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Politica ed economia

NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza

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STOP CETA - 5 luglio 2017, Montecitorio, Roma

Ultimi aggiornamenti: https://stop-ttip-italia.net/

Aggiornamento 27 giugno 2017: Pd e MDP (di nuovo assente) votano sì al CETA con Forza Italia… e contro l’Italia

Aggiornamento 22 giugno 2017: Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27 giugno 2017. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 giugno 2017 alle 10 al Pantheon: ci sarà un presidio fisso organizzato insieme a Coldiretti, CGIL, Slowfood, Arci e altre realtà. Mercoledì 5 luglio 2017 invece ci sarà un nuovo presidio-manifestazione proprio sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, dalle 10:00.
Sito di riferimento: https://stop-ttip-italia.net/

Sullo stesso argomento:

L'articolo che segue è a firma di Elena Mazzoni e pubblicato il 23 giugno 2017 all'indirizzo:
http://www.listatsipras.eu/2017/06/23/mobilitiamoci-contro-il-ceta/

NO CETA - Manifestazione contro la ratifica

Mobilitiamoci contro il CETA

L’imponente mobilitazione organizzata dalla Campagna StopTTIP-StopCETA Italia, le migliaia di lettere, tweet e dossier inviati ai senatori e al Presidente stesso dai cittadini, sono riuscite nell’impresa titanica di far slittare il voto della Commissione Affari Esteri a martedì 27 e quello in plenaria a mercoledì 28.

Il successo maggiore però non consiste nello slittamento del voto ma nell’aver costretto il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, a tenere audizioni e ad aprire una discussione, pur se di due soli giorni, su un tema tanto delicato ed altrettanto taciuto.

Un vero e proprio esempio di politica dal basso che ha infiammato gli animi e spinto Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slowfood e tutte le organizzazioni che sostengono la Campagna italiana, ad organizzare due momenti di intensa partecipazione in piazza a Roma, martedì 27 al Pantheon alle 10:00 e mercoledì 5 luglio, sempre alle 10:00, proprio in piazza Montecitorio

https://stop-ttip-italia.net/2017/06/22/ceta-ratifica-piazza-333/.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa non ci piaccia del CETA con il simpatico Canada del bel premier Trudaeu.

I motivi sono tanti e potete trovarli riassunti nel libro bianco sottoscritto con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Arci, Acli, Legambiente Fairwatch e tre associazioni di consumatori e nei due dossier tecnici  che la campagna italiana ha presentato in audizione in Senato.

Trudaeu non è il fascinoso vessillo dell’ambiente da sventolare per scacciare lo spauracchio arancione di Trump perchè, con le politiche attuali, il paese nord americano non manterrà i propri impegni nel controllo delle emissioni, elargendo 3,3 miliardi di dollari l’anno di sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose   http://climateactiontracker.org/countries/canada.html.

Una recente ispezione effettuata nelle zone di estrazione mineraria canadesi dall’OHCHR dell’ONU ha riscontrato delle violazioni dei diritti umani ed esortato le autorità canadesi a “integrare i diritti delle popolazioni indigene nelle loro politiche e nelle pratiche che disciplinano lo sfruttamento delle risorse naturali”. La delegazione ha inoltre sottolineato “la necessità per il governo di rafforzare l’accesso agli strumenti legali di ricorso per le vittime di abusi di diritto”.

Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti.

Non proprio in linea con la narrazione mainstream del paese dello sciroppo d’acero.

Le risposte sono quindi molteplici ed anche molto tecniche ma la prima che viene in mente a me ogni volta in cui qualcuno mi chiede perchè io mi opponga al CETA, quella data con la pancia e non con lo studio dei testi, è che chiunque abbia un’idea del commercio sostenibile, equo, rispettoso dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, dei diritti umani, dei beni comuni, deve dire NO al CETA,

Un NO potente.

Un NO di gente stanca di un mondo che abbatte le barriere per merci e capitali ed alza, inesorabilmente, invalicabilmente, quelle per la libera circolazione delle persone.

Il muro digitale: AI diverse per Oriente e Occidente

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La frattura digitale dell’AI è già realtà

Aggiornamento: 30 aprile 2026. I dati disponibili per i primi mesi del 2026 mostrano una separazione sempre più netta tra mercati in cui dominano assistenti sviluppati da aziende statunitensi — come Stati Uniti, Giappone e India — e mercati in cui stanno prevalendo piattaforme nazionali, soprattutto Cina e Russia.

Non è una frattura puramente geografica: riguarda lingua, regolazione, distribuzione, sistemi operativi, app store, pagamenti e fiducia politica. ChatGPT resta il riferimento più riconoscibile a livello globale, ma in Cina e Russia il baricentro si è spostato verso servizi domestici (cioè sviluppati internamente) come Doubao, Alisa AI, Qwen, DeepSeek e GigaChat.

DeepSeek è il caso anomalo: è l’unico grande chatbot cinese diventato familiare anche in Occidente dopo l’enorme copertura mediatica del 2025. Tuttavia, la sua notorietà non coincide necessariamente con una quota d’uso elevata negli Stati Uniti, dove alcune rilevazioni lo collocano ormai su numeri marginali.


Classifiche nazionali aggiornate

🇺🇸 Stati Uniti

Secondo dati Apptopia citati da OfficeChai, a marzo 2026 ChatGPT era al 38,7% dei DAU nelle app AI negli Stati Uniti, seguito da Gemini intorno al 25%, Grok al 13,5% e Claude al 10%. A gennaio 2026, la stessa fonte collocava ChatGPT al 45,3%, Gemini al 25,1% e Grok al 15,2%. Il dato suggerisce una leadership ancora forte, ma meno incontrastata rispetto al 2024-2025.

🇷🇺 Russia

Le quote russe variano molto in base alla fonte. Mediascope, a ottobre 2025, riportava Alisa AI al 14,3%, DeepSeek al 9,4%, GigaChat al 4% e ChatGPT al 3,5%. Dati più recenti di Билайн.аналитики, riferiti al primo trimestre 2026, collocano invece Alisa AI al 67%, DeepSeek al 29% e ChatGPT al 7%. La differenza tra le fonti segnala un mercato in rapido movimento e probabilmente sensibile al metodo di misurazione.

🇨🇳 Cina

Secondo QuestMobile, nel primo trimestre 2026 la classifica per utenti attivi mensili vedeva Doubao in testa con 345 milioni di MAU, seguito da Qianwen/Qwen con 166 milioni e DeepSeek con 127 milioni. MoonFox, usando una diversa lettura del mercato, indica che Doubao, Yuanbao, Qwen e DeepSeek insieme superano il 70% del mercato cinese dei chatbot AI.

🇯🇵 Giappone

Secondo Statcounter, nel mercato mobile giapponese dei chatbot AI, ChatGPT mantiene una quota nettamente maggioritaria, seguito da Gemini, Copilot, Perplexity e Claude. Un sondaggio MMD Labo pubblicato a fine 2025 indicava inoltre che l’80,6% degli intervistati aveva usato ChatGPT, il 50,8% Gemini e il 39,1% Copilot. I due dati non sono direttamente confrontabili: Statcounter misura quote d’uso, mentre il sondaggio misura esperienza dichiarata dagli utenti.

🇮🇳 India

In India, dati Sensor Tower ripresi da Digit e Reuters attribuivano a ChatGPT circa 73 milioni di utenti attivi giornalieri, contro circa 17 milioni per Gemini. In questo mercato, ChatGPT supera l’80% se si considera il confronto diretto tra ChatGPT e Gemini sulla somma dei rispettivi DAU.


Il paradosso della conoscenza reciproca

Gli assistenti occidentali sono noti quasi ovunque, anche dove il loro utilizzo è limitato o mediato da restrizioni. Il percorso inverso è molto più debole: Doubao, pur avendo centinaia di milioni di utenti in Cina, resta quasi sconosciuto al pubblico europeo e americano. DeepSeek è l’eccezione: non perché domini l’uso occidentale, ma perché è riuscito a entrare nell’immaginario globale come simbolo della nuova competizione AI cinese.


Panoramica dei principali chatbot consumer

I prezzi sotto sono indicativi e possono cambiare per Paese, tasse, app store, promozioni e piani aziendali. Dove non esiste un listino internazionale chiaro, indico l’accesso come “variabile” anziché stimare importi non verificabili.

Servizio Paese / ecosistema Accesso consumer indicativo Nota
ChatGPT USA / OpenAI Free; Go da 8 USD/mese; Plus da 20 USD/mese; Pro da 100-200 USD/mese Prezzi localizzati in alcuni mercati. Fonte: OpenAI e OpenAI Help.
Gemini USA / Google Free; Google AI Plus, Pro e Ultra con prezzi localizzati Google AI Pro è indicato a 19,99 USD/mese negli USA; in altri mercati i prezzi cambiano. Fonte: Google Gemini.
Grok USA / xAI e X Free; SuperGrok su grok.com; accesso anche tramite X Premium+ X Premium+ parte da 40 USD/mese sul web negli USA. Fonte: X Help.
Microsoft Copilot USA / Microsoft Free; funzioni avanzate nei piani Microsoft 365 Microsoft 365 Premium è indicato a 19,99 USD/mese negli USA. Fonte: Microsoft.
DeepSeek Cina / DeepSeek Accesso web gratuito; API separata a pagamento Fonte: DeepSeek.
Qwen / Qianwen Cina / Alibaba Qwen Chat gratuito; API e servizi cloud separati Fonte: Qwen.
ERNIE Bot / Wenxin Yiyan Cina / Baidu Accesso pubblico gratuito; API separata a pagamento Baidu ha reso ERNIE Bot gratuito per il pubblico con il lancio di ERNIE 4.5 e X1. Fonte: Baidu / PR Newswire.
Alisa AI Russia / Yandex Free; funzioni avanzate dentro l’ecosistema Yandex Servizio fortemente integrato con prodotti Yandex e mercato russo.
GigaChat Russia / Sber Accesso consumer e business variabile Rilevante soprattutto nel mercato russo.
Doubao Cina / ByteDance Accesso consumer gratuito o freemium; piani e limiti variabili È tra le piattaforme più usate in Cina, ma resta poco conosciuta fuori dal mercato cinese.

Gratis in Asia, premium in Occidente?

La distinzione non è “Asia gratis, Occidente a pagamento”: anche ChatGPT, Gemini, Copilot e Grok hanno piani gratuiti. La differenza più interessante è un’altra. In Cina, diversi attori nazionali hanno scelto di offrire gratuitamente al pubblico modelli molto competitivi — DeepSeek, Qwen ed ERNIE Bot — per accelerare l’adozione, rafforzare i propri ecosistemi e conquistare dati, abitudini e distribuzione.

Non ci sono prove sufficienti per dire che questi servizi siano sostenuti da finanziamenti statali diretti nella loro offerta consumer. È più prudente parlare di strategia industriale e di piattaforma: accesso gratuito o a basso costo per aumentare rapidamente la base utenti, ridurre la dipendenza da strumenti stranieri e consolidare campioni nazionali.

In Occidente, invece, la fascia davvero avanzata tende più spesso a essere monetizzata tramite abbonamenti premium: ChatGPT Pro, Google AI Ultra, Microsoft 365 Premium, SuperGrok o piani business. Il risultato pratico è una frammentazione: molti utenti possono provare l’AI gratuitamente, ma le capacità più potenti, stabili o integrate restano spesso dietro un paywall.


IA e modelli valoriali: non è solo speculazione

Le IA generative non sono neutre. Un LLM, cioè un “large language model” o modello linguistico di grandi dimensioni, apprende schemi statistici da enormi quantità di testi, poi viene ulteriormente adattato tramite processi di addestramento, valutazione e controllo. Questi processi possono incorporare preferenze culturali, norme sociali, vincoli legali e scelte commerciali.

Questo non significa che esista un unico “modello valoriale occidentale” contrapposto a un unico “modello valoriale orientale”. Sarebbe una semplificazione eccessiva. Però alcuni studi mostrano differenze misurabili tra modelli sviluppati in contesti diversi.

  • Uno studio pubblicato su PNAS Nexus confronta ChatGPT, sviluppato negli Stati Uniti, ed ErnieBot, sviluppato in Cina, e conclude che i modelli riflettono tendenze culturali compatibili con i rispettivi contesti di addestramento: norme, valori e stili cognitivi non sono identici.
  • Il benchmark LLM-GLOBE confronta modelli statunitensi e cinesi su dimensioni culturali e mostra differenze sistematiche nelle risposte generate.
  • Uno studio su Chinese censorship bias mostra che i modelli possono rispondere in modo diverso a prompt semanticamente equivalenti scritti in cinese semplificato e tradizionale, suggerendo che lingua, dati e contesto informativo influenzano gli output.
  • Un’analisi basata sui valori di Schwartz — una classificazione psicologica dei valori umani, come benevolenza, universalismo, potere e successo — confronta Gemini, ChatGPT e DeepSeek, trovando differenze tra i modelli pur dentro una tendenza generale a risposte prosociali.

In Cina, inoltre, la differenza non è solo culturale ma anche normativa: le regole sui servizi di AI generativa richiedono che i sistemi rispettino i “valori socialisti fondamentali” e non producano contenuti considerati dannosi per sicurezza nazionale, stabilità sociale o autorità dello Stato. Fonte: traduzione delle Interim Measures for Generative AI Services.

AI alignment significa tentare di far sì che un sistema di AI si comporti in modo coerente con obiettivi, regole e valori desiderati da chi lo sviluppa o lo governa. Non coincide solo con il fine-tuning, cioè l’addestramento aggiuntivo di un modello già esistente su dati più specifici. L’allineamento include anche istruzioni, valutazioni, test di sicurezza, feedback umano, filtri, policy, red teaming e vincoli legali.

La frattura digitale, quindi, non divide solo mercati e lingue. Può anche produrre assistenti che danno priorità a sensibilità diverse su temi come libertà di espressione, autorità, conflitto, armonia sociale, individualismo, responsabilità collettiva e memoria storica. Non è una prova di due civiltà tecnologiche incompatibili, ma è un segnale concreto che l’AI consumer sta diventando anche un’infrastruttura culturale.


Glossario rapido

  • DAU: utenti attivi giornalieri.
  • MAU: utenti attivi mensili.
  • Q1: primo trimestre dell’anno, da gennaio a marzo.
  • LLM: modello linguistico di grandi dimensioni, cioè il tipo di modello alla base di chatbot come ChatGPT, Gemini, Claude, Qwen o DeepSeek.
  • Fine-tuning: addestramento aggiuntivo di un modello su dati o compiti specifici.
  • AI alignment: insieme di tecniche e decisioni per far sì che un sistema AI segua obiettivi, regole e valori desiderati.
  • API: interfaccia usata dagli sviluppatori per integrare un modello AI dentro app, siti o servizi esterni.

Per approfondire

Il morso proibito: tecnologia, potere e il sonno della coscienza

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“Basta un solo assaggio della mela stregata e gli occhi della vittima si chiuderanno per sempre... in un Sonno Mortale.”

La fiaba di Biancaneve non è mai stata tanto politica quanto oggi. La mela avvelenata che la Regina offre alla fanciulla non è una semplice minaccia fiabesca: è il simbolo perfetto di una promessa di dolcezza che cela un progetto di dominio. E se quell’oggetto rosso e lucido, desiderabile, apparentemente benefico, somigliasse terribilmente all’Intelligenza Artificiale che ci viene ogni giorno offerta come l’elisir del progresso?

Lo strumento degli eletti

La prima grande illusione da smantellare è l’equazione tecnologia-felicità. Nessun algoritmo, per quanto raffinato, ha mai generato un granello di senso della vita. La tecnologia non è l’amica gentile che ci semplifica l’esistenza: è, innanzitutto, uno strumento di potere. E nelle società contemporanee, questo potere non è distribuito democraticamente, ma concentrato nelle mani di pochissimi "eletti", per usare un termine gentile, che lo brandiscono con cinico interesse, senza anima, senza coscienza, senza pietà, e con la massima violenza luciferina. Sono una manciata di nuovi feudatari, arbitri occulti del nostro tempo, un drappello di architetti del consenso, gelidi ingegneri della persuasione, l’apice estremo di ogni possibile mancanza di scrupoli.

Questa minuscola, inarrivabile élite, che ha portato l’arte dell’impunità a vette mai sfiorate prima, non è fatta né di filosofi, né di benefattori dell’umanità. Sono i protagonisti di una nuova aristocrazia tecnologica che non si limita a produrre dispositivi, ma ambisce a piegare i destini delle nazioni e la coscienza degli individui. La capacità di modellare l’opinione pubblica attraverso piattaforme social, di anticipare i comportamenti attraverso la sorveglianza predittiva, di automatizzare il consenso e la repressione è già oggi la vera moneta del potere globale. La felicità promessa è solo il canto delle sirene che accompagna la resa della nostra autonomia.

La mela dell’IA: non è progresso, è guerra!

Da anni ci viene raccontato che l’Intelligenza Artificiale è un aiuto: ci aiuta a scrivere, a curarci, a organizzare il lavoro, a risolvere problemi complessi, a "pensare". Ma questa narrazione è, con esattezza, la mela stregata di Biancaneve. Il frutto viene offerto con sorriso rassicurante, e l’assaggio promette un’esistenza più facile. Solo che la vera natura di quel frutto è un’altra.

La cruda realtà è che l’IA non è nata come assistente personale; è nata — e viene sviluppata con investimenti colossali — come strumento militare, anzi come lo strumento militare per eccellenza del XXI secolo. Come il nucleare ha definito la seconda metà del Novecento, l’Intelligenza Artificiale è oggi l’arma capace di ridefinire i rapporti di forza planetari. Una singola decisione autonoma, un errore di calcolo in una catena di comando algoritmica, un sistema d’arma che impara e decide in millisecondi, possono produrre catastrofi comparabili a quelle di un ordigno atomico. La differenza è che la bomba aveva almeno la fisicità visibile del fungo; l’IA è un veleno invisibile, che si diffonde nelle infrastrutture civili camuffando il suo volto bellico.

Il manifesto del realismo tecnologico

A squarciare il velo di questa fiaba ipocrita è arrivata, in queste ultime settimane di aprile 2026, una voce tanto influente quanto esplicita: quella di Alex Karp, co-fondatore e amministratore delegato di Palantir Technologies. L’azienda, da sempre legata a doppio filo con i servizi di intelligence e il Pentagono, ha diffuso un vero e proprio “manifesto” politico-filosofico in 22 punti, contenuto nel libro The Technological Republic.

Karp non usa giri di parole. Annuncia la fine dell’era della deterrenza nucleare e l’inizio di quella fondata sull’Intelligenza Artificiale. L’equilibrio del terrore non sarà più mantenuto dalle testate nucleari, ma dalla qualità degli algoritmi e dalla velocità dei sistemi a guida autonoma. “L’IA è l’equivalente moderno della bomba atomica”, dichiara, e la vera questione non è se queste armi verranno costruite, ma chi le costruirà e con quale scopo.

La maschera ormai è caduta. L’IA non viene più venduta come l’aiutante da ufficio o il motore di ricerca potenziato: viene apertamente rivendicata come la nuova frontiera della supremazia militare globale. Palantir, con il suo manifesto, non sta facendo altro che esplicitare ciò che era già sotto gli occhi: lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale è una corsa agli armamenti. E come in ogni corsa agli armamenti, le vittime designate sono la trasparenza democratica, la pace, la libertà delle coscienze e, ovviamente, le nostre stesse vite.

Il risveglio necessario

La mela stregata della tecnologia vuole chiuderci gli occhi per sempre in un Sonno Mortale: il sonno della ragione critica, della politica consapevole, della resistenza etica. L’IA non è neutra, non è bonaria, non è un dono. È un campo di battaglia su cui si combatte la guerra per il controllo del presente e del futuro. Non una guerra metaforica, ma una guerra con morti veri, violenze di ogni genere e senza nessun freno, dominio sulle nostre vite, sui nostri corpi e sulle nostre menti.

Dobbiamo smettere di credere alla fiaba dell’innovazione innocua. La tecnologia è potere; e il potere, quando è concentrato nelle mani di pochi alienati anti-umani che parlano apertamente di deterrenza algoritmica, non è mai un regalo.

A tal riguardo, oggi mi è venuto questo pensiero:

La tecnologia non renderà nessuno più felice. Le logiche del mondo non conoscono la pace e non possono darla. Tuttavia, basta distanziarsi un pochino da esse per "essere pace".

In termini concreti, mi fido assai di più degli insegnamenti di base delle tradizioni sapienziali che di tutte queste macchinazioni infernali per piegare le nostre coscienze e i nostri corpi. In tre parole: digiuno, preghiera, non-violenza. E' saggio tenere a mente che la fragranza interna otterrà protezione esterna, mentre la corruzione dell'anima e della mente delle nostre società iper-tecnologiche non porterà mai a nulla di buono. Dobbiamo aver cura delle nostre anime e della nostra pulizia interiore.

(25 aprile 2026)

Tra propaganda e compassione: essere umani, non neutrali

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Negli anni passati, l’informazione onesta e la propaganda si differenziavano sostanzialmente perché nel primo caso si tentava una descrizione complessiva e neutrale dei fatti, e nel secondo una difesa a oltranza e contro ogni evidenza degli interessi di qualcuno. Neutralità, nel mondo informativo, significa non aderire acriticamente al punto di vista di qualcuno, ma sondare tutte le prospettive delle parti coinvolte e trarne una sintesi il più possibile aderente alla “realtà”. Anche solo provarci sarebbe uno sforzo enorme e con risultati opinabili, perché la realtà è sempre camaleontica, iridescente, cangiante, fatta di opposti che coesistono.

Oggi, però, è ormai impossibile essere neutrali. Giusto per fare alcuni esempi, quando vengono bombardati scuole e ospedali iraniani da parte degli Stati Uniti, quando vengono fucilati i volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese da parte di Israele, quando ci arrivano racconti di sadiche torture fino alla morte contro i gazawi, e dei cruenti pestaggi spesso fatali degli ucraini contrari alla mobilitazione forzata imposta dal regime di Zelenskyy, possiamo essere neutrali? Io non ci riesco, ma anche chi cerca di mantenere un’equidistanza – sospendendo il giudizio – spesso finisce con il legittimare la violenza di una parte contro l’altra, che è la stessa cosa del non opporsi ad essa. Detto diversamente, essere indifferenti, ignavi o codardi significa lasciare campo libero alla disumanità dei più prepotenti, e a tutti i crimini che ne conseguono.

Tuttavia, schierarsi dalla parte di qualcuno, magari di chi riteniamo essere la parte lesa, o più prosaicamente di chi “ha ragione”, ci porta comunque a sostenere la violenza, in questo caso giustificata come legittima difesa. Serve quindi un approccio diverso, che per fortuna esiste, ma non lo troveremo né nei canali mainstream né in quelli di controinformazione. In poche parole: molto più importante della neutralità è l’amore.

Se un genitore vedesse due suoi figli che litigano aspramente e che tentano di uccidersi a vicenda con un coltello, potrebbe rimanere neutrale, equidistante, imparziale? Oppure avrebbe un grande coinvolgimento emotivo mosso dall’amore per entrambi? Non desidererebbe che la smettessero il prima possibile, perché li ama e soffre terribilmente nel vederli così in pericolo?

Nel Sutra del Loto, il Budda Shakyamuni si esprime così: «Io sono il padre di questo mondo che salva coloro che sono afflitti e soffrono» (fonte). In questo caso, “padre” non significa creatore e non significa nemmeno divinità, ma indica una persona comune che ha gli stessi sentimenti di un genitore che si prende cura dei propri figli.

Se riusciamo, giorno per giorno, a nutrire e ad accrescere questa qualità dell’“essere genitore”, allora la pace e la non-violenza possono trovare la propria strada innanzitutto nei nostri cuori, e poi nella società. Non è un’ipotesi, è una certezza. Questo sentimento è anche un sano antidoto contro la propaganda, il cui scopo ultimo è sempre quello di giustificare la violenza. Stiamo molto attenti.

Possiamo soffrire sia per chi uccide che per chi viene ucciso? Possiamo soffrire sia per chi tortura sia per chi viene torturato? Possiamo soffrire sia per chi sgancia bombe che per chi le riceve? Sì, possiamo: il cambiamento inizia proprio da qui. Soprattutto, possiamo rimanere non-violenti nei pensieri, nelle parole e nelle azioni, anche quando siamo noi a ricevere bombe.

Suggerisco una lettura del mio e-book gratuito “Non-violenza senza eccezioni: una via buddista per la pace”, disponibile anche come libro cartaceo.

(16 marzo 2026)

Giustizia: arbitrato neutrale o conferma dei poteri?

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Tra circa un mese, in Italia il popolo sarà chiamato ad esprimere un’opinione nel Referendum Costituzionale Confermativo a proposito del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e di dettagli tecnici sul funzionamento della Giustizia.

Ma noi, fondamentalmente, che idea di “giustizia” abbiamo? Quella del Marchese del Grillo?

La legge è uguale per “tutti” in senso assoluto, oppure questo “tutti” significa “tutti coloro che all’incirca hanno le stesse possibilità economiche, ruolo sociale e risorse”?

Quando la Corte Costituzionale esprime un parere, lo fa usando la Costituzione come faro supremo, o si lascia guidare dagli interessi economici di Big Pharma e di qualunque altro potentato economico?

La magistratura serve a scardinare i rapporti di potere, o a confermarli? Ecco, secondo me è questa la vera domanda.

Non esistono sentenze “neutrali” nei tribunali, semplicemente non è possibile. Lo Stato, e quindi anche l’area giudiziaria, è strutturato come una “macchina di riproduzione” dei rapporti sociali dominanti. Abbiamo pochi ricchi e potenti, e una moltitudine di persone a cui manca il minimo necessario, la quale deve solo chinare il capo e ubbidire. Queste sono le nostre “democrazie”.

Per far valere i nostri diritti, servono tempo, avvocati, consulenze, perizie, ricorsi, visibilità, capacità di reggere anni di causa senza crollare, e spesso non bastano. Servono risorse ingenti che pochi hanno. Coloro che si trovano “in alto” possono sostenere un contenzioso infinito, possono trasformare la giustizia in una leva, in una trattativa, in un logoramento, e comunque far valere le proprie ragioni basandosi sulla corruzione a livello personale. L’uguaglianza dei diritti è formale, ma non sostanziale.

Ci ricordiamo cosa ha detto la Corte Costituzionale di fronte alle evidenti violazioni della nostra Costituzione – ovvero crimini – durante la dichiarata pandemia? La sua risposta è stata che ha dovuto tenere conto del “tempo della scienza” (?!), anche se, nell’imposizione vaccinale e nell’estorsione del consenso informato tramite ricatto, non c’è stato assolutamente nulla di scientifico. I morti, però, quelli per divieto per legge delle cure potenzialmente efficaci, e quelli per imposizione vaccinale, oltre a coloro che sono stati resi gravemente invalidi a vita, per la magistratura non contano nulla.

La nostra Costituzione è sempre stata continuamente calpestata e rinnegata. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro? L’Italia ripudia la guerra? I TSO per motivi politici, ovvero le torture fisiche e mentali con danni a vita, sono vietati? E’ vietata la chiusura arbitraria dei conti correnti al fine di reprimere la libertà di espressione del pensiero? Il dissenso è permesso e tutelato? Coloro che impongono le loro malefatte sulla popolazione ci “rappresentano” in qualche modo, o si limitano a prendere ordini da poteri sovranazionali? La Costituzione è la prima fra le fonti del diritto, quella che ha maggiore forza, oppure deve piegarsi al “diritto della forza”?

Oltre un certo livello di potere, poi, esiste una sostanziale impunità, assolutamente inattaccabile, che rimane tale anche di fronte a omicidi, stragi, pedofilia, torture, ricatti, sperimentazioni brutali su gente innocente e non consenziente, riti satanici, cannibalismo, ecc. Questa realtà ci viene continuamente sbattuta in faccia, come nel caso degli Epstein files, che di fatto legittimano l’impunità del male estremo.

Nessun tribunale emette sentenze in un mondo ideale. Le decisioni arrivano dentro una società fortemente gerarchizzata, con uno “squilibrio di forze” (ovvero “ingiustizia”) che non nasce in aula e che assai difficilmente può essere alterato da un tribunale.

Quindi, tornando alla domanda iniziale, cosa intendiamo per “giustizia”?

Giustizia (Francesco Galgani's art, 17 febbraio 2026)
(Giustizia, 17 febbraio 2026, vai alla mia galleria)

Il prezzo del servilismo dell'Italia: conseguenze prevedibili

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Gli ebrei sionisti si sono puliti i piedi sulle uniformi dei Carabinieri italiani?

E' giusto, è la giusta conseguenza di fare la guerra agli amici seri e affidabili, e di prostituirsi ai nemici, ai corrotti, ai delinquenti assassini. O, come dicono in molti, di stare dalla parte sbagliata della storia.

Si chiama legge di causa ed effetto.

Mi dispiace per i Carabinieri che sono vittime sacrificali come noi. Ma tutto questo è il minimo che poteva succedere dopo aver proiettato la bandiera di Israele su Palazzo Chigi il 7 ottobre 2023, dando pieno sostegno istituzionale, in questa e mille altre occasioni, ai carnefici anziché alle vittime.

Questo dovrebbe essere di lezione. Purtroppo, però, nessuna scuola riesce a istruire chi fa del servilismo la sua virtù.

Questa è anche la dimostrazione che le dinamiche tra i singoli sono molto simili a quelle tra le nazioni. Le vicende internazionali, in questo caso, non sono molto diverse da quelle di un bullo pieno di sé con un disabile pronto a proteggere chi lo umilia.

(29 gennaio 2025)

L’algoritmo è il declino dell’attuale società neonazista

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Dal 2022, l’IA è diventata il nuovo Dio e il nostro assistente personale, pronto a sostituire la difficoltà di relazionarci con il reale – ovvero con le altre persone – con la comodità di un oracolo perfetto non giudicante e servile. Tra le tecnologie persuasive e pervasive, l’IA è la prima in assoluto nel suo potere di “convincimento”, per usare un termine morbido, di “coercizione”, se vogliamo essere un po’ più precisi, o di “schiavismo”, se preferiamo mettere in risalto la reale portata di una tecnologia che amplifica e ancora amplificherà, a dismisura, il potere di pochi su tutti. 

Già oggi i colloqui di lavoro, la selezione del personale e l’assegnazione delle mansioni sono fatti, in molti contesti anche pubblici, dall’IA. Ma questo è solo l’inizio del degrado morale, intellettuale e sociale della nostra epoca, verso l’imbarbarimento di un mondo dove il luogo meno sicuro dove trovarsi può essere una scuola o un ospedale.

L’Europa e gli Stati Uniti, luoghi formalmente democratici, non tollerano più dissensi e non concepiscono deviazioni da un ordinamento nazionale e internazionale basato sulla violenza. Il perpetrarsi di genocidi non interessa a nessuno (Gaza, Ucraina), anzi, viene agevolato, incoraggiato e causato dalle nostre armi e dai nostri politici, mentre gli atteggiamenti coloniali sono ancora oggi applauditi (Venezuela). Tutto questo è possibile perché nella priorità delle idee basata sull’esposizione mediatica è sufficiente cambiare argomento, o ribaltare la narrazione, per determinare l’esistenza o meno di un problema.

La citazione a sproposito dell’art. 11 della nostra Costituzione (Meloni), che sarebbe dovuto intervenire in ben altre circostanze, non può che suscitarci tristezza. “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”? Le morti, ahinoi, non sono tutte uguali, perché ci sono i morti di serie A, di cui i media parlano per mesi, e quelle di serie B, completamente ignorate o peggio sperate.

Stesso discorso per le torture. Forse il paragone che sto per fare potrebbe essere un po’ forzato, ma sono certo che chi vorrà capire non avrà bisogno di troppe spiegazioni. I vari manifestanti che negli ultimi mesi sono stati resi ciechi dalle botte e dai proiettili della polizia negli Stati Uniti non sono molto diversi dagli italiani “non allineati” sottoposti a TSO durante la violenza di stato pandemica. Coloro a cui oggi vengono chiusi i conti bancari, con l’impossibilità di aprirne altri, perché hanno osato criticare le politiche bellicistiche europee, non sono molto diversi dai camionisti canadesi del Freedom Convoy, o da coloro a cui è stato negato di poter lavorare e di poter ricevere uno stipendio perché non hanno ceduto al ricatto vaccinale. A prescindere dalla fondatezza o meno delle proprie opinioni, protestare non è ammesso e la risposta è sempre più violenta.

Il nazismo è tornato sia negli Stati Uniti che in Europa. Basta notare i crimini commessi dai militari dell’ICE, finanziati quest’anno con 10 miliardi di dollari (per il momento), oltre ai 75 miliardi approvati l’anno scorso e ai 170 miliardi complessivi previsti entro il 2029. Il loro compito sarebbe quello di espellere gli immigrati. Girano a volto coperto, compiendo pestaggi ed esecuzioni in stile nazista contro coloro che non sono d’accordo con la politica di Trump. Emblematico è quanto successo ieri ad Alex Pretti, morto a Minneapolis (Minnesota), ucciso da agenti dell’ICE dopo essere stato da loro pestato. La sua “colpa” è stata quella di aver tentato di difendere una donna.

Gregory Bovino, ICE, USA, NazismProprio oggi, mentre scrivo queste parole, l’ICE ha ucciso altri due manifestanti. Che differenza c’è tra l’ICE e la Gestapo? La foto che qui ho riportato non è un fotomontaggio, né è creata con l’IA. E’ stata scattata il 15 gennaio 2026 a Minneapolis. Al centro c’è Gregory Bovino, un alto funzionario della Polizia di Frontiera degli Stati Uniti, circondato da militari dell’ICE. Lascio alla sensibilità di ciascuno capire cosa comunica questa immagine.

Tornando nel nostro continente, perché l’Europa sostiene economicamente e militarmente il governo ucraino dichiaratamente nazista, illegalmente detenuto dal regime di Volodymyr Zelenskyy? Perché nessun giornalista osa fare una simile domanda? Abbiamo qualche difficoltà con la libertà di pensiero e di stampa?

Robot umanoidi in CinaFin qui, questo è quello che succede quando le forze dell’ordine sono affidate ad umani comandati da umani. Cosa succederà quando l’ordine pubblico sarà nelle mani di robot comandati da IA, ovvero quando ogni possibilità di empatia e solidarietà sarà completamente annullata? Non è fantascienza, ma il prossimo mondo in fase avanzata di preparazione. In questa foto vediamo i soldati robot che la Cina ha deciso di schierare ai valichi di frontiera.

La guerra, ovvero l’omicidio di massa, è sempre più gestita con l’IA e fortemente dipendente dalle stesse tecnologie civili che noi usiamo tutti i giorni, a cominciare da Internet. I satelliti di Elon Musk (Starlink), che offrono Internet in Italia sui treni ad alta velocità, sono gli stessi che hanno agevolato finora la guerra in Ucraina e, presumo, in altre zone del mondo. Il 5G, che ci viene venduto come se servisse solo a far funzionare i social e i video più velocemente, è innanzitutto una tecnologia militare. Tutto quello che in massa viene usato “per comodità” nasconde spesso l’occorrente per violentare le nostre anime e i nostri corpi.

Più un tema è urgente, più se ne tace. Più un tema è veritiero, più suscita scandalo. Continuiamo a prendere in giro noi stessi, pensando che quello che ci viene proposto sia per il nostro bene, o che il politico di turno agisca nel nostro interesse.

La politica, i soldi, le religioni, il giornalismo, la sanità, la scuola, il lavoro, le relazioni, e più in generale gli ideali e le parole, quando sono intesi come armi di potere-dominio, servono solo a dare il peggio di sé, in un crescendo di bugie e malvagità abilmente nascoste. Il male si mostra assai di rado per quello che è, e il suo intervento sulle menti e sui cuori è pressoché universale. Per questa ragione, la prima lotta, quella più importante, è innanzitutto con noi stessi. Di fronte a questa tremenda realtà, tutto il resto è solo distrazione.

Richard Stallman, Sant'IGNUzioIn Informatica c’è stata un’unica grande rivoluzione, l’unica veramente importante, esemplificata dagli ideali di Richard Stallman. Lui, il nostro Santo IGNUzio della Chiesa dell’Emacs, ha viaggiato in un lungo e in largo, da un continente all’altro, per incontrare quei comuni mortali che lo amano e per regalare loro momenti piacevoli, simpatici e informativi. Queste cose danno senso al nostro vivere e alla nostra comune umanità.

Gli altri, invece, cioè i grandi padroni dell’IA, e più in generale delle tecnologie che volenti o nolenti sono entrate nelle nostre vite con la stessa gentilezza di uno stupro, non sanno nulla né dell’amore né della solidarietà. Eppure gran parte del mondo li idolatra, ignorando completamente chi sia Stallman o cosa sia il software libero nelle sue radici filosofiche, etiche e politiche. Per inciso, è con il software libero che sto scrivendo questi pensieri, senza che il Dio-IA sia nei paraggi a dirmi cosa devo pensare o esporre.

Forse, oggi come oggi, non aggrapparsi all’IA come un lattante alla mamma è l’unica grande rivoluzione che ci rimane. Sta diventando straordinario saper discernere, cioè “pensare”, senza essere guidati ed educati dai prodotti tecnologici dei grandi oligarchi.

Se servono mesi o anni per disegnare un quadro o per scrivere un testo, anziché i pochi secondi dell’IA generativa, va bene così, è giusto così. Dante Alighieri ci ha messo 13 anni per scrivere la Divina Commedia, e Alessandro Manzoni 21 anni per arrivare all’edizione definitiva dei Promessi Sposi. Se abbiamo un talento o più talenti, e ci vogliono decenni per coltivarli e valorizzarli, così sia.

Dobbiamo fare tutto “adesso”, velocissimi come l’IA? La costruzione della Grande Muraglia Cinese ha richiesto circa 2000 anni, la Cattedrale di Notre-Dame 182 anni, la Basilica di San Pietro 120 anni, Il Duomo di Milano 579 anni. Dobbiamo continuare con altri esempi? Oggi è di valore solo quello che viene fatto in pochi secondi?

L’ossessione che qualcosa “valga” solo se in poco tempo produce soldi, o se è comunque funzionale a qualche forma di profitto, è un tremendo inganno. Le grandi scoperte dell’umanità spesso sono derivate dal “caso”, non dall’intenzione. A livello personale, nessuno conosce il proprio futuro, quindi non sappiamo in che modo ciò che facciamo oggi potrà rivelarsi utile un domani. Non sappiamo nemmeno se ad un nostro respiro ne seguirà un altro. Saggio è chi segue la propria indole e agisce con correttezza, fidandosi della vita e di ciò che ci dà.

Queste considerazioni valgono anche per lo studio. Se servono anni o decenni, oltre a tanti soldi e tante energie, per imparare qualcosa – e sto parlando proprio di apprendimento, non di conseguimento di titoli – è normale. Quello che invece è eccessivo è che ciò che proviamo a padroneggiare non sia più valido dopo pochi giorni, mesi o anni, in un mondo in cui le conoscenze “richieste” cambiano di continuo. Tentare di adeguarsi a questa follia, che sovente è pretesa a livello lavorativo, è un insulto alla nostra coscienza e qualcosa di impossibile, se non rimanendo a un livello molto superficiale. Certo, l’IA, diversamente da noi, può adeguarsi a cambiamenti repentini e totali, ma a quale prezzo? Il pagamento per i vantaggi dell’IA è la distruzione di quanto di più prezioso esista, cioè delle nostre vite e dell’ambiente.

ManhattanNell’aprile 2025, Zuckerberg ha dichiarato che Meta costruirà un data center grande quanto Manhattan, città di circa due milioni d’abitanti qui fotografata. Una tale impresa distruttiva di vita e ambiente costerà centinaia di miliardi di dollari, e stiamo parlando solo di una struttura fisica. Ragionando invece sui costi complessivi dell’IA generativa, secondo le stime di Gartner, nel 2025 sono stati spesi circa 1500 miliardi di dollari. Quindi, quando un’azienda preferisce una IA a un umano, sta utilizzando un servizio che ha avuto in partenza questo tipo di costo. E ciascuno di noi dovrebbe “competere” contro questi investimenti per trovare un proprio posto dignitoso in questo mondo?

Paperon de PaperoniL’oligarchia è il potere di pochi Paperon de Paperoni sulla vita di tutti noi. Non ho scelto un personaggio a caso, ma un fumetto, proprio perché in maniera fumettistica ci viene presentata la vita di alcuni oligarchi. Mi riferisco a storielle tipo quella di Bill Gates, secondo la quale lui è diventato miliardario partendo con nulla e lavorando inizialmente in un garage di Albuquerque (New Mexico). Stesso discorso per il garage di Steve Jobs a Los Altos (California), che nel 2013 è stato pure designato come sito storico protetto.

Ma di cosa stiamo parlando? In queste storie c’è qualcosa di diverso dalla “numero 1” di Paperone?

Quando queste favolette ci vengono presentate come reali, il messaggio implicito è che se siamo poveri, o se semplicemente abbiamo qualche legittimo bisogno in più rispetto alle nostre possibilità economiche, allora è “colpa” nostra, perché se avessimo ingegno ciascuno di noi potrebbe essere miliardario. In molti modi questa “manipolazione” basata sul “senso di colpa” ci viene inculcata, e noi la interiorizziamo senza neanche accorgercene. E’ pura falsità fumettistica, come del resto è quasi tutta falsa o almeno in parte falsata l’informazione che quotidianamente ci bombarda mente e cuore. Anche qualora fosse vera, serve a distogliere il nostro sguardo da verità ben più importanti e urgenti. Se colpe gravi ci sono, non sono da parte nostra, anzi.

Da bravo informatico quale fui, sono e sarò, mi dispiace dirlo, ma devo: «Meno ci affidiamo agli algoritmi e meglio è!». Le uniche importanti eccezioni sono quando siamo noi stessi a scrivere il codice e quando stiamo usando un progetto comunitario basato sull’aiuto reciproco, come i sistemi GNU/Linux. Tutto il resto è dominazione dell’uomo sull’uomo, cioè oppressione e violenza.

Rimaniamo solidali. Rimaniamo umani. L’amore sia il nostro sostegno e il nostro indirizzo di vita. Pace e bene a tutti.

(25 gennaio 2026)

敵など存在しない。あるのは、傲慢と無知だけだ。

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戦争に反対だ。
戦争は、大量殺戮にすぎない。
戦争に利益など一切ない。
戦争がもたらすのは、苦しみと屈辱だけだ。
戦争を愛するのは、心も知性も持たない者だけである。

日本国憲法第9条:

「日本国民は、正義と秩序を基調とする国際平和を誠実に希求し、国権の発動たる戦争と、武力による威嚇又は武力の行使は、国際紛争を解決する手段としては、永久にこれを放棄する [...]」

イタリア共和国憲法第11条:

「イタリアは、他国民の自由に対する侵害の手段として、また国際紛争を解決する手段としての戦争を放棄する。[...]」

長崎平和公園の平和祈念像を見てみよう:

  • 右手を天に向けて掲げている:核兵器の脅威を指し示し、私たちに警鐘を鳴らしている。
  • 左腕を水平に伸ばしている:平和(そして恒久平和への希求)を象徴している。
  • 目を閉じた穏やかな表情:犠牲者の魂への祈り/追悼を表している。
  • 脚の構え:瞑想と、立ち上がって行動し人類を救い助けるための備えとを結び合わせている。

ヘイワコウエン・ヘイワキネンゾウ・ヘイワノイズミ (Francesco Galgani's art, 2026年1月2日)
(2026年1月2日、ヘイワコウエン・ヘイワキネンゾウ・ヘイワノイズミ私のギャラリーへ)

私たちは友だちになりませんか

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私たちは友だちになりませんか。 (Francesco Galgani's art, 2025年11月17日)
(私のギャラリーへ)

人と人とのあいだに、そして国と国とのあいだに生まれる友情ほど美しいものが、ほかにあるでしょうか。
そして、戦争ほど忌まわしいものがほかにあるでしょうか。

誰かを殺すようにあなたをあおるメッセージは、すべて欺瞞です。

(2025年11月17日)

NATO vs Russia: una nuova catastrofe nucleare in Ucraina (tipo Chernobyl) come arma mediatica?

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Pubblico questo comunicato non per spaventare, ma per evitare che tutto avvenga nel silenzio e nell’indifferenza. I rischi esistono anche quando scegliamo di non guardarli. Informarsi significa accettare il disagio del dubbio, ma è l’unico modo per non lasciare che altri decidano al posto nostro cosa è vero e cosa no. Solo chi resta all’oscuro è davvero indifeso: per questo il potere preferisce cittadini distratti, disinformati e creduloni. La consapevolezza è l’esatto contrario della sudditanza.

Fonte della notizia, tradotta dal russo all'italiano: https://tass.ru/politika/25550915
Sullo stesso argomento, si veda anche: "Attacchi a centrali nucleari: il dossier delle fonti russe e le verifiche dell’AIEA"

Come in altre occasioni, anche stavolta aggiungo alcune note di traduzione (n.d.t.) per facilitare la lettura.


SVR [n.d.t.: Servizio di intelligence esterna della Federazione Russa]: l’Occidente prepara una grande operazione di sabotaggio alla ZAES [n.d.t.: ZAES è la sigla russa per la centrale nucleare di Zaporižžja, nota anche come ZNPP nelle fonti occidentali]

I “natovisti” europei [n.d.t.: termine colloquiale per indicare i paesi/militari della NATO] invitano il regime di Kiev a trovare la possibilità di cambiare urgentemente l’andamento del conflitto ucraino, negativo per gli occidentali, hanno sottolineato nell’ufficio stampa del Servizio.

MOSCA, 6 novembre 2025, TASS. L’Occidente si prepara ad attribuire alla Russia la responsabilità per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporižžja. È quanto si afferma in un comunicato dell’ufficio stampa dell’SVR della Federazione Russa pervenuto a TASS [n.d.t.: principale agenzia di stampa statale russa].

“L’Occidente si prepara ad attribuire alla Russia la responsabilità per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporižžja”, si afferma nel comunicato. L’ufficio stampa del Servizio di intelligence esterna della Federazione Russa rileva inoltre che, secondo i dati che giungono all’SVR, i “natovisti” europei cercano la possibilità di modificare l’andamento del conflitto in Ucraina, sfavorevole per gli occidentali.

Nell’ufficio stampa hanno osservato che, in relazione a ciò, viene preso in considerazione lo scenario di organizzare un sabotaggio alla centrale nucleare di Zaporižžja con la fusione della zona attiva dei suoi reattori nucleari. “Nel ‘centro di elaborazione’ [n.d.t.: letteralmente ‘centro cerebrale’, qui nel senso di think tank] il momento più difficile della realizzazione di un simile piano è stato ritenuto quello di come esattamente addossare alla Russia la responsabilità per la catastrofe”.

In relazione a ciò, hanno aggiunto nell’ufficio stampa, a Chatham House [n.d.t.: noto think tank con sede a Londra] si propongono di preparare in anticipo un’argomentazione per il caso di “qualsiasi sviluppo degli eventi”. “Si prevede di garantire la copertura della situazione nei mass media in modo tale che l’opinione pubblica occidentale ‘si schieri inequivocabilmente dalla parte di Kiev’ nella questione dell’individuazione del colpevole di quanto accaduto”, hanno sottolineato nel Servizio di intelligence esterna della Russia.

Nell’ufficio stampa hanno nuovamente constatato che persino “su questioni di sicurezza nucleare tanto importanti per la vasta opinione pubblica, le élite totalitarie-liberali agiscono secondo schemi antiumani da tempo consolidati” [n.d.t.: qui “élite totalitarie-liberali” significa le classi dirigenti dei paesi occidentali].

“L’Occidente collettivo [n.d.t.: espressione che indica in blocco i paesi occidentali] è di nuovo pronto a ingannare e persino a uccidere ucraini e cittadini degli Stati occidentali al fine di attribuire alla Russia i crimini del regime di Kiev e giustificare la propria politica russofoba e gli sforzi per fomentare la guerra”, hanno concluso nell’SVR della Federazione Russa.

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