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Come il singolo cittadino (magari pacifista) finanzia la guerra

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014

Per il singolo cittadino, ricco o povero che sia, è praticamente quasi impossibile evitare di avere rapporti con le banche e, ammesso anche che ci riesca, comunque la sua vita è da loro pesantemente influenzata. Tra l'altro, al di là delle parvenze democratiche del sistema politico in cui i cittadini sono inseriti, il vero potere politico nazionale e mondiale è in mano alle banche: non aver compreso questo aspetto, significa non aver capito nulla di come funziona il potere. Probabilmente molte persone votano un partito senza nemmeno chiedersi da dove provengono le sue risorse economiche e se abbia rapporti diretti o indiretti con certe banche.

Al vertice della piramide del potere, ci sono banche e istituti finanziari, presenti nell'azionariato di 43.000 multinazionali, di queste 1.318 aziende hanno più partecipazioni incrociate: l'azienda A può possedere quote dell'azienda B che a sua volta è azionista dell'azienda A, formando una ragnatela inestricabile di interessi. Questo è il vero potere. Un potere mondiale che spesso nomina i suoi rappresentanti nei governi, negli organismi di controllo internazionali e nelle banche centrali. E' un grande club che finanzia i partiti e modella per i suoi fini lo scenario economico globale. Il nucleo centrale della rete delle 43.000 multinazionali è formato dalle 1.318 aziende con partecipazioni incrociate, il 40% di queste è controllato da 147 società che si trovano al vertice della piramide del potere globale. Secondo l'economista Glattfelder "Meno dell'1% delle multinazionali guida il 40% del totale". L'un per cento di queste multinazionali sono per la maggior parte banche. Per approfondimenti, suggerisco il libro o e-book "I padroni del mondo", oltre a varie e autonome ricerche in rete.

Si veda anche l'articolo "L'egemonia della finanza sulla politica?".

Che cosa fanno le banche? Com'è possibile che il singolo cittadino (magari pacifista) finanzi la guerra senza nemmeno saperlo? La risposta è in un'altra domanda: che uso fanno le banche dei soldi dei cittadini? Solo a titolo di esempio, potrei riportare che UBI Banca (Unione Banche Italiane) nel 2009 ha impegnato 1 miliardo e 231 milioni di euro per conto delle industrie italiane che hanno esportato armi nel mondo, oppure che la Campagna internazionale contro le armi nucleari (Ican) nel 2013 ha svelato come 298 istituzioni finanziarie pubbliche e private continuino a investire circa 314 miliardi di dollari a vantaggio di 27 compagnie e industrie internazionali coinvolte nella produzione, manutenzione e modernizzazione di armi nucleari.

I nostri soldi vengono usati per le armi e per le guerre. Segnalo il sito Banche Armate e un articolo comparso su Famiglia Cristiana.

Secondo le mie ricerche, in Italia l'unica banca che non investe in armamenti e che informa i risparmiatori su come vengono investiti i loro soldi è Banca Etica (si veda anche l'articolo su Wikipedia).

Francesco Galgani,
1 giugno 2014

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