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La morte del prossimo grazie a Internet (intervista a Luigi Zoja)

Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2019

Solitudine, Internet, Social Network, SmartphoneLa televisione, i computer e i social network ci stanno uccidendo.

«I social network sono passati dall'essere concepiti come una sorta di facilitatori relazionali – in particolare per quelle persone che hanno più difficoltà a entrare in contatto con gli altri nella vita reale – al rappresentare uno dei principali ostacoli alla relazione» (come ha scritto Antonio Salvati, nell'articolo "Social e solitudine: una correlazione?").

Notizie recenti eclatanti riguardano il suicidio di una ragazza motivato dal fatto di non aver ricevuto nessun like ad una sua foto (fonte: "Posta foto senza ricevere like, ragazza si uccide"), sia il suicidio di un'altra ragazza motivato dal fatto che ad un suo sondaggio su Instagram, in cui lei chiedeva se si dovesse togliere la vita o no, la maggioranza dei votanti ha risposto sì (fonte: "«Devo morire?». Sedicenne lancia sondaggio su Instagram, vince il sì e lei si uccide").

Qualcuno ricorda il video "La società dei like" di Mauro Scardovelli? L'ho riportato nell'articolo "Facebook è patologia degli affetti, patologia delle emozioni, patologia delle relazioni... e quindi patologia del pensiero".

Dal mio punto di vista, televisione e social network sono sia la grande rappresentazione di una malattia mentale grave e generalizzata, sia causa essi stessi di malattia personale e sociale in coloro che da questi mezzi si lasciano risucchiare. Da entrambi questi medium ne deriva sia una deformazione patologica e deviante della percezione della realtà, sia una sorta di drogaggio collettivo comunemente accettato come “normale”. Se oggi una persona si coltiva nel giardino di casa una pianta di marijuana viene additata e messa alla gogna pubblica, se invece passa ore davanti alla televisione o attaccata ai social del telefonino (l’effetto drogante è simile, anzi peggio) nessuno dice niente. Non sto parlando in senso eufemistico, ma tremendamente concreto: a dimostrazione delle gravi implicazioni sia psicologiche che neurologiche, uno studio ha dimostrato che la “dipendenza da Internet” (che oggi è la “normalità”, proviamo a vedere quante persone sono disposte a star fuori da Whatsapp, Facebook, Instagram, Twitter e app analoghe) provoca modificazioni cerebrali simili a quelle che si ottengono in caso di alcolismo o dipendenza da droghe quali eroina, cocaina, marijuana, metanfetamina e ketamina (fonti: "Internet addiction changes brain similar to cocaine: Study" e "Abnormal White Matter Integrity in Adolescents with Internet Addiction Disorder: A Tract-Based Spatial Statistics Study").

La violenza in contesti virtuali (nient’altro che parole e/o immagini sullo schermo) può avere effetti tragici, fino a spingere al suicidio reale, come nel caso del cyberbullismo, che spaventa i ragazzi più della droga e delle molestie perché è percepito al pari di aggressioni reali (secondo l'Ordine degli Psicologi del Piemonte, fonte: "Il cyber-bullismo spaventa i ragazzi, allarme degli psicologi: in Rete troppe aggressioni").

Su questi temi, rimando alla mia tesi di laurea “Solitudine e Contesti Virtuali”, che tratta estesamente queste problematiche, con tutti gli opportuni riferimenti scientifici.

Qualcuno ricorda cosa disse Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente Facebook, in una famosa intervista pubblica in cui invitò calorosamente tutti a non usare più Facebook, definendolo una merda? «[...] Letteralmente siamo arrivati ad un punto, oggi, dove credo che abbiamo creato strumenti che stanno disintegrando il tessuto sociale su cui è basata la Società. E io vorrei incoraggiare voi tutti, quali futuri leader del mondo, a prendere veramente coscienza di quanto questo sia importante. Se tu nutri la bestia, quella bestia ti distruggerà! Se invece la respingi, abbiamo la possibilità di controllarla e rimetterla al suo posto. [...]» (trascrizione integrale dell'intervista nell'articolo "Posso controllare le mie decisioni (cioè non usare quella merda di Facebook) - Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente di Facebook").

Anche Linus Torvalds, uomo assai noto perlomeno tra coloro che amano Linux, è stato molto diretto, ne ho riportato un'intervista nell'articolo: "Linus Torvalds: i social media sono il regno della mediocrità, spazzatura che non aiuta".

Si è molto più soli nell'era social. Ma la felicità è nella relazione. Anzi, la vita è nella relazione. A proposito: «Complessivamente la condizione prevalente è la solitudine: una realtà sociale rivelatrice dell’assenza di comunità, come avviene per gli anziani, una porzione così importante della nostra società. L’allungamento della vita realizza un sogno antico dell’umanità: frutto del miglioramento delle condizioni di vita. Il dramma è però la solitudine degli anziani, perché non solo – con gli anni - si rarefà il tessuto sociale e familiare, ma perché, per continuare a vivere nel proprio ambiente o casa propria, si ha necessità vitale di prossimo. E’ difficile, impossibile, vivere soli da vecchi: dice il proverbio “anche la regina ha bisogno della vicina”. Insisto sulla condizione di vita degli anziani perché, per me, si tratta un elemento rivelatore della qualità di una società o di una civiltà. Mostra un processo contraddittorio: la conquista della longevità è un sogno realizzato, ma anche una fragilità.» (Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, citato in: "Social e solitudine: una correlazione?")

Qui di seguito lascio la parola a Luigi Zoja, psicoanalista jungiano (biografia) e autore del libro “La morte del prossimo”, che inizia così: «Ama Dio e ama il prossimo, diceva il comandamento. Ma già per Nietzsche Dio era morto. E il prossimo? Nel mondo pre-tecnologico la vicinanza era fondamentale. Ora domina la lontananza, il rapporto mediato e mediatico. Il comandamento si svuota. Perché non abbiamo più nessuno da amare».

Buon ascolto dell'intervista,
buone riflessioni,
Francesco Galgani,
13 settembre 2019  

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Carta Revolut - 15 € per te (dal 12 set 2019 al 1 ott 2019)

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2019

15 € RevolutCare amiche e cari amici lettori,

In breve
Non è uno scherzo, non è una fregatura, questa è una operazione di marketing a costo zero in cui tutti abbiamo da guadagnare qualcosa: tu che stai leggendo puoi prenderti 15 euro gratuitamente, senza vincoli, senza spese nascoste, senza commissioni, facendo quanto sotto illustrato; al contempo, anche io otterrò 15 euro.

Chi è che paga?
I 30 euro complessivi (15 euro a te e 15 euro a me) sono a carico della Banca Revolut, che ti darà i 15 euro a condizione che tu non abbia già un account Revolut e che tu risieda in Italia (se abiti fuori dall'Italia, la cifra regalatati può variare).

Cosa dovrei fare?
Con il tuo smartphone (Android o iPhone) apri il link https://revolut.com/referral/franceyz8!G10D21
dopo di ché ti comparirà il messaggio: «FRANCESCO ti ha dato un €15 dono».
Poi prosegui l'iscrizione facendo quanto richiesto: dovrai fornire tutti i tuoi dati (numero di cellulare, email e un documento di identità da fotografare) per registrarti gratuitamente all'app di Revolut. Di fatto stai aprendo un conto bancario gratuito (senza canone, senza bolli o altre spese nascoste).
Per ottenere i 15 euro, dovrai fare una ricarica su tale conto (minimo 10 euro, senza commissioni), ordinare una carta fisica Revolut gratuita (non pagherai nulla, nemmeno le spese di spedizione), e infine fare il tuo primo acquisto con tale carta.

Nota bene: non ci sono commissioni né per ricaricare né per inviare soldi, quindi una volta ricaricata la carta puoi anche fare un bonifico a te stesso per riprenderti i tuoi soldi (tutti i bonifici, anche su un conto estero, sono senza commissioni), oppure puoi prelevarli ad un qualsiasi bancomat (tutte le operazioni bancomat, presso qualsiasi banca del mondo, sono senza commissioni, fino ad un massimo di 200 euro al mese per chi ha il conto gratuito).

Puoi ricaricare la carta anche usando la tua carta di credito.

Ho già un conto in banca o alla posta, che ci guadagno ad usare Revolut, a parte i 15 euro?

  • Costo zero per tutte le operazioni (bonifici italiani ed esteri, ricariche, pagamenti, uso bancomat), fino ai massimali indicati nella pagina delle tariffe.
  • Bonifici molto veloci (in base alla mia esperienza, spesso arrivano in poche ore).
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  • Assistenza online tutto l'anno a qualsiasi orario, tramite la chat integrata nell'app (solo in inglese).
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E' una carta di credito?
No, è una carta ricaricabile con conto corrente e app associati.

Posso usare il computer o devo per forza usare l'app?
L'home banking di Revolut è esclusivamente tramite app.

E se ci sono problemi, tipo addebiti non corretti o pagamenti rifiutati?
Per quella che è la mia esperienza, il servizio è serio e l'assistenza tecnica tempestiva nel risolvere i problemi.

Ok, ma comunque non mi interessa
Io pago per tenere in funzione il mio blog e gli altri miei siti, non ho mai inserito banner pubblicitari e ho pubblicato articoli su svariati temi che molti di voi hanno apprezzato. Questo può essere un modo con cui puoi darmi un contributo una-tantum per coprire le spese del blog, a te non costa nulla, a parte un po' di tempo.

Disclaimer
Per ogni altra info, rimando al sito di Revolut. Le informazioni che qui ho riportato non dovrebbero contenere errori e sono riferite al momento in cui scrivo, ad ogni modo l'unico riferimento ufficiale sono le informazioni indicate sul sito di Revolut e dentro l'app stessa.

Grazie,
Francesco Galgani,
12 settembre 2019

I vegani devono preoccuparsi per la colina (vitamina J)? Proprio no.

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019

Fonte: newsletter della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (SSNV) del 4 settembre 2019

Un articolo pubblicato il 30 agosto sul British Medical Journal a firma Emma Derbyshire [1] sostiene che la colina vada assunta dai cibi di origine animale. Prima di spiegare perché questo non è assolutamente vero, due precisazioni sull'articolo:

  1. non si tratta di uno studio, ma solo di una lettera inviata al BMJ da una ricercatrice;
  2. l'autrice è legata all'industria della carne del Regno Unito (come specificato in calce all'articolo stesso): fa parte del Meat Advisory Panel, un comitato consultivo finanziato dall'industria della carne.

Detto questo, nessuna preoccupazione per i vegani: non solo una dieta 100% vegetale contiene colina a sufficienza, ma sono proprio i vegetali la fonte di colina più salutare. La colina è un nutriente essenziale (il che significa che va assunto attraverso l’alimentazione) coinvolto nel mantenimento della memoria, nel tono dell’umore, nella funzionalità muscolare e molto altro.

Una certa quota di colina siamo in grado di sintetizzarla nel fegato, mentre il resto andrà assunto dal cibo. Affidarsi però a uova, pesce, carne e altri prodotti animali per colmare il proprio fabbisogno di colina non è di certo la scelta più salutare.

Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, la colina assunta da alimenti di origine animale viene convertita in TMAO, un potente fattore di rischio per infarti e ictus. Quando la colina viene assunta attraverso i vegetali (dalle persone vegetariane o vegane), la conversione in TMAO non avviene. [2]

Un altro studio pubblicato sulla rivista Circulation ha collegato la colina a un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiache. Coloro che seguivano una dieta vegana o latto-ovo-vegetariana, però, erano protetti dagli effetti dannosi della colina. [3]

Ben lungi dal dover assumere colina attraverso prodotti di origine animale, è sempre preferibile ricavarla da frutta, verdura, cereali, frutta secca e legumi, che ne sono ricchissimi. Ad esempio, la soia contiene più colina di manzo e pollo; le patate e la maggior parte dei legumi ne hanno più dei prodotti lattiero-caseari e del tonno. [4]

E le ragioni per scegliere cibi vegetali non si fermano certo al loro contenuto di colina: oltre la metà delle calorie nei derivati animali proviene da grassi, per la maggior parte grassi saturi, il che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, nonché di demenze.

I vegetali, invece, proteggono la salute di cuore e cervello. Uno studio ha scoperto che gli anziani che consumavano più di 2,8 porzioni di verdura al giorno avevano tassi di declino mentale significativamente inferiori rispetto a quelli che ne mangiavano di meno. [5] Il consumo di verdure a foglia verde, in particolare, era maggiormente associato a un ridotto tasso di declino mentale.

Recenti studi hanno inoltre dimostrato che, in un gruppo di bambini presi in esame, quelli che seguivano diete sane ricche in fibra avevano un QI più elevato rispetto a quelli che seguivano una dieta meno sana e più ricca di grassi (sono anche stati riportati minori tassi di ansia e depressione). [6,7]

L'industria della carne non sa davvero più cosa inventare per far consumare i prodotti della zootecnia. Ma va sempre ricordato che sono invece sempre i vegetali la fonte più sana di qualsiasi nutriente.

Riferimenti

1. Derbyshire E. Could we be overlooking a potential choline crisis in the United Kingdom? BMJ Nutrition, Prevention & Health 2019;bmjnph-2019-000037. doi: 10.1136/bmjnph-2019-000037

2. Tang WH, Wang Z, Levison BS, Koeth RA, Britt EB, Fu X, Wu Y, Hazen SL. Intestinal microbial metabolism of phosphatidylcholine and cardiovascular risk. N Engl J Med. 2013 Apr 25;368(17):1575-84.

3. Zhu W, Wang Z, Tang WHW, Hazen SL. Gut Microbe-Generated Trimethylamine N-Oxide From Dietary Choline Is Prothrombotic in Subjects. Circulation. 2017 Apr 25;135(17):1671-1673.

4. https://ods.od.nih.gov/factsheets/Choline-HealthProfessional/

5. Morris MC, Evans DA, Tangney CC, Bienias JL, Wilson RS. Associations of vegetable and fruit consumption with age-related cognitive change. Neurology. 2006;67:1370-1376.

6. Northstone K, Joinson C, Emmett P, Ness A, Paus T. Are dietary patterns in childhood associated with IQ at 8 years of age? A population-based cohort study. J Epidemiol Community Health. 2012 Jul;66(7):624-8.

7. Weng TT, Hao JH, Qian QW, Cao H, Fu JL, Sun Y, Huang L, Tao FB. Is there any relationship between dietary patterns and depression and anxiety in Chinese adolescents? Public Health Nutr. 2012 Apr;15(4):673-82.

Riflessioni alternative sul terrorismo: non ci sono nemici

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019

Come ho scritto in alto, in ogni pagina del mio blog: «Per fortuna, quello che non so, non lo so. Quello che invece so, non corrisponde alla realtà».

Premesso ciò, vorrei aggiungere qualche riflessione "alternativa" sul tema del terrorismo, in particolare di quello attribuito al mondo islamico e dal quale gli stessi musulmani si dissociano, riprendendo un tema che già avevo affrontato in articoli come:

Il motivo per il quale ritorno su questo tema è una notizia recente, pubblicata su "Il Fatto Quotidiano" del 18 agosto 2019 e intitolata "11 settembre, le torri del WTC erano minate? Una commissione di vigili del fuoco lo sostiene e per me è giusto ascoltarli", che qui riporto (l'autore dell'articolo è Giulietto Chiesa, nome ben noto a chi segue un certo tipo di giornalismo):

Il 24 luglio scorso, 18 anni dopo la tragedia dell’11 settembre a New York, nel silenzio totale dei grandi media americani (e italiani), cinque uomini non “qualunque” si sono riuniti nel Distretto di Piazza Franklin e Munson, a un passo dai Queens di New York, per approvare, all’unanimità, una risoluzione.

Il cui testo proclama l’”incontrovertibile evidenza” del dato che “esplosivi preventivamente collocati” all’interno delle “tre torri” del World Trade Center, “ne hanno provocato la distruzione”.

Chiunque abbia seguito un poco le polemiche che da 18 anni ruotano attorno alla spiegazione dell’11 Settembre 2001, si renderanno conto immediatamente che una tale dichiarazione cancella in un colpo solo l’intero impianto della inchiesta ufficiale, contenuta nel famigerato “9/11 Commission Report”.

Dunque è importante sapere chi sono questi cinque uomini. Sono i membri della Commissione dei vigili del fuoco del Distretto di Piazza Franklin e Munson: un distaccamento di “volontari” (come lo sono i pompieri americani) che subì gravi perdite mentre portava aiuto nei primi momenti del dramma. I pompieri della Contea di Nassau che morirono nelle torri furono 24, ai quali si aggiunsero quattro residenti nel quartiere. La Commissione dei cinque (composta da uomini che 18 anni fa parteciparono a quelle operazioni e ne uscirono vivi) ha l’incarico di tenere viva la memoria di quell’evento.

I loro nomi vanno ricordati: Philip F Melloy, Dennis G. Lyons, Joseph M. Torregrossa, Christopher L. Gioia, Les Saltzman. Non perché siano famosi. Né probabilmente lo diventeranno. Ma sono importanti perché videro con i loro occhi, sentirono con le loro orecchie. Sono i primi esperti, sanno di che si tratta, portano i segni nei loro corpi.

Tuttavia non furono ascoltati, nemmeno interrogati dalla Commissione. E, se lo furono, le loro testimonianze vennero taciute o ignorate. Ci sono voluti 18 anni perché potessero trovare la forza e il coraggio di rendere pubblico, solennemente, quello che sanno. Ovviamente i grandi media americani e occidentali non diranno una parola di tutto ciò, ma questo non basterà per fermare la notizia. Non lo impedisce a noi in questo momento.

Questi cinque testimoni, pompieri di New York, cittadini americani, si sono mossi dopo che il Comitato degli Avvocati per una nuova inchiesta sull’11 settembre è riuscito a far arrivare una precisa richiesta sul tavolo del Procuratore del Distretto Sud di New York, Geoffrey S. Berman,

La richiesta era esattamente quella di riconoscere l’evidenza che il World Trade Center era stato preventivamente riempito di esplosivi, prima dell’arrivo degli aerei che colpirono due delle tre torri. Il fatto nuovo fu che l’Ufficio del Procuratore rispose (nel novembre scorso) riconoscendo che la petizione aveva il diritto di essere portata sul tavolo di un Gran Jury, cioè di fronte a un Tribunale dello Stato.

Il tempo passa, gli ostacoli ci sono e cresceranno, i ritardi si accumuleranno. Ma adesso ci sono testimoni e esperti che dichiarano pubblicamente di voler sostenere “ogni sforzo di altre istituzioni governative che “vorranno investigare e scoprire la verità — che continua a essere ostacolata — sugli eventi di quell’orribile giorno”. Così dice la risoluzione dei pompieri di New York, Contea di Nassau. Il commissario Gioia ha detto: “Noi siamo il primo Distretto che approva questa risoluzione. Non saremo gli unici”.

Ma allora risorge potente un interrogativo: chi piazzò quelle cariche esplosive nelle tre torri? Chi poteva condurre in porto una tale operazione? Non certo i 19 terroristi “islamici” che sarebbero stati (e non c’erano) a bordo degli aerei. Ci volevano squadre di specialisti ben protetti per farlo. Tutte cose di cui la Commissione Ufficiale neppure si è occupata, negando poi l’esistenza “inoppugnabile” delle esplosioni dal basso, che precedettero e accompagnarono i crolli.

Dunque la Commmissione ufficiale ha mentito. Ricordiamo che a capo dell’FBI in quel momento c’era (pura coincidenza?) colui che è al centro dell’inchiesta sul Russiagate, Robert Mueller.

fonte: Global Research. “Call for New 9/11 Investigation: New York Area Fire Commissioners Make History”.

Quindi, chi ci ha raccontato un certo tipo di "verità ufficiale" ha ripetutamente e ostinatamente dichiarato il falso? E a quale scopo?

Potremmo avanzare due ipotesi su come sono andate le cose:

  1. L'autocomplotto: gli americani stessi (nel senso di servizi segreti, o "intelligence") hanno riempito di esplosivo le Torri Gemelle.
  2. Atto di Terrorismo "agevolato e voluto": gli americani stessi (sempre nel senso di servizi segreti, o "intelligence") hanno agevolato l'atto terroristico.

Al di là delle ipotesi fatte, gli Stati Uniti dall'11 settembre cambiarono la loro politica estera facendo guerra a tutto il medioriente e legalizzando un controllo di massa estremamente invasivo, sia interno sia estero, con il Patrioct Act. In poche parole, Il Patrioct Act, concepito negli Stati Uniti dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 e firmato dall'allora presidente Bush – che è una norma incostituzionale (come dichiarato dalla Corte Suprema nel 2007), ma ancora in vigore – ha limitato fortemente, per non dire cancellato, la privacy in tutte le telecomunicazioni, in deroga ai principi costituzionali di libertà. Nulla di ciò che transita tramite Internet è da considerarsi “privato” in quanto è sistematicamente intercettato e analizzato, tantopiù che i servizi forniti dai grandi dell'ICT (Google, Facebook, Twitter, Apple, ecc.) transitano attraverso gli Stati Uniti (dove le leggi garantiste europee non trovano applicazione). In poche parole: dopo l'11 settembre 2001 è iniziata un'intercettazione di massa a livello globale, denunciata nello scandalo Datagate. Per maggiori informazioni su questo punto, rimando al mio articolo "Nuovi media e libertà di espressione".

Tornando al tema del terrorismo, coloro che sono a capo degli Stati Uniti e di tutti i mass-media del mondo occidentale sono stati abili nel coltivare nell'immaginario collettivo che ogni musulmano sia un potenziale nemico, così disumano da giustificare qualsiasi paura e pertanto qualsiasi atto di guerra. Curioso è però il fatto che sul sito "islamitalia", i cui autori (elencati sul sito) sono in parte musulmani e in parte comunque molti vicini al mondo dell'Islam, è scritto così:
«Non esiste radicalismo di matrice islamista oggi che non abbia ricevuto sostegno o politico o militare o finanziario dagli USA e dagli amici degli Stati Uniti d'America per garantirsi supremazia, controllo e repressione (anche economica) del nemico sovietico e oggi russo. La guerra fredda non è mai tramontata.»
tratto da: https://www.islamitalia.it/islamologia/genesi_ISIS.html

Ciò che è scritto su islamitalia e che ho qui citato si avvicina molto e arriva a coincidere, almeno in parte, con le tesi di Giulietto Chiesa (autore dell'articolo sopra riportato e tra i principali autori di Pandora TV), il quale va persino oltre, sostenendo e argomentando che l'islamizzazione dell'Europa, e in particolare dei Balcani, sia pilotata e utilizzata dagli Stati Uniti con uno scopo non solo contro la Russia, ma anche come mezzo di ricatto contro l'Europa stessa. Questa tesi è argomentata nella video conferenza seguente, in cui intervengono più persone:
"Balcani, una bomba pronta ad esplodere su ciò che rimane dell'Europa", https://youtu.be/ZufW9CTeZp4

Eppure, se cerchiamo su Internet "terrorismo islamico", tutto ciò che compare va in un'altra direzione, a sostegno invece della verità ufficiale degli Stati Uniti che addita l'Islam come "il nemico". Pochi sono quelli che teorizzano che pure gli attentati che negli ultimi anni sono accaduti in Europa siano stati "pilotati" dall'alto con scopi antidemocratici di sopprimere certe rivolte popolari. Una delle persone che ha mosso ipotesi in tal senso, pur ammettendo lui per primo di non conoscere cosa c'è davvero dietro le quinte, è Diego Fusaro, ad es. in questo video pubblicato quasi un anno fa su ByoBlu:
"Perché l'Italia è stata risparmiata dagli attentati, secondo Diego Fusaro", https://youtu.be/j2QPZVSa8h8

Io non so se l'Italia avrà attentati, non so neanche se quanto ho scritto fin qui aiuterà a smetterla di vedere nemici dove in realtà non ci sono, smettendo di dividere le persone in "buoni" e "cattivi". Anche perché, se i racconti ufficiali sono falsi e se il terrorismo è davvero una costruzione pilotata dai vertici del potere per giustificare all'opinione pubblica ciò che altrimenti rimarrebbe privo di argomentazioni (le quali, comunque, non cambiano minimamente l'orrore di ciò che è stato fatto in nome di una falsa civiltà e di una falsa democrazia), questo non significa che allora i nemici sono coloro che credevamo amici. No, non è questo il punto e non è così. La questione principale è invece quella di riconoscere l'inganno universale in cui siamo inseriti, per cominciare a ripulirci da tutta la spazzatura mentale che il potere inculca continuamente dentro di noi. Recentemente avevo scritto un altro articolo sul tema dell'inganno universale, intitolato: «Sapere di non sapere, sapere di mentire: la scienza delle bugie».

Nel momento in cui cominciamo a riconoscere l'inganno e la continua istigazione all'odio a cui siamo indottrinati, possiamo cominciare a vedere i fatti per quel che sono, senza aggiungerci giudizi di disprezzo e senza vedere o cercare nemici. Secondo me, sarebbe auspicabile tornare al punto di partenza della nostra umanità, ovvero riconoscere che siamo tutti esseri viventi limitati e bisognosi (principalmente di amore e di protezione). Al contempo, vedere i nostri limiti ci aiuta a non sentirci superiori agli altri e a smetterla di giudicare: come scrissi un anno fa nel mio articolo "Tra le fiamme", «Non dovremmo affrettarci a giudicare gli altri, perché ciascuno di noi ha dentro un piccolo Hitler».

E allora, cosa fare?

Ho già provato a dare una risposta a questa domanda, nell'articolo dal titolo "In occasione del prossimo attentato terroristico", che inizia così:

[...]

Il nemico da combattere non è una persona, non è un'etnia, non è un gruppo o una nazione. Basterebbe guardare con onestà dentro noi stessi, ogni volta che ci siamo completamente disinteressati dell'altrui benessere, o quando, peggio, abbiamo gioito dell'altrui sofferenza.

Quasi tutti i mali del mondo derivano da un'unica causa, da un cuore umano offuscato dai suoi egoismi e incapace di cogliere lo splendore, la ricchezza, la bellezza e il miracolo della propria e dell'altrui vita.

Se vogliamo combattere il terrorismo, non dobbiamo far terrorismo. Se vogliamo vincere su un nemico, non dobbiamo essere come lui.

L'unica risposta all'odio, è l'Amore. La risposta alla paura, è il Coraggio. Curiamo ogni aridità nei nostri cuori con l'acqua della solidarietà, della compassione, della gioia di vivere, della gratitudine per la Vita.

[...]

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
4 settembre 2019

Installare Firefox ESR su Linux Mint e altre distro derivate da Ubuntu

Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019

Firefox ESR (Firefox Extended Support Release) è la versione più stabile di Firefox.

E' principalmente destinata ad aziende ed organizzazioni che necessitano di installare e mantenere Firefox su larga scala. Gli aggiornamenti di questa versione, infatti, non includono né nuove funzionalità né miglioramenti prestazionali, ma solo correzioni che risolvono problemi di sicurezza o altre vulnerabilità importanti. Questa versione di Firefox può essere gradita anche a chi, come me, desidera un ambiente di lavoro il più stabile possibile.

Nello specifico, attualmente Mozilla offre due diversi canali per gli aggiornamenti di Firefox: aggiornamento rapido e aggiornamento a supporto esteso (Extended Support Release o ESR).

  • Canale di aggiornamento rapido: riceve aggiornamenti importanti ogni sei settimane e, se necessari, aggiornamenti minori (come correzioni alla sicurezza e alla stabilità) entro questo ciclo di sei settimane.
  • Canale ESR: riceve aggiornamenti importanti all'incirca ogni quarantadue settimane e aggiornamenti minori (come correzioni alla sicurezza e alla stabilità e aggiornamento dei criteri) se necessari, ma comunque almeno una volta ogni sei settimane.

Firefox ESR è già inclusa di default in distribuzioni come NetRunner (che deriva da Debian).

Vediamo come installare Firefox ESR in una distribuzione derivata da Ubuntu come Linux Mint, che di default include la versione ad aggiornamento rapido di Firefox.

Per prima cosa salvati i segnalibri (e altra informazione importante memorizzata in Firefox, perché il tuo attuale profilo utente di Firefox potrebbe essere perso in questi passaggi), chiudi Firefox e dai da terminale questi tre comandi:

sudo add-apt-repository ppa:mozillateam/ppa
sudo apt-get update
sudo apt install firefox-esr

Fatto ciò, il tuo attuale Firefox e Firefox-ESR coesistono. Per avviare Firefox ESR invece del solito Firefox, devi cliccare con il destro sull'icona per avviare Firefox e cambiare il comando di avvio da:

firefox %u

a

firefox-esr %u

Fatto ciò, puoi installarti la lingua italiana da qui:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/italiano-it-language-pack/
(La lingua sarà caricata dopo averla installata e poi chiuso e riaperto Firefox)

Puoi installare il blocco delle pubblicità da qui:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/ublock-origin/?src=search
(Nota: su siti specifici, in caso di bisogno, il blocco delle pubblicità può essere disabilitato)

Io uso anche questa estensione per dare un minimo di privacy:
https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/privacy-badger17/?src=search

Infine importa i tuoi preferiti e fai le eventuali personalizzazioni che vuoi.

Se fin qui è tutto ok, apri il Gestore Pacchetti rimuovendo "firefox" e lasciando soltanto "firefox-esr", in modo da avere un'unica versione installata.

Francesco Galgani,
4 settembre 2019

Julian Assange assolto, ma ancora in prigione in condizioni disumane

Ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2019

Stanotte, in un giusto entusiasmo per l'assoluzione di Julian Assange, che ho appreso dal breve video sotto riportato (e che trova riscontro in questo articolo), ho creduto che il nostro eroe e vero amico fosse libero. Ma il sogno di ciò che è giusto e di come il mondo dovrebbe essere ha lasciato presto il posto alla cruda realtà: Julian Assange è attualmente in prigione a Londra in condizioni disumane, come documenta l'articolo "Breaking The Media Blackout on the Imprisonment of Julian Assange", pubblicato il 26 agosto 2019, con licenza Creative Commons che ne autorizza la ripubblicazione.

Rompere il silenzio (blackout) dei media sull'imprigionamento di Julian Assange

Gli stessi media che hanno passato anni trascinando il nome di Assange nel fango si stanno ora impegnando in un blackout sul suo trattamento. Se stai aspettando che gli esperti dei media aziendali difendano la libertà di stampa, rimarrai deluso.

articolo originale di Mnar Muhawesh, 26 agosto 2019, traduzione parziale

Il ruolo del giornalismo in una democrazia è la pubblicazione di informazioni rilevanti per l'interesse comune - il tipo di informazioni che consente alle persone di diventare cittadini più coinvolti nelle loro comunità in modo che ciascuno di noi possa votare rappresentanti che lavorano nell'interesse di "noi popolo".

Forse non esiste un esempio migliore di giornalismo costituito da "cani da guardia", che spiegano ed espongono la corruzione dei potenti, come del caso di Wikileaks, che ha esposto prove a livello mondiale dei crimini di guerra compiuti dai militari statunitensi in Iraq, tra cui l'uccisione di due giornalisti di Reuters; ha mostrato che il governo degli Stati Uniti e le grandi corporazioni hanno usato agenzie di intelligence private per spiare attivisti e manifestanti; ha rivelato come i militari hanno nascosto agli ispettori della Croce Rossa le torture sui prigionieri nella baia di Guantanamo. [n.d.t.: per approfondimenti, rimando a "Assange. I dieci dossier di Wikileaks che hanno fatto imbestialire Pentagono, Cia e Casa Bianca"].

È questo tipo di giornalismo "reale" che il nostro primo emendamento era destinato a proteggere, ma impegnarsi in esso ha invece reso l'editore di WikiLeaks Julian Assange l'obiettivo di una massiccia campagna diffamatoria negli ultimi anni, tra cui false affermazioni secondo cui Assange stia lavorando con Vladimir Putin, i russi e gli hacker [...].

Le accuse secondo cui Assange ha cospirato con Putin per minare le elezioni del 2016 e la democrazia americana nel suo complesso sono completamente svanite all'inizio di questo mese quando un tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York ha archiviato questo caso come "di fatto non plausibile", con il giudice che ha notato che in nessun caso l'accusa ha dimostrato fatti concreti, concludendo che l'idea che Assange abbia cospirato con la Russia contro il Partito Democratico o l'America è "completamente separato dai fatti".

[...]

Oggi Assange siede dietro le sbarre in una prigione di Londra in condizioni scioccanti che nemmeno un assassino si aspetterebbe. Il famoso regista e giornalista John Pilger lo ha visitato lì e teme per la vita di Assange, notando che è tenuto in isolamento, pesantemente medicato e gli vengono negati gli strumenti di base necessari per combattere la sua accusa di estradizione negli Stati Uniti. [n.d.t.: suggerisco una lettura di "'Lento e crudele assassinio': la madre di Assange accusa gli Stati Uniti e Regno Unito per il trattamento riservato a suo figlio"].

[...]

«[Assange è stato] deliberatamente esposto, per un periodo di diversi anni, a forme [più] progressivamente gravi di trattamento o punizione crudeli, disumani o degradanti, i cui effetti cumulativi possono essere descritti solo come tortura psicologica... La persecuzione collettiva di Julian Assange deve finire qui e ora! » John Pilger

[...]

Termino qui questa traduzione parziale dell'articolo, credo che sia sufficiente. Comunque Assange non è l'unico a passarsela male per aver difeso la libertà di informare. E' notizia di questi giorni che Amnesty International è intervenuta a favore del programmatore svedese Ola Bini, attivista per i diritti umani. Amico di Julian Assange, è perseguitato dalla giustizia ecuadoriana ma senza prove. Rimando all'articolo: "I cinque mesi da incubo dell'hacker che difende i diritti umani".

Buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
30 agosto 2019


Assange assolto

Grazie Fratello,
grazie per quel che sei,
grazie per la tua lotta,
grazie per la vittoria
contro i mostri
del nostro tempo.

Grazie!

(Francesco Galgani, 30 agosto 2019)

DOWNLOAD MP4

fonte del video: https://www.pandoratv.it/riflette-re-che-fare-assange-assolto/

Rifugiati in Italia e nel mondo, statistiche per numero di abitanti

Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2019

Lo scopo di questo articolo è quello di dare un'informazione statistica riguardo al fatto che non è vero che tutti i disperati di questo mondo, quando abbandonano le loro terre per cercare vita e protezione altrove, finiscono in Italia, come invece qualcuno pensa... anzi.

Le informazioni seguenti sono estratte dal pdf "UNHCR Statistical Yearbook 2016", da pag. 6 a pag. 9, nella colonna relativa ai rifugiati, pubblicato dall'Alto Commissario delle Nazioni Uniti per i Rifugiati. all'indirizzo:
https://www.unhcr.org/5a8ee0387.pdf

Prima di proseguire, però, è importante chiarirsi nei termini, capire il significato delle parole. Non ho usato il termine "immigrato" perché troppo generico. Nel caso specifico dei dati che seguono, per rifugiato si intende una persona che è scappata dal proprio paese per cercare protezione in un altro. L’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), che ha pubblicato i dati nel pdf sopra linkato, riconosce come rifugiati coloro che rientrano nei criteri stabiliti dal suo statuto. Questi rifugiati sono dunque titolari della protezione che l’agenzia ONU può offrirgli.

Per un approfondimento sulla differenza tra migrante irregolare, richiedente asilo, profugo, ecc., rimando a questa pagina: https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sintende-per-migranti-irregolari-richiedenti-asilo-o-rifugiati/

In sintesi, la tabella seguente (disponibile anche come immagine) ordina i paesi in base alla percentuale di rifugiati rispetto alla popolazione complessiva nel 2016 (disponibile su Wikipedia).

  Numero rifugiati Ogni 1000 abitanti
Svezia 230.164 23,4
Malta 7.948 18,3
Norvegia 59.522 11,4
Austria 93.250 10,7
Cipro 8.484 10,0
Svizzera 82.681 9,9
Germania 669.482 8,1
Olanda 101.744 6,0
Danimarca 33.507 5,9
Francia 304.546 4,6
Serbia 29.522 4,2
Belgio 42.168 3,7
Lussemburgo 2.046 3,6
Finlandia 18.401 3,4
Bulgaria 17.814 2,5
Italia 147.370 2,4
Grecia 21.484 2,0
Regno Unito 118.995 1,8

Buon riflessioni e approfondimenti, possibilmente non solo con la testa, ma anche con il cuore,
Francesco Galgani,
28 agosto 2019

Amo l’Italia

Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2019

Amo l’Italia

Amo la mia terra,
amo la sua gente,
ringrazio i fratelli,
e le nostre sorelle,

accolgo chi viene,
saluto chi va,
sorrido gioioso
perché siamo qua!

Amo il divino
d’ogni vivente,
ringrazio ognuno
d’esser presente

nella buona patria
che ci vuol solidali,
gentili e sinceri,
nel cuor leali.

Abbiamo un’Anima,
è la Costituzione,
unica salvezza
da ogni aberrazione.

Grazie!

(Francesco Galgani, 27 agosto 2019, www.galgani.it)

Questa economia uccide (papa Francesco) - Testi e video di approfondimento

Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2019

«Così come il comandamento “non uccidere” pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide. Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione. Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Oggi tutto entra nel gioco della competitività e della legge del più forte, dove il potente mangia il più debole. Come conseguenza di questa situazione, grandi masse di popolazione si vedono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie di uscita. Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo, che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa. Non si tratta più semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma  di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia, o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiuti, “avanzi”.»

Questo l'ha scritto papa Francesco, il testo completo da cui ho tratto questa citazione si trova nel capitolo secondo di "Evangelii Gaudium":
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione

Un'attenta e profonda analisi del sistema economico-finanziario-politico assassinante (e al contempo suicidario) in cui siamo inseriti, si trova inoltre nella lettera enciclica "Laudato Si'" di papa Francesco sulla cura della casa comune:
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Su questo stesso tema, consiglio la visione di un paio di video: si tratta di un commento di Mauro Scardovelli a un vigoroso intervento del missionario comboniano padre Alex Zanotelli, che dà una dettagliata panoramica sui temi del sistema economico e finanziario globale.
Prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=nemOckUviSU
Seconda parte: https://www.youtube.com/watch?v=6elhiKtvF9k

Buoni approfondimenti,
Francesco Galgani,
21 agosto 2019

Bombe

Ultimo aggiornamento: 15 Agosto 2019

«L'Italia ripudia la guerra» (art. 11 della Costituzione Italiana).
«L'Italia deve aumentare le proprie spese militari, non ha altra scelta» (Donald Trump, luglio 2019)
«Boom di spese militari, USA e Cina in testa» (2019)

Bombe

Gioia di vita
di violenza spaccata
da esplosioni improvvise
più grandi della paura.

Come cuccioli
una tana imploriamo,
ma in maceria tutto volge...
e noi con essa.

Dov'è il "NO"
che fonda l'Italia,
dov'è il "RIPUDIO"
dei padri costituenti,

col pianto e le grida
per sempre scalfite
in chi ancora lotta
nella guerra infame?

Per ogni bomba
l'odio cede il posto
a un rancore ardente,
di ingiustizia stridente.

Un secondo per distruggere,
un millennio per rifare
un cuore nuovo,
un cuore innocente,

che sappia governare
senza ammazzare,
che sappia discernere
il bene dal male,

senza inganni,
ma con autentica dignità
di chi semina non-violenza
in tutta la società.

Una scelta c’è,
c’è sempre stata,
sei scintilla divina,
non cedere mai.

Grazie!

(Francesco Galgani, 15 agosto 2019, www.galgani.it)

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