Mentre questa mattinata scorre, gli Stati Uniti hanno bombardato Caracas, capitale del Venezuela. Il Capodanno invece è stato accompagnato da ulteriori morti nelle attuali zone di guerra.
Tuttavia, dobbiamo rimanere positivi. La pace inizia dal proprio cuore, un cuore che desidera essere portatore di pace, cioè creare ponti per capire e unire. Tutto il resto è solo falsità.
La pace ci richiede di andare verso l'altro, di provare a capire la sua lingua e la sua cultura. Imporre a tutti un'unica lingua è solo violenza. Persino Gandhi, che parlava inglese alla perfezione, diceva agli indiani che dovevano parlare hindi, e non inglese, se veramente volevano essere se stessi. Oggi noi abbiamo strumenti tecnologici che, pur con tutti i loro difetti e aspetti negativi, comunque ci permettono di comunicare con chiunque. Cerchiamo sempre di andare incontro all'altro e di fare noi per primi uno sforzo per comprendere.
Per queste ragioni, e visto anche che nel blog ho scritto finora in molte lingue, nella pagina dei contatti ho reso esplicita la mia disponibilità: "Feel free to write to me in Italian, English or your native language".
Stati Uniti e Gran Bretagna credono che la loro lingua sia l'unica che conti e che meriti di essere appresa. E infatti creano guerre ovunque. Per questo l'egemonia linguistica e culturale è un esempio da non seguire. A cosa ci serve l'IA, che conosce meglio di qualsiasi umano la maggioranza delle lingue umane, se poi non la usiamo per ciò per cui sarebbe veramente utile?
Ovviamente gli strumenti tecnologici, da sé, non bastano. Per andare incontro verso l'altro, servono impegno, dedizione e anche il coraggio di poter sbagliare.
(3 gennaio 2026)