DOSSIER - Disinformazione vegan: prime vittime i bambini
Fonte dell'articolo, a cui consiglio di far riferimento anche per eventuali aggiornamenti: http://www.famigliaveg.it/genitori/dossier-bambini-vegan-stampa.html
DOSSIER - Disinformazione vegan: prime vittime i bambini
E' in atto da oltre un anno una campagna stampa probabilmente orchestrata a tavolino per creare nel pubblico paura e diffidenza verso l'alimentazione vegan nei bambini; una campagna di disinformazione che può creare gravi danni, ingenerando diffidenza dei genitori verso i medici (che i giornali dipingono come contrari all'alimentazione vegan nei bambini, mentre così non è nella maggior parte dei casi).
Una campagna davvero amareggiante, perché ha come prime vittime i bambini: le paure che essa crea nei genitori rischiano di causare un allontanamento dai medici e un probabile rifugiarsi presso altri "esperti" che invece esperti non sono affatto, ma si atteggiano a guru di dottrine non basate sulla moderna scienza, bensì su vecchie teorie non scientifiche.
E questo sì può creare danni alla salute dei bambini, non certo l'alimentazione vegan!
La patologia della democrazia
La patologia della democrazia
Fra tanti inutili fuchi
se ne cerca il peggiore,
l'unico col pungiglione
e pure un po' coglione,
pronto a comandare
nuove spese militari,
a godimento di quei maiali
psicopatici e brutali,
dal cervello bacato,
nei soldi imprigionato,
che son ladri di vita,
d'anima aberrita:
questa è la follia
d'un'ottusa democrazia,
smarrita nel ragionamento,
egoista nel sentimento,
che si lascia abbindolare,
e facilmente soggiogare,
da fin troppe carogne
abili nel parlare.
I signori della guerra
dominano il mondo,
ma a loro non mi piego,
c'è altro nel mio profondo!
Dove vogliamo andare?
Chi vogliamo a comandare?
Per un grande miglioramento
pochissimo basterebbe, (1)
ma un nuovo governo
d'urgenza servirebbe: (2a,b)
è tempo d'una rivoluzione
che parta dal Cuore,
che ritorni alle origini
del primo vero Amore!
E' tempo d'inchinarci
a chi vive le dolci attese,
riverendo le mamme,
sagge ma indifese,
fin troppo disprezzate,
eppur sempre degne
d'essere ascoltate:
per nessun sortilegio
si farebbero ingannare
da chi i bimbi ferisce
o fa ammazzare.
(Francesco Galgani, 9 settembre 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/608-la-patologia-della-democrazia
Note:
Criteri per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi
Quanto segue sono parole di Daisaku Ikeda (che si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto), pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana:
«Le epoche cambiano e la religione ha la missione e la responsabilità di continuare a infondere nello spirito umano la luce della saggezza per la costruzione della pace e della felicità.
A tale scopo è essenziale che le persone di fede continuino ad approfondire insieme la ricerca della suprema verità e si sforzino di confrontare e verificare gli insegnamenti stimolandosi reciprocamente per migliorare se stesse, altrimenti la religione finisce con l’allontanarsi dalla sfera sociale.
Quali sarebbero dunque i criteri che dovremmo utilizzare per confrontare e verificare gli insegnamenti religiosi? In parole semplici, potrebbero esprimersi sinteticamente nelle seguenti domande:
“Tali insegnamenti rafforzano o indeboliscono gli individui?”,
“Li rendono migliori o peggiori?”,
“Più saggi o più stolti?”.
Le religioni dovrebbero inoltre competere tra loro per poter contribuire al meglio all’umanità, ovvero dovrebbero sforzarsi di fare quella che il primo presidente della Soka Gakkai, Tsunsaburo Makiguchi, chiamava “competizione umanitaria” (*).
Ciò significa che, invece di sottomettere l’altro con la forza, ad esempio militare, impegnarsi per conquistare la simpatia e l’approvazione della gente per ciò che si fa per la propria e l’altrui felicità, e per far crescere persone di valore che possano contribuire alla pace mondiale.
Se necessario per il conseguimento della pace e della felicità, sarà ugualmente importante collaborare e creare rapporti di solidarietà che trascendano le differenze religiose.
[...]»
(*) Ho trovato questo documento in cui, da pag. 4 (ultimo paragrafo), è spiegato cos'è la "competizione umanitaria": http://www.sgi-italia.org/pdf/SokaGakkai/Ikeda%20presenta%20SGI_INTEGRALE.pdf
Democrazia e religioni non nascono per fomentare controversie e guerre
Quanto segue sono parole di Josei Toda, pubblicate in questa puntata della Nuova Rivoluzione Umana (in cui l'autore, Daisaku Ikeda, si riferisce a se stesso con lo pseudomino Shin'ichi Yamamoto):
[...] Nel 1956, quando Josei Toda era secondo presidente della Soka Gakkai, accaddero i “fatti d’Ungheria”, sullo sfondo della tensione tra est e ovest: l’esercito sovietico varcò il suolo ungherese dove venne instaurato un governo filo-sovietico. Con il desiderio di far sparire dalla terra simili dolorosi avvenimenti, Toda scrisse subito dopo: «Posso affermare con certezza che sia la democrazia che il comunismo non sono stati pensati per creare conflitti tra gli individui. Malgrado ciò, è penoso constatare il fatto che queste due correnti di pensiero stiano suscitando nel mondo, politicamente ed economicamente, occasioni di controversia».
Egli aveva colto e respingeva categoricamente le contraddizioni di tali ideologie nate per la felicità delle persone, chiedendosi perché provocassero invece ostilità e conflitti. «Se pensiamo alla figura di Shakyamuni, a quella di Gesù Cristo o di Maometto, sicuramente essi non avrebbero dato origine a dispute o controversie. Se questi personaggi di esemplare saggezza si riunissero tutti insieme, e se a tale consesso si unissero anche Karl Marx o David Ricardo, e se la riunione si ampliasse fino a includere Immanuel Kant o T’ien tai, sicuramente essi non solleverebbero controversie infondate».
Tra le cause che provocano i conflitti, Toda individuava l’atteggiamento di «non comprendere correttamente e non accettare il punto di vista di persone con più esperienza, come i fondatori di religioni e correnti filosofiche, e di diffondere nel popolo idee distorte, guidati dall’egoismo, dall’invidia e dalla collera».