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STOP TTIP: Una poesia-denuncia da diffondere

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2016

STOP TTIP

Condividi questo link: https://www.informatica-libera.net/stop-ttip-poesia-denuncia

Avevo già denunciato il TTIP (trattato di liberalizzazione UE-USA), tramite questo blog, il 2 gennaio 2015, ma ancora oggi poche persone sanno di cosa si tratta. Il 3 marzo 2015 avevo anche pubblicato un altro articolo-denuncia, intitolato "Gli schiavi di Amazon (e delle corporations)", ma se il TTIP sarà ratificato, saremo tutti quanti peggio che schiavi: la nostra economia, il nostro ambiente, la nostra salute e il nostro futuro saranno completamente distrutti. Saremo invasi da prodotti statunitensi a bassissimo costo e altamente nocivi e cancerogeni, che faranno fallire le nostre aziende. Non ci saranno più diritti per i lavoratori, nemmeno quello di andare in bagno per i normali bisogni fisiologici (non è uno scherzo, leggete qui). Ogni diritto sarà cancellato e i nostri governi completamente asserviti, anche sul piano legislativo, a un potere sovranazionale ben lontano dagli interessi di noi persone comuni.

Ho scritto la seguente poesia-denuncia, contenente due link per chi si vuole informare e agire: invito i miei lettori a diffondere questa pagina, grazie.

Operai col pannolone (STOP TTIP - Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti)

In questo mondo selvaggio,
belli e preziosi,
i miei compagni di viaggio
di Giustizia vogliosi!

Abbiamo un Cuore
che non si fa piegare
a servitù e disonore
del tremendo affondare

di questa società,
asservita al capitale,
rea d'oscenità
che la rendon brutale.

«NO!» al pannolone (*)
per du' spicci guadagnare,
accettare l'afflizione
è Vita pugnalare:

non è mercato,
né democrazia,
è un attentato,
è dei soldi pazzia.

Il mostruoso trattato
che questo autorizza,
è già insanguinato
e il peggio legalizza,

è figliol nato
da criminosa perversione,
deve essere estirpato,
è solo corruzione!

Spargiamo la voce,
diamoci da fare,
sarà pena atroce
il suo ratificare.

Informati, firma e agisci:
https://www.informatica-libera.net/content/stop-ttip-un-no-al-trattato-che-cancella-i-diritti-qui-puoi-firmare

Grazie!

(Francesco Galgani, 17 maggio 2016 - https://www.galgani.it/stop-ttip)

(*) "Operai USA costretti a lavorare con il pannolino per non farsela addosso - Vietato andare in bagno: operai come bestie nelle fabbriche lager"
http://www.beppegrillo.it/2016/05/vietato_andare_in_bagno_operai_come_bestie_nelle_fabbriche_lager.html

No all'erbicida cancerogeno (petizione dei cittadini europei)

Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2016

DOWNLOAD MP4

Petizione: https://act.wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato

Pesticidi della MonsantoNon vogliamo erbicida nei nostro corpi! Negate la richiesta di rinnovo di glifosato, un veleno spesso usato in erbicidi come in quello di Monsanto, RoundUp. É stato classificato da esperti indipendenti dell'OMS come probabile sostanza cancerogena. Non vogliamo che questo veleno chimico sia minimamente vicino ai nostri parchi, alle nostre case, e al nostro cibo.

Per maggiori informazioni, si veda il "MANIFESTO STOP GLIFOSATO" e l'articolo "Il diserbante più usato al mondo è cancerogeno ed è nel 47% delle falde in Italia".

Ai Cittadini Europei, alla Commissione Europea, alla Monsanto

La Vita è sacra,
è il Bene che abbiamo,
ma asserviti ai soldi
tutto perdiamo!

Voi siete i primi
a nutrirvi di morte,
insieme a noi tutti
condividete la sorte

di chi taglia il ramo
su cui è seduto,
o brucia la casa
in cui è cresciuto.

Non c'è altra casa
dove scappare,
quel ch'è distrutto
è tardi per salvare,

ma... qualcosa
possiamo ancora fare!

Eliminiamo il glifosato,
OGM e schifezze varie,
pure io ho firmato
schifato dalla barbarie

di chi inquina il mondo,
uccide e fa ammalare,
ignorando completamente
cosa sia l'Amare.

Firma anche tu:
https://act.wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato

Grazie!


(Francesco Galgani, 14 maggio 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/584-ai-cittadini-europei-alla-commissione-europea-alla-monsanto

A proposito di referendum ed elezioni politiche

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2016

La democrazia è partecipazioneNon andare a votare quando ogni cittadino è chiamato a farlo, in assenza di veri impedimenti (come una malattia), è un'offesa verso la propria libertà, che così viene ceduta ad altri. Disinteressarsi della gestione del bene comune, ovvero della "politica" nella sua accezione più corretta del termine, significa lasciare i propri beni in mano ad altri, dando loro il diritto di saccheggiarli o di distruggerli.

Fare di tutta l'erba un fascio, dicendo "Ma tanto sono tutti corrotti...", oppure "Ma tanto non cambia nulla", è un pretesto comodo, ma fasullo, per non impegnarsi a informarsi e a fare con convinzione le proprie scelte. Nessuno è solo: quando scegliamo di lottare per un causa, sicuramente c'è anche qualcun altro che lo sta facendo.

Per quanto riguarda nello specifico i referendum abrogativi (come quello odierno), il quorum è il numero di votanti necessario affinché una consultazione elettorale sia considerata valida. In Italia, la legge stabilisce che un referendum è valido solo se si reca alle urne il 50% degli aventi diritto: ne segue che gli inviti a non andare a votare sono uno strumento antidemocratico. Ne sanno qualcosa i moltissimi Paesi occidentali dove il quorum non è mai previsto, lo dimostra anche il Consiglio d'Europa che ha chiesto all'Italia di eliminarlo dallo strumento referendario. In particolare, ai punti 50-51-52 (pag. 23-24) del "Codice di Buona condotta sui Referendum Adottato dal Consiglio per le Elezioni Democratiche", si raccomanda agli stati di non prevedere dei quorum per l'approvazione dei referendum, tutelando il principio secondo il quale chi si reca alle urne decide e chi sta a casa delega coscientemente la decisione ai propri concittadini. In questo modo il popolo sovrano può intervenire direttamente sulle leggi, proponendo dei provvedimenti e confermando o meno quelli approvati dal Parlamento, nel solco di quanto previsto dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto.

Come ha scritto Daisaku Ikeda, in "Giorno per giorno" (Esperia edizioni):
«Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti.»

Auguro a chiunque ne abbia la possibilità di andare a votare,
Francesco Galgani,
17 aprile 2016

Relazioni, linguaggio, comunicazione...

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2015

Relazioni, linguaggio, comunicazione...

Per Amare,
serve almeno il parlare...

I problemi sono tanti,
sono qui,
sono incessanti...

se non ci vuoi affogare,
ricorda di dialogare!

Onestà,
sincerità,
lealtà...
queste servono!

Tu invece vendi armi,
spargi odio,
non stai ad ascoltarmi...

Ma altre persone
leggeranno queste parole,
forse mi capiranno
ascoltando il Cuore :)

Curando le relazioni,
il linguaggio,
la comunicazione,

curiamo noi stessi,
seminando pace
che tutto trasforma,
che di benessere è capace.

(Francesco Galgani, 9 settembre 2015)

Note: L'Italia è da anni saldamente nella top ten mondiale dei Paesi produttori di armi, che vengono vendute ai Paesi in guerra, soprattutto in Africa e nel Medio Oriente. In particolare l'Italia è il primo paese in Europa a vendere armi alla Siria: dal 2001 la Siria ha acquistato in licenza armi nel vecchio continente per 27 milioni e 700mila euro. Di questi, quasi 17 arrivano dal nostro Paese. Nel mentre gli Stati Uniti armano e addestrano i ribelli "moderati" e oggi l'Isis combatte con fucili con la scritta "Property of US Govt", di "proprietà del governo statunitense". La guerra in Siria è un business cui il governo italiano partecipa e che distrugge milioni di vite tra sfollati, profughi e morti. Il governo vuol contribuire a diminuire il numero di profughi dai Paesi in guerra? Deve bloccare subito l'export di armi nei Paesi teatro di guerre e attuare una politica estera non succube degli interessi USA.
http://www.beppegrillo.it/2015/09/la_guerra_civile_siriana_parte_1.html

The emergence of language

 

Come costruire società e istituzioni nonviolente

Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2015

Johan Galtung, importante esperto mondiale di studi per la pace, nel breve video seguente parla dei punti chiave per la risoluzione pacifica dei conflitti, tra cui rientra la creatività come ingrediente di base per la ricerca di soluzioni vantaggiose per tutti:

Johan Galtung ha fondato nel 1959 l'International Peace Research Institute di Oslo, è stato professore di ricerca sulla pace e i conflitti all'Università di Oslo e professore onorario nelle università di Berlino, Alicante e Princeton. Consulente dell’ONU, nel 1987 è stato insignito del "Right Livelihood Award", o "Premio Nobel per la Pace Alternativo", per la sua opera di educatore agli studi sulla pace. Dirige Transcend, rete di ricerca e azione per la pace ed è rettore della Transcend Peace University. 

E' possibile approfondire il suo pensiero in libri come:

Altri suoi libri in italiano, purtroppo, sono attualmente fuori commercio, forse disponibili in qualche biblioteca. Alla pagina "Johan Galtung. Scienziato della pace", in calce, è riportata una lista di suoi libri in italiano. Su Peacelink è disponibile un articolo: «Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza».

Galtung applica il concetto della nonviolenza anche alla salute e alla medicina. Il seguente video di otto minuti, in cui parlano Alessandro Pizzoccaro e Johan Galtung, espone un approccio alla salute nonviolento:

L'articolo che ho riportato qui in calce, dell'8 ottobre 2010, è tratto dall'archivio "Informazioni per la stampa", dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Credo che sia una lettura che possa far riflettere non soltanto a livello di relazioni tra popoli, ma anche di relazioni interpersonali.

Buona vita nonviolenta,
Francesco Galgani,
20 agosto 2015

Coltan: quante vite uccise, rovinate, massacrate... costano i nostri telefonini e altri aggeggi elettronici?

Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015

Si veda anche: Teoria dell'obbligatorietà della connessione in mobilità (di Francesco Galgani)

Prima di leggere quanto segue... proviamo a chiederci se davvero abbiamo bisogno di un nuovo cellulare...
al termine della lettura... proviamo a porci di nuovo la stessa domanda...

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