Fantasie

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Naufragando tra le fantasie
di ricordi mai vissuti
e di sogni violentati,
non rimane che il nulla,

di un'esistenza fragile,
allucinata e isolata,
smarrita tra i dedali
d'un senso sfuggito.

(20 maggio 2026, galgani.it)

Anime

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Avanti e indietro
cercando amore,
anime come onde
s'infrangono sulla riva.

(17 maggio 2026, galgani.it)

Di cosa ha bisogno il mondo?

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Energia di pace, luce, amore e tranquillità. Tutto qua.
Le necessità del vivere quotidiano si trasformano in meglio e diventano molto più sostenibili, nel senso di alleggerite, quando siamo nell'energia della vita.

Il mondo è costruito per gettare continuamente fango sulle nostre anime e sui nostri corpi, fino a seppellirli nell'oscurità. Ma più ci ripuliamo da questo sporco, più ci avviciniamo alla nostra essenza. Ripulire l'anima significa dimorare nell'amore. Ripulire il corpo significa abituarsi al digiuno, che è anch'esso una forma di amore.

E più siamo in contatto con la nostra energia divina, e più siamo quel cambiamento di cui il mondo ha un grande e urgente bisogno.

Ciascuno di noi è rinato qui perché ha un ruolo indispensabile, che sta proprio in questa trasformazione interiore. Non esistono persone soltanto "utili", ma persone assolutamente "indispensabili" per il progetto di pace, evoluzione e amore per il quale siamo nati.

Luce Felice

Mi riscaldi,
m'appassioni,
esisto per te,
esisti per me.

Il fuoco non ci brucia,
l'acqua non ci bagna,
il vento non ci secca,
nulla ci danneggia:

tutto arde,
ma la nostra terra
e le nostre anime
rimangono salve e illese.

Non è un prodigio
ma realtà onirica
del Dio che ci sogna
credendoci reali.

(15 maggio 2026, galgani.it)

Siamo in punizione

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Rinasciamo in questo mondo come punizione per quanto fatto nella vita precedente. Ma non è una punizione fine a se stessa per il gusto sadico di infliggere sofferenza.

Questo mondo è un grande carcere con finalità di rieducazione interiore, civile e sociale. È strutturato per infliggere sofferenza, eppure lo scopo ultimo di tale sofferenza è di agevolarci nel desiderio di percorrere la Via indicata dai grandi maestri dell’umanità.

La saggezza dei saggi, dei santi e dei maestri non ha mai educato né salvato nessuno, perché nessuno può insegnare qualcosa a qualcun altro. Lo stesso verbo “insegnare” indica qualcosa che non esiste. Al massimo possiamo capire da soli, sperimentando sulla nostra pelle l’esito dei nostri pensieri, delle nostre parole e azioni.

Se non facciamo alcuno sforzo per trasformarci interiormente nonostante i duri schiaffi della vita, esistenza dopo esistenza le nostre vite saranno soltanto un crescendo di dolore. Se invece facciamo la fatica di capire e un profondo lavoro interiore di trasformazione, allora potremo godere di rinascite un po’ più sopportabili. Se e quando non avremo più motivo di rinascere in questo carcere, non ci rinasceremo, perché magari il nostro posto sarà altrove. Ma fino ad allora, accettare la sofferenza anziché contrastarla è il primo passo per non peggiorare la nostra condizione.

(14 maggio 2026)

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