Le armi nucleari non sono un concetto astratto! Proposte di pace

Translate this articleSpeak this article

Prima di essere memoria, Hiroshima e Nagasaki erano città.

Luoghi abitati da persone normali, in una mattina che non avrebbe dovuto diventare il simbolo di una nuova forma di distruzione.

Il 6 e il 9 agosto 1945 ci ricordano che le armi nucleari non sono un concetto astratto. Hanno conseguenze immediate e durature sui corpi, sull'ambiente, sulle relazioni, sulle generazioni.

Per questo ricordare non significa soltanto commemorare.

Significa riportare al centro ciò che spesso scompare dalle parole della sicurezza: le persone.

Questa settimana la dedichiamo alla memoria di Hiroshima e Nagasaki, e alla responsabilità di costruire un mondo libero da armi nucleari ❤️

#Senzatomica
#Hiroshima
#Nagasaki
#DisarmoNucleare
#Pace
#Hibakusha

Fonte: https://www.instagram.com/senzatomica_official/


06 agosto 1945
Hiroshima 
09 agosto Nagasaki 

«Se vogliamo lasciarci alle spalle l’era del terrore nucleare dobbiamo combattere contro il vero “nemico”. Quel nemico non sono le armi nucleari in quanto tali, né gli Stati che le possiedono o le costruiscono. Il vero nemico da affrontare è il modo di pensare che le giustifica: l’esser pronti ad annientare gli altri qualora li avvertiamo come una minaccia o un ostacolo per la realizzazione dei nostri scopi» (Proposta di pace 2010, BS, 140, 21)
Perciò la chiave è racchiusa nel nostro impegno quotidiano a fare la propria rivoluzione umana, a diventare, anche se di poco, migliori di ieri.
Per scegliere la pace bisogna partire dal proprio cuore, sempre. Orientare ogni giorno la vita nella direzione del massimo valore significa scegliere la pace.
Non alimentare la nostra oscurità significa pace.
Ricordarci che anche l’altro è un essere umano significa scegliere la pace.
Noi che pratichiamo il Buddismo di Nichiren Daishonin abbiamo fatto il voto di realizzare kosen-rufu, cioè realizzare questa visione di pace, a partire dalle nostre vite. Questo insegnamento non è una teoria idealistica ma una chiara guida verso la pace e la felicità.
In che modo? Rendendoci capaci di manifestare l’infinito potenziale inerente alle nostre vite.
E quando la pace ci sembra lontana o un’utopia?
Possiamo ripartire dal Daimoku per trasformare quell’impotenza che ci fa sentire deboli o insignificanti, e comprendere che ogni vita è infinitamente e ugualmente degna di rispetto, in grado di manifestare il supremo potere del Budda che è un tutt’uno con l’universo. Come spiega il maestro Ikeda:
«La via più sicura per una pace duratura consiste nella purificazione e nella trasformazione della vita di ogni individuo. Questo insegna il Buddismo, questo è il nucleo della pratica buddista. Sono fermamente convinto che qui si trovi la ricetta migliore per guarire in modo definitivo le malattie spirituali dell’umanità e della società» (Proposta di pace 2005, BS, 110)
In poche parole, l’unico modo per realizzare felicità e pace nella società caotica di oggi, è sviluppare pienamente il nostro potenziale umano e quello di ogni persona.
 
Daisaku Ikeda
NR n 823

(6 agosto 2026)

Da Adolf Hitler a Roberto Vannacci: il culto del corpo e il peso della storia

Translate this articleSpeak this article

(dedico questa riflessione a tutti i diversamente abili)

Solitamente evito di addentrarmi nelle dinamiche della politica interna, nutrendo perplessità sulle reali leve di potere a cui i rappresentanti eletti devono sottostare. Se il loro ruolo non è quello di farsi carico delle richieste del popolo, ma di ubbidire ad ordini "dall'alto" (qualunque sia il partito di provenienza), ne segue che la democrazia è soltanto formale, perché nella sostanza è ben altro.

Tuttavia, l'attuale scenario europeo e italiano mi impone una riflessione. L'ascesa e il consenso riscossi da forze di destra ed estrema destra stanno assumendo proporzioni che richiedono un'attenta e lucida analisi. Ci tengo a precisare, tuttavia, che non intendo in alcun modo appoggiare o assolvere la sinistra italiana, le cui criticità, contraddizioni, colpe e anche infantilismo sono gravi quanto quelli dei suoi avversari.

L'oggetto di questa riflessione non è la figura di Roberto Vannacci in sé, quanto la notevole risonanza mediatica delle sue recenti dichiarazioni. Mi sorge il dubbio che tale esposizione possa essere funzionale a canalizzare il dissenso popolare verso indirizzi politici che, storicamente, poco hanno avuto a che vedere con il reale interesse dei cittadini. Quando qualcuno viene molto esposto dai mass media per raccogliere il dissenso delle masse contro il "sistema", di solito ci sono meccanismi di strumentalizzazione e abuso della legittimazione popolare, che in passato abbiamo già osservato con altre formazioni (tipo il M5S).

Il Generale ha recentemente affermato: "Lo sport è salute. La salute è vita e chi è in salute pesa di meno sul Servizio Sanitario Nazionale ed è psicologicamente più stabile. La politica è leadership ed esempio". Proseguendo con una critica alla sinistra di Elly Schlein, ha aggiunto che i politici dovrebbero dare l'esempio nello sport "invece di ballare sui carri del Gay Pride", invocando "prove fisiche per tutti i politici", poiché "per fare politica ci vuole un fisico bestiale. Io ci sono!". (fonte)

Al di là della retorica, da queste affermazioni emergono implicazioni ideologiche che meritano di essere esaminate con la dovuta attenzione, poiché evocano echi storici del secolo scorso:

  • i diversamente abili, i malati, gli anziani, e più in generale "coloro che non producono" sono un peso per la collettività (da cui sgravarsi?)
  • una pericolosa generalizzazione che lega la salute psicologica a quella fisica tende a far etichettare come mentalmente disturbati coloro che non sono fisicamente integri, atletici e "perfetti"?
  • chi ha una sessualità "non tradizionale" merita di essere stigmatizzato e ostacolato perché "inferiore"?
  • la legittimazione come rappresentante politico del popolo è subordinata a requisiti di "bestialità"?

A parte la facile ironia sull'ultimo punto, a cui decenni di politica italiana danno sostanzialmente ragione, c'è poco da scherzare.

La storia del Novecento ci insegna quanto sia pericolosa la retorica che esalta il "corpo perfetto" a scapito della dignità umana. Prendiamo come esempio il regime nazista. Quali categorie di persone furono colpite dalla furia ideologica di Adolf Hitler, che tanto amava il culto del "fisico bestiale"? La lista sarebbe lunga.

Oltre ai ben noti civili slavi (russi, ucraini, bielorussi, polacchi, cechi, serbi), ebrei, rom e sinti, furono torturati e uccisi:

  • persone con disabilità fisiche o mentali;
  • omossessuali;
  • "asociali" (vagabondi, senzatetto, prostitute, alcolisti, "renitenti al lavoro");
  • persone dalla pelle scura o comunque discendenti da padre o madre africani.

Possiamo aggiungere alla lista: oppositori politici (comunisti, socialdemocratici, socialisti), sindacalisti, testimoni di Geova, massoni, e criminali comuni.

Con questa premessa, vorrei soffermarmi di nuovo sulle parole di Vannacci e pormi un interrogativo fondamentale, poiché il rischio di una progressiva colpevolizzazione di chi affronta serie problematiche di salute appare purtroppo tracciato: cosa ne vogliamo fare delle persone con disabilità?

Per evitare che questa critica suoni come una mera invettiva, è utile ancorarla a un fatto di cronaca recente e certo, e a un preciso resoconto storico. Il 20 luglio 2026, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha rilasciato una dichiarazione ferma in risposta al rifiuto, da parte della Germania, di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi, in programma per l'agosto 2026.

Al di là delle tensioni geopolitiche, il cuore del suo intervento offre una lucida e documentata ricostruzione storica di come la retorica sulla "salute" e sulla "produttività" possa degenerare. Ne riporto un'accurata traduzione, comprensiva dei link da lei inseriti (fonte in russo):

Maria Zakharova: La Germania ha rifiutato di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi

20 luglio 2026

Voglio ricordare all'Associazione Tedesca dello Sport per Sordi: se non fosse stato per il nostro paese, in Germania i disabili avrebbero continuato a essere «smaltiti», invece di essere lasciati liberi di creare associazioni e praticare sport.
 
I nostri atleti vengono puniti solo per il fatto di rappresentare un paese che non ha concluso la lotta contro il nazismo, ma la conduce su tutti i fronti da tutti questi anni. Affinché nel mondo non ci siano più programmi eugenetici, del tipo «T-4» — quando i nazisti tedeschi ottennero il diritto alla sterilizzazione e, in seguito, anche alla distruzione fisica delle persone con disturbi psichici, devianze neurologiche e malattie ereditarie. Successivamente, nella cerchia delle persone da sottoporre a eliminazione furono inclusi anche gli inabili al lavoro (disabili, nonché i malati da oltre 5 anni). Dapprima venivano eliminati solo i bambini fino a tre anni, poi fino a quattro, e alla fine allo sterminio furono sottoposti tutti i gruppi d'età.
 
La prima vittima fu il figlio minorenne della famiglia Knauer, nato con malformazioni, senza una gamba e parte di un braccio. Fu ucciso su personale richiesta dei genitori, rivolta a Hitler. L'«esperimento» fu giudicato riuscito. Ben presto, sotto la direzione del medico personale del Führer, Karl Brandt, e del capo della sua cancelleria personale, Philipp Bouhler, furono avviati programmi per l'eliminazione dei cittadini «inferiori».
 
Per designarla veniva usato il nome «Azione – morte per pietà» o il termine «eutanasia». Inoltre, nei documenti veniva impiegata anche la parola «disinfezione». Questa pratica disumana di eliminazione dei malati di mente, dei disabili e delle persone con difetti congeniti i nazisti la estesero ai territori occupati di altri paesi, tra cui l'Unione Sovietica.
 
In totale, gli hitleriani uccisero più di 200.000 persone, tra cui 5.000 bambini, a cui fu applicata... l'«eutanasia infantile». Sebbene formalmente la «T-4» sia stata chiusa nell'agosto del 1941, di fatto la pratica di uccisione di pazienti e disabili, considerati dai nazisti «inferiori», proseguì fino al 1945. Nei territori occupati dell'URSS, da parte dei nazisti e dei loro complici, nell'ambito di questi programmi mostruosi furono uccise circa 20.ooo persone.
 
Uno dei crimini più agghiaccianti degli occupanti nazisti fu l'uccisione di 214 educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. Secondo gli archivi desecretati, i membri del Sonderkommando SS-10 «a», sotto la direzione del dottor Kurt Christmann e con la partecipazione del capo della gestapo della città di Ejsk, oberleutnant Bededeker, del comandante della città Kandler e del medico della gestapo Strauch, uccisero nelle camere a gas gli educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. I corpi dei 214 bambini uccisi furono rinvenuti dopo la liberazione del territorio di Krasnodar nel 1943 nella zona del villaggio di Shirochansky. Parte dei criminali, tra cui Kurt Christmann, furono condannati per questi crimini, mentre Bededeker, Kandler, Strauch e altri partecipanti non identificati alla strage non scontarono alcuna pena... Alcuni di loro fuggirono in Occidente.
 
Gli esempi di simili atrocità sono molteplici. Nell'autunno del 1941, nell'ospedale psichiatrico di Minsk furono avvelenate 632 persone, a Mogilëv — 836. I nazisti eliminarono 1300 pazienti dell'ospedale intitolato a Kashchenko. Il 2 settembre 1942 furono fucilati gli educandi dell'orfanotrofio di Nizhne-Chirsk per ritardati mentali. In alcuni casi anche i medici degli ospedali e il personale sanitario divennero vittime dei nazisti.
 
Dall'Atto della commissione speciale per le indagini sulle atrocità degli invasori tedesco-fascisti nella città di Pskov sui risultati dello studio delle sepolture nei luoghi di fucilazione di massa dei cittadini nel territorio e nei dintorni della città di Pskov del 19 ottobre 1944:
 
«All'apertura di quattro (su un totale di 15) fosse comuni nei pressi dell'ospedale psichiatrico di Chernyakovitsy (a 12 chilometri dalla città di Pskov) furono rinvenuti 90 cadaveri di cittadini sovietici: uomini, donne e bambini. Dall'esame autoptico medico-legale di 27 cadaveri e dalle deposizioni del ex medico capo di questo ospedale, Vasil'eva, si accerta il fatto dello sterminio di massa di cittadini sovietici mediante avvelenamento con scopolamina. Secondo le deposizioni della predetta dottoressa Vasil'eva, nel periodo dall'ottobre 1941 all'aprile 1942 con questo metodo furono sterminate 500–550 persone».
 

Al «Processo di Norimberga ai medici», svoltosi nel 1946-1947, Karl Brandt e altre 15 persone furono condannati; sette di loro, tra cui il medico personale di Hitler e il responsabile del programma «T-4», furono condannati alla pena capitale.


Il diniego da parte della Germania di ammettere gli atleti russi, la creazione di ostacoli ai disabili — è una testimonianza di deformità morale di una certa parte dell'establishment politico tedesco.

Quando si inizia a misurare il valore di una persona in base al suo "peso" sul sistema sanitario o al suo "fisico bestiale", si sta percorrendo, anche solo linguisticamente, la stessa strada che ha portato a quei crimini storici contro l'umanità.

(31 luglio 2026)

LLM "open-source": un'analisi critica delle quattro libertà nell'era dell'IA generativa

Translate this articleSpeak this article

Open-source AI: tra libertà e pesi aperti, cosa stiamo davvero condividendo?

Nel dibattito sull'Intelligenza Artificiale generativa, il termine "open-source" viene spesso utilizzato in modo ambiguo, creando confusione tra marketing, filosofia e realtà tecnica. Anche figure storiche come Richard Stallman si sono dovute addentrare in questa complessa questione. Ripartiamo dalle fondamenta: le quattro libertà del software libero come definite dalla Free Software Foundation (FSF):

  • Libertà 0: Eseguire il programma per qualsiasi scopo.
  • Libertà 1: Studiare come funziona il programma e modificarlo (l'accesso al codice sorgente è un prerequisito).
  • Libertà 2: Ridistribuire copie per aiutare gli altri.
  • Libertà 3: Migliorare il programma e distribuirne i miglioramenti (l'accesso al codice sorgente è un prerequisito).

Applicare queste libertà ai Large Language Model (LLM) solleva questioni non banali. Il punto cruciale è capire cosa siano i "pesi" (weights) di un modello.

Cosa sono i "pesi" e perché non bastano

In una rete neurale artificiale, i "pesi" (o parametri) sono valori numerici che regolano la forza delle connessioni tra i neuroni, simili alle sinapsi del cervello umano. Durante l'addestramento, il modello analizza enormi quantità di testo e aggiusta continuamente questi miliardi di numeri per imparare a prevedere quali parole seguano altre parole. L'insieme di tutti questi pesi costituisce la "memoria" e la "conoscenza" operativa del modello linguistico.e

Quando parliamo di LLM "open-source", ci riferiamo spesso in realtà a modelli "open-weight" (a pesi aperti). Questo significa che è possibile per chiunque scaricare i pesi, con la conseguenza di possedere l'LLM vero e proprio, pronto per essere eseguito. Tuttavia, come sottolineato dall'Open Source Initiative (OSI), i pesi da soli non sono sufficienti per essere considerati il vero "codice sorgente" di un LLM ai fini del software libero.

Affinché un LLM sia veramente "software libero", il "codice sorgente" dovrebbe includere:

  1. Il codice di addestramento: gli script e i framework utilizzati per creare e curare il dataset di addestramento e per eseguire il training stesso.
  2. I pesi del modello: l'output finale del processo di addestramento.
  3. I dati di addestramento: o un modo deterministicamente riproducibile per ottenerli. Questo include una descrizione completa dei dati, la loro provenienza, il metodo di ottenimento e selezione, le procedure di etichettatura e le metodologie di elaborazione e filtraggio.

Senza i dati di addestramento, non possiamo studiare "perché" il modello ha appreso certe cose, né possiamo correggere problemi strutturali alla radice (Libertà 1). Le grandi aziende cinesi e statunitensi che producono IA "open-source" non rilasciano quasi mai i dati di addestramento, anche a causa di complessi problemi di copyright sui dati stessi, che vengono spesso utilizzati senza riconoscere nulla agli autori o ai detentori di diritti.

Open-weights vs. software libero: una zona grigia

Nonostante i modelli definiti "open" rilascino i pesi e l'architettura, ma non i dati di addestramento, essi offrono comunque un vantaggio abissale rispetto ai modelli proprietari. La questione non è semplicemente "bianco" o "nero", ma si colloca in una zona grigia.

Nei modelli proprietari, non abbiamo accesso né ai dati, né al codice, né ai pesi. Siamo di fronte a un servizio che va pagato (o usato gratuitamente con limiti importanti), ma non è scaricabile né usabile sul proprio hardware. Siamo legati mani e piedi all'azienda fornitrice.

Gli LLM open-weight, invece, possono non solo essere scaricati ed eseguiti sul proprio hardware, ma anche modificati in superficie (ad esempio, tramite fine-tuning per compiti specifici). Questo offre un grado di controllo e indipendenza significativamente maggiore.

Esistono anche modelli veramente liberi di cui è possibile scaricare dati di addestramento, codice e pesi, ma sono casi particolari ed eccezionali, veramente di nicchia.

Le quattro libertà nell'era degli LLM open-weight

Assumendo di avere un modello open-weight (con pesi e codice architetturale disponibili), ecco come si traducono i vantaggi rispetto ai proprietari:

  • Libertà 0 (Eseguire il programma per qualsiasi scopo): I modelli proprietari vietano certi tipi di uso e domande, filtrano i contenuti secondo criteri imposti dall'azienda e possono revocare l'accesso in qualsiasi momento. Un LLM open-weight, al contrario, è utilizzabile per scopi di ricerca, commerciali, personali o creativi senza chiedere il permesso. Tuttavia, dipende dalla licenza che accompagna l'LLM. Alcune licenze non impongono limiti sull'utilizzo, altre sì.
  • Libertà 1 (Studiare e modificare): I modelli proprietari sono sempre scatole nere. Con un modello open-weight, i ricercatori possono intervenire in qualche modo sui pesi, rimuovere alcuni filtri o applicare tecniche di fine-tuning per adattare il modello a usi specifici.
  • Libertà 2 (Ridistribuire copie): Anche in questo caso dipende dalla licenza. In generale, i modelli open-weight permettono non solo di ridistribuire copie, ma anche inglobare l'LLM all'interno di una propria applicazione e distribuirla, garantendo indipendenza dall'azienda che ha inizialmente prodotto l'LLM.
  • Libertà 3 (Migliorare e distribuire i miglioramenti): Sì, questo è possibile. La comunità degli sviluppatori costantemente prende modelli open-weight, li affina con nuovi dati e rilascia versioni migliorate, dalle quali tutta la comunità beneficia. Tuttavia, la complessità dell'hardware introduce una distinzione fondamentale tra pre-addestramento e fine-tuning.

Il fattore hardware: pre-addestramento vs. fine-tuning

La definizione di software libero non richiede esplicitamente che la modifica del programma sia "facile" o "a basso costo", ma se l'esercizio di una libertà richiede hardware da centinaia di milioni di dollari, di fatto quella libertà è vincolata ai soli giganti tecnologici.

Il pre-addestramento, ovvero creare un modello da zero o continuare il pre-addestramento per aggiungere nuove lingue o conoscenze aggiornate al modello base, richiede l'hardware di una multinazionale, fuori dalla portata di aziende normali o privati.

Tuttavia, la "libertà di migliorare il programma" nell'era degli LLM non si esercita solo riscrivendo il modello da zero. Ci sono tecniche di fine-tuning che permettono di migliorare un LLM esistente su hardware ordinario, anche casalingo (assumendo di avere un computer recente e costoso). Questo rende la Libertà 3 concretamente esercitabile per molti sviluppatori e ricercatori, anche se con dei limiti.

Politica, sicurezza nazionale e l'uso (e abuso) del termine "open-source"

La complessità della questione emerge anche nel dibattito politico. Quando l'amministrazione Trump o altri esponenti del governo statunitense affermano che gli LLM open-source sono un problema per la sicurezza nazionale, si riferiscono proprio al fatto che possono essere utilizzati per "qualsiasi uso" una volta scaricati, ignorando sia i filtri (che possono essere rimossi) sia la licenza che accompagna il software (che può tranquillamente essere ignorata nei fatti).

Da questa prospettiva, un governo ostile può usare un LLM open-source per eseguire attacchi informatici contro i propri avversari, cosa che un LLM proprietario prova a impedire (non sempre riuscendoci). Tuttavia, questo punto di vista è facilmente contestabile, perché gli Stati Uniti usano gli LLM delle grandi aziende statunitensi senza filtri e per qualsiasi uso (tramite accordi con OpenAI e altre aziende), compreso l'uso militare. In questo senso, se a uccidere è un LLM proprietario o open-source, non cambia nulla.

Conclusione: una libertà condizionata ma reale

In conclusione, gli LLM open-weight non sono quasi mai "software libero" nel senso pieno del termine, come inteso da Stallman e dalla FSF, perché non garantiscono l'accesso ai dati di addestramento e al codice completo. Tuttavia, offrono gradi di libertà che gli LLM proprietari non offrono: la libertà di eseguire, studiare in superficie, ridistribuire e migliorare attraverso il fine-tuning.

La questione è complessa e la chiave interpretativa qui presentata è opinabile: non tutti ritengono che l'accesso ai dati di addestramento debba essere un requisito assoluto. Tuttavia, è innegabile che il movimento verso l'open-weight rappresenti un passo importante verso una maggiore trasparenza e democratizzazione dell'IA, anche se non realizza pienamente l'ideale del software libero. La lotta per un'IA veramente libera si gioca su più fronti: tecnico, etico, legale e politico.

(31 luglio 2026)

Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?

Translate this articleSpeak this article

Caro lettore, cara lettrice,

ieri ho ritoccato "L’alternativa alla propaganda? L’autoesame, l’autocritica", limitandomi ad aggiungere un paio di link.

Rileggendo quella riflessione, mi sono soffermato sul fatto che, quando ho posto la domanda "Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?", non ho specificato perché questo tipo di categorizzazione sia così problematico e sintomo del fatto che "[...] un certo tipo di propaganda ufficiale, o di propaganda alternativa che si contrappone a quella ufficiale, sta lavorando sulla nostra mente come un cancro".

Provo a esplicitarlo con queste parole, che scrissi nel 2017 (fonte):

[...] Secondo la mia modesta opinione, saper crescere come essere umani significa anche saper stare nel conflitto, nel senso più sano e costruttivo di questo termine, senza che esso degeneri in violenza o nella svalorizzazione altrui. Forse la cosa più importante, in questi casi, è cercare di vedere quello che di buono ha ogni persona, perché come il bene e il male esistono dentro il nostro corpo e la nostra mente, la stessa cosa vale per le altre persone. Inoltre siamo tutti inter-dipendenti, noi esistiamo perché esistono gli altri, e viceversa. [...]
 
[...] Tanto, in ogni caso, nessuno di noi ha la verità in tasca. Il dubbio è molto importante, perché genera la molla della conoscenza e dello spirito di ricerca. Soltanto gli stolti non hanno dubbi.
 
Se qualcuno si sente offeso nell'ascoltare convinzioni diverse dalle proprie, secondo me, allora, potrebbe essere per lui o per lei una buona occasione per dare uno sguardo profondo alle radici delle proprie convinzioni: penso questo perché, nella mia esperienza, quando una persona è in pace con se stessa, allora è libera di ascoltare qualunque opinione senza offendersi e senza arrabbiarsi. Questo, ovviamente, lo dico innanzitutto a me stesso. 

 

(31 luglio 2026)

Pages

Subscribe to Informatica Libera - Francesco Galgani's Blog RSS