Non è giusto
Troppo si nutre il mondo di violenza,
troppa menzogna si proclama pura;
troppo lordume detta la misura,
e il vero cede il posto all’apparenza.
Non aggiungiamo al mondo sofferenza:
non c’è legame vivo senza cura;
chi non ascolta accresce la frattura
e chiama pace la sua indifferenza.
Se nel lamento cresce la pretesa
e il giudizio s’impone sull’amore,
lo sforzo altrui diventa vana impresa:
così togliamo al dono il suo valore,
lasciando senza ascolto né difesa
chi ci sogna malgrado il suo dolore.
(18 settembre 2026, galgani.it)
Il messaggio
Ho visto le stagioni dileguare
e impallidire i giorni più leggeri;
ma tu rimani intatta nei pensieri,
un sogno che non so dimenticare.
È strano ritrovarmi ad aspettare
un cenno tuo per notti e giorni interi;
in quei segnali, brevi messaggeri,
il nome tuo non smetto di cercare.
Ma perché torno a ciò che mi confonde,
perché raccolgo un filo già spezzato,
se ignoro quali nodi in sé nasconde?
Forse il tempo ha in silenzio seminato,
nelle ferite antiche e più profonde,
un amore più saldo e più pacato.
(17 settembre 2026, galgani.it)
Alla patria
Fermati, Italia: il sangue già ti chiama!
Madre smarrita in un furor straniero,
perché consegni al buio il tuo sentiero
e chiami pace ciò che morte brama?
Già conoscesti il volto del tiranno,
la voce che promette e poi divora;
ma un’altra fiamma ti seduce ancora
e chiami gloria il seme del tuo danno.
Misera sorte: preveder la scure
che sulla patria lenta si prepara,
e non trovar che orecchie sorde e dure.
Un piccolo e triste orto ci separa
tra i magri frutti e le mute paure,
mentre la Morte il ferro già prepara.
(9 luglio 2026)
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(Italia, prostituta di basso bordo, vai alla mia galleria)
Come stai?
Chiedo di te perché cerco la pace,
per l’anima ancora troppo ferita,
perché non gravi sopra questa vita
la voce che fra noi rimane e tace.
Il silenzio trattiene il tuo ritorno,
è lutto che richiude le sue porte;
ci tiene stretti nella stessa sorte,
di vita in vita il karma torna attorno.
Dovremo sciogliere anche questa pena,
oltre ogni torto e le vecchie ragioni,
oltre la colpa, fino al puro dono;
perché l’esistenza sia serena,
e l’amore dissolva le prigioni,
con fede e speranza verso il perdono.
(6 luglio 2026, galgani.it)
Solitudine
Ogni rinuncia è un’amara scommessa,
che al cuore lascia cenere e tormento;
si spegne il voto dentro lo sgomento,
sulla rovina triste d’una promessa.
Il sogno è ormai cenere remota,
e l’anima si piega nella pena;
ma il volto resta freddo sulla scena,
serba una pace immobile e vuota.
Quel giorno anch’io portai dolore atroce,
chiuso nel buio della mia memoria,
senza che mai cedesse la mia voce.
Non fu durezza, ma la mia difesa:
mi manchi al ripensar la nostra storia,
e il pentimento ancora oggi pesa.
(4 luglio 2026, galgani.it)
Fantasie
Naufragando tra le fantasie
di ricordi mai vissuti
e di sogni violentati,
non rimane che il nulla,
di un'esistenza fragile,
allucinata e isolata,
smarrita tra i dedali
d'un senso sfuggito.
(20 maggio 2026, galgani.it)
Anime
Avanti e indietro
cercando amore,
anime come onde
s'infrangono sulla riva.
(17 maggio 2026, galgani.it)
Di cosa ha bisogno il mondo?
Energia di pace, luce, amore e tranquillità. Tutto qua.
Le necessità del vivere quotidiano si trasformano in meglio e diventano molto più sostenibili, nel senso di alleggerite, quando siamo nell'energia della vita.
Il mondo è costruito per gettare continuamente fango sulle nostre anime e sui nostri corpi, fino a seppellirli nell'oscurità. Ma più ci ripuliamo da questo sporco, più ci avviciniamo alla nostra essenza. Ripulire l'anima significa dimorare nell'amore. Ripulire il corpo significa abituarsi al digiuno, che è anch'esso una forma di amore.
E più siamo in contatto con la nostra energia divina, e più siamo quel cambiamento di cui il mondo ha un grande e urgente bisogno.
Ciascuno di noi è rinato qui perché ha un ruolo indispensabile, che sta proprio in questa trasformazione interiore. Non esistono persone soltanto "utili", ma persone assolutamente "indispensabili" per il progetto di pace, evoluzione e amore per il quale siamo nati.
Luce Felice
Mi riscaldi,
m'appassioni,
esisto per te,
esisti per me.
Il fuoco non ci brucia,
l'acqua non ci bagna,
il vento non ci secca,
nulla ci danneggia:
tutto arde,
ma la nostra terra
e le nostre anime
rimangono salve e illese.
Non è un prodigio
ma realtà onirica
del Dio che ci sogna
credendoci reali.
(15 maggio 2026, galgani.it)
Radici
Potente e avvolgente
il mio daimoku per te,
non lo sai né mi pensi,
mai t'ho dimenticata.
A quei tempi
le tue mani con le mie
unite forti in preghiera,
che d'amore ardeva.
Tutto cambia,
tutto passa,
ma il cammino divorziato
è illusoria realtà
come radici nascoste
d'alberi ormai lontani,
che nel silenzio profondo,
si toccano.
(13 aprile 2026, galgani.it)
La grande alchimia
Desiderio di possedere
spacciato per amore,
trafigge i cuori,
infelici e stanchi.
La vita sullo schermo,
avida e triste ladra
del nulla che conta,
ti ruba lo sguardo.
Eppure t'osservo
sofferente e agitato
d'un vissuto nascosto,
isolato e sbeffeggiato
da sorrisi finti,
da illusioni seducenti,
da follia d'approvazione,
schiavo come tutti noi.
L'ora è vicina,
la falce è pronta,
prima dell'ultimo viaggio
saggezza ci implora
reale vicinanza,
social buttati,
disconnessi dal finto,
e parole sincere.
Oltre non c'è altro,
il profilo non ti segue,
ma aleggerà il ricordo
della vita tradita
rincorrendo aquiloni
impossibili d'afferrare,
perché solo la famiglia
della pace è patria.
Il resto è perversione,
di smarrimento follia,
con l'unica medicina
d'un autentico calore
coraggioso e forte,
pronto a guidare insieme
sofferenze e gioie,
prima della rottamazione.
(24 dicembre 2025, galgani.it)