Se fossimo in pace...

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Il vero problema è che, come esseri umani, raramente conosciamo la pace interiore.

Se fossimo pacificati, staremmo in mezzo alla natura e non avremmo avuto bisogno di inventare la lampadina, la tv, l'automobile, il telefono, il computer, Internet, le centrali nucleari e tutto il resto.

Chi è in pace, è in pace con quello che c'è.

L'uomo primitivo amava la sua donna, anche lei figlia, come lui, della terra e della fatica. Dopo l'amore, pacificati, contemplavano insieme il tramonto, e la vita scorreva così...

(11 ottobre 2025)

Attacchi a centrali nucleari: il dossier delle fonti russe e le verifiche dell’AIEA

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Nota metodologica — Questo testo non è un comunicato politico. È un riepilogo documentato di comunicazioni ufficiali in lingua russa e inglese (sito del Cremlino e altre istituzioni) e di aggiornamenti di organismi internazionali, in particolare l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). Il mio obiettivo è illustrare i rischi per la sicurezza pubblica. Molti di noi in ambito occidentale potrebbero non esserne al corrente, pur essendo tutti quanti potenzialmente coinvolti dagli effetti di una nube radioattiva dovuta a un'esplosione di una centrale nucleare. Non stiamo parlando di un incidente imprevisto e casuale, ma di un evento voluto e cercato dal regime di Volodymyr Zelenskyy, finanziato e armato dall'Unione Europea, dagli Stati Uniti, dalla NATO.

E' una follia che, almeno finora, non ha destato alcuna protesta popolare, sebbene nello scenario estremo — che richiederebbe una catena di eventi sfavorevoli dovuti a bombardamenti intenzionali — l’Europa potrebbe affrontare evacuazioni di massa e interdizioni su aree molto ampie, a seconda dei venti e della pioggia. Non è allarmismo, ma è il riconoscimento di un rischio reale dovuto in primo luogo alla NATO e, in seconda battuta, alle scelte scellerate di chi ha il comando delle armi fornite dall'Occidente all'Ucraina.

Nota sull'agenda setting — I mass media non ci aiutano, spostano continuamente la nostra attenzione da ciò che è più rilevante a ciò che serve solo a farci litigare tra di noi. Non a caso, Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha accusato l’Europa di essere un «campo di concentramento dell’informazione digitale», come riportato sulla TASS del 16 maggio 2025. Comunque, ognuno ha la sua propaganda e i suoi interessi, sta a noi avere più consapevolezza e più umanità.

Che cosa affermano le fonti ufficiali russe

Cosa confermano gli organismi internazionali “neutrali”

L’AIEA mantiene una missione permanente alla ZNPP e pubblica aggiornamenti regolari. Questi confermano che la centrale è stata oggetto di colpi/droni (senza attribuire responsabilità) e che la situazione di sicurezza è precaria per perdite ricorrenti di alimentazione esterna:

Perché questo riguarda la sicurezza pubblica in Europa e in Asia

La ZNPP è il più grande impianto nucleare d’Europa. Pur con i reattori in cold shutdown, la sicurezza dipende da alimentazione elettrica e sistemi di raffreddamento. L’AIEA segnala perdite ricorrenti di energia esterna e sottolinea che i rischi stanno aumentando. Un danno grave alle funzioni di sicurezza (per esempio per interruzioni prolungate di energia o impatti diretti su strutture e sistemi) potrebbe comportare rilasci radioattivi con effetti transfrontalieri. Per questo l’AIEA chiede insistentemente che gli attacchi all’area della centrale cessino e che siano ristabilite condizioni stabili di sicurezza e alimentazione elettrica.

Che cosa constatiamo

  • Esistono molte comunicazioni pubbliche ufficiali russe che accusano l’Ucraina di colpire la ZNPP e, in alcuni casi, siti energetici sensibili in Russia (es. area di Kursk).
  • Esistono conferme tecniche e fattuali dell’AIEA circa impatti/droni sul sito e ripetute criticità (perdite di alimentazione, danni locali).
  • C'è un rischio per la sicurezza pubblica ben oltre i confini dell’Ucraina.

Riepilogo delle fonti

(scritto con la speranza di una maggiore consapevolezza pubblica, 10 ottobre 2025, corretto l'11 ottobre 2025)

Relazioni finte, solitudine vera, una strada possibile

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Da tempo stiamo abbandonando la vita reale per quella virtuale. Non abbiamo più la forza d'animo di reggere una relazione con l'altro, di sopportarne i rifiuti, le offese, le infinite complicazioni. Neppure i momenti di giocoso e "giusto istupidimento" che l'innamoramento comporta sembrano sensati e accettabili, o persino possibili.

Non ci crediamo neanche più che avremo ancora una nuova opportunità di vivere una relazione sentimentale, con tutto ciò che essa comporta, tra gioie e dolori, tra desideri e delusioni, tra progettazione della vita insieme e cambiamenti improvvisi e imprevedibili. Siamo sempre più isolati, più separati, più soli.

Non c'è più amore, non c'è più pace. In definitiva, non c'è più speranza.

Lo stato d'animo (illusorio) fin qui descritto è sintetizzato da questa notizia: 

[...] Alcune donne [...] provano attrazione per partner digitali [...] Il numero di donne che scelgono relazioni con l’intelligenza artificiale è in crescita, e questo è comprensibile [...] Secondo un sondaggio, il 54% delle donne non crede di riuscire a trovare un partner adatto nella vita reale. [...] Non sorprende che un giovane su cinque che ha sperimentato questo formato di comunicazione lo trovi preferibile all’interazione con persone reali. [...] (fonte)

In pratica stiamo parlando di attrazione erotica e sentimentale per il nulla cosmico, per una IA che significa Ignoranza Assoluta della vita, e dalla quale nulla può nascere. Invece di trovare la forza di volontà, il coraggio e la fede per affrontare le difficoltà di un rapporto di amore, o almeno per provarci, ci rifugiamo in una relazione che simula tale rapporto? La realtà non è quello che è, ma innanzitutto è ciò che noi crediamo che essa sia.

La via della pace e dell'amore è sempre in salita. I surrogati con l'IA - o comunque la negazione della possibilità di rapporti umani veri, a tu per tu, corporei - sono invece solo la strada per sprofondare nel baratro e per confermare la non superabilità delle nostre sofferenze. Assecondare questa disperazione comporta, tra l'altro, una forma più o meno consapevole di individualismo, che ha anche la forma del narcisismo, dell'autosufficienza, della mancanza di volontà di affrontare insieme ad altri un rapporto impegnativo. In poche parole, le nostre sofferenze sono sia causa che effetto di un egoismo galoppante che divide le persone.

A tutte queste donne, e uomini, posseduti dal demone della solitudine, vorrei dedicare questa poesia:

In guerra

Ti Amo,
sconosciuta triste
di mille preoccupazioni
che non conosco.

Ti Amo,
sconosciuto irato,
pronto a sparare
senza conoscer te stesso.

Vi Amo,
tutti quanti,
con una pioggia di cuori
d'invisibili baci.

Falsa la solitudine,
la mancanza di senso,
che già ci percosse
prima dei falsi nemici:

è tutto un inganno,
un demone fragile,
un parto delle ombre
della mancanza di fede.

Fede nei sorrisi,
fede che male è bene,
fede che tu sei un bene,
fede che noi siamo un bene.

(9 ottobre 2025, galgani.it)

Vedi anche: Tre esercizi per la pace interiore

Come trovare pace

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autore: Giulio Ripa

Per diventare costruttori di pace o partigiani della pace è necessario iniziare un cammino per un nuovo modo di essere umani.
Si parte dalla propria coscienza fino a rigenerare un nuovo mondo possibile. 

Lo stato di coscienza ordinaria di un uomo è la separazione tra il soggetto che osserva (l’Io) e l'oggetto osservato (il mondo in cui viviamo).
L’osservatore non è presente come soggetto consapevole, in quanto il suo pensiero è scisso da se stesso e dal resto del mondo.
Se nella mente non si presta attenzione al soggetto che osserva, si perde la possibilità di conoscere sé stessi in relazione all’oggetto osservato, non c’è esame di coscienza, non ci si mette in discussione, colpevole è sempre l’altro. 
In questo stato interiore la mente divaga a seguito di un automatismo mentale che si identifica con quel centro di appropriazione del pensiero discorsivo-ricorsivo dell'Io egoico, bellico, condizionato e dipendente dall’interesse personale, dall’attaccamento ai propri desideri, ossessionato dalla identità e dalla sua frammentazione. 
La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, una evidente concentrazione su se stesso negli scambi interpersonali ed incapacità di vedere il mondo dal punto di vista degli altri.

Nell’autocoscienza invece il soggetto (l’Io) osserva se stesso che interagisce con l'oggetto (il mondo). Soggetto ed oggetto si sovrappongono, ma sono interdipendenti con azione reciproca tra l'uno e l'altro.

Svanita la separazione tra il soggetto ed il mondo osservato, in questo stato di coscienza unitario, la mente elabora la relazione fra se stesso e il mondo evitando qualsiasi identificazione con il proprio ego (io condizionato). 
La mente è così libera da ogni opinione e da ogni condizionamento psichico e concettuale. Soltanto se impariamo a guardare le cose con equanimità, senza l’interesse, senza l’avidità, senza l’ingordigia dell’ego, l’uomo può essere tutt'uno con il mondo. 
Conoscere se stessi in profondità, sapersi "osservare" dentro, con distacco quando si guarda il mondo, è la via per avere consapevolezza dei propri processi cognitivi senza illusioni.
Grazie a questo, si può osservare la realtà intera, l’interazione tra soggetto ed oggetto, senza la distorsione dell'ego provocata dall'interesse personale.
Mettere in discussione la struttura psichica dell’Io (egoico-bellico), libera l'uomo da una individualità separata da tutto il resto, riscoprendo la propria natura universale.

L'equilibrio tra mondo interiore e mondo esteriore è fondamentale per una maggiore consapevolezza nell'accettazione della vita nella sua totalità.
La mancanza di questo equilibrio tra interiore  ed esteriore porta nell’uomo ad una sofferenza esistenziale.
Cerchiamo di meditare per trovare pace nell'equilibrio (armonia) tra "dentro di me/fuori di me", senza giudicare, pur vivendo tra queste dicotomie. 
In realtà "dentro di me/fuori di me" sono un tutt'uno. Tutto è incluso.

Nella meditazione c'è una liberazione interiore dagli automatismi mentali, si modifica lo stato di coscienza per vedere senza illusioni la realtà così come è nel momento presente, con un Io in pace con se stesso e con il mondo, aperto pienamente alla relazione, cioè capace di amare e creare.
La liberazione interiore vuol dire rivoluzionare il modo di essere in relazione con altro, contemporaneamente trasformare il mondo quando è possibile. 
Interiormente liberi e quindi in pace con sé stessi, siamo amore incondizionato che crea relazioni per unire ogni cosa nel tutto, dove il tutto si compenetra in ogni cosa. Tutto in uno.

Facciamo due citazioni su come trovare pace:
"La persona che non è in pace con sé stessa sarà in guerra con il mondo intero. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo." (Gandhi)
“Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. 
Ci vuole coraggio per dire sì all'incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo.”
(Papa Francesco)

E' evidente che trovare pace significa agire senza violenza.
Questo non vuol dire essere passivi, ma essere dotati di una forza d'animo eccezionale per reagire alle ingiustizie.
Chi ha trovato pace, in un conflitto armato non si schiera con uno dei contendenti ma si schiera contro la guerra, contro l’uso delle armi, contro il commercio delle armi, ben sapendo che la guerra è sempre una sconfitta per molti mentre pochi se ne avvantaggiano. 

Nel caso di conflitti armati tra i tantissimi strumenti impiegabili come azione non violenta ci sono: le sanzioni economiche, la diplomazia, i negoziati,
i picchetti, il digiuno, il rifiuto di collaborare, il boicottaggio, l’arresto dell’attività lavorativa, lo sciopero, lo sciopero al rovescio (lavorando dove e quando non permesso), l'obiezione di coscienza, la disobbedienza civile come le manifestazioni non autorizzate,  l’obiezione fiscale, la diserzione militare, etc.

(Giulio Ripa, 5 ottobre 2025)

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