Tu sei qui

Politica ed economia

Buy me a coffeeBuy me a coffee

NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

STOP CETA - 5 luglio 2017, Montecitorio, Roma

Ultimi aggiornamenti: https://stop-ttip-italia.net/

Aggiornamento 27 giugno 2017: Pd e MDP (di nuovo assente) votano sì al CETA con Forza Italia… e contro l’Italia

Aggiornamento 22 giugno 2017: Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27 giugno 2017. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 giugno 2017 alle 10 al Pantheon: ci sarà un presidio fisso organizzato insieme a Coldiretti, CGIL, Slowfood, Arci e altre realtà. Mercoledì 5 luglio 2017 invece ci sarà un nuovo presidio-manifestazione proprio sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, dalle 10:00.
Sito di riferimento: https://stop-ttip-italia.net/

Sullo stesso argomento:

L'articolo che segue è a firma di Elena Mazzoni e pubblicato il 23 giugno 2017 all'indirizzo:
http://www.listatsipras.eu/2017/06/23/mobilitiamoci-contro-il-ceta/

NO CETA - Manifestazione contro la ratifica

Mobilitiamoci contro il CETA

L’imponente mobilitazione organizzata dalla Campagna StopTTIP-StopCETA Italia, le migliaia di lettere, tweet e dossier inviati ai senatori e al Presidente stesso dai cittadini, sono riuscite nell’impresa titanica di far slittare il voto della Commissione Affari Esteri a martedì 27 e quello in plenaria a mercoledì 28.

Il successo maggiore però non consiste nello slittamento del voto ma nell’aver costretto il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, a tenere audizioni e ad aprire una discussione, pur se di due soli giorni, su un tema tanto delicato ed altrettanto taciuto.

Un vero e proprio esempio di politica dal basso che ha infiammato gli animi e spinto Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slowfood e tutte le organizzazioni che sostengono la Campagna italiana, ad organizzare due momenti di intensa partecipazione in piazza a Roma, martedì 27 al Pantheon alle 10:00 e mercoledì 5 luglio, sempre alle 10:00, proprio in piazza Montecitorio

https://stop-ttip-italia.net/2017/06/22/ceta-ratifica-piazza-333/.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa non ci piaccia del CETA con il simpatico Canada del bel premier Trudaeu.

I motivi sono tanti e potete trovarli riassunti nel libro bianco sottoscritto con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Arci, Acli, Legambiente Fairwatch e tre associazioni di consumatori e nei due dossier tecnici  che la campagna italiana ha presentato in audizione in Senato.

Trudaeu non è il fascinoso vessillo dell’ambiente da sventolare per scacciare lo spauracchio arancione di Trump perchè, con le politiche attuali, il paese nord americano non manterrà i propri impegni nel controllo delle emissioni, elargendo 3,3 miliardi di dollari l’anno di sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose   http://climateactiontracker.org/countries/canada.html.

Una recente ispezione effettuata nelle zone di estrazione mineraria canadesi dall’OHCHR dell’ONU ha riscontrato delle violazioni dei diritti umani ed esortato le autorità canadesi a “integrare i diritti delle popolazioni indigene nelle loro politiche e nelle pratiche che disciplinano lo sfruttamento delle risorse naturali”. La delegazione ha inoltre sottolineato “la necessità per il governo di rafforzare l’accesso agli strumenti legali di ricorso per le vittime di abusi di diritto”.

Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti.

Non proprio in linea con la narrazione mainstream del paese dello sciroppo d’acero.

Le risposte sono quindi molteplici ed anche molto tecniche ma la prima che viene in mente a me ogni volta in cui qualcuno mi chiede perchè io mi opponga al CETA, quella data con la pancia e non con lo studio dei testi, è che chiunque abbia un’idea del commercio sostenibile, equo, rispettoso dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, dei diritti umani, dei beni comuni, deve dire NO al CETA,

Un NO potente.

Un NO di gente stanca di un mondo che abbatte le barriere per merci e capitali ed alza, inesorabilmente, invalicabilmente, quelle per la libera circolazione delle persone.

Per Commissione Europea e BCE la nostra piena occupazione sarebbe una catastrofe...

Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2019

Qualunque notizia secondo cui il governo italiano (qualunque esso sia, non mi sto riferendo nello specifico a quello attuale, anche se è compreso in questo discorso) sta facendo qualcosa per diminuire la disoccupazione è tanto vero quanto che gli asini volano.

Rimando i miei lettori più attenti al video "Perché sei povero? (Byoblu)", nonché ai numerosi video di Mauro Scardovelli pubblicati su UniAleph in cui lui spiega come funziona la nostra economia.

Qui mi limito a riportare per intero un articolo di Guido Salerno Aletta, pubblicato su MilanoFinanza del 1 dicembre 2018 (fonte), che spiega chiaramente che «La Commissione europea sostiene che, per non avere pressioni inflazionistiche sul versante dei salari, e quindi per mantenere la stabilità monetaria, la disoccupazione italiana non deve scendere sotto il 9,1%».

Smettiamola di raccontarci balle. Ricordo che la Commissione Europea ha il potere di sanzionare gli stati membri inadempienti nell'attuazione delle sue decisioni e per i ritardi nell'approvazione di leggi in recepimento di direttive comunitarie... mentre il Parlamento Europeo (che sarebbe democratico nel senso di eletto dai cittadini) non conta nulla perché non ha il potere di iniziativa legislativa.

Quindi: viviamo in un’Unione Europea dove la priorità non è che i cittadini abbiano l'occorrente per vivere quantomeno dignitosamente (anzi, più siamo poveri e meglio è per l'oligarchia al comando), ma che l’inflazione non rischi di salire troppo. Non faccio ulteriori commenti: buona lettura e buoni approfondimenti.

NOTA: i grassetti, i corsivi e i sottolineati nell'articolo seguente li ho aggiunti io.

Francesco Galgani,
17 luglio 2019

Per strade diverse

Fed-Bce / Le due banche centrali mai così distanti. Quella Usa ha raggiunto gli obiettivi: la disoccupazione è ai minimi da mezzo secolo e l’inflazione è vicina al 2%. Per quella europea invece troppi occupati rappresentano un rischio perché fanno salire il caro-vita

di Guido Salerno Aletta
(link all'articolo originale)

Sapere di non sapere, sapere di mentire: la scienza delle bugie

Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2019

Giardino Fratelli Tremante (Verona)(La foto qui a destra è stata scattata a Verona, fonte)

Nel mio precedente articolo di un paio di anni fa, intitolato "Alla ricerca della scienza..." (che invito caldamente a rileggere per meglio comprendere quanto segue), avevo attentamente argomentato serissimi dubbi sulla credibilità delle ricerche scientifiche pubblicate su note riviste accreditate e universalmente accettate come "fonti ufficiali" in ambito accademico, in ambito medico e persino in ambito mediatico (in quest'ultimo caso, per lo più quando si vuole dimostrare la bontà o falsità di certe questioni su cui l'agenda setting ha spostato il suo occhio distrattore e disinformatore, come nel caso dei bontà dei vaccini, della salubrità del 5G, della purezza del glifosato, della sostenibilità ambientale del nucleare, dell'azione curativa del fumo (qui uno spot degli anni '60), della necessità di mangiare carne, del fatto che le specie si siano evolute come ha detto Darwin, del fatto che l'uomo è andato sulla Luna, del fatto che lo zucchero raffinato fa bene al cervello (qui uno spot del 1986), ecc., giusto per citare questioni vecchie e nuove di falsificazioni evidenti, probabili o almeno discutibili). Alcune questioni di quelle che ho citato potrebbero far ridere (guardatevi i link)... ma mentre su alcune questioni almeno l'immaginario comune ha abbastanza compreso la bugia (ad es. ormai più o meno è accettato che fumare fa male), su tutte le altre questioni che ho citato e linkato ancora sussistono forti resistente anche solo a intavolare una serena e seria discussione. Bugie su bugie ripetute all'infinito, accettate come verità sacrosanta.

Povera scienza... usata, abusata e rigirata per ogni interesse di parte, soprattutto quando c'è l'appoggio economico di chi vuol dimostrare che la propria verità è più vera della verità altrui. Infatti... nel tempo dell'Inganno Universale tutto è concesso.

Ma insomma... la scienza non può aiutarci a fare chiarezza, non possiamo usarla come punto di riferimento? Dipende... senza nulla togliere a chi fa scienza onestamente, districarsi in un ginepraio di bugie, però, non è certo agevole. Se valutassimo con attenzione il caso Wakefield (giusto per fare un altro esempio), facendo luce su tutte le bugie, gli occultamenti e i depistaggi di cui la "scienza ufficiale" si è resa complice, è difficile considerare i risultati scientifici come una guida... o per lo meno considerare le "fonti ufficiali" attendibili a prescindere da un'attenta analisi del contenuto delle ricerche, visto che la peer-review universalmente accettata dalle riviste scientifiche sembra facilmente influenzabile dagli interessi (economici) di parte.

A questo punto qualcuno potrebbe considerarmi un fanatico o un esaltato, un complottista o un catastrofista. Beh, allora sarei in buona compagnia, a cominciare dal dottor Richard Horton, capo-redattore della rivista scientifica «Lancet»:

Il direttore di “The Lancet”, dottor Richard Horton definisce queste pratiche riciclaggio di informazioni sporche.

Ecco come funziona.

Una società farmaceutica patrocina un convegno scientifico. Alcuni relatori sono invitati a parlare di un prodotto in cambio di un profumato ingaggio (di solito diverse migliaia di sterline).

Vengono scelti in base alle loro già note opinioni su un farmaco, oppure si sa che tendono ad accontentare le esigenze della società che li paga.

Si svolge il convegno e il relatore presenta il discorso. Una società di comunicazione specializzata registra la conferenza e la converte in un articolo per la pubblicazione, di solito nell’ambito di una raccolta di paper scaturiti dal simposio. Questa raccolta viene poi offerta ad una casa editrice specializzata per una cifra che può raggiungere le centinaia di migliaia di sterline.

La casa editrice cerca infine una rivista autorevole per pubblicarvi i paper basati sul simposio, in genere come supplemento alla rivista.

Il punto fondamentale è che, su un mucchio di giornali che si atteggiano a riviste scientifiche manca del tutto la revisione paritaria. Quel procedimento per cui altri scienziati competenti nel campo assicurano che il lavoro scientifico sia il più possibile immune da pregiudizi e distorsioni è, in altre parole inesistente.

Il processo di pubblicazione è stato ridotto a un’operazione di marketing travestita da scienza legittima – afferma Horton. Le società farmaceutiche hanno trovato il modo di eludere le norme di controllo della revisione paritaria. In troppi casi riescono a seminare letteratura settoriale di lavori scientifici di bassa qualità che possono poi usare per promuovere i loro prodotti presso i medici.

Le case farmaceutiche ci stanno imbrogliando – dichiara Smith. Ci arrivano articoli con su i nomi dei medici e spesso scopriamo che alcuni di loro sanno poco o niente di quanto hanno scritto. Quando ce ne accorgiamo respingiamo il documento, ma è molto difficile. In un certo senso l’abbiamo voluto noi insistendo e ottenendo che si debba rendere esplicito ogni coinvolgimento di società farmaceutiche. Non hanno fatto altro che trovare il modo di aggirare l’ostacolo e agire di nascosto.

Pratiche simili sono ampiamente dimostrate. Si stima che quasi la metà di tutti gli articoli pubblicati sulle riviste siano stati scritti da ghostwriter.

Questa scienza passa a ogni livello di divulgazione, interpretata in ciascuna circostanza da persone che non hanno alcun incentivo a mettere in discussione la scoperta delle case farmaceutiche. D’altronde è con i soldi di queste ultime che a tutti gli effetti si pagano gli stipendi di chi scrive per i professionisti del settore, perché comprano gli spazi pubblicitari su cui si leggono tutte le pubblicazioni, sia online sia su carta. L’informazione sugli studi clinici e sui convegni scientifici è influenzata in ogni angolo dall’idea generale che è meglio non sputare nel piatto in cui si mangia.

(fonte: "Big Pharma domina la ricerca")

Per l'appunto, è notizia di questi giorni che, secondo la Procura di Milano, «sulle 32 analizzate, 25 pubblicazioni scientifiche sono risultate oggetto di manipolazione» (fonte "Il fatto quotidiano", notizia ripresa e analizzata anche in "Dalla Scienza delle Evidenze alla Scienza delle Convenienze").

Socrate è passato alla storia perché sapeva di non sapere... e una parte della scienza attuale sta dimostrando di sapere di mentire... a questo punto, secondo me, prendendo esempio proprio da Socrate, va rifiutata qualsiasi accettazione passiva di "verità" ufficiali, cominciando a dar credito solo a chi fornisce un criterio di falsificabilità e ripetibilità delle proprie ricerche. In altre parole, se una data informazione non può essere oggetto di confutazione e se dubbi legittimi non possono essere sollevati (dal darwinismo precedentemente citato alla necessità e sicurezza dei vaccini, giusto per fare due esempi), allora il sospetto di mancanza di onestà, per non dire malafede, è legittimo.

Per meglio chiarire cosa intendo con il fatto di fornire la possibilità di confutare le proprie tesi, un esempio storico ci è fornito da Darwin stesso, il quale scrisse: «Se potesse dimostrarsi che esista un organo complesso, il quale non possa essere stato prodotto con molte modificazioni successive e piccole, la mia teoria sarebbe assolutamente rovesciata. [...]» (fonte: "Sulla origine delle specie per elezione naturale ovvero conservazione delle razze perfezionate nella lotta per l'esistenza", di Charles Darwin, 1875, pag. 158, cap. IV "Difficoltà della teoria", sez. "Mezzi di transizione", link a questa citazione, link all'intero libro). Ecco, questo è un esempio di onestà, perché Darwin non dice "io ho la verità", ma, anzi, ci dà un criterio per poter confutare la sua teoria. Peccato che, quand'ero all'università come studente, una mia docente di scienze neurobiologiche affermò in maniera categorica che la teoria neo-darwiniana dell'evoluzione della specie è un "fatto", nel senso che non potevamo discuterla: questo tipo di atteggiamento è un'offesa per la scienza, oltreché per l'intelligenza.

Francesco Galgani,
16 luglio 2019

Prima e dopo le elezioni: uno sguardo complessivo al mondo, all'Europa, all'Italia

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2019

Domani ci saranno le elezioni per il Parlamento Europeo, che allo stato attuale NON ha potere legislativo (e, per esteso, potere). Il Parlamento Europeo, infatti, non detiene il potere d’iniziativa legislativa, ad oggi solamente nelle mani della Commissione Europea (che non è eletta dai cittadini, ma composta di Commissari inviati dagli Stati membri dell'Unione). Il Trattato di Maastricht concede solo al Parlamento di chiedere alla Commissione di presentare una proposta.

Le questioni più importanti per i cittadini, quelle per le quali sono state anche fatte ampie raccolte di firme per indirizzare le opinioni dei nostri rappresentanti europei, NON SONO NEANCHE STATE DISCUSSE dal Parlamento Europeo in sede di ratifica (per esempio, contro la direttiva sul copyright, approvata a fine marzo 2019, sono state raccolte 5 milioni di firme, ma il Parlamento Europeo l'ha approvata senza neanche discuterla).

Detto ciò, mi chiedo cosa significhi "votare". Ma, ancor di più, mi chiedo quanta consapevolezza ci sia della situazione globale, europea e italiana. A tal proposito, segnalo i video seguenti.

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
25 maggio 2019

Perché vogliono liquidare lo stato nazionale
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=9cl_woDc-L4

DOWNLOAD MP4

La quarta guerra mondiale
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=xHFml8Z8-TM

DOWNLOAD MP4

Loro ricordano, noi no
fonte: https://www.youtube.com/watch?v=SljX5tZuA3A

DOWNLOAD MP4

Segnalazioni di contro-informazione

Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2018

A volte sento il dovere morale di usare il mio blog per scrivere articoli di vera informazione, che vadano a scavare in tutto ciò che il mainstream cerca in tutti i modi di occultare o di pervertire, propinando il falso come fosse la più santa delle verità. Ma non ce la faccio, non mi posso occupare di tutto. Ho già scritto molti articoli-denuncia e inni al cambiamento. Stavolta mi limito soltanto a segnalare alcune questioni già accuratamente approfondite da altri, i miei lettori più curiosi potranno approfondire:

  • Come le idee di Charles Darwin siano state usate a giustificazione e fondamento ideologico dell'attuale neoliberismo criminale, giustificando anche le forme di nazismo tedesco (quello conosciuto) e britannico/americano (meno noto). Nel video viene spiegato perché il darwinismo prima, e il neo-darwinismo poi, non sia in realtà così scientifico e "certo" come ci è stato insegnato, anzi. Link al video: "Cose che non vi raccontano di Charles Darwin". A proposito del concetto di scientificità, ricordo ancora una volta il mio articolo: "Alla ricerca della scienza...".
  • L'attuale governo, che si propugna come tanto rivoluzionario e dalla parte dei cittadini, ha già stipulato e sta continuando a stipulare accordi commerciali assai lesivi dei nostri interessi comuni... o almeno così penso, ovviamente posso sbagliarmi, è sempre meglio avere il beneficio del dubbio. Mi riferisco ad accordi commerciali in stile TTIP per i quali tanti cittadini europei (tra cui io) a suo tempo sono scesi in piazza a protestare, affrontando anche lunghi viaggi (ricordo, quando eravamo a Roma, persone provenienti da tutta Italia). Il nocciolo della questione è che questi accordi di "liberalizzazione" servono a "liberare" le multinazionali dai vincoli del diritto vigente negli stati (a cominciare dal diritto alla salute e alla tutela dei lavoratori), allo scopo di invadere i mercati di prodotti a basso costo (tali da distruggere ulteriormente le economie locali già devastate) e senza controlli. Con questi accordi i governi (che stanno dimostrando di essere tanto neo-liberisti quanto gli altri) possono anche essere chiamati in causa delle multinazionali nel caso in cui emanino qualsiasi legge o provvedimento contro i loro porci interessi. In pratica questi accordi autorizzano e legalizzano una rapina a mano armata dei nostri diritti alla vita. Questo è ciò che ho capito io, ovviamente posso sbagliarmi. Per chi vuole approfondire, segnalo: "I (brutti) fratelli del CETA: conoscerli per evitarli", oltre a una lunga e dettagliata relazione su queste questioni: "Dalle dichiarazioni ai fatti: perché dobbiamo fermare il CETA e tutti i suoi (brutti) fratelli". Onestamente mi sembra che siamo a livello non sono di tradimento della patria in senso generico, ma anche di tradimento effettivo di ciascuno di noi: questo è il neo-liberismo, che dove vige fa solo danni, spesso irreversibili.

A proposito di tradimenti, cerchiamo di non tradire noi stessi, anche se ci trovassimo nella situazione più disperata: collaborare è meglio che rinunciare. Ciascuno di noi può dare il suo contributo per un mondo migliore, per la pace, per vivere bene. Anche una persona povera e affamata può farlo. Abbiamo grandi urgenze da affrontare insieme. Per chi ancora non l'ha letto, segnalo il mio "Manifesto dell'ultima lotta".

Francesco Galgani,
29 novembre 2018

Prima di parlare di IMMIGRAZIONE, ascoltiamo cosa stiamo facendo all'Africa

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2018

Nel video seguente (tratto da ByoBlu, licenza Creative Commons) parla Mohamed Konarè, leader del movimento panafricanista.

Ascoltiamolo.

Prima di parlare di immigrazione, di politiche migratorie, di razzismo, di lavoro, o di una qualsiasi questione legata all'immigrazione, per favore ascoltiamolo.

Grazie.

DOWNLOAD MP4

Restiamo uniti nella democrazia contro le oligarchie (di Giulio Ripa)

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2018

Autore: Giulio Ripa
Fonte dell'articolo seguente: https://sites.google.com/site/archiviodigiulioripa/home/oligarchia
Licenza: Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale

RESTIAMO UNITI NELLA DEMOCRAZIA CONTRO LE OLIGARCHIE

L'oligarchia (dal greco oligoi=pochi e archè=potere, comando; cioè "potere di pochi") è un sistema di governo in cui il potere è detenuto da un gruppo ristretto di persone tendenzialmente chiuso, organizzato, omogeneo, coeso, che lo esercita nel proprio interesse particolare.

Si può parlare ad esempio di oligarchie economiche, finanziarie, burocratiche, militari, ecc.

Nel sistema economico capitalistico si accumulano risorse economiche presso centri di potere oligarchici, che esercitano un ruolo assai importante nell'influenzare la gestione della cosa pubblica.

Spesso queste oligarchie esplicano un effetto asfittico nei confronti del potenziale imprenditoriale degli artigiani e della piccola e media impresa.

I membri della classe politica nascondono il fatto che vi sia una oligarchia al potere, una minoranza organizzata che inevitabilmente si concentra nelle mani di un gruppo ristretto di persone, fondato sempre sulla dicotomia pochi-molti: pochi esercitano il potere, molti lo subiscono.

Il punto di forza delle oligarchie è nell'atomizzazione della massa, confusa, dispersa e incapace di organizzarsi.

"Dīvĭdĕ et ĭmpĕrā (letteralmente «dividi e comanda») è una locuzione latina secondo cui il migliore espediente di una tirannide o di un'autorità qualsiasi per controllare e governare un popolo è dividerlo, provocando rivalità e fomentando discordie.

Youtube e Facebook = Censura legale e inappellabile

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2018

Io sono tra quei 25000 cittadini che a luglio 2018 hanno protestato contro la legge bavaglio sul web, che fu bocciata dal Parlamento Europeo e che poi, pochi giorni fa, è stata ripresentata e stavolta approvata.

Nel video seguente, il blogger Claudio Messora, con una prospettiva ampia e argomentata, fa il punto della situazione del perché la legge bavaglio sul web, approvata dal Parlamento Europeo il 12 settembre 2018, di fatto va ad istituire una censura legale e inappellabile dell'informazione libera su Internet.

Molto presto si creerà “uno scenario da Grande Fratello di Orwell” perché “i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori”. Comunque, i miei lettori sanno che già anni fa avevo denunciato che Facebook e Google si comportano come censori antidemocratici: da adesso in poi, tale danno all'intera società è legittimato come un diritto... sì, il diritto di censurare ogni voce contraria al sistema criminale neoliberista in cui siamo inseriti.

La propaganda di idee e notizie false, funzionali al perseguimento di interessi privati o di lobby economico finanziarie, è un grave attentato al diritto-libertà di retta informazione, un crimine (solitamente e quotidianamente perseguito da tv e giornali, pur con qualche eccezione) che invalida le fondamenta della democrazia costituzionale... ed è esattamente il tipo di crimine che il Parlamento Europeo ha deciso di proteggere e istituzionalizzare... incentivando (se non addirittura obbligando) la censura preventiva di tutti i contenuti "scomodi", ovvero al di fuori del mainstream. Ne segue che il Parlamento Europeo attuale è espressione dei grandi potentati, e non dei cittadini. Il prossimo anno ci saranno le elezioni europee (23-26 maggio 2019): magari ricordiamoci questi fatti. Grazie.

Sito di riferimento di ByoBlu (i contenuti sono con licenza Creative Commons): https://www.byoblu.com/

Fonte del video seguente: https://www.youtube.com/watch?v=qXEwTTMYYQ0

DOWNLOAD MP4

Sull'orlo della tomba di Internet: tassazione sui link e censura preventiva

Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2018

Fonte (Byoblu, 21 giugno 2018, licenza Creative Commons BY-NC-ND 2.5 IT):
https://www.byoblu.com/2018/06/21/sullorlo-della-tomba-di-internet-controrassegna-blu-18/

Sotto il video c'è la trascrizione

DOWNLOAD MP4

FIRMA ANCHE TU PER CHIEDERE AI PARLAMENTARI EUROPEI DI NON RATIFICARE LA DIRETTIVA SUL COPYRIGHT CHE DISTRUGGERÀ LA RETE: https://www.byoblu.com/firma-per-evitare-la-distruzione-di-internet/

SCARICA QUESTA CONTRORASSEGNA E RICARICALA SUI TUOI SOCIAL OPPURE INVIALA VIA WHATSAPP A TUTTI I TUOI AMICI. PUOI SCEGLIERE TRA LA VERSIONE HD O QUELLE IN BASSA RISOLUZIONE, ADATTE AL TUO SMARTPHONE: https://www.byoblu.com/preleva-e-diffondi-la-controrassegna-blu/

Mancano 13 giorni alla distruzione della rete per come la conosciamo. Firma adesso …o mai più!

Sta succedendo qualcosa, qualcosa che forse non tutti sanno, e non lo sanno perché quelli che dovrebbero informarli sono interessati a mantenere un basso profilo. Qualcosa riguarda internet e le nostre libertà. Siamo ormai abituati agli attacchi alla rete che arrivano dal nostro Parlamento, il Parlamento italiano, ma questo viene da molto, molto più in alto. Per la precisione, dal Parlamento europeo.

Facebook = Stato d'animo controllato (documentario sui Big Data)

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2018

Siamo spiati e manipolati dalla Rete, siamo merce di scambio per campagne elettorali o bersagli se cerchiamo di scoprire i segreti di chi la usa per gli affari più sporchi, dallo scandalo di Cambridge Analytica agli omicidi mirati dei giornalisti che indagano sui paradisi fiscali. I social network ci stanno rubando la vita?

Il documentario seguente, che inquadra lo scandalo di Facebook nel contesto più ampio e pericoloso dei Big Data, è presentato da Andrea Purgatori  ed è stato trasmesso su La7 mercoledì 28 marzo 2018,
fonte: http://www.la7.it/atlantide/rivedila7/atlantide-con-andrea-purgatori-data-killer-28-03-2018-237788

DOWNLOAD MP4


«Abbiamo la responsabilità di proteggere i tuoi dati, e se non ci riusciamo, non meritiamo di servirti.»
(Mark Zuckerberg, marzo 2018, fonte)

E' molto interessante questo uso delle parole: "non meritiamo di servirti", come se fosse Facebook a servire gli utenti e non il contrario, come in realtà avviene. Sono infatti gli utenti a "prostituirsi" a Facebook, che sa tutto di tutti, mentre quasi nessuno sa anche una minima cosa su Facebook.

A tal proposito, si veda il mio precedente articolo:
Facebook: scandalo elezioni americane spiegato bene e uno sguardo d'insieme

Con l'equazione "Facebook = Stato d'animo controllato", mi riferisco sia al controllo della vita privata, dei pensieri e delle emozioni di ogni persona inteso come loro registrazione meticolosa (più maniacale di quella che attuerebbe la peggiore personalità ossessivo-compulsiva di questo mondo...), sia come capacità di indurre pensieri, emozioni e comportamenti (nel senso più malevolo che ciò comporta).

Riporto qui di seguito un articolo di Antonio Dini, del Sole 24 Ore del 28 marzo 2018, che dà un'idea abbastanza precisa, seppur parziale, di cosa stanno facendo Facebook e Google... a proposito dei dati raccolti su ogni singola persona.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-03-28/dentro-mio-profilo-facebook-tutto-quel-che-zuckerberg-conosce-me--170457.shtml

Ho chiuso Facebook: ecco cosa Zuckerberg continua a sapere di me

di Antonio Dini 29 marzo 2018

A dieci anni (quasi) esatti da quando ho aperto il mio profilo su Facebook, e nel pieno dello scandalo Cambridge Analytica che sta icrinando la figura di Mark Zuckerberg e facendo tentennare il titolo della sua azienda in Borsa, ho deciso di mettere in sonno il mio account. Ma prima di sospenderlo a tempo indeterminato, ho scaricato tutti i dati di cui il social network è in possesso. È stato come aprire il vaso di Pandora.

Pagine

Abbonamento a Politica ed economia