Facebook NON è democrazia: l'auto-censura e la censura vera e propria
di Francesco Galgani, 4 settembre 2014
Chi da tempo sta seguendo il mio blog, in particolare la sezione Vita in Rete, e che magari ha letto la mia ricerca su Solitudine e Contesti Virtuali, conosce lo sguardo critico (supportato da ricerche documentate) di cui mi sono fatto portatore in riferimento ai più popolari social network e, in generale, all'uso attualmente accettato e adottato della tecnologia.
Ho più volte affermato che i social network, Facebook in primis, sovente spingono le persone a chiudersi in un mondo sempre più ristretto (si veda "Riflessioni su Facebook"). In tale affermazione, ho sempre fatto specifico riferimento al fenomeno del filter bubble documentato da Eli Pariser, ma non solo: è ovvio che il discorso è di portata ben più ampia, avendo ampiamente già documentato una diretta correlazione tra la solitudine e l'uso immersivo e invasivo della tecnologia, tra un crescente malessere soprattutto nei giovani adulti che va di pari passo al crescere dell'uso della tecnomediazione, tra la mancanza di nutrimento affettivo e l'uso del virtuale.
In questo articolo desidero proporre la lettura di due autori che ulteriormente illuminano e specificano meglio due aspetti psicologici, sociologici e legali collegati a Facebook: il primo è l'auto-censura a cui gli utenti sottopongono se stessi, il secondo è la censura vera e propria che Facebook impone dall'alto ai suoi utenti (si veda anche la sezione del mio blog "Diritto e nuovi media"). Avevo già affermato che Facebook non è uno strumento di democrazia, magari gli articoli seguenti, rispettivamente a firma di Claudio Tamburrino e dell'Avv. Prof. Guido Scorza (Presidente Istituto per le politiche dell'innovazione), potranno meglio chiarire questi aspetti. Gli articoli in questione e sotto riportati, pubblicati su Punto Informatico, hanno licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.
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Il 2014 è stato finora un buon anno per i criminali informatici.
Come farsi rubare soldi grazie al servizio Paypass delle carte bancomat e carte di credito
Lo sapevate che grazie al servizio Paypass incluso nelle nuove carte di credito, carte bancomat e in generale carte ricaricabili è possibile farsi sottrarre soldi e clonare la carta senza nemmeno rubarla fisicamente?!
Non ci credete?
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Aggiornamento 28 aprile 2016: nell'articolo sotto riportato, Richard Stallman indica alcuni buoni motivi per non usare Skype. Per le videochiamate, consiglio ai miei lettori di avvalersi dei servizi web basati sullo standard aperto WebRTC (voluto dal World Wide Web Consortium), che è uno dei più sicuri per le comunicazioni VoIP, come descritto in questo report molto preciso: http://webrtc-security.github.io/
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Fonte: Punto Informatico, Licenza Creative Commons, 21 luglio 2014
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Nuove rivelazioni-scandalo di Snowden sull'attività di tecnocontrollo digitale della NSA, un'agenzia che tiene sotto scacco i servizi di cloud storage più popolari, spia i nodi Tor tedeschi e fa circolare le foto osé raccolte online
Vivere senza cellulare: come essere più smart senza smartphone - Una scelta fattibile
Prima di leggere questo articolo, suggerisco la lettura dei miei precedenti articoli, di cui questo costituisce il naturale seguito, in particolare:
Vita vera
Vita vera
Giovani speranze del futuro,
il mio cuore duole e lacrima
nel vedervi impigliati e costretti
nella rete d'un grave inganno:
bulimia di condivisione e connessione,
sempre e ovunque,
con smartphone e tablet,
è prigionia della mente,
solitudine dell'anima,
minaccia del futuro,
rinuncia a tante opportunità.
Nell'imbrigliarvi,
controllarvi,
seguirvi,
tracciarvi e profilarvi,
altri traggon vantaggio,
ma non voi:
chi desidera che stiate bene?
Non Facebook,
non Twitter,
non Whatsapp,
non Google,
non i telco,
non coloro che lucrano su di voi.
Nella pineta sul mare,
viva e vera,
sono offline,
vivo e vero,
reale come il muretto su cui sto scrivendo,
libero come i gabbiani che mi salutano,
forte come il sole che tutto rivitalizza,
amorevole come le piante e il verde intorno,
purificato dalla disconnessione e dalla natura.
Vi sto osservando:
siete belli,
radiosi,
degni d'amore,
così come siete.
Figli miei,
siete nati,
in questo mondo difficile,
per essere felici e a vostro agio:
come le gemme hanno in sé il valore,
così voi avete già quel che vi occorre
e che vi è connaturato.
Liberatevi dalla tecnocrazia:
voi siete i leader di una nuova epoca.
(Francesco Galgani, 13 luglio 2014, pubblicata su galgani.it)
Letture suggerite:
- Liberi dal cellulare, liberi di parlare
- Riflessioni su Facebook
- Tutti spiati: istruzioni
- Come modificano la tua mente: tecnologie persuasive
- Internet e privacy: prospettiva funzionale dell'interazione in rete
- Solitudine e contesti virtuali: uno studio ne radiografa la relazione
Canale Youtube del Garante dei Dati Personali
Ricorda sempre: il miglior garante della tua privacy online sei tu!
Canale Youtube del Garante dei Dati Personali:
https://www.youtube.com/user/videogaranteprivacy
Rifugiati dentro TOR? E' possibile sfuggire allo spionaggio globale?
«Lo Stato totalitario fa di tutto per controllare i pensieri e le emozioni dei propri sudditi in modo persino più completo di come ne controlla le azioni» (George Orwell)
USA ed Europa, e ‘intercettateci tutti’. Verso lo Stato di Polizia
Si veda anche: ARTICOLO DI STEFANO RODOTÀ SULLA SORVEGLIANZA GLOBALE DI OGNI PERSONA
Aggiornamenti
21 luglio 2014: Un motivo in più per usare Tor: "Tor browser è l'unico browser che protegge dal canvas fingerprinting"
27 luglio 2014: La Russia mette una taglia su TOR e PSYOPS (guerra psicologica) contro TOR
Già da tempo mi sto chiedendo come sia possibile, nel nostro mondo iper-tecnologico, crearsi una sfera privata non sorvegliata da altri, perché l'effettiva tutela della sfera privata è una componente essenziale della libertà e della dignità della persona.
Nel mio ultimo articolo a tal proposito, intitolato “Rendere il web un posto più pulito, senza pubblicità né tracciamento online”, avevo già delineato il problema e indicato qualche soluzione: con questo nuovo articolo, vorrei proporre approccio con la tecnologia ancora più informato e consapevole, indicando alcune letture e spiegando come si inserisce il progetto Tor in questo contesto. Per chi non avesse seguito lo sviluppo di questo blog, segnalo i miei precedenti articoli “Internet e privacy: prospettiva funzionale dell'interazione in rete”, “Riflessioni su Facebook”, “Psicologia della persuasione e tecnologie persuasive”, “Liberi dal cellulare - Liberi di parlare”.