Il sorriso è la causa, non l'effetto, della felicità
La casa accogliente di un mio amico ha la seguente scritta, grande, su una parete:

Daisaku Ikeda, con questo semplice messaggio, ci dà un'indicazione di vita.
IL SORRISO
La casa accogliente di un mio amico ha la seguente scritta, grande, su una parete:

Daisaku Ikeda, con questo semplice messaggio, ci dà un'indicazione di vita.
IL SORRISO
Ringrazio le giovani donne dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che hanno creato e cantato la canzone che segue:
E' facile parlare di pace o sperare passivamente (e in verità con poca convinzione) in un mondo meno violento, è invece molto più difficile essere protagonisti di un cambiamento che porti giorno dopo giorno alla pace. Tale difficoltà non è solo una questione di intenti, ma deriva principalmente dalla mancata comprensione di quale sia la radice da cui partono tutte le guerre, da quelle piccole e personali verso una persona o un gruppo di persone, a quelle di portata ben più ampia, come le guerriglie, il terrorismo o un vero e proprio conflitto armato tra nazioni.
Vorrei proporre una riflessione sul concetto di "capitale sociale" e su come esso si traduca nella realtà quotidiana, specialmente quando capitano problemi molto seri. Farò riferimento all'alluvione che ieri ha colpito le Marche e che sicuramente avrà effetti nel lungo periodo, ma ovviamente le stesse considerazioni sono estendibili a eventi analoghi.
Nella mia precedente riflessione, intitolata "Lo spazio e il tempo", avevo espresso l'importanza di allargare la concezione degli effetti delle proprie azioni oltre la durata della presente esistenza, ovvero oltre la morte.
Ho un pensiero, riguarda la dimensione spaziale e temporale della vita, ovvero come cambiano i nostri pensieri e comportamenti in base a quanto piccolo o grande concepiamo il nostro microcosmo e a quanto corto o lungo è il tempo nel quale immaginiamo gli effetti del nostro agire.
Ci sono malattie che non conoscono religione, politica, filosofia, credo, istruzione, genere, reddito, lavoro, ecc.: quando arrivano, non si curano del fatto se sei una persona buona o cattiva, bella o brutta, intelligente o stolta, con famiglia o sola, con figli a carico o meno.
Quando arrivano, arrivano. Ma la vera differenza possiamo farla noi.
Ho una sensazione. Non credo di avere la verità in mano, ma nemmeno di sbagliarmi troppo...
La mia sensazione è che quando una persona o un insieme di persone hanno "troppi" soldi rispetto alla gente comune, da qualche parte sia stato commesso un inganno nei confronti di molti, anche quando tali soldi non implichino attività considerate illecite.