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Graditudine: l'emozione più importante per vivere bene (psicologia + neuroscienze)

Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2018

Il sentimento più bello

Il sentimento più bello
che ogni altro migliora,
alleggerendo il fardello
di ciò che addolora,

pari a una medicina
giusta per ogni male,
essenza genuina
nel viver fondamentale,

è una GRATITUDINE
così grande e così forte
da divenir sana attitudine
in qualunque sorte...

Ringrazio la Poesia,
Ringrazio chi m'Ama,
Ringrazio la Mistica Energia
che il mio Essere sfama.

Grazie!

(Francesco Galgani, 24 luglio 2015, www.galgani.it)

Quanto sopra, è ciò che scrissi circa due anni fa. Avevo compreso che cos'è la gratitudine "vivendola", e proprio vivendola e sperimentandola nel quotidiano compresi che è il sentimento più bello e più importante, che viene prima di ogni altro sentimento che ci fa vivere bene e prima di ogni relazione positiva, amicizia e amore compresi. Nella mia esperienza, la gratitudine è propedeutica e necessaria per relazionarci positivamente con noi stessi, con gli altri, con la vita, in poche parole per vivere appieno e bene. Tale consapevolezza mi è emersa grazie al mio percorso di vita buddista e tramite le relazioni con le persone meravigliose che ho incontrato. La "Mistica Energia" a cui mi riferisco nella poesia è "Nam-myoho-renge-kyo", o "Legge mistica", o "Daimoku del Sutra del Loto", a cui fa riferimento il Buddismo di Nichiren Daishonin .

Ciò che oggi ho scoperto, leggendo quanto segue, è che anche le neuroscienze e la psicologia confermano questo grande potere e primato della gratitudine. Più precisamente:

«Secondo gli esperimenti di laboratorio, le emozioni che generano il miglior stato di coerenza sono in primo luogo la gratitudine e, subito dopo, l'amore incondizionato e tutte le altre qualità del cuore: bontà, generosità, compassione, serenità, pace interiore, apertura alla vita e agli altri, gioia quieta, appagamento, eccetera, tutte emozioni di tipo "superiore" che non hanno niente a che vedere con quelle del circuito primitivo, delle quali sono addirittura l'opposto.

All'interno del grande serbatoio emozionale, il circuito del Maestro del cuore utilizza naturalmente le emozioni cosiddette "positive" o "elevate". Non si tratta di emozioni "delicate", ma piuttosto di emozioni potenti, cariche di compassione, di amore e di saggezza, che ci rendono persone forti, intelligenti, salde, stabili, sagge, generose, compassionevoli, e nello stesso tempo molto efficienti e creative nell'azione, perché l'energia non viene dispersa nell'agitazione o nell'opporre resistenza.»

L'articolo che segue è tratto dal sito di Mauro Scardovelli, dalla pagina seguente (che contiene anche un video):
http://www.mauroscardovelli.com/PNL/Consapevolezza_di_se/Cervello_del_cuore.html

Cervello del cuore

Annie Marquier, Usare il cervello del cuore, ed Amrita. E’ il libro che contiene la sintesi più efficace che conosca sui temi centrali del pensiero Aleph: Ego/Anima, il Potere, la Paura ecc.

Ne riporto un estratto, invitando tutti ad acquistarlo e a leggerlo con grande attenzione. La novità più importante deriva dalle neuroscienze: oggi finalmente siamo in grado di riconoscere una base neurologica del pensiero del cuore o pensiero dell’anima, che favorisce una comprensione moderna del fenomeno Anima...

Per il momento mi limito ad riportarne un estratto. Buona lettura.

CAPITOLO X

La via del Maestro interiore: lo stato di coerenza

Parallelamente allo stato di caos, l'uomo ha a disposizione un'altra possibilità infinitamente più interessante: è la creazione di uno stato di coerenza all'interno del quale l'essere umano, che è un grande sistema oscillatorio, funziona nel migliore dei modi, manifestando intelligenza superiore e creatività, emozioni potenti, positive e disciplinate, corpo fisico in buona salute, in totale armonia con l'ambiente. Tutto questo è possibile quando il cervello del cuore è in grado di imporre la sua volontà, il suo "ritmo", il che rivela l'esistenza di un circuito della coscienza completamente diverso.

Un cocchiere duttile, intelligente, brillante, un cavallo vigoroso e ben domato, un corpo pieno di vitalità, a condizione che il tutto sia sotto le direttive del cervello del cuore? Abbiamo dunque scoperto dove si trova il Maestro interiore?

Questo circuito della coscienza, che passa innanzitutto per il cervello del cuore, può essere davvero la via maestra, come ce l'ha sempre descritta la sapienza antica! Infatti, secondo una metafora vecchia come il mondo, il Maestro interiore (la nostra anima, il sé superiore) è colui che (qualora gli si presti ascolto) dirige la nostra vita con saggezza, intelligenza, amore, vitalità, permettendoci di accedere a una percezione completamente diversa della realtà... Secondo tali insegnamenti, solo il Maestro interiore è in grado di assicurare il nostro perfetto funzionamento su tutti i piani, e di metterci in contatto con le nostre facoltà più elevate, con le dimensioni più pure della coscienza. Quando è lui a dirigerci, funzioniamo perfettamente su ogni livello. Il cuore fisico, grande oscillatore principale, ci ha appena rivelato il suo segreto: «il Maestro esiste, abita in me, e io sono al suo servizio!»

Abbiamo trovato il Maestro: è nel cuore!...

Mentre, fin dall'inizio dei tempi, l'ego ha usato alcune parti del cervello della testa per svolgere il ruolo che gli era assegnato, il nostro Maestro interiore, anima o sé superiore che dir si voglia, può usare ora il cervello del cuore fisico per indurre un sistema di percezione completamente diverso e trasmettere la sua volontà, ottenendo il perfetto funzionamento di tutta la personalità.

In compenso, ciò può avvenire solo a determinate condizioni. Per cominciare, è stato osservato in laboratorio che, per ottenere lo stato di coerenza (lo stato in cui l'essere umano funziona al meglio), bisogna nutrire pensieri ed emozioni "elevati" come la gratitudine, l'altruismo, la fiducia, la benevolenza. Abbiamo visto prima che la paura e lo stress sbarrano l'accesso a questo circuito, il che significa che la via del Maestro che è nel cuore è accessibile soltanto se ì circuiti inferiori della coscienza sono disattivati, o piuttosto ricondotti alle loro giuste funzioni: il corpo emozionale è domato (il cavallo è pieno di vigore, ma disciplinato e ben guidato) e il corpo mentale è duttile e aperto (il cocchiere si è messo al servizio del padrone del carro, o Maestro). In queste condizioni, e in queste soltanto, il Maestro del cuore può essere attivo, e siamo in grado di creare lo stato di coerenza.

Il Maestro del cuore può essere attivo e noi possiamo goderne

appieno i benefici solo quando siamo padroni della nostra mente

e delle nostre emozioni.

Abbiamo quindi a disposizione un nuovo circuito. Invece di essere elaborata solamente dal cervello limbico emozionale inferiore (il cavallo) o dalla corteccia razionale (il cocchiere), l'informazione può essere elaborata in primo luogo dal cervello del cuore (il Maestro), che invia poi le sue istruzioni, secondo la sua volontà, al cervello della testa e al resto del corpo. La sapienza antica, mediante la sua simbologia, aveva già rivelato la possibilità di esperire la vita attraverso una coscienza completamente diversa, quella del Maestro; e lo stato di coerenza biologica scoperto nei laboratori non è altro che l'espressione fisica di questo diverso livello di coscienza.

Quando siamo capaci di raggiungere questo stato di coerenza, le conseguenze che si osservano sono veramente impressionanti.

LE CONSEGUENZE DELLA COERENZA SUI TRE ASPETTI DELLA PERSONALITÀ

Il corpo fisico

Quando il cervello del cuore può svolgere il suo ruolo direttivo, il corpo fisico funziona in maniera ottimale: la salute è eccellente e il livello di energia è elevato. Sappiamo che l'omeostasi, l'equilibrio perfetto del corpo, si fonda sul bilanciamento fra il sistema simpatico e quello parasimpatico: quando a dirigere è il cervello del cuore, il parasimpatico ritrova la sua piena capacità ed è in grado di equilibrare l'azione del sistema simpatico. Non appena tenta di instaurarsi lo squilibrio, il cuore produce l'ormone antistress ANF che attenua e rimette al giusto posto i vecchi meccanismi di difesa o di attacco, di paura e di separazione che si apprestano ad entrare in gioco. Lo stress scompare, e le ripercussioni sulla salute sono immediate, con, fra l'altro:

scomparsa o forte riduzione delle malattie, perché il sistema immunitario funziona in maniera ottimale;

sonno ristoratore;

pressione arteriosa normale;

vitalità accresciuta perché tutti gli organi funzionano al meglio secondo il principio di risonanza.

Lo stato di salute e la vitalità dipendono allora molto meno da medicinali, stimolanti o da altre sostanze chimiche: sono determinati essenzialmente dall'atteggiamento interiore che ci fa entrare in contatto con la volontà armonizzatrice del Maestro.

L'essere umano è spesso malato o privo di forze perché di solito vive nel caos interiore: cerca allora di curarsi ricorrendo a sostanze esterne per contrastare le conseguenze della sua incapacità di vivere nella coerenza interiore. I medicinali sono certamente ancora molto utili, e addirittura indispensabili, perché la maggior parte di noi per ora non è in grado di condurre la propria esistenza secondo questa nuova via della coscienza; ma più ci avviciniamo ad essa, più diventiamo liberi ed autonomi rispetto all'uso di aiuti esterni per recuperare la salute.

Le emozioni

Secondo gli esperimenti di laboratorio, le emozioni che generano il miglior stato di coerenza sono in primo luogo la gratitudine e, subito dopo, l'amore incondizionato e tutte le altre qualità del cuore: bontà, generosità, compassione, serenità, pace interiore, apertura alla vita e agli altri, gioia quieta, appagamento, eccetera, tutte emozioni di tipo "superiore" che non hanno niente a che vedere con quelle del circuito primitivo, delle quali sono addirittura l'opposto.

All'interno del grande serbatoio emozionale, il circuito del Maestro del cuore utilizza naturalmente le emozioni cosiddette "positive" o "elevate". Non si tratta di emozioni "delicate", ma piuttosto di emozioni potenti, cariche di compassione, di amore e di saggezza, che ci rendono persone forti, intelligenti, salde, stabili, sagge, generose, compassionevoli, e nello stesso tempo molto efficienti e creative nell'azione, perché l'energia non viene dispersa nell'agitazione o nell'opporre resistenza.

L'appagamento

In questa nuova dinamica, possediamo una gioia serena e un profondo appagamento indipendentemente dalle circostanze. Questo "indipendentemente dalle circostanze" è fondamentale, perché in tale stato l'esperienza deliziosa della vita, di un sereno benessere, non dipende più dall'esterno, ma proviene direttamente dall'interno, dallo stato naturale di coerenza suscitato dall'apertura del cuore, e nulla è in grado di guastarla. Come si legge in Giovanni 16, 22: «E la gioia che avrete, nessuno potrà togliervela».

Siamo talmente poco abituati a questo tipo di funzionamento che spesso facciamo fatica a immaginare la possibilità di un appagamento così naturale. Siamo intimamente programmati a pensare che saremo felici solo quando avremo un nuovo amore, o quando avremo trovato "il lavoro che fa esattamente per noi", o ricevuto l'eredità della nonna, o quando potremo fare una vacanza ai Caraibi, o avremo ottenuto il riconoscimento generale dei nostri talenti o qualunque altra cosa proveniente dall'esterno; e ci diamo incessantemente d'attorno come ossessi per cercare di creare queste condizioni "ideali". Ma anche se le otterremo, già sappiamo quanto sarà effimera la nostra soddisfazione; ragion per cui cercheremo di avere sempre di più, e saremo continuamente presi nella dinamica dell'attesa e della speranza che succeda qualcosa, oppure in quella del rimpianto e della delusione per ciò che non si è verificato secondo i nostri desideri*.

Ciò non è un "male". Semplicemente, la macchina dell'ego funziona così, secondo le leggi stesse della natura.

Solo che queste dinamiche sono dolorose per l'essere umano.

In compenso, quando tutto ciò che siamo oscilla in sincronia con il cuore, non abbiamo più bisogno di circostanze speciali per essere felici, perché siamo felici. Non è pura teoria, ma un'esperienza concreta: è il nostro corpo fisico a dircelo, a farcelo sentire, e il corpo racconta solo storie vere... Ciò non è né un bene né un male. Semplicemente, questa nuova dinamica funziona così, secondo le leggi stesse della natura.

* Vedi il ciclo dell'insoddisfazione in La Liberté d'Étre, op. cit., Capitolo II.

L'impatto del circuito del cuore sulle nostre relazioni

Prima abbiamo visto che il campo magnetico del cuore umano può diventare molto incoerente o al contrario molto armonioso, a seconda del tipo di emozioni provate. Inoltre, tale campo è più potente di quello di tutti gli altri organi e supera largamente i confini del corpo fisico, potendosi estendere fino a diversi metri di distanza, il che significa che i nostri campi energetici non si limitano a sfiorarsi, ma addirittura si compenetrano. Siamo quindi tutti immersi nei campi energetici del cuore di coloro che ci circondano.

Ricordiamoci anche che l'oscillatore più potente tende a trascinare gli oscillatori meno forti. Così, che lo vogliamo o no, siamo in una condizione di continua influenza reciproca. Se nutriamo forti emozioni negative, separative, il caotico campo energetico del nostro cuore tenderà a trascinare quelli delle persone che ci circondano (se da questo punto di vista sono meno forti di noi...). Esse tenderanno ad entrare in risonanza vibratoria e verranno attivate in loro le emozioni inferiori corrispondenti. Se invece nutriamo forti emozioni positive, unificanti e benevole, il fenomeno della risonanza tenderà ad attivare negli altri lo stesso tipo di emozioni. Mettendo in azione la potenza magnetica del nostro cuore, possiamo indurre gli altri "cuori" attorno a noi ad oscillare anch'essi nello stato di coerenza...

Siamo tutti degli oscillatori. Se vogliamo vivere relazioni di qualità,

sta a noi oscillare intensamente nella saggezza e nella forza

delle emozioni superiori del cuore.

Questo è il mezzo più radicale, più semplice e al tempo stesso più potente per armonizzare le nostre relazioni. Non è necessario fare grandi discorsi; spesso è addirittura preferibile il silenzio: basta irradiare la vibrazione del Maestro che è nel cuore.

Così, il fatto di essere in grado di scegliere stati emozionali superiori, non solo ci facilita la vita, ma addirittura influenza direttamente e concretamente le nostre relazioni con gli altri.

Ricordiamoci quindi che, arrivati ad un certo grado di evoluzione, abbiamo il potere di:

scegliere i nostri stati emozionali;

scegliere il circuito della coscienza con cui gestire la nostra vita.

Nel circuito inferiore c'è il caos e si soffre, si sopravvive; in quello superiore c'è la coerenza, il benessere: partecipiamo, creiamo, viviamo.

Governare le emozioni permette alla coscienza di imboccare la via del Maestro del cuore e di instaurare la coerenza.

Tutto ciò è facile da capire, ma non è facile da applicare nella vita di tutti i giorni... Saper governare le proprie emozioni, rimanere calmi e centrati, conservare la pace del cuore e della mente in ogni circostanza è molto impegnativo, perché va contro i meccanismi stessi dell'eao. Al fine di favorire tale padronanza e la sua interazione nella vita quotidiana, nella terza parte del libro proporrò alcune pratiche per la consapevolezza. Sapremo usarle tanto meglio quanto più ne avremo compresa l'attinenza.

La mente

Come dice Arnold Bennett, «possiamo essere consapevoli di una verità, ma la faremo nostra solo se ne sentiremo profondamente la forza. Alla capacità di conoscere del cervello bisogna aggiungere l'esperienza dell'anima».

Come ben sappiamo da molto tempo, le capacità del cervello umano sono usate solo in minima parte: ora siamo in grado di capire meglio perché. Finché regna il caos, il cervello è ben lungi dal rendere al massimo, e tale è lo stato di coscienza (o di incoscienza) di gran parte dell'umanità. Abbiamo visto che invece, quando s'instaura la coerenza, il cervello fisico funziona al meglio, e questa è solo l'espressione fisica del fatto che, liberato dai vecchi circuiti, l'intelletto può rendere al massimo dal punto di vista dell'intelligenza, e ad un livello ben superiore a quanto si possa pensare.

Una nuova percezione della realtà

Una prima conseguenza molto importante, a livello mentale, dello stato di coerenza, è che permette una percezione più esatta della realtà grazie a una mente brillante, sveglia, unita ad un cuore attivo.

Ricordiamoci che, nel circuito inferiore, cogliamo la realtà attraverso uno spesso filtro costituito da millenni di esperienze umane, il quale deforma costantemente la nostra percezione delle cose. La percezione della realtà è certamente rapida, ma molto approssimativa e velata, e diventa più oggettiva ma più lenta con lo sviluppo della corteccia, pur rimanendo ancora molto limitata. Ora, il cervello del cuore mette in azione, nel cervello della testa, alcuni centri percettivi

superiori completamente nuovi, che, per interpretare la realtà, non si basano assolutamente più sulle esperienze del passato: permettono cioè una conoscenza diretta della realtà del momento presente. La via imboccata dalla coscienza non è più mediata dalle vecchie memorie. Questo nuovo circuito apre la porta a una percezione della realtà che non solo è esatta, ma anche istantanea, ossia molto più rapida di quanto fosse quella basata sulla sola amigdala, e molto più oggettiva di quella ottenuta con la sola corteccia; e per di più dotata di altre capacità completamente nuove!

Il Maestro del cuore dà accesso a una percezione istantanea ed esatta della realtà.

Così, se siamo in grado di utilizzare questa nuova via della coscienza, modifichiamo radicalmente la nostra percezione di tutto ciò che ci circonda, e i nostri comportamenti, i nostri atteggiamenti e le nostre reazioni nei confronti della vita ne vengono profondamente trasformati: «Tradizionalmente l'"intelligenza" è stata definita semplicemente come capacità mentale... Ora scopriamo che l'intelligenza ingloba altre dimensioni: psicologiche ed emozionali. Siamo tutti più intelligenti di quanto pensiamo, solo che non abbiamo mai imparato a far sì che la nostra capacità intellettiva funzionasse in "coerenza"»*.

Mente "risvegliata"

Su questa nuova via, libera dai vecchi meccanismi emozionali di sopravvivenza, possono sbocciare pienamente le più alte qualità di un'intelligenza globale: la creatività, il discernimento, la riflessione, l'apertura, l'immaginazione, ed altre ancora... Attivando in particolare le parti più evolute del cervello destro, questo circuito porta di fatto a superare di gran lunga l'intelletto abituale, dando accesso a capacità mentali fuori dal comune**.

Lo stato di coerenza è una condizione indispensabile perché possa emergere la percezione "sopramentale" della realtà.

Intuizione e conoscenza diretta

Nell'immenso spazio aperto da questa percezione esatta e vasta della realtà fiorisce in particolare ciò che comunemente chiamiamo intuizione, la quale appare sotto forma di idee, pensieri, sensazioni, impressioni (spesso non razionali), visioni, prese di coscienza improvvise, rivelazioni sublimi (come una scoperta scientifica molto importante) o molto pratiche («Le carote sono cotte, va' a spegnere il fuoco...»), percezioni concrete assolutamente appropriate o geniali ispirazioni. È così che l'autentica voce dell'intelligenza e del cuore riuniti in una sintesi superiore può farsi sentire, nelle situazioni più semplici come nelle più complesse della nostra vita.

Il meccanismo dell'intuizione permette di avere accesso alla "conoscenza diretta": è la capacità di conoscere istantaneamente la verità o la realtà di una situazione (cioè com'è veramente), senza aver bisogno di riferimenti al passato o d'informazioni esterne. Non c'è bisogno di nessuna registrazione, il sistema di memoria è superato; come diceva Blaise Pascal, «conosciamo la verità non solo attraverso la ragione, ma anche attraverso il cuore».

Possiamo facilmente immaginare la libertà, la sicurezza e il potere che provengono da una tale capacità! Il cammino della nostra vita è chiaro perché siamo guidati dall'interno; le nostre scelte sono benefiche per noi e per coloro che ci circondano. Con questa esatta percezione, possediamo nella nostra vita di tutti i giorni un potere e un'efficacia creativa e di azione fuori dall'ordinario; siamo padroni del nostro ambiente e della nostra vita. La dinamica superiore dell'intuizione fa parte del potenziale della natura umana: in linea di massima è accessibile a tutti, e ora più che mai, perché ci troviamo all'inizio di una fase completamente nuova del processo evolutivo dell'umanità, che vedrà fiorire spontaneamente tutte queste nuove capacità.

Infine, in queste condizioni, la porta è aperta a un'eccezionale capacità creativa, al genio... Come diceva Einstein, «Le mie scoperte non sono mai il risultato di un ragionamento razionale».

Magia?

Questo cambiamento provocherà in realtà conseguenze molto più radicali e spettacolari di quanto pensiamo. Infatti, al di là della nostra visione limitata delle cose, lo stato di coerenza apre le porte allo sviluppo di tutta una serie di facoltà straordinarie che certo, per il momento, possono apparire magiche o inimmaginabili (ma un aereo che vola nel cielo non parrebbe una "magia" a un uomo del Medio Evo?). Avremo ad esempio una percezione molto diversa del tempo, useremo corrente-

mente la telepatia, avremo percezioni a distanza senza ricorrere ai nostri sensi fisici, potremo persino sfidare la gravità... Di fatto tutti i nostri sensi fisici potranno essere trascesi per essere sostituiti da modalità percettive dirette e completamente nuove, che permetteranno lo sviluppo di straordinarie capacità della coscienza. Non è un'utopia. Lo stato di coerenza è un trampolino di lancio grazie al quale possono manifestarsi spontaneamente queste straordinarie capacità, perché le leggi della natura sono fatte così. Le recenti scoperte della fisica quantistica, che commenterò nel Capitolo XIV, dimostrano che ciò è possibile.

Il Maestro che è nel cuore permette al cervello di funzionare nel

migliore dei modi, apre la porta a un'intelligenza superiore e attiva

capacità mentali eccezionali e completamente nuove.

Allora, il cuore o la testa?

Questa domanda assume ora un significato completamente diverso. Perché quando a dirigere è il Maestro, attraverso il cervello del cuore, e non più l'ego attraverso l'amigdala dal comportamento istintivo o la limitata corteccia, sappiamo di avere accesso alla saggezza amorevole, all'intelligenza superiore, all'esatta intuizione, alla conoscenza diretta. .. In tal caso, possiamo ascoltare il cuore (non il cuore emozionale inferiore, ma il Maestro del cuore) che ci guiderà verso un benessere sempre più grande, verso scelte più illuminate e giuste, sia per noi che per tutti quelli che ci circondano.

Tutto ciò in linea di massima non è certo nuovo: in tutte le tradizioni spirituali ci è stata promessa questa fioritura dell'essere umano che siamo. Ora però possiamo comprendere che questo stato superiore di benessere, che contiene in sé eccezionali potenzialità, proviene in primo luogo dalla capacità di creare lo stato di coerenza dentro di noi, affidando la direzione della nostra vita al cervello del cuore, grazie alla padronanza emozionale e mentale. Non vi è nulla di etico o di mistico in questo: è una legge di natura.

IL PRINCIPIO DI UNITÀ

In compenso, perché si attivi questa grande presenza interiore, occorre assolutamente che sia scomparsa la paura, così come le emozioni inferiori e la lotta per il potere: in breve, dev'essere scomparsa ogni separatività.

D'altronde le emozioni e i pensieri positivi (che, come abbiamo

visto, sono una condizione indispensabile di questa presenza), in realtà non sono altro che l'espressione di un principio fondamentale dell'universo, cioè il principio di unità.

Il Maestro del cuore richiede che si viva in uno stato di unità con ogni essere vivente e con ogni cosa.

Tale stato, sublime quando è vissuto appieno, non può essere spiegato a parole. I grandi mistici hanno parlato di unione con il Divino; l'hanno descritto, a modo loro, anche i poeti e i grandi musicisti, capaci di toccarci il cuore. Il sentimento di unità fa vibrare profondamente tutto il nostro essere ed è ciò che tutti cerchiamo, anche se non necessariamente in modo cosciente.

Questo stato non è tuttavia solo una serie di belle esperienze interiori. La volontà del Maestro è quella di esprìmere l'unità in tutte le nostre azioni quotidiane, nelle nostre scelte, nel nostro modo di relazionarci con gli altri, perché è lì che viene veramente messa alla prova la nostra capacità di vivere nell'unità. I sentimenti di fratellanza, compassione, bontà, rispetto, la creatività superiore e il genio, di fatto tutti i pensieri e i sentimenti "elevati", non sono altro che l'espressione della realtà vissuta unitariamente. Quando al comando c'è il Maestro del cuore, questo modo di essere s'instaura naturalmente; come dice Ram Dass, «l'intelletto è un eccellente servitore, ma un pessimo maestro: è ciò che alimenta la nostra separatività. Un cuore intuitivo e pieno di compassione apre le porte all'unità».

In questo stato unitario di fondo il circuito cuore-cervello è totalmente libero, ed entra in azione il fenomeno della risonanza. I due oscillatori, il cuore e il cervello, sono perfettamente accordati, e inviano in tutto il corpo ordini coerenti, efficaci, intelligenti, appropriati ai bisogni del momento, per un funzionamento ottimale del sistema umano a tutti i livelli.

Quando al comando c'è il Maestro, i sentimenti e i pensieri sono

espressione diretta del principio di unità, e l'intero oscillatore umano

funziona nel migliore dei modi.

ed è per questo che tante persone sono attualmente in ricerca, si pongono delle domande e s'interrogano sulla vita. E giunto il momento, per l'umanità, di vivere con un intento completamente nuovo, opposto a quello che ha retto millenni di evoluzione: dalla separazione, l'umanità è pronta a passare a un'esperienza di unità che si esprima in tutti i campi dell'attività; questo cambierà il mondo*.

Mentre i meccanismi inferiori ci hanno tenuti a lungo in una condizione interiore frammentata, ove le tre P ci separavano gli uni dagli altri e dal mondo, il Maestro del cuore, se lo ascoltiamo, può ora spingerci in un processo evolutivo accelerato di "risalita" allo stato unitario. Allora, in risonanza con la sua volontà, tutto l'arsenale emozionale e mentale dei circuiti inferiori costituitisi fin dalla notte dei tempi verrà non eliminato, ma riorientato in base a un nuovo intento, in una direzione completamente diversa e addirittura opposta a ciò che è stato per millenni. Dalla volontà di separazione dell'ego, passiamo alla volontà di unità della nostra anima, il che produce non soltanto un'unificazione interiore tra le diverse parti della nostra personalità, ma anche un'esperienza di unità con il mondo circostante, con gli altri, con la natura, e in definitiva con tutto l'Universo.

Il potere

Noi esseri umani siamo dotati del potere d'influenzare altri: non appena, in un modo o nell'altro, entriamo in relazione, non possiamo fare a meno di influenzarci reciprocamente; è un potere innegabile, presente in ciascuno di noi. Però esso può avere un impatto molto diverso a seconda del livello di coscienza di chi lo usa: può essere distruttivo se alimenta le forze inferiori di separazione e di dominio, mentre è profondamente benefico quando ad usarlo è il Maestro del cuore. Tanto il potere dell'ego separa gli esseri umani, rendendoli avidi e ponendoli in continua rivalità, tanto il potere proveniente dal Maestro del cuore contribuisce al bene di tutti ed unisce. E fondamentalmente il potere dell'amore. È così che, nella vibrazione di unità del Maestro, questo potere genera pace, fratellanza, condivisione, libertà e abbondanza per tutti.

Il potere dell'ego separa e crea sofferenza. Il potere del Maestro del cuore unisce e contribuisce al benessere di tutti.

Abbiamo visto che, secondo gli insegnamenti della sapienza antica, il principio mentale concettuale, fonte di separazione, è stato comunque necessario per sviluppare la coscienza di sé, l'individualità. Una volta realizzato questo, per l'individuo separato diventato autocosciente la fase successiva del processo evolutivo della coscienza è esperire nuovamente l'unità con l'universo. Ossi la coscienza umana è pronta a tale cambiamento,

Un potere non svincolato dai meccanismi emozionali inferiori è un potere pericoloso. Coloro che comandano dovrebbero essere persone dal cuore puro... non per sentimentalismo, ma perché è ciò che garantisce il rispetto di tutti e la messa in atto di un potere intelligente, benefico, eminentemente creativo, al servizio non di un individuo o di un paese separati dagli altri, ma di tutta l'umanità.

Il Maestro del cuore è il detentore di questo potere estremamente benefico.

Una trappola

Le conseguenze dello stato di coerenza appaiono veramente meravigliose, al punto da indurre il nostro "abile ego" a interessarsi molto ad esse. Infatti è assolutamente in grado di strumentalizzare tutte queste informazioni vedendo in esse un mezzo sofisticato in grado di esaudire i suoi desideri di sicurezza, di piacere e di potere. Eppure, finché comanderà l'ego, per quanto raffinati siano i suoi travestimenti, non otterremo mai neanche l'ombra di tali risultati. Per sperimentare questo stato superiore occorrerà fare un salto enorme, accettando di mollare la presa e di affrontare l'insicurezza, abbandonando tutto ciò che credevamo di essere; bisognerà confrontarsi con ciò che l'ego teme maggiormente, e osare guardare il mondo con occhi completamente nuovi. Non è facile, ed è per questo che alcuni passano la vita intera in meditazione o isolati dal mondo per cercare di "varcare la porta stretta". Non siamo obbligati a vivere in questo genere di isolamento, ma se veramente vogliamo vivere nel mondo autentico dell'anima, occorrerà manifestare un'intenzione e un'attenzione completamente diverse, "addestrandoci" alla padronanza di noi stessi spesso in modo molto impegnativo.

Uno stato da coltivare nella vita di tutti i giorni

Questo stato di coerenza non è riservato a momenti di meditazione profonda, di rilassamento o di espansione emozionale: può (anzi, dovrebbe, se vogliamo ritrovare il senso profondo della nostra vita) far parte integrante di qualsiasi attività quotidiana. Non consiste semplicemente in pensieri o emozioni positivi, ma in uno stato di ordine e di pace interiore che è prodotto dall'allineamento tra la volontà del cuore e quella della testa e genera coerenza a tutti i livelli. E anche uno stato di assoluta padronanza dei circuiti inferiori emozionali e mentali, che permette di compiere azioni profondamente giuste e benefiche, e di realizzare prestazioni perfette, addirittura straordinarie.

Ad esempio, l'artista del circo che fa alta acrobazia sul trapezio dev'essere in stato di coerenza per realizzare le sue prodezze. Sono in tale stato anche lo chef appassionato del suo mestiere che sa intuitivamente qual è il momento giusto per togliere il dolce dal forno, l'ottimo

pilota d'aereo che effettua magistralmente un atterraggio, e anche la madre che culla teneramente il suo bambino, il pianista ispirato durante un concerto, il matematico profondamente concentrato sulle sue equazioni e appassionato delle sue scoperte, l'insegnante felice di trasmettere il suo insegnamento, il medico che cura non soltanto con le sue conoscenze ma con tutto il cuore, o ciascuno di noi quando è in contatto con questa percezione tranquilla e intuitiva delle cose, che ci fa compiere gesti o pronunciare parole perfettamente adeguati ma provenienti da non si sa dove...

È evidente che, se il trapezista sarà emozionalmente turbato, sbaglierà il volteggio e cadrà nella rete. Allo stesso modo, se il pilota avrà appena litigato con la moglie ed avrà la mente ancora aggrappata alle sue sgradevoli reazioni emozionali, sarà meno attento, e rischierà di commettere un errore o una dimenticanza potenzialmente pericolosi; se il cuoco è distratto, anziché un sublime dessert può sfornare un dolce carbonizzato; se la mamma riceve una spiacevole telefonata e reagisce emozionalmente, molto probabilmente il bambino si metterà a piangere; se l'insegnante è assillato da problemi economici, ciò che cercherà di insegnare non arriverà agli allievi, che saranno distratti; se il medico è arrabbiato con un collega, non avrà l'intuizione che gli permetterebbe di cogliere la causa della malattia del paziente, eccetera. Si avranno il caos e le consuete difficoltà della vita quotidiana...

Lo stato di coerenza non è collegato, quindi, a uno stato d'inazione, anzi. E uno stato in cui l'azione è appropriata, concentrata, efficace, felice, e al tempo stesso è uno stato di silenzio, il silenzio dell'ego totalmente al servizio del Maestro. // chiasso del computer è stato messo a tacere, il Maestro è libero di agire. È quello che nelle discipline spirituali viene spesso chiamato "stato di silenzio mentale", ove ad essere in silenzio è quella parte automatica della mente collegata alla sfera emozionale inferiore. E in questo silenzio possono fiorire un'intensa attività mentale superiore, una straordinaria creatività, azioni potenti e appropriate, che offriranno un eccezionale contributo al mondo. Lo stato di coerenza può, insomma, essere presente in tutte le nostre azioni quotidiane. Questo elevato stato vibratorio delle nostre emozioni e dei nostri pensieri perfettamente allineati è in realtà lo stato perfetto che tutti cerchiamo, perché ci infonde una grande pace interiore, un profondo senso di libertà e di realizzazione.

e l'amore?. ..

«L'amore guarisce contemporaneamente chi lo dà e chi lo riceve», dice il dottor Karl Menninger.

Quando parliamo di cuore, certamente parliamo anche di amore. Che ne è di questa forza straordinaria? Dipenderà dai circuiti seguiti dalla coscienza...

Tutti, in un modo o nell'altro, siamo affascinati dall'amore: il motivo è che questa forza dinamica dell'universo è quella che ci spinge in cerca dell'esperienza dell'unità perduta. Se tutti, in forme diverse, andiamo cercando delle relazioni, è perché vogliamo ritrovare il paradiso perduto dell'unità. I nostri sforzi, spesso assai maldestri, di creare relazioni a noi consone e soddisfacenti, ci costringono a sperimentare, per imparare infine a distinguere il vero amore dal falso. Attraverso la sofferenza, la forza dell'amore ci percuote e ci sfronda dell'ego, per ritrovare infine l'autentica via del cuore. Abbiamo visto nel Capitolo IV che l'esperienza dell'amore resta inaccessibile finché rimaniamo prigionieri della macchina dell'ego, sul piano del quale possiamo vivere molte emozioni e "passioni"*, nutrendo un'infinità di aspettative e speranze, vivendo gioie e dolori, ma mai conoscere l'esperienza straordinariamente benefica e liberatrice dell'amore. Invece, quando cambiamo livello di coscienza e imbocchiamo la via Maestra del cuore, l'amore diventa una realtà naturale e spontanea nella nostra vita. Non si tratta più di un insieme di emozioni, di amore sentimentale, passionale e traumatico prodotto dal computer interiore, generatore di felicità effimere, di delusioni e di sofferenze, ma di un'esperienza deliziosa della vita, che ci pone in giusto e vero contatto con tutto ciò che ci circonda.. .

L'unità vissuta in presenza del Maestro che è nel cuore permette

di vivere quotidianamente l'amore in tutta la sua purezza,

la sua potenza e la sua verità.

È così che possiamo passare dall'esperienza della separazione e della paura a quella dell'unità e dell'amore, e questo quotidianamente. Effettivamente si tratta di un circuito della coscienza completamente diverso!

L'amore è la legge del Maestro del cuore, perché solo questa forza dall'eccezionale magnetismo può farci ritrovare la nostra unità con tutto e con tutti. Il Maestro del cuore ci parla di amore tutti i giorni, in ogni istante della nostra vita: lo ascolteremo?

L'amore non è un'emozione, ma uno stato di coscienza.

Occorre però ricordare che il nostro cuore potrà essere veramente aperto, e potremo amare veramente, dando vita a relazioni di qualità eccezionale, solo quando sapremo utilizzare il nuovo circuito della coscienza, e in particolare quando ci saremo liberati del meccanismo delle emozioni inferiori separative per vivere nella luce dell'unità.

Amore e unità sono due facce della stessa medaglia. Infatti, che cos'è l'esperienza dell'amore puro nella sua essenza più profonda, se non l'esperienza dell'unità che si manifesta nel nostro rapporto con noi stessi, con gli altri, con tutto l'Universo?

 

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