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Alternative a Youtube o alternative al modello politico-economico-sociale di Youtube?

Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2020

Internet ArchiveIn Rete, soprattutto a causa dei recenti casi di censura operati da Youtube, ovvero di chiusura di canali di informazione alternativa (tipo RadioRadio) e/o di eliminazione di singoli video (come accaduto a Byoblu), a cui si sommano le vicende politiche dell'amministrazione Trump che litiga con la censura di Twitter operata verso lo stesso Trump, passando poi per le vicende giudiziarie italiane in cui alcuni partiti di minoranza (CasaPound e Forza Nuova) hanno portato in tribunale Facebook per aver soppresso le loro pagine (censura anch'essa a sfondo politico, peraltro con esiti giudiziari contrapposti), alcune persone iniziano a guardarsi intorno e a valutare se esistono alternative a Youtube.

Non solo le alternative esistono, ma sono sempre esistite ben prima che Youtube stesso esistesse. Ne dico una, peraltro completamente gratuita, senza pubblicità e sostenuta economicamente da donazioni: https://archive.org/ (che esiste dal 1996, come documentato su Wikipedia).

Ma andiamo oltre... io ho già scritto un articolo al riguardo, intitolato "Le trappole della tecnologia: alcune proposte e riflessioni", in cui ragiono su ciò che concretamente possiamo fare in alternativa ai modelli politici-economici-sociali dominanti nel web. Adesso vorrei aggiungere alcune considerazioni specifiche sulle alternative a Youtube. Al di là delle varie proposte tecniche (PeerTube, DTube, e altri), senz'altro interessanti, io avrei una controproposta per ritornare alle "origini" del web, cioè a prima che tutte queste piattaforme di condivisione video fossero anche solo pensate:

  1. Mettersi le mani nel portafoglio e pagarsi un proprio server.
     
  2. Mettere i video su quel server senza contatori e senza impedimenti al download: chi è interessato a un video, se lo può scaricare e può ripubblicarlo dove vuole. La condivisione, nel senso di download e ripubblicazione altrove - ovvero caricamento su un altro server in mano di altre persone -, andrebbe esplicitamente incoraggiata e consentita con licenze che la autorizzano (tipo Creative Commons, pubblico dominio o analoghe).
     
  3. Rinunciare in partenza a voler controllare i video pubblicati, controllare / conteggiare gli utenti, pretendere guadagni economici, inserire qualsiasi forma di pubblicità.

Tutto ciò è già possibile adesso ed è sempre stato possibile. Questo è quello che succede con i libri che si trovano in biblioteca: nessuno saprà mai quante volte viene letto un libro e da chi, né saprà mai quante copie ne esistono e dove, né per quanti secoli o millenni un libro continuerà a esistere e in quali versioni/traduzioni. Con questo spirito di autentica condivisione, mi viene in mente un progetto tipo LiberLiber, che esiste (e resiste) dal 1993, come riporta Wikipedia.

La controproposta nei tre punti sopra riportati corrisponde al modo con cui pubblico i video nel mio blog (sotto i quali c'è sempre il link per il download). Io non conteggio neanche le visualizzazioni dei miei articoli, perché se nei miei articoli c'è un valore, esso non dipende da quante volte verranno aperti. Non solo: il fatto che una pagina del mio blog venga aperta, non mi dice nulla sull'effetto che essa avrà su chi eventualmente la leggerà, ne se realmente sarà letta. Conteggiare le visualizzazioni è solo un modo per rinforzare il proprio ego, meglio evitare: preferisco concentrarmi sulla qualità di ciò che scrivo, se poi ciò che scrivo avrà effetti nella società... mai lo saprò, come del resto nessun filosofo lo sa in anticipo. I pensieri sono come semi sparsi al vento: forse germoglieranno prima o poi, forse no, forse arriveranno molto lontano nel tempo e nello spazio, forse rimarranno vicini. Da idea nasce idea, e non conviene essere troppo attaccati alle proprie idee.

Se però il problema è guadagnare soldi e fare marketing con i video (cosa che fanno anche le piattaforme di informazione alternativa o cosiddetta "libera", tipo Byoblu), e quindi conteggiare le visualizzazioni per guadagnare soldi o altro (dove questo “altro” potrebbe anche essere consenso politico), allora teniamoci Youtube, Facebook, Twitter e tutti gli altri senza lamentarci e anzi "gioiendo" della loro gratuità... gratuità che però è a caro prezzo... A tal proposito, come ha scritto Giulio Ripa: «In effetti i mezzi di comunicazione "alternativi", oltre ad utilizzare gratuitamente spazi su server di piattaforme private senza "pagare nulla", vogliono anche fare marketing, mediante le condivisioni e le visualizzazioni nei social media. Alla fine chi troppo vuole nulla stringe. La vera alternativa è lasciare il mondo digitale e ritornare nei limiti del possibile al mondo reale, fatto di relazioni interpersonali, comunità e contatto fisico. Altrimenti chi possiede le piattaforme digitali porterà a termine lo scopo principale su cui avevano scommesso: identificazione digitale degli individui per il controllo e la sorveglianza totale della società».

Lascio a ognuno le sue considerazioni,
Francesco Galgani,
16 giugno 2020

Vaccinazione obbligatoria, identità digitale, controllo sociale: il ruolo di Bill Gates? (documentario)

Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020

A completamento di altri articoli che già ho pubblicato su questo tema, segnalo questo breve documentario sul ruolo di Bill Gates nell'influenzare le scelte a livello mondiale sulla salute pubblica.

Colgo l'occasione per ricordare che Bill Gates, nel Ted Talk "Obiettivo Zero!", al minuto 4:30, ha dichiarato che, se riuscirà a fare un buon lavoro con i vaccini, riuscirà a ridurre la popolazione mondiale del 10% - 15%. Non male... i vaccini servono quindi come contraccettivo per contenere le nascite o come medicina miracolosa per far morire le persone? Forse ho capito male. Lascio ai miei lettori interpretare le sue (non rassicuranti?) parole: «Il primo fattore è la popolazione. Il mondo ha oggi 6,8 miliardi di abitanti. Ci dirigiamo verso i 9 miliardi. Se facciamo un buon lavoro con i nuovi vaccini, la sanità, la salute riproduttiva, possiamo diminuirlo forse del 10, 15 %, ma qui registriamo un aumento di circa il 30%».

Siccome Bill Gates non è stupido, e noi nemmeno, cerchiamo di dare un senso a queste sue parole. Sto facendo questa precisazione perché, lo ripeto, nel documentario sottostante - comunque molto interessante e meritevole di esser visto - non ne viene fatta citazione. Nello specifico:

«[...]

Nel 2010, Gates ha impegnato 10 miliardi di dollari con l’OMS promettendo di ridurre la popolazione, in parte, attraverso nuovi vaccini. Un mese dopo Gates ha dichiarato a Ted Talk che i nuovi vaccini “potrebbero ridurre la popolazione”.
Nel 2014, la Catholic Doctors Association del Kenya ha accusato l’OMS di aver sterilizzato chimicamente milioni di donne keniote non disposte con una fasulla campagna di vaccinazione contro il “tetano”.

Laboratori indipendenti hanno trovato la formula di sterilità in ogni vaccino testato. Dopo aver negato le accuse, l’OMS ha finalmente ammesso di aver sviluppato i vaccini per la sterilità per oltre un decennio.

Accuse simili arrivarono dalla Tanzania, dal Nicaragua, dal Messico e dalle Filippine.

Uno studio del 2017 (Morgensen et.Al.2017) ha mostrato che il famoso DTP dell’OMS sta uccidendo più africani della malattia che pretende di prevenire. Le ragazze vaccinate hanno sofferto 10 volte il tasso di mortalità dei bambini non vaccinati.

[...]»

fonte: Tutti i crimini di Bill Gates: 496.000 bambini paralizzati in India ed altro ancora

Ciò premesso, buona visione del seguente documentario, di cui in calce riporto la trascrizione:

DOWNLOAD MP4

Trascrizione:

1
00:00:01,100 --> 00:00:04,830
Buongiorno. Sono Bill Gates,
presidente della Microsoft.

Smarrimento

Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020

Smarrimento

Chi nel cibo,
chi nel gioco,
chi nel sesso,
chi nel vuoto,

chi nei social,
chi nel vino,
chi si fuma,
chi già dà... l'ultimo addio.

Chi prova a immolarsi
per una causa visibile,
chi cerca Dio
nel nulla invisibile.

Chi lucida l'ego
fiero del suo agire,
chi lo loda,
in uno stupido perire.

C'è chi soffre,
chi si dispera,
chi schifa gli altri,
chi odia sé,

chi muore d'ansia,
chi di tumore,
chi di nulla,
chissà perché...

Tutti a cercare,
e a sperare,
chissà dove,
chissà come,

sembriamo un'orchestra
senza direttore,
abbiamo governi
senz'anima interiore.

Nel folle caos
d'un grande smarrimento,
fonte di conflitti
e di pervertimento,

c'è chi prova
a far da maestro,
incapace persino
di provvedere a se stesso,

come Cristo,
servito e riverito
dai soldi di pie donne
forse non cristiane,

ma con lui fino alla fine,
sotto la croce,
quando tutti gli altri
si dileguarono...

Anania e Saffira
vi rivedo ancora
in ogni persona
devota a un ideale.

(Francesco Galgani, 11 giugno 2020, www.galgani.it)

Cfr. Marco capitolo 15, 40-41, Luca capitolo 8, 2-3, Atti degli Apostoli capitolo 5, 1-11

Guanti, mascherine, distanziamento per epidemia: ragionevoli dubbi? OMS e lettera medici al Governo

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2020

Premessa: la scienza non è unitaria, benché meno lo è la medicina, e in una situazione come quella del coronavirus covid-19, la cui pandemia (ammesso che sia mai esistita nei modi in cui c'è stata raccontata) io considero conclusa da tempo (così come la considera conclusa il dott. Alberto Zangrillo, primario e direttore di Terapia Intensiva all’ospedale San Raffaele di Milano), la probabilità di fare affermazioni "in buona fede" che da altre persone siano giudicate stupide, per non dire peggio, è seriamente alta e bidirezionale. Comunque sono molte le voci, anche autorevoli, che accusano i vari governi del mondo di aver veramente esagerato (come Václav Klaus, ex premier ceco e voce critica delle forme totalitarie). Comunque, criticare gli altri serve a poco, meglio criticare se stessi. Per quanto mi riguarda, ho sempre considerato nocivo e controproducente sia il contenimento nei modi in cui è stato attuato, sia l'uso delle mascherine e dei guanti: nel modo in cui è stato (e continua ad essere) imposto, mi pare lesivo della dignità umana e soprattutto della salute personale e relazionale.

Dopo tale premessa, vorrei dar voce all'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e a gruppo di medici italiani (dott. prof. Pasquale Mario Bacco, dott.ssa Antonietta Gatti, dott. Mariano Amici, prof.ssa Carmela Rescigno, dott. Fabio Milani, dott.ssa Maria Grazia Dondini), i quali il 28 maggio 2020 hanno inviato una istanza in autotutela al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni. Per inciso, l’autotutela è un istituto finalizzato alla modifica o all’annullamento di un atto emanato da una pubblica amministrazione. Nel caso specifico, la richiesta - ben argomentata e corredata di approfondimenti - è di revocare i provvedimenti fino ad oggi emessi sulla base di una dichiarazione di uno stato di emergenza di cui oggi non sussistano più nemmeno i presupposti di fatto. Ringrazio i medici in questione per essere riusciti, in una sola lettera, a condensare una molteplicità di problematiche che raramente vengono evidenziate tutte insieme.

Alla lettera dei medici riportata più avanti, aggiungo fin da subito una considerazione di natura costituzionale: contrariamente a come molti credono e dichiarano in televisione, lo “stato di emergenza” non trova spazio nel dettato costituzionale. La Costituzione italiana prevede solamente la deliberazione dello “stato di guerra” da parte delle Camere (articolo 78), le quali conferiscono al Governo i poteri necessari. Nessun riferimento, quindi, a crisi economiche, sanitarie o catastrofi naturali. Se è vero che manca in Costituzione una norma sullo stato di emergenza, è vero anche che all’articolo 77 i padri costituenti hanno previsto la possibilità in capo al Governo di adottare provvedimenti provvisori con forza di legge (il decreto legge) in “casi straordinari di necessità e urgenza”. Il nostro Governo, però, ha agito tramite DPCM (fonti secondarie) estromettendo il Parlamento, e non con i decreti legge previsti in questi casi dalla Costituzione che, al contrario, assicurerebbero il dibattito parlamentare. Ad ogni modo, la nostra Costituzione è già stata pesantemente offesa e calpestata dal sistema economico neo-liberista in cui l'Italia è inserita e dalle catene con cui si è legata ad un'Europa d'ingiustizie, per cui non mi dilungo oltre su possibili considerazioni costituzionali.

Ritorno al discorso sull'OMS prima, e alla lettera dei medici italiani a seguire.

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha espresso la sua posizione sui guanti: non sono raccomandati. E questo per vari motivi: rischi di contaminazione, senso di falsa sicurezza. Meglio lavare le mani:

fonte: https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/06/09/coronavirus-oms-guanti/

«[...] l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha di recente modificato le sue raccomandazioni riguardo l’uso delle mascherine per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. E ora si è espressa anche sull’uso dei guanti monouso: l’organizzazione, infatti, non raccomanda di indossarli in quanto non servono per proteggersi dall’infezione, ma anzi potrebbero essere dannosi, dando un falso senso di protezione e sicurezza. Meglio, quindi, ricorrere al lavaggio regolare delle mani con acqua e sapone e ai gel disinfettanti [...]»

E cosa dire delle mascherine?

fonte: https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/06/08/nuove-raccomandazioni-oms-mascherine/

«[...] l’Oms continua a raccomandare che le persone affette dalla Covid-19 devono rimanere a casa, e indossare la mascherina quando escono dalla propria abitazione per ragioni di stretta necessità. Rimane valida anche l’indicazione che le persone che si prendono cura di un malato a casa devono indossare una mascherina mentre si trovano nella stessa stanza e che gli operatori sanitari devono usare le mascherine e altri dpi quando assistono pazienti con Covid-19 sospetti o confermati. Ma non solo: nelle aree ad alta trasmissione, l’Oms raccomanda ora l’uso delle mascherine a tutte le persone che lavorano in una struttura sanitaria. [...] Inoltre, sempre nelle aree in cui la diffusione del coronavirus è alta, l’Oms consiglia alle persone di età pari o superiore ai 60 anni, e a quelle affette da altre patologie, di indossare la mascherina in situazioni in cui non è possibile mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. [...] Come si legge nel documento, molti paesi hanno raccomandato l’uso di mascherine al pubblico, ma al momento, l’utilizzo diffuso delle mascherine da parte di persone sane non è ancora supportato da prove scientifiche dirette e ci sono potenziali benefici e rischi da considerare. Tra i benefici, si legge nel nuovo documento, c’è il vantaggio di ridurre il potenziale rischio di esposizione di persone infette che non hanno ancora sviluppato i sintomi, diminuire la stigmatizzazione di chi le indossa, e far sentire le persone attive nel contribuire a fermare la diffusione del virus. Tra gli svantaggi, invece, c’è quello del potenziale rischio di infezione se le mascherine vengono indossate o rimosse in modo scorretto (nelle nuove linee guida viene ricordato il modo corretto), difficoltà respiratorie e nella comunicazione, oppure il falso senso di sicurezza che portano a trascurare le altre strategie fondamentali per contenere la diffusione del virus. [...]»

Insomma, l'uso generalizzato delle mascherine da parte di persone sane può essere controproducente e aumentare il rischio di infezione, inoltre tale uso ha senso solo in aree "in cui la diffusione del coronavirus è alta". Potrei sbagliarmi, ma non mi risulta che attualmente tale aree esistano, mentre mesi fa potevano essere circoscritte solo in specifiche aree del nord Italia.

Sintetizzando, guanti e mascherine sono "non raccomandanti" dall'OMS in circostanze dove invece singole Regioni hanno deciso di imporle. Ma "non raccomandanti" e "sconsigliati" sono sinonimi? No, non lo sono, però attualmente mi pare che i rischi siano superiori ai vantaggi.

C'è anche un problema di legittimità nel dichiarare le proprie opinioni, purtroppo. Più volte mi è stato contestato che io non posso pretendere che le mie affermazioni abbiano lo stesso valore degli illustri virologici (ben pagati) a cui il Governo si è rivolto per le proprie scelte. Questo però è un discorso molto subdolo, perché va a delegittimare il diritto di opposizione politica e di disubbidienza civile qualora gruppi di cittadini, o anche il singolo, ritengano che Stato sia violando i diritti fondamentali dell'essere umano e la sua stessa Costituzione. Bisogna quindi stare molto attenti, anche perché lo Stato non ha il diritto di legittimare scelte politiche ed economiche usando una parte (ben pagata) della scienza medica al posto del Parlamento, cosa che invece è stata fatta. Tra l'altro, per ogni medico che ha suffragato le scelte del governo ce ne sono stati molti altri che si sono opposti. La scienza non ha la verità, né può averla, al massimo può essere un metodo (sempre fallace) per "cercare una verità". Nemmeno io, ovviamente, ho una verità in senso assoluto, ma visto che nessuno ha una verità, allora ho il diritto di dissentire. Tanto più che le posizioni dell'OMS, almeno in questo momento, sono molto più vicine alle mie che a quelle terroristiche con cui guanti, mascherine e contenimento sono stati imposti e, in certi ambiti, continuano ad essere imposti.

Giusto per promemoria, secondo una parte della scienza che non è quella con cui il Governo ha legittimato se stesso, allo stato attuale è più probabile un 5 al lotto che essere infettati (parole dell'immunologo bernese Beda Stadler).

Vogliamo dar voce ai medici? Facciamolo, quanto segue è la lettera che il gruppo di medici italiani sopra citato ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Salute, al Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e, in conoscenza, ai Governatori delle Regioni.

OGGETTO: EMERGENZA SANITARIA COVID-19 – ISTANZA IN AUTOTUTELA.

Noi sottoscritti
dott. prof. Pasquale Mario Bacco, [omissis];
dott.ssa Antonietta Gatti, [omissis];
dott. Mariano Amici, [omissis];
prof.ssa Carmela Rescigno, [omissis];
dott. Fabio Milani, [omissis];
dott.ssa Maria Grazia Dondini, [omissis],

come professionisti che operano quotidianamente a contatto con la realtà sanitaria e che hanno quindi conoscenza diretta dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, riteniamo doveroso sottoporre alla Sua attenzione alcune riflessioni e domande circa le misure adottate dagli Enti istituzionali a contenimento del contagio, quale nostro contributo.

Crediamo in primo luogo che sia necessario chiarire in modo univoco, chiaro e scientificamente credibile che il Covid-19 ha dimostrato di essere una forma influenzale non più grave degli altri Coronavirus stagionali: nonostante l’OMS abbia dichiarato l’emergenza pandemica l’11 Marzo [1], le cifre ufficiali dei deceduti, dei contagiati e dei guariti contraddicono la definizione stessa di “pandemia” [2].

Occorre dare informazioni corrette e fornire criteri di comprensione dei dati reali, evitando che i media diffondano notizie allarmanti, a nostro parere assolutamente  ingiustificate.  La  banalizzazione  statistica  dei  decessi  è  la sintesi di una comunicazione istituzionale che ha impedito, per tutta l’emergenza ed ancora oggi, di avere una chiara sintesi della situazione, portando  ad  un  circolo  vizioso  in  termini  di  provvedimenti sanitari  e  di impatto sociale

In particolare è indispensabile precisare:

  • che il totale dei deceduti per qualsiasi patologia o per morte naturale, quotidianamente annunciato nei “bollettini di guerra” diffusi dai media, non deve essere inteso come unicamente riferito al Covid-19 o a patologie concomitanti;
  • quale percentuale della mortalità sia determinata dai deceduti per Covid-19 (solo per Covid-19) e quanto essa si discosti dalle medie ufficiali degli anni precedenti per patologie analoghe [3];

  • quali siano i reali motivi per cui in alcune zone del Nord Italia si è registrata una diffusione tanto abnorme ed una letalità tanto più alta rispetto ad altre zone del paese, persino limitrofe;

  • che i tamponi effettuati per rilevare la positività al virus danno una percentuale di “falsi positivi” e “falsi negativi” [4], per cui possono risultare “contagiati” soggetti che non lo sono; di conseguenza, le percentuali ricavate dal numero dei tamponi vanno interpretate e spiegate tanto agli operatori sanitari quanto ai media e alla popolazione, evitando inutili allarmismi;

  • che gli esami sierologici effettuati devono essere parimenti interpretati, chiarendo che quanti risultano positivi all’IGG non costituiscono un pericolo per la popolazione, ma anzi un elemento che conferma che la diffusione del Covid-19 sta esaurendosi, come normalmente accade per patologie simili.

È inoltre necessario chiarire:

  • quali siano i criteri adottati per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti e quale conferma nei dati reali oggi disponibili abbiano sinora avuto queste proiezioni;
  • quali siano i titoli e quale sia l’autorevolezza e l’esperienza dei membri della Commissione incaricata di proporre misure di contenimento dell’epidemia; quali i criteri di selezione adottati per formare la Commissione e se sussistano dei conflitti di interesse che possano in qualche maniera orientarne le scelte e le decisioni;
  • quale sia il motivo per cui si è deciso di non tenere in considerazione gli studi e i rilievi di medici e specialisti impegnati sul campo, privilegiando l’impostazione opinabile degli “esperti” anche laddove contraddetta da casi documentati [5]; anche il ricorso all’uso dei ventilatori polmonari [6] quantomeno controverso;
  • per quale motivo si siano sottovalutati o ritardati i ruoli di profilassi e terapia di farmaci e metodiche anche ben conosciute e rivelatesi efficaci in molteplici occasioni [7]; questa scelta ha determinato evitabili esiti infausti e lunghe ospedalizzazioni, mentre i pazienti avrebbero potuto esser trattati con ricoveri a domicilio senza gravi complicazioni;
  • per quale motivo si siano impediti gli esami autoptici, che si sono invece rivelati, quando  effettuati, una fonte insostituibile di  preziosissime informazioni e che hanno consentito di scoprire che la causa principale dei decessi non era la virulenza della patologia, ma una sua errata cura [8];
  • vogliamo inoltre evidenziare, in molti casi, il rallentamento delle diagnosi e delle procedure terapeutiche per patologie diverse e un dirottamento delle risorse verso una sola patologia. Emblema di questa situazione è la realizzazione di strutture ospedaliere riservate alla sola emergenza Sars-cov2, presso le quali si sono ricoverati pochi pazienti e che ora sono in gran parte chiuse;
  • per quale motivo si siano date disposizioni, su indicazione dell’OMS, di trasferire i pazienti anziani nelle RSA, con le conseguenze ben note;
  • quante siano state le salme di persone dichiarate decedute per Covid-19 per le quali si è imposta la cremazione, e su quali basi scientifiche si sia deciso di ricorrere a questo provvedimento (con le sue molteplici implicazioni) che è previsto per i casi di eziologia batterica;
  • per quale motivo si continui ostinatamente a “minacciare” futuri, possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento, come se l’epidemiologia dipendesse solo dalla mancata ottemperanza di disposizioni sanitarie la cui efficacia è quantomeno dubbia: nessuna evidenza scientifica permette di affermare che in questo stadio dell’epidemia sia ancora necessario mantenere le distanze di sicurezza, usare mascherine, indossare guanti oltre a curare l’igiene delle mani [9];
  • chi siano i cosiddetti esperti che hanno suggerito al Ministero di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre: queste scelte devono essere giustificate ed eventualmente - in presenza di elementi che ve ne sconsiglino il ricorso - immediatamente revocate.

Inoltre, chiediamo per quale motivo si sia attuata una politica del terrore ed una grave mistificazione della realtà, descrivendo il Covid come un mostro anziché una seria epidemia da affrontare con i mezzi normali della medicina e che a maggior ragione non rappresenta un pericolo nella cosiddetta “fase 2”. Facciamo presente che questa strategia, secondo studi recenti, può aver comportato un aumento del numero dei suicidi [10] e di psicopatologie [11]. Di questi effetti collaterali dovrà rispondere chi, immotivatamente, ha creato un allarme infondato sotto il profilo clinico ed epidemiologico.

Chiediamo di rendere conto ai cittadini - con argomentazioni scientifiche credibili - delle ragioni che hanno condotto all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi ancorché non malati [12].

Chiediamo parimenti il motivo per cui alla popolazione non siano state date tempestive, adeguate e complete informazioni sul valore preventivo delle misure di igiene e profilassi all’interno delle abitazioni e RSA, dell’igiene orale ivi compresi i risciacqui con liquidi ad azione antivirale, delle diete più indicate per la prevenzione delle malattie infettive e loro complicazioni, delle attività di esercizio fisico più salutari, dei pericoli del fumo e dell’inquinamento nel determinare la gravità della malattia.

Vogliamo inoltre conoscere quale sia la base scientifica che ha condotto a decidere di imporre l’uso di mascherine che - se fossero realmente efficaci - non avrebbero comunque un’utilità pratica e richiederebbero comunque di esser sostituite frequentemente; e che - laddove non efficaci, come nel caso dei più comuni modelli distribuiti o addirittura delle mascherine fai-da-te - sembrano costituire più che altro una “drammatizzazione” del clima di terrore deliberatamente imposto, senza alcuna motivazione reale.

Facciamo presenti le implicazioni sulla salute dei cittadini, costretti ad indossare per ore la mascherina, con i rischi ben noti che questo comporta, tra cui ipercapnia e sovrainfezioni da microrganismi [13]. Segnaliamo altresì che in questi giorni vanno aumentando i casi di ricovero di soggetti debilitati dall’uso prolungato delle mascherine [14], anche in concomitanza con le temperature esterne. La stampa ha riportato anche casi di morti che potrebbero essere legate all’uso della mascherina durante attività lavorative, motorie o sportive [15].

Chiediamo il motivo per cui, sulla base di decisioni assunte da “esperti”, si è deciso di blindare il Paese, generando una gravissima crisi sociale ed economica che molto probabilmente si sarebbe potuta evitare o quantomeno limitare. Anche la decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica non appare fondata su valide e condivisibili ragioni tecnico-scientifiche.

A tutt’oggi persistono, nonostante un quadro sanitario nettamente positivo, un numero impressionante di obblighi e divieti che non trovano alcuna legittimazione scientifica e tantomeno giuridica.

Persiste invece una regolamentazione confusa, contraddittoria e priva di giustificazione per chi ha un quotidiano e diretto riscontro con la situazione dei pazienti.

****

Alla luce delle considerazioni sopra evidenziate se il Governo ed il Ministero della salute dovessero perseverare nel porre in essere provvedimenti:

  • senza un confronto con i medici che operano sul territorio,
  • senza aver analizzato quanto oggi denunciato,
  • senza aver verificato i dati “snocciolati” alla popolazione all’interno di un quadro generale di riferimento comparato con i dati di altri momenti storici,

darebbero vita ad un’ulteriore serie di atti illegittimi per abuso ed eccesso di potere, violazione di legge, violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità, irragionevolezza e sviamento.

****

GLI ISTANTI NELLA LORO QUALITÀ À DI MEDICI E DI CITTADINI DIRETTAMENTE COLPITI DALL’ODIERNA AZIONE DI GOVERNO

CHIEDONO

che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,

VOGLIANO

indicare con quale atto e/o determina

  • siano stati adottati i criteri per la creazione delle proiezioni elaborate dagli esperti con espressa indicazione dei criteri utilizzati;
  • abbia previsto l’adozione di provvedimenti limitativi degli esami autoptici;
  • abbia previsto di disporre la cremazione delle salme con espressa indicazione dei criteri utilizzati e degli atti presupposti per arrivare alla predetta determinazione;

quale ente, funzionario, responsabile del procedimento ovvero atto e/o determina abbia fornito:

  • la conferma nei dati reali oggi disponibili e dei dati utilizzati per i provvedimenti governativi di questi ultimi 3 mesi;
  • i dati e gli studi posti alla base delle indicazioni di possibili scenari di inasprimento delle misure di contenimento;
  • indicazioni in ordine alla necessità di imporre l’uso delle mascherine e del distanziamento sociale anche agli alunni delle scuole, alla riapertura di settembre;
  • indicazioni in ordine alla necessità all’imposizione di distanziamenti sociali e forme di isolamento in quarantena per soggetti positivi;
  • le indicazioni poste alla base della decisione di non differenziare le misure di contenimento su base geografico-epidemiologica;

INOLTRE

ai sensi dell’art. 5, L. 241/1990, chiedono che venga indicato il nome del funzionario responsabile del procedimento in relazione all’odierna istanza in autotutela ed a norma dell’art. 328 del codice penale, e diffidano il responsabile del competente servizio a compiere gli atti del suo ufficio o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di giorni trenta dalla ricezione della presente richiesta, con l’avvertimento che in difetto sarà presentato esposto alla competente autorità giudiziaria.

CHIEDONO

che il Governo, il Ministero della Salute e le Autorità amministrative oggi interpellate,

VOGLIANO

alla luce delle motivazioni evidenziate,

IN AUTOTUTELA,

REVOCARE I PROVVEDIMENTI FINO AD OGGI EMESSI SULLA BASE DI UNA DICHIARAZIONE DI UNO STATO DI EMERGENZA DI CUI OGGI NON SUSSISTANO PIÙ NEMMENO I PRESUPPOSTI DI FATTO,

CHIEDENDO

al Governo di assumere decisioni politiche che siano fondate su dati reali e soprattutto che siano correttamente esaminati e contestualizzati. Chiediamo al Governo di non trincerarsi dietro facili e prudenziali provvedimenti dettati da tecnici che non hanno una visione complessiva del Paese, che invece dovrebbero avere coloro che li hanno nominati.

Confidiamo, in spirito di sincera collaborazione, di ricevere una risposta a queste nostre osservazioni, la qual cosa consentirà di porre fine alle pericolose speculazioni di chi, dinanzi a tanto dilettantismo, solleva il dubbio che il Covid-19 venga utilizzato per secondi fini.

 

Note:

[1] http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4209

[2] Poiché   essa  presuppone  la  mancanza  di  immunizzazione  dell’uomo  verso  un  patogeno altamente virulento. Si veda comunque la documentazione dell’ISTAT: https://www.istat.it/it/files//2020/03/Nota_Tavole_Regionali_cause_morte_1marzo_30Aprile-_2017_e_2020.pdf e https://www.istat.it/it/archivio/241428

[3] Cfr. https://repo.epiprev.it/index.php/2020/05/12/andamento-della-mortalita-giornaliera-sismg-nelle-citta-italiane-in-relazione-allepidemia-di-covid-19-report-1-febbraio-2-maggio-2020-settimo-rapporto/ - Cfr. il sito ufficiale ISTAT: «Per la produzione del dato statistico, l’Istat effettua la codifica delle patologie e individua la “causa iniziale di morte”, ovvero quella direttamente responsabile del decesso. A tal fine, l’Istat si avvale delle regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; la causa iniziale di morte viene poi utilizzata per le statistiche ufficiali a livello nazionale e internazionale. Ad esempio, nel caso dell’Influenza, essa risulta conteggiata in queste statistiche se e solo se è stata certificata dal medico e se risulta essere la “causa iniziale di morte” in base alle regole internazionali di codifica. Se l’Influenza è presente sul certificato ma non è selezionata come causa iniziale di morte, viene codificata come “causa multipla” ovvero tra le cause che hanno contributo al decesso», https://www.istat.it/it/archivio/240401#Rilevazioniindettaglio-2

[4] Si vedano le dichiarazioni del prof. Ricciardi: «Oggi in tutto il mondo abbiamo test non perfetti dal punto di vista della sensibilità perché messi a punto in poco tempo e devono essere perfezionati. Quindi c’è un’ampia possibilità di sovrastimare le positività», https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_27/coronavirus-ricciardi-la-prossima-settimana-capiremo-se-italia-l-emergenza-comincia-rientrare-43c9a4fa-58cd-11ea-8e3a-a0c8564bd6c7.shtml - Cfr. anche https://archive.st/archive/2020/3/www.ncbi.nlm.nih.gov/i8vf/www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32133832.html - Ha suscitato un certo scalpore anche la notizia recente della Nuova Sardegna sui 17 sanitari risultati falsi positivi al Covid: https://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2020/05/21/news/nuoro-falsi-positivi-al-covid-i-17-sanitari-presunti-contagiati-a-marzo-1.38872367 - https://www.ilgiornale.it/news/cronache/30-dei-tamponi-mente-ecco-tutti-i-limiti-1861344.html - https://www.recnews.it/2020/03/11/tra-i-contagiati-da-covid-19-ci-sono-circa-la-meta-di-falsi-positivi/ - http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/agrigento-asp-tamponi-falsi-positivi-calano-contagi-bollettino.html - https://www.dire.it/19-05-2020/462162-coronavirus-lesperto-test-sierologico-non-infallibile-rischio-falsi-negativi/

[5] Si veda anche il recente studio del prof. Didier Sornette, cfr. https://www.swissinfo.ch/ger/covid-19-pandemie_schweizer-wissenschaftler-streiten-ueber-nutzen-des-lockdowns/45759526

[6] Cfr. https://nypost.com/2020/04/06/nyc-doctor-says-coronavirus-ventilator-settings-are-too-high/

[7] Cfr. https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/terapia-plasma-coronavirus-burioni-1.5139624 ed anche https://biomedicalcue.it/burioni-differenze-plasma-terapia-vaccino/19267/

[8] Cfr. https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_maggio_04/coronavirus-papa-
giovanni-autopsie-quasi-vietate-decisive-scoprire-rischio-trombosi-e656185a-8dd1-11ea-b08e-d2743999949b.shtml
e https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_23/coronavirus-gruppo-ribelle-medici-legali-fateci-fare-autopsie-14d0f37e-9d10-11ea-a31e-977f755d9d62.shtml?cmpid=tbd_91305292Bp - https://palermo.repubblica.it/cronaca/2020/05/23/news/coronavirus_catania_gli_scenziati_denunciano_errore_l_assenza_di_autopsie_per_morti_d
_covid_-257456802/
- https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2020/05/22/covid-medici-errore-non-fare-autopsie_3fea6611-194d-4771-8a59-c3f42235be76.html - https://www.ilriformista.it/divieto-di-autopsia-ai-morti-di-coronavirus-la-bufala-contro-il-governo-che-vuole-insabbiare-la-verita-96531/ - Si veda infine l’opinione del prof. Klaus Puschel: «Autopsie di fatto “vietate” nel nostro Paese da una folle circolare che le ritiene superflue quando risultati verosimile – e solo verosimile – il motivo del Covid-19 come possibile causa del decesso. Il direttore dell’Istituto di Medicina Forense dell’Università di Amburgo, Klaus Puschel, ha infatti appena pubblicato un dettagliato studio che fa luce su molte cose. Nello studio sono riportate le conclusioni degli esami autoptici svolti dalla sua equipe. Da esse si evince con estrema chiarezza che “tutte le persone esaminate avevano altre gravissime patologie” e quindi non sarebbero morte di coronavirus. Il quadro clinico dei pazienti si presentava “gravemente compromesso” e le condizioni di salute erano estremamente precarie. Puschel arriva al punto sostenere di non aver alcun dubbio nel confermare che ad Amburgo non è morta una sola persona senza precedenti, gravi patologie. Ecco le sue precise parole: “Tutti quelli che abbiamo esaminato finora avevano il cancro, o una malattia polmonare cronica, erano forti fumatori o fortemente obesi, soffrivano di diabete o avevano malattie cardiovascolari”. […] E poi: “Sono convinto che la mortalità Corona non si farà nemmeno sentire come un picco nella mortalità annuale”. Parole che pesano come macigni per valutare, in tutta la sua reale portata, la pandemia. Sottolinea il medico legale tedesco. “Il Covid-19 è una malattia mortale solo in casi eccezionali, ma nella maggior parte dei casi è un’infezione da virus per lo più innocua”», http://www.lavocedellevoci.it/2020/05/15/covid-19-dalla-germania-i-risultati-choc- delle-autopsie/ - E ancora:  https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-autopsie-dei-medici-trombosi-causa-principale-1861127.html - https://www.secoloditalia.it/2020/05/sui-morti-di-covid-nessuna-autopsia-la-circolare-del-ministero-ci-ha-fatto-perdere-tempo-prezioso/

[9] Cfr. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32405162/?Jbclid=IwAR0ZoTcLVYbIM_m2Rw8k-jnptW1-YR5mymAos8fZZAnGN2KlUi4o4b0BVaY

[10] «Quest’anno l’Osservatorio suicidi per motivazioni economiche della Link Campus riporta 42 decessi, di cui 25 nelle settimane del lockdown forzato e 16 nel solo mese di aprile, ai quali si aggiungono 36 tentati suicidi, 21 dei quali nelle settimane di isolamento forzato. Più della metà delle vittime è costituita da imprenditori. «Questa impennata risulta ancora più preoccupante se confrontiamo il dato 2020 con quello rilevato appena un anno fa - sottolinea Nicola Ferrigno, direttore dell’Osservatorio - : nei mesi di marzo-aprile 2019 il numero delle vittime si assestava a 14, e il fenomeno dei suicidi registrava la prima battuta d'arresto dopo anni di costante crescita». Oggi gli imprenditori e i lavoratori sono di nuovo tornati all’anno zero». Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/isolamento-e-crisi-economica-ondata-mondiale-suicidi-coronavirus-ADPf7lP

[11] Cfr. in primo luogo lo studio Affrontare la salute mentale e gli aspetti psicosociali dell’epidemia di COVID-19 pubblicato da codesto Ministero lo scorso Febbraio, http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_5373_10_file.pdf - Si veda inoltre: http://www.reportdifesa.it/covid-19-conseguenze-psicologiche-a-breve-e-lungo-termine/ - https://www.ars.toscana.it/2-articoli/4299-covid-19-conseguenze-benessere-psicofisico-operatore-sanitario-medico-infermiere-oss-salute-mentale-coronavirus-distress-psicologico.html - https://www.focus.it/comportamento/psicologia/dopo-la-covid-19-un-epidemia-di-ricadute-psicologiche - https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/18/news/urgono-studi-specifici-sul-covid-e-gli-effetti-sulla-salute-mentale-1.38733054 - Sull’impatto psicologico del Covid: https://www.repubblica.it/cronaca/2020/05/09/news/coronavirus_effetto_lockdown_ansia_e_depressione_per_l_85_dei_giovani-256134039/

[13] Si veda principalmente Covid-19, il Report ECDC sull’uso delle mascherine facciali nella comunità, pubblicato dal Ministero della Salute: «A supporto dell’uso di mascherine non mediche come mezzo di controllo della fonte di infezione esistono evidenze scientifiche indirette e limitate», «Le raccomandazioni sull’uso delle mascherine facciali nella comunità dovrebbero tenere attentamente conto delle lacune delle prove di efficacia, della situazione dell’offerta e dei potenziali effetti collaterali negativi». Cfr. http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4501 - Cfr. anche https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=84689 - Infine: «Chi non ha sintomi non deve usare la mascherina. Mentre le persone che non hanno sintomi non devono indossare le mascherine perché non ci sono prove che siano efficaci come protezione personale…», cfr. https://www.galileonet.it/coronavirus-mancanza-mascherine-uso-corretto/

[14] Cfr. https://www.ilriformista.it/malore-durante-educazione-fisica-morti-due-studenti-cinesi-e-stata-la-mascherina-100279/ e https://www.orizzontescuola.it/mascherine-contro-coronavirus-accusate-di-essere-causa-morte-due-studenti/

[15] Cfr. https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/correre-mascherina-pericoloso/

Vaccini obbligatori: ragionevoli dubbi? (documentario)

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2020

Sullo stesso argomento, segnalo il documentario "Vaxxed", riportato integralmente in calce alla pagina "Analisi del contenuto di vaccini pediatrici (studio Corvelva) e documentario Vaxxed".

Il ragionevole dubbio” è un documentario che si propone di illustrare i rischi delle vaccinazioni. Un supporto scientifico internazionale illustra i danni di alcune componenti delle vaccinazioni su di un sistema immunitario neonato per far riflettere sulla connessione tra questo atto farmaceutico, ripetuto e invasivo, e le patologie proprie di ogni neonato.

E' destinato ad una comunità di genitori che ignorano ancora il potenziale rischio delle vaccinazioni e che magari, purtroppo, hanno constatato i danni sui loro bambini, ma non hanno saputo ricondurre ad una causa effettiva, questo perché tacitata e ignorata.

E' altresì dedicato a quei genitori di bambini ancora da nascere che possano con discernimento affrontare una tematica così delicata per il futuro del loro bambino.

Se per lo Stato i numeri sono statistica, per i genitori "Uno è spesso tutto ciò che hanno".

Nel documentario sono stati intervistati:
- Dr. Eugenio Serravalle
- Chris Shaw
- Dr. Roberto Gava
- Dr. Jerome Malzac
- Dr. Maurizio Proietti
- Dr. Dario Miedico
- Dr. Giulio Viganò
- Dott. Stefano Montanari

Regia: Ambra Fedrigo
Direttore della fotografia: Claude Colman
Musiche: Nicola Bottos
Trailer (sotto riportato): https://www.youtube.com/watch?v=kTU0843pXJU
Link per l'acquisto: http://www.librisalus.it/eventi/il_ragionevole_dubbio_dvd.php

DOWNLOAD MP4

fonte dell'articolo seguente: https://www.comilva.org/italia-protagonista-dellagenda-del-filantrocapitalismo/

ITALIA PROTAGONISTA DELL’AGENDA DEL FILANTROCAPITALISMO

The traps of technology: some proposals and reflections

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2020

This document is available also in Italian.

Today's technology hides many traps, many pitfalls. Some of them, and perhaps the main ones, are the almost total control operated by Google and Apple in the world of mobile applications, by Google in the publication of videos and in the visibility of content on the web, by Facebook and Twitter as regards what people can discuss. This is a simplification, there are other problems, but these are already very serious. Today there is no content published on the Internet that is not mediated by third parties, i.e. corporations, that act with their free will, often above any law. If the media through which our thoughts travel and the content with which they are expressed are chained and subjected to the whim of the potentates, then our thoughts are not free. If the technology we use is not free, then we are slaves.

Is there anything we can do? I would say yes, if we are willing to change our habits.

1. The mobile applications

Almost all mobile applications are in the hands of Google and Apple, everything goes through their stores, their contracts, their costs. If an app allows its developer to earn money, Google and Apple take 30%. If they don't like an app, they don't publish it. If you develop an app, you don't even own your own code, because you don't know whether Google or Apple changes your code when you publish your app. What's more, these corporations force you to honor contracts that are under U.S. jurisdiction even if you live anywhere else in the world. If Google and Apple abuse their power against you, almost certainly no judge in your country can help you if you live outside the United States. If the software is not patentable in your country and you have no restrictions on the algorithms you can use, Google and Apple will require you to comply with all the restrictions and patents that are in force in the United States.

A possible solution is not to rely on Google and Apple standards, but on web standards: instead of writing an app that will end up in stores, write a web-app based on html5 and javascript, so that it works in any modern browser of any device, and publish it on a server located in your country. In this way, the current jurisdiction will be that of your country and you will not have to prostitute yourself to Google or Apple. On the other hand, those who will use your web-app must be so smart, informed and aware that staying away from Google and Apple stores is a matter of freedom.

In some cases and depending on your goals, it may be useful to decentralize code execution as much as possible: you could allow anyone to download your code and run it on their own server, so that any government abuses to block you will encounter such decentralization. Technically, these apps are called "DApps" (Decentralized Application). An example is DTube, a decentralized platform for publishing videos, "resistant to censorship" and "ads free". It is similar to YouTube, but totally decentralized and therefore free from a central and authoritarian power. Moreover, unlike YouTube, it fully complies with web standards and does not apply strange algorithms to prevent you from downloading videos, on the contrary, downloading videos is very simple.

Logical consequences - 1

For all these reasons, even the use of popular code sharing services, such as Github, has serious limitations on freedom. Microsoft (owner of Github) has imposed limits on developers living in countries around the world that the United States does not like. An alternative solution is to download GitLab code, released under the MIT license, and install it on your own server: that's what I did. Even the use of popular file sharing services like Dropbox or Google Drive has the same problems of privacy and banning at any time: in this case, I downloaded the OwnCloud source code, released under GNU Affero General Public License v.3, and installed it on my own server.

Logical Consequences - 2

The fact that software sources are distributed under the GNU GPL or other free license does not actually offer any guarantee if you have to download the app from a store to use it. The app available in stores may have been altered from the sources. The only guarantee is that you can compile your own code and install your own app, but this is severely restricted by Apple and Google. If the app uses a server, you should also have the server code to install it on your own server. We also don't know what smartphone operating systems (iOS and Android) actually do, as we can't download sources, study them, modify them and use them with our modifications. From this point of view, a web-app is independent from any operating system and from any store: this does not solve all the problems I listed, but at least a part of them.

Objection 1: The presence of my app in Google and Apple stores is essential for my business.

Answer: Would you still be convinced of this if Google and Apple asked you for 90% commission instead of 30%?  Would you still be convinced if Google and Apple asked you to make major changes to your app that would be too expensive for you?  Would you still be convinced if Google and Apple removed your app from stores or, in a more subtle way, severely limited its visibility?
Whenever a despotic and undemocratic power has historically imposed itself, people have believed that collaborating with that power was the only option. If that were true, then Hitler would become the master of the world.
This is primarily a political and economic problem. Today the rules apply that if you're not on Google then you don't exist, if you're not in Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn and other popular social media, then you don't exist, if your app is not in Google and Apple stores then it doesn't exist, and so on. Yet the alternatives exist, I don't live inside Facebook and yet I exist, just to give an example.
Remember that Google, Apple, Microsoft, Amazon, Facebook, Twitter and other socials, in a nutshell all the big Internet corporations, at any time can ban you and destroy you.
It would be good and right to make people aware of web standards and why Tim Berners-Lee invented html.

Objection 2: Code secrecy is essential to my business.

No one is forcing you to publish your code and share it with others, do what you want. But know that there are apps that are popular and even recommended by the European Commission to its staff, such as Signal, which are released under the GNU GPL v.3. Signal's source code is available on Github. The organization behind that app, at the time of writing, has some "open roles", i.e. it is looking for developers and is willing to hire them with a decent salary and full time contracts. This is just one example that shows that code secrecy is not the only possible business in the app world.

Let me give you another example. In 2001, Microsoft compared free software, in the sense that Richard Matthew Stallman had been talking about, to cancer. More precisely, these were the words: "Linux is a cancer that attacks itself in an intellectual property sense to everything it touches". Microsoft's accusation was directed specifically at the GNU GPL license. In 2019, Microsoft invited Stallman to one of its campuses to get advice and explanations. In 2020, Microsoft used Ubuntu, which is a GNU/Linux distribution, to advertise its "Surface Book 3" in a spot starting with "Run Linux on Windows". Over time, even the most resistant to defending the secrecy of code are discovering that free software is a serious alternative to be evaluated.

Objection 3: it took me years to learn how to program for a specific platform (Android, iOS, Windows, MacOS, Linux or another), do I have to learn it all over again to make a web-app?

It would be important, from the beginning, to learn programming tools and methods that are as cross-platform as possible. In my personal opinion, the ideal would be to write code that works more or less everywhere. I get this result with Codename One, which is a cross-platform development framework to which I also contribute code, but this is my choice that has its pros and cons, you are free to look for other tools and make other choices.

Objection 4: web-apps are technically more limited than native apps

That's partly true, depending on what you want to do. The limits are imposed mainly by how browsers are implemented and therefore, once again, by the way Google and Apple have made their Chrome and Safari. I don't mention other browsers because, in smartphones, these are almost the only two browsers used. In desktop computers, the only "free" and independent browser, in the sense of not manipulated by a multinational company, is Firefox. In this regard, consider that Apple prohibits the development of any alternative browser to Safari on their iPhones: the fact that for iOS browsers other than Safari are available is a fake to deceive users, developers know well that Apple prohibits them from competing with Safari.
However, what can be done in a cross-platform and cross-browser way with a web-app is very broad. Once again, however, users need to be educated to understand what's wrong with stores.

2. Social media

As I have previously written, today there is no content published on the Internet that is not mediated by third parties, i.e. corporations, that act with their free will, often above any law. In my country, in Italy, Facebook and Youtube are widely used as political communication tools, our head of government and our city mayors communicate with the population through Facebook. Dissident journalists use Youtube and sometimes they are censored. My friends who published my messages on Facebook, copied from my blog, have been banned several times, in other words Facebook closed their profile. These are just small examples, in other countries the situation is worse than in Italy. To this should be added a thousand other problems related to the use of these social networks.

In my opinion, the only real solution is not to use these social networks. If two people or a few people need to exchange messages through technology, they can use email or other private and encrypted messaging tools that are not in the hands of some multinational company. If many people need to communicate through technology, they can pay for a cheap server and install a social platform based on free code, so that this social is under their control. If a politician, an association or a head of state wants to communicate with the rest of the world, they can use the web standards, creating their own website or blog, maybe installed on a server that they can control. All these solutions will not completely protect against abuses of power and human rights violations, but they can mitigate the problem.

But as long as people continue to use Whatsapp, Facebook, Instagram and Youtube as their main media, then they will continue to prostitute themselves to Mark Zuckerberg, Sergey Brin and Larry Page, and the occult powers that act through them. In the current situation, in my opinion, it would be better to make efforts to meet in person (where there are no cameras and microphones) and not use technology at all to communicate.

3. Search engines

As I have previously written, if a person, association or company does not appear in the first results provided by Google it is as if it did not exist. This gives an idea of Google's tyranny. What we common mortals can do is to mitigate the problem, thanks to decentralization and search through multiple sources. For my personal use and for other Italian-speaking people, I have made available this meta search engine, which runs on a server that is under my control and provides results extrapolated from multiple sources: https://ricercaalternativa.mydissent.net/
This search engine does not spy on users and does not do any of the malicious actions done by Google. I also disabled the logs, so I don't know what people are looking for or who uses my engine. The code is licensed under the "GNU Affero General Public License v3.0": you can download and use it on your own server.
This does not solve censorship problems, but it mitigates them. Also, the fact that data is extrapolated from multiple sources, and usually those taken from Wikipedia are in first place, reduces the effects of Google's abuse of power.
The fact that the code is downloadable and usable on your own server is a guarantee against centralized powers.
On the other hand, there are still many improvements to be made.

4. The operating systems

Windows, Android, iOS and MacOS spy on us all the time. At the moment, most GNU/Linux distributions are the only real alternative to have more control over the technology we use. The problem is that today the majority of computing is done through smartphones and cloud services: on smartphones we can't change the operating system and put GNU/Linux (except in very rare cases) and on cloud services we have no control. Rather than proposing solutions or alternatives, here I simply emphasize that the most urgent issue is to create an awareness of the problem. The IoT (Internet of Things) will be completely out of our control and will continuously violate our rights and freedoms. 5G is at the service of the Internet of Things. I have no solutions or proposals other than to spread the word and help build an awareness of the problem.

Francesco Galgani,
9 June 2020

Le trappole della tecnologia: alcune proposte e riflessioni

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2020

Questo documento è disponibile anche in inglese

La tecnologia odierna nasconde molte trappole, molte insidie. Alcune di queste, e forse le principali, sono il pressoché totale controllo operato da Google e da Apple nel mondo delle applicazioni mobili, da Google nella pubblicazione dei video e nella visibilità dei contenuti presenti nel web, da Facebook e Twitter per quanto riguarda ciò di cui le persone possono discutere. Questa è una semplificazione, ci sono altri problemi, ma già questi sono molto gravi. Oggi non c’è contenuto pubblicato su Internet che non sia mediato da soggetti terzi, ovvero da corporations, che agiscono con il loro libero arbitrio, spesso al di sopra di qualsiasi legge. Se i mezzi attraverso cui viaggiano i nostri pensieri e i contenuti con cui essi si esprimono sono incatenati e sottoposti al capriccio dei potenti, allora i nostri pensieri non sono liberi. Se la tecnologia che noi usiamo non è libera, allora noi siamo schiavi.

Possiamo fare qualcosa? Direi di sì, se siamo disposti a cambiare le nostre abitudini.

1. Le applicazioni mobili

Quasi tutte le applicazioni mobili sono nelle mani di Google e di Apple, tutto passa attraverso i loro store, i loro contratti, i loro balzelli. Se un’app permette al suo sviluppatore di guadagnare soldi, Google e Apple si prendono il 30%. Se un’app a loro non piace, non la pubblicano. Se tu sviluppi un’app, non sei padrone neanche del tuo codice, perché non sai se Google o Apple modificano il tuo codice quando pubblichi la tua app. Non solo: queste corporations ti obbligano a rispettare contratti che sono sotto la giurisdizione statunitense anche se tu abiti in qualunque altro posto del mondo. Se Google e Apple abusano del loro potere contro di te, quasi certamente nessun giudice del tuo paese potrà aiutarti, se abiti fuori dagli Stati Uniti. Se nel tuo paese il software non è brevettabile e se non hai vincoli sugli algoritmi che puoi usare, Google e Apple ti imporrano di rispettare tutti i vincoli e i brevetti che sono in vigore negli Stati Uniti.

Una possibile soluzione è quella di non affidarsi agli standard di Google e di Apple, ma agli standard del web: invece di scrivere un’app destinata a finire negli store, scrivi una web-app basata su html5 e javascript, in modo che funzioni in qualsiasi browser moderno di qualsiasi dispositivo, e pubblicala su un server che si trovi all’interno della tua nazione. In questo modo, la giurisdizione vigente sarà quella della tua nazione e non dovrai prostituirti a Google o ad Apple. Di contro, coloro che useranno la tua web-app dovranno essere così intelligenti, informati e consapevoli da capire che stare lontano dagli store di Google e di Apple è una questione di libertà.

In certi casi e in base ai tuoi obiettivi, può essere utile decentrare il più possibile l’esecuzione del codice: potresti permettere a chiunque di scaricare il tuo codice e di eseguirlo su un proprio server, in modo che gli eventuali abusi dei governi per bloccarti si scontrino con tale decentramento. Tecnicamente queste app si chiamano “DApp” (Decentralized Application). Un esempio è DTube, piattaforma decentrata per la pubblicazione di video, “resistant to censorship” e “ads free”. E’ simile a YouTube, ma totalmente decentralizzata e quindi libera da un potere centrale e autoritario. Inoltre, diversamente da YouTube, rispetta pienamente di standard del web e non applica strani algoritmi per impedirti di scaricare i video, anzi, il download dei video è molto semplice.

Conseguenze logiche – 1

Per tutte queste ragioni, anche l’uso di servizi popolari per la condivisione di codice, come Github, ha seri limiti in materia di libertà. Microsoft (proprietaria di Github) ha imposto limiti agli sviluppatori che abitano in paesi del mondo che agli Stati Uniti non piacciono. Una soluzione  alternativa è scaricarsi il codice di GitLab, rilasciato con MIT license, e installarselo su un proprio server: io ho fatto così. Anche l’uso di servizi popolari di file sharing come Dropbox o Google Drive ha gli stessi problemi di privacy e di possibilità di banning in qualsiasi momento: in questo caso, mi sono scaricato il codice sorgente di OwnCloud, rilasciato con licenza GNU Affero General Public License v.3, e l’ho installato su un mio server.

Conseguenze logiche – 2

Il fatto che i sorgenti di un software siano distribuiti con licenza GNU GPL o altra licenza libera, in realtà non offre alcuna garanzia se per usare l’app devi obbligatoriamente scaricarla da uno store. L’app disponibile negli store, infatti, potrebbe essere stata alterata rispetto ai sorgenti. L’unica garanzia è che tu possa compilarti autonomamente il codice e installarti l’app da te compilata, ma questo è fortemente ostacolato da Apple e da Google. Se l’app usa un server, dovresti avere anche il codice del server per poterlo installare su un server tuo. Inoltre noi non sappiamo cosa realmente fanno i sistemi operativi degli smartphone (iOS e Android), visto che non possiamo scaricarci i sorgenti, studiarli, modificarli e utilizzarli con le nostre modifiche. Da questo punto di vista, una web-app è indipendente da qualsiasi sistema operativo e da qualsiasi store: ciò non risolve tutti i problemi che ho elencato, ma almeno una parte di essi.

Obiezione 1: La presenza della mia app negli store di Google e di Apple è essenziale per il mio business.

Risposta: Saresti ancora convinto di ciò se Google e Apple ti chiedessero commissioni del 90% invece che del 30%?  Saresti ancora convinto di ciò se Google e Apple ti chiedessero di fare importanti modifiche alla tua app che per te sarebbero troppo costose?  Saresti ancora convinto di ciò se Google e Apple rimuovessero la tua app dagli store o, in maniera più subdola, ne limitassero fortemente la visibilità?
Ogni volta che storicamente un potere dispotico e antidemocratico si è imposto, le persone hanno creduto che collaborare col quel potere fosse l’unica opzione. Se ciò fosse stato vero, allora Hitler sarebbe diventato il padrone del mondo.
Questo è innanzitutto un problema politico ed economico. Oggi valgono le regole che se tu non sei su Google allora non esisti, se non sei dentro Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn e altri social popolari, allora non esisti, se la tua app non è negli store di Google e di Apple allora non esiste, e così via. Eppure le alternative esistono, io non vivo dentro Facebook eppure esisto, giusto per fare un esempio.
Ricorda che Google, Apple, Microsoft, Amazon, Facebook, Twitter e altri social, in poche parole tutte le grandi corporations di Internet, in qualunque momento possono bannarti e annientarti.
Sarebbe cosa buona e giusta sensibilizzare le persone agli standard del web e ai motivi per cui Tim Berners-Lee ha inventato l’Html.

Obiezione 2: la segretezza del codice è essenziale per il mio business

Nessuno ti obbliga a pubblicare il tuo codice e a condividerlo con gli altri, fai ciò che vuoi. Sappi però che esistono app popolari e persino raccomandate dalla Commissione Europea al suo staff, come Signal, che sono rilasciate con licenza GNU GPL v.3. Il codice sorgente di Signal è disponibile su Github. L’organizzazione che c’è dietro a tale app, nel momento in cui sto scrivendo, ha alcuni “open roles”, cioè sta cercando sviluppatori ed è disposta ad assumerli con uno stipendio decente e con contratti full time. Questo è solo un esempio che dimostra che la segretezza del codice non è l’unico business possibile nel mondo delle app.

Vorrei farti un altro esempio. Nel 2001, Microsoft paragonò il software libero, nel senso intenso da Richard Matthew Stallman, a un cancro. Più precisamente, queste furono le parole: «Linux is a cancer that attaches itself in an intellectual property sense to everything it touches». L’accusa di Microsoft era rivolta nello specifico alla licenza GNU GPL. Nel 2019, Microsoft ha invitato Stallman in un suo campus per farsi dare consigli e spiegazioni. Nel 2020, Microsoft usa Ubuntu, che è una distribuzione GNU/Linux, per pubblicizzare il suo “Surface Book 3”, all’interno di un spot che inizia con «Run Linux on Windows». Con il tempo anche i più ostinati nel difendere la segretezza del codice stanno scoprendo che il software libero è una seria alternativa da valutare.

Obiezione 3: ci ho messo anni per imparare a programmare per una specifica piattaforma (Android, iOS, Windows, MacOS, Linux o un’altra), devo reimparare tutto da capo per fare una web-app?

Sarebbe importante, sin dall’inizio, imparare strumenti e metodi di programmazione che siano il più possibile cross-platform. Secondo la mia personale opinione, l’ideale sarebbe scrivere un codice che funzioni più o meno ovunque. Io ottengo questo risultato con Codename One, che è un framework per lo sviluppo multipiattaforma al cui codice contribuisco anche io, ma questa è la mia scelta che hai i suoi “pro” e i suoi “contro”, tu sei libero di cercare altri strumenti e di fare altre scelte.

Obiezione 4: le web-app sono tecnicamente più limitate rispetto alle app native

Ciò è in parte vero, dipende da cosa vuoi fare. I limiti sono imposti soprattutto da come sono implementati i browser e quindi, ancora una volta, dal modo in cui Google e Apple hanno realizzato i loro Chrome e Safari. Non cito altri browser perché, negli smartphone, questi sono quasi gli unici due browser utilizzati. Nei computer desktop, l’unico browser “libero” e indipendente, nel senso di non manipolato da una multinazionale, è Firefox. A questo proposito, considera che Apple vieta lo sviluppo di qualsiasi browser alternativo a Safari sui propri iPhone: il fatto che per iOS siano disponibili browser diversi da Safari è una messa in scena per ingannare gli utenti, gli sviluppatori sanno bene che Apple vieta loro di fare concorrenza a Safari.
Ad ogni modo, ciò che si può fare in maniera cross-platform e cross-browser con una web-app è molto ampio. Ancora una volta, però, gli utenti vanno educati a capire cosa c’è di sbagliato negli store.

2. I social

Come ho precedentemente scritto, oggi non c’è contenuto pubblicato su Internet che non sia mediato da soggetti terzi, ovvero da corporations, che agiscono con il loro libero arbitrio, spesso al di sopra di qualsiasi legge. Nel mio paese, in Italia, Facebook e Youtube sono molto usati come strumenti di comunicazione politica, il nostro capo del governo e i nostri sindaci comunicano con la popolazione tramite Facebook. I giornalisti dissidenti usano Youtube e a volte vengono censurati. Amici miei che hanno pubblicato miei messaggi su Facebook, copiati dal mio blog, sono stati più volte bannati, cioè Facebook ha chiuso il loro profilo. Questi sono solo piccoli esempi, in altre nazioni la situazione è peggiore di quella italiana. A ciò andrebbero aggiunti mille altri problemi legati agli uso di questi social.

Secondo me, l’unica vera soluzione è non usare questi social. Se due persone o comunque poche persone hanno bisogno di scambiarsi messaggi per mezzo della tecnologia, possono usare le email o altri strumenti di messaggistica privata e crittografata, che non siano in mano a qualche multinazionale. Se tante persone hanno bisogno di comunicare tramite la tecnologia, possono pagarsi un server economico e installarci una piattaforma social basata su codice libero, in modo che tale social sia sotto il loro controllo. Se un politico, un’associazione o un capo di stato vuol comunicare con il resto del mondo, può usare gli standard del web, creandosi un proprio sito oppure un proprio blog, magari installato su un server che può controllare. Tutte queste soluzioni non proteggeranno completamente dagli abusi di potere e dalle violazioni dei diritti umani, ma potranno mitigare il problema.

Finché però le persone continueranno a usare Whatsapp, Facebook, Instagram e Youtube come mezzi principali di comunicazione, allora continueranno a prostituirsi a Mark Zuckerberg, a Sergey Brin e a Larry Page, e ai poteri occulti che tramite loro agiscono. Nella situazione attuale, secondo me, sarebbe meglio fare sforzi per incontrarsi di persona (dove non ci sono telecamere e microfoni) e non usare affatto la tecnologia per comunicare.

3. I motori di ricerca

Come ho precedentemente scritto, se una persona, un’associazione o un’azienda non compare nei primi risultati forniti da Google è come se non esistesse. Questo dà l’idea della tirannia di Google. Quello che noi comuni mortali possiamo fare è mitigare il problema, grazie alla decentralizzazione e alla ricerca tramite più fonti. Per mio uso personale e per le altre persone di lingua italiana, ho reso disponibile questo meta-motore di ricerca, che gira su un server che è sotto il mio controllo e che fornisce risultati estrapolati da molteplici fonti: https://ricercaalternativa.mydissent.net/
Questo motore di ricerca non spia gli utenti e non fa alcuna delle azioni malevole fatte da Google. Ho anche disabilitato i logs, in modo che io non sappia cosa le persone cercano né chi usa il mio motore. Il codice è con licenza “GNU Affero General Public License v3.0”: tu puoi scaricartelo e usarlo su un tuo server.
Ciò non risolve i problemi della censura, ma li mitiga. Inoltre il fatto che i dati siano estrapolati da più fonti, e solitamente quelli presi da Wikipedia sono al primo posto, riduce gli effetti degli abusi di potere da parte di Google.
Il fatto che il codice sia scaricabile e utilizzabile su un proprio server è una garanzia contro i poteri centralizzati.
Di contro, ci sono ancora molti miglioramenti da fare.

4. I sistemi operativi

Windows, Android, iOS e MacOS ci spiano continuamente. Al momento, la maggioranza delle distribuzioni GNU/Linux sono l’unica vera alternativa per avere maggior controllo della tecnologia che utilizziamo. Il problema è che oggi la maggioranza del computing è fatta tramite smartphone e servizi cloud: sugli smartphone non possiamo cambiare il sistema operativo e metterci GNU/Linux (se non in rarissimi casi) e sui servizi cloud non abbiamo alcun controllo. Piuttosto che proporre soluzioni o alternative, qui mi limito a sottolineare che la questione più urgente è creare una consapevolezza del problema. L’IoT (Internet of Things) sarà completamente al di fuori del nostro controllo e violerà continuamente i nostri diritti e le nostre libertà. Il 5G è al servizio dell’Internet of Things. Non ho soluzioni né proposte, se non quella di spargere la voce e di aiutare a costruire una consapevolezza del problema.

Francesco Galgani,
9 giugno 2020

Callbacks disponibili in Codename One

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2020

In riferimento al corso introduttivo sulla programmazione multipiattaforma con Codename One da me precedente pubblicato, per promemoria personale e per utilità altrui stilo qui una lista dei callback generici disponibili, utilizzabili con espressioni lambda.

SuccessCallback<T>
FailureCallback<T>
OnComplete<T>
AsyncResult<V> (implements both SuccessCallback and FailureCallback)
LazyValue<T> (accepts multiple Object arguments and returns T)
Runnable
RunnableWithResult<T>
RunnableWithResultSync<T>

Riflessioni per una riforma religiosa

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2020

Nel rispetto del principio di non dualità come egregiamente esposto da Giulio Ripa nel suo articolo “Oltre il dualismo”, di cui consiglio caldamente una lettura, ci tengo a precisare che quanto sto per scrivere non ha alcuna pretesa di esprimere un punto di vista “più vero” delle verità altrui. Chi pratica una fede, e se questa a lui o a lei dà giovamento e ne migliora le relazioni umane e soprattutto il comportamento, fa bene a praticarla. Quindi quanto segue non è da intendersi come un puntare il dito contro qualcuno, ma solo come una serie di miei personali, opinabili e migliorabili riflessioni, che lascio qui per chi vorrà leggerle. Grazie.

1. Significato della parola “Dio”

La parola “Dio”, nelle molteplici accezioni, spesso contrastanti, che ha assunto in varie religioni e che è stata usata per giustificare anche le peggiori perversioni umane, è purtroppo ormai squalificata di significato. Se proprio vogliamo usarla, è necessario metterci d’accordo sul significato e ridarle piena dignità, altrimenti non possiamo capirci. Da qui e nel proseguo di queste mie riflessioni, “Dio” è da intendersi nel suo significato platonico di “Bene e Giustizia”. Quindi un uomo o una donna che agisce onestamente e coerentemente per il bene e per la giustizia propri e altrui è veramente a immagine di Dio, a prescindere dalla religione, dal credo, dall’eventuale ateismo, dall’orientamento politico o da qualsiasi altra connotazione. Alcune religioni non usano la parola “Dio”, ma altre espressioni che hanno in comune i concetti di “Bene e Giustizia”. Ad es., espressioni come “Coscienza Cristica”, “Buddità”, “Saggezza Universale”, “Ubuntu”, ecc., essendo tutte incentrate sul senso di unità, di comunità, di bene e di giustizia, in questo contesto sono da intendersi come sinonimo di Dio.

2. Distacco dal proprio “Ego” e dai giudizi sociali

Ognuno di noi ha un’Anima e ha un Ego, che, nel significato qui inteso, sono due configurazioni completamente diverse della mente umana. L’Ego è una configurazione focalizzata sul particolare, l’Anima coglie l’universale. L’Ego è separativo, è tenuto in piedi dal giudizio, in particolare dal giudizio sociale interiorizzato, sintetizzabile in: “questo è bene e questo è male”, “questo è giusto e questo è sbagliato”, “questo è vero e questo è falso”.

Il giudizio sociale è diverso dal giudizio animico: il giudizio sociale è il giudizio egoico, mentre il giudizio animico è distinzione, discernimento. Il giudizio animico è un sinonimo di pensiero che sa “soppesare”, ovvero discernere, permettoci di uscire dalla confusione, di collocare le cose al posto giusto. Il giudizio sociale o egoico è quello che impariamo a introiettare dai nostri genitori, dai gruppi di appartenenza, dalla scuola, dalla televisione, dai luoghi di lavoro, dagli ambienti social, e purtroppo anche dagli aspetti egoici (cioè dogmatici) della religione, per chi ne ha una. Produce su di noi una pressione al conformismo.

Il giudizio sociale ci allontana dalla nostra Anima, perché per stare nella nostra Anima, o nella nostra essenza, abbiamo bisogno di non dipendere più dal giudizio sociale, così da ascoltare davvero quella che è l’esigenza dell’Anima.

Platone definiva il giudizio e condizionamento sociale come “la grande bestia”.

Detto ciò, ogni religione che spinga al conformismo verso certi dogmi o regole, a cui ubbidire in maniera acritica e persino minacciando “punizioni per i propri peccati”, è una “grande bestia”. Anzi, è una blasfemia.

3. Nessuna religione può dirci “cosa è vero” e “cosa è falso” in senso assoluto

Non c’è nulla che è falso: falso è il modo con cui noi osserviamo le cose, se le estrapoliamo dall’interdipendenza con tutto ciò che esiste. Niente è ciò che è perché “è come è”, piuttosto la realtà percepita e indagabile dipende da chi la osserva. Non esiste alcuna verità “che sta in piedi da sola” o che non dipenda nella sua essenza da chi la osserva. Tutto è interdipendente e mutevole.

Allo stesso modo, non esiste il “male” in sé. Il pensiero del male è un non-pensiero, perché il vero pensiero è quello che viene dall’Anima, ma l’Anima non vede il male come assoluto, lo vede sempre come relativo, in quel contesto, in quel momento lì, una piccola cosa rispetto all’oceano dell’essere. Già il solo fatto di separare il bene dal male, i buoni dai cattivi, è un male, o meglio, è un pensiero dell’Ego.

4. Diventare Dio è diventare ciò che veramente siamo.

Il nostro vero essere (“Anima”) è occultato dal sociale (giudizio sociale) – la “grande bestia” platonica – e dal senso di colpa (conseguente al giudizio). Ogni pensiero separativo (avidità, appropriatività, volontà di potenza e di dominanza, in un solo termine “Ego”) è il nemico, l’«antico avversario» che deve essere sconfitto.

Lo scopo dell’Anima è l’unità con il tutto e con tutte le altre Anime. L’insieme delle Anime, in questa accezione, è sinonimo di Dio, di cui ciascuno di noi è una “scintilla divina”. Far brillare questa “scintilla divina” e farci a immagine di Dio (cioè Bene e Giustizia), cioè divinizzarci, cioè renderci in tutto e per tutto uguali a Cristo, a Gandhi, a Budda, a tutte le altri grandi Anime che l’umanità ha avuto e continua ad avere, è lo scopo dell’Anima.

5. Unione di tutte le forme di vita

Non c’è un “Io” separato dagli altri “Io”, non c’è una “persona” separata da tutto: queste sono menzogne, create dal giudizio sociale, dal conformismo, dall’Ego. Similmente, Dio non è una persona, non è “altro da sé”, ma tutte le creature sono un solo essere, tutte le cose sono una sola in Dio. Questo l’Anima lo sa e lo percepisce chiaramente. Questo lo sanno tutti i grandi mistici di tutte le religioni. Da ciò ne segue che la “Fede” è qualcosa che prescinde dalla religione, è piuttosto “ciò che l’Anima sa”.

6. Fede e credenze/superstizioni

Nel senso sopra inteso, la “Fede” non è una credenza e ogni credenza è una superstizione. La Fede è conoscenza dell’Anima nell’Anima. La (vera) Fede distrugge tutte le credenze, di cui vede la radice menzognera, a servizio dell’egoità. La (vera) Fede discerne gli aspetti egoici (cioè dogmatici e separativi) delle varie religioni e non si lascia confondere dai falsi “miti” di un Dio vendicativo, punitivo o giustiziere, riconoscendone piuttosto una tale rappresentazione come una proiezione dell’Ego umano, ovvero riconoscendola come un falso Dio fatto a immagine e somiglianza dei lati peggiori dell’essere umano.

In questo senso, dal punto di vista dell’Anima e della Fede, la Bibbia, presa nel suo complesso e fatta eccezione per alcune parti, è la madre della superstizione, dell’alienazione religiosa e dell’idolatria. Il Dio biblico (dell’Antico Testamento) è un ente per i peccatori, a servizio dell’appropriatività, dell’Ego, è a immagine e somiglianza di un essere psicopatico nel senso clinico del termine. Il dualismo si regge sul mito della creazione, le cui conseguenze sono devastanti.

Il Vangelo non ha niente a che vedere con la mitologia biblica, fatta di narrazioni nate per creare una comunità, una comunità che crede nell’alterità di Dio, di un Dio bellico, egoico; il Vangelo inoltre non ha nulla a che vedere con la teologia paolina della redenzione, o comunque con le teologie, frutto dell’immaginazione.

L’Anima sa discernere “come” leggere i testi prodotti dalle tradizioni sapienziali e a “cosa” dare credito. Anzi, l’Anima che è unita in Dio, cioè con le altre Anime, sa che le teologie sono solo “chiacchiere” su Dio. Su Dio non si può dir nulla, le teologie sono menzogne.

7. Vita vera

La vita vera è la beatitudine stessa; la vita apparente è non-beata.
Qui ed ora è la vita eterna.
Qui è Dio, in questo mondo, nella nostra carne e nel nostro sangue, quando ci lasciamo governare dall’Anima e non dall’Ego.

8. Unione delle religioni

In quanto dipendenti dall’accidentale dimensione sociale e psicologica (e anche patologica) dell’uomo, le religioni sono terreno di separatezza, spesso di opposizione e scontro, come ancora oggi drammaticamente constatiamo. Quando, invece, sono legate a quella dimensione essenziale, universale e spirituale dell’essere umano che si esprime nella mistica, esse sono luogo di incontro e unione tra le diverse culture. Perciò i mistici delle varie religioni si assomigliano, tutti hanno in comune l’unità dell’Anima, nell’Anima e tra le Anime: ciò è l’unica base che io ritengo possibile per un dialogo interreligioso autentico e per il rispetto delle varie religioni e tra le religioni.

9. Significato di “mistica”

Un mistico o una mistica è una persona che sa davvero pensare, cioè discernere, soppesare. La mistica è il massimo livello del pensiero. Noi siamo abituati a credere che il massimo livello del pensiero sia quello scientifico: non è così. Se pensare significa “soppesare” per mettere le cose al posto giusto, allora la mistica è il vero pensiero. C’è davvero pensiero, e non banale ideologia, solo quando l’intelligenza è mossa da quell’Amore per l’Assoluto che è l’Anima stessa: non l’Ego della religione, ma la sua Anima, la sua essenza. Solo una ricerca di Dio (che, ripeto, non è persona, ma “Bene e Giustizia”, “Unione tra le Anime”, “Unione con il Tutto”) fatta con l’onestà della ragione può proporsi davvero come religione, e non come una mera superstizione.

10. Religione, Economia e Politica

Concludo queste mie riflessioni sottolineando che non può esserci religione se non ci sono Amore, Rispetto e Gratitudine per la Vita in tutte le sue manifestazioni. Penso che la società stia andando in una direzione autodistruttiva e apocalittica perché famiglia, scuola, mass media, lavoro, politica, economia, scienze, religioni e, in generale, tutta la società, sono molto concentrati e attivamente impegnati a favorire gli aspetti egoici (e quindi separativi e distruttivi) dell'essere umano, piuttosto che la sua Anima. L'attuale sistema di pensiero e di politica neoliberista è la massima espressione del peggio dell'essere umano. Non può esserci religione senza consapevolezza di ciò e senza una chiara presa di posizione a tutela della vita e quindi contro le logiche neoliberiste imperanti, basate sul dominio di pochi psicopatici (tanto simili al Dio biblico dell'Antico Testamento) sul resto dell'umanità. Tutelare la vita significa anche tutelare l'ambiente e tutte le sue creature, da ciò una vita frugale e vegana ne sono una naturale conseguenza. L'attuale schifo-crazia, cioè il potere dei peggiori eletti dal popolo e/o imposti al popolo, mi ricorda che il popolo preferì salvare la vita a Barabba piuttosto che a Gesù: è arrivata l'ora di una seria riforma interiore?

(Francesco Galgani, l’Ascoltatore dell’Assemblea, 16 maggio 2020)

L'obbligo del vaccino antinfluenzale è un crimine?

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020

Vaccino antinfluenzalePochi giorni fa, è circolata la notizia che, nella Regione Lazio, si sta valutando l'obbligo di vaccinazione antinfluenzale per gli over 65 (fonte).

A quale scopo?

Vorrei far notare che l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato una revisione in cui ha dimostrato che gli ultra 65enni, vaccinati contro l'influenza, hanno un 50% in più di complicazioni per l'influenza e un 12% in più di mortalità, rispetto a quelli che non si vaccinano (fonte).

Tra l'altro, è da sottolineare che nella fascia di popolazione in cui la vaccinazione è maggiormente raccomandata, cioè tra gli ultra 65enni, le sindromi influenzali (compresa l’influenza) colpiscono con frequenza molto bassa, molto inferiore rispetto alle altre fasce di età (fonte). Inoltre, il vaccino conferisce scarsa o nulla protezione sia per la malattia, sia per le complicazioni (idem).

Chi ha fatto almeno 5 vaccini anti-influenzali tra il 1970 e il 1980 è 10 volte più esposto al morbo di Alzheimer di colui che ne ha subiti solo uno o due (fonte).

Quindi, se (e ripeto "se") le informazioni a mia disposizione sono corrette, che conclusioni dovrei trarne? Io ho solo domande, ma non risposte.

Lascio a ognuno le sue riflessioni e i suoi approfondimenti,
Francesco Galgani,
17 aprile 2020

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