Dalla parte dell'asinello
La televisione ha spazzato via il senso della realtà.
I social hanno dissolto la socialità.
L’intelligenza artificiale sta erodendo l’intelligenza… quella vera, l’unica che conta.
E intanto i soldi scorrono, vorticosi, come una falce implacabile che tutto taglia, lasciando dietro di sé solo cenere e desolazione.
L’“ultima ora” di oggi, una breaking news che sta rimbalzando tra le testate, è che Microsoft, nel 2025, investirà 80 miliardi in data center dedicati all’intelligenza artificiale.
Prima ci affascinano con la tecnologia, poi ci incatenano in una dipendenza da cui non c’è via di fuga, infine ci fanno pagare ogni singolo passo, sempre più caro. Lo chiamano progresso, la chiamano democrazia.
Forse dovremmo riconoscerla come servitù al diavolo.
E adesso parliamo di religione.
Nel presepe ci sono Gesù, Maria, Giuseppe, il bue e l’asinello.
Tutti gli sguardi sono per Gesù: pastori e Magi si affrettano a portare doni al Salvatore.
Maria, colma di grazia, sarà venerata d'ora in poi come "beata" e come madre di tutti.
Giuseppe ha sposato Maria per salvarla dalla lapidazione.
Il bue era già lì, nella stalla.
E l’asinello? Nessuno lo guarda. Nessuno lo celebra.
Eppure è stato lui a portare Maria da Nazaret a Betlemme (150 km), fino alla capanna dove ha partorito.
Ha sofferto in silenzio più di tutti, ma nessuno lo onora.
Ora, l’intelligenza artificiale è il nuovo dio, il nuovo Salvatore delle genti.
Ma io sto con l’asinello.
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(January 4, 2025, go to my art gallery)
Il silenzio della miseria
Nel gelo dell'inverno, con il respiro che si congela nell'aria, la Transnistria si ritrova senza gas. Niente più acqua calda, né riscaldamento. Anche la Moldavia si prepara ad affrontare un inverno glaciale priva di adeguate fonti di calore. Queste regioni hanno ondate di freddo intenso che possono scendere fino a -20°C, con picchi fino a -35°C. In questo scenario da brividi, non è il caso a governare, ma una scelta politica.
I nostri leader, supportati dai media che amplificano il loro messaggio, dipingono questi eventi tragici come un progresso verso una maggiore autonomia e sicurezza energetica per l'Europa. Se tale affermazione appare insensata agli occhi di una persona comune, si rivela invece colma di significato per chi considera l'umanità un dettaglio insignificante, appena superiore a un'infestazione di scarafaggi.
Le autorità locali hanno consigliato ai residenti di adottare misure per conservare il calore, come vestirsi pesantemente, riunire i membri della famiglia in una sola stanza e utilizzare coperte o tende spesse per coprire finestre e porte. Ma sono discorsi sensati questi? Sono soluzioni applicabili?
Una volta questa si chiamava "crisi umanitaria", per non dire "massacro". Ma da un po' di anni, ormai, i grandi aiuti sono solo per comprare armi, e nessuno si sta stracciando le vesti per questa gente, abbandonata da tutti. I poveri tra i poveri non interessano a nessuno, se non per abusarli.
I potenti, sordi al pianto, tracciano il destino dell'Europa senza cuore né mente. Credono di essere eletti, supremi, ma sono ombre vuote, burattini di un'arroganza cieca.
Eppure, tra le nebbie della disperazione, ci sono i nobili, i vivi, i coraggiosi che brillano come fiaccole di umanità in un mondo di zombie. Questi sono gli "ultimi", quelli veri, quelli che conoscono il sacrificio e l'amore, che lavorano come bestie sotto un cielo perennemente grigio, privati del sole e delle gioie, ma non della dignità. Sono loro, gli eroi dimenticati, che portano il peso del mondo sulle spalle.
Dall'altra parte, al di sopra delle rovine, siedono i signori della guerra, i mercanti della morte. Sono coloro che spogliano le terre, che rubano il pane, che trasformano la vita in un'eterna schiavitù. Tiranni dal volto spavaldo, privi di grazia, senza l'ombra di un merito, regnano solo grazie alla loro prepotenza e alla loro spietata sete di dominio.
E ci sono poi i mediocri, che invero sono la maggioranza, cioè quegli avidi che, pur nella loro miseria, ambiscono al potere degli oppressori. Vivono di invidie e gelosie, e non sono migliori dei mostri che venerano.
Ma gli ultimi, gli umili, coloro che resistono e custodiscono il fuoco della speranza, sono il respiro della terra. Se il prossimo diluvio universale non ci ha ancora sommersi, è perché il cielo guarda agli ultimi. Costoro sono i veri salvatori, i silenziosi guardiani di un mondo che non li merita.
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(January 4, 2025, go to my art gallery)
טוֹב אֶרֶךְ אַפַּיִם מִגִּבּוֹר, וּמֹשֵׁל בְּרוּחוֹ מִלֹּכֵד עִיר׃
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(January 2, 2025, go to my art gallery)
לא תרצח (שמות כ, יג). מילת ציווי קצרה זו מעמידה את קדושת החיים כאחת מאבני היסוד של התורה, ואוסרת על האדם ליטול חיי אחר.
ראו עתה כי אני אני הוא ואין אלהים עמדי אני אמית ואחיה מחצתי ואני ארפא (דברים לב, לט). פסוק זה מבליט את העובדה שהחיים והמוות נתונים בידי הבורא לבדו, ואין לאדם רשות להתערב בקביעת עת פקידתם.
אל תדין את חברך עד שתגיע למקומו (אבות ב, ה). המשנה מלמדת שטרם נמהר לשפוט את זולתנו, עלינו להכיר במגבלותינו ולהפנות את עיקר תשומת הלב לתיקון מעשינו שלנו.
ב' בטבת תשפ"ה
traduzione:
Chi è lento all'ira vale più di un eroe, e chi domina se stesso è meglio di chi conquista una città
"Non uccidere" (Esodo 20, 13). Questa breve ingiunzione stabilisce la sacralità della vita come uno dei pilastri fondamentali della Torah, proibendo all'uomo di togliere la vita a un altro.
"Ora vedete che io, io lo sono, e nessun altro è dio accanto a me. Sono io che dò la morte e faccio vivere; io percuoto e io guarisco e nessuno può liberare dalla mia mano" (Deuteronomio 32, 39). Questo versetto mette in evidenza il fatto che la vita e la morte sono nelle mani del Creatore e che l'essere umano non ha il diritto di interferire con il momento stabilito per il loro compimento.
"Non giudicare il tuo compagno fino a che pure tu non ti troverai al suo posto" (Avot 2, 5). La Mishnah insegna che, prima di affrettarci a giudicare gli altri, dobbiamo riconoscere i nostri limiti e concentrare la nostra attenzione sulla correzione delle nostre azioni.
(2 Tevet 5785, ovvero 2 gennaio 2025)
2025: La gioia è il sentimento della realtà
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(January 2, 2025, go to my art gallery)