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Politica ed economia

Democrazia: costruiamola insieme!

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

QuokkaIl 5 luglio 2017 ho partecipato alle proteste in piazza Montecitorio, a Roma, contro il CETA (di cui i giornali non hanno dato notizia né prima né dopo, sebbene le minacce del CETA siano così gravi da meritare tutte le prime pagine per mesi).

Tutti noi siamo indispensabili per realizzare qualcosa di apparentemente impossibile, cioè la DEMOCRAZIA. Allo stato attuale in cui il potere è concentrato negli artigli distruttivi delle multinazionali (corporations), in cui i mass media fanno tutto il possibile per disinformare e distogliere l'attenzione dà ciò che realmente è importante (spostando la loro agenda setting dove fa comodo al Potere), e in cui "essere in Rete", come nei social network, è sovente un processo di cattura che impedisce una reale partecipazione alla vita democratica, la DEMOCRAZIA (che significa "potere del popolo") è un'utopia, cioè pur non trovando riscontro nella realtà è il giusto ideale verso cui tendere. Io penso e agisco in funzione di questo credo.

Per realizzare un mondo migliore per tutti c'è bisogno anche di te! :-)
La lotta comincia con noi stessi, con il nostro cambiamento.

La foto qui riportata è di un quokka, uno degli animali più socievoli e indifesi di questo mondo. Lottare per un mondo migliore significare pensare a tutti, ai più deboli innanzitutto... significa amare la vita e apprezzarne la bellezza.

«Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti.»
(Daisaku Ikeda, tratto da "Giorno per giorno", Esperia edizioni)

«Il filosofo italiano Norberto Bobbio è stato uno degli ultimi intellettuali contemporanei a vivere durante il fascismo e a dare un contributo culturale alla resistenza italiana contro l'occupazione nazista. Quando gli fu chiesto quali condizioni ritenesse indispensabili per impedire l'insorgere di una nuova dittatura nel suo paese, rispose: «La democrazia necessita di persone con una coscienza critica, capaci di pensare da sole». Aggiunse che coloro i quali avevano provato un fervente entusiasmo ascoltando i discorsi di Benito Mussolini non erano individui bensì un'orda che annullava le individualità. Sono parole che non dovremmo mai dimenticare. Credo che il cammino per il consolidamento della democrazia consista nel forgiare uomini e donne capaci di pensare da soli.»
(tratto dal libro "La forza della speranza", di Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, Esperia Edizioni, 2016)

Elettore SVEGLIATI! Ti rubano tutto e tu continui a votarli?

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2017

La Corte dei Conti, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato 2016, parla di corruzione "devastante" e di riforme pasticciate da parte del Governo. Nella requisitoria orale del Procuratore generale Claudio Galtieri (pdf), leggiamo infatti che il fenomeno della corruzione va affrontato "in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento". Il sistema dei controlli, osserva, risulta "scarsamente efficace" anche per "contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono, spesso, devastanti".

E' questo ciò che vogliamo? A quali partiti politici abbiamo consegnato il potere con il nostro voto e questi come si sono comportati? Non dico che tutto dipende dal voto dei cittadini, ma senz'altro esso è decisivo per le sorti di un paese. A questo proposito, vi invito a guardare il breve video in calce.

Come ha scritto Alessandro Di Battista in "Dal carcere alla Camera dei Deputati": «[...] consiglio vivamente agli italiani di informarsi, di indignarsi, di fare opposizione ogni giorno e di smettere di votare certa gente».

Purtroppo le decisioni politiche, finanziarie e commerciali più importanti, nel senso di più impattanti sulla vita di tutti noi, di solito, neanche ci vengono comunicate dai mass media o dai politici che le hanno votate: un caso recente e gravissimo è quello del CETA, votato pochi giorni fa in Senato (nonostante le proteste) e che distruggerà ulteriormente la nostra economia e i diritti di base... ma ce ne sarebbero davvero tanti altri. E' come se la democrazia nemmeno esistesse perché il popolo, dal punto di vista di coloro che prendono certe decisioni, non deve entrare nel merito delle questioni che lo riguardano: in poche parole, le istituzioni italiane non vogliono che la società civile interferisca sulle decisioni da prendere. Spesso, però, queste decisioni sono sbagliate, inique, controproducenti, sovente giustificate da bugie su bugie, come dimostrano gli ultimi decenni. Noi tutti però abbiamo un'arma per difenderci: non votare più quei partiti responsabili dello sfacelo dell'Italia, e dare il massimo sostegno (cioè il voto) a chi si batte davvero per cambiare le cose in meglio.

Nel video seguente, c'è la scena finale di "Viva l'Italia" (2012), film molto bello che vi invito a vedere.
L'articolo in calce, scritto a seguito di fatti drammatici, è del 28 giugno 2017, a firma di Luigi Di Maio.

Cerchiamo di fare del nostro meglio per questo povero mondo,
Francesco Galgani,
28 giugno 2017

DOWNLOAD MP4

#ConcettaResisti!

di Luigi Di Maio, http://www.beppegrillo.it/2017/06/concettaresisti.html

La povertà in Italia è a livelli intollerabili da anni. Nessun governo ha fatto niente: 10 milioni di poveri non sono una priorità, non hanno neanche un nome. Hanno trovato miliardi e miliardi per salvare i (papà) banchieri che un cognome ce l'hanno (massacrando i risparmiatori), ma nessuna seria manovra per debellare la miseria dilagante. La situazione è diventata esplosiva. Gli italiani continuano a impoverirsi e non c'è niente che faccia sperare in un cambiamento.

Ieri una donna di 46 anni, Concetta Jolanda Candido, che aveva perso il lavoro a gennaio, si è data fuoco per la disperazione davanti a una sede Inps di Torino. E' stata salvata appena in tempo, ma le ustioni sono gravi e la prognosi è riservata. Concetta faceva le pulizie nella birreria “Befed brew pub” di Settimo Torinese in via Ariosto, il 13 gennaio scorso era stata licenziata e non ha più trovato lavoro. Nella birreria lavorava da una decina d'anni, poi, nel gennaio scorso, l'azienda che ha sede a Udine ha deciso di assegnare il servizio di pulizie a una ditta esterna e tanti saluti. Aveva chiesto la disoccupazione ma non aveva ricevuto nulla. Ieri, dopo la tragedia, l'Inps Piemonte ha fatto sapere che "la domanda era stata già evasa il 16 giugno con valuta 26 giugno". Purtroppo questo aiuto non è arrivato in tempo per evitare questo gesto disperato.

Concetta per mesi è stata abbandonata, lasciata senza reddito e senza diritti (cancellati con un tratto di penna dal jobs act) da uno Stato che se stai annaspando, anziché aiutarti ti spinge ancora più giù. Concetta non aveva nessuna certezza dei suoi diritti, nessun figlio ministro, nessuna corsia preferenziale. Sola. Secondo il fratello, a portarla a questo gesto è stata "la difficoltà di sopravvivere".

La sua condizione è quella di molti italiani. Tre milioni sono senza lavoro. Tre milioni sono inattivi che hanno rinunciato a cercarlo. Tantissimi sono i precari. Concetta forse era più debole di loro, ma uno Stato civile è proprio ai più deboli che deve pensare. Dal 2013 i governi che si sono succeduti ci hanno sempre impedito di discutere in Parlamento la nostra proposta di Reddito di cittadinanza che non è solo un sostegno di dignità, ma un attivatore sociale e una vera manovra economica. Ti salva la vita quando resti senza reddito e poi ti aiuta a trovare un nuovo lavoro e a reinserirti nella società. Ci hanno sempre raccontato che non ci sono i soldi. La domenica dei ballottaggi, in gran sordina, il governo ha messo a disposizione 17 miliardi per salvare le banche venete che la politica ha disintegrato e senza che nessun manager paghi pegno. 17 miliardi sono esattamente le coperture del Reddito di Cittadinanza. Istituirlo è il miglior modo per dare una risposta a questa persona.

A Concetta e altri 10 milioni di italiani il governo ha preferito Zonin (il super manager della Popolare di Vicenza) e una manciata di banchieri.

Prima che dagli elettori, sarete giudicati dalla vostra coscienza.

#ConcettaResisti!

CETA: una sintesi dei problemi (lettera ai Senatori)

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

Articolo sullo stesso argomento:

Documenti di approfondimento sui problemi del CETA:

Quanto segue è una lettera inviata il 25 giugno 2017 a tutti i Senatori della Repubblica Italiana che hanno reso disponibile il loro indirizzo e-mail:

Ogg.: CETA: una sintesi dei problemi

Allegato: ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf

«In vista dell'imminente voto sul CETA (accordo commerciale UE-Canada) su cui il Senato è chiamato a esprimersi, mi rivolgo a Lei, nel mio ruolo di attento cittadino ed elettore, per esprimerLe tutta la mia preoccupazione. Il CETA rappresenta una seria minaccia per noi italiani, come è argomentato nel file "ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf", che Le allego a questa e-mail.

Purtroppo sul CETA stanno circolando molte informazioni non corrispondenti alla realtà e smentibili con un'attenta analisi. Contro il CETA e il TTIP sono state raccolte 3.300.000 firme a livello europeo, riconosciute valide dalla Corte Europea di Giustizia: questo dato esprime quanto è immensa e diffusa la preoccupazione di noi cittadini.

Come ormai numerose analisi dimostrano, il testo non elimina i rischi di un abbassamento dei livelli di sicurezza alimentare, contiene disposizioni che scoraggiano la tutela dei servizi pubblici e possono investire negativamente i diritti del lavoro. Inoltre, include la presenza di un organismo terzo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato sbilanciato verso il privato, che potrebbe risultare non in linea con il diritto comunitario e minare le basi stesse della democrazia (mi riferisco in particolare al ruolo che avrà l'ICS, come documentato in allegato). Il CETA non protegge adeguatamente l'agricoltura italiana, tutelando solo in minima parte le indicazioni geografiche che danno forza al Made in Italy. Infine, non contiene disposizioni vincolanti al rispetto delle indicazioni dell'Accordo di Parigi sul clima, favorendo il commercio di combustibili fossili altamente inquinanti e pericolosi per il clima.

In base alle numerose criticità (argomentate nel file allegato), vorrei chiederLe di prestare attenzione alle istanze provenienti da quella parte di cittadinanza che si sta mobilitando contro la ratifica del CETA, affinché il dibattito sia approfondito e affinché ci sia una chiara consapevolezza di tutti gli effetti che il CETA può avere.

La ringrazio,
dott. Francesco Galgani»

L'Eurozona è un immenso crimine sociale guidato dalle multinazionali (corporations)

Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2017

Sullo stesso argomento:

Stop CetaHo appreso con preoccupazione che il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 (cioè domani) ed è attualmente in corso una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica. Se sarà ratificato equivarrà a un colpo di stato, come fatto notare da più parti. Qualche giorno fa avevo pubblicato nel blog un'intervista alla regista belga Kristien Pottie, autrice del documentario "Ceta, un silenzioso colpo di Stato?", che spiega in sintesi i pericoli che il CETA comporta.

Non dimentico mai le parole di Daisaku Ikeda: «Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti». Per tale ragione, oltre a scrivere e a denunciare nel mio blog, oggi ho inviato questa lettera al Presidente della Repubblica, tramite l'apposita webmail del Quirinale:

«Ogg.: CETA: rinviare voto al Senato e coinvolgere l'opinione pubblica

Ill.mo Presidente Della Repubblica Prof. Sergio Mattarella,

Le scrivo per esprimere tutta la mia preoccupazione in merito all'imminente voto sul CETA, l'accordo commerciale UE-Canada che il Senato si appresta a ratificare. Come ormai numerose analisi dimostrano, il testo non elimina i rischi di un abbassamento dei livelli di sicurezza alimentare, contiene disposizioni che scoraggiano la tutela dei servizi pubblici e possono investire negativamente i diritti del lavoro. Inoltre, include la presenza di un organismo terzo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato sbilanciato verso il privato, che potrebbe risultare non in linea con il diritto comunitario. Il CETA non protegge adeguatamente l'agricoltura italiana, tutelando solo in minima parte le indicazioni geografiche che danno forza al Made in Italy. Infine, non contiene disposizioni vincolanti al rispetto delle indicazioni dell'Accordo di Parigi sul clima, favorendo il commercio di combustibili fossili altamente inquinanti e pericolosi per il clima. 

In base a queste numerose criticità, ritengo urgente un suo intervento a garantire lo svolgimento di un processo democratico pienamente inclusivo e rispettoso delle istanze provenienti dalla cittadinanza e a sottolineare la necessità di un più ampio dibattito sugli effetti del CETA che coinvolga l'opinione pubblica, già esclusa da un processo negoziale fino a questo momento non sufficientemente trasparente.

La ringrazio,
dott. Francesco Galgani»


Sullo stesso argomento, pubblico il seguente articolo del 24 marzo 2017 di Paolo Bernard (consiglio di leggerne il curriculum).
Fonte: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1683

MISDS. SCORDATE L’EUROZONA. SE PASSA QUESTO SI PIANGE DAVVERO.

 

Ricordate il mio motto su Twitter? “La news che ti stravolge la vita è quella che scivola dietro l'ombra della news che tutti pensano che gli stravolgerà la vita”. Please welcome MISDS.

Paolo Barnard ve lo dice da anni. LORO non mollano mai, mai. Lavorano 24/24 e 7/7 coi migliori cervelli del mondo, e avevano capito da un pezzo che gli artigli dell’Eurozona si erano di molto consumati. Le mega Corporations di tutti i settori – dalla finanza, all’alimentazione, ai servizi, alla Information Technology – si sono dette “The best days of the Euro-feasting are over. Must find a new way to fuck these States up again”, tradotto: i giorni migliori del banchetto-Euro sono finiti. Dobbiamo trovare un altro modo per fottere sti Stati, ancora.

CETA: il coraggio di prender posizione con un secco "NO!"

Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2017

Sullo stesso argomento:

In questo blog avevo già chiaramente espresso i pericoli derivanti dal TTIP, che per fortuna è tramontato. Ricordo ai miei lettori un paio di articoli al riguardo: "STOP TTIP: un NO al trattato che cancella i diritti! Qui puoi firmare" e "STOP TTIP: Una poesia-denuncia da diffondere". Rimane però il gravissimo pericolo del CETA (l'accordo tossico Europa-Canada, figlio del TTIP), che il nostro attuale governo vuole ratificare, con l'obiettivo di creare maggior ricchezza per pochissimi e tanta disoccupazione e disgrazia per tutti gli altri. Tutto questo con il disinteresse totale dei mass-media, come al solito.

Nel video seguente (di cinque minuti), la regista belga Kristien Pottie, autrice del documentario "Ceta, un silenzioso colpo di Stato?", spiega in sintesi i pericoli che il CETA comporta. Kristien Pottie ha viaggiato per tutta l'Europa e intervistato esperti e politici che hanno analizzato nel dettaglio il testo del Trattato CETA. Di seguito riporto la trascrizione dell'intervista, con l'auspicio che i miei lettori vogliano condividere queste informazioni.

DOWNLOAD MP4

fonte: https://www.youtube.com/watch?v=Nhv9tiPpEW8

ONG e soccorso in mare agli immigrati: le risposte di Emergency e Medici Senza Frontiere

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2017

Aggiornamento 2 maggio 2017: "Le ONG sono in mare perché l'Europa non c'è - MSF accusa: sono le politiche europee, non le ONG, a favorire i trafficanti"


In quest'ultimo periodo ci sono state polemiche sul ruolo delle ONG (Organizzazioni Non Governative) e il loro sostegno ai migranti: la questione è seria e finita in un'inchiesta aperta dalla Procura di Catania.

Ricordate la mia poesia e articolo "Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso"?

Seguono le risposte di Emergency e di Medici Senza Frontiere:

Le polemiche di questi giorni sui soccorsi in mare sono ignobili.

Sono ignobili perché vengono dal mondo della politica che per primo dovrebbe sentire la responsabilità di affrontare la questione delle migrazioni in modo sistematico, aprendo possibilità sicure di accesso all'Europa, invece che costringere migliaia di persone a mettere a rischio la propria vita per attraversare il Mediterraneo.

Sono ignobili perché colpevolizzano alcuni tra i soggetti che stanno cercando di dare il loro aiuto nella più grande tragedia che l'Europa si è trovata ad affrontare dal dopoguerra e che - peraltro - lo fanno in strettissima collaborazione con lo Stato italiano, la Marina e il ministero dell'Interno.

Sono ignobili perché ignorano l'urgenza e il dovere morale di salvare delle vite in pericolo prima di aprire qualsiasi dibattito sui modi e sugli strumenti di accoglienza: lo scorso anno 5.098 persone sono morte in mare. Dall'inizio di quest'anno anno sono 1.092.

E soprattutto sono ignobili perché non si pongono la domanda essenziale: perché queste persone fuggono dai loro Paesi e sono disposte a mettere a rischio la loro stessa vita per arrivare in Europa?

Garantire la libertà di cura per tutti: NO al "Pensiero Unico" in Medicina! (petizione)

Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2017

Per FIRMARE, la petizione è all'indirizzo:
https://www.change.org/p/ministro-della-salute-garantire-la-libertà-di-cura-per-tutti-no-al-pensiero-unico-in-medicina

GARANTIRE LA LIBERTÀ DI CURA PER TUTTI: NO AL "PENSIERO UNICO" IN MEDICINA!

Google e l'oscuramento delle informazioni che non piacciono ai potenti

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2017

Google inizierà a fornire solo risultati che non vanno a contrastare gli interessi delle multinazionali? O perlomeno ci proverà?

Stiamo molto attenti. Google non è neutrale, anzi, è estremamente pervasivo e ha un potere ENORME.

Può oscurarci molte cose e farci vedere solo quello che "ad altri" interessa farci vedere.

Google ha iniziato la sua lotta alle "fake news", ovvero alle informazioni che non piacciano ai potenti, alle multinazionali, ai governi, a coloro che hanno potere.

I giornali e la tv sono i primi canali di distribuzione di notizie false: a buon intenditor, poche parole.

Francesco Galgani,
27 aprile 2017

P.S.: Sullo stesso argomento, segnalo:

L'Italia vuole e incita la guerra con export armi e accordi Nato

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2017

L'ITALIA È PRIMA AL MONDO NELL'EXPORT DELLE ARMI

Le foto qui riportate sono un promemoria su cosa significa commerciare armi.

Guerra in Siria - Bambino mortoRoma, 27 aprile 2017 Nel 2016 l’export delle armi in Italia è aumentato dell’85%, raggiungendo i 14,6 miliardi di euro. L’Italia esporta armi in 82 Paesi, e si conferma ai primi posti nella graduatoria mondiale per penetrazione del mercato. Nella classifica mondiale dell’export delle armi l’Italia è prima davanti al Regno Unito. Seguono Germania, Francia, Spagna e Arabia Saudita. Gli Usa si collocano soltanto al settimo posto. E il giro d’affari italiano non è da meno se si guarda all’importazione delle armi. (fonte)

Guerra in Siria

L'ITALIA VUOLE E INCITA LA GUERRA CON EXPORT ARMI E ACCORDI NATO (maggiori informazioni)
FACCIAMO LA NOSTRA PARTE PER FERMARE QUESTA PAZZIA, GRAZIE!

Guerra in Siria - donne          Guerra in Siria - Donna con bambino

SOPRATTUTTO, RICORDIAMOCENE QUANDO ANDIAMO A VOTARE!!!
Stiamo dando armi a paesi in guerra e le nostre banche fanno da intermediari
(fonte)

«Tutti tremano davanti alla violenza; tutti hanno cara la vita. Se ci mettiamo al posto di un altro, non dovremmo uccidere, né indurre qualcuno a farlo.» (citazione del Budda Shakyamuni, tratta da "L'empatia è la chiave per i diritti umani")

Armi Italia Export
L'Italia è al primo post nell'export di armi
fonte LINKIESTA
vedi anche: RETE ITALIANA PER IL DISARMO

Il nostro futuro

Non votare per simpatia,
per sentito dire
o partito-filia,

impara a carpire
quel che si nasconde
dietro le menzogne,

oltre le bugie
e le tristi vergogne
di chi s'inchina alle armi,

e agli sporchi soldi
che nascondono verità,
cruente e abominevoli,
che tv mai rivelerà.

(Francesco Galgani, 23 ottobre 2016, www.galgani.it)

Sarebbe opportuno tenere a mente gli ammonimenti di Gandhi, denominati "I sette peccati sociali", in particolare il primo: "politica senza principi, ricchezza senza lavoro, divertimento senza coscienza, conoscenza senza carattere, affari senza moralità, scienza senza umanità, preghiera senza devozione". (fonte NRU)

Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2017

Medici Senza Frontiere - Immigrati salvati in mareQuando ho fame,
penso agli affamati.

Quando ho dolore,
penso a chi soffre.

Quando ho tanto,
penso a chi ha poco.

Quando ho salute,
penso a chi la vorrebbe...

Nell'opulenza del troppo
cerco la sobrietà,

tra tanti discorsi sciocchi e parole inutili,
cerco la nostra comune umanità.

(Francesco Galgani, 2 aprile 2017, www.galgani.it)

«[...] Shin’ichi concentrò le sue forze soprattutto negli incontri con personalità africane, perché mosso dalla profonda convinzione che il ventunesimo secolo sarebbe stato il secolo dell’Africa.
Percepiva inoltre chiaramente che, se non si fossero garantite pace e prosperità al continente africano, dominato per lunghi anni come colonia dalle grandi potenze e dilaniato da fame e povertà, non ci sarebbe stato un futuro per l’umanità. [...]»
tratto da: "La nuova rivoluzione umana", cap. 30, vol. 2, puntata 4

Medici Senza Frontiere - Prudence salva 540 persone nel Mediterraneo Centrale«[...] Le persone ci dicono spesso di non aver avuto alcuna alternativa ad intraprendere il viaggio in mare per raggiungere l’Europa. Ci dicono che fuggono da violenza, conflitti, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. A prescindere dalla provenienza o dalle ragioni che li hanno spinti a viaggiare, praticamente tutti coloro che soccorriamo in mare sono passati dalla Libia, dove molti sono stati esposti a preoccupanti livelli di violenza e sfruttamento.
Molti di coloro che abbiamo salvato hanno riferito di aver subito brutalità in Libia, mentre praticamente tutti sono stati testimoni di atti di estrema violenza (pestaggi, stupri e omicidi) nei confronti di rifugiati e migranti. Dopo le traumatiche esperienze vissute nei paesi di origine, l’attraversamento del deserto e le difficili condizioni di vita in Libia, non esiste spesso alcuna possibilità di tornare indietro e attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone rimane l’unica possibilità di fuggire. [...]
Il numero di persone che ogni anno perde la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa è comparabile a quello che MSF osserva in contesti di guerra. [...]
Il numero di persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo ha raggiunto picchi che non hanno precedenti, senza contare che i dati disponibili descrivono solo una parte del fenomeno. Non abbiamo nessuna idea del numero complessivo di barconi che partono dalla Libia verso l’Italia e di quanti siano naufragati senza aver potuto raggiungere le rotte commerciali più trafficate o aver lanciato una chiamata di soccorso.
Gli sforzi dell’Unione Europea di prevenire la perdita di vite in mare attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere, la progressiva militarizzazione del mare e l’irrobustimento delle azioni contro i trafficanti non hanno portato alcun risultato concreto, se non un ulteriore incremento delle persone annegate. Le organizzazioni di trafficanti senza scrupoli hanno rapidamente adattato la loro condotta criminale e i viaggi in mare sono diventati ancora più pericolosi.
Sulla base della nostra esperienza a terra e in mare, siamo fermamente convinti che fino a quanto le istituzioni e i governi europei non offriranno alternative più sicure per cercare protezione in Europa, le persone continueranno a intraprendere questi viaggi e mettere a rischio le loro vite. [...]»
tratto da: "Medici Senza Frontiere, Le 10 domande più frequenti sulle nostre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo"

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