Ho visto le stagioni dileguare
e impallidire i giorni più leggeri;
ma tu rimani intatta nei pensieri,
un sogno che non so dimenticare.
È strano ritrovarmi ad aspettare
un cenno tuo per notti e giorni interi;
in quei segnali, brevi messaggeri,
il nome tuo non smetto di cercare.
Ma perché torno a ciò che mi confonde,
perché raccolgo un filo già spezzato,
se ignoro quali nodi in sé nasconde?
Forse il tempo ha in silenzio seminato,
nelle ferite antiche e più profonde,
un amore più saldo e più pacato.
(17 settembre 2026, galgani.it)