You are here

Semplificare è l’arte dell’inganno, l’opera dei demoni

Translate this articleSpeak this article

C’è un’astuzia sottile e velenosa che si aggira tra i discorsi del nostro tempo. Non assume le sembianze di una menzogna grossolana, ma l’abito rassicurante della chiarezza. È l’arte di semplificare ciò che è complesso, un’operazione che, nella sua apparente innocenza, cela quasi sempre il germe dell’inganno.

Nel Faust di Goethe, il diavolo Mefistofele si presenta come colui che semplifica le questioni complicate: invece di accompagnare l’essere umano nello sforzo della comprensione, il demone offre la scorciatoia della semplificazione, escludendolo da un autentico processo di conoscenza della realtà.

Questa intuizione letteraria è di una lucidità sconvolgente. La realtà in cui siamo immersi è un groviglio di forze storiche, economiche, psicologiche e culturali. Affrontarla richiede tempo, studio e la capacità di tollerare l’incertezza. La semplificazione, al contrario, ci consegna un mondo in miniatura, pulito e ordinato, dove ogni evento ha una causa unica e ogni problema una soluzione immediata. È un mondo falso, ma terribilmente confortevole. Ed è proprio in questo comfort che si annida la trappola.

Quando un’informazione viene “semplificata” per essere resa più digeribile, non viene solo accorciata, ma anche amputata, deformata, violentata. Si tagliano via i nessi causali, le sfumature, i contesti, le contraddizioni. Ciò che resta è uno slogan, un’etichetta, un nemico da additare. Non siamo più chiamati a capire, ma a schierarci. Non siamo più cittadini, ma tifosi. E il nostro pensiero critico, privato dei suoi strumenti, si arrende docile ai nuovi padroni del discorso pubblico e privato.

Oggi la dinamica descritta da Goethe ha trovato il suo compimento tecnologico. Chi possiede l’informazione dominante nei mass media, nei social e, soprattutto, nell’intelligenza artificiale a cui tutti ormai si rivolgono, domina il mondo psichico delle masse e quindi le loro creazioni illusorie. Chi dirige, filtra e altera l’informazione in base ai propri desideri, possiede il mondo e può fare accettare l’inaccettabile, spingere ciascuno a lottare assiduamente contro se stesso, contro i propri amici e familiari, e rende invisibile l’evidenza e visibile l’inesistente. La semplificazione diventa allora l’ingranaggio di una macchina ben oliata, che trasforma la complessità del reale in un racconto fittizio, fabbricato a uso e consumo dei demoni.

Proprio per questo, in un’epoca così radicalmente esposta all’inganno, la figura dell’eroe assume un significato nuovo e necessario. Un eroe è colui che ha la forza, il coraggio e la compassione di svelare queste dinamiche del potere e pronunciare parole di realtà, descrivendo la vera natura degli accadimenti. Un eroe dovrebbe essere un esempio. L’eroismo di cui parlo non abita soltanto in parole di realtà che creano scandalo in mezzo a coloro che si nutrono di bugie miste a follia: si manifesta innanzitutto nelle scelte quotidiane. Ciascuno di noi è figlio delle scelte che decide di fare e del motivo per cui le ha fatte. Queste scelte, volta per volta, ci portano sempre di più verso la luce o verso un abisso tenebroso.

Non ho dubbi che dietro le scelte della maggioranza di noi ci siano buone intenzioni. Eppure, dove può portarci il nostro agire, se si basa su una rappresentazione della realtà semplificata a uso e consumo dei demoni, e quindi falsa? La risposta è già scritta nella nostra focosa e distruttiva sicumera del saper distinguere il vero dal falso, i buoni dai cattivi, il giusto dallo sbagliato.

Ogni mezza verità è una bugia e ogni bugia è un fiammifero acceso sulle foglie del giardino divino in cui dimora la nostra anima. Tante bugie diventano un lanciafiamme. Tanti incendi rendono il nostro mondo inabitabile, così rimaniamo smarriti e svuotati dell'anima, ombre di noi stessi, utili idioti nelle mani dei demoni, incapaci di amare.

Resistere alla semplificazione è allora molto più che un esercizio intellettuale: è un atto di lealtà verso noi stessi e verso la vita nella sua interezza, una scelta ostinata di cercare la complessità, di sopportare la fatica del dubbio e di non inchinarsi al falso-dio della chiarezza a buon mercato. Forse, è l’unico modo per rimanere umani.

(4 maggio 2026)

Classificazione: