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Crossmedialità e sociologia dei nuovi media (alcuni video di Treccani.it)

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2014

Qui di seguito alcuni video di Treccani.it relativi alla crossmedialità e ad aspetti sociologici dei nuovi media. Buon ascolto e buona visione... sempre mantenendo un approccio critico, i punti di vista possono essere tanti e diversificati :)

Argomenti trattati:

  • Che cos'è la cross-medialità?
  • Bambini e tecnologia
  • Cos'è oggi la crossmedialità?
  • Come creare un prodotto crossmediale?
  • "Digito" ergo sum
  • La sociologia di fronte ai social network
  • Lingua italiana e nuovi media
  • Il successo di Facebook
  • Politica in rete. La e-democracy esiste?
  • La rivoluzione digitale

Che cos'è la cross-medialità?
La cross-medialità è la possibilità editoriale "di declinare un contenuto su più media, su più piattaforme", ci spiega l'autrice di programmi televisivi Maria Teresa Laudando. Nata sostanzialmente con il diffondersi dell'accesso al computer, la cross-medialità si è sviluppata e irrobustita in questi ultimi anni grazie al progresso tecnologico. Insomma, quando seguiamo un programma televisivo su internet, mettiamo un filmato su YouTube, o leggiamo la nostra posta elettronica sul telefonino, agiamo tutti nella cross-medialità, magari senza saperlo.

Bambini e tecnologia
E' sotto gli occhi di tutti che le giovani generazioni hanno una familiarità con le nuove tecnologie da fare invidia ai "grandi". Ma allo stupore si accompagna anche, e non di rado, una buona dose di preoccupazione.
L'autrice di programmi televisivi Maria Teresa Laudando ripercorre le "tappe tecnologiche" dei bambini di oggi, cui, in termini assoluti, sarebbe assurdo volersi opporre. Vero è, invece, che, mentre le misure di protezione dei minori dalle insidie della rete vedono attori sempre più sensibili, si potrebbe fare molto di più per mettere a frutto i vantaggi e le opportunità che essa offre.

Cos'è oggi la crossmedialità?
In poche parole è il sistema crossmediale internazionale composto dai nuovi media che vi intrecciano le proprie abilità: quella di fare contenuti e quella di distribuirli su protocollo Internet.

A spiegarlo è Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione alla Statale di Milano, che precisa: la crossmedialità consente il collegamento tra media che hanno età diverse, come la televisione, Internet e Twitter. Il digitale e il protocollo IP riescono a metterle insieme e a farle interagire l'una con l'altra.

Come creare un prodotto crossmediale?
La crossmedialità dei nuovi media rende necessaria un'attenta pianificazione di qualsiasi contenuto editoriale. Edoardo Fleischner, docente di Nuovi media e comunicazione, spiega come un prodotto che deve essere distribuito non solo via web -- ad esempio - ma anche attraverso smartphone, passaggi nella televisione "tradizionale" o riproduzioni sulla carta stampata, deve essere progettato con la consapevolezza che queste piattaforme utilizzano format e linguaggi diversi, da far convergere in un unico contenuto.

"Digito" ergo sum
Sul Web si vive una sorta di eterno presente che determina anche problemi di natura storico-documentaristica: i siti cambiano o possono scomparire. Radicalmente. E a quel punto non esiste più nulla in Rete che li riguardi o delle notizie che hanno pubblicato.

Parte da questa constatazione la necessità di immaginare una reinvenzione della categoria "passato" anche nel mondo digitale, che consenta un'archiviazione di tutto quello che in Rete è stato prodotto.

La sociologia di fronte ai social network
Che cosa pensa la sociologia del fenomeno dei social network? Studia Facebook, Twitter, Youtube? A quali conclusioni sono giunti gli studi sociologici? Guido Martinotti, studioso e professore di Sociologia urbana, sfata due credenze molto diffuse: non è vero che la rete diminuisce la socialità, ma, anzi, la aumenta; d'altronde, se è vero che la rete crea relazioni di un tipo nuovo, senza "contenuto biotico", essa si diffonde, però, solo là dove già esiste una solida struttura sociale.

Lingua italiana e nuovi media
I nuovi mezzi di comunicazione di massa hanno cambiato e impoverito la lingua italiana? Lo abbiamo chiesto a Valeria della Valle, professoressa associata di Linguistica Italiana all'Università di Roma La Sapienza. Secondo la linguista, le forme di linguaggio legate a internet e alla telefonia rappresentano un valore aggiunto nel processo evolutivo di una lingua, e non certo la causa di un suo degrado. E se proprio bisogna cercare un motivo del suo impoverimento, non è nello sviluppo dei new media, quanto in alcuni significativi fattori legati alla formazione scolastica e ai processi di alfabetizzazione.

Il successo di Facebook
Quali sono i motivi del successo di Facebook? Chi lo frequenta? A cosa si deve la sua crescita esponenziale? Queste le domande che abbiamo posto a Massimo Canevacci, professore di Antropologia Culturale presso l'Università La Sapienza di Roma.

Facebook è il luogo dell'amicizia e di una nuova intimità tra le persone, che rompe il fronte più rigido della privacy e porta a scambiarsi non solo informazioni, ma anche emozioni. Sulle sue pagine, l'utente può costruirsi un profilo reale, che può aggiornare nel tempo inserendo solo i dati che vuole far emergere.

Politica in rete. La e-democracy esiste?
È possibile pensare che Internet contribuisca ai processi di democratizzazione, creando nuove forme di partecipazione politica, più diretta e trasparente? Secondo Sara Bentivegna, ordinaria di Teorie e Tecniche della Comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma, il web, soprattutto grazie alle nuove applicazioni e alla tecnologia del 2.0, offre strumenti efficaci per realizzare questa possibilità.

In passato i pareri sono stati discordanti: c'era chi sosteneva che Internet avrebbe sconfitto ogni regime e dittatura e c'era chi sosteneva non sarebbe cambiato nulla. Di sicuro la rete ha modificato i processi di informazione e azione politica. Infatti, ora esiste una possibilità di partecipare alla cosa pubblica personalmente, senza ricevere passivamente delle informazioni, magari opportunamente filtrate. La vittoria di Barack Obama è di sicuro 'lesempio più lampante.

Né è un caso che si parli di elezioni vinte su Internet. La campagna presidenziale americana ha dato ai cittadini l'opportunità di essere attivi, con una pressione e un'azione politica tutta nuova. Allo stesso tempo, ha concesso al presidente eletto di poter comunicare direttamente con gli elettori e senza alcun filtro. Rimane da capire, in futuro, quanto i cittadini vogliano partecipare alla cosa pubblica e quanto i politici vogliano renderli partecipi. Gli strumenti ci sono. Ma la e-democracy è ancora un'aspirazione.

La rivoluzione digitale
Quella realizzata da Internet e dalle nuove tecnologie può essere definita una rivoluzione? La risposta è affermativa: si tratta di un rivoluzione orizzontale che sta entrando in tutti i comparti produttivi ed è in grado di cambiare la vita delle persone. O meglio, sta cambiando tutto ciò che è possibile trasformare in bit.

Perché? Internet è una tecnologia "general purpose" (come l'elettricità e il vapore) in quanto è utilizzabile in tutti i diversi settori della produzione. È una rivoluzione in grado di cambiare gli stessi esseri umani. Ecco perché.