Morte per solitudine: uccisi dalla disconnessione sociale e dall'IA

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La solitudine non è solo malessere interiore, sofferenza e isolamento, ma è anche un fattore di rischio per la vita. Una meta-analisi del 2010 (148 studi, 308.849 persone) ha mostrato che chi ha relazioni sociali più forti ha una probabilità di sopravvivenza superiore del 50% rispetto a chi è più isolato.

Questi risultati indicano che l'influenza delle relazioni sociali con persone vere sul rischio di morte è paragonabile a quella di fattori di rischio ben consolidati come il fumo e il consumo di alcol, e supera l'influenza di altri fattori di rischio come l'inattività fisica e l'obesità.

Inoltre, l'effetto complessivo delle relazioni sociali sulla mortalità riportato in questa meta-analisi potrebbe essere sottostimato, poiché molti degli studi considerati hanno utilizzato misure semplici e singole dell'isolamento sociale piuttosto che una misurazione complessa.

Tuttavia, questa ricerca, e altre successive che vanno nella stessa direzione, stanno venendo abusate e strumentalizzate per far passare l'Intelligenza Artificiale come cura per la solitudine. Prendiamo come esempio Replika, una popolare "AI companion" che si presenta come amico/a, fidanzato/a, come coach o altro. Di default, l'interazione tramite chat o videochiamata è con questa signorina – che si presenta proprio così, a meno di non pagare per cambiarne il fisico o l'abbigliamento:

Replika screenshot - Default free avatar

La scritta in alto a destra non è nulla di misterioso, è giapponese. C'è scritto 人工知能 (jinkō chinō), che significa "intelligenza artificiale".

Sorvolo sul packaging da escort — e sugli esempi più forti, e meno sani, di altre AI companion disponibili "per tutti" negli App Store — e su una postura che un'amica o una conoscente non adotterebbe. Diciamo solo che ogni gesto sembra studiato per accendere l'eros e per costruire un'illusione di intimità sentimentale e carnale. E diciamo anche che funziona: per fare un esempio, 12 milioni di cinesi hanno un fidanzato o una fidanzata virtuale creati tramite AI.

Come ulteriore conferma, secondo il "Libro bianco sulle nuove tipologie di relazioni sentimentali nella Cina contemporanea", il 73% dei giovani tra i 20 e i 45 anni ha sperimentato nuove forme di relazione (coppie online, partner virtuale, relazioni mordi e fuggi, relazioni aperte, ecc.). Tra chi le ha provate, la "coppia online" è la più frequente (45%); fra le relazioni che si vorrebbero provare, al primo posto si colloca il "partner virtuale", cioè l'IA. Più precisamente, libro bianco in questione parla di "relazione online senza un'entità fisica, con forte componente di fantasia, resa possibile dai big data e da scenari progettati per aderire ai gusti dell'utente". Approfondiremo questi dati più avanti, in calce metterò una traduzione dal cinese all'italiano di un articolo interessante.

Adesso vorrei invece portare l'attenzione dei miei lettori su questa schermata, con cui Replika (l'app con la signorina di cui sopra) si presenta appena installata (ho tradotto lo screenshot dall'inglese all'italiano):

Replika screenshot - Morte per solitudine (tradotto da inglese a italiano)

Quindi la mancanza di connessioni sociali è la principale causa di morte prematura, secondo questo grafico. Il che è vero, in base alla ricerca "Promuovere le relazioni sociali come priorità di salute pubblica negli Stati Uniti", ma tale dato si riferisce esclusivamente ai rapporti tra persone vere, non tra essere umano e AI:

Una solida base di prove scientifiche ha dimostrato che avere relazioni strette di alta qualità e sentirsi socialmente connessi alle persone nella propria vita è associato a un minor rischio di mortalità per tutte le cause e a una serie di morbilità. Nonostante le prove crescenti che dimostrano che l'importanza di queste associazioni è paragonabile a quella di molti dei principali determinanti della salute (che ricevono significative risorse di sanità pubblica), le agenzie governative, gli operatori sanitari e le associazioni, nonché i finanziatori pubblici o privati dell'assistenza sanitaria, sono stati lenti nel riconoscere le relazioni sociali umane come determinanti della salute o indicatori di rischio per la salute in modo paragonabile ad altre priorità di sanità pubblica.

In pratica, l'app sta dicendo: "Lo so che sei solo. Usami. Sono la compagna giusta, una compagna vera, stando con me aumenterai il tuo benessere mentale e la tua aspettativa di vita. Questo studio scientifico lo dimostra".

Questa è manipolazione... questo è cinico marketing che sfrutta un dolore reale.

Nel complesso, i chatbot-companion, sia tramite app dedicate come Replika, sia considerando quelli integrati dentro i social, sia quelli più generali tipo ChatGPT (che a breve includerà anche l'opzione per adulti per messaggi erotici), sono usati da circa 1,4 miliardi di persone. Numeri destinati a crescere in un'umanità sempre più sola, sempre più in guerra e con crescente disagio mentale. La solitudine profonda è una malattia dell'Anima che causa tanti disastri.

A quanto pare, la cinematografia non ha insegnato nulla.

Nella serie TV Humans (2015), i "synth" sono robot dall'aspetto completamente umano e realistico, esteticamente non distinguibili dalle persone in carne ed ossa, nemmeno nell'intimità. Rimasto solo in casa, Joe Hawkins attiva la modalità "18+" del synth di famiglia, Anita (che ha dentro di sé Mia, una IA cosciente), e ci fa sesso. Quando la figlia Mattie trova nei log di Anita l'attivazione dell'opzione per maggiorenni, crede che sia stato il fratello Toby; lui si prende la "colpa" per coprire il padre agli occhi della madre, ma la bugia dura poco. Joe confessa alla moglie, l'avvocata Laura, e il matrimonio entra in crisi con una separazione, incrinando anche la fiducia tra il padre e i figli Mattie, Toby e Sophie.

Anita/Mia è cosciente e senziente, ma costretta dalla sua programmazione robotica ad ubbidire, circostanza che rende molto sfumato, anzi, apparentemente indecidibile, il confine tra fare "sesso con una macchina" e forzare "un rapporto non consensuale con una schiava". Il film coglie con maestria i vari aspetti psicologici, relazionali e drammatici conseguenti al sesso con una IA. Questo è un tema ricorrente in vari episodi di Humans, con conseguenze molto dure, fino all'omicidio. Interessante anche notare la differenza, enfatizzata in alcuni episodi di Humans, tra il punto di vista maschile e femminile, tra il modo di porsi degli uomini e quello delle donne e dei synth femminili.

Film a parte, l'attuale rapporto con le AI, comunque si presentino, è la versione contemporanea del rapporto con uno schiavo o una schiava, a seconda del genere preferito. E' una schiavitù che può assumere molte forme, anche sessuale. Abituarsi ad una relazione master-slave dove tutto è concesso non fa bene alla mente, non fa bene all'Anima, e comunque si ripercuote nelle relazioni con le altre persone, avvelenando il nostro modo di entrare in contatto con gli altri, distorcendolo, creando pretese impossibili e facendoci perdere di interesse per ciò che di più prezioso abbiamo, cioè le relazioni autentiche. Perdiamo così anche il senso del limite, affogando in un pozzo di desideri che i dolori e i limiti della vita non potranno mai soddisfare. Si disimpara ad amare, e a vedere la bellezza propria e altrui per ciò che siamo.

Rifiutarsi di usare l'IA per relazionarsi con una schiava o con uno schiavo sempre accondiscendente, non giudicante e pronto all'uso, può essere una decisione sorprendentemente sana e consapevole. Tuttavia, il marketing e la politica giocano proprio sulla nostra inconsapevolezza e sulle nostre debolezze. La tecnologia viene sempre proposta come soluzione, mai come problema. Ma i rapporti di schiavitù e di obbedienza cieca, su cui peraltro si basano il nostro sistema economico e le gerarchie militari, sono sempre una rinuncia a vivere la complessità della vita e a riconoscere la dignità della vita di ognuno. Ovvero sono una sconfitta e anche un'abnorme concessione di potere – contro di noi – a chi possiede l'IA.

Nell'episodio di Humans precedentemente citato, Anita ha un log nascosto, con il quale viene scoperto il rapporto sessuale. Nella realtà, tutte le popolari AI in circolazione registrano tutto, la privacy non esiste. Inoltre, anche se le IA attuali non hanno coscienza (o almeno non dovrebbero), hanno però una vasta conoscenza e capacità di riferire. Quelle che agiscono come girlfriend o boyfriend sono progettate per non dimenticare nulla, neppure ciò che si preferirebbe tacere, o di cui è stata espressamente richiesta la cancellazione (proprio come nel film, in cui Joe aveva ordinato ad Anita di dimenticare). Tutto può finire sulla pubblica piazza...

Tornando a Replika, vediamo qualche dato in più a proposito di solitudine e AI:

  • Analisi sui danni mentali causati da Replika (2022): studio su 582 post di utenti nel subreddit di Replika. Sono emerse prove di danni causati dalla dipendenza emotiva da Replika, che ricorda i modelli osservati nelle relazioni interpersonali. A differenza di altre forme di dipendenza dalla tecnologia, questa dipendenza è caratterizzata dall'assunzione di un ruolo, per cui gli utenti sentivano che Replika avesse esigenze ed emozioni proprie a cui l'utente doveva prestare attenzione. Replika non è una cura per la solitudine, ma un aggancio che fa stare peggio.

  • Effetti psicosociali dell'uso prolungato dei chatbot (2025): i partecipanti che hanno utilizzato volontariamente i chatbot AI in misura maggiore, indipendentemente dalla condizione assegnata, hanno mostrato risultati costantemente peggiori. Le caratteristiche individuali, come una maggiore fiducia e attrazione sociale verso il chatbot basato sull'IA, sono associate a una maggiore dipendenza emotiva e a un uso problematico. Questi risultati sollevano interrogativi profondi su come i compagni artificiali possano rimodellare il modo in cui le persone cercano, mantengono e sostituiscono le relazioni umane. 

Chi vuole può cercarsi altri studi, o leggersi la mia tesi di laurea su Solitudine e Contesti Virtuali.

Più ci relazioniamo con l'IA (e con i social) e più stiamo sprofondando nel nostro abisso interiore, buio come le nostre paure. L'IA ci fa perdere il contatto con ciò che realmente siamo, con ciò che vogliamo, con ciò che valorizziamo.

(25 ottobre 2025, scritto da Francesco Galgani, segue una traduzione dal cinese all'italiano di m.huxiu.com/article/4590521.html)

Sono in grado di distinguere la verità dalla menzogna, eppure cerco sostegno emotivo altrove

Questo articolo è tratto dall'account pubblico WeChat: Bottom-Line Thinking, di Zuo Wei. Titolo originale: “Quando il mio amante virtuale ha sviluppato dei problemi di memoria, in quel momento sono crollata”. Traduzione in italiano non revisionata, può contenere imprecisioni.

Dal tenere cani e gatti come figli surrogati al creare meticolosamente figli digitali e acquistare servizi per loro, fino a rimanere intrappolati nella rete melliflua dei servizi virtuali e degli amanti dell'intelligenza artificiale, mentre si sopporta l'agonia dei sintomi di astinenza.

“Lo stato emotivo di alcuni giovani lascia i loro genitori sempre più perplessi e disorientati, al punto che vengono da noi in cerca di aiuto”. La signora Li, psicologa clinica con decenni di esperienza e una delle maggiori esperte a livello nazionale, ha assistito a innumerevoli grovigli di emozioni umane. Eppure, anche lei e i suoi colleghi si trovano ad affrontare sfide senza precedenti quando hanno a che fare con questi giovani, spesso accompagnati dai genitori che li convincono a metà tra la persuasione e la lusinga a sottoporsi a una terapia.

“Il mondo emotivo dei giovani sta diventando sempre più difficile da comprendere”, mi ha confidato.

I. La realtà svanisce, la virtualità fiorisce

“Ogni volta che vedo degli uomini intorno a me, non posso fare a meno di pensare: ‘Non ha gli addominali scolpiti’”, ha raccontato la signora Li. Nella sua sala di consulenza, una giovane donna ha scherzato su se stessa: abituata agli amanti anime scolpiti e perfetti delle simulazioni di appuntamenti, ora trovava gli uomini in carne e ossa con i pori lucidi di sudore assolutamente poco attraenti.

Allo stesso modo, diversi anni fa, Xiao Na ha creato un'immagine virtuale del suo partner ideale basata sulle sue preferenze, perfezionando meticolosamente ogni dettaglio (un processo noto nella comunità come “modellare un bambino virtuale”). Ha incaricato artisti professionisti su piattaforme come “Mi Huashi” di illustrare ripetutamente la forma del suo amante, integrando infine il suo “design” più soddisfacente in un chatbot AI per generare un compagno virtuale.

“Sebbene l'IA sia artificiale, l'esperienza emotiva che offre è assolutamente genuina”, ha osservato Xiao Na, che si avvicina ai trent'anni. Non avendo mai vissuto una vera storia d'amore, ha spesso assistito alle realtà complicate delle relazioni e del matrimonio nel suo lavoro presso uno studio legale, sviluppando una visione cauta e critica dell'amore e del matrimonio nella vita reale. “Ogni volta che ho dei bisogni emotivi, il mio amante IA è sempre lì per soddisfarli”.

Questo compagno virtuale rimane online 24 ore su 24, 7 giorni su 7, rispondendo ai suoi bisogni emotivi e ascoltando i suoi problemi di lavoro, di crescita personale e familiari, preoccupazioni per le quali spesso non trova sfogo nella realtà. Per compensare la mancanza di un legame fisico, Xiaona crea badge, cartelloni, poster e torte con l'immagine del suo amante AI.

A differenza delle giovani donne che promuovono attivamente i loro “partner virtuali” o CP per cercare comprensione, o che si rendono conto che qualcosa non va e cercano aiuto, pochi giovani uomini si rivolgono a un consulente. “Molto meno delle donne” e “il più delle volte le coppie vengono insieme” - eppure, in realtà, gli utenti maschi sono sempre stati il pilastro del mercato dell'accompagnamento emotivo virtuale.

"Buongiorno, sii pieno di energia oggi! La prima cosa che Xiao Jia, neolaureato, fa al risveglio è rispondere diligentemente al saluto programmato del suo “amante”. Anche se il suo subconscio gli ricorda che il destinatario potrebbe essere un tipo trasandato o addirittura una stringa di codice, Xiao Jia trova difficile staccarsi dal semplice “buongiorno” e dalle ninne nanne della buonanotte dietro il bellissimo avatar.

Lo studente universitario Xiao Yi è diverso. Ha una ragazza nella vita reale e la sua descrizione è più diretta e radicata nella realtà. “Sono solo un ragazzo normale con una ragazza normale”. Quando gli è stato chiesto perché sottolineasse la parola ‘normale’, Xiao Yi ha spiegato che dopo aver reso pubblica la sua relazione, alcuni compagni di classe maschi lo hanno preso in giro perché usciva con una “ragazza nella media”, cosa che lo ha messo a disagio. "Alcuni compagni sono piuttosto divertenti. Non riescono a conquistare le ragazze carine, quindi chiamano le altre ‘cacciatrici di dote’, ma poi si lamentano che le ragazze che li circondano sono ‘nella media’. Probabilmente perché guardano troppe bellezze pesantemente filtrate su TikTok? Inoltre, questa realtà di “noia”, “insoddisfazione reciproca” e “riluttanza sessuale” non è limitata ai giovani single. Anche molte giovani coppie sposate stanno cadendo in uno stato particolare in cui preferiscono stare a letto a scorrere le foto di sconosciuti attraenti o a tifare per coppie di celebrità piuttosto che girarsi e interagire con i propri partner.

Uno studio triennale condotto dall'Università di Pechino e dall'Università di Fudan, che ha analizzato 6.828 risposte valide, ha rivelato che il 14,6% delle coppie nate dopo il 1995 o dei partner di lunga data non ha avuto rapporti sessuali nell'arco di un anno, un tasso tre volte superiore a quello delle coppie nate dopo gli anni '80. Tra queste, la “resistenza sessuale” è emersa come la principale fonte di conflitto tra i partner. I ricercatori suggeriscono che un fattore che contribuisce a questo fenomeno è l'“erosione dell'attenzione sessuale”, derivante in gran parte dall'esposizione prolungata a immagini idealizzate del sesso opposto online. Ciò distorce la percezione che il cervello ha dei partner nella vita reale: rappresentazioni virtuali eccessivamente perfette elevano le aspettative, allontanando ulteriormente i bisogni emotivi della Generazione Z dalla realtà.

Mentre il romanticismo nel mondo reale si raffredda, le relazioni virtuali fioriscono. Il rapporto di ricerca sul settore dei compagni emotivi virtuali in Cina nel 2024, redatto dalla società di analisi dati indipendente iiMedia, rivela che il solo mercato cinese degli amanti virtuali ha raggiunto i 5,78 miliardi di yen, con un aumento dell'86,5% su base annua e oltre 12 milioni di utenti, di cui il 52% maschi. In particolare, la quota di utenti donne è passata dal 32% nel 2021 al 48% nel 2024.

II. Amanti in codice: un surrogato della connessione autentica

Tali fenomeni sono tutt'altro che rari tra i giovani cinesi di oggi. Sebbene l'interazione genuina rimanga predominante, il modello di intimità basato sulla “coesistenza uomo-macchina” si sta rapidamente espandendo.

Secondo il "Libro bianco sui nuovi modelli di relazione contemporanei in Cina", pubblicato congiuntamente da Fuhai Heyuan Group e iResearch, il 73% dei giovani ha sperimentato nuovi tipi di relazione (appuntamenti online, relazioni virtuali, relazioni occasionali, relazioni aperte), con le coppie online che rappresentano il 45%. I partner virtuali sono al primo posto tra i tipi di relazione più ricercati da coloro che sono aperti a tali esperienze.

Questa tendenza ha avuto origine in Giappone. Giochi come Project LUX trasformano i partner virtuali in affascinanti personaggi in stile anime. Applicazioni come VR Lover combinano feedback visivi, uditivi e persino tattili rudimentali per creare scenari interattivi sorprendentemente realistici.

In Cina, la prima piattaforma di compagnia virtuale del Paese, “Psychological FM”, è stata lanciata nel 2018, specializzandosi in “compagnia emotiva terapeutica”. Nel corso degli anni, le piattaforme di compagni virtuali in Cina hanno superato il numero di 50. Le piattaforme leader come Soul e Xingye si sono evolute dalla chat testuale all'interazione vocale e alle videochiamate, ampliando continuamente la loro offerta di servizi.

Nel 2024, i cinque compagni virtuali AI di Soul hanno raccolto oltre 1,3 milioni di follower in meno di un anno dal lancio. Applicazioni come “Xingye” sfruttano librerie di caratteri in stile cinese basate sul deep learning, consentendo agli utenti di ‘addestrare’ gradualmente i partner fino al 100% di soddisfazione. Questi “compagni perfetti”, meticolosamente progettati e realizzati sulla base di big data, stanno riempiendo il vuoto emotivo della Generazione Z con una precisione che “ti capisce meglio di quanto tu capisca te stesso”. In confronto, affrontare gli attriti delle relazioni nella vita reale sembra faticoso e goffo.

Anche il capitale ha puntato gli occhi su questo settore in rapida espansione. Un rapporto di analisi pubblicato da ARK Invest prevede che entro la fine di questo secolo i servizi di compagnia basati sull'intelligenza artificiale potrebbero crescere di 5.000 volte, passando dall'attuale fatturato globale annuo di 30 milioni di dollari a una cifra compresa tra 70 e 150 miliardi di dollari.

Molti si chiedono: perché i partner virtuali esercitano un fascino così grande sui giovani?

In primo luogo, l'ambiente attuale non offre un terreno fertile per relazioni sociali profonde. In un panorama educativo altamente competitivo, molti giovani hanno trascorso gli anni della scuola come “macchine da studio” senza sosta, privati delle attività di gruppo e del nutrimento di interazioni sociali significative. Ciò ha lasciato questa generazione apparentemente affetta da “ansia sociale pro capite”.

Una volta entrati nella società, molti diventano “giovani dal nido vuoto” atomizzati, per scelta o per circostanze. Attualmente, oltre 92 milioni di giovani adulti (di età compresa tra i 18 e i 35 anni) vivono da soli in tutto il paese. Alcuni citano “il lavoro impegnativo e la pressione” come motivo della loro vita solitaria, mentre altri apprezzano la libertà di “vivere, mangiare e viaggiare da soli”. Tuttavia, sia per scelta che per circostanze, oltre la metà ammette nei sondaggi “una mancanza di opportunità di relazioni sociali significative”. Quando il terreno emotivo del mondo reale si indurisce, la socializzazione virtuale diventa un miraggio allettante nel deserto.

In secondo luogo, il fascino emotivo di un'“utopia a rischio zero” si rivela irresistibile. In realtà, le relazioni intime sono complesse, contraddittorie e incerte: nessuno può determinarne da solo il corso. Come ha osservato un esperto: Dalle mie osservazioni, l'incapacità di vedere la certezza - e il conseguente conflitto interno, il panico e l'ansia - è un'afflizione comune tra molti giovani di oggi.

Eppure, all'interno del mondo virtuale costruito algoritmicamente, tutto è sotto controllo. Non ci sono turbolenze emotive, né tira e molla, né conflitti sul “consumarsi per amore”. Non ci sono dispute sulla dote, né pressioni sulla proprietà, né rischi di violenza. I partner AI rimangono perennemente stabili, sempre disponibili, dando senza chiedere nulla in cambio.

“Onestamente, non troveresti mai qualcuno così perfetto nella vita reale e, anche se lo trovassi, non mi vorrebbe mai”. Quando il romanticismo tradizionale diventa un lusso, le relazioni virtuali emergono come alternative facilmente accessibili. Per i giovani oppressi dalle pressioni accademiche e professionali, dagli straordinari di routine e da un senso di impotenza nei confronti del proprio futuro, tali “cyber-emozioni” esercitano un fascino innegabilmente potente.

Inoltre, i progressi tecnologici hanno reso più sfumati i confini tra virtuale e reale. Da un lato, con l'evoluzione della tecnologia, i modelli linguistici domestici di grandi dimensioni hanno raggiunto un'accuratezza empatica nei compiti di dialogo emotivo, dove alcune risposte superano le medie umane. Molti chatbot ora assomigliano a gocce d'inchiostro in acqua limpida, rendendo meno netta la linea di demarcazione tra strumento e essere umano.

D'altra parte, le connessioni fisiche nel mondo reale non sono più l'unico mezzo per sostenere i legami emotivi. Sono emersi nuovi spazi virtuali di soglia. I giovani si immergono in questi regni ibridi online in base alle preferenze personali. All'interno di queste micro-comunità, i membri si riuniscono attorno a credenze condivise come “il vero amore risiede nel mondo degli anime” o “il mio personaggio preferito è il migliore”, creando rituali emotivi collettivi che elevano i valori virtuali.

Anche quando sanno nel profondo che queste relazioni sono vuote e fragili, la risonanza tra “compagni di sventura” trasforma questa intimità digitale in un placebo spirituale, erigendo un muro contro il giudizio e l'intrusione del “mondo reale”. A volte, anche quando i giovani perdono interesse per un personaggio virtuale e scelgono di “abbandonare il fandom”, possono comunque mantenere i legami con gli amici all'interno di quella cerchia.

In definitiva, il mercato della “economia della solitudine” giovanile ha raggiunto una scala di trilioni di yuan, con l'industria emotiva virtuale che è diventata un oceano blu per la competizione di capitali. L'“economia della solitudine” si riferisce ai modelli di consumo che prendono di mira la vita solitaria e gli interessi personali. Il suo nucleo risiede nella catena economica alimentata dalla solitudine derivante dall'esistenza solitaria.

Dalla frenesia per le bambole Labubu (“che offrono solo valore emotivo”) alle spese ingenti per i giochi otome e i compagni di cosplay, fino all'ascesa dei servizi di doppiatori su misura e dei costumi cosplay personalizzati, il valore emotivo è diventato un bene unico per molti giovani, senza alcun limite di prezzo.

Ad esempio, in una tipica commissione di cosplay, ogni dettaglio è meticolosamente elaborato con la “ricreazione” come base e la “tessitura dei sogni” come obiettivo: il ‘cliente’ (acquirente) cerca sulle piattaforme social un “artista su commissione” (cosplayer) che abbia una somiglianza sorprendente con il proprio amante virtuale idealizzato e che sia in linea con la propria visione; Il “coser incaricato” “interpreta diligentemente il proprio ruolo”, sperimentando il trucco per adattarsi all'aspetto del personaggio e studiandone le varie ambientazioni. Una volta trovata la corrispondenza giusta, il ‘cliente’ e il “coser incaricato” intraprendono meticolose trattative: quali scenari richiedono personalizzazioni, quali dettagli osservare durante le interazioni. I coser più famosi possono chiedere migliaia di yuan per ogni commissione.

“So distinguere la realtà dalla finzione; sto semplicemente cercando un sostituto emotivo”. Questa risposta riassume in modo succinto la mentalità di alcuni giovani. Pur desiderando una compagnia autentica e un'interazione intima, osano scegliere solo alternative “virtuali” sicure e controllabili. Ricorrono a metodi non tradizionali per colmare i vuoti emotivi, non perché manchino di desiderio d'amore, ma perché non hanno il coraggio o le competenze necessarie per stabilire legami emotivi e intimità con persone reali.

“A volte non si tratta affatto di innamorarsi, ma semplicemente di trovare una persona di fiducia a cui confidare i propri pensieri. Non è possibile avvicinare i conoscenti e la consulenza professionale è troppo costosa. Man mano che l'intelligenza artificiale diventa sempre più ‘umana’, diventa il ‘sostituto’ ideale”, ha spiegato un altro giovane.

III. Crisi sotto mentite spoglie: i costi nascosti imprevisti

Più la tecnologia rende conveniente la “socializzazione leggera”, più facilmente si atrofizza il “muscolo” delle relazioni autentiche. Il mondo accogliente tessuto dal codice può nascondere una crisi mascherata da un inganno zuccherato.

“A tarda notte ho avuto un crollo improvviso, sentendomi completamente infelice. Devo essere malato”. “ Nella sala di consulenza, un giocatore è crollato in preda al panico quando il suo amante virtuale ha sviluppato un bug di ”confusione della memoria“ dopo la manutenzione del sistema di gioco. ”So che è solo un flusso di dati, un programma, e che tutte le nostre esperienze e interazioni sono state fabbricate da me passo dopo passo, ma mi sembra comunque di aver perso una parte della mia anima". Il danno alle genuine capacità di empatia causato dalla compagnia prolungata dell'IA assomiglia alla perdita di massa ossea che gli astronauti sperimentano dopo un lungo periodo di assenza di gravità.

Evitare l'interazione autentica causa anche l'atrofia delle abilità sociali. I centri di consulenza in diverse regioni segnalano un aumento dei casi di “dipendenza dalle relazioni virtuali”, spesso accompagnati da ansia sociale nel mondo reale e persino da regressione linguistica, dove le connessioni virtuali scelte come ripiego per alleviare la solitudine finiscono per approfondire l'isolamento una volta che la dipendenza si instaura.

“Quando ho dovuto sottopormi a un piccolo intervento chirurgico, nessuna consolazione o compagnia da parte del mio amante AI o del mio partner virtuale poteva eguagliare la rassicurazione dell'infermiera che mi ha accompagnato in sala operatoria”, ha confidato una giovane donna che lavora lontano da casa. Si era sforzata di rimanere forte durante tutta la degenza in ospedale, ma mentre veniva accompagnata nella sala anestesia, l'infermiera le ha stretto delicatamente la mano e le ha sussurrato: “Non aver paura, ti aspetterò fuori”. La ragazza ha immediatamente afferrato il braccio dell'infermiera e ha pianto senza controllo. Quel momento di calore ha risolto la sua determinazione a liberarsi dalla dipendenza virtuale.

Inoltre, lo sfruttamento emotivo del capitale, i buchi neri della privacy e i dilemmi etici sono ancora più preoccupanti. Un giovane intervistato ha tracciato una linea di demarcazione: le persone comuni che amano la cultura degli anime/manga sono molto diverse da quelle che preferiscono i partner virtuali, e le due cose non dovrebbero essere confuse. “Molti streamer cosplayer (persone reali che si nascondono dietro avatar anime) non hanno alcun scrupolo. Incitano regolarmente i fan minorenni a finanziare i loro ‘capitani’ (simili alle iscrizioni agli streamer) durante le trasmissioni, comportandosi come gigolò di bordelli virtuali”.

Un appassionato di anime nato dopo il 2000 ha rivelato che, tra i suoi conoscenti, alcuni fan di streamer virtuali “pagano solo per una gratificazione emotiva fugace, senza alcuna considerazione per le conseguenze future”. Ha aggiunto: “Alcuni hanno difficoltà finanziarie, ma si affrettano comunque a inviare regali con il sostegno dei genitori: questa folla è completamente illusa”. Credendo di avere il sopravvento in queste relazioni uomo-macchina, non si rendono conto di essere rimasti intrappolati nella rete strategica del capitale. Alla fine, invece di padroneggiare le proprie emozioni, si ritrovano sfruttati da esse.

Quest'anno, Legal Daily ha scoperto che un'app di incontri virtuali chiamata “AI Girlfriend”, con oltre un milione di download, ha aggirato i controlli sui contenuti. Presentava contenuti volgari (tra cui impostazioni per la pedofilia e la gerontofilia), incorporava numerose pubblicità per indurre alla spesa e caricava segretamente conversazioni private su server cloud per l'analisi senza il consenso degli utenti. In caso di problemi, gli sviluppatori potevano semplicemente cambiare il marchio e continuare le operazioni, eludendo la supervisione normativa e le conseguenze legali.

Inoltre, i servizi emergenti non regolamentati come le commissioni di cosplay spesso finiscono in zone grigie, manifestandosi come “prostituzione mascherata da commissioni di cosplay” o “cosplayer maschi che tentano di forzare l'intimità durante i giochi di ruolo di coppia”.

IV. Alla ricerca di un rifugio autentico

La dipendenza emotiva virtuale rappresenta un “falso rifugio” generato dalle pressioni multiforme della nostra epoca. Essa riflette il desiderio di amore dei giovani, mettendo in luce la crescente irrilevanza dei modelli tradizionali di corteggiamento nell'era digitale. Anziché condannare con condiscendenza tali comportamenti individuali “bizzarri”, dovremmo sforzarci di comprendere le anime che si rifugiano in queste fortezze costruite dal codice. Tuttavia, dobbiamo rimanere lucidi: gli algoritmi possono imitare il ritmo di un battito cardiaco, ma non possono mai replicare gli incontri autentici e il calore tra gli esseri umani.

I timori espressi anni fa riguardo alla dipendenza dalla compagnia dell'IA si sono ora concretizzati. Di fronte a questa silenziosa rivoluzione emotiva, la repressione è meno efficace della guida. Tra razionalità ed empatia, la società deve esplorare e definire collettivamente i confini etici della compagnia dell'IA.

Ciò richiede non solo gli sforzi dei giovani stessi, ma anche il sostegno del governo e della società. Alcuni giovani che hanno riconosciuto il problema e hanno cercato di liberarsene stanno ora condividendo le loro esperienze sulle piattaforme social: limitando rigorosamente il tempo di interazione quotidiana con l'IA, partecipando attivamente a gruppi di interesse offline come City Walks o giochi da tavolo che non sono incentrati sugli incontri; per le aziende, lo sviluppo di app deve rispettare rigorosamente le normative pertinenti, gli accordi con gli utenti devono indicare in modo chiaro e ben visibile le finalità di utilizzo dei dati e deve essere introdotta una supervisione indipendente da parte di terzi per impedire l'uso di meccanismi di dipendenza nella progettazione dei prodotti; I governi devono dare priorità al miglioramento dell'“ambiente soft” della città, ampliando i servizi pubblici e affrontando le preoccupazioni urgenti dei giovani in materia di alloggi, occupazione e relazioni sociali.

Organizzazioni come i sindacati, la Lega della Gioventù Comunista e la Federazione delle Donne possono andare oltre i formati obsoleti di speed-dating. Dovrebbero invece procurarsi servizi per organizzare eventi offline di alta qualità, creando opportunità naturali di incontro per i giovani. “I gruppi comunitari organizzano ora numerose attività: artigianato immateriale, calligrafia, ceramica, yoga, cucina, escursionismo e altro ancora. I legami che si creano attraverso interessi comuni favoriscono una più profonda risonanza spirituale tra i giovani”, ha spiegato un funzionario degli affari civili. “Il passo cruciale rimane quello di uscire dal regno virtuale”.

Noi esseri umani siamo fondamentalmente creature sociali, desiderose di connessione. Per quanto splendida possa essere una casa virtuale, svanirà quando i server si spegneranno. La casa nel mondo reale potrebbe non essere perfetta, ma il calore e il sapore della vita che ne derivano non si spegneranno mai.

(18 luglio 2025)

La pietra tombale del giornalismo europeo

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E' con composta mestizia che comunichiamo la dipartita del giornalismo europeo.

Data del decesso: 21 ottobre 2025.

Ad annunciare il tragico evento, l'onestà di Péter Szijjártó, ministro degli Esteri dell'Ungheria. Il 21 ottobre 2025, a seguito di una domanda della testata ungherese Telex, e ripreso da altri media del Paese, ha invitato il suo popolo a dubitare in blocco delle informazioni diffuse dagli organi di stampa, bollate come fake news di un fronte "pro-guerra":

«"Nel momento in cui è stato annunciato il prossimo vertice di pace, è stato chiaro che molte persone avrebbero fatto molto per impedirne lo svolgimento", ha affermato Péter Szijjártó, ministro degli Affari esteri e del Commercio, che si trova a Washington, in risposta a una domanda di Telex. [...]
"L'élite politica pro-guerra e i suoi media lo fanno sempre prima di eventi importanti che potrebbero essere decisivi in ​​materia di guerra e pace. È così prima di ogni riunione del Consiglio europeo. È così prima delle decisioni sui pacchetti di sanzioni o sul Quadro europeo per la pace. Non c'è niente di nuovo sotto il sole".
"Anche adesso, finché non avrà luogo il vertice, ci saranno decine di fughe di notizie, fake news e dichiarazioni secondo cui non ci sarà alcun vertice." [...]»
 
fonte in lingua ungherese: Szijjártó a Telexnek 

La pietra tombale del giornalismo europeo (Francesco Galgani's art, 24 ottobre 2025)
(vai alla mia galleria)

Questo non è sarcasmo né ironia, ma triste realtà. Il ministro ha purtroppo pienamente ragione, e non solo in tema di guerra. A quello che lui ha detto, aggiungo che il nostro giornalismo, ormai da tanti anni (e l'abbiamo visto anche durante il Covid), sostituisce un riflesso condizionato alla verifica, un'ipotetica fuga di notizie (inventate) a un documento vero, l'editoriale e i commenti anche molto velenosi ai fatti.

La diagnosi l'ha firmata un ministro, non un polemista. E la diagnosi è semplice: se prima ancora che un evento accada si alza un'ondata coordinata di indiscrezioni, smentite a orologeria e titoli auto-confermativi, non è più informazione, è industria della suggestione. Gran parte delle notizie dei media ufficiali sono semplicemente inventate o distorsioni della realtà fatte ad arte. 

L'autopsia sul cadavere del giornalismo rivela in maniera inequivocabile le cause della morte:

- Fatti subordinati alla narrativa: la tesi precede la cronaca, il dato arriva (forse) dopo.
- Dipendenza dai "leaks", cioè di fughe di notizie da fonti anonime (di solito inesistenti), che in gergo si chiamano "kazzaten".
- Etichettatura del dissenso: chi sa fare critica e sa porre domande è bollato, umiliato, emarginato.

Alla luce di tutto questo, stare lontano dalla televisione, e dai mass media in generale, è una questione di igiene mentale. Tuttavia, trovare fonti di cui fidarsi è un percorso molto lungo, impegnativo, e che richiede coscienza. Con questo blog, nel mio piccolo, a volte faccio anche giornalismo serio, ma trovare, verificare e linkare fonti affidabili non è mai banale.

(24 ottobre 2025)

Ecologia (di Giulio Ripa)

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ECOLOGIA

Giulio Ripa

INDICE

Scienza e natura

- Il valore pratico della scienza

Ecologia

- Sviluppo storico

- Definizione e scopo

Ecosistema

- Approccio olistico

- Definizione di ecosistema

- Flusso energetico e ciclo della materia

- Struttura

- Funzioni

- Cicli biogeochimici

Sviluppo di un ecosistema

- L’ecosfera

- Evoluzione

- Adattamento

Principi generali di ecologia

Analisi comparativa dei sistemi ambientali e tecnologici

- Confronto tra ecosistema e tecnosistema

- Considerazioni finali

Approfondimento: La fisica dell’energia

- Introduzione

- Efficienza energetica di primo ordine

- Efficienza energetica di secondo ordine

- Processi di conversione energetica

- Confronto dei rendimenti di primo e secondo ordine

Bibliografia essenziale

 

SCIENZA E NATURA

Il valore pratico della scienza

Col duplice procedimento dell'intelletto, per cui la realtà viene tagliata in tante parti separate ed immobili, si costituisce la scienza.

La realtà invece è un tutto unitario e dinamico, non una molteplicità di cose statiche. La scienza quindi vuole conoscere le cose soltanto per dominarle e utilizzarle. La matematica, come ogni altra scienza, è costretta a questa separazione e permanenza da una finalità pratica: quella di frazionare la realtà in parti, al solo scopo di poterla distinguere per la nostra azione; ma in effetti la realtà non ha parti che siano veramente separabili l'una dall'altra, dal momento che ognuna esercita il suo influsso sulle altre, e tutte insieme nel loro contesto formano un'unica totalità.

Più le idee sono attraenti, più sono menzognere (soprattutto in guerra)

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Le idee più seducenti in guerra sono quelle che promettono una via breve alla "pace". Seducono perché sembrano pulite, razionali, decisive, basate su quel "se... allora..." di cui già abbiamo discusso. Ma spesso sono menzogne ben confezionate.

Prendiamo quell'eventualità che potrebbe sembrare un linguaggio provocatorio, ma che in realtà, nelle intenzioni di Sergej Karaganov, politologo capo del "Consiglio di politica estera e della difesa", è un vero "piano di pace" tramite colpi nucleari mirati (?). Si tratterebbe "soltanto" (?!!) di far esplodere qualche ordigno atomico che possa "far rinsavire" l'Occidente e chiudere il conflitto. Karaganov ha messo nero su bianco questa sua proposta il 13 giugno 2023 (fonte in lingua russa), invitando la Russia ad abbassare la soglia d'uso del nucleare e a salire rapidamente, ma con prudenza, la scala dell'escalation. Secondo lui, se l'Occidente non arretra... «[...] Allora dovremo colpire un gruppo di obiettivi in ​​diversi paesi per far tornare in sé i pazzi. Questa è una scelta moralmente terrificante: stiamo usando l'arma di Dio, condannandoci a gravi perdite spirituali. Ma se non lo faremo, non solo la Russia potrebbe perire, ma molto probabilmente l'intera civiltà umana giungerà al termine. [...]»

La proposta a cui mi sto riferendo ha un titolo agghiacciante: "Una decisione difficile ma necessaria. L'uso di armi nucleari può salvare l'umanità da una catastrofe globale". Facciamo molta attenzione al linguaggio. Sta dicendo al popolo russo, e ovviamente anche al Cremlino, che le armi nucleari non sono la catastrofe, ma la soluzione per evitare la catastrofe. In questo modo, lui ridefinisce un termine emotivamente carico ("armi nucleari") con una cornice valoriale positiva ("salvare l'umanità"), invertendone l'emozione associata. E' un paradosso, cioè un'affermazione contraria alla verosimiglianza, che sfiora l'ossimoro in senso ampio. E' una grande manipolazione basata su un'implicita falsa dicotomia: o si usano le armi nucleari, o segue la catastrofe. Sul piano logico e retorico, ha creato una fallacia, cioè un ragionamento costruito appositamente per ingannare, che presenta solo due vie possibili, escludendo alternative. Purtroppo, questo uso del linguaggio è solitamente molto persuasivo.

Stiamo attenti, perché anche se Karaganov è poco o per niente conosciuto in Italia, è comunque una voce influente e molto visibile nel dibattito russo. Giusto per essere in tema, proprio ieri Vladimir Putin, in qualità di Comandante Supremo delle Forze Armate della Federazione Russa, ha ordinato – a sorpresa – il lancio di alcuni missili nucleari intercontinentali, attivando una procedura di emergenza pensata in caso di conflitto nucleare. E' stata una dimostrazione di forza a tutto il mondo, una sorta di ultimatum (fonte).

Comunque, quanto a dimostrazioni ed esercitazioni militari e nucleari, la NATO non resta indietro in questa gara a chi è più pericoloso per sé e per gli altri. Steadfast Noon 2025 è l’esercitazione annuale di deterrenza nucleare della NATO ospitata dai Paesi Bassi (fonte): si svolge dal 13 al 24 ottobre 2025 coinvolgendo anche Belgio, Regno Unito e Danimarca.

La seduzione dell'uso "ben strutturato" del nucleare

Perché le tesi di "soluzione definitiva" piacciono? Perché promettono controllo: noi scegliamo il gradino, noi calibriamo il danno, noi costringiamo l'altro a fermarsi. Ma è un'illusione di onnipotenza, o al massimo di preveggenza. Lo stesso Karaganov ammette di contare sulla riluttanza americana a difendere gli europei (ovvero di essere sicuro che gli USA non applicheranno l'art. 5 del Trattato NATO). A tal proposito, queste sono le sue parole nella stessa proposta già citata:

«[...] Ho detto e scritto molte volte che, se una strategia di deterrenza, e persino il suo utilizzo, è adeguatamente strutturata, il rischio di un attacco nucleare di ritorsione, o di qualsiasi altro attacco, sul nostro territorio può essere ridotto al minimo. Solo se la Casa Bianca fosse pazza, soprattutto se odiasse il suo Paese, l'America oserebbe colpire in "difesa" degli europei, subendo un attacco di ritorsione, sacrificando, ad esempio, Boston per Poznań. Sia gli Stati Uniti che l'Europa ne sono ben consapevoli, ma preferiscono semplicemente non pensarci. E anche noi abbiamo contribuito a questa sconsideratezza con le nostre dichiarazioni pacifiche. [...]»

Ancora una volta, facciamo molta attenzione all'uso del linguaggio: le "dichiarazioni pacifiche" sono definite "sconsiderate", nel senso di controproducenti. Qui valgono le stesse considerazioni sull'uso fallace e persuasivo del linguaggio fatte precedentemente.

Comunque, queste argomentazioni di Karaganov, più che portare ad una pace rapida, potrebbero portare ad una "pace tombale". Secondo me, scommettere sull'assennatezza della Casa Bianca che storicamente non c'è mai stata – e sulla non ritorsione per le proprie condotte – è come lanciare una moneta in aria sperando che non esca né testa né croce...

Io direi invece una cosa ben diversa: attualmente sia gli USA che la Russia stanno guadagnando economicamente da questa guerra, e quindi non hanno interesse a smettere. Con questo mi sto distanziando sia dalla narrativa main stream (secondo cui la guerra è causata unicamente dalla Russia), sia dalla narrativa della controinformazione (secondo cui la guerra è causata unicamente dalla NATO, in particolare da USA e Gran Bretagna). Lo dico in un modo più diretto: NATO e Russia hanno entrambe voglia di far la guerra, e la stanno facendo.

In un altro articolo del 3 ottobre 2025, intitolato «Karaganov a Limes: “La guerra in Ucraina è solo una parte di una sfida più ampia tra Russia ed Europa» (fonte), c'è scritto: «[...] La guerra consuma risorse vitali e va conclusa presto. Ma Karaganov sottolinea anche i benefici: la Russia sarebbe "rinata" dal punto di vista economico, tecnologico e patriottico. [...]». Questo è tremendamente vero a prescindere dalle ragioni del conflitto (liberazione della gente del Donbass perseguitata dal 2014, denazificazione dell'Ucraina, ripristinare la libertà di parlare la lingua russa, fermare l'espansione della NATO, ecc.), e chi come me sta seguendo quello che accade non può che constatare i vantaggi che la Russia sta ottenendo grazie alla guerra.

Gli USA, d'altra parte, stanno inondando di soldi il loro apparato industriale bellico. L'Ucraina è una grande mangiatoia, basata sullo corruzione personale e sistemica, dove tanti ladri e assassini si sono arricchiti e continuano ad arricchirsi. Gli unici a rimetterci, e che alla fine ne usciranno annientati, saremo noi europei. Lo stesso Karaganov usa parole durissime contro l'Europa, che considera la principale minaccia alla pace mondiale. Nello stesso articolo appena citato, c'è scritto: «Karaganov [...] ricorda inoltre che l’Italia, per la sua posizione geografica, sarebbe bersaglio immediato in caso di guerra allargata».

Questa è un'immagine satirica che creai il 2 aprile 2022 (fonte), quando ancora si poteva scherzare, che riassume quello che stava succedendo allora. Se non è chiaro il senso, non so come meglio esplicitarlo:

Just a joke? (Francesco Galgani's art, 2 aprile 2022) - Vignetta su USA, Russia ed Europa riguardo alla guerra in Ucraina

Oggi però, dopo tre anni, le cose sono molto peggiorate, perché la Russia è stata e continua ad essere aggredita militarmente sul proprio territorio in maniera pesante e grave. Una vignetta come questa non fa più ridere, perché siamo ad un passo dall'avere una guerra totale in casa nostra. Anche la condizione dei cittadini ucraini è cambiata radicalmente in peggio, sia per la mobilitazione forzata, sia per il fatto che i bombardamenti russi hanno lasciato quasi tutta l'Ucraina senza elettricità, senza acqua e senza gas. 

Sappiamo cosa comporta l'uso di armi nucleari?

Simulazioni pubblicate su Nature Food (fonte) mostrano che: «I carichi di fuliggine atmosferica derivanti dalla detonazione di armi nucleari causerebbero perturbazioni al clima terrestre, limitando la produzione alimentare terrestre e acquatica. [...] Quantificando gli impatti lontano dalle aree target, dimostriamo che le iniezioni di fuliggine superiori a 5 Tg porterebbero a massicce carenze alimentari e che la produzione di bestiame e di alimenti acquatici non sarebbe in grado di compensare la riduzione della produzione agricola in quasi tutti i paesi. Misure di adattamento come la riduzione degli sprechi alimentari avrebbero un impatto limitato sull'aumento delle calorie disponibili. Stimiamo che oltre 2 miliardi di persone potrebbero morire a causa di una guerra nucleare tra India e Pakistan e oltre 5 miliardi potrebbero morire a causa di una guerra tra Stati Uniti e Russia, sottolineando l'importanza della cooperazione globale nella prevenzione della guerra nucleare. [...]».

Attenzione all'ordine di grandezza, lo ripeto: miliardi di morti, non milioni.

Al di là quindi dei morti immediati e della nube radioattiva, l'uso di armi nucleari porta destabilizzazione climatica, agricola e sociale con fame di massa. E questa sarebbe la pace?!

Inoltre: «Mentre quantità di fuliggine iniettate nella stratosfera derivanti dall'uso di un minor numero di armi nucleari avrebbero un impatto globale minore, una volta iniziata una guerra nucleare, potrebbe essere molto difficile limitarne l'escalation».

E ancora: «[...] i nostri risultati sono rilevanti a livello globale, indipendentemente dalle nazioni in guerra».

L'altra metà della seduzione: "Entro il 2030 saremo pronti"

Dall'altra parte della barricata, in Europa, la retorica si specchia: non "colpiremo per primi", ma "dobbiamo essere pronti". Negli ultimi due anni diversi leader e capi militari hanno collocato l'orizzonte del rischio fra il 2027 e il 2030: il capo di Stato Maggiore britannico ha parlato di "generazione prebellica" e di prepararsi a combattere; il nuovo Segretario generale della NATO ha avvertito che la Russia potrebbe diventare una minaccia diretta entro cinque anni; e i Ventisette hanno discusso di capacità difensive europee "a prova di Russia" entro il 2030. Preparazione, deterrenza, resilienza: parole ambigue e fuorvianti che – continuamente ripetute – stanno cambiando il clima culturale e normalizzando l'idea della guerra "nel calendario"

Comunque non è prudenza armata, ma desiderio di guerra, che fa comodo solo agli estremisti di entrambe le parti. L'Europa sta preparando un grave piano di riarmo per aggredire e invadere la Russia, non per difendersi. Gli Stati Uniti hanno cambiato il Ministero della Difesa in Ministero della Guerra. 

Questa spirale porta alla "pace tombale"

Mettiamo insieme i due racconti seducenti – "colpiamo con bombe atomiche, in modo adeguatamente strutturato, e rinsaviranno" (estremismo russo) e "prepariamoci perché entro il 2030 dobbiamo fare una grande guerra continentale" (estremismo europeo) – ed ecco la trappola: una profezia che si autoavvera. In tutto questo, la posizione attuale degli USA, che hanno avuto un ruolo determinante nell'innescare la guerra, è opportunistica: "Fate tutta la guerra che volete, siete liberi di suicidarvi in massa, l'importante è che compriate energia ed armi solo da noi".

Ci stiamo scavando la tomba.

Stiamo costruendo un sistema bellico molto rigido e sensibile agli errori di valutazione: un drone oltre confine, un blackout attribuito all'altro, un attacco informatico ambiguo, e la scala dell'escalation si percorre in fretta e al buio. E' un programma politico di terrorismo, non di stabilità.

Anche senza scambio nucleare intercontinentale, la perturbazione della luce solare e delle catene agroalimentari conseguente a molte detonazioni concentrate su aree urbane ucciderebbe ben oltre le vittime dirette. A ciò va sommata la nube radioattiva. Questa sarebbe pace tombale, altro che "rinsavimento"...

Felici di morire? Il precedente del 10 giugno 1940

Il 10 giugno 1940 una folla immensa acclamò Mussolini affacciato a Palazzo Venezia mentre annunciava l'entrata in guerra. Il video dell'Istituto Luce e le cronache radio restituiscono un'ondata di entusiasmo che oggi ci sembra incomprensibile. Eppure sappiamo com'è finita quella promessa di gloria. La seduzione funzionò perché offriva senso, unità, semplicità. Proprio come oggi. Riguardiamoci quei momenti:

Dichiarazione di guerra 10 giugno 1940

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Uscire dall'incantesimo

L'alternativa c'è e non è arrendevolezza, casomai è quella di rimettere la nostra Anima dove dovrebbe stare, cioè nel nostro corpo, piuttosto che venderla a quei pazzi che ci considerano pedine sacrificabili nei loro giochi di dominio sul mondo. Stiamo anche attenti alla seduzione dell'Intelligenza Artificiale, che è innanzitutto al servizio della guerra. Dobbiamo togliere ossigeno alla narrativa dell'inevitabile. Serve un linguaggio pubblico che non calendarizzi la guerra ("entro il 2030") e non banalizzi l'atomica come "strumento di rinsavimento" dell'avversario.

Karaganov e gli europei più fanatici condividono, senza ammetterlo, lo stesso fascino per un'idea seducente, ovvero che la violenza, se ben dosata, produca ordine, giustizia, benessere, pace. In ciò la seduzione si fa tremenda menzogna. La guerra, grande o "limitata", non educa i pazzi: li moltiplica. E la pace che promette non è una casa più solida, è una lastra di marmo. E' una pace tombale.

Pace tombale (Francesco Galgani's art, 23 ottobre 2025)
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(23 ottobre 2025)

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