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Lo straniero non è il nemico, ma il lievito critico, necessario, per far crescere la società

Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2016

Nel video in calce, è riportato l'intervento "Cibo, l'arcano del dono", del prof. Marino Niola, antropologo della contemporaneità, del 27 maggio 2012, in occasione di "Pistoia, Dialoghi sull'Uomo". Egli, partendo da miti e leggende di diversi popoli, espone una riflessione antropologica bellissima e profonda, utile per riflettere su noi stessi, sulla nostra società e sul nostro modo di pensare e di agire.

Lo straniero, l'estraneo, il diverso, l'Altro... non è il nemico, ma è l'ospite, il fermento, il lievito critico, ma necessario, che fa crescere la società. Accogliere ed essere accolti, ospitare ed essere ospitati, dare e prendere... non sono diversi, ma sono due momenti di una stessa azione. L'alterità fa parte dell'identità. Lo scambio è ambiguo, è contatto ma anche contaminazione: la paura dilagante dell'infezione che viene dall'esterno è lo specchio dell'arida solitudine della nostra società. Il culto della purezza è contro-natura, porta solo su sentieri di sofferenza. Da soli c'è malessere, insieme c'è il benessere.

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
8 luglio 2016

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