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Politica ed economia

Schiavismo del terzo millennio

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2018

Schiavismo del terzo millennio

Falsi per contratto,
snaturati per lavorare,

schiavi senza volto
fustigati per appagare

le voglie dei clienti
pure loro ubbidienti

a un dio senza amore,
senza umana dignità,
né un barlume interiore.

(Francesco Galgani, 21 marzo 2018, www.galgani.it)

«[...] E sono note le regole di disciplina interna: i commessi non possono mai dire no a un cliente, quando arriva in negozio un nuovo dipendente gli altri lo accolgono con gioiosi canti e balli, e alla fine di ogni giornata i lavoratori migliori vengono premiati con un caloroso applauso. Oppure pensiamo a chi lavora in un fast food. Nel corso dell’ultimo Superbowl uno spot ha mostrato una nuova campagna di McDonald’s: Pay with lovin’. Alcuni clienti estratti a sorte ottengono la possibilità di «pagare con amore», anziché con i soldi. A comunicarglielo sono gli stessi cassieri, che a loro volta devono abbracciare i clienti, dargli il cinque, ballare con loro, cantare una canzoncina, tutto all’insegna dello slogan Give lovin’, get lovin’. Dai amore, ricevi amore. Per una paga oraria di 8,25 dollari.

McDonald’s era stata preceduta da Pret a Manger, catena diffusa soprattutto nel Regno Unito. Nel 2013 era stato pubblicato (e poi rimosso dal sito) un documento interno con l’elenco dei diciassette Pret Behaviours, i comportamenti che avrebbero dovuto tenere tutti i dipendenti: «non essere mai di cattivo umore», non avere «idee troppo complicate», non far pensare che «si è lì solo per i soldi», «creare un senso di divertimento», essere «genuinamente amichevole»; il perfetto lavoratore Pret «non molla mai», «è di spirito», «si tira fuori dai problemi e aiuta gli altri». Iscriversi a un sindacato per esempio era preso come un segno di infelicità, non apprezzato dalla direzione e dai colleghi e avrebbe potuto portare al licenziamento (era il caso di un lavoratore di origini ceche raccontato due anni fa dalla «London Review of Books»). [...]»

tratto da: http://lettura.corriere.it/debates/cosi-ti-emoziono-le-email-di-lavoro/

Per chi votare?

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2018

In tempo di campagna elettorale, il virus del potere si diffonde, annebbiando e instupidendo le menti. Dopo le elezioni, invece... pure...

Le ragioni del voto possono essere tante, a cominciare dal fatto che le persone tendono a votare ciò che più le rappresenta, nel senso di ciò che vorrebbero essere, di ciò che vorrebbero diventare. Sarà un caso che le persone più votate, più lodate, più applaudite e messe nei centri di potere (compresi i nostri parlamento e governo, solo per fare un esempio) siano quelle più psicopatiche, nel senso proprio del termine, cioè di malati di mente, incapaci di empatia, incapaci di non mentire, incapaci di andare oltre i bassifondi del proprio ego? Questa, sia ben chiaro, non è una mia opinione personale, bensì una constatazione di ciò a cui sono giunte le ricerche nell'ambito della  corporate psychopathy (psicopatia aziendale).

In Europa gli studi sulla corporate psychopathy sono meno sviluppati rispetto all'America, ma mostrano tendenze simili. Una ricerca di Belinda Board e Katarina Fritzon, dell'Università del Surrey, ha comparato un gruppo di 39 manager di successo con criminali e pazienti psichiatrici gravi. La loro classificazione finale ha diviso la popolazione esaminata in «psicopatici di successo» e «psicopatici senza successo». In sintesi, la personalità del manager brillante ha molti elementi in comune con quella dello psicopatico.

In sintesi, queste sono le chiavi del successo per ottenere potere (e la legittimazione popolare tramite il voto):

  • mancanza di scrupoli,
  • mancanza di responsabilità,
  • mancanza di sensi di colpa,
  • mancanza di empatia,
  • tendenza alla menzogna e alla manipolazione,
  • cinismo,
  • perversione morale permanente,
  • ecc.

Per chi vuole approfondire, rimando all'articolo: «Gli affari andranno a gonfie vele se il top manager è psicopatico»

Potere, menzogna e ignoranza spesso vanno insieme, con la naturale conseguenza che il voto diventa solo uno strumento per legittimare la plutocrazia già esistente, cioè il potere di una finanza gravemente malata che mette al primo posto l'estremo profitto di pochissimi a danno della collettività. La psicopatia ha occupato i vertici della società. Con maggiore o minor ritardo, il mondo sta seguendo questa tendenza. Se ai vertici delle singole imprese industriali e finanziarie c'è inattesa percentuale di psicopatici, cosa succede al vertice di tutta la società? Nei posti guida si è seduta una immoralità senza precedenti.

Per fare il punto della situazione, suggerisco una visione di un video di Padre Alex Zanotelli, che fa un'efficace sintesi al riguardo.

Dopo tutte queste premesse, la domanda che ne segue è: «Per chi voto?»

Penso che un'efficace risposta si trovi nel video «CHI VOTARE?! Elezioni 4 marzo» di Mauro Scardovelli. A proposito, questo è il link alla puntata 120 di Radio Aleph citata nel video. Penso che le considerazioni espresse da Mauro valgono sia per queste elezioni 2018, sia per tutte le prossime che verranno.

Infine, vorrei fare una riflessione su quel mostruoso "Pareggio di bilancio" approvato dal nostro Parlamento nel 2012 e inserito nella nostra Costituzione, che di fatto ha costituito un colpo di stato, avvenuto sotto ricatto della BCE. Il pareggio di bilancio in Costituzione significa una precisa scelta, ovvero che noi ci leghiamo mani e piedi, nel senso che il Governo Italiano non può più decidere sulle cose essenziali, che vengono decise da altre parti... le quali non sono istituzioni democratiche, ma sono istituzioni al servizio della plutocrazia di oggi, cioè delle grandi multinazionali e dei grandi potentati finanziari. Per dirla in termini ancora più chiari, in questi dieci anni di crisi i poveri sono triplicati e questo perché il lavoro e la vita stesse delle persone sono stati sacrificati al rigore di bilancio.

Alcuni dati sulla situazione del nostro Paese sono più che indicativi. In questi anni si sono prodotti (fonte):

  • un forte aumento della povertà assoluta (1.619.000 famiglie pari a 4.742.000 persone) e della povertà relativa (2.734.000 famiglie, pari a 8.465.000 persone) (dati Istat 2016);
  • una decisa compressione del diritto alla salute, con 12 milioni di persone che hanno dovuto rinunciare alle cure e 13 milioni di persone che hanno avuto forti difficoltà a potersi pagare le spese sanitarie (7° Rapporto Censis 2017);
  • un costante aumento della disoccupazione, in particolare giovanile (37 per cento, dati Eurostat-maggio 2017);
  • un aumento dell’abbandono scolastico precoce (15 per cento, dati Commissione Europea 2016)

Qualcuno si ricorda, durante il Governo Monti, chi votò questa aberrazione della democrazia, questa rinuncia dell'Italia alla sua sovranità e questo obbligo di portare l'intera nazione verso la più cupa povertà, per non dire miseria? C'è poco da ricordarsi, perché venne approvato dalla maggioranza di allora PD+PDL+UDC, senza voti contrari. A quel tempo vennero approvati anche altri trattati, sempre di natura economica, equivalenti ad una auto-impiccagione.

Stando così le cose, il nostro attuale Governo Gentiloni ha fatto di tutto per rassicurare l'Europa che dopo le prossime elezioni l'Italia continuerà ad avere un "governo stabile" (presumo che, in questo contesto, per "governo stabile" si intenda un governo in cui non si discuta più di nulla, ma ci si limiti ad "appecoronarsi" alle decisioni dei potentati finanziari). In questo modo il record di poveri non ce lo toglierà più nessuno. Più o meno l'atteggiamento di tutti gli ultimi governi mi sembra quello di considerare gli "elettori" come un qualcosa di troppo, come un fastidio di cui farebbero volentieri a meno.

La nostra democrazia è veramente schiacciata sotto un peso terribile.

Mi auguro che ciascuno di noi possa arrivare al voto con consapevolezza e attente riflessioni, senza dar minimamente credito alle supercazzole propinate dalla tv e da tutto il sistema mass-mediatico,

Francesco Galgani,
2 marzo 2018

Tutti al voto

Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2018

Tutti al voto

Innalziamo le nostre anime,
creiamo fiducia,
diamo fiducia!

Non più litigi,
solo cuore aperto.

Non più rabbia,
solo ascolto.

Non più potere,
solo Amore.

Quando saremo così,
pienamente integri e umani,
allora potremo votare
per cambiare noi stessi.

(Francesco Galgani, 1 marzo 2018 - www.galgani.it)

Prima, durante e dopo la campagna elettorale...

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2018

Apputtanamenti

In campagna elettorale
ogni bugia vale,
infido e surreale
è quel che appare.

Persuasiva è la tv,
la sua merda piace,
nelle case sempre accesa
al Potere ci soggiace.

L'agenda del politico
è fitta d'apputtanamenti,
quella del giornalista
di continui stravolgimenti

per nascondere e imbrogliare,
e di falsità celare,
il mondo che viviamo,
per chi o cosa votiamo.

Se fosse vero il mondo
dai media disegnato,
di falsa religione
sempre infiocchettato,

direi ai suoi falsi cristi,
per il bene della gente,
di distrugger tutto,
perché non vale niente.

Ma ben altra è la vita,
assai più bello il mondo,
basta spegnere la tv
e Amare nel profondo.

(Francesco Galgani, 3 gennaio 2018)
www.galgani.it

I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (con video)

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2017

«[...] Ho lo stesso rispetto per la libera condivisione della conoscenza e per interazioni umane libere come ce l’ho per la forza di gravità: tutto ciò è “secondo Natura”. Ma, ahinoi, non è questa la direzione presa dalla Cultura e dall’attuale sviluppo tecnologico, che uccide la libertà, l’ambiente e le persone nel momento stesso in cui si offre come presunto veicolo di libertà, di comunicazione, di intrattenimento. Non so quanti dei miei lettori hanno compreso pienamente quest’ultima mia frase, che nelle mie intenzioni non è un’iperbole, ma solo un’onesta constatazione, frutto di anni di studi di ciò che si cela “oltre le apparenze”. Ancora una volta, rimando a ciò che già ho scritto [...]»
(citazione tratta da: "La delusione di una tecnologia che dignità ci porta via... ")

Sullo stesso argomento, segnalo:


I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (Godgle), in un mondo voluto, creato e plasmato da Google:

Dio Google (Godle)
  1. Google è tuo signore, tuo padrone e tuo padre, non avrai altro Dio al di fuori di Google.

  2. Google è Google e può fare ciò che vuole, a te non deve interessare.

  3. Google sempre ti ascolta e sempre ti vede: non nominarlo mai invano e non fare cose che a Google non piacciono.

  4. Ogni tuo pensiero, parola e azione appartengono a Google, ma la responsabilità di ciò che pensi, dici e fai è solo tua e su di essa sarai giudicato.

  5. Non userai mai altro software diverso da quello che Google ti darà. Il software libero è una blasfemia al tuo Dio.

  6. Google è l'Alfa e l'Omega, Google dà la vita e Google dà la morte. Il tuo DNA appartiene a Google, che ti ha fatto a sua immagine e somiglianza: ama Google e sarai amato, vai contro la volontà di Google e sarai trucidato.

  7. Google dà lavoro e Google lo toglie. La ricchezza appartiene solo a Google e solo Google la spartisce. Google sa di cosa hai bisogno e te lo darà. Non rubare e non chiedere denaro, perché Google sa e provvede.

  8. Google è la Conoscenza, Google è l'Intelligenza, Google decide cosa è vero e cosa è falso. Sii umile: non sfidare e non contraddire mai Google.

  9. Non desiderare ciò che appartiene a Google.

  10. Non desiderare nulla di diverso dal mondo che Google ha creato per te: prega per la sua misericordia e per il suo amore.

(Ho creato questo decalogo ispirato dalla constatazione dell'avidità, dell'arroganza e del dispotismo senza limiti e senza vergogne di Google e delle altre corporations, a cui le persone si prestano volentieri perché ammaliate e sedotte dallo schiavismo del terzo millennio, di cui spesso neanche si rendono conto. Considerazioni analoghe valgono per Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, Ebay e chi più ne ha più ne metta... intendo dire che il problema non è soltanto Google. La genetica insieme all'intelligenza artificiale e alle nanotecnologie saranno alcuni tra i campi dove nel prossimo futuro le corporations sedurranno il mondo, conquistando una potenza e una ricchezza senza limiti, con danni drammatici per tutta l'umanità. Per approfondimenti rimando ai link riportati in alto in questa pagina, in modo che ciascuno possa documentarsi e farsi un'opinione di ciò di cui sto parlando.
Francesco Galgani, 14 novembre 2017)


Pronto, risponde Pizzeria Google... (video)

DOWNLOAD MP4

Google ci ruba il DNA e ne vuole il monopolio. Le altre corporations anche.

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2017

Siamo in piena corsa all'oro genetico - il nostro DNA - che è uscito dai laboratori ed entrato nelle stanze della finanza, diventando un patrimonio conteso dalle principali lobby multinazionali (corporations) che si sono lanciate a capofitto nel business. Comincio con una poesia, poi proseguo con alcune informazioni e infine riporto un documentario di Report.

Sedotti

Tutto può,
tutto sa,
persino il tuo DNA!

Sua proprietà
sempre tu sarai,
servilmente sua creatura
sempre l'adorerai.

Solo una cosa non sa fare,
perché dio Google
mai potrà amare.

(Francesco Galgani, 6 novembre 2017)

Il nostro DNA è patrimonio che vale molti... molti... molti soldi, e con esso potrebbero volatilizzarsi anche molti diritti umani, come già sta accendo negli Stati Uniti, dove in base alla legge 13-13, attualmente in fase di discussione, le persone potranno essere costrette a sottoporsi a test genetici ed essere gravemente discriminate in base ai risultati. Già allo stato attuale, almeno negli Stati Uniti, è sufficiente che i risultati di un test genetico indichino una presunta predisposizione a certe malattie per ritrovarsi dall’oggi al domani senza lavoro. Non è escluso che uno scenario simile possa concretizzarsi presto anche in Europa.

I grandi gruppi finanziari e i colossi dell’informatica, come Google e non solo, si stanno lanciando a capofitto nella raccolta dell’oro genetico, ovvero in un enorme censimento del DNA sulla più ampia popolazione possibile. Google sta allestendo in gran segreto la più grande banca genetica del mondo, con l’evidente intento di conquistarsi un monopolio anche in questo campo. Google, senza il consenso dei diretti interessati, e infrangendo molte leggi, si è già impossessato di tutti i dati sanitari e genetici dei cittadini della Gran Bretagna. Come se non bastasse, anche in Italia c’è chi fa compravendita dei dati genetici, per il momento in maniera illegale (sono già stati trafugati i dati genetici di 13000 cittadini italiani particolarmente longevi della provincia dell'Ogliastra, in Sardegna), che per vie traverse sono finiti pure quelli nelle mani di Google.

Possedere un ampio database genetico non fa soltanto aumentare le proprie quotazioni in borsa. Si tratta di acquisire un potere immenso. Per chi ne vuol sapere di più, invito alla visione del seguente documentario di Report del 30 ottobre 2017 (tratto da questo link), ma attenzione: quando si parla di scienza e di ricerche, non tutto è ciò che sembra, anzi. I miei lettori più attenti ricorderanno il mio articolo “Alla ricerca della scienza”, a cui rimando per avere un quadro più completo della gravità della situazione.

DOWNLOAD MP4

Ringrazio chi vorrà approfondire,
Francesco Galgani,
11 novembre 2017

Cambiamenti climatici: cibo e clima son causa ed effetto

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2017

Sesta estinzione di massa

Cielo sterile,
di pioggia svuotato,
severo e inflessibile,
con noi adirato,

odo il tuo giudizio
sulla nostra stupidità,
la condanna senza appello
della nostra avidità,

che ogni giorno distrugge,
oggi più di ieri,
preziosi tesori
per folli desideri.

Fingiamo di nulla
per auto-annientarci,
continuiamo così
se vogliamo suicidarci:

deserto è l'animo
che futuro non pensa,
deserto è il cielo
e la sua ricompensa...

Cibo e clima
son causa ed effetto, (*)
se scegli vegan
tu sia benedetto!

Grazie!

(Francesco Galgani, 23 ottobre 2017)

(*) Per approfondimenti:
"Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!"
https://www.informatica-libera.net/content/cowspiracy-realizzare-i-tuoi-desideri-i-tuoi-sogni-pensa-prima-di-aprire-la-bocca

Cambiamenti climatici: per salvarci, ho bisogno anche di Te

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2017

Alla pappatoia

Alla pappatoia
tutto c'è concesso,
tutto è speciale...

goder d'ogni momento
è il viver normale:

questo è ottimo,
quest'altro eccellente,
il gusto comanda
nel marketing imponente.

«Scegli bene il nutrimento
per salvarti dal patimento,
mangia e brinda per viver bene
con Amor per chi a Te tiene»,

disse una voce,
ma nessuno la ascoltò,
nessuna voglia fu frenata
e d'ogni bene abusò:

un pianeta distrutto
per voglie dissennate,
un clima ormai ostile
per anime affamate.

Carne, pesce e latte
ci stanno uccidendo,
non ci sono più risorse
e Terra sta morendo.

Vivere vegan,
con saggezza e compassione,
è l'inizio del cambiamento
per fermar la distruzione.

Grazie.

(Francesco Galgani, 21 ottobre 2017)

Per approfondimenti:
"Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!"
https://www.informatica-libera.net/content/cowspiracy-realizzare-i-tuoi-desideri-i-tuoi-sogni-pensa-prima-di-aprire-la-bocca

Alla ricerca della scienza...

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2017

Il mio precedente articolo "Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione" si concludeva con alcune domande, tra cui: «Non assumiamo come vero ciò che ci fa comodo ritenere tale? Ciascuno di noi non “possiede”, consciamente o inconsciamente, alcune “verità ultime indimostrabili” che, similmente agli assiomi matematici, ci aiutano a comprendere il mondo e a prendere delle decisioni?».

Proseguendo su questa linea di ragionamento, sarebbe interessante notare come le mie riflessioni filosofiche - sicuramente opinabili - si declinino poi nella realtà scientifica medica, nella quale, evidentemente, assumere come veri o come falsi certe affermazioni e i risultati di talune ricerche può pesare significativamente sulla vita (e sulla morte) di un numero incalcolabile di persone.

Ho già precedentemente espresso e argomentato le ragioni per cui la scienza non possiede alcuna verità... ma da qui a mettere in discussione l'intero impianto scientifico della nostra società contemporanea ce ne corre. Ogni persona di buon senso, che conosce le basi del metodo scientifico introdotto da Galileo Galilei, potrebbe obiettare che, senza il prezioso contributo delle donne e degli uomini che dedicano la propria vita alla scienza, daremmo credito a ogni superstizione, inganno o fantasia, cancellando secoli di progressi e di miglioramento. In linea di principio, in effetti, è così, ma l'operato umano spesso è condizionato da interessi, bisogni e contesti ambientali che rendono molto difficile l'applicazione di certi principi... nel caso specifico, dei principi alla base della ricerca scientifica, che, senza usare mezzi termini, è in piena crisi e sta producendo ricerche sovente basate sull'aria fritta.

Prima che qualcuno mi accusi di arroganza, lascio che siano le stesse fonti scientifiche a descrivere in che direzione sta andando la scienza attuale.

Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato nel 2016 un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame ha fallito i test di riproducibilità. Più precisamente, c'è scritto che: «More than 70% of researchers have tried and failed to reproduce another scientist's experiments, and more than half have failed to reproduce their own experiments. Those are some of the telling figures that emerged from Nature's survey of 1,576 researchers who took a brief online questionnaire on reproducibility in research.»
Fonte: http://www.nature.com/news/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproducibility-1.19970

Focus Immigrazione - Proposta di Pace e intervista su "Accoglienza e Integrazione"

Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2018

Ringrazio la redazione della rivista "Il Nuovo Rinascimento" per avermi autorizzato a pubblicare i seguenti due articoli "Focus Immigrazione - Riflessioni sulla Proposta di Pace 2017" e "Focus Immigrazione - Accoglienza e Integrazione (intervista a Daniela Di Capua)", sicuramente di grande utilità sociale, e ringrazio coloro che vorranno leggerlo :)

La Proposta di Pace a cui viene fatto riferimento è disponibile alla pagina: "Proposta di Pace 2017 - La solidarietà globale dei giovani annuncia l'alba di un'era di speranza".

Fonte originale: "Il Nuovo Rinascimento" n. 607, 1 luglio 2017, sezione "Focus Immigrazione".

Focus Immigrazione:

RIFLESSIONI DALLA PROPOSTA DI PACE 2017

«Senza una soluzione al problema dei rifugiati, che rappresenta una crisi umanitaria di proporzioni mai viste, la pace mondiale e la stabilità rimarranno irraggiungibili»
Anche nella proposta di pace presentata il 26 gennaio 2017 (BS, 182, 4), come ogni anno, alle Nazioni Unite, Daisaku Ikeda ha parlato della questione dell'immigrazione, in particolare dei rifugiati.
Ha scritto: « In concomitanza con il Summit delle Nazioni Unite per i rifugiati e i migranti del settembre scorso, è stata lanciata una nuova campagna per rispondere alle apprensioni associate all'aumento degli spostamenti di persone a livello internazionale. È chiaro che ogni tentativo di risolvere tali questioni deve tener conto delle preoccupazioni legittime di chi vive nei paesi che ricevono i migranti e i rifugiati. Come evidenzia l'ONU in questa campagna, è essenziale individuare i mezzi per contrastare questa deriva xenofoba e riumanizzare il discorso sui migranti e i rifugiati, senza tralasciare tali preoccupazioni» (pag. 12).

Sottolineando anche l'importanza dell'educazione ai diritti umani: «Oltre al protrarsi dei conflitti armati e della guerra civile, un altro grave problema che minaccia la società globale è rappresentato dai frequenti attacchi terroristici e dalla crescita dell'estremismo violento. Sono veramente troppi i casi in cui giovani privi di qualsiasi speranza per il futuro e alla ricerca di un significato per la loro vita vengono attratti da frange estremistiche. [...] Credo che l'elemento fondamentale sia la promozione dell'educazione ai diritti umani» (pag. 37).

E anche: «La solidarietà è stata il punto focale del Summit umanitario mondiale che si è tenuto a Istanbul nel maggio scorso. Come sottolineato nella cerimonia di apertura, è essenziale mettersi al posto di chi è stato brutalmente sradicato dal conflitto e giorno dopo giorno si trova a dover affrontare scelte impossibili. Sotto la minaccia costante degli attacchi aerei voi scegliereste di rimanere nel luogo dove vivete oppure fuggireste dal pericolo per portare la vostra famiglia molto lontano in cerca di un rifugio? Consapevoli dei pericoli potenzialmente letali di una traversata via mare, vi attacchereste anche alla remotissima possibilità di una vita migliore e andreste in cerca di una barca, o rimarreste dove siete? Se i vostri figli si ammalassero durante la fuga, usereste i pochi soldi che avete per le medicine o per il cibo per l'intera famiglia? Dobbiamo ricordarci che queste persone, che vivono con estrema incertezza in circostanze disperate, sono esseri umani come noi, nati in un paese diverso e con storie diverse» (pag. 32).

In queste pagine trovate interviste ed esperienze per riflettere insieme su questo tema così complesso e importante che ci riguarda in prima persona e su cui il presidente Ikeda ci sta invitando ad agire.


Focus Immigrazione:

ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

A colloquio con Daniela Di Capua, direttrice dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e membro della SGI

Il flusso migratorio nel nostro paese è legato soprattutto alla speranza di trovare un lavoro?
Un flusso programmato per l’inserimento lavorativo non c’è più da diversi anni. I cittadini stranieri non comunitari , che vogliono venire in Italia per cercare lavoro non lo possono fare in maniera regolare. Quindi anche quella fascia cosiddetta del “migrante economico” non ha altro modo di venire se non tramite flussi irregolari, soprattutto attraverso gli sbarchi (dall’Africa, dalle coste della Grecia), o via terra passando per le frontiere del Nord est (ad esempio dal Friuli-Venezia Giulia). Molte persone arrivano in Italia per richiedere asilo.

Le persone che richiedono asilo in Italia sono tutelate?
Accogliere i richiedenti asilo non è una scelta, ma un obbligo di legge. Chi fa domanda di asilo (o di protezione internazionale che dir si voglia) è tutelato dalle leggi italiane, europee e internazionali.
Le due forme di protezione internazionale sono quella di Rifugiato e quella di Protezione sussidiaria. Se ne aggiunge una terza che è specificamente italiana: quella Umanitaria che si applica alle persone a cui è stata negata la protezione internazionale, ma per le quali il rientro nel paese di origine si considera pericoloso.

Cosa diresti alle persone che hanno paura o sono contrarie ad accogliere i migranti nel nostro paese?
L’informazione è fondamentale. Si può anche essere contrari alle politiche di accoglienza, ma almeno bisogna farlo sulla base di dati documentati, mentre le persone si accontentano di quello che sentono dire. È molto importante produrre e raccogliere fonti. I social network in questo senso hanno una responsabilità enorme, è vero che c’è più dibattito ma circola di tutto, e tutto viene preso come verità. Invece di litigare sul tema in base a pregiudizi o notizie sommarie, discutiamone dopo aver consultato le fonti ufficiali: i dati dell’Istat sull’integrazione, ad esempio, riportano quanti soldi portano gli immigrati, quante delle nostre pensioni sono finanziate dalle tasse pagate dagli stranieri…
Nelle scuole bisogna fare molto di più. È qui che si forma l’identità dei bambini. Le iniziative spesso riguardano il tema dei rifugiati, degli immigrati, ma forse si potrebbe risalire a monte, alla questione dei diritti e della loro fruibilità, e aiutare i giovani a sviluppare un forte senso civico: cosa vuol dire vivere in una comunità, e come interagire con le diversità. Bisogna lavorare per scardinare l’idea che la diversità sia un problema.

Molti dicono “rimpatriamoli nel paese d’origine”. È una strada percorribile?
Trovo che sia un pensiero molto pericoloso. Ma, a prescindere dai punti di vista personali, sul piano legale se una persona dichiara di voler presentare domanda di asilo, lo Stato Italiano ha il dovere di garantirne l’accoglienza per tutto il tempo in cui la persona attende l’audizione con la commissione per il diritto di asilo. È scritto nell’art. 10 della Costituzione, nella Convenzione di Ginevra che abbiamo sottoscritto e nelle direttive europee che chiedono a tutti gli stati membri di avere una normativa specifica sui richiedenti protezione internazionale. Se una persona ottiene lo status di rifugiato è libera di restare in Italia, di trovarsi un lavoro, una casa, e di accedere a una serie di diritti quasi come un cittadino italiano. Se invece la domanda è respinta e viene espulso, dovrebbe essere rimpatriato. Ma per il rimpatrio, il Paese d’origine deve riconoscere che quella persona è un proprio cittadino, se ciò non avviene la persona rimane in Italia irregolarmente, cioè senza un permesso di soggiorno, senza nessun diritto né controllo. È probabile che cadrà in meccanismi di carità o assistenza che non sono quelli dello Stato. Il passaggio successivo sarà il lavoro irregolare, probabilmente la marginalità sociale e successivamente la piccola criminalità. In questi casi quindi le conseguenze non gravano solo sulla persona, ma anche sulle comunità locali, senza che di fatto nessuna delle due parti ne sia realmente responsabile. Se non si è a conoscenza di tutti questi aspetti è facile avere una percezione negativa delle persone richiedenti asilo o rifugiate che siano.

Ci spieghi qualcosa sull’accoglienza?
Come dicevamo, l’accoglienza è un obbligo di legge nei confronti di coloro che richiedono protezione internazionale. Per tutto il tempo in cui attendono  l’audizione  con la commissione territoriale, lo stato italiano li deve accogliere. Solo negli ultimi tre anni lo Stato si è organizzato per dare accoglienza a tutti, prima non era in grado di farlo. Dopo la così detta “emergenza Nord Africa” del 2011 i posti di accoglienza sono aumentati; la Commissione Europea ha iniziato a fare dei controlli per verificare che ci fosse ottemperanza agli obblighi di legge e agli standard minimi europei. Più volte in passato l’Italia è incorsa in multe perché non aveva posti a sufficienza o quelli che c’erano non erano adeguati.

Come lavora lo SPRAR?
Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è un sistem
di accoglienza formato dagli enti locali (soprattutto Comuni) che volontariamente scelgono di attivare progetti per l’accoglienza e programmi di integrazione.
Accompagnare le persone all’integrazione comporta un vantaggio sia per la persona che per la comunità.
L’adesione volontaria da parte dei comuni che presentano domanda di ammissione allo Sprar è sicuramente un punto di forza, il Comune è colui che governa il fenomeno sul proprio territorio, senza subirlo: crea dei posti di lavoro per gli operatori dell’accoglienza, affitta strutture, paga i servizi, ecc. Se si creano dei servizi ne beneficiano tutti i cittadini, ad esempio: se viene attivato un autobus per portare a scuola i bambini, ne possono usufruire anche i bambini italiani; se si attiva uno sportello di orientamento al lavoro, tutti ne possono beneficiare. Inoltre lo SPRAR organizza l’accoglienza in appartamenti, e questo rende più facile il rapporto con la comunità locale evitando quelle situazioni di alberghi in periferia pieni di migranti di cui non si sa nulla e che fanno paura, proprio per la distanza non solo fisica che inevitabilmente si viene a creare.
 
Quindi l’integrazione con la comunità locale è un elemento centrale.
Nelle linee guida dello SPRAR a cui i Comuni devono attenersi è anche previsto che vengano destinati dei fondi ad attività di sensibilizzazione e informazione della comunità locale per favorire l’integrazione. Degli operatori vanno a prendere le persone appena arrivate, per farle conoscere ai vicini, ai commercianti, per facilitare la relazione tra persone anziché tra gruppi. Si lavora per facilitare l’incontro reale tra le persone sganciandosi dall’idea astratta del “fenomeno” immigrati. Il che non garantisce l’amicizia tra le persone, ma sicuramente un tipo di valutazione e percezione che va al di là dei pregiudizi, e che dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco.

Quale pensi sia la strada da percorrere verso una gestione più dignitosa per tutti?
Penso che dovremmo lavorare di più sull’educazione ai diritti, soprattutto con i bambini, con i giovani, perché se un  ragazzo/una  ragazza  cresce con un’idea chiara di cosa siano i diritti cosa comportano, allora è più naturale
che da adulto sviluppi una sensibilità verso questi temi. Mentre acquisirli da adulti è molto più difficile, e allora accade di pensare che i diritti siano per quasi tutti, o possano essere messi in discussione a seconda delle esigenze del momento. Va anche fatta una riflessione e un lavoro sui paesi di provenienza: spesso si fanno considerazioni senza la consapevolezza dei danni storici che noi stessi abbiamo provocato in questi paesi. Non si tratta di favorire solo uno sviluppo economico, ma piuttosto democratico. Ci vuole molto tempo. Bisogna portare avanti tutto insieme.
Altrettanto importante è far conoscere le storie di queste persone, non in termini pietistici ma per comprendere bene le vere ragioni per cui sono fuggite dai loro paesi, affrontando viaggi che spesso durano anni. Queste persone non fuggono solo dai conflitti. Le persecuzioni previste nel diritto di asilo hanno a che fare in generale con l’impossibilità della persona di esercitare i propri diritti. Se le persone continuano ad arrivare da noi affrontando situazioni atroci – durante il viaggio vengono violentate, attraversano i deserti, molti di loro muoiono in mare – vuol dire che non hanno altra possibilità di scelta!

 

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