Attacchi a centrali nucleari: il dossier delle fonti russe e le verifiche dell’AIEA
Nota metodologica — Questo testo non è un comunicato politico. È un riepilogo documentato di comunicazioni ufficiali in lingua russa e inglese (sito del Cremlino e altre istituzioni) e di aggiornamenti di organismi internazionali, in particolare l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). Il mio obiettivo è illustrare i rischi per la sicurezza pubblica. Molti di noi in ambito occidentale potrebbero non esserne al corrente, pur essendo tutti quanti potenzialmente coinvolti dagli effetti di una nube radioattiva dovuta a un'esplosione di una centrale nucleare. Non stiamo parlando di un incidente imprevisto e casuale, ma di un evento voluto e cercato dal regime di Volodymyr Zelenskyy, finanziato e armato dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dalla NATO.
E' una follia che, almeno finora, non ha destato alcuna protesta popolare, sebbene nello scenario estremo — che richiederebbe una catena di eventi sfavorevoli dovuti a bombardamenti intenzionali — l’Europa potrebbe affrontare evacuazioni di massa e interdizioni su aree molto ampie, a seconda dei venti e della pioggia. Non è allarmismo, ma è il riconoscimento di un rischio reale dovuto in primo luogo alla NATO e, in seconda battuta, alle scelte scellerate di chi ha il comando delle armi fornite dall'Occidente all'Ucraina.
Nota sull'agenda setting — I mass media non ci aiutano, spostano continuamente la nostra attenzione da ciò che è più rilevante a ciò che serve solo a farci litigare tra di noi. Non a caso, Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha accusato l’Europa di essere un «campo di concentramento dell’informazione digitale», come riportato sulla TASS del 16 maggio 2025. Comunque, ognuno ha la sua propaganda e i suoi interessi, sta a noi avere più consapevolezza e più umanità.
Che cosa affermano le fonti ufficiali russe
- Cremlino (2022–2023) — Più interventi pubblici accusano le forze ucraine di bombardare la centrale di Zaporižžja (ZNPP) e di atti di “terrorismo nucleare”. Riferimenti: 19 ago 2022, telefonata Putin–Macron; 10 ott 2022, Consiglio di Sicurezza; 27 ott 2022, intervento pubblico; 21 dic 2022, collegio Ministero Difesa.
- Ministero degli Esteri (MID) — Note e briefing in più anni attribuiscono a Kiev droni e tiri d’artiglieria contro la ZNPP: 6 ago 2022, 22 giu 2024, 6 gen 2025, e la Rappresentanza a Vienna 11 apr 2024.
- Rosatom / Rosenergoatom — Comunicati e materiali interni descrivono attacchi di droni e situazione di sicurezza alla ZNPP; citati anche episodi nell’area della centrale di Kursk: 7 apr 2024, 6 giu 2025, 17 ago 2024, PDF della Rivista «REA», mensile dell’energia nucleare russa, n. 10/2023.
Cosa confermano gli organismi internazionali “neutrali”
L’AIEA mantiene una missione permanente alla ZNPP e pubblica aggiornamenti regolari. Questi confermano che la centrale è stata oggetto di colpi/droni (senza attribuire responsabilità) e che la situazione di sicurezza è precaria per perdite ricorrenti di alimentazione esterna:
- 7 apr 2024 — L’AIEA segnala attacchi di droni sul sito della ZNPP e li definisce “grave incidente” per la sicurezza nucleare: AIEA Update 220; vedi anche dichiarazione al Board, 11 apr 2024 e il riepilogo ONU UN Media, 11 apr 2024.
- 3 lug 2024 — L’AIEA definisce gli attacchi con droni una minaccia alla sicurezza nucleare e alle vite umane: AIEA Update 236.
- Set–Ott 2025 — Serie di aggiornamenti su perdita prolungata dell’alimentazione esterna (dal 23 settembre) e rischi in aumento: Update 313 (10 set), 314 (16 set), 315 (24 set), 318 (inizio ott), 319 (7 ott), 320 (9 ott). Per il contesto giornalistico: Reuters, 9 ott 2025.
- Apr 2024 — L’Agenzia ha anche accolto con favore lo spegnimento a freddo di tutte le unità (misura che riduce ma non elimina il rischio): Reuters, 13 apr 2024.
Perché questo riguarda la sicurezza pubblica in Europa e in Asia
La ZNPP è il più grande impianto nucleare d’Europa. Pur con i reattori in cold shutdown, la sicurezza dipende da alimentazione elettrica e sistemi di raffreddamento. L’AIEA segnala perdite ricorrenti di energia esterna e sottolinea che i rischi stanno aumentando. Un danno grave alle funzioni di sicurezza (per esempio per interruzioni prolungate di energia o impatti diretti su strutture e sistemi) potrebbe comportare rilasci radioattivi con effetti transfrontalieri. Per questo l’AIEA chiede insistentemente che gli attacchi all’area della centrale cessino e che siano ristabilite condizioni stabili di sicurezza e alimentazione elettrica.
Che cosa constatiamo
- Esistono molte comunicazioni pubbliche ufficiali russe che accusano l’Ucraina di colpire la ZNPP e, in alcuni casi, siti energetici sensibili in Russia (es. area di Kursk).
- Esistono conferme tecniche e fattuali dell’AIEA circa impatti/droni sul sito e ripetute criticità (perdite di alimentazione, danni locali).
- C'è un rischio per la sicurezza pubblica ben oltre i confini dell’Ucraina.
Riepilogo delle fonti
- Cremlino: 19 ago 2022, 11 set 2022, 10 ott 2022, 27 ott 2022, 21 dic 2022.
- Ministero degli Esteri russo (MID): 6 ago 2022; 22 giu 2024; 6 gen 2025; 11 apr 2024.
- Rosatom / Rosenergoatom: 7 apr 2024; 6 giu 2025; 17 ago 2024; PDF informativo.
- AIEA (aggiornamenti tecnici): Update 220 (7 apr 2024); Statement al Board (11 apr 2024); Update 236 (3 lug 2024); Update 313 (10 set 2025); 314 (16 set 2025); 315 (24 set 2025); 318 (inizio ott 2025); 319 (7 ott 2025); 320 (9 ott 2025).
- Ulteriori riferimenti neutri: Reuters (9 ott 2025), The Guardian (8 apr 2024).
(scritto con la speranza di una maggiore consapevolezza pubblica, 10 ottobre 2025, corretto l'11 ottobre 2025)
Relazioni finte, solitudine vera, una strada possibile
Da tempo stiamo abbandonando la vita reale per quella virtuale. Non abbiamo più la forza d'animo di reggere una relazione con l'altro, di sopportarne i rifiuti, le offese, le infinite complicazioni. Neppure i momenti di giocoso e "giusto istupidimento" che l'innamoramento comporta sembrano sensati e accettabili, o persino possibili.
Non ci crediamo neanche più che avremo ancora una nuova opportunità di vivere una relazione sentimentale, con tutto ciò che essa comporta, tra gioie e dolori, tra desideri e delusioni, tra progettazione della vita insieme e cambiamenti improvvisi e imprevedibili. Siamo sempre più isolati, più separati, più soli.
Non c'è più amore, non c'è più pace. In definitiva, non c'è più speranza.
Lo stato d'animo (illusorio) fin qui descritto è sintetizzato da questa notizia:
[...] Alcune donne [...] provano attrazione per partner digitali [...] Il numero di donne che scelgono relazioni con l’intelligenza artificiale è in crescita, e questo è comprensibile [...] Secondo un sondaggio, il 54% delle donne non crede di riuscire a trovare un partner adatto nella vita reale. [...] Non sorprende che un giovane su cinque che ha sperimentato questo formato di comunicazione lo trovi preferibile all’interazione con persone reali. [...] (fonte)
In pratica stiamo parlando di attrazione erotica e sentimentale per il nulla cosmico, per una IA che significa Ignoranza Assoluta della vita, e dalla quale nulla può nascere. Invece di trovare la forza di volontà, il coraggio e la fede per affrontare le difficoltà di un rapporto di amore, o almeno per provarci, ci rifugiamo in una relazione che simula tale rapporto? La realtà non è quello che è, ma innanzitutto è ciò che noi crediamo che essa sia.
La via della pace e dell'amore è sempre in salita. I surrogati con l'IA - o comunque la negazione della possibilità di rapporti umani veri, a tu per tu, corporei - sono invece solo la strada per sprofondare nel baratro e per confermare la non superabilità delle nostre sofferenze. Assecondare questa disperazione comporta, tra l'altro, una forma più o meno consapevole di individualismo, che ha anche la forma del narcisismo, dell'autosufficienza, della mancanza di volontà di affrontare insieme ad altri un rapporto impegnativo. In poche parole, le nostre sofferenze sono sia causa che effetto di un egoismo galoppante che divide le persone.
A tutte queste donne, e uomini, posseduti dal demone della solitudine, vorrei dedicare questa poesia:
In guerra
Ti Amo,
sconosciuta triste
di mille preoccupazioni
che non conosco.
Ti Amo,
sconosciuto irato,
pronto a sparare
senza conoscer te stesso.
Vi Amo,
tutti quanti,
con una pioggia di cuori
d'invisibili baci.
Falsa la solitudine,
la mancanza di senso,
che già ci percosse
prima dei falsi nemici:
è tutto un inganno,
un demone fragile,
un parto delle ombre
della mancanza di fede.
Fede nei sorrisi,
fede che male è bene,
fede che tu sei un bene,
fede che noi siamo un bene.
(9 ottobre 2025, galgani.it)
Vedi anche: Tre esercizi per la pace interiore
Come trovare pace
autore: Giulio Ripa
Per diventare costruttori di pace o partigiani della pace è necessario iniziare un cammino per un nuovo modo di essere umani.
Si parte dalla propria coscienza fino a rigenerare un nuovo mondo possibile.
Lo stato di coscienza ordinaria di un uomo è la separazione tra il soggetto che osserva (l’Io) e l'oggetto osservato (il mondo in cui viviamo).
L’osservatore non è presente come soggetto consapevole, in quanto il suo pensiero è scisso da se stesso e dal resto del mondo.
Se nella mente non si presta attenzione al soggetto che osserva, si perde la possibilità di conoscere sé stessi in relazione all’oggetto osservato, non c’è esame di coscienza, non ci si mette in discussione, colpevole è sempre l’altro.
In questo stato interiore la mente divaga a seguito di un automatismo mentale che si identifica con quel centro di appropriazione del pensiero discorsivo-ricorsivo dell'Io egoico, bellico, condizionato e dipendente dall’interesse personale, dall’attaccamento ai propri desideri, ossessionato dalla identità e dalla sua frammentazione.
La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, una evidente concentrazione su se stesso negli scambi interpersonali ed incapacità di vedere il mondo dal punto di vista degli altri.
Nell’autocoscienza invece il soggetto (l’Io) osserva se stesso che interagisce con l'oggetto (il mondo). Soggetto ed oggetto si sovrappongono, ma sono interdipendenti con azione reciproca tra l'uno e l'altro.
Svanita la separazione tra il soggetto ed il mondo osservato, in questo stato di coscienza unitario, la mente elabora la relazione fra se stesso e il mondo evitando qualsiasi identificazione con il proprio ego (io condizionato).
La mente è così libera da ogni opinione e da ogni condizionamento psichico e concettuale. Soltanto se impariamo a guardare le cose con equanimità, senza l’interesse, senza l’avidità, senza l’ingordigia dell’ego, l’uomo può essere tutt'uno con il mondo.
Conoscere se stessi in profondità, sapersi "osservare" dentro, con distacco quando si guarda il mondo, è la via per avere consapevolezza dei propri processi cognitivi senza illusioni.
Grazie a questo, si può osservare la realtà intera, l’interazione tra soggetto ed oggetto, senza la distorsione dell'ego provocata dall'interesse personale.
Mettere in discussione la struttura psichica dell’Io (egoico-bellico), libera l'uomo da una individualità separata da tutto il resto, riscoprendo la propria natura universale.
L'equilibrio tra mondo interiore e mondo esteriore è fondamentale per una maggiore consapevolezza nell'accettazione della vita nella sua totalità.
La mancanza di questo equilibrio tra interiore ed esteriore porta nell’uomo ad una sofferenza esistenziale.
Cerchiamo di meditare per trovare pace nell'equilibrio (armonia) tra "dentro di me/fuori di me", senza giudicare, pur vivendo tra queste dicotomie.
In realtà "dentro di me/fuori di me" sono un tutt'uno. Tutto è incluso.
Nella meditazione c'è una liberazione interiore dagli automatismi mentali, si modifica lo stato di coscienza per vedere senza illusioni la realtà così come è nel momento presente, con un Io in pace con se stesso e con il mondo, aperto pienamente alla relazione, cioè capace di amare e creare.
La liberazione interiore vuol dire rivoluzionare il modo di essere in relazione con altro, contemporaneamente trasformare il mondo quando è possibile.
Interiormente liberi e quindi in pace con sé stessi, siamo amore incondizionato che crea relazioni per unire ogni cosa nel tutto, dove il tutto si compenetra in ogni cosa. Tutto in uno.
Facciamo due citazioni su come trovare pace:
"La persona che non è in pace con sé stessa sarà in guerra con il mondo intero. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo." (Gandhi)
“Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra.
Ci vuole coraggio per dire sì all'incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo.” (Papa Francesco)
E' evidente che trovare pace significa agire senza violenza.
Questo non vuol dire essere passivi, ma essere dotati di una forza d'animo eccezionale per reagire alle ingiustizie.
Chi ha trovato pace, in un conflitto armato non si schiera con uno dei contendenti ma si schiera contro la guerra, contro l’uso delle armi, contro il commercio delle armi, ben sapendo che la guerra è sempre una sconfitta per molti mentre pochi se ne avvantaggiano.
Nel caso di conflitti armati tra i tantissimi strumenti impiegabili come azione non violenta ci sono: le sanzioni economiche, la diplomazia, i negoziati,
i picchetti, il digiuno, il rifiuto di collaborare, il boicottaggio, l’arresto dell’attività lavorativa, lo sciopero, lo sciopero al rovescio (lavorando dove e quando non permesso), l'obiezione di coscienza, la disobbedienza civile come le manifestazioni non autorizzate, l’obiezione fiscale, la diserzione militare, etc.
(Giulio Ripa, 5 ottobre 2025)
Tre esercizi per la pace interiore
Il mondo ha più lacrime di quante ciascuno di noi possa immaginare.
Queste sono giornate di intense manifestazioni per la pace, ma cosa ne rimarrà a distanza di mesi, di anni, di decenni? Di solito il potere fa quello che vuole e governa gli umori delle masse come preferisce, indirizzandone l'azione per finalità diverse da quelle dei diretti interessati. Ciò che appare spontaneo è quasi sempre preparato da tempo e manovrato, senza che chi protesta ne abbia consapevolezza o sentore.
Alla fine, già dopo poco, di tanti movimenti popolari non è rimasto che uno sbiadito ricordo, senza miglioramenti per nessuno nonostante tutto il cuore e la passione. Purtroppo nell’animo di gran parte di noi c’è un crescendo di solitudine e di impotenza in cui i peggiori demoni si trovano a proprio agio. E quindi, cosa possiamo fare?
Non c’è via per la pace che non inizi da noi stessi. Tutto il resto è un “di più” che senza un allenamento interiore, con disciplina e costanza, porta poco lontano o, peggio, si rivela controproducente e dannoso.
Secondo me, la palestra quotidiana per allenare la pace interiore è fatta di tre esercizi, di cui due facili e uno difficile.
1. Sostituire le certezze con dubbi, con possibilità
Ogni volta che siamo certi di un nostro pensiero o giudizio, proviamo a metterlo in dubbio, lasciando aperte più possibilità interpretative della realtà. Sentenziare che qualcosa che non ci piace sia sbagliato ci pone in conflitto con chi ha una certezza di tipo opposto, quindi non è un atteggiamento pacifico. Viceversa, dubitare che qualcosa che non ci piace sia saggio o utile, esprimendo perplessità, pone già noi stessi e gli altri in un modo più dialogante. Ma questo è solo l’inizio, anzi, il minimo.
I jainisti hanno ben inquadrato la questione con il concetto di anekāntavāda, che promuove una forma di ahiṃsā intellettuale (non-violenza nel pensiero e nel parlare), fatta di umiltà, dialogo, e rifiuto delle verità assolute proclamate in modo esclusivo. Nella pratica del jainismo orienta l’etica, la logica e il dibattito filosofico.
È un principio cardine, di solito tradotto come “dottrina della non-unilateralità” o del “molteplice”: la realtà è estremamente complessa e nessuna singola affermazione la esaurisce. Ogni enunciato è vero solo da un certo punto di vista e in certe condizioni. La disparità delle posizioni su un certo tema non va vista sotto il segno dello sconcerto e del caos, ma come una fonte di arricchimento.
2. Mettersi al servizio
Ciascuno di noi ha caratteristiche, possibilità, talenti. Invece di lamentarci che le cose non vanno come vorremmo, o che la vita è tremendamente difficile, possiamo cogliere le occasioni che ci vengono offerte, anche se fossero poche o rare, per dare il nostro piccolo contributo grazie a ciò che siamo. Certe cose possiamo farle noi e non altri, e viceversa. Questo ci aiuterà, giorno per giorno, a costruire rapporti basati sul completarci a vicenda, e questo è molto pacifico.
Viceversa, gareggiare per primeggiare in una guerra di ognuno contro tutti, serve solo a distruggere quello che di bello e buono abbiamo e a renderci stupidi. Non cerchiamo di essere migliori di nessuno, ma offriamo al mondo i nostri doni.
3. Convincimento interiore sulla bontà della vita
I primi due esercizi sono facili, questo invece è difficile, perché richiede la pazienza di un santo e la fede di un profeta. Se arriviamo al punto di considerare tutto ciò che accade, comprese le peggiori disgrazie, come qualcosa di necessario per il nostro bene, per la nostra crescita, per lo scopo per il quale ci siamo incarnati, allora siamo nella direzione giusta per essere costruttori di pace.
Serve quindi una fede che non può essere giustificata o motivata né dal ragionamento né dalla psicologia. E’ una consapevolezza interiore che si ha o non si ha. Le pratiche spirituali e gli insegnamenti possono aiutarci a risvegliarla, ma il percorso è personale. Un maestro può indicarci la via, ma sta a ciascuno di noi, come allievi, praticarla.
Ascoltiamo alcuni maestri:
-
Daisaku Ikeda (Buddismo di Nichiren)
Se consideriamo le difficoltà della vita come sventura o come fortuna dipende interamente da quanto abbiamo temprato la nostra determinazione interiore. (fonte) -
San Paolo (Cristianesimo)
Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. (fonte) -
Profeta Muhammad (Islam)
Straordinaria è la condizione del credente: in ogni cosa c’è un bene; se la prosperità lo raggiunge, ringrazia ed è un bene per lui; se lo colpisce l’avversità, è paziente — ed è un bene per lui. (fonte) -
Naḥum Ish Gamzu (Ebraismo rabbinico)
Lo chiamavano Naḥum Ish Gamzu perché, qualunque cosa gli accadesse, diceva: “Anche questo è per il bene”. (fonte) -
‘Abdu’l-Bahá (Fede Bahá’í)
Le prove sono benefici da parte di Dio, per i quali dovremmo ringraziarlo. Il dolore e il cordoglio non ci giungono per caso: sono inviati dalla Misericordia divina per la nostra perfezione. (fonte) -
Śāntideva (Buddismo Mahāyāna)
Inoltre, la sofferenza ha buone qualità: attraverso il disincanto essa dissipa l’arroganza; fa sorgere compassione per coloro che vagano nell’esistenza ciclica; si rifuggono le negatività e si trova gioia nella virtù. (fonte) -
Bhāgavata Purāṇa 10.14.8 (Induismo, Vaiṣṇavismo)
Colui che attende con fiducia la tua misericordia, mentre pazientemente sopporta i frutti delle azioni passate e ti rende omaggio con cuore, parole e corpo, diventa certamente degno della liberazione. (fonte) -
Laozi, Tao Te Ching 58 (Taoismo)
La sventura poggia sulla fortuna, e la fortuna si nasconde nella sventura; chi può conoscerne il termine? (fonte)
Ringraziamo i maestri dell'umanità. Le loro parole sono tanto più utili quanto più servono a confermare ciò che interiormente abbiamo già compreso.
(5 ottobre 2025)
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