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Gli schiavi di Amazon (e delle corporations): contratti precari, turni di lavoro massacranti, licenziamenti facili (inchiesta giornalistica)

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2015

Capitalismo PirataSi veda anche: «Amazon tedesca "usa guardie neo-naziste per intimidire i suoi dipendenti stranieri"»

Siamo nell'epoca delle multinazionali e del capitalismo pirata e predatorio, che crea ingiustizia, povertà, guerre, disastri umanitari e ambientali non riparabili, avvalendosi, con ogni mezzo a sua disposizione, dell'arte malefica di convincere del falso, o comunque di qualcosa che è di vantaggio solo per poche persone e contemporaneamente a danno della stragrande maggioranza. Per chi ha anche il minimo dubbio in proposito, consiglio caldamente la visione del seguente lungo documentario:

Documentario che svela aspetti nascosti del sistema economico-politico mondiale

Ma chi dà il potere a chi? Siamo noi, con le nostre scelte, spesso basate sull'ignoranza o sul menefreghismo, o sulla comodità di un vantaggio immediato senza considerare il danno a lungo termine (come comprare un prodotto che costa meno di altri senza considerare tutto ciò che sta dietro a quel prodotto e il perché costa di meno), a decidere chi comanda. Le multinazionali, le cosidette "corporations", tra cui rientra anche Amazon, hanno già adesso più potere dei governi, oltre ad essere agevolate nella concorrenza sleale e nello sfruttamento umano e ambientale oltre i limiti della decenza, della dignità e della tollerabilità. A ciò va necessariamente aggiunto che i governi, comunque, non cambieranno mai tipo di politica a favore di pochi e a danno di molti finché i cittadini continueranno a votare in maggioranza (e con vergognoso alto astensionismo) chi meglio sa prenderli in giro per decenni, come pecore che si lasciano sgozzare senza neanche belare (a livello sia locale, sia nazionale, sia europeo...).

Ciascuno di noi, ogni volta che mette mano nel portafoglio, è come se esprimesse un voto politico, sta decidendo chi può andare avanti e chi può soccombere. La globalizzazione sta uccidendo dal 1999 in poi (anno storico del movimento di Seattle NO-Global, in cui la terza Conferenza Ministeriale dell'OMC a Seattle termina con un fallimento, in compenso le dimostrazioni di massa contro l'OMC e la globalizzazione ed i disordini a queste collegati calamitano l'attenzione mondiale sull'incontro - la globalizzazione vera e propria inizia nel 2001 con l'ingresso della Cina nell'OMC) le economie locali, gli ecosistemi locali, le specificità locali, le culture locali, il lavoro locale: poter comprare ovunque nel mondo un oggetto prodotto in qualunque altra parte del mondo, senza nemmeno sapere dove e solitamente a un costo inferiore rispetto a quello prodotto localmente, sta creando un effetto di distruzione con danni ingenti per tutti a lungo termine, sta uccidendo il futuro nostro e dei nostri figli. Oggi abbiamo una nuova generazione di schiavi, essere umani privi di diritti nel presente e privi di speranza per il futuro: sono coloro che lavorano per le corportations (mi raccomando, guardate bene il documentario sopra linkato), di cui Amazon rappresenta purtroppo solo uno degli esempi possibili.

Stiamo aspettando che venga approvato il TTIP (di cui in Italia i mass media colpevolmente non parlano), nel più totale silenzio??! Dopo sarà pure molto peggio.

Coloro che fin dall'inizio avevano capito gli effetti devastanti della globalizzazione sono stati messi a tacere con la forza brutale dei manganelli e delle violenze fisiche (G8 di Genova del 2001)... e questa cosa continua: avete visto nel documentario come sono stati trattati coloro che hanno protestato per avere l'acqua pubblica? Alcuni sono rimasti gravemente invalidi a vita per le violenze subite, altri sono morti. E in Italia? La gente non protesta, nonostante l'acqua sia stata privatizzata violando la volontà del referendum popolare, perché per ora non siamo ancora ridotti alla sete.

Quando una massa considerevole di cittadini, paganti o meno, usa in larga maggioranza, o in quasi totalità, gli stessi servizi, è come se stesse votando con plebiscito per la lunga vita di chi eroga quei servizi (mi vengono in mente Facebook, Apple, Amazon, Twitter, che sono i Cavalieri dell'Apocalisse, vedi articolo - e tante altre corportations), a discapito ovviamente di ogni servizio alternativo: è come se i cittadini stessi uccidessero il proprio ecosistema economico che dà vita al lavoro, all'occupazione, al benessere. Preferiamo dare lavoro ai contadini vicino casa o preferiamo acquistare prodotti di origine ignota perché costano di meno? Avete mai sentito parlare dei G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale)? Siamo noi cittadini a creare i grandi monopoli e a dare loro poteri imperiali. Vogliamo continuare così?! Sta a ciascuno di noi decidere di dare il proprio contributo per cambiare le cose, senza paure: ciascuno di noi può essere il colibrì del mio articolo "Fare la propria parte per cambiare il mondo".

Ed ora una mia poesia, e a seguire il link ad una seria inchiesta giornalistica su Amazon, che spiega bene tante cose, in modo che chi vuole comprare su Amazon abbia almeno la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.

I nostri soldi
 

Anche il Sole e la Felicità
vorrebbero oscurare
a chi non può comprare
né luce né dignità:

è una gara a eliminazione,
d'arrivismo e distruzione,
per la maledizione
d'un mostro senza compassione.

Ogni centesimo davvero
che va alle multinazionali...
stronca colpevolmente le ali
al futuro del mondo intero.

(Francesco Galgani, 28 febbraio 2015)

Leggi l'inchiesta giornalistica sulle condizioni dei lavoratori di Amazon, di Carole Cadwalladr, The Observer, Regno Unito, pubblicata su "Internazionale" n. 1031 (20/26 dic 2013), intitolata "Gli schiavi di Babbo Natale"

Francesco Galgani,
3 marzo 2015,
buona condivisione di questo articolo.

 

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