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Il muro digitale: AI diverse per Oriente e Occidente

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La frattura digitale dell’AI è già realtà

Aggiornamento: 30 aprile 2026. I dati disponibili per i primi mesi del 2026 mostrano una separazione sempre più netta tra mercati in cui dominano assistenti sviluppati da aziende statunitensi — come Stati Uniti, Giappone e India — e mercati in cui stanno prevalendo piattaforme nazionali, soprattutto Cina e Russia.

Non è una frattura puramente geografica: riguarda lingua, regolazione, distribuzione, sistemi operativi, app store, pagamenti e fiducia politica. ChatGPT resta il riferimento più riconoscibile a livello globale, ma in Cina e Russia il baricentro si è spostato verso servizi domestici (cioè sviluppati internamente) come Doubao, Alisa AI, Qwen, DeepSeek e GigaChat.

DeepSeek è il caso anomalo: è l’unico grande chatbot cinese diventato familiare anche in Occidente dopo l’enorme copertura mediatica del 2025. Tuttavia, la sua notorietà non coincide necessariamente con una quota d’uso elevata negli Stati Uniti, dove alcune rilevazioni lo collocano ormai su numeri marginali.


Classifiche nazionali aggiornate

🇺🇸 Stati Uniti

Secondo dati Apptopia citati da OfficeChai, a marzo 2026 ChatGPT era al 38,7% dei DAU nelle app AI negli Stati Uniti, seguito da Gemini intorno al 25%, Grok al 13,5% e Claude al 10%. A gennaio 2026, la stessa fonte collocava ChatGPT al 45,3%, Gemini al 25,1% e Grok al 15,2%. Il dato suggerisce una leadership ancora forte, ma meno incontrastata rispetto al 2024-2025.

🇷🇺 Russia

Le quote russe variano molto in base alla fonte. Mediascope, a ottobre 2025, riportava Alisa AI al 14,3%, DeepSeek al 9,4%, GigaChat al 4% e ChatGPT al 3,5%. Dati più recenti di Билайн.аналитики, riferiti al primo trimestre 2026, collocano invece Alisa AI al 67%, DeepSeek al 29% e ChatGPT al 7%. La differenza tra le fonti segnala un mercato in rapido movimento e probabilmente sensibile al metodo di misurazione.

🇨🇳 Cina

Secondo QuestMobile, nel primo trimestre 2026 la classifica per utenti attivi mensili vedeva Doubao in testa con 345 milioni di MAU, seguito da Qianwen/Qwen con 166 milioni e DeepSeek con 127 milioni. MoonFox, usando una diversa lettura del mercato, indica che Doubao, Yuanbao, Qwen e DeepSeek insieme superano il 70% del mercato cinese dei chatbot AI.

🇯🇵 Giappone

Secondo Statcounter, nel mercato mobile giapponese dei chatbot AI, ChatGPT mantiene una quota nettamente maggioritaria, seguito da Gemini, Copilot, Perplexity e Claude. Un sondaggio MMD Labo pubblicato a fine 2025 indicava inoltre che l’80,6% degli intervistati aveva usato ChatGPT, il 50,8% Gemini e il 39,1% Copilot. I due dati non sono direttamente confrontabili: Statcounter misura quote d’uso, mentre il sondaggio misura esperienza dichiarata dagli utenti.

🇮🇳 India

In India, dati Sensor Tower ripresi da Digit e Reuters attribuivano a ChatGPT circa 73 milioni di utenti attivi giornalieri, contro circa 17 milioni per Gemini. In questo mercato, ChatGPT supera l’80% se si considera il confronto diretto tra ChatGPT e Gemini sulla somma dei rispettivi DAU.


Il paradosso della conoscenza reciproca

Gli assistenti occidentali sono noti quasi ovunque, anche dove il loro utilizzo è limitato o mediato da restrizioni. Il percorso inverso è molto più debole: Doubao, pur avendo centinaia di milioni di utenti in Cina, resta quasi sconosciuto al pubblico europeo e americano. DeepSeek è l’eccezione: non perché domini l’uso occidentale, ma perché è riuscito a entrare nell’immaginario globale come simbolo della nuova competizione AI cinese.


Panoramica dei principali chatbot consumer

I prezzi sotto sono indicativi e possono cambiare per Paese, tasse, app store, promozioni e piani aziendali. Dove non esiste un listino internazionale chiaro, indico l’accesso come “variabile” anziché stimare importi non verificabili.

Servizio Paese / ecosistema Accesso consumer indicativo Nota
ChatGPT USA / OpenAI Free; Go da 8 USD/mese; Plus da 20 USD/mese; Pro da 100-200 USD/mese Prezzi localizzati in alcuni mercati. Fonte: OpenAI e OpenAI Help.
Gemini USA / Google Free; Google AI Plus, Pro e Ultra con prezzi localizzati Google AI Pro è indicato a 19,99 USD/mese negli USA; in altri mercati i prezzi cambiano. Fonte: Google Gemini.
Grok USA / xAI e X Free; SuperGrok su grok.com; accesso anche tramite X Premium+ X Premium+ parte da 40 USD/mese sul web negli USA. Fonte: X Help.
Microsoft Copilot USA / Microsoft Free; funzioni avanzate nei piani Microsoft 365 Microsoft 365 Premium è indicato a 19,99 USD/mese negli USA. Fonte: Microsoft.
DeepSeek Cina / DeepSeek Accesso web gratuito; API separata a pagamento Fonte: DeepSeek.
Qwen / Qianwen Cina / Alibaba Qwen Chat gratuito; API e servizi cloud separati Fonte: Qwen.
ERNIE Bot / Wenxin Yiyan Cina / Baidu Accesso pubblico gratuito; API separata a pagamento Baidu ha reso ERNIE Bot gratuito per il pubblico con il lancio di ERNIE 4.5 e X1. Fonte: Baidu / PR Newswire.
Alisa AI Russia / Yandex Free; funzioni avanzate dentro l’ecosistema Yandex Servizio fortemente integrato con prodotti Yandex e mercato russo.
GigaChat Russia / Sber Accesso consumer e business variabile Rilevante soprattutto nel mercato russo.
Doubao Cina / ByteDance Accesso consumer gratuito o freemium; piani e limiti variabili È tra le piattaforme più usate in Cina, ma resta poco conosciuta fuori dal mercato cinese.

Gratis in Asia, premium in Occidente?

La distinzione non è “Asia gratis, Occidente a pagamento”: anche ChatGPT, Gemini, Copilot e Grok hanno piani gratuiti. La differenza più interessante è un’altra. In Cina, diversi attori nazionali hanno scelto di offrire gratuitamente al pubblico modelli molto competitivi — DeepSeek, Qwen ed ERNIE Bot — per accelerare l’adozione, rafforzare i propri ecosistemi e conquistare dati, abitudini e distribuzione.

Non ci sono prove sufficienti per dire che questi servizi siano sostenuti da finanziamenti statali diretti nella loro offerta consumer. È più prudente parlare di strategia industriale e di piattaforma: accesso gratuito o a basso costo per aumentare rapidamente la base utenti, ridurre la dipendenza da strumenti stranieri e consolidare campioni nazionali.

In Occidente, invece, la fascia davvero avanzata tende più spesso a essere monetizzata tramite abbonamenti premium: ChatGPT Pro, Google AI Ultra, Microsoft 365 Premium, SuperGrok o piani business. Il risultato pratico è una frammentazione: molti utenti possono provare l’AI gratuitamente, ma le capacità più potenti, stabili o integrate restano spesso dietro un paywall.


IA e modelli valoriali: non è solo speculazione

Le IA generative non sono neutre. Un LLM, cioè un “large language model” o modello linguistico di grandi dimensioni, apprende schemi statistici da enormi quantità di testi, poi viene ulteriormente adattato tramite processi di addestramento, valutazione e controllo. Questi processi possono incorporare preferenze culturali, norme sociali, vincoli legali e scelte commerciali.

Questo non significa che esista un unico “modello valoriale occidentale” contrapposto a un unico “modello valoriale orientale”. Sarebbe una semplificazione eccessiva. Però alcuni studi mostrano differenze misurabili tra modelli sviluppati in contesti diversi.

  • Uno studio pubblicato su PNAS Nexus confronta ChatGPT, sviluppato negli Stati Uniti, ed ErnieBot, sviluppato in Cina, e conclude che i modelli riflettono tendenze culturali compatibili con i rispettivi contesti di addestramento: norme, valori e stili cognitivi non sono identici.
  • Il benchmark LLM-GLOBE confronta modelli statunitensi e cinesi su dimensioni culturali e mostra differenze sistematiche nelle risposte generate.
  • Uno studio su Chinese censorship bias mostra che i modelli possono rispondere in modo diverso a prompt semanticamente equivalenti scritti in cinese semplificato e tradizionale, suggerendo che lingua, dati e contesto informativo influenzano gli output.
  • Un’analisi basata sui valori di Schwartz — una classificazione psicologica dei valori umani, come benevolenza, universalismo, potere e successo — confronta Gemini, ChatGPT e DeepSeek, trovando differenze tra i modelli pur dentro una tendenza generale a risposte prosociali.

In Cina, inoltre, la differenza non è solo culturale ma anche normativa: le regole sui servizi di AI generativa richiedono che i sistemi rispettino i “valori socialisti fondamentali” e non producano contenuti considerati dannosi per sicurezza nazionale, stabilità sociale o autorità dello Stato. Fonte: traduzione delle Interim Measures for Generative AI Services.

AI alignment significa tentare di far sì che un sistema di AI si comporti in modo coerente con obiettivi, regole e valori desiderati da chi lo sviluppa o lo governa. Non coincide solo con il fine-tuning, cioè l’addestramento aggiuntivo di un modello già esistente su dati più specifici. L’allineamento include anche istruzioni, valutazioni, test di sicurezza, feedback umano, filtri, policy, red teaming e vincoli legali.

La frattura digitale, quindi, non divide solo mercati e lingue. Può anche produrre assistenti che danno priorità a sensibilità diverse su temi come libertà di espressione, autorità, conflitto, armonia sociale, individualismo, responsabilità collettiva e memoria storica. Non è una prova di due civiltà tecnologiche incompatibili, ma è un segnale concreto che l’AI consumer sta diventando anche un’infrastruttura culturale.


Glossario rapido

  • DAU: utenti attivi giornalieri.
  • MAU: utenti attivi mensili.
  • Q1: primo trimestre dell’anno, da gennaio a marzo.
  • LLM: modello linguistico di grandi dimensioni, cioè il tipo di modello alla base di chatbot come ChatGPT, Gemini, Claude, Qwen o DeepSeek.
  • Fine-tuning: addestramento aggiuntivo di un modello su dati o compiti specifici.
  • AI alignment: insieme di tecniche e decisioni per far sì che un sistema AI segua obiettivi, regole e valori desiderati.
  • API: interfaccia usata dagli sviluppatori per integrare un modello AI dentro app, siti o servizi esterni.

Per approfondire

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