiamo gioito dell'altrui sofferenza.
Quasi tutti i mali del mondo derivano da un'unica causa, da un cuore umano offuscato dai suoi egoismi e incapace di cogliere lo splendore, la ricchezza, la bellezza e il miracolo della propria e dell'altrui vita.
Se vogliamo combattere il terrorismo, non dobbiamo far terrorismo. Se vogliamo vincere su un nemico, non dobbiamo essere come lui.
L'unica risposta all'odio, è l'Amore. La risposta alla paura, è il Coraggio. Curiamo ogni aridità nei nostri cuori con l'acqua della solidarietà, della compassione, della gioia di vivere, della gratitudine per la Vita.
[...]
Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
4 settembre 2019