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Politica ed economia

NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza

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STOP CETA - 5 luglio 2017, Montecitorio, Roma

Ultimi aggiornamenti: https://stop-ttip-italia.net/

Aggiornamento 27 giugno 2017: Pd e MDP (di nuovo assente) votano sì al CETA con Forza Italia… e contro l’Italia

Aggiornamento 22 giugno 2017: Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27 giugno 2017. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 giugno 2017 alle 10 al Pantheon: ci sarà un presidio fisso organizzato insieme a Coldiretti, CGIL, Slowfood, Arci e altre realtà. Mercoledì 5 luglio 2017 invece ci sarà un nuovo presidio-manifestazione proprio sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, dalle 10:00.
Sito di riferimento: https://stop-ttip-italia.net/

Sullo stesso argomento:

L'articolo che segue è a firma di Elena Mazzoni e pubblicato il 23 giugno 2017 all'indirizzo:
http://www.listatsipras.eu/2017/06/23/mobilitiamoci-contro-il-ceta/

NO CETA - Manifestazione contro la ratifica

Mobilitiamoci contro il CETA

L’imponente mobilitazione organizzata dalla Campagna StopTTIP-StopCETA Italia, le migliaia di lettere, tweet e dossier inviati ai senatori e al Presidente stesso dai cittadini, sono riuscite nell’impresa titanica di far slittare il voto della Commissione Affari Esteri a martedì 27 e quello in plenaria a mercoledì 28.

Il successo maggiore però non consiste nello slittamento del voto ma nell’aver costretto il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, a tenere audizioni e ad aprire una discussione, pur se di due soli giorni, su un tema tanto delicato ed altrettanto taciuto.

Un vero e proprio esempio di politica dal basso che ha infiammato gli animi e spinto Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slowfood e tutte le organizzazioni che sostengono la Campagna italiana, ad organizzare due momenti di intensa partecipazione in piazza a Roma, martedì 27 al Pantheon alle 10:00 e mercoledì 5 luglio, sempre alle 10:00, proprio in piazza Montecitorio

https://stop-ttip-italia.net/2017/06/22/ceta-ratifica-piazza-333/.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa non ci piaccia del CETA con il simpatico Canada del bel premier Trudaeu.

I motivi sono tanti e potete trovarli riassunti nel libro bianco sottoscritto con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Arci, Acli, Legambiente Fairwatch e tre associazioni di consumatori e nei due dossier tecnici  che la campagna italiana ha presentato in audizione in Senato.

Trudaeu non è il fascinoso vessillo dell’ambiente da sventolare per scacciare lo spauracchio arancione di Trump perchè, con le politiche attuali, il paese nord americano non manterrà i propri impegni nel controllo delle emissioni, elargendo 3,3 miliardi di dollari l’anno di sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose   http://climateactiontracker.org/countries/canada.html.

Una recente ispezione effettuata nelle zone di estrazione mineraria canadesi dall’OHCHR dell’ONU ha riscontrato delle violazioni dei diritti umani ed esortato le autorità canadesi a “integrare i diritti delle popolazioni indigene nelle loro politiche e nelle pratiche che disciplinano lo sfruttamento delle risorse naturali”. La delegazione ha inoltre sottolineato “la necessità per il governo di rafforzare l’accesso agli strumenti legali di ricorso per le vittime di abusi di diritto”.

Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti.

Non proprio in linea con la narrazione mainstream del paese dello sciroppo d’acero.

Le risposte sono quindi molteplici ed anche molto tecniche ma la prima che viene in mente a me ogni volta in cui qualcuno mi chiede perchè io mi opponga al CETA, quella data con la pancia e non con lo studio dei testi, è che chiunque abbia un’idea del commercio sostenibile, equo, rispettoso dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, dei diritti umani, dei beni comuni, deve dire NO al CETA,

Un NO potente.

Un NO di gente stanca di un mondo che abbatte le barriere per merci e capitali ed alza, inesorabilmente, invalicabilmente, quelle per la libera circolazione delle persone.

Il prezzo del servilismo dell'Italia: conseguenze prevedibili

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Gli ebrei sionisti si sono puliti i piedi sulle uniformi dei Carabinieri italiani?

E' giusto, è la giusta conseguenza di fare la guerra agli amici seri e affidabili, e di prostituirsi ai nemici, ai corrotti, ai delinquenti assassini. O, come dicono in molti, di stare dalla parte sbagliata della storia.

Si chiama legge di causa ed effetto.

Mi dispiace per i Carabinieri che sono vittime sacrificali come noi. Ma tutto questo è il minimo che poteva succedere dopo aver proiettato la bandiera di Israele su Palazzo Chigi il 7 ottobre 2023, dando pieno sostegno istituzionale, in questa e mille altre occasioni, ai carnefici anziché alle vittime.

Questo dovrebbe essere di lezione. Purtroppo, però, nessuna scuola riesce a istruire chi fa del servilismo la sua virtù.

Questa è anche la dimostrazione che le dinamiche tra i singoli sono molto simili a quelle tra le nazioni. Le vicedente internazionali, in questo caso, non sono molto diverse da quelle di un bullo pieno di sé con un disabile pronto a proteggere chi lo umilia.

(29 gennaio 2025)

L’algoritmo è il declino dell’attuale società neonazista

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Dal 2022, l’IA è diventata il nuovo Dio e il nostro assistente personale, pronto a sostituire la difficoltà di relazionarci con il reale – ovvero con le altre persone – con la comodità di un oracolo perfetto non giudicante e servile. Tra le tecnologie persuasive e pervasive, l’IA è la prima in assoluto nel suo potere di “convincimento”, per usare un termine morbido, di “coercizione”, se vogliamo essere un po’ più precisi, o di “schiavismo”, se preferiamo mettere in risalto la reale portata di una tecnologia che amplifica e ancora amplificherà, a dismisura, il potere di pochi su tutti. 

Già oggi i colloqui di lavoro, la selezione del personale e l’assegnazione delle mansioni sono fatti, in molti contesti anche pubblici, dall’IA. Ma questo è solo l’inizio del degrado morale, intellettuale e sociale della nostra epoca, verso l’imbarbarimento di un mondo dove il luogo meno sicuro dove trovarsi può essere una scuola o un ospedale.

L’Europa e gli Stati Uniti, luoghi formalmente democratici, non tollerano più dissensi e non concepiscono deviazioni da un ordinamento nazionale e internazionale basato sulla violenza. Il perpetrarsi di genocidi non interessa a nessuno (Gaza, Ucraina), anzi, viene agevolato, incoraggiato e causato dalle nostre armi e dai nostri politici, mentre gli atteggiamenti coloniali sono ancora oggi applauditi (Venezuela). Tutto questo è possibile perché nella priorità delle idee basata sull’esposizione mediatica è sufficiente cambiare argomento, o ribaltare la narrazione, per determinare l’esistenza o meno di un problema.

La citazione a sproposito dell’art. 11 della nostra Costituzione (Meloni), che sarebbe dovuto intervenire in ben altre circostanze, non può che suscitarci tristezza. “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”? Le morti, ahinoi, non sono tutte uguali, perché ci sono i morti di serie A, di cui i media parlano per mesi, e quelle di serie B, completamente ignorate o peggio sperate.

Stesso discorso per le torture. Forse il paragone che sto per fare potrebbe essere un po’ forzato, ma sono certo che chi vorrà capire non avrà bisogno di troppe spiegazioni. I vari manifestanti che negli ultimi mesi sono stati resi ciechi dalle botte e dai proiettili della polizia negli Stati Uniti non sono molto diversi dagli italiani “non allineati” sottoposti a TSO durante la violenza di stato pandemica. Coloro a cui oggi vengono chiusi i conti bancari, con l’impossibilità di aprirne altri, perché hanno osato criticare le politiche bellicistiche europee, non sono molto diversi dai camionisti canadesi del Freedom Convoy, o da coloro a cui è stato negato di poter lavorare e di poter ricevere uno stipendio perché non hanno ceduto al ricatto vaccinale. A prescindere dalla fondatezza o meno delle proprie opinioni, protestare non è ammesso e la risposta è sempre più violenta.

Il nazismo è tornato sia negli Stati Uniti che in Europa. Basta notare i crimini commessi dai militari dell’ICE, finanziati quest’anno con 10 miliardi di dollari (per il momento), oltre ai 75 miliardi approvati l’anno scorso e ai 170 miliardi complessivi previsti entro il 2029. Il loro compito sarebbe quello di espellere gli immigrati. Girano a volto coperto, compiendo pestaggi ed esecuzioni in stile nazista contro coloro che non sono d’accordo con la politica di Trump. Emblematico è quanto successo ieri ad Alex Pretti, morto a Minneapolis (Minnesota), ucciso da agenti dell’ICE dopo essere stato da loro pestato. La sua “colpa” è stata quella di aver tentato di difendere una donna.

Gregory Bovino, ICE, USA, NazismProprio oggi, mentre scrivo queste parole, l’ICE ha ucciso altri due manifestanti. Che differenza c’è tra l’ICE e la Gestapo? La foto che qui ho riportato non è un fotomontaggio, né è creata con l’IA. E’ stata scattata il 15 gennaio 2026 a Minneapolis. Al centro c’è Gregory Bovino, un alto funzionario della Polizia di Frontiera degli Stati Uniti, circondato da militari dell’ICE. Lascio alla sensibilità di ciascuno capire cosa comunica questa immagine.

Tornando nel nostro continente, perché l’Europa sostiene economicamente e militarmente il governo ucraino dichiaratamente nazista, illegalmente detenuto dal regime di Volodymyr Zelenskyy? Perché nessun giornalista osa fare una simile domanda? Abbiamo qualche difficoltà con la libertà di pensiero e di stampa?

Robot umanoidi in CinaFin qui, questo è quello che succede quando le forze dell’ordine sono affidate ad umani comandati da umani. Cosa succederà quando l’ordine pubblico sarà nelle mani di robot comandati da IA, ovvero quando ogni possibilità di empatia e solidarietà sarà completamente annullata? Non è fantascienza, ma il prossimo mondo in fase avanzata di preparazione. In questa foto vediamo i soldati robot che la Cina ha deciso di schierare ai valichi di frontiera.

La guerra, ovvero l’omicidio di massa, è sempre più gestita con l’IA e fortemente dipendente dalle stesse tecnologie civili che noi usiamo tutti i giorni, a cominciare da Internet. I satelliti di Elon Musk (Starlink), che offrono Internet in Italia sui treni ad alta velocità, sono gli stessi che hanno agevolato finora la guerra in Ucraina e, presumo, in altre zone del mondo. Il 5G, che ci viene venduto come se servisse solo a far funzionare i social e i video più velocemente, è innanzitutto una tecnologia militare. Tutto quello che in massa viene usato “per comodità” nasconde spesso l’occorrente per violentare le nostre anime e i nostri corpi.

Più un tema è urgente, più se ne tace. Più un tema è veritiero, più suscita scandalo. Continuiamo a prendere in giro noi stessi, pensando che quello che ci viene proposto sia per il nostro bene, o che il politico di turno agisca nel nostro interesse.

La politica, i soldi, le religioni, il giornalismo, la sanità, la scuola, il lavoro, le relazioni, e più in generale gli ideali e le parole, quando sono intesi come armi di potere-dominio, servono solo a dare il peggio di sé, in un crescendo di bugie e malvagità abilmente nascoste. Il male si mostra assai di rado per quello che è, e il suo intervento sulle menti e sui cuori è pressoché universale. Per questa ragione, la prima lotta, quella più importante, è innanzitutto con noi stessi. Di fronte a questa tremenda realtà, tutto il resto è solo distrazione.

Richard Stallman, Sant'IGNUzioIn Informatica c’è stata un’unica grande rivoluzione, l’unica veramente importante, esemplificata dagli ideali di Richard Stallman. Lui, il nostro Santo IGNUzio della Chiesa dell’Emacs, ha viaggiato in un lungo e in largo, da un continente all’altro, per incontrare quei comuni mortali che lo amano e per regalare loro momenti piacevoli, simpatici e informativi. Queste cose danno senso al nostro vivere e alla nostra comune umanità.

Gli altri, invece, cioè i grandi padroni dell’IA, e più in generale delle tecnologie che volenti o nolenti sono entrate nelle nostre vite con la stessa gentilezza di uno stupro, non sanno nulla né dell’amore né della solidarietà. Eppure gran parte del mondo li idolatra, ignorando completamente chi sia Stallman o cosa sia il software libero nelle sue radici filosofiche, etiche e politiche. Per inciso, è con il software libero che sto scrivendo questi pensieri, senza che il Dio-IA sia nei paraggi a dirmi cosa devo pensare o esporre.

Forse, oggi come oggi, non aggrapparsi all’IA come un lattante alla mamma è l’unica grande rivoluzione che ci rimane. Sta diventando straordinario saper discernere, cioè “pensare”, senza essere guidati ed educati dai prodotti tecnologici dei grandi oligarchi.

Se servono mesi o anni per disegnare un quadro o per scrivere un testo, anziché i pochi secondi dell’IA generativa, va bene così, è giusto così. Dante Alighieri ci ha messo 13 anni per scrivere la Divina Commedia, e Alessandro Manzoni 21 anni per arrivare all’edizione definitiva dei Promessi Sposi. Se abbiamo un talento o più talenti, e ci vogliono decenni per coltivarli e valorizzarli, così sia.

Dobbiamo fare tutto “adesso”, velocissimi come l’IA? La costruzione della Grande Muraglia Cinese ha richiesto circa 2000 anni, la Cattedrale di Notre-Dame 182 anni, la Basilica di San Pietro 120 anni, Il Duomo di Milano 579 anni. Dobbiamo continuare con altri esempi? Oggi è di valore solo quello che viene fatto in pochi secondi?

L’ossessione che qualcosa “valga” solo se in poco tempo produce soldi, o se è comunque funzionale a qualche forma di profitto, è un tremendo inganno. Le grandi scoperte dell’umanità spesso sono derivate dal “caso”, non dall’intenzione. A livello personale, nessuno conosce il proprio futuro, quindi non sappiamo in che modo ciò che facciamo oggi potrà rivelarsi utile un domani. Non sappiamo nemmeno se ad un nostro respiro ne seguirà un altro. Saggio è chi segue la propria indole e agisce con correttezza, fidandosi della vita e di ciò che ci dà.

Queste considerazioni valgono anche per lo studio. Se servono anni o decenni, oltre a tanti soldi e tante energie, per imparare qualcosa – e sto parlando proprio di apprendimento, non di conseguimento di titoli – è normale. Quello che invece è eccessivo è che ciò che proviamo a padroneggiare non sia più valido dopo pochi giorni, mesi o anni, in un mondo in cui le conoscenze “richieste” cambiano di continuo. Tentare di adeguarsi a questa follia, che sovente è pretesa a livello lavorativo, è un insulto alla nostra coscienza e qualcosa di impossibile, se non rimanendo a un livello molto superficiale. Certo, l’IA, diversamente da noi, può adeguarsi a cambiamenti repentini e totali, ma a quale prezzo? Il pagamento per i vantaggi dell’IA è la distruzione di quanto di più prezioso esista, cioè delle nostre vite e dell’ambiente.

ManhattanNell’aprile 2025, Zuckerberg ha dichiarato che Meta costruirà un data center grande quanto Manhattan, città di circa due milioni d’abitanti qui fotografata. Una tale impresa distruttiva di vita e ambiente costerà centinaia di miliardi di dollari, e stiamo parlando solo di una struttura fisica. Ragionando invece sui costi complessivi dell’IA generativa, secondo le stime di Gartner, nel 2025 sono stati spesi circa 1500 miliardi di dollari. Quindi, quando un’azienda preferisce una IA a un umano, sta utilizzando un servizio che ha avuto in partenza questo tipo di costo. E ciascuno di noi dovrebbe “competere” contro questi investimenti per trovare un proprio posto dignitoso in questo mondo?

Paperon de PaperoniL’oligarchia è il potere di pochi Paperon de Paperoni sulla vita di tutti noi. Non ho scelto un personaggio a caso, ma un fumetto, proprio perché in maniera fumettistica ci viene presentata la vita di alcuni oligarchi. Mi riferisco a storielle tipo quella di Bill Gates, secondo la quale lui è diventato miliardario partendo con nulla e lavorando inizialmente in un garage di Albuquerque (New Mexico). Stesso discorso per il garage di Steve Jobs a Los Altos (California), che nel 2013 è stato pure designato come sito storico protetto.

Ma di cosa stiamo parlando? In queste storie c’è qualcosa di diverso dalla “numero 1” di Paperone?

Quando queste favolette ci vengono presentate come reali, il messaggio implicito è che se siamo poveri, o se semplicemente abbiamo qualche legittimo bisogno in più rispetto alle nostre possibilità economiche, allora è “colpa” nostra, perché se avessimo ingegno ciascuno di noi potrebbe essere miliardario. In molti modi questa “manipolazione” basata sul “senso di colpa” ci viene inculcata, e noi la interiorizziamo senza neanche accorgercene. E’ pura falsità fumettistica, come del resto è quasi tutta falsa o almeno in parte falsata l’informazione che quotidianamente ci bombarda mente e cuore. Anche qualora fosse vera, serve a distogliere il nostro sguardo da verità ben più importanti e urgenti. Se colpe gravi ci sono, non sono da parte nostra, anzi.

Da bravo informatico quale fui, sono e sarò, mi dispiace dirlo, ma devo: «Meno ci affidiamo agli algoritmi e meglio è!». Le uniche importanti eccezioni sono quando siamo noi stessi a scrivere il codice e quando stiamo usando un progetto comunitario basato sull’aiuto reciproco, come i sistemi GNU/Linux. Tutto il resto è dominazione dell’uomo sull’uomo, cioè oppressione e violenza.

Rimaniamo solidali. Rimaniamo umani. L’amore sia il nostro sostegno e il nostro indirizzo di vita. Pace e bene a tutti.

(25 gennaio 2026)

敵など存在しない。あるのは、傲慢と無知だけだ。

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戦争に反対だ。
戦争は、大量殺戮にすぎない。
戦争に利益など一切ない。
戦争がもたらすのは、苦しみと屈辱だけだ。
戦争を愛するのは、心も知性も持たない者だけである。

日本国憲法第9条:

「日本国民は、正義と秩序を基調とする国際平和を誠実に希求し、国権の発動たる戦争と、武力による威嚇又は武力の行使は、国際紛争を解決する手段としては、永久にこれを放棄する [...]」

イタリア共和国憲法第11条:

「イタリアは、他国民の自由に対する侵害の手段として、また国際紛争を解決する手段としての戦争を放棄する。[...]」

長崎平和公園の平和祈念像を見てみよう:

  • 右手を天に向けて掲げている:核兵器の脅威を指し示し、私たちに警鐘を鳴らしている。
  • 左腕を水平に伸ばしている:平和(そして恒久平和への希求)を象徴している。
  • 目を閉じた穏やかな表情:犠牲者の魂への祈り/追悼を表している。
  • 脚の構え:瞑想と、立ち上がって行動し人類を救い助けるための備えとを結び合わせている。

ヘイワコウエン・ヘイワキネンゾウ・ヘイワノイズミ (Francesco Galgani's art, 2026年1月2日)
(2026年1月2日、ヘイワコウエン・ヘイワキネンゾウ・ヘイワノイズミ私のギャラリーへ)

私たちは友だちになりませんか

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私たちは友だちになりませんか。 (Francesco Galgani's art, 2025年11月17日)
(私のギャラリーへ)

人と人とのあいだに、そして国と国とのあいだに生まれる友情ほど美しいものが、ほかにあるでしょうか。
そして、戦争ほど忌まわしいものがほかにあるでしょうか。

誰かを殺すようにあなたをあおるメッセージは、すべて欺瞞です。

(2025年11月17日)

NATO vs Russia: una nuova catastrofe nucleare in Ucraina (tipo Chernobyl) come arma mediatica?

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Pubblico questo comunicato non per spaventare, ma per evitare che tutto avvenga nel silenzio e nell’indifferenza. I rischi esistono anche quando scegliamo di non guardarli. Informarsi significa accettare il disagio del dubbio, ma è l’unico modo per non lasciare che altri decidano al posto nostro cosa è vero e cosa no. Solo chi resta all’oscuro è davvero indifeso: per questo il potere preferisce cittadini distratti, disinformati e creduloni. La consapevolezza è l’esatto contrario della sudditanza.

Fonte della notizia, tradotta dal russo all'italiano: https://tass.ru/politika/25550915
Sullo stesso argomento, si veda anche: "Attacchi a centrali nucleari: il dossier delle fonti russe e le verifiche dell’AIEA"

Come in altre occasioni, anche stavolta aggiungo alcune note di traduzione (n.d.t.) per facilitare la lettura.


SVR [n.d.t.: Servizio di intelligence esterna della Federazione Russa]: l’Occidente prepara una grande operazione di sabotaggio alla ZAES [n.d.t.: ZAES è la sigla russa per la centrale nucleare di Zaporižžja, nota anche come ZNPP nelle fonti occidentali]

I “natovisti” europei [n.d.t.: termine colloquiale per indicare i paesi/militari della NATO] invitano il regime di Kiev a trovare la possibilità di cambiare urgentemente l’andamento del conflitto ucraino, negativo per gli occidentali, hanno sottolineato nell’ufficio stampa del Servizio.

MOSCA, 6 novembre 2025, TASS. L’Occidente si prepara ad attribuire alla Russia la responsabilità per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporižžja. È quanto si afferma in un comunicato dell’ufficio stampa dell’SVR della Federazione Russa pervenuto a TASS [n.d.t.: principale agenzia di stampa statale russa].

“L’Occidente si prepara ad attribuire alla Russia la responsabilità per un possibile incidente alla centrale nucleare di Zaporižžja”, si afferma nel comunicato. L’ufficio stampa del Servizio di intelligence esterna della Federazione Russa rileva inoltre che, secondo i dati che giungono all’SVR, i “natovisti” europei cercano la possibilità di modificare l’andamento del conflitto in Ucraina, sfavorevole per gli occidentali.

Nell’ufficio stampa hanno osservato che, in relazione a ciò, viene preso in considerazione lo scenario di organizzare un sabotaggio alla centrale nucleare di Zaporižžja con la fusione della zona attiva dei suoi reattori nucleari. “Nel ‘centro di elaborazione’ [n.d.t.: letteralmente ‘centro cerebrale’, qui nel senso di think tank] il momento più difficile della realizzazione di un simile piano è stato ritenuto quello di come esattamente addossare alla Russia la responsabilità per la catastrofe”.

In relazione a ciò, hanno aggiunto nell’ufficio stampa, a Chatham House [n.d.t.: noto think tank con sede a Londra] si propongono di preparare in anticipo un’argomentazione per il caso di “qualsiasi sviluppo degli eventi”. “Si prevede di garantire la copertura della situazione nei mass media in modo tale che l’opinione pubblica occidentale ‘si schieri inequivocabilmente dalla parte di Kiev’ nella questione dell’individuazione del colpevole di quanto accaduto”, hanno sottolineato nel Servizio di intelligence esterna della Russia.

Nell’ufficio stampa hanno nuovamente constatato che persino “su questioni di sicurezza nucleare tanto importanti per la vasta opinione pubblica, le élite totalitarie-liberali agiscono secondo schemi antiumani da tempo consolidati” [n.d.t.: qui “élite totalitarie-liberali” significa le classi dirigenti dei paesi occidentali].

“L’Occidente collettivo [n.d.t.: espressione che indica in blocco i paesi occidentali] è di nuovo pronto a ingannare e persino a uccidere ucraini e cittadini degli Stati occidentali al fine di attribuire alla Russia i crimini del regime di Kiev e giustificare la propria politica russofoba e gli sforzi per fomentare la guerra”, hanno concluso nell’SVR della Federazione Russa.

Послание дружбы из Италии русскому народу

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Дружба между Италией и Россией (искусство Франческо Галгани, 4 ноября 2025 года)

Без дружбы, уважения и сострадания между людьми и между народами весь мир превратится в руины.

К сожалению, здесь, в Италии, нами управляют, нас учат и информируют люди, которым трудно понять смысл собственных слов и поступков. Это посредственные люди, которых пугает одно-единственное правдивое слово. Всё строится на лжи, клевете, на том, чтобы возлагать на других собственную тяжёлую вину. Народ, увы, часто ненамного лучше своих правителей.

Но всё-таки есть надежда. Во всём мире, во всех странах есть замечательные люди. Ненасильственные люди, которые, хотя и страдают, как другие, а порой и больше других, инстинктивно чувствуют красоту и ценность жизни и защищают её. Наша ежедневная задача — оставаться в рядах именно таких людей. Это нелегко, потому что отчаяние и гнев могут увести нас в ложную сторону, но важно хотя бы пытаться.

Добро и зло живут внутри каждого из нас. Здесь, в Италии, сейчас дует ветер ненависти и злости, который вытаскивает наружу зло и оправдывает самые страшные проявления варварства. Это приводит к крайней поляризации, которая не помогает никому. Возможно, вы в России об этом не знаете, но здесь, в Италии, есть люди, которые всерьёз желают, чтобы ваш верховный главнокомандующий Владимир Путин поскорее сбросил атомную бомбу на европейскую территорию; другие, наоборот, мечтают о том, чтобы НАТО уничтожило Россию. Всё это отвратительно; это лишь бред затуманенных умов. Такой бред отрицает, что жизнь вообще заслуживает того, чтобы её прожили. Это бред тех, кто чувствует себя животным в цирке, которого заставляют жить в условиях постоянных пыток, унижений, жертв и навязанной дрессировки, а потом послушно отплясывать перед аплодисментами невежественной публики.

А вот знание и дружба между разными культурами, напротив, могут дать нашим душам чуть больше воздуха. Я понимаю, во время войны это особенно трудно, потому что война умножает число безумцев. Будем же стараться не сойти с ума и самим.

(4 ноября 2025 года)

Avversari politici uccisi socialmente ed economicamente con debanking (chiusura conti)

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Dopo l'articolo «Germania: perquisizioni domiciliari per chi ha opinioni “sbagliate”», passiamo ad un fenomeno trasversale alle nazioni, ovvero alla chiusura del conto corrente degli avversari politici e più in generale dei dissidenti, compresi i loro familiari e le loro aziende. Questo modo di uccidere socialmente ed economicamente le persone "scomode" o con idee "sbagliate" si chiama debanking. Chi lo subisce, difficilmente troverà un'altra banca disposta ad aprirgli un nuovo conto. Il tutto avviene per via extragiudiziale e senza spiegazioni, ovvero come provvedimento preso dall'alto, da qualche mano invisibile che ha la forza di trascendere lo stato di diritto, ordinando alle banche quali persone e aziende devono essere distrutte.

Questo tipo di "punizione" dal sapore dittatoriale, e senza reali possibilità di difesa per le persone comuni, è difficile da documentare con cifre esatte per ogni nazione. Segnalo il recente caso approfondito da VisioneTV: "Pfizergate: bloccati i conti di Frédéric Baldan, l’uomo che ha denunciato penalmente Ursula von der Leyen", discusso da Enrica Perucchietti, Gianluca Marletta e Roberto Quaglia.

Sullo stesso tema, segnalo anche l'intervista di Paolo Arigotti a Marcello Foa: "Critichi Ursula e ti chiudono i conti". I temi trattati non riguardano soltanto il caso di debanking legato a Frédéric Baldan, ma anche la chiusura senza spiegazioni del programma «Giù la maschera» di Foa, altri casi di conti chiusi (come VisioneTV) con il parallelo al caso Nigel Farage, il confronto con il "credito sociale" cinese e il conformismo di media, librerie ed editoria. Interessanti anche i parallelismi tra l'estromissione dalle operazioni bancarie e i timori per una valuta digitale centralizzata. Come nota positiva, viene citato il ritiro del progetto UE di "chat control". In chiusura, Foa discute con rammarico l'impatto di smartphone e social sull'attenzione dei giovani e sulla qualità del dibattito pubblico.

Propongo qui di seguito una traduzione dall'inglese all'italiano di un articolo del 10 dicembre 2024 (fonte), scritto dallo statunitense Erwin John Antoni III, capo economista della Heritage Foundation (think tank conservatore di Washington), e autore/commentatore su temi economici. Lo propongo non perché sposo la tesi dell'autore che Trump sia meglio di Biden (entrambi, secondo me, sono espressioni di un potere oppressivo), ma perché Antoni mette in evidenza che il debaking è usato già da molto tempo in maniera sistematica.

Come i democratici hanno “espulso dal sistema bancario” gli avversari politici con un attacco scioccante alle libertà americane

Punti chiave:

  1. Il debanking è una forma di ostracismo finanziario emersa solo negli ultimi vent'anni.
     
  2. Le autorità di regolamentazione governative rendono sostanzialmente impossibile per determinate persone o aziende effettuare transazioni online o avere un conto bancario o una carta di credito.
     
  3. La spinta della sinistra radicale a escludere dal sistema bancario chiunque non condivida le sue idee non ha nulla a che vedere con solidi principi finanziari: è solo una questione politica.

Il presidente Biden ha supervisionato quasi quattro anni di un sistema giudiziario a doppio standard, come rende fin troppo chiaro la grazia concessa a Hunter Biden e le persecuzioni politiche contro l’allora candidato Donald Trump.

Ma ci sono stati attacchi più silenziosi alla giustizia, come il “debanking” — e pochi si rendono conto che potrebbero essere le prossime vittime perché ciascuno di loro è “una persona politicamente esposta”, cioè qualcuno che non è d’accordo con lo status quo liberale.

Il debanking è una sorta di ostracismo finanziario comparso solo negli ultimi vent’anni.

È iniziato sotto l’allora presidente Barack Obama come una guerra per punire coloro che sono considerati nemici politici, come i produttori di armi da fuoco. Documenti governativi desecretati alla fine del 2020 hanno dimostrato che il governo federale ha usato la propria autorità di regolamentazione sui mercati finanziari per colpire gli avversari politici.

I regolatori governativi rendono di fatto impossibile a certe persone o imprese effettuare transazioni online, o avere un conto bancario o una carta di credito.

>>> La chiusura/espulsione dai servizi bancari è la nuova arma della cancel culture

Il dottor Joseph Mercola, critico del vaccino contro il COVID, si è visto chiudere i conti aziendali da JP Morgan Chase, una mossa che il suo direttore finanziario ha affermato sia avvenuta proprio mentre Mercola criticava la Food and Drug Administration.

Nella sua nuova autobiografia, Melania Trump afferma che il suo conto bancario è stato chiuso dopo i disordini del 6 gennaio 2021, e che a suo figlio Barron è stato impossibile aprire un proprio conto. L’ha definita “discriminazione politica”.

Nel mondo moderno, l’esclusione dai servizi finanziari elettronici è una condanna a morte economica.

I regolatori sosterranno di non vietare tecnicamente a una banca privata di fare affari con un individuo, e che la banca sceglie liberamente di non avere quella persona come cliente.

Ma la realtà è molto diversa — a causa dell’influenza indebita e del controllo nelle mani dell’odierno, gonfiato apparato amministrativo.

Un burocrate può rendere la vita di qualcuno così difficile da costringerlo a conformarsi — il governo che mette alle strette un individuo o un’istituzione privata perché faccia ciò che il governo stesso non può fare per legge.

È come quando l’amministrazione Biden ha fatto pressione sulle piattaforme social per rimuovere chiunque mettesse in discussione i punti di discussione politici sulla pandemia di COVID.

Il flagello del debanking sotto il presidente Biden ha colpito in modo particolarmente duro il mondo delle cripto. La Securities and Exchange Commission ha scatenato una pioggia di indagini, alcune reali e altre solo minacciate, per costringere innovatori e investitori a uscire da quello spazio.

Decine di fondatori nel settore tech e cripto sono stati privati dei servizi bancari sotto Biden, e le loro invenzioni soffocate.

Nel podcast di Joe Rogan, il venture capitalist Marc Andreessen ha attribuito la responsabilità al Consumer Financial Protection Bureau, un gruppo istituito su richiesta della senatrice Elizabeth Warren (democratica del Massachusetts) per prendere di mira in particolare le aziende cripto.

>>> I repubblicani dello Utah combattono il “sistema di valutazione politica” di una società di rating del credito

“Praticamente ogni fondatore cripto, ogni startup cripto, è stato o debancato personalmente e costretto a lasciare il settore, oppure la sua azienda è stata debancata”, ha detto Andreessen.

Andreessen ha aggiunto che altri, come Kanye West, sono stati privati dei servizi bancari, “perché hanno la politica sbagliata. Per aver detto cose inaccettabili. In base alle attuali normative bancarie, dopo tutte le riforme degli ultimi 20 anni, esiste ora una categoria chiamata persona politicamente esposta, PEP. E se sei una PEP, i regolatori finanziari impongono di estrometterti, di cacciarti dalla tua banca.”

Il designato del presidente eletto Donald Trump come Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha fatto notare che molti democratici sono in crociata anti-cripto mentre cercano di lavarsi di dosso la macchia di FTX e di Sam Bankman-Fried — il truffatore cripto e frodatore che ha fatto enormi donazioni elettorali a politici democratici.

Tuttavia, il problema va ben oltre le cripto o l’industria tecnologica. Ed è più grande della sola amministrazione Biden, che usa surrogati come il Southern Poverty Law Center per etichettare fallacemente qualsiasi istituzione conservatrice come “gruppo d’odio”. Fare affari con un gruppo che si occupa di “odio” può far penalizzare un istituto finanziario dai regolatori per l’aumento del “rischio reputazionale”.

Che cosa c’entra questo con la capacità di un debitore di restituire un prestito, con la solvibilità di una banca o con il valore del patrimonio di un individuo? Nulla. La spinta della sinistra radicale a privare dei servizi bancari chiunque non condivida le sue idee non ha nulla a che vedere con solidi principi finanziari — è tutta politica.

Chiunque apprezzi la libertà e lo stato di diritto dovrebbe essere estremamente grato che il presidente entrante abbia messo in guardia i burocrati: i loro giorni di imposizione occulta della conformità politica sono contati.

Questo articolo è apparso originariamente sul New York Post.

Germania: perquisizioni domiciliari per chi ha opinioni “sbagliate”

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Una delle linee di confine tra la dittatura e la democrazia è la possibilità di esprimere il proprio dissenso senza dover temere gravi ritorsioni o punizioni esemplari. Con questa premessa, propongo una traduzione dal tedesco all'italiano di un articolo di Tobias Riegel (fonte), pubblicato il 24 ottobre 2025 su NachDenkSeiten, sito tedesco di analisi e commento politico-mediatico.

Ho aggiunto alcune note di traduzione e riportato gli stessi links usati nell'articolo originale.

Ancora una volta perquisizione domiciliare per “opinioni sbagliate”: queste intimidazioni devono finire!

L'appartamento del giornalista Norbert Bolz è stato perquisito dalla polizia a causa di un articolo di opinione evidentemente satirico. Questa scandalosa pratica di intimidazione dei dissidenti attraverso perquisizioni domiciliari utilizza due pesi e due misure e segue il motto: “Punire uno, educarne cento”. Questo deve finire! Un commento di Tobias Riegel.

La Procura di Berlino procede contro un pubblicista, accusandolo di aver utilizzato slogan del nazionalsocialismo [n.d.t.: “nazionalsocialismo”, “NSDAP” e “nazismo” indicano lo stesso movimento/partito], come riporta, tra gli altri, la Welt [n.d.t.: quotidiano tedesco di orientamento conservatore]. Giovedì, la polizia di Berlino ha perquisito l’abitazione dello studioso dei media Norbert Bolz [n.d.t.: professore di teoria dei media, noto commentatore conservatore in Germania]. All’origine del provvedimento c’è, secondo l’avvocato di Bolz, Joachim Steinhöfel, un tweet del gennaio 2024 in cui Bolz scriveva:

“Buona traduzione di ‘woke’: Germania, svegliati!”

[n.d.t.: “woke” è un termine inglese nato nei movimenti per la giustizia sociale; in senso critico, indica un’ideologia percepita come moralmente prescrittiva. Qui l’accostamento satirico allude all’idea che il “pensiero woke” pretenda un’adesione uniforme, ricordando dinamiche proprie dei regimi autoritari del Novecento]

Bolz si riferiva a un articolo della taz [n.d.t.: quotidiano tedesco di sinistra] dal titolo “Messa al bando dell’AfD e petizione su Höcke: la Germania si risveglia” [n.d.t.: AfD = Alternative für Deutschland, partito della destra/estrema destra tedesca; Höcke = Björn Höcke, dirigente di AfD]. La parola inglese “woke” significa “risvegliato”. “Deutschland erwache” (Germania, svegliati!) è uno slogan dell’NSDAP [n.d.t.: Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, cioè il partito nazista]. Secondo i resoconti dei media, la Procura considera tale uso come punibile in quanto impiego di segni distintivi di organizzazioni incostituzionali. Poco dopo la pubblicazione, la taz avrebbe cambiato il titolo del suo pezzo, oggi intitolato “Fuori dall’impotenza”. Un’immagine di quel tweet di Bolz — chiaramente di intento satirico — si trova a questo link.

“Ricorda sempre più uno Stato autoritario di intimidazione”

Fioccano ora dure critiche all’operato delle autorità. Il giurista di diritto costituzionale ed europeo Volker Boehme-Neßler ha definito la perquisizione domiciliare — inclusa la partecipazione del BKA — sproporzionata e pericolosa per lo Stato di diritto, stando ai media [n.d.t.: BKA = Bundeskriminalamt, Ufficio federale di polizia criminale tedesco]. L’eurodeputato Fabio De Masi (BSW) ha scritto su X [n.d.t.: BSW = Bündnis Sahra Wagenknecht, nuovo partito guidato da Sahra Wagenknecht]:

“La perquisizione a casa del conservatore studioso dei media Norbert Bolz per un tweet chiaramente ironico è, sulla base di tutte le informazioni disponibili pubblicamente, scandalosa, del tutto sproporzionata e ricorda sempre più uno Stato autoritario di intimidazione. La sinistra dovrebbe alzare la voce contro tali tendenze autoritarie — proprio e anche quando colpiscono persone che la pensano diversamente! Io tutto questo non lo trovo più normale!”

Persino i Verdi sono indignati

A quanto pare, con la nuova perquisizione domiciliare per un contributo d’opinione satirico si è tirata la corda in modo fin troppo evidente; oppure forse i politici verdi ritengono semplicemente tatticamente opportuno saltare in fretta sul treno dell’indignazione — in ogni caso, stando ai media, anche i Verdi Riccarda Lang [n.d.t.: co-presidente dei Verdi] e Ralf Fücks [n.d.t.: esponente e saggista dell’area verde] ora criticano l’azione contro Bolz.

Bolz ha commentato l’accaduto sulla piattaforma X con queste parole:

“Perquisizione domiciliare per un post. Giovani, gentili poliziotti che, alla fine, mi hanno dato il buon consiglio di essere più prudente in futuro. Lo farò e parlerò soltanto di alberi.”

Di nuovo: “HessenGegenHetze”

[n.d.t.: HessenGegenHetze è il nome di una piattaforma ufficiale del Land Assia dove i cittadini possono segnalare contenuti online potenzialmente penalmente rilevanti (hate speech, istigazione, ecc.). Le segnalazioni possono poi essere inoltrate alla polizia e, nei casi pertinenti, al BKA/ZMI]

Secondo la Procura, la segnalazione è arrivata da un ufficio per le denunce contro l’odio in rete, stando ai media. Secondo informazioni della Welt, la ZMI dell’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) aveva già ricevuto il 27 novembre 2024 una segnalazione dalla piattaforma “HessenGegenHetze” relativa al post di Bolz. [n.d.t.: ZMI = Zentrale Meldestelle für strafbare Inhalte im Internet, ufficio centrale del BKA che raccoglie le segnalazioni di contenuti penalmente rilevanti online]. Sempre secondo i resoconti, anche nel cosiddetto processo “Schwachkopf” contro un pensionato bavarese che aveva condiviso un meme satirico sul ministro dell’Economia Robert Habeck (Verdi) [n.d.t.: Habeck è il ministro dell’Economia tedesco; “Schwachkopf” in tedesco significa “imbecille”], la segnalazione decisiva proveniva da “HessenGegenHetze”.

Di recente, anche il politico Jürgen Todenhöfer aveva riferito che, per dichiarazioni sui social, esisterebbe un decreto di perquisizione domiciliare, perquisizione personale e sequestro nei suoi confronti, che però non sarebbe stato eseguito, stando ai media. [n.d.t.: Todenhöfer è un politico e pubblicista tedesco, noto per posizioni critiche sulla politica estera; le cronache hanno parlato di un suo post sui social con paragoni tra l'operato di Netanyahu nel conflitto israelo-palestinese e l'operato dei nazisti nella Seconda Guerra Mondiale]

Doppi standard

Non posso che concordare pienamente con le dure critiche mosse all’operato della magistratura contro Bolz e altri. Ancora più irritanti sono i doppi standard quando si tratta dell’uso di simbologia e linguaggio nazisti storici. Questo uso, infatti, non è affatto vietato a tutti i cittadini — i “buoni” possono tranquillamente fare propaganda con svastiche ecc. Nell’articolo “Solo i ‘buoni’ possono relativizzare il terrore nazista” abbiamo scritto:

“Un politologo che, senza essere contraddetto, accosta AfD e BSW alle correnti di partito dell’NSDAP; Ampelpolitiker [n.d.t.: “politici della coalizione semaforo”, cioè l’alleanza federale SPD-Verdi-FDP] che mettono i concorrenti politici sullo stesso piano di Joseph Goebbels; riviste con i motivi presentati in copertina — e così via: i ‘Guten’ [n.d.t.: “i buoni”, usato ironicamente per indicare chi si percepisce dalla “parte giusta”] possono relativizzare impunemente il terrore nazista storico e sfruttarne la simbologia. Ma guai a fare paragoni simili, ad esempio riguardo alle politiche anti-Covid.”

“Puniscine uno, educane cento”

Il crescente ricorso al drastico strumento della perquisizione domiciliare per “opinioni sbagliate” è totalmente da respingere e va ricondotto a livelli accettabili. L’obiettivo di questo modus operandi non è evidentemente soltanto l’intimidazione dei singoli colpiti dalle perquisizioni, ma segue verosimilmente anche il motto: “Puniscine uno, educane cento.”

La pietra tombale del giornalismo europeo

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E' con composta mestizia che comunichiamo la dipartita del giornalismo europeo.

Data del decesso: 21 ottobre 2025.

Ad annunciare il tragico evento, l'onestà di Péter Szijjártó, ministro degli Esteri dell'Ungheria. Il 21 ottobre 2025, a seguito di una domanda della testata ungherese Telex, e ripreso da altri media del Paese, ha invitato il suo popolo a dubitare in blocco delle informazioni diffuse dagli organi di stampa, bollate come fake news di un fronte "pro-guerra":

«"Nel momento in cui è stato annunciato il prossimo vertice di pace, è stato chiaro che molte persone avrebbero fatto molto per impedirne lo svolgimento", ha affermato Péter Szijjártó, ministro degli Affari esteri e del Commercio, che si trova a Washington, in risposta a una domanda di Telex. [...]
"L'élite politica pro-guerra e i suoi media lo fanno sempre prima di eventi importanti che potrebbero essere decisivi in ​​materia di guerra e pace. È così prima di ogni riunione del Consiglio europeo. È così prima delle decisioni sui pacchetti di sanzioni o sul Quadro europeo per la pace. Non c'è niente di nuovo sotto il sole".
"Anche adesso, finché non avrà luogo il vertice, ci saranno decine di fughe di notizie, fake news e dichiarazioni secondo cui non ci sarà alcun vertice." [...]»
 
fonte in lingua ungherese: Szijjártó a Telexnek 

La pietra tombale del giornalismo europeo (Francesco Galgani's art, 24 ottobre 2025)
(vai alla mia galleria)

Questo non è sarcasmo né ironia, ma triste realtà. Il ministro ha purtroppo pienamente ragione, e non solo in tema di guerra. A quello che lui ha detto, aggiungo che il nostro giornalismo, ormai da tanti anni (e l'abbiamo visto anche durante il Covid), sostituisce un riflesso condizionato alla verifica, un'ipotetica fuga di notizie (inventate) a un documento vero, l'editoriale e i commenti anche molto velenosi ai fatti.

La diagnosi l'ha firmata un ministro, non un polemista. E la diagnosi è semplice: se prima ancora che un evento accada si alza un'ondata coordinata di indiscrezioni, smentite a orologeria e titoli auto-confermativi, non è più informazione, è industria della suggestione. Gran parte delle notizie dei media ufficiali sono semplicemente inventate o distorsioni della realtà fatte ad arte. 

L'autopsia sul cadavere del giornalismo rivela in maniera inequivocabile le cause della morte:

- Fatti subordinati alla narrativa: la tesi precede la cronaca, il dato arriva (forse) dopo.
- Dipendenza dai "leaks", cioè di fughe di notizie da fonti anonime (di solito inesistenti), che in gergo si chiamano "kazzaten".
- Etichettatura del dissenso: chi sa fare critica e sa porre domande è bollato, umiliato, emarginato.

Alla luce di tutto questo, stare lontano dalla televisione, e dai mass media in generale, è una questione di igiene mentale. Tuttavia, trovare fonti di cui fidarsi è un percorso molto lungo, impegnativo, e che richiede coscienza. Con questo blog, nel mio piccolo, a volte faccio anche giornalismo serio, ma trovare, verificare e linkare fonti affidabili non è mai banale.

(24 ottobre 2025)

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