Covid (poesia)
Covid
Umanità folle,
stupida,
senza discernimento,
chi ha paura
è già morto dentro,
chi vuole il terrore
non ha pentimento,
ma una triste lapide
sopra il suo tormento,
con su scritto:
«Incapace di vivere,
morto scontento».
Troppo addotti (*)
per intendere e volere,
nel mondo parallelo
in cui mente crede,
nel silenzio dell'anima,
nel vuoto dello spirito,
nel vilipendio di coscienza,
nell'eterna nescienza.
Torniamo al reale,
grazie!
(Francesco Galgani, 26 agosto 2020, www.galgani.it)
(*) "addotto" è qui usato come neologismo basato sull'inglese "abducted", con specifiche accezioni non ancora riconosciute nei vocabolari italiani, ma già presenti in alcune pubblicazioni specialistiche. Qui mi sto riferendo al possesso di parte della mente umana (e quindi dei pensieri, delle parole e dei comportamenti) da parte di entità esterne aliene incorporee (tra le quali il Lux), con conseguenti comportamenti e stili di pensiero pari ad una psicosi, tra i cui sintomi principali: senso continuo di solitudine (ovvero affettività mancante), paura di abbandono, paura generalizzata non basata su una minaccia concreta, continua autocritica verso di sé e al contempo bisogno acritico di rispettare le regole, senso di inferiorità, di colpa, di inadeguatezza, di fallimento esistenziale, ciclotimia e/o depressione cronica, con possibili idee suicidarie. Il Lux in particolare utilizza gli istinti di colpa della sua vittima per assoggettarla in una violenza mentale continua che dura tutta la vita. Oggi alcuni psicologi hanno iniziato ad integrare la pratica clinica con le conoscenze metodologiche maturate negli studi di abduction. Cfr.: "Meccanismi psicotici nell'adduzione" e "Dopo il lockdown... lezioni di vita dal covid coronavirus?".
Codice
Codice
Vivo di codice,
tra gli algoritmi figliati,
i linguaggi hackerati,
i pensieri compilati.
Nella serata calma,
al termine di una guerra
di script benefici,
di pace m’immergo:
pochi sanno,
solo io li so,
gioie e dolori che può dare
un codice da creare.
(Francesco Galgani, 14 giugno 2020, www.galgani.it)
Smarrimento
Smarrimento
Chi nel cibo,
chi nel gioco,
chi nel sesso,
chi nel vuoto,
chi nei social,
chi nel vino,
chi si fuma,
chi già dà... l'ultimo addio.
Chi prova a immolarsi
per una causa visibile,
chi cerca Dio
nel nulla invisibile.
Chi lucida l'ego
fiero del suo agire,
chi lo loda,
in uno stupido perire.
C'è chi soffre,
chi si dispera,
chi schifa gli altri,
chi odia sé,
chi muore d'ansia,
chi di tumore,
chi di nulla,
chissà perché...
Tutti a cercare,
e a sperare,
chissà dove,
chissà come,
sembriamo un'orchestra
senza direttore,
abbiamo governi
senz'anima interiore.
Nel folle caos
d'un grande smarrimento,
fonte di conflitti
e di pervertimento,
c'è chi prova
a far da maestro,
incapace persino
di provvedere a se stesso,
come Cristo,
servito e riverito
dai soldi di pie donne
forse non cristiane,
ma con lui fino alla fine,
sotto la croce,
quando tutti gli altri
si dileguarono...
Anania e Saffira
vi rivedo ancora
in ogni persona
devota a un ideale.
(Francesco Galgani, 11 giugno 2020, www.galgani.it)
Cfr. Marco capitolo 15, 40-41, Luca capitolo 8, 2-3, Atti degli Apostoli capitolo 5, 1-11
La Mascherata
La Mascherata
All'ombra della mascherina
camminiamo attenti a distanziare
altre mascherine silenziose
che incontriamo per strada.
Mascherina egoista o altruista
mascherina obbligata o desiderata
mascherina comprata o gratuita
mascherina ostentata o subita.
Una pantomima di un ballo in maschera
dove si guarda e si è guardati
nascondendo il terrore di morire
colpa di un invisibile nemico.
Nello spettacolo mascherato
di una vita senza vita
fine di un carnevale cominciato
inizio di una quaresima senza fine.
Mascherina bavaglio di libertà
ipocrisia di un dispositivo di sicurezza
di persone che sicure non sono
vittime di una assurda omologazione.
Messinscena di una ridicola mascherata
per coprire inefficienza e cattiva sanità
mascherina ultimo feticcio
di una apparente vita che non si sa.
(Giulio Ripa, 14 aprile 2020)
Quarantena
Ed ecco la quarantena,
ma inizialmente per me per poco sembra cambiare,
sempre a casa devo stare.
Questa volta la mia libertà però mi vedo negare,
neppur a far asparagi posso più andare!
Casa e lavoro ancor più dovrò fare...
Il telefono adesso par l’unico modo per comunicare,
ciò mi infastidisce,
ma non c’è altro modo per Fare.
Confortante però è il paesaggio esterno che ogni giorno in meglio sembra cambiare,
ogni cellula vivente infatti con gli Occhi par toccare!
Alla mia famiglia sento di dover tornare,
probabilmente la pandemia era da incontrare.
(Alessandro Pacenti, 9 aprile 2020)
Cade la neve (poesia)
Cade la neve ❄️
Cade la neve... bianca e delicata attecchisce al terreno,
nutrendo sorgenti secche e sofferenti,
dando vita a fiumi e torrenti grandi e possenti.
Cara neve la tua venuta è stata inaspettata,
in primavera sei caduta,
ma sei comunque la benvenuta.
L’uomo te ne è grato,
con il suo amore sconfinato.
Alcune cose hai interrotto mettendo a rischio il raccolto,
ed io che resto inerte,
e ti accolgo a braccia aperte.
Pasquale Cofone
Corigliano - Rossano, c/da Baraccone, lì 25.03.2020
Quel giorno... (poesia)
Dedicata al Gohonzon di Nam myoho renge kyo, e a tutte le sue manifestazioni...come gli esseri viventi
Quel Giorno...
Quel giorno....ancora addormentati, all'improvviso fummo svegliati;
i colori del mattino, giocavan nel cielo adamantino;
il dolce canto degli uccelli, all'unisono risuonò;
dalla finestra la brezza del vento, nuova speranza ci portò;
un raggio di sole... fu una carezza, che nelle stanze timidamente si affacciò;
era la scia della VITA per annunciar che la prigionia era finita!
era la Luce della Vita a passar tra la gente, ormai non più indifferente...
era la Gioia della Vita, mai come allora fu percepita, seppur da sempre... infinita;
nel suo splendor colorato si presentò, con forza delicata ci sfiorò, e, l'Abbraccio tanto anelato, finalmente per tutti arrivò...!
Dora Falbo
Corigliano - Rossano, lì 24.03.2020
Ai tempi dell'epidemia
Ai tempi dell'epidemia
Governo tiranno,
sciacallo di diritti,
rassicurante per altri,
aspro per me,
stai uccidendo
in nome d'una salvezza
pari a quella d'uno schiavo
né degno né libero.
Come son belle le bandierine,
i loro arcobaleni,
e gli inviti al coraggio,
peccato che mai l'ho viste
per chi se stesso ha immolato
per il bene di ognuno di noi.
(Francesco Galgani, 25 marzo 2020, www.galgani.it)

Actio manet
Come il mare riporta sempre tutto alla deriva, così non aiuti la sciocca presunzione che tutto possa svanire nella vastità della coscienza.
Alessandro, riflessioni sull’acqua. marzo 2020
Nel silenzio
Nel silenzio
Tra le macerie dell’umanità
e il mistero del presente,
scorrono le preghiere,
il sommo cuor le sente,
per noi prodigandosi,
amorevole e gentile,
senza giudicare,
ma capace d'ascoltare.
Senza rumore,
né il minimo clamore,
i semi del cuore
sono felicità,
per il quieto lavoro,
silente e non visto,
di fede provvisto,
di chi crede nella vita,
e nei talenti da Lei donati,
magica regina
d'un'esistenza senza fine.
Grazie!
(Francesco Galgani, 10 febbraio 2020, www.galgani.it)