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Riflessioni su un passo della Bibbia

Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2014

Passo della Bibbia su alimentazione vegetariana e sul rapporto con la natura

Il passo è Genesi, cap. 1, frase 29:
"Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.»"
(fonte, sito del Vaticano: http://www.vatican.va/archive/bible/genesis/documents/bible_genesis_it.html)

Nello stesso capitolo, Dio dice che l'uomo deve "dominare" su tutti gli animali, ma in quel passo specifica che non deve "mangiarli". Dominare su tutto il creato, secondo me, può significare tante cose, a cominciare dal fatto di averne rispettosamente cura e attenzione, perché noi esseri umani siamo effettivamente l'unica specie vivente del pianeta che può intervenire sulla natura. Avevo già incontrato questi passi della Genesi duranti i miei studi di Psicologia. Nella mia tesi di laurea su "Solitudine e contesti virtuali", nella sez. 2.4.1, avevo scritto:

La graduale specializzazione dell’homo sapiens sapiens, con la prima separazione “tacita” dalla natura, è iniziata circa 30000 anni fa e trova un’analogia nel racconto biblico: «Nella Genesi, 1, 27, troviamo il resoconto della visione che i primi agricoltori avevano di sé in relazione al mondo naturale. “Dio disse prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate su tutti gli animali che si muovono sopra la Terra”. Eldredge ritiene che questa sia la più grande dichiarazione di indipendenza mai pronunciata dall’umanità. L’indipendenza alla quale si riferisce è, ovviamente, quella dal resto della natura» (Tattersall, 2004). Tale mito dell’indipendenza dalla natura è oggi estremizzato ed esasperato nelle attività umane moderne, che stanno persino mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della specie umana (Eldredge, 2000). A livello psicologico, la coscienza dell’unicità umana e della separazione dal mondo naturale ha portato con sé un’emozione profonda, continua e non eliminabile: la solitudine (Cutolo et al., 2013). Questo è ancor più vero nella nostra epoca ipertecnologica e individualistica: secondo il sociologo polacco Zygmunt Baumann, l’individualismo esasperato è causa ed effetto della solitudine (Bauman, 2002).

Secondo me, è tempo di entrare nell'ordine di idee che ritrovare unità con la natura e con noi stessi è più che mai necessario.
Tornando al discorso dell'alimentazione, ci sono tante persone che non hanno bisogno né della Bibbia né di comandamenti divini per amare gli animali, le piante, le persone e tutto ciò che esiste. Come ho scritto nella poesia "L'ultima guerra", l'importante è "uccidere la voglia di uccidere": chi ha bisogno di comandamenti, può prendersi questo, glielo regalo.

Francesco Galgani

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