E-book gratuiti di poesia, collana "Poesie del Cuore"
Da oggi i libri della collana "Poesie del Cuore" sono interamente disponibili in PDF, gratuitamente, sul mio sito di poesie www.galgani.it
Buona poesia a tutti,
Francesco Galgani,
9 maggio 2016
Nella foto, mia premiazione, come finalista, alla IV Edizione del Premio Nazionale di Poesia “CIPRESSINO D’ORO”, indetto dal Kiwanis Club di Follonica, a cui ho partecipato con la poesia "Oltre le parole"
I misteri della vita
I misteri della vita sono insondabili, sono ineffabili... sono poetici.
La Vita è un mistero. L'Amore è un mistero.
La Fede è un mistero.
Tutto è mistico.
Alla fine di tutto, non rimarrà che la poesia...
... e i semi d'amore e di pace che abbiamo seminato.
(Francesco Galgani, 12 agosto 2015)
Segue una poesia di una mia amica:
Pubblicati i libri "Poesie del Cuore", dal vol. 1 al vol. 8
Tutte le poesie di Francesco Galgani sono su:
www.galgani.it
Il ruolo della poesia e gli stadi del suo sviluppo: riflessioni psico-sociali di un poeta
Come vedete la poesia?
Intrapsichica?
Relazionale?
O addirittura sociale?
Sono un pazzo
Nei manicomi c'era gente pazza
gente rinchiusa che farneticava,
scriveva versi,
d'amor sempre parlava
mentre la guerra nel mondo divampava.
Di pazzi ce ne sono ancora tanti,
tutti ammalati di biro o di matita,
poi vi sono quelli con il cellulare
o con un tablet in mano ad armeggiare.
Ma i folli che più sono da scartare
son quelli che ancor hanno sentimento
sono dei matti fuori dal normale
che anche gli altri fanno stare male.
In passato c'è stato Baudelaire,
e tanti come lui stramaledetti,
si sono intossicati con la “fata”
che dall'assenzio avevan distillata.
Poi c'è stato Palazzeschi e Corazzini
e il Pascoli con i suoi strani amori
e infine anche Campana e la Merini,
pazzi son stati dai cervelli fini.
Anche loro inseguivano l'amore,
intrecciavano parole e turbamento
gente partita che andava contro vento
gente che ci stordiva con dei versi.
E or ci sono anch'io, altro ammalato,
che scrivo e parlo ognor da innamorato
pensieri assurdi e sentimenti persi.
Salvatore Armando Santoro
(15 settembre 2014)
Tenerezze

Mamma carota aveva un chiodo in cuore
quella sua figlia era disperata
e l'avvertiva con un gran dolore
da lei sarebbe stata separata.
Registrava quel languido tremore
che pervade chi sa d'essere amata
e coglie dei congiunti ogni sentore
pur restando impotente e disperata.
Ma tanta tenerezza, no, non sfugge
a chi culla nell'animo pietà,
questa emozione ancor nel mondo rugge
vince ogni male e la malvagità
e sempre vi è qualcun che non distrugge
i palpiti di amore e di bontà.
Salvatore Armando Santoro
(Boccheggiano 10.6.2014 – 19,20)


