Smarrimento
Smarrimento
Chi nel cibo,
chi nel gioco,
chi nel sesso,
chi nel vuoto,
chi nei social,
chi nel vino,
chi si fuma,
chi già dà... l'ultimo addio.
Chi prova a immolarsi
per una causa visibile,
chi cerca Dio
nel nulla invisibile.
Chi lucida l'ego
fiero del suo agire,
chi lo loda,
in uno stupido perire.
C'è chi soffre,
chi si dispera,
chi schifa gli altri,
chi odia sé,
chi muore d'ansia,
chi di tumore,
chi di nulla,
chissà perché...
Tutti a cercare,
e a sperare,
chissà dove,
chissà come,
sembriamo un'orchestra
senza direttore,
abbiamo governi
senz'anima interiore.
Nel folle caos
d'un grande smarrimento,
fonte di conflitti
e di pervertimento,
c'è chi prova
a far da maestro,
incapace persino
di provvedere a se stesso,
come Cristo,
servito e riverito
dai soldi di pie donne
forse non cristiane,
ma con lui fino alla fine,
sotto la croce,
quando tutti gli altri
si dileguarono...
Anania e Saffira
vi rivedo ancora
in ogni persona
devota a un ideale.
(Francesco Galgani, 11 giugno 2020, www.galgani.it)
Cfr. Marco capitolo 15, 40-41, Luca capitolo 8, 2-3, Atti degli Apostoli capitolo 5, 1-11
Guanti, mascherine, distanziamento per epidemia: ragionevoli dubbi? OMS e lettera medici al Governo
Premessa: la scienza non è unitaria, benché meno lo è la medicina, e in una situazione come quella del coronavirus covid-19, la cui pandemia (ammesso che sia mai esistita nei modi in cui c'è stata raccontata) io considero conclusa da tempo (così come la considera conclusa il dott. Alberto Zangrillo, primario e direttore di Terapia Intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano), la probabilità di fare affermazioni "in buona fede" che da altre persone siano giudicate stupide, per non dire peggio, è seriamente alta e bidirezionale. Comunque sono molte le voci, anche autorevoli, che accusano i vari governi del mondo di aver veramente esagerato (come Václav Klaus, ex premier ceco e voce critica delle forme totalitarie). Comunque, criticare gli altri serve a poco, meglio criticare se stessi. Per quanto mi riguarda, ho sempre considerato nocivo e controproducente sia il contenimento nei modi in cui è stato attuato, sia l'uso delle mascherine e dei guanti: nel modo in cui è stato (e continua ad essere) imposto, mi pare lesivo della dignità umana e soprattutto della salute personale e relazionale.
Dopo tale premessa, vorrei dar voce all'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e a gruppo di medici italiani (dott. prof. Pasquale Mario Bacco, dott.ssa Antonietta Gatti, dott. Mariano Amici, prof.ssa Carmela Rescigno, dott. Fabio Milani, dott.ssa Maria Grazia Dondini), i quali il 28 maggio 2020 hanno inviato una istanza in autotutela al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni. Per inciso, l’autotutela è un istituto finalizzato alla modifica o all’annullamento di un atto emanato da una pubblica amministrazione. Nel caso specifico, la richiesta - ben argomentata e corredata di approfondimenti - è di revocare i provvedimenti fino ad oggi emessi sulla base di una dichiarazione di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano più nemmeno i presupposti di fatto. Ringrazio i medici in questione per essere riusciti, in una sola lettera, a condensare una molteplicità di problematiche che raramente vengono evidenziate tutte insieme.
Alla lettera dei medici riportata più avanti, aggiungo fin da subito una considerazione di natura costituzionale: contrariamente a come molti credono e dichiarano in televisione, lo “stato di emergenza” non trova spazio nel dettato costituzionale. La Costituzione italiana prevede solamente la deliberazione dello “stato di guerra” da parte delle Camere (articolo 78), le quali conferiscono al Governo i poteri necessari. Nessun riferimento, quindi, a crisi economiche, sanitarie o catastrofi naturali. Se è vero che manca in Costituzione una norma sullo stato di emergenza, è vero anche che all’articolo 77 i padri costituenti hanno previsto la possibilità in capo al Governo di adottare provvedimenti provvisori con forza di legge (il decreto legge) in “casi straordinari di necessità e urgenza”. Il nostro Governo, però, ha agito tramite DPCM (fonti secondarie) estromettendo il Parlamento, e non con i decreti legge previsti in questi casi dalla Costituzione che, al contrario, assicurerebbero il dibattito parlamentare. Ad ogni modo, la nostra Costituzione è già stata pesantemente offesa e calpestata dal sistema economico neo-liberista in cui l'Italia è inserita e dalle catene con cui si è legata ad un'Europa d'ingiustizie, per cui non mi dilungo oltre su possibili considerazioni costituzionali.
Ritorno al discorso sull'OMS prima, e alla lettera dei medici italiani a seguire.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha espresso la sua posizione sui guanti: non sono raccomandati. E questo per vari motivi: rischi di contaminazione, senso di falsa sicurezza. Meglio lavare le mani:
fonte: https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/06/09/coronavirus-oms-guanti/
«[...] l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha di recente modificato le sue raccomandazioni riguardo l’uso delle mascherine per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. E ora si è espressa anche sull’uso dei guanti monouso: l’organizzazione, infatti, non raccomanda di indossarli in quanto non servono per proteggersi dall’infezione, ma anzi potrebbero essere dannosi, dando un falso senso di protezione e sicurezza. Meglio, quindi, ricorrere al lavaggio regolare delle mani con acqua e sapone e ai gel disinfettanti [...]»
E cosa dire delle mascherine?
fonte: https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/06/08/nuove-raccomandazioni-oms-mascherine/
«[...] l’Oms continua a raccomandare che le persone affette dalla Covid-19 devono rimanere a casa, e indossare la mascherina quando escono dalla propria abitazione per ragioni di stretta necessità. Rimane valida anche l’indicazione che le persone che si prendono cura di un malato a casa devono indossare una mascherina mentre si trovano nella stessa stanza e che gli operatori sanitari devono usare le mascherine e altri dpi quando assistono pazienti con Covid-19 sospetti o confermati. Ma non solo: nelle aree ad alta trasmissione, l’Oms raccomanda ora l’uso delle mascherine a tutte le persone che lavorano in una struttura sanitaria. [...] Inoltre, sempre nelle aree in cui la diffusione del coronavirus è alta, l’Oms consiglia alle persone di età pari o superiore ai 60 anni, e a quelle affette da altre patologie, di indossare la mascherina in situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. [...] Come si legge nel documento, molti paesi hanno raccomandato l’uso di mascherine al pubblico, ma al momento, l’utilizzo diffuso delle mascherine da parte di persone sane non è ancora supportato da prove scientifiche dirette e ci sono potenziali benefici e rischi da considerare. Tra i benefici, si legge nel nuovo documento, c’è il vantaggio di ridurre il potenziale rischio di esposizione di persone infette che non hanno ancora sviluppato i sintomi, diminuire la stigmatizzazione di chi le indossa, e far sentire le persone attive nel contribuire a fermare la diffusione del virus. Tra gli svantaggi, invece, c’è quello del potenziale rischio di infezione se le mascherine vengono indossate o rimosse in modo scorretto (nelle nuove linee guida viene ricordato il modo corretto), difficoltà respiratorie e nella comunicazione, oppure il falso senso di sicurezza che portano a trascurare le altre strategie fondamentali per contenere la diffusione del virus. [...]»
Insomma, l'uso generalizzato delle mascherine da parte di persone sane può essere controproducente e aumentare il rischio di infezione, inoltre tale uso ha senso solo in aree "in cui la diffusione del coronavirus è alta". Potrei sbagliarmi, ma non mi risulta che attualmente tale aree esistano, mentre mesi fa potevano essere circoscritte solo in specifiche aree del nord Italia.
Sintetizzando, guanti e mascherine sono "non raccomandanti" dall'OMS in circostanze dove invece singole Regioni hanno deciso di imporle. Ma "non raccomandanti" e "sconsigliati" sono sinonimi? No, non lo sono, però attualmente mi pare che i rischi siano superiori ai vantaggi.
C'è anche un problema di legittimità nel dichiarare le proprie opinioni, purtroppo. Più volte mi è stato contestato che io non posso pretendere che le mie affermazioni abbiano lo stesso valore degli illustri virologici (ben pagati) a cui il Governo si è rivolto per le proprie scelte. Questo però è un discorso molto subdolo, perché va a delegittimare il diritto di opposizione politica e di disubbidienza civile qualora gruppi di cittadini, o anche il singolo, ritengano che Stato sia violando i diritti fondamentali dell'essere umano e la sua stessa Costituzione. Bisogna quindi stare molto attenti, anche perché lo Stato non ha il diritto di legittimare scelte politiche ed economiche usando una parte (ben pagata) della scienza medica al posto del Parlamento, cosa che invece è stata fatta. Tra l'altro, per ogni medico che ha suffragato le scelte del governo ce ne sono stati molti altri che si sono opposti. La scienza non ha la verità, né può averla, al massimo può essere un metodo (sempre fallace) per "cercare una verità". Nemmeno io, ovviamente, ho una verità in senso assoluto, ma visto che nessuno ha una verità, allora ho il diritto di dissentire. Tanto più che le posizioni dell'OMS, almeno in questo momento, sono molto più vicine alle mie che a quelle terroristiche con cui guanti, mascherine e contenimento sono stati imposti e, in certi ambiti, continuano ad essere imposti.
Giusto per promemoria, secondo una parte della scienza che non è quella con cui il Governo ha legittimato se stesso, allo stato attuale è più probabile un 5 al lotto che essere infettati (parole dell'immunologo bernese Beda Stadler).
Vogliamo dar voce ai medici? Facciamolo, quanto segue è la lettera che il gruppo di medici italiani sopra citato ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni.
OGGETTO: EMERGENZA SANITARIA COVID-19 – ISTANZA IN AUTOTUTELA.
Noi sottoscritti
dott. prof. Pasquale Mario Bacco, [omissis];
dott.ssa Antonietta Gatti, [omissis];
dott. Mariano Amici, [omissis];
prof.ssa Carmela Rescigno, [omissis];
dott. Fabio Milani, [omissis];
dott.ssa Maria Grazia Dondini, [omissis],
come professionisti che operano quotidianamente a contatto con la realtà sanitaria e che hanno quindi conoscenza diretta dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni e domande circa le misure adottate dagli Enti istituzionali a contenimento del contagio, quale nostro contributo.
Crediamo in primo luogo che sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri Coronavirus stagionali: nonostante l’OMS abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 Marzo [1], le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di “pandemia” [2].
Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente ingiustificate. La banalizzazione statistica dei decessi è la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza ed ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando ad un circolo vizioso in termini di provvedimenti sanitari e di impatto sociale
In particolare è indispensabile precisare:
- che il totale dei deceduti per qualsiasi patologia o per morte naturale, quotidianamente annunciato nei “bollettini di guerra” diffusi dai media, non deve essere inteso come unicamente riferito al Covid-19 o a patologie concomitanti;
-
quale percentuale della mortalità sia determinata dai deceduti per Covid-19 (solo per Covid-19) e quanto essa si discosti dalle medie ufficiali degli anni precedenti per patologie analoghe [3];
-
quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme ed una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del paese, persino limitrofe;
-
che i tamponi effettuati per rilevare la positività al virus danno una percentuale di “falsi positivi” e “falsi negativi” [4], per cui possono risultare “contagiati” soggetti che non lo sono; di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi;
-
che gli esami sierologici effettuati devono essere parimenti interpretati, chiarendo che quanti risultano positivi all’IGG non costituiscono un pericolo per la popolazione, ma anzi un elemento che conferma che la diffusione del Covid-19 sta esaurendosi, come normalmente accade per patologie simili.
È inoltre necessario chiarire:
- quali siano i criteri adottati per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti e quale conferma nei dati reali oggi disponibili abbiano sinora avuto queste proiezioni;
- quali siano i titoli e quale sia l’autorevolezza e l’esperienza dei membri della Commissione incaricata di proporre misure di contenimento dell’epidemia; quali i criteri di selezione adottati per formare la Commissione e se sussistano dei conflitti di interesse che possano in qualche maniera orientarne le scelte e le decisioni;
- quale sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli “esperti” anche laddove contraddetta da casi documentati [5]; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari [6] quantomeno controverso;
- per quale motivo si siano sottovalutati o ritardati i ruoli di profilassi e terapia di farmaci e metodiche anche ben conosciute e rivelatesi efficaci in molteplici occasioni [7]; questa scelta ha determinato evitabili esiti infausti e lunghe ospedalizzazioni, mentre i pazienti avrebbero potuto esser trattati con ricoveri a domicilio senza gravi complicazioni;
- per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando effettuati, una fonte insostituibile di preziosissime informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura [8];
- vogliamo inoltre evidenziare, in molti casi, il rallentamento delle diagnosi e delle procedure terapeutiche per patologie diverse e un dirottamento delle risorse verso una sola patologia. Emblema di questa situazione è la realizzazione di strutture ospedaliere riservate alla sola emergenza Sars-cov2, presso le quali si sono ricoverati pochi pazienti e che ora sono in gran parte chiuse;
- per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’OMS, di trasferire i pazienti anziani nelle RSA, con le conseguenze ben note;
- quante siano state le salme di persone dichiarate decedute per Covid-19 per le quali si è imposta la cremazione, e su quali basi scientifiche si sia deciso di ricorrere a questo provvedimento (con le sue molteplici implicazioni) che è previsto per i casi di eziologia batterica;
- per quale motivo si continui ostinatamente a “minacciare” futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani [9];
- chi siano i cosiddetti esperti che hanno suggerito al Ministero di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre: queste scelte devono essere giustificate ed eventualmente - in presenza di elementi che ve ne sconsiglino il ricorso - immediatamente revocate.
Inoltre, chiediamo per quale motivo si sia attuata una politica del terrore ed una grave mistificazione della realtà, descrivendo il Covid come un mostro anziché una seria epidemia da affrontare con i mezzi normali della medicina e che a maggior ragione non rappresenta un pericolo nella cosiddetta “fase 2”. Facciamo presente che questa strategia, secondo studi recenti, può aver comportato un aumento del numero dei suicidi [10] e di psicopatologie [11]. Di questi effetti collaterali dovrà rispondere chi, immotivatamente, ha creato un allarme infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico.
Chiediamo di rendere conto ai cittadini - con argomentazioni scientifiche credibili - delle ragioni che hanno condotto all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi ancorché non malati [12].
Chiediamo parimenti il motivo per cui alla popolazione non siano state date tempestive, adeguate e complete informazioni sul valore preventivo delle misure di igiene e profilassi all’interno delle abitazioni e RSA, dell’igiene orale ivi compresi i risciacqui con liquidi ad azione antivirale, delle diete più indicate per la prevenzione delle malattie infettive e loro complicazioni, delle attività di esercizio fisico più salutari, dei pericoli del fumo e dell’inquinamento nel determinare la gravità della malattia.
Vogliamo inoltre conoscere quale sia la base scientifica che ha condotto a decidere di imporre l’uso di mascherine che - se fossero realmente efficaci - non avrebbero comunque un’utilità pratica e richiederebbero comunque di esser sostituite frequentemente; e che - laddove non efficaci, come nel caso dei più comuni modelli distribuiti o addirittura delle mascherine fai-da-te - sembrano costituire più che altro una “drammatizzazione” del clima di terrore deliberatamente imposto, senza alcuna motivazione reale.
Facciamo presenti le implicazioni sulla salute dei cittadini, costretti ad indossare per ore la mascherina, con i rischi ben noti che questo comporta, tra cui ipercapnia e sovrainfezioni da microrganismi [13]. Segnaliamo altresì che in questi giorni vanno aumentando i casi di ricovero di soggetti debilitati dall’uso prolungato delle mascherine [14], anche in concomitanza con le temperature esterne. La stampa ha riportato anche casi di morti che potrebbero essere legate all’uso della mascherina durante attività lavorative, motorie o sportive [15].
Chiediamo il motivo per cui, sulla base di decisioni assunte da “esperti”, si è deciso di blindare il Paese, generando una gravissima crisi sociale ed economica che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare o quantomeno limitare. Anche la decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica non appare fondata su valide e condivisibili ragioni tecnico-scientifiche.
A tutt’oggi persistono, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, un numero impressionante di obblighi e divieti che non trovano alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica.
Persiste invece una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti.
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Alla luce delle considerazioni sopra evidenziate se il Governo ed il Ministero della salute dovessero perseverare nel porre in essere provvedimenti:
- senza un confronto con i medici che operano sul territorio,
- senza aver analizzato quanto oggi denunciato,
- senza aver verificato i dati “snocciolati” alla popolazione all’interno di un quadro generale di riferimento comparato con i dati di altri momenti storici,
darebbero vita ad un’ulteriore serie di atti illegittimi per abuso ed eccesso di potere, violazione di legge, violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità, irragionevolezza e sviamento.
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GLI ISTANTI NELLA LORO QUALITÀ À DI MEDICI E DI CITTADINI DIRETTAMENTE COLPITI DALL’ODIERNA AZIONE DI GOVERNO
CHIEDONO
che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,
VOGLIANO
indicare con quale atto e/o determina
- siano stati adottati i criteri per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti con espressa indicazione dei criteri utilizzati;
- abbia previsto l’adozione di provvedimenti limitativi degli esami autoptici;
- abbia previsto di disporre la cremazione delle salme con espressa indicazione dei criteri utilizzati e degli atti presupposti per arrivare alla predetta determinazione;
quale ente, funzionario, responsabile del procedimento ovvero atto e/o determina abbia fornito:
- la conferma nei dati reali oggi disponibili e dei dati utilizzati per i provvedimenti governativi di questi ultimi 3 mesi;
- i dati e gli studi posti alla base delle indicazioni di possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento;
- indicazioni in ordine alla necessità di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre;
- indicazioni in ordine alla necessità all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi;
- le indicazioni poste alla base della decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica;
INOLTRE
ai sensi dell’art. 5, L. 241/1990, chiedono che venga indicato il nome del funzionario responsabile del procedimento in relazione all’odierna istanza in autotutela ed a norma dell’art. 328 del codice penale, e diffidano il responsabile del competente servizio a compiere gli atti del suo ufficio o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di giorni trenta dalla ricezione della presente richiesta, con l’avvertimento che in difetto sarà presentato esposto alla competente autorità giudiziaria.
CHIEDONO
che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,
VOGLIANO
alla luce delle motivazioni evidenziate,
IN AUTOTUTELA,
REVOCARE I PROVVEDIMENTI FINO AD OGGI EMESSI SULLA BASE DI UNA DICHIARAZIONE DI UNO STATO DI EMERGENZA DI CUI OGGI NON SUSSISTANO PIÙ NEMMENO I PRESUPPOSTI DI FATTO,
CHIEDENDO
al Governo di assumere decisioni politiche che siano fondate su dati reali e soprattutto che siano correttamente esaminati e contestualizzati. Chiediamo al Governo di non trincerarsi dietro facili e prudenziali provvedimenti dettati da tecnici che non hanno una visione complessiva del Paese, che invece dovrebbero avere coloro che li hanno nominati.
Confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini.
Note:
[2] Poiché essa presuppone la mancanza di immunizzazione dell’uomo verso un patogeno altamente virulento. Si veda comunque la documentazione dell’ISTAT: https://www.istat.it/it/files//2020/03/Nota_Tavole_Regionali_cause_morte_1marzo_30Aprile-_2017_e_2020.pdf e https://www.istat.it/it/archivio/241428
[3] Cfr. https://repo.epiprev.it/index.php/2020/05/12/andamento-della-mortalita-giornaliera-sismg-nelle-citta-italiane-in-relazione-allepidemia-di-covid-19-report-1-febbraio-2-maggio-2020-settimo-rapporto/ - Cfr. il sito ufficiale ISTAT: «Per la produzione del dato statistico, l’Istat effettua la codifica delle patologie e individua la “causa iniziale di morte”, ovvero quella direttamente responsabile del decesso. A tal fine, l’Istat si avvale delle regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; la causa iniziale di morte viene poi utilizzata per le statistiche ufficiali a livello nazionale e internazionale. Ad esempio, nel caso dell’Influenza, essa risulta conteggiata in queste statistiche se e solo se è stata certificata dal medico e se risulta essere la “causa iniziale di morte” in base alle regole internazionali di codifica. Se l’Influenza è presente sul certificato ma non è selezionata come causa iniziale di morte, viene codificata come “causa multipla” ovvero tra le cause che hanno contributo al decesso», https://www.istat.it/it/archivio/240401#Rilevazioniindettaglio-2
[4] Si vedano le dichiarazioni del prof. Ricciardi: «Oggi in tutto il mondo abbiamo test non perfetti dal punto di vista della sensibilità perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati. Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività», https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_27/coronavirus-ricciardi-la-prossima-settimana-capiremo-se-italia-l-emergenza-comincia-rientrare-43c9a4fa-58cd-11ea-8e3a-a0c8564bd6c7.shtml - Cfr. anche https://archive.st/archive/2020/3/www.ncbi.nlm.nih.gov/i8vf/www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832.html - Ha suscitato un certo scalpore anche la notizia recente della Nuova Sardegna sui 17 sanitari risultati falsi positivi al Covid: https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2020/05/21/news/nuoro-falsi-positivi-al-covid-i-17-sanitari-presunti-contagiati-a-marzo-1.38872367 - https://www.ilgiornale.it/news/cronache/30-dei-tamponi-mente-ecco-tutti-i-limiti-1861344.html - https://www.recnews.it/2020/03/11/tra-i-contagiati-da-covid-19-ci-sono-circa-la-meta-di-falsi-positivi/ - http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/agrigento-asp-tamponi-falsi-positivi-calano-contagi-bollettino.html - https://www.dire.it/19-05-2020/462162-coronavirus-lesperto-test-sierologico-non-infallibile-rischio-falsi-negativi/
[5] Si veda anche il recente studio del prof. Didier Sornette, cfr. https://www.swissinfo.ch/ger/covid-19-pandemie_schweizer-wissenschaftler-streiten-ueber-nutzen-des-lockdowns/45759526
[6] Cfr. https://nypost.com/2020/04/06/nyc-doctor-says-coronavirus-ventilator-settings-are-too-high/
[7] Cfr. https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/terapia-plasma-coronavirus-burioni-1.5139624 ed anche https://biomedicalcue.it/burioni-differenze-plasma-terapia-vaccino/19267/
[8] Cfr. https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_maggio_04/coronavirus-papa-
giovanni-autopsie-quasi-vietate-decisive-scoprire-rischio-trombosi-e656185a-8dd1-11ea-b08e-d2743999949b.shtml e https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_23/coronavirus-gruppo-ribelle-medici-legali-fateci-fare-autopsie-14d0f37e-9d10-11ea-a31e-977f755d9d62.shtml?cmpid=tbd_91305292Bp - https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/05/23/news/coronavirus_catania_gli_scenziati_denunciano_errore_l_assenza_di_autopsie_per_morti_d
_covid_-257456802/ - https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2020/05/22/covid-medici-errore-non-fare-autopsie_3fea6611-194d-4771-8a59-c3f42235be76.html - https://www.ilriformista.it/divieto-di-autopsia-ai-morti-di-coronavirus-la-bufala-contro-il-governo-che-vuole-insabbiare-la-verita-96531/ - Si veda infine l’opinione del prof. Klaus Puschel: «Autopsie di fatto “vietate” nel nostro Paese da una folle circolare che le ritiene superflue quando risultati verosimile – e solo verosimile – il motivo del Covid-19 come possibile causa del decesso. Il direttore dell’Istituto di Medicina Forense dell’Università di Amburgo, Klaus Puschel, ha infatti appena pubblicato un dettagliato studio che fa luce su molte cose. Nello studio sono riportate le conclusioni degli esami autoptici svolti dalla sua equipe. Da esse si evince con estrema chiarezza che “tutte le persone esaminate avevano altre gravissime patologie” e quindi non sarebbero morte di coronavirus. Il quadro clinico dei pazienti si presentava “gravemente compromesso” e le condizioni di salute erano estremamente precarie. Puschel arriva al punto sostenere di non aver alcun dubbio nel confermare che ad Amburgo non è morta una sola persona senza precedenti, gravi patologie. Ecco le sue precise parole: “Tutti quelli che abbiamo esaminato finora avevano il cancro, o una malattia polmonare cronica, erano forti fumatori o fortemente obesi, soffrivano di diabete o avevano malattie cardiovascolari”. […] E poi: “Sono convinto che la mortalità Corona non si farà nemmeno sentire come un picco nella mortalità annuale”. Parole che pesano come macigni per valutare, in tutta la sua reale portata, la pandemia. Sottolinea il medico legale tedesco. “Il Covid-19 è una malattia mortale solo in casi eccezionali, ma nella maggior parte dei casi è un’infezione da virus per lo più innocua”», http://www.lavocedellevoci.it/2020/05/15/covid-19-dalla-germania-i-risultati-choc- delle-autopsie/ - E ancora: https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-autopsie-dei-medici-trombosi-causa-principale-1861127.html - https://www.secoloditalia.it/2020/05/sui-morti-di-covid-nessuna-autopsia-la-circolare-del-ministero-ci-ha-fatto-perdere-tempo-prezioso/
[10] «Quest’anno l’Osservatorio suicidi per motivazioni economiche della Link Campus riporta 42 decessi, di cui 25 nelle settimane del lockdown forzato e 16 nel solo mese di aprile, ai quali si aggiungono 36 tentati suicidi, 21 dei quali nelle settimane di isolamento forzato. Più della metà delle vittime è costituita da imprenditori. «Questa impennata risulta ancora più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa - sottolinea Nicola Ferrigno, direttore dell’Osservatorio - : nei mesi di marzo-aprile 2019 il numero delle vittime si assestava a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima battuta d'arresto dopo anni di costante crescita». Oggi gli imprenditori e i lavoratori sono di nuovo tornati all’anno zero». Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/isolamento-e-crisi-economica-ondata-mondiale-suicidi-coronavirus-ADPf7lP
[11] Cfr. in primo luogo lo studio Affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell’epidemia di COVID-19 pubblicato da codesto Ministero lo scorso Febbraio, http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5373_10_file.pdf - Si veda inoltre: http://www.reportdifesa.it/covid-19-conseguenze-psicologiche-a-breve-e-lungo-termine/ - https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4299-covid-19-conseguenze-benessere-psicofisico-operatore-sanitario-medico-infermiere-oss-salute-mentale-coronavirus-distress-psicologico.html - https://www.focus.it/comportamento/psicologia/dopo-la-covid-19-un-epidemia-di-ricadute-psicologiche - https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/18/news/urgono-studi-specifici-sul-covid-e-gli-effetti-sulla-salute-mentale-1.38733054 - Sull’impatto psicologico del Covid: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/09/news/coronavirus_effetto_lockdown_ansia_e_depressione_per_l_85_dei_giovani-256134039/
[13] Si veda principalmente Covid-19, il Report ECDC sull’uso delle mascherine facciali nella comunità, pubblicato dal Ministero della Salute: «A supporto dell’uso di mascherine non mediche come mezzo di controllo della fonte di infezione esistono evidenze scientifiche indirette e limitate», «Le raccomandazioni sull’uso delle mascherine facciali nella comunità dovrebbero tenere attentamente conto delle lacune delle prove di efficacia, della situazione dell’offerta e dei potenziali effetti collaterali negativi». Cfr. http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4501 - Cfr. anche https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=84689 - Infine: «Chi non ha sintomi non deve usare la mascherina. Mentre le persone che non hanno sintomi non devono indossare le mascherine perché non ci sono prove che siano efficaci come protezione personale…», cfr. https://www.galileonet.it/coronavirus-mancanza-mascherine-uso-corretto/
[14] Cfr. https://www.ilriformista.it/malore-durante-educazione-fisica-morti-due-studenti-cinesi-e-stata-la-mascherina-100279/ e https://www.orizzontescuola.it/mascherine-contro-coronavirus-accusate-di-essere-causa-morte-due-studenti/
[15] Cfr. https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/correre-mascherina-pericoloso/
Vaccini obbligatori: ragionevoli dubbi? (documentario)
Sullo stesso argomento, segnalo il documentario "Vaxxed", riportato integralmente in calce alla pagina "Analisi del contenuto di vaccini pediatrici (studio Corvelva) e documentario Vaxxed".
“Il ragionevole dubbio” è un documentario che si propone di illustrare i rischi delle vaccinazioni. Un supporto scientifico internazionale illustra i danni di alcune componenti delle vaccinazioni su di un sistema immunitario neonato per far riflettere sulla connessione tra questo atto farmaceutico, ripetuto e invasivo, e le patologie proprie di ogni neonato.
E' destinato ad una comunità di genitori che ignorano ancora il potenziale rischio delle vaccinazioni e che magari, purtroppo, hanno constatato i danni sui loro bambini, ma non hanno saputo ricondurre ad una causa effettiva, questo perché tacitata e ignorata.
E' altresì dedicato a quei genitori di bambini ancora da nascere che possano con discernimento affrontare una tematica così delicata per il futuro del loro bambino.
Se per lo Stato i numeri sono statistica, per i genitori "Uno è spesso tutto ciò che hanno".
Nel documentario sono stati intervistati:
- Dr. Eugenio Serravalle
- Chris Shaw
- Dr. Roberto Gava
- Dr. Jerome Malzac
- Dr. Maurizio Proietti
- Dr. Dario Miedico
- Dr. Giulio Viganò
- Dott. Stefano Montanari
Regia: Ambra Fedrigo
Direttore della fotografia: Claude Colman
Musiche: Nicola Bottos
Trailer (sotto riportato): https://www.youtube.com/watch?v=kTU0843pXJU
Link per l'acquisto: http://www.librisalus.it/eventi/il_ragionevole_dubbio_dvd.php
fonte dell'articolo seguente: https://www.comilva.org/italia-protagonista-dellagenda-del-filantrocapitalismo/
ITALIA PROTAGONISTA DELL’AGENDA DEL FILANTROCAPITALISMO
The traps of technology: some proposals and reflections
This document is available also in Italian.
Today's technology hides many traps, many pitfalls. Some of them, and perhaps the main ones, are the almost total control operated by Google and Apple in the world of mobile applications, by Google in the publication of videos and in the visibility of content on the web, by Facebook and Twitter as regards what people can discuss. This is a simplification, there are other problems, but these are already very serious. Today there is no content published on the Internet that is not mediated by third parties, i.e. corporations, that act with their free will, often above any law. If the media through which our thoughts travel and the content with which they are expressed are chained and subjected to the whim of the potentates, then our thoughts are not free. If the technology we use is not free, then we are slaves.
Is there anything we can do? I would say yes, if we are willing to change our habits.
1. The mobile applications
Almost all mobile applications are in the hands of Google and Apple, everything goes through their stores, their contracts, their costs. If an app allows its developer to earn money, Google and Apple take 30%. If they don't like an app, they don't publish it. If you develop an app, you don't even own your own code, because you don't know whether Google or Apple changes your code when you publish your app. What's more, these corporations force you to honor contracts that are under U.S. jurisdiction even if you live anywhere else in the world. If Google and Apple abuse their power against you, almost certainly no judge in your country can help you if you live outside the United States. If the software is not patentable in your country and you have no restrictions on the algorithms you can use, Google and Apple will require you to comply with all the restrictions and patents that are in force in the United States.
A possible solution is not to rely on Google and Apple standards, but on web standards: instead of writing an app that will end up in stores, write a web-app based on html5 and javascript, so that it works in any modern browser of any device, and publish it on a server located in your country. In this way, the current jurisdiction will be that of your country and you will not have to prostitute yourself to Google or Apple. On the other hand, those who will use your web-app must be so smart, informed and aware that staying away from Google and Apple stores is a matter of freedom.
In some cases and depending on your goals, it may be useful to decentralize code execution as much as possible: you could allow anyone to download your code and run it on their own server, so that any government abuses to block you will encounter such decentralization. Technically, these apps are called "DApps" (Decentralized Application). An example is DTube, a decentralized platform for publishing videos, "resistant to censorship" and "ads free". It is similar to YouTube, but totally decentralized and therefore free from a central and authoritarian power. Moreover, unlike YouTube, it fully complies with web standards and does not apply strange algorithms to prevent you from downloading videos, on the contrary, downloading videos is very simple.
Logical consequences - 1
For all these reasons, even the use of popular code sharing services, such as Github, has serious limitations on freedom. Microsoft (owner of Github) has imposed limits on developers living in countries around the world that the United States does not like. An alternative solution is to download GitLab code, released under the MIT license, and install it on your own server: that's what I did. Even the use of popular file sharing services like Dropbox or Google Drive has the same problems of privacy and banning at any time: in this case, I downloaded the OwnCloud source code, released under GNU Affero General Public License v.3, and installed it on my own server.
Logical Consequences - 2
The fact that software sources are distributed under the GNU GPL or other free license does not actually offer any guarantee if you have to download the app from a store to use it. The app available in stores may have been altered from the sources. The only guarantee is that you can compile your own code and install your own app, but this is severely restricted by Apple and Google. If the app uses a server, you should also have the server code to install it on your own server. We also don't know what smartphone operating systems (iOS and Android) actually do, as we can't download sources, study them, modify them and use them with our modifications. From this point of view, a web-app is independent from any operating system and from any store: this does not solve all the problems I listed, but at least a part of them.
Objection 1: The presence of my app in Google and Apple stores is essential for my business.
Answer: Would you still be convinced of this if Google and Apple asked you for 90% commission instead of 30%? Would you still be convinced if Google and Apple asked you to make major changes to your app that would be too expensive for you? Would you still be convinced if Google and Apple removed your app from stores or, in a more subtle way, severely limited its visibility?
Whenever a despotic and undemocratic power has historically imposed itself, people have believed that collaborating with that power was the only option. If that were true, then Hitler would become the master of the world.
This is primarily a political and economic problem. Today the rules apply that if you're not on Google then you don't exist, if you're not in Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn and other popular social media, then you don't exist, if your app is not in Google and Apple stores then it doesn't exist, and so on. Yet the alternatives exist, I don't live inside Facebook and yet I exist, just to give an example.
Remember that Google, Apple, Microsoft, Amazon, Facebook, Twitter and other socials, in a nutshell all the big Internet corporations, at any time can ban you and destroy you.
It would be good and right to make people aware of web standards and why Tim Berners-Lee invented html.
Objection 2: Code secrecy is essential to my business.
No one is forcing you to publish your code and share it with others, do what you want. But know that there are apps that are popular and even recommended by the European Commission to its staff, such as Signal, which are released under the GNU GPL v.3. Signal's source code is available on Github. The organization behind that app, at the time of writing, has some "open roles", i.e. it is looking for developers and is willing to hire them with a decent salary and full time contracts. This is just one example that shows that code secrecy is not the only possible business in the app world.
Let me give you another example. In 2001, Microsoft compared free software, in the sense that Richard Matthew Stallman had been talking about, to cancer. More precisely, these were the words: "Linux is a cancer that attacks itself in an intellectual property sense to everything it touches". Microsoft's accusation was directed specifically at the GNU GPL license. In 2019, Microsoft invited Stallman to one of its campuses to get advice and explanations. In 2020, Microsoft used Ubuntu, which is a GNU/Linux distribution, to advertise its "Surface Book 3" in a spot starting with "Run Linux on Windows". Over time, even the most resistant to defending the secrecy of code are discovering that free software is a serious alternative to be evaluated.
Objection 3: it took me years to learn how to program for a specific platform (Android, iOS, Windows, MacOS, Linux or another), do I have to learn it all over again to make a web-app?
It would be important, from the beginning, to learn programming tools and methods that are as cross-platform as possible. In my personal opinion, the ideal would be to write code that works more or less everywhere. I get this result with Codename One, which is a cross-platform development framework to which I also contribute code, but this is my choice that has its pros and cons, you are free to look for other tools and make other choices.
Objection 4: web-apps are technically more limited than native apps
That's partly true, depending on what you want to do. The limits are imposed mainly by how browsers are implemented and therefore, once again, by the way Google and Apple have made their Chrome and Safari. I don't mention other browsers because, in smartphones, these are almost the only two browsers used. In desktop computers, the only "free" and independent browser, in the sense of not manipulated by a multinational company, is Firefox. In this regard, consider that Apple prohibits the development of any alternative browser to Safari on their iPhones: the fact that for iOS browsers other than Safari are available is a fake to deceive users, developers know well that Apple prohibits them from competing with Safari.
However, what can be done in a cross-platform and cross-browser way with a web-app is very broad. Once again, however, users need to be educated to understand what's wrong with stores.
2. Social media
As I have previously written, today there is no content published on the Internet that is not mediated by third parties, i.e. corporations, that act with their free will, often above any law. In my country, in Italy, Facebook and Youtube are widely used as political communication tools, our head of government and our city mayors communicate with the population through Facebook. Dissident journalists use Youtube and sometimes they are censored. My friends who published my messages on Facebook, copied from my blog, have been banned several times, in other words Facebook closed their profile. These are just small examples, in other countries the situation is worse than in Italy. To this should be added a thousand other problems related to the use of these social networks.
In my opinion, the only real solution is not to use these social networks. If two people or a few people need to exchange messages through technology, they can use email or other private and encrypted messaging tools that are not in the hands of some multinational company. If many people need to communicate through technology, they can pay for a cheap server and install a social platform based on free code, so that this social is under their control. If a politician, an association or a head of state wants to communicate with the rest of the world, they can use the web standards, creating their own website or blog, maybe installed on a server that they can control. All these solutions will not completely protect against abuses of power and human rights violations, but they can mitigate the problem.
But as long as people continue to use Whatsapp, Facebook, Instagram and Youtube as their main media, then they will continue to prostitute themselves to Mark Zuckerberg, Sergey Brin and Larry Page, and the occult powers that act through them. In the current situation, in my opinion, it would be better to make efforts to meet in person (where there are no cameras and microphones) and not use technology at all to communicate.
3. Search engines
As I have previously written, if a person, association or company does not appear in the first results provided by Google it is as if it did not exist. This gives an idea of Google's tyranny. What we common mortals can do is to mitigate the problem, thanks to decentralization and search through multiple sources. For my personal use and for other Italian-speaking people, I have made available this meta search engine, which runs on a server that is under my control and provides results extrapolated from multiple sources: https://ricercaalternativa.mydissent.net/
This search engine does not spy on users and does not do any of the malicious actions done by Google. I also disabled the logs, so I don't know what people are looking for or who uses my engine. The code is licensed under the "GNU Affero General Public License v3.0": you can download and use it on your own server.
This does not solve censorship problems, but it mitigates them. Also, the fact that data is extrapolated from multiple sources, and usually those taken from Wikipedia are in first place, reduces the effects of Google's abuse of power.
The fact that the code is downloadable and usable on your own server is a guarantee against centralized powers.
On the other hand, there are still many improvements to be made.
4. The operating systems
Windows, Android, iOS and MacOS spy on us all the time. At the moment, most GNU/Linux distributions are the only real alternative to have more control over the technology we use. The problem is that today the majority of computing is done through smartphones and cloud services: on smartphones we can't change the operating system and put GNU/Linux (except in very rare cases) and on cloud services we have no control. Rather than proposing solutions or alternatives, here I simply emphasize that the most urgent issue is to create an awareness of the problem. The IoT (Internet of Things) will be completely out of our control and will continuously violate our rights and freedoms. 5G is at the service of the Internet of Things. I have no solutions or proposals other than to spread the word and help build an awareness of the problem.
Francesco Galgani,
9 June 2020