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Il ruolo delle religioni

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2014

I mass media, in generale, assai di rado si occupano seriamente e coscienziosamente della pluralità religiosa esistente in Italia: manca una conoscenza che dissolva pregiudizi e timori. Specialmente nell'attuale tempo della globalizzazione e dell'informazione veloce, è facile etichettare un intero movimento religioso (qualunque esso sia) con semplici aggettivi. La distinzione forse più pericolosa di tutte è quella di ragionare in termini di buoni e cattivi, di giusto e di sbagliato: le religioni sono fatte di persone e ogni persona ha dentro di sé emozioni, sentimenti, percorsi di vita, desideri, speranze, scopi... e in ogni essere c'è qualcosa di buono, piccolo o grande che sia. Tener conto delle differenze, cercare di conoscerle, rispettarle e valorizzarle è una strada che migliorerà la convivenza nel nostro piccolo pianeta.

Conflitti nazionali e internazionali stanno provocando crisi umanitarie di gravità sempre maggiore, mentre disastri naturali e fenomeni climatici estremi portano enormi sofferenze in numerosi luoghi del mondo. Ci sono molte cose urgenti da fare, e ogni persona può avere un ruolo. Arnold J. Toynbee (1889-1975) scrisse in "Civilization on Trial and The World and the West" (1958, p. 45): «Non siamo destinati a far ripetere la storia; è possibile imprimere alla storia, attraverso i nostri sforzi e in relazione alla nostra situazione personale, una svolta nuova e senza precedenti». Credo che ciò sia assolutamente vero: ciascuno di noi può far qualcosa, e anche ciascuna religione che si ponga come guida per l'essere umano può far qualcosa.

Molte mie poesie sono ispirate da un desiderio di pace: l'ultima che ho scritto è intitolata "Adesso", perché è adesso il momento di fare qualcosa:
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/125-adesso

Da segnalare: "Conosciamoci - Un incontro interreligioso".

Grazie a tutti,
Francesco Galgani,
6 agosto 2014

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