CETA: una sintesi dei problemi (lettera ai Senatori)
Articolo sullo stesso argomento:
- NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza
- CETA: il coraggio di prender posizione con un secco "NO!"
- L'Eurozona è un immenso crimine sociale guidato dalle multinazionali (corporations)
Documenti di approfondimento sui problemi del CETA:
- CETA: un attacco al cuore dei diritti (dossier)
- Alla ricerca di un commercio libero e giusto (free and fair) - Libro bianco sul CETA
Quanto segue è una lettera inviata il 25 giugno 2017 a tutti i Senatori della Repubblica Italiana che hanno reso disponibile il loro indirizzo e-mail:
Ogg.: CETA: una sintesi dei problemi
Allegato: ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf
«In vista dell'imminente voto sul CETA (accordo commerciale UE-Canada) su cui il Senato è chiamato a esprimersi, mi rivolgo a Lei, nel mio ruolo di attento cittadino ed elettore, per esprimerLe tutta la mia preoccupazione. Il CETA rappresenta una seria minaccia per noi italiani, come è argomentato nel file "ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf", che Le allego a questa e-mail.
Purtroppo sul CETA stanno circolando molte informazioni non corrispondenti alla realtà e smentibili con un'attenta analisi. Contro il CETA e il TTIP sono state raccolte 3.300.000 firme a livello europeo, riconosciute valide dalla Corte Europea di Giustizia: questo dato esprime quanto è immensa e diffusa la preoccupazione di noi cittadini.
Come ormai numerose analisi dimostrano, il testo non elimina i rischi di un abbassamento dei livelli di sicurezza alimentare, contiene disposizioni che scoraggiano la tutela dei servizi pubblici e possono investire negativamente i diritti del lavoro. Inoltre, include la presenza di un organismo terzo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato sbilanciato verso il privato, che potrebbe risultare non in linea con il diritto comunitario e minare le basi stesse della democrazia (mi riferisco in particolare al ruolo che avrà l'ICS, come documentato in allegato). Il CETA non protegge adeguatamente l'agricoltura italiana, tutelando solo in minima parte le indicazioni geografiche che danno forza al Made in Italy. Infine, non contiene disposizioni vincolanti al rispetto delle indicazioni dell'Accordo di Parigi sul clima, favorendo il commercio di combustibili fossili altamente inquinanti e pericolosi per il clima.
In base alle numerose criticità (argomentate nel file allegato), vorrei chiederLe di prestare attenzione alle istanze provenienti da quella parte di cittadinanza che si sta mobilitando contro la ratifica del CETA, affinché il dibattito sia approfondito e affinché ci sia una chiara consapevolezza di tutti gli effetti che il CETA può avere.
La ringrazio,
dott. Francesco Galgani»
B12: perché tutti dovremmo integrarla (video)
Fonte e trascrizione del video: http://www.veggiechannel.com/video/scienze-medicina-salute-alimentazione/tutti-integrare-vitamina-b12-luciana-baroni
Un cuore grato ti rende felice
C'è sempre qualcosa di cui essere grati.
Non essere così pessimista se ogni tanto le cose non vanno come vorresti.
Sii sempre riconoscente per gli affetti e le persone che già hai vicino a te.
Un cuore grato ti rende felice.
L'Eurozona è un immenso crimine sociale guidato dalle multinazionali (corporations)
Sullo stesso argomento:
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- Documentario che svela aspetti nascosti del sistema economico-politico mondiale
Ho appreso con preoccupazione che il CETA è arrivato in Senato. L’accordo tossico UE-Canada sarà votato giovedì 22 giugno 2017 (cioè domani) ed è attualmente in corso una mobilitazione di massa per fermare il processo di ratifica. Se sarà ratificato equivarrà a un colpo di stato, come fatto notare da più parti. Qualche giorno fa avevo pubblicato nel blog un'intervista alla regista belga Kristien Pottie, autrice del documentario "Ceta, un silenzioso colpo di Stato?", che spiega in sintesi i pericoli che il CETA comporta.
Non dimentico mai le parole di Daisaku Ikeda: «Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti». Per tale ragione, oltre a scrivere e a denunciare nel mio blog, oggi ho inviato questa lettera al Presidente della Repubblica, tramite l'apposita webmail del Quirinale:
«Ogg.: CETA: rinviare voto al Senato e coinvolgere l'opinione pubblica
Ill.mo Presidente Della Repubblica Prof. Sergio Mattarella,
Le scrivo per esprimere tutta la mia preoccupazione in merito all'imminente voto sul CETA, l'accordo commerciale UE-Canada che il Senato si appresta a ratificare. Come ormai numerose analisi dimostrano, il testo non elimina i rischi di un abbassamento dei livelli di sicurezza alimentare, contiene disposizioni che scoraggiano la tutela dei servizi pubblici e possono investire negativamente i diritti del lavoro. Inoltre, include la presenza di un organismo terzo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato sbilanciato verso il privato, che potrebbe risultare non in linea con il diritto comunitario. Il CETA non protegge adeguatamente l'agricoltura italiana, tutelando solo in minima parte le indicazioni geografiche che danno forza al Made in Italy. Infine, non contiene disposizioni vincolanti al rispetto delle indicazioni dell'Accordo di Parigi sul clima, favorendo il commercio di combustibili fossili altamente inquinanti e pericolosi per il clima.
In base a queste numerose criticità, ritengo urgente un suo intervento a garantire lo svolgimento di un processo democratico pienamente inclusivo e rispettoso delle istanze provenienti dalla cittadinanza e a sottolineare la necessità di un più ampio dibattito sugli effetti del CETA che coinvolga l'opinione pubblica, già esclusa da un processo negoziale fino a questo momento non sufficientemente trasparente.
La ringrazio,
dott. Francesco Galgani»
Sullo stesso argomento, pubblico il seguente articolo del 24 marzo 2017 di Paolo Bernard (consiglio di leggerne il curriculum).
Fonte: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1683
MISDS. SCORDATE L’EUROZONA. SE PASSA QUESTO SI PIANGE DAVVERO.
Ricordate il mio motto su Twitter? “La news che ti stravolge la vita è quella che scivola dietro l'ombra della news che tutti pensano che gli stravolgerà la vita”. Please welcome MISDS.
Paolo Barnard ve lo dice da anni. LORO non mollano mai, mai. Lavorano 24/24 e 7/7 coi migliori cervelli del mondo, e avevano capito da un pezzo che gli artigli dell’Eurozona si erano di molto consumati. Le mega Corporations di tutti i settori – dalla finanza, all’alimentazione, ai servizi, alla Information Technology – si sono dette “The best days of the Euro-feasting are over. Must find a new way to fuck these States up again”, tradotto: i giorni migliori del banchetto-Euro sono finiti. Dobbiamo trovare un altro modo per fottere sti Stati, ancora.