Solidarietà

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Il cuore in mano
per lo straniero,
per il lontano,
per la donna violentata,

oppure trucidata,
e mai per il vicino,
per il fratello,
per la sorella bisognosa.

Solidarietà di comodo,
nemica di se stessa,
protesa assai lontano,
e mai un po’ più vicino.

Non sarà questa
a dar pace e perdono
a chi non sa amare
dove più fa male.

Più è rischiosa
una parola d’affetto,
più sarà vera,
qui e adesso.

(7 dicembre 2022)

La pace sia con te

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Qualunque strada tu scelga,
la tua troverai,
perché più ti allontanerai da te,
più la Vita ti spingerà
verso quella missione
che a te appartiene,
che da sempre ti aspetta.

Non dubitare del tuo agire
quando porgi una mano
guidata dal cuore,
anche i cari di cui rimane il ricordo,
a cui segretamente ti rivolgi
e che nel vento si manifestano,
gioiscono delle tue azioni.

La pace sia con te,
creatura di quest’universo,
figlia d’un miracolo
d’amore certo,
che nelle tribolazioni ti guida,
e ti ringrazia,
anche oggi regalandoti vita.

Avolina cara,
gli altri da cui vai sono in te,
e tu sei in loro,
quindi pacificati ogni giorno,
e abbandona ogni giudizio,
affinché chi ti incontra
dopo si senta alleggerito.

(5 dicembre 2022)

È meglio non inviare armi. Qual è il vero scopo della guerra?

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Il russo che interviene per amor di patria, per amore verso i compatrioti, per i propri fratelli e sorelle, e lo fa non per cattiveria, ma per legittima difesa, è dentro ciascuno di noi.

L’ucraino che interviene per amor di patria, per amore verso i compatrioti, per i propri fratelli e sorelle, e lo fa non per cattiveria, ma per legittima difesa, è dentro ciascuno di noi.

Il conflitto è dentro ciascuno di noi. Possiamo scegliere se fomentarlo, aggravando le infinite sofferenze, ingiuste e inutili, schierandoci da una parte o dall’altra, oppure possiamo pacificarci dentro. Possiamo scegliere se essere persone di guerra o persone di pace. Anche sventolare una bandiera di una delle due parti, come se l’altra non esistesse, è controproducente innanzitutto verso noi stessi.

La pace non è dire agli altri cosa devono fare, o peggio dar loro un’infinità di armi e di soldi. La pace è innanzitutto un percorso interiore verso una ritrovata innocenza, verso un equilibrio dinamico in cui gli opposti coesistono compassionevolmente e amorevolmente. Questi opposti sono innanzitutto dentro ciascuno di noi. Solo se pacificati dentro, rinunciando a esercitare potere sulle altre persone, possiamo portare pace nel mondo.

Quando cade una bomba, libertà e dignità diventano parole senza senso. Ciò vale sia per chi l'ha lanciata, sia per chi ne viene colpito.

Proviamo a chiederci qual è lo scopo della guerra. O meglio, non “lo scopo” nel senso che ce ne sia soltanto uno, ma nel senso che ce n’è uno particolarmente nascosto nell’ombra. Proviamo a portarlo alla luce.

Prendo in prestito le parole di George Orwell, tratte dal suo romanzo “1984” (pubblicato nel 1949):

«[…] Lo scopo della guerra non è quindi di carattere economico, ma serve a fare in modo di consumare nelle spese militari gran parte delle risorse che altrimenti servirebbero a rendere più ricca e intelligente la vita dei cittadini. La distruzione della bellezza, inoltre, allontana dai pensieri spirituali e ci rende più vuoti dentro predisponendoci ad una mentalità consumistica e materialista come vogliono i potentati moderni. Infine è determinante l’alterazione ed il controllo della storia ottenuto tramite la distruzione dei documenti che testimoniano una realtà passata migliore di quella attuale. Così i dati sulle epoche precedenti o vengono modificati a piacimento oppure cancellati completamente dalla memoria storica. L’obiettivo è quello di non dare agli uomini termini di confronto e far credere loro di trovarsi nel miglior stato possibile, nel miglior mondo possibile.

Altro mezzo utilizzato dal Grande Fratello per perseguire i propri scopi è quello della perenne guerra contro le due potenze mondiali. La guerra descritta è in realtà solo un pretesto, uno strumento per controllare la popolazione più povera. In conformità ai principi del bipensiero, non ha importanza che la guerra ci sia davvero o che, essendoci la vittoria, sia impossibile. Lo scopo della guerra non è la vittoria ma la continuità. Lo scopo della guerra è la distruzione di quanto prodotto dal lavoro umano. Una società gerarchica è possibile solo sulla base della povertà e dell’ignoranza. Come principio lo sforzo bellico è sempre programmato per tenere la società alla soglia della fame. La guerra è scatenata dal gruppo dominante contro i suoi stessi soggetti. E lo scopo non è la vittoria contro l’Eurasia o l’Estasia, ma di far rimanere intatta la struttura della società. [...]»

(7 dicembre 2022)

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