Vox Populi Vox Mali

Il celebre adagio latino "vox populi vox dei" lodava un tempo l'opinione della moltitudine come riflesso della volontà divina, ma tale nozione appare oggi desueta e ingannevole. Viviamo in un'era dove la manipolazione di massa è diventata una pratica quotidiana, rendendo l'idea che la voce del popolo equivalga a una verità incontrovertibile non solo errata, ma pericolosamente illusoria. Sarebbe più appropriato affermare "vox populi vox mali", ovvero "la voce del popolo è la voce del male", per descrivere come le masse siano spesso manovrate da forze oscure e interessi nascosti.

I media di massa, da quelli televisivi ai social network, si rivelano strumenti potentissimi nelle mani di chi esercita il potere. Con una costante e raffinata strategia di manipolazione, tali mezzi riescono a impiantare idee prive di fondamento concreto, sovente distorcendo la realtà e modellando un immaginario collettivo alterato. Le emozioni sono sfruttate senza scrupoli per influenzare il giudizio popolare, compromettendo il senso critico degli individui e indirizzando le loro azioni secondo i desideri di una ristretta élite.

Un esempio emblematico di tale manipolazione è l'uso dell'intelligenza artificiale generativa. Questa tecnologia, lungi dall'essere un mezzo neutrale, è costruita per supportare le manipolazioni del potere occulto sulle folle. Gli algoritmi che gestiscono i contenuti che vediamo online sono progettati per amplificare determinati messaggi e sopprimerne altri, indirizzando così l'opinione pubblica in modo subdolo e mirato.

La democrazia rappresentativa, un tempo considerata il baluardo della libertà e dell'autodeterminazione, si rivela essere una facciata dietro la quale si nasconde la più subdola delle tirannie. Un popolo manipolato non è un popolo rappresentato, ma un popolo dominato e violentato. Gli eletti non rispondono ai bisogni autentici dei cittadini, ma ai dettami di chi controlla i flussi informativi e finanziari. Le decisioni politiche sono spesso prese a beneficio di pochi, mentre le masse vengono illuse con promesse vuote e azioni più utili ad aggravare le sofferenze del popolo che ad alleviarle.

Anche le soluzioni proposte dai potenti ai problemi del popolo sono spesso un inganno. Questi problemi, infatti, sono creati ad arte da chi detiene il potere per poi presentarsi come il salvatore che ne offre la soluzione. In questo modo, si perpetua un ciclo di crisi e "salvataggi" che mantiene le masse in uno stato di perenne dipendenza, suggestione ipnotica e sottomissione.

Mentre la dittatura si manifesta attraverso l'uso aperto della violenza, la democrazia del XXI sec. è una forma di tirannide basata su metodi assai sofisticati e subdoli, come manipolazione, menzogne, inganni, tradimenti e ricatti incrociati. Volendo fare un paragone un po' ardito, mentre il dittatore si mostra per quello che è e, per lo meno da questo punto di vista, è mentalmente sano, la democrazia è invece una signora psichiatricamente disturbata, molto narcisista, schizofrenica, moralmente depravata e cognitivamente psicopatica. A sostegno di questa diagnosi clinica, vale la pena di sottolineare che negli stati democratici la guerra economica del più forte sul più debole è una costante, e la violenza con manganelli, ossa rotte, TSO, arresti indiscriminati e morti viene riservata solo a quei momenti in cui le proteste osano mettere in discussione i piani dei dominanti. In poche parole, nella democrazie contemporanee vale la legge del più forte e il diritto di chi sa imporsi passando sugli altri con la stessa gentilezza di un carro armato. Israele docet, ma non è l'unico, anzi.

La manipolazione di massa è quindi l'arma principale di chi governa sotto la maschera della democrazia, e quando la manipolazione viene smascherata si passa direttamente alla violenza bruta. Le menti vengono modellate, le coscienze addomesticate e le volontà piegate a un disegno che è tutto fuorché democratico. La vera libertà, la vera democrazia, esigono consapevolezza e resistenza contro questi meccanismi oppressivi.

È urgente una presa di coscienza collettiva. La consapevolezza delle dinamiche di manipolazione è il primo passo per emanciparsi dal giogo del potere occulto. Solo smascherando le menzogne e riconoscendo i veri meccanismi di controllo possiamo aspirare a una società veramente libera e giusta, dove la voce del popolo sia finalmente la voce della verità e non dell'inganno.

(15 maggio 2024)

Impatti Ambientali e Socioeconomici del 5G: una discussione con Corrado Malanga

Il video in calce è stato trasmesso in diretta da Cascina il 10 maggio 2024 alle ore 15:35.

Il prof. Corrado Malanga, insieme ai proprietari di una mieleria vicina al sito di installazione di una nuova antenna 5G, esplora le implicazioni di questa tecnologia sull'economia locale, sulla salute pubblica, e sull'ambiente. I temi trattati sono particolarmente critici e meritano una seria presa di consapevolezza:

1. Impatto sulla Biodiversità Locale

Le api, essenziali per l'impollinazione e la biodiversità, sono gravemente minacciate dalle frequenze emesse dalle antenne 5G. La discussione verte su come la loro scomparsa potrebbe ledere l'intero ecosistema, compromettendo la produzione agricola e la biodiversità.

2. Salute Umana e Rischi

Vengono citati studi scientifici che mostrano potenziali rischi per la salute umana causati dall'esposizione prolungata alle radiazioni del 5G, tra cui alterazioni a livello microbiotico e possibili effetti sul sistema immunitario e neurologico.

3. Aspetti Economici e Sociali

Gli imprenditori locali espongono le loro preoccupazioni per la minaccia del 5G alla loro attività economica e alla qualità della vita, dato il potenziale impatto negativo su agricoltura e apicoltura.

4. Conflitti e Gestione Comunale

Il dibattito tocca anche la questione della responsabilità delle amministrazioni locali e del loro ruolo nell'autorizzare installazioni potenzialmente dannose senza un'adeguata consultazione pubblica.

L'installazione delle antenne 5G non rappresenta solo una minaccia isolata per una piccola impresa locale, ma un potenziale disastro ambientale e sanitario a più ampio raggio. La morte delle api a seguito del 5G è solo un sintomo di una problematica ben più grande che riguarda l'intera catena ecologica e la salute pubblica.

Questo video serve a sensibilizzare non solo sulla specifica problematica del 5G, ma su come le decisioni tecnologiche e industriali vengano spesso prese ignorando le conseguenze a lungo termine sul benessere comune e l'ambiente. L'appello finale è per una maggiore consapevolezza e azione collettiva per proteggere il nostro futuro comune.

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fonte del video: https://www.facebook.com/9MQWEBTV/videos/7323383484437587

Ricerca scientifica dimostra nesso di causa ed effetto tra vaccinazioni e morti

La rivista internazionale "Medical & Clinical Research" è ad accesso aperto, riconosciuta per la pubblicazione di un'ampia gamma di argomenti nel campo della medicina generale e avanzata e delle relative pratiche cliniche. Questa rivista peer-reviewed pubblica ricerche originali in tutte le principali scienze mediche e cliniche, compresi articoli di ricerca, recensioni, casi studio, commentari e comunicazioni brevi.

Il 20 ottobre 2023 ha pubblicato lo studio australiano "Early Indication of Long-Term Impact of COVID Injections" del Dr. Wilson Sy. Tale ricerca offre indicazioni statistiche chiare e incontestabili sul danno a lungo termine provocato dalle vaccinazioni COVID-19 alla popolazione, suggerendo che ulteriori vaccinazioni potrebbero aggravare i danni proporzionalmente. Lo studio stabilisce un nesso diretto di causa ed effetto tra le campagne di vaccinazione e l'aumento delle morti in eccesso, affermando che l'Australia rappresenta un esperimento naturale controllato eccezionalmente indicativo.

fonte originale:
https://www.medclinrese.org/peer-review/early-indication-of-longterm-impact-of-covid-injections-521.html

copia del PDF:
https://www.informatica-libera.net/files/early-indication-of-longterm-impact-of-covid-injections.pdf

La ricerca analizza i dati di mortalità fino al 2023, utilizzando metodologie semplici e dirette che hanno evidenziato correlazioni statisticamente significative tra vaccinazioni e morti in eccesso. Questi dati mostrano che le prime due grandi campagne di vaccinazione in Australia sono state seguite, dopo cinque mesi, da un aumento proporzionale delle morti in eccesso. Questo pattern temporale conferma il nesso di causa ed effetto tra la somministrazione dei vaccini e l'aumento delle morti, soddisfacendo i criteri di causalità di Bradford Hill.

Il documento esegue previsioni basate su queste correlazioni, che sono state confermate dai dati successivi, validando l'affidabilità del metodo. Per esempio, il picco delle vaccinazioni di metà luglio 2022 è stato seguito da un'ulteriore ondata di morti in eccesso alla fine dello stesso anno, dimostrando la capacità predittiva dell'analisi.

L'analisi di regressione lineare mostra una relazione dose-risposta tra le dosi di vaccino somministrate e le morti in eccesso. Ogni ondata successiva ha mostrato un impatto maggiore rispetto alla precedente, con un incremento della mortalità correlato all'aumento della dose di vaccino somministrata, suggerendo un effetto cumulativo e a lungo termine dei morti a seguito delle vaccinazioni.

Inoltre, è stato osservato che la proteina spike, prodotta dalla traduzione dell'mRNA veicolato dai vaccini, persiste nel corpo umano più a lungo del previsto. Questa persistenza potrebbe spiegare la lunga durata degli effetti nocivi delle vaccinazioni, suggerendo che gli effetti delle iniezioni successive potrebbero accumularsi, aggravando ulteriormente l'effetto della proteina spike nel corpo.

La posizione geografica e le politiche sanitarie dell'Australia la rendono un laboratorio naturale unico per osservare gli effetti delle vaccinazioni. Il paese presenta caratteristiche che minimizzano i fattori confondenti, permettendo di isolare l'impatto delle vaccinazioni sulle morti in eccesso.

In conclusione, lo studio australiano suggerisce che le vaccinazioni COVID-19 possono avere effetti dannosi a lungo termine sulla popolazione, confermati dalla correlazione tra le campagne di vaccinazione e l'aumento delle morti in eccesso. Questi risultati sollevano preoccupazioni serie e giustificate sul proseguimento delle campagne vaccinali, ponendo l'Australia come un esempio critico nel contesto globale della gestione delle pandemie.

Il video sotto riportato commenta la ricerca in questione.

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fonte: https://www.youtube.com/watch?v=_ubLCwpgxHA

 

I problemi (e la truffa) dell'energia nucleare

Nel video in calce riporto l'intervento del fisico nucleare prof. Emilio Del Giudice alla conferenza organizzata dall'Associazione Culturale SaraS: Pianeta Terra una madre da salvare (Milano, 3 Febbraio 2008, fonte).

Provo a riassumere i problemi principali dell'energia nucleare evidenziati dal professore:

Rischi Ambientali e Sanitari: Del Giudice sottolinea che, mentre l'energia nucleare è estremamente potente, è anche estremamente pericolosa. I rifiuti radioattivi prodotti dalle centrali nucleari rimangono nocivi per migliaia di anni, con isotopi come il plutonio che hanno tempi di decadimento dell'ordine dei 24.000 anni. Questi rifiuti rappresentano un pericolo persistente per la salute e l'ambiente, data la loro longevità e la loro elevata tossicità.

Difficoltà (Impossibilità) di Gestione dei Rifiuti: Il problema dei rifiuti nucleari è aggravato dalla difficoltà di smaltirli in modo sicuro. Le strutture per lo stoccaggio dei rifiuti devono essere estremamente robuste e sicure, poiché devono contenere materiali radioattivi per periodi di tempo che superano la durata della vita delle costruzioni umane. Inoltre, nessuna assicurazione privata è disposta a coprire i rischi associati al nucleare, lasciando gli stati a fronteggiare da soli i costi e le responsabilità derivanti da eventuali incidenti o dalla gestione a lungo termine dei rifiuti.

Problemi Economici e di Sostenibilità: La produzione di energia nucleare non è economicamente vantaggiosa senza sostanziali sussidi statali. Gli elevati costi di costruzione e demolizione delle centrali, combinati con il costo e la rarità delle materie prime come l'uranio, rendono il nucleare una soluzione costosa e poco sostenibile a lungo termine. Le risorse di uranio, infatti, sono ancora più limitate di quelle del petrolio e si esauriranno rapidamente se sfruttate intensivamente.

Implicazioni Militari: Del Giudice evidenzia anche il legame tra l'energia nucleare civile e quella militare, sottolineando come praticamente sempre i programmi nucleari civili mascherino o sostengano lo sviluppo di armamenti nucleari. Questo uso doppio complica ulteriormente la questione nucleare, introducendo rischi geopolitici e di proliferazione nucleare.

Alternative Energetiche: Infine, il professore critica l'approccio che privilegia la produzione energetica attraverso fonti intensive come il nucleare, invece di esplorare approcci che riducano il bisogno di energia attraverso l'efficienza e la coerenza nella gestione delle risorse. Propone di considerare tecnologie meno invasive e più armoniche con l'ambiente, come la fusione fredda, pur riconoscendo che anche questa tecnologia presenta limitazioni e non deve essere vista come una panacea.

In conclusione, Del Giudice descrive l'energia nucleare come una soluzione problematica e piena di rischi, esortando alla ricerca e allo sviluppo di alternative più sicure e sostenibili. Invito i lettori a visionare il video con attenzione per acquisire una prospettiva più critica rispetto alla retorica pro-nucleare, che spesso nasconde i suoi usi militari e le sfide insormontabili nella gestione dei rifiuti.

Come ha eloquentemente messo in guardia Del Giudice, voler evitare emissioni di CO2 con l'energia nucleare è come "voler evitare il colera con la peste": un male per un altro, di cui il secondo, cioè le armi nucleari e le scorie radioattive, è decisamente più grave.

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