Tra parole e silenzio: non propaganda, ma presenza
A volte sento persone che si interrogano sul senso dello scrivere, e in particolare del mio scrivere in questo blog o del loro scrivere sui social. Tante volte mi sono sentito dire qualcosa del tipo: "Devi essere più sintetico, la gente non ha tempo per leggere e si stanca subito". Oppure: "Non convincerai mai nessuno". L'osservazione più interessante, comunque, che non era riferita a me ma a un discorso più generale, è stata questa: "«[...] Far capire agli altri sembra insormontabile. Oppure, è a causa di quel caro principio di libertà che si ha come paura di condizionare e persuadere il prossimo? [...]»". Sempre su questi temi, c'è anche chi si è posto il problema di come fare "marketing" di ciò che scrivo, nel senso di diffonderlo.
Onestamente, mi sembrano falsi problemi. Siamo tutti interconnessi, condizionati, condizionabili e condizionanti, volenti o nolenti. Le idee sono come un immenso oceano, e le nostre menti, e le nostre stesse esistenze, sono le bolle della schiuma dell'oceano che si infrange sulle rive. Non c'è bisogno di fare propaganda, e spesso non c'è neanche bisogno di parlare. Spesso basta la direzione del proprio cuore.
«La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore»
Nichiren Daishonin, Gosho di Capodanno
«Una persona quando nasce ha un'ascia in bocca, e se dice parole malsane con quell'ascia si taglierà»
Budda Shakyamuni, The Sutta nipata
«Le conseguenze del karma negativo che creiamo con la bocca - per esempio con osservazioni sprezzanti, con discorsi diffamatori e con bugie - ci tornano indietro e possono causare la nostra rovina»
Daisaku Ikeda, Buddismo e Società n.168, 2015
Credo che convenga spostare il nostro focus su un'altra questione, costantemente rinnegata dal nostro mondo turbocapitalista e neoliberista. Ovvero:
Il mio bene è il tuo bene.
Il tuo bene è il mio bene.
Il mio male è il tuo male.
Il tuo male è il mio male.
Il bene che compio non è mai solo per me.
Il male che compio non è mai solo per me.
Il mio cuore non batte solo per me.
Amare significa "io sono qui per te".
"Sia che tu invochi il nome del Budda, che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso, tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita buone radici e benefici. Pratica la fede con questa convinzione."
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
Credo che l'unica cultura che conti sia quella vissuta, non i discorsi. In questo senso, quando io parlo di cultura e di educazione, intendo la filosofia nel suo significato originario, ovvero l'applicazione concreta di quanto compreso attraverso l'esperienza e la riflessione, e l'etica che ne consegue.
La cultura è qualcosa che si vive, non qualcosa che si insegna o che si tenta di far capire ad altri. A ben vedere, tra l'altro, il verbo "insegnare" non ha significato: nessuno può insegnare qualcosa a qualcun altro, al massimo può "indicare".
Quanto ai condizionamenti e alle libertà, per me avrebbe senso discuterne se esistessero individui separati. Il concetto di "io" è solo un'astrazione utile per capirci nella vita quotidiana, ma a livello profondo non esiste. Non c'è un "io" e, sebbene esistano le azioni, non c'è un soggetto che le compie, se inteso come un'entità stabile, definibile in quanto esistente di per sé, con le sue caratteristiche. Se cerchiamo questo tipo di soggetto, non lo troviamo.
Scopriamo invece un'intricatissima rete di relazioni in costante mutamento, all'interno della quale possiamo dire che qualcosa di impermanente esiste soltanto in relazione a tutto il resto, e perché esiste tutto il resto. In termini pratici, "io" esisto perché esisti "tu", e viceversa, ma "io" e "tu", sebbene possano sembrarci oggettivi, in realtà sono soltanto idee intangibili come i sogni.
Questo vale sia a livello macroscopico che intrapsichico. La realtà mentale dell'essere umano, solitamente, è un groviglio di forze che fanno la guerra tra di loro. Questa è la mente, ma è anche ciò che intendiamo per mondo, che infatti è tanto agitato quanto le nostre menti. Sono rare le persone che hanno fatto così tanto lavoro su se stesse da avere una mente fatta di forze che vanno nella stessa direzione. Potremmo chiamare queste persone "maestri" e "maestre". Tuttavia, anche in questi casi rari, l'essere umano è e rimane un insieme mutevole di aggregati, non un'entità unica.
Questa visione delle cose è stata ampiamente sviluppata nel Madhyamaka, con il concetto di vacuità. Il filosofo di riferimento è Nagarjuna e il suo testo fondamentale è: "Le Strofe della Via di Mezzo" (Mūlamadhyamakakārikā).
Giusto per fare un esempio, la nostra mente è vacua:
«[...] Cosa significa myo (mistico)? È semplicemente la misteriosa natura della nostra vita di istante in istante, che la mente non riesce a comprendere e le parole non possono esprimere. Guardando la nostra mente in ogni singolo istante, non percepiamo né colore né forma per verificare che esiste. Eppure non possiamo nemmeno dire che non esiste, poiché molti pensieri differenti sorgono di continuo. Non possiamo né ritenere che la mente esista né che non esista. È una realtà inafferrabile che trascende sia le parole sia i concetti di esistenza e di non esistenza. Non è né esistenza né non esistenza, e tuttavia manifesta le proprietà di entrambe. È la mistica entità della Via di mezzo che è l’unica vera realtà. [...]».
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
"Via di mezzo", in questo contesto, indica proprio ciò che si trova in mezzo tra l'esistenza e la non esistenza. Questo è il significato fondamentale di vacuità, cioè l'assenza di natura intrinseca di un qualsiasi ente, concetto, idea. Come noi ci raffiguriamo le cose dipende da cause, condizioni e convenzioni concettuali e linguistiche.
Ho citato Nagarjuna nel blog in varie occasioni. Prima ancora, avevo esposto concetti affini in una mia riflessione, in cui parlavo di "principio di contraddizione, di interdipendenza e di compresenza degli opposti". Per i lettori più attenti, voglio mettere in evidenza che ho proprio scritto "principio di contraddizione", e non "principio di non contraddizione", dal quale mi discosto fermamente.
Visto che sto equiparando mente e mondo, e che li considero entrambi tanto consistenti quanto i sogni, vorrei concludere con i primi versi del Dhammapada:
«Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.»
Dhammapada, Versi in coppia, Strofa 1
Pace e bene a tutti,
3 febbraio 2026
[E-books] Non c'è pace con l'IA, raccolta di testi di Giulio Ripa e Francesco Galgani
Raccolta di alcuni e-book gratuiti scritti insieme al caro amico Giulio Ripa:
- Fantasmi, Sirene e Intelligenza Artificiale (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Liberazione dell'intelletto per una nuova umanità (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- L’era della simulazione ovvero l'oscuro desiderio di essere sempre connessi (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Non c'è pace con l'intelligenza artificiale (Giulio Ripa)
- L'uomo limitato (Giulio Ripa)
- L'ecologia (Giulio Ripa)
- Non-violenza senza eccezioni: una via buddista per la pace (Francesco Galgani)
- Esplorando il Dhammapada, libero commentario (Francesco Galgani)
- Solitudine e contesti virtuali (Francesco Galgani)
- L'Era della Persuasione tecnologica ed educazione all'uso della tecnologia (Francesco Galgani)
Prefazione (di Francesco Galgani)
La fisica e le neuroscienze non possono spiegare la coscienza, la consapevolezza, l'anima, i sentimenti, l'amore, la felicità, anzi, li ignorano come se fossero un di più poco interessante. Allo stesso tempo, ci affidiamo sempre più a intelligenze artificiali senza consapevolezza, senza anima, senza intenzione né libero arbitrio. Stiamo costruendo un mondo in cui l'umano assomigli sempre di più alle macchine.
Nel frattempo, si discute anche dei diritti delle macchine equiparandoli ai diritti umani. In questa equazione di svilimento della vita, mancano completamente i diritti degli ultimi tra gli umani, delle piante, degli animali.
Lodiamo le macchine e ci affidiamo sempre di più ad esse, ma non vediamo gli schiavi e le schiave, i genocidi, la sistematica e pianificata distruzione dell'educazione e della cultura.
L'Europa si sta riempendo di schiave, donne per lo più ucraine costantemente sotto ricatto, costrette nei nostri bordelli. Stesso discorso per i giovani uomini, e per bambini e bambine.
Ricorda che il corpo è fugace
come la schiuma del mare, un miraggio.
Il fiore della passione sensuale
nasconde un artiglio.
Ricordalo, e passa oltre la morte.
si scopre che tutti gli esseri hanno paura
della punizione e della morte.
Allora, non si assale
né si provoca più nessuno.
che come noi cercano appagamento
significa far male a noi stessi.
Spuntano doni del cielo
stando in compagnia
di chi è saggio e perspicace
di chi con accortezza offre
dissuasione e consiglio
come guidando a un tesoro nascosto.
Che il saggio guidi gli esseri
via dall’oscurità
che offra orientamento e consiglio;
ne farà tesoro l’onesto
li rifiuterà lo stolto.
Millenni di cultura stanno venendo rinnegati con la stessa facilità con cui oggi si inneggia all'apocalisse nucleare. Ai valori cristiani si preferiscono e pubblicizzano la bestemmia, il satanismo, l'incesto, l'aborto, l'omicidio, la pedofilia, l'esaltazione di forme non tradizionali di convivenza e intimità finalizzate non tanto al rispetto della propria natura, ma alla disgregazione di ogni possibilità di mettere radici nella famiglia e nella comunità.
Essere insoddisfatti e inappagati
e tuttavia cercare ancora solo
i fiori casuali dei piaceri dei sensi
sottomette al dominio del distruttore.
Fertilità e natalità vanno di pari passo con la speranza nel futuro, e infatti stanno miseramente crollando. Alla scoperta del contatto fisico preferiamo la distanza di una vita dietro gli schermi.
Mi ha toccato,
e ho scoperto la vita.
Vivere è faticoso, lo è sempre stato. Ma oggi anche pensare è diventato un optional gravoso. I filosofi non producono moneta, quindi non servono. Per pensare c'è l'IA, è il nuovo messia comparso dal nulla per il nostro bene. O almeno questo è il messaggio per il gregge.
Ma sei noi siamo pecore, l'IA non è un pastore benevolo, è piuttosto il nostro macellaio. Con l'IA non può esserci pace, perché è innanzitutto uno strumento di guerra contro di noi. E' il principale strumento bellico su cui le grandi potenze stanno investendo, insieme alle applicazioni militari della robotica e della fisica quantistica.
Non tardare a fare ciò che è salutare.
Dissuadi la mente dal fare il male.
La mente che esita a fare il bene
potrebbe provar piacere a fare il male.
Anche chi fa del male
può gioire
finché le sue azioni
non hanno dato frutti.
Ma maturati gli effetti
delle azioni
non potrà evitarne
le dolorose conseguenze.
Lo scopo ultimo della tecnologia contemporanea è quello di possedere le nostre menti, i nostri corpi, le nostre coscienze, per creare sudditi perfetti e accondiscendenti, plagiati dalle comodità tecnologiche e obbligati dal ricatto di condizioni lavorative ed esistenziali sempre più precarie e invivibili.
Quando il sole della cultura è al tramonto, la barbarie e la violenza sono la nuova legge. Coloro che oseranno dire parole di verità saranno crocifissi. Ma è meglio morire così che assecondare la disgregazione del pensiero:
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
Mentre provo a dare forma scritta a questi pensieri, l'ONU, cioè il massimo progetto politico di pace tra le nazioni, si lamenta di debiti ingiusti e dichiara la sua bancarotta. Questi guai economici sono il sintomo di una vera bancarotta morale, dopo anni di ipocrisie e sudditanza. Sono tutti pessimi segnali di un grande disvelamento del male profondo nelle nostre società.
Rendere manifesto ciò che era nascosto è il significato di Apocalisse. Ci siamo dentro. Oggi parole come democrazia, Occidente, IA e nazismo stanno diventando sinonimi, le nostre nazioni si stanno trasformando nel Quarto Reich. Questo germe infettivo sta dilagando ovunque.
Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani,
io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.
Vorrei chiudere questa prefazione con alcune domande ai nostri lettori. L'IA avrebbe mai potuto scrivere un testo come questo? L'IA può inviare di nascosto poesie ad un amore segreto mai dichiarato? L'IA può mettere da parte se stessa e ritirarsi per proteggere qualcun altro? Sono solo esempi. Cerchiamo di rimanere umani e di essere degni della vita ricevuta in dono.
Cerchiamo di non nutrire l'ego, ma di dare voce all'anima.
Pace dentro, pace fuori, pace vicino, pace lontano, pace e saggezza per tutti.
(31 gennaio 2026)
Il prezzo del servilismo dell'Italia: conseguenze prevedibili
Gli ebrei sionisti si sono puliti i piedi sulle uniformi dei Carabinieri italiani?
E' giusto, è la giusta conseguenza di fare la guerra agli amici seri e affidabili, e di prostituirsi ai nemici, ai corrotti, ai delinquenti assassini. O, come dicono in molti, di stare dalla parte sbagliata della storia.
Si chiama legge di causa ed effetto.
Mi dispiace per i Carabinieri che sono vittime sacrificali come noi. Ma tutto questo è il minimo che poteva succedere dopo aver proiettato la bandiera di Israele su Palazzo Chigi il 7 ottobre 2023, dando pieno sostegno istituzionale, in questa e mille altre occasioni, ai carnefici anziché alle vittime.
Questo dovrebbe essere di lezione. Purtroppo, però, nessuna scuola riesce a istruire chi fa del servilismo la sua virtù.
Questa è anche la dimostrazione che le dinamiche tra i singoli sono molto simili a quelle tra le nazioni. Le vicende internazionali, in questo caso, non sono molto diverse da quelle di un bullo pieno di sé con un disabile pronto a proteggere chi lo umilia.
(29 gennaio 2025)
L’algoritmo è il declino dell’attuale società neonazista
Dal 2022, l’IA è diventata il nuovo Dio e il nostro assistente personale, pronto a sostituire la difficoltà di relazionarci con il reale – ovvero con le altre persone – con la comodità di un oracolo perfetto non giudicante e servile. Tra le tecnologie persuasive e pervasive, l’IA è la prima in assoluto nel suo potere di “convincimento”, per usare un termine morbido, di “coercizione”, se vogliamo essere un po’ più precisi, o di “schiavismo”, se preferiamo mettere in risalto la reale portata di una tecnologia che amplifica e ancora amplificherà, a dismisura, il potere di pochi su tutti.
Già oggi i colloqui di lavoro, la selezione del personale e l’assegnazione delle mansioni sono fatti, in molti contesti anche pubblici, dall’IA. Ma questo è solo l’inizio del degrado morale, intellettuale e sociale della nostra epoca, verso l’imbarbarimento di un mondo dove il luogo meno sicuro dove trovarsi può essere una scuola o un ospedale.
L’Europa e gli Stati Uniti, luoghi formalmente democratici, non tollerano più dissensi e non concepiscono deviazioni da un ordinamento nazionale e internazionale basato sulla violenza. Il perpetrarsi di genocidi non interessa a nessuno (Gaza, Ucraina), anzi, viene agevolato, incoraggiato e causato dalle nostre armi e dai nostri politici, mentre gli atteggiamenti coloniali sono ancora oggi applauditi (Venezuela). Tutto questo è possibile perché nella priorità delle idee basata sull’esposizione mediatica è sufficiente cambiare argomento, o ribaltare la narrazione, per determinare l’esistenza o meno di un problema.
La citazione a sproposito dell’art. 11 della nostra Costituzione (Meloni), che sarebbe dovuto intervenire in ben altre circostanze, non può che suscitarci tristezza. “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”? Le morti, ahinoi, non sono tutte uguali, perché ci sono i morti di serie A, di cui i media parlano per mesi, e quelle di serie B, completamente ignorate o peggio sperate.
Stesso discorso per le torture. Forse il paragone che sto per fare potrebbe essere un po’ forzato, ma sono certo che chi vorrà capire non avrà bisogno di troppe spiegazioni. I vari manifestanti che negli ultimi mesi sono stati resi ciechi dalle botte e dai proiettili della polizia negli Stati Uniti non sono molto diversi dagli italiani “non allineati” sottoposti a TSO durante la violenza di stato pandemica. Coloro a cui oggi vengono chiusi i conti bancari, con l’impossibilità di aprirne altri, perché hanno osato criticare le politiche bellicistiche europee, non sono molto diversi dai camionisti canadesi del Freedom Convoy, o da coloro a cui è stato negato di poter lavorare e di poter ricevere uno stipendio perché non hanno ceduto al ricatto vaccinale. A prescindere dalla fondatezza o meno delle proprie opinioni, protestare non è ammesso e la risposta è sempre più violenta.
Il nazismo è tornato sia negli Stati Uniti che in Europa. Basta notare i crimini commessi dai militari dell’ICE, finanziati quest’anno con 10 miliardi di dollari (per il momento), oltre ai 75 miliardi approvati l’anno scorso e ai 170 miliardi complessivi previsti entro il 2029. Il loro compito sarebbe quello di espellere gli immigrati. Girano a volto coperto, compiendo pestaggi ed esecuzioni in stile nazista contro coloro che non sono d’accordo con la politica di Trump. Emblematico è quanto successo ieri ad Alex Pretti, morto a Minneapolis (Minnesota), ucciso da agenti dell’ICE dopo essere stato da loro pestato. La sua “colpa” è stata quella di aver tentato di difendere una donna.
Proprio oggi, mentre scrivo queste parole, l’ICE ha ucciso altri due manifestanti. Che differenza c’è tra l’ICE e la Gestapo? La foto che qui ho riportato non è un fotomontaggio, né è creata con l’IA. E’ stata scattata il 15 gennaio 2026 a Minneapolis. Al centro c’è Gregory Bovino, un alto funzionario della Polizia di Frontiera degli Stati Uniti, circondato da militari dell’ICE. Lascio alla sensibilità di ciascuno capire cosa comunica questa immagine.
Tornando nel nostro continente, perché l’Europa sostiene economicamente e militarmente il governo ucraino dichiaratamente nazista, illegalmente detenuto dal regime di Volodymyr Zelenskyy? Perché nessun giornalista osa fare una simile domanda? Abbiamo qualche difficoltà con la libertà di pensiero e di stampa?
Fin qui, questo è quello che succede quando le forze dell’ordine sono affidate ad umani comandati da umani. Cosa succederà quando l’ordine pubblico sarà nelle mani di robot comandati da IA, ovvero quando ogni possibilità di empatia e solidarietà sarà completamente annullata? Non è fantascienza, ma il prossimo mondo in fase avanzata di preparazione. In questa foto vediamo i soldati robot che la Cina ha deciso di schierare ai valichi di frontiera.
La guerra, ovvero l’omicidio di massa, è sempre più gestita con l’IA e fortemente dipendente dalle stesse tecnologie civili che noi usiamo tutti i giorni, a cominciare da Internet. I satelliti di Elon Musk (Starlink), che offrono Internet in Italia sui treni ad alta velocità, sono gli stessi che hanno agevolato finora la guerra in Ucraina e, presumo, in altre zone del mondo. Il 5G, che ci viene venduto come se servisse solo a far funzionare i social e i video più velocemente, è innanzitutto una tecnologia militare. Tutto quello che in massa viene usato “per comodità” nasconde spesso l’occorrente per violentare le nostre anime e i nostri corpi.
Più un tema è urgente, più se ne tace. Più un tema è veritiero, più suscita scandalo. Continuiamo a prendere in giro noi stessi, pensando che quello che ci viene proposto sia per il nostro bene, o che il politico di turno agisca nel nostro interesse.
La politica, i soldi, le religioni, il giornalismo, la sanità, la scuola, il lavoro, le relazioni, e più in generale gli ideali e le parole, quando sono intesi come armi di potere-dominio, servono solo a dare il peggio di sé, in un crescendo di bugie e malvagità abilmente nascoste. Il male si mostra assai di rado per quello che è, e il suo intervento sulle menti e sui cuori è pressoché universale. Per questa ragione, la prima lotta, quella più importante, è innanzitutto con noi stessi. Di fronte a questa tremenda realtà, tutto il resto è solo distrazione.
In Informatica c’è stata un’unica grande rivoluzione, l’unica veramente importante, esemplificata dagli ideali di Richard Stallman. Lui, il nostro Santo IGNUzio della Chiesa dell’Emacs, ha viaggiato in un lungo e in largo, da un continente all’altro, per incontrare quei comuni mortali che lo amano e per regalare loro momenti piacevoli, simpatici e informativi. Queste cose danno senso al nostro vivere e alla nostra comune umanità.
Gli altri, invece, cioè i grandi padroni dell’IA, e più in generale delle tecnologie che volenti o nolenti sono entrate nelle nostre vite con la stessa gentilezza di uno stupro, non sanno nulla né dell’amore né della solidarietà. Eppure gran parte del mondo li idolatra, ignorando completamente chi sia Stallman o cosa sia il software libero nelle sue radici filosofiche, etiche e politiche. Per inciso, è con il software libero che sto scrivendo questi pensieri, senza che il Dio-IA sia nei paraggi a dirmi cosa devo pensare o esporre.
Forse, oggi come oggi, non aggrapparsi all’IA come un lattante alla mamma è l’unica grande rivoluzione che ci rimane. Sta diventando straordinario saper discernere, cioè “pensare”, senza essere guidati ed educati dai prodotti tecnologici dei grandi oligarchi.
Se servono mesi o anni per disegnare un quadro o per scrivere un testo, anziché i pochi secondi dell’IA generativa, va bene così, è giusto così. Dante Alighieri ci ha messo 13 anni per scrivere la Divina Commedia, e Alessandro Manzoni 21 anni per arrivare all’edizione definitiva dei Promessi Sposi. Se abbiamo un talento o più talenti, e ci vogliono decenni per coltivarli e valorizzarli, così sia.
Dobbiamo fare tutto “adesso”, velocissimi come l’IA? La costruzione della Grande Muraglia Cinese ha richiesto circa 2000 anni, la Cattedrale di Notre-Dame 182 anni, la Basilica di San Pietro 120 anni, Il Duomo di Milano 579 anni. Dobbiamo continuare con altri esempi? Oggi è di valore solo quello che viene fatto in pochi secondi?
L’ossessione che qualcosa “valga” solo se in poco tempo produce soldi, o se è comunque funzionale a qualche forma di profitto, è un tremendo inganno. Le grandi scoperte dell’umanità spesso sono derivate dal “caso”, non dall’intenzione. A livello personale, nessuno conosce il proprio futuro, quindi non sappiamo in che modo ciò che facciamo oggi potrà rivelarsi utile un domani. Non sappiamo nemmeno se ad un nostro respiro ne seguirà un altro. Saggio è chi segue la propria indole e agisce con correttezza, fidandosi della vita e di ciò che ci dà.
Queste considerazioni valgono anche per lo studio. Se servono anni o decenni, oltre a tanti soldi e tante energie, per imparare qualcosa – e sto parlando proprio di apprendimento, non di conseguimento di titoli – è normale. Quello che invece è eccessivo è che ciò che proviamo a padroneggiare non sia più valido dopo pochi giorni, mesi o anni, in un mondo in cui le conoscenze “richieste” cambiano di continuo. Tentare di adeguarsi a questa follia, che sovente è pretesa a livello lavorativo, è un insulto alla nostra coscienza e qualcosa di impossibile, se non rimanendo a un livello molto superficiale. Certo, l’IA, diversamente da noi, può adeguarsi a cambiamenti repentini e totali, ma a quale prezzo? Il pagamento per i vantaggi dell’IA è la distruzione di quanto di più prezioso esista, cioè delle nostre vite e dell’ambiente.
Nell’aprile 2025, Zuckerberg ha dichiarato che Meta costruirà un data center grande quanto Manhattan, città di circa due milioni d’abitanti qui fotografata. Una tale impresa distruttiva di vita e ambiente costerà centinaia di miliardi di dollari, e stiamo parlando solo di una struttura fisica. Ragionando invece sui costi complessivi dell’IA generativa, secondo le stime di Gartner, nel 2025 sono stati spesi circa 1500 miliardi di dollari. Quindi, quando un’azienda preferisce una IA a un umano, sta utilizzando un servizio che ha avuto in partenza questo tipo di costo. E ciascuno di noi dovrebbe “competere” contro questi investimenti per trovare un proprio posto dignitoso in questo mondo?
L’oligarchia è il potere di pochi Paperon de Paperoni sulla vita di tutti noi. Non ho scelto un personaggio a caso, ma un fumetto, proprio perché in maniera fumettistica ci viene presentata la vita di alcuni oligarchi. Mi riferisco a storielle tipo quella di Bill Gates, secondo la quale lui è diventato miliardario partendo con nulla e lavorando inizialmente in un garage di Albuquerque (New Mexico). Stesso discorso per il garage di Steve Jobs a Los Altos (California), che nel 2013 è stato pure designato come sito storico protetto.
Ma di cosa stiamo parlando? In queste storie c’è qualcosa di diverso dalla “numero 1” di Paperone?
Quando queste favolette ci vengono presentate come reali, il messaggio implicito è che se siamo poveri, o se semplicemente abbiamo qualche legittimo bisogno in più rispetto alle nostre possibilità economiche, allora è “colpa” nostra, perché se avessimo ingegno ciascuno di noi potrebbe essere miliardario. In molti modi questa “manipolazione” basata sul “senso di colpa” ci viene inculcata, e noi la interiorizziamo senza neanche accorgercene. E’ pura falsità fumettistica, come del resto è quasi tutta falsa o almeno in parte falsata l’informazione che quotidianamente ci bombarda mente e cuore. Anche qualora fosse vera, serve a distogliere il nostro sguardo da verità ben più importanti e urgenti. Se colpe gravi ci sono, non sono da parte nostra, anzi.
Da bravo informatico quale fui, sono e sarò, mi dispiace dirlo, ma devo: «Meno ci affidiamo agli algoritmi e meglio è!». Le uniche importanti eccezioni sono quando siamo noi stessi a scrivere il codice e quando stiamo usando un progetto comunitario basato sull’aiuto reciproco, come i sistemi GNU/Linux. Tutto il resto è dominazione dell’uomo sull’uomo, cioè oppressione e violenza.
Rimaniamo solidali. Rimaniamo umani. L’amore sia il nostro sostegno e il nostro indirizzo di vita. Pace e bene a tutti.
(25 gennaio 2026)