La propaganda è una comunicazione organizzata che mira a orientare percezioni e comportamenti collettivi, selezionando informazioni, emozioni e simboli in funzione di un obiettivo politico. Tale obiettivo può essere sostenuto da un campo istituzionale moralmente degradato e criminale, o per lo meno è questo tipo di circostanza quella che, secondo me, merita più attenzione. Il compito primario di ogni cittadino è riconoscere tale propaganda, e le propagande che specularmente ad essa si oppongono, e ripulire la propria mente. E’ importante soprattutto ripulirsi dall’odio e dalla paura che possono essere indotti dal sistema di potere dominante.
Il confine tra propaganda (1), educazione (2), pubblicità (3), religione (4), scienza (5), politica (6), scuola (7), sistema economico (8), tv e giornali (9), social (10), IA (11) e legge dello Stato (12) è molto sfumato, anzi, in alcuni casi indecidibile.
Prendiamo un esempio che, sia ben chiaro, è solo un pretesto per sviluppare un ragionamento – il covid –, fermo restando che meccanismi simili si trovano anche in altri tipi di propaganda. Caro lettore, cara lettrice, ti invito a notare i collegamenti tra i dodici punti nel paragrafo seguente, a riflettere su cosa hanno in comune e sulla veridicità o falsità della ricostruzione da me proposta. Ovviamente sto esprimendo come io ho vissuto quel periodo, e sono consapevole dei limiti di uno specifico punto di vista. Se anche tu dovessi dissentire in tutto o in parte, per favore tieni presente che nelle mie parole non c’è odio per nessuno, ma solo tristezza per tutto il male non necessario che è stato compiuto, e per il fatto che il bene pubblico sia stato in mano a persone incapaci di amare il proprio popolo.
Dal 2020 al 2022, c’è stata, secondo me, una “propaganda” (1) continuativa, pervasiva e invasiva per indurre la popolazione mondiale a credere nell’esistenza di un pericolo grave, che altrimenti avrebbe avuto poco risalto, scarsi effetti e, soprattutto, terapie vere. Ciò si è concretizzato in battaglie di cattiva “educazione” (2), come toccare gomito contro gomito i propri cari invece di dar loro un abbraccio, e restare chiusi in casa – a marcire e ad ammalarsi – invece di rinforzarsi e svagarsi con attività all’aria aperta. Tali follie sono state aggravate da una “pubblicità” (3) molto aggressiva sull’urgente necessità di fare da cavie da laboratorio per una pericolosa e inutile terapia genica sperimentale, alias vaccino. Anche la “religione” (4) ha avuto un ruolo decisivo nel promuovere tale crimine, per bocca di papa Francesco che ha invitato i fedeli a considerare la vaccinazione come un atto d’amore. In quel periodo funesto, il sentire comune era espresso dall’irrisolvibile ossimoro “Io credo nella scienza” (5). Certo, anche Luc Montagner credeva nella scienza, infatti è stato ignorato e ridicolizzato. La “politica” (6) dell’eversivo “Governo dei Peggiori” di Mario Draghi è stata feroce e decisiva nell’estorsione del cosiddetto “consenso disinformato” sulla “scelta” di vaccinarsi, tramite il ricatto lavorativo. Tale eversione è stata approvata e sostenuta dalle democratiche ed empatiche parole del Presidente della Repubblica Mattarella: “Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione”. La “scuola” (7) ha giocato sullo stesso fronte della guerra contro i cittadini e contro il buon senso, non solo con misure demenziali come i banchi a rotelle, non solo con obblighi incivili, diseducativi e contrari alla salute come quello delle mascherine, ma anche attentando alla vita dei docenti con il ricatto del vaccino per poter lavorare. A scuola, tenere tutti separati, distanziati, mascherati e con un veleno iniettato nel corpo è stata chiamata “educazione affettiva”. Il tutto, ovviamente, al servizio del “sistema economico” (8) di poche multinazionali del farmaco e di alcuni produttori di mascherine, con il contemporaneo smantellamento del tessuto economico italiano. La “tv” e i “giornali” (9) hanno avuto un ruolo fondamentale nel creare il clima di panico, anzi, di terrore, di rabbia e di odio necessario per sostenere questo sfacelo dell’intelligenza, dello stato di diritto, delle pratiche mediche, della salute, delle libertà fondamentali, delle famiglie e delle relazioni sociali. I social (10) e l’IA (11), soprattutto quella usata dai motori di ricerca, hanno occultato con forza ed efficacia la solida documentazione a sostegno di chiavi interpretative diverse rispetto a quella dell’OMS. In questo periodo molto buio per le coscienze, la “legge dello Stato” (12) ha dimostrato di essere subordinata a una catena di comando che non c’entra niente né con la democrazia, né con il rispetto della dignità della vita. Al contrario, tra le varie imposizioni per la dichiarata pandemia, ci sono stati anche il divieto dell’uso delle terapie note ed efficaci contro il coronavirus, la grave persecuzione – fino all’istigazione al suicidio – dei medici che hanno preferito salvare delle vite piuttosto che seguire le linee guida ministeriali (tipo Giuseppe De Donno, giusto per rammentare una vicenda tragica), e TSO equivalenti a gravi torture invalidanti contro alcuni dissidenti.
Orbene, cosa hanno in comune i dodici punti all’interno di questo resoconto? La propaganda funziona proprio così, entrando nella mente e nel cuore di ciascuno di noi, aggredendoci su tutti i fronti. L’intera società si struttura e si riorganizza a sostegno della propaganda, verso la propria autodistruzione. Chi osa dissentire è trattato come un incapace di intendere e volere nel migliore dei casi, o come un mostro da incarcerare, torturare e uccidere nel peggiore.
Forse pochi di noi ricordano le parole terribilmente violente contro i non-vaccinati, per i quali sono state augurate torture crudeli anche sui maggiori quotidiani nazionali e anche da infermieri e medici. In quel periodo si parlava addirittura di lager per i non-vaccinati. Di fatto, negli ospedali, sono state applicate forme di eutanasia non consensuale e non richiesta, ovvero omicidio premeditato e aggravato, contro molte persone ricoverate per il covid, come argomentato in sede legale dal medico Barbara Balanzoni.
Il popolo, di solito, ama e sostiene i dittatori piccoli e grandi, o coloro che si atteggiano come tali. E’ una sorta di fisiologica attrazione per la leadership autoritaria durante le crisi, mossa dalla speranza che il “capo” risolva i problemi. Non mi riferisco solo a figure macroscopiche tipo il succitato Draghi, ma anche a personaggi più piccoli tipo Vincenzo De Luca, che in Campania ha fatto della “non tolleranza” il suo cavallo di battaglia, ricevendo come premio una larga maggioranza di consensi nelle elezioni regionali.
Riassumendo quanto ho scritto fin qui, è chiaro come funziona la propaganda? Si fonda sulla menzogna e sull’interesse di pochissimi, creando morte e distruzione, con il sostegno di una larga parte della popolazione e di tutte le istituzioni e i mezzi di informazione dello Stato. Sottrarsi è praticamente impossibile. Sia chi segue la propaganda, sia chi si oppone ad essa, rischia gravi danni fino alla morte.
Oggi, in Europa, siamo inseriti all’interno di un altro tipo di propaganda, volta a sostenere una guerra continentale contro la Russia. Quello che ciascuno di noi può fare è vigilare con attenzione sui propri pensieri.
Se anche una sola delle seguenti domande ha una risposta affermativa, forse un certo tipo di propaganda ufficiale, o di propaganda alternativa che si contrappone a quella ufficiale, sta lavorando sulla nostra mente come un cancro:
- Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?
- Uno specifico gruppo di persone, riconoscibili per nazionalità, etnia, condizione sociale o medica, religione, idee, identità o preferenze specifiche, sono dei mostri pericolosi e schifosi con cui non ha senso dialogare?
- C’è qualcuno che merita di essere picchiato, torturato o ucciso?
- C’è una nazione che viola sistematicamente quei diritti umani che invece da noi sono ben tutelati?
- C’è qualche popolo o, comunque, gruppo di persone che vuole la nostra distruzione o che vuole conquistarci?
- Chi la pensa diversamente e si comporta come preferisce, ci mette in pericolo?
- Ci esaltiamo, o quantomeno siamo contenti, quando un drone, un missile o una bomba arriva su ciò che consideriamo un bersaglio legittimo?
- Ci viene da sorridere apprendendo della disgrazia o della morte di qualcuno?
- Ci sembra giusto riempire qualcuno di offese, maledirlo, o screditarlo?
Spero che ciascuno di noi riesca a riconoscere il veleno della propaganda dentro di sé. La propaganda è ovunque, su molteplici temi e spesso ben mascherata.
La propaganda non si combatte sostituendo una narrazione assoluta con una narrazione opposta. Si combatte imparando a riconoscere la disumanizzazione, la polarizzazione e la sospensione del dubbio anche quando confermano le nostre convinzioni. E questo, sia ben chiaro, lo dico anche a me stesso. Nella ricostruzione da me proposta, ad esempio, ho usato gli stessi meccanismi della propaganda alternativa al main stream, e non riesco a fare di meglio. Ma almeno mi critico.
(13 luglio 2026)