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Da Adolf Hitler a Roberto Vannacci: il culto del corpo e il peso della storia

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(dedico questa riflessione a tutti i diversamente abili)

Solitamente evito di addentrarmi nelle dinamiche della politica interna, nutrendo scetticismo sulle reali leve di potere a cui i rappresentanti eletti devono sottostare.

Tuttavia, l'attuale scenario europeo e italiano mi impone una riflessione. L'ascesa e il consenso riscossi da forze di destra ed estrema destra stanno assumendo proporzioni che richiedono un'attenta e lucida analisi. Ci tengo a precisare, tuttavia, che non intendo in alcun modo appoggiare o assolvere la sinistra italiana, le cui criticità, contraddizioni e colpe sono gravi quanto quelle dei suoi avversari.

L'oggetto di questa riflessione non è la figura di Roberto Vannacci in sé, quanto la notevole risonanza mediatica delle sue recenti dichiarazioni. Mi sorge il dubbio che tale esposizione possa essere funzionale a canalizzare il dissenso popolare verso indirizzi politici che, storicamente, poco hanno avuto a che vedere con il reale interesse dei cittadini. Quando qualcuno viene molto esposto dai mass media per raccogliere il dissenso delle masse contro il "sistema", di solito ci sono meccanismi di strumentalizzazione e abuso della legittimazione popolare, che in passato abbiamo già osservato con altre formazioni (tipo il M5S).

Il Generale ha recentemente affermato: "Lo sport è salute. La salute è vita e chi è in salute pesa di meno sul Servizio Sanitario Nazionale ed è psicologicamente più stabile. La politica è leadership ed esempio". Proseguendo con una critica alla sinistra di Elly Schlein, ha aggiunto che i politici dovrebbero dare l'esempio nello sport "invece di ballare sui carri del Gay Pride", invocando "prove fisiche per tutti i politici", poiché "per fare politica ci vuole un fisico bestiale. Io ci sono!". (fonte)

Al di là della retorica, da queste affermazioni emergono implicazioni ideologiche che meritano di essere esaminate con la dovuta attenzione, poiché evocano echi storici del secolo scorso:

  • i diversamente abili, i malati, gli anziani, e più in generale "coloro che non producono" sono un peso per la collettività (da cui sgravarsi?);
  • una pericolosa generalizzazione che lega la salute psicologica a quella fisica tende a far etichettare come mentalmente disturbati coloro che non sono fisicamente integri, atletici e "perfetti";
  • chi ha una sessualità "non tradizionale" merita di essere stigmatizzato e ostacolato perché "inferiore";
  • la legittimazione come rappresentante politico del popolo è subordinata a requisiti di "bestialità".

A parte la facile ironia sull'ultimo punto, a cui decenni di politica italiana danno sostanzialmente ragione, c'è poco da scherzare.

La storia del Novecento ci insegna quanto sia pericolosa la retorica che esalta il "corpo perfetto" a scapito della dignità umana. Prendiamo come esempio il regime nazista. Quali categorie di persone furono colpite dalla furia ideologica di Adolf Hitler, che tanto amava il culto del "fisico bestiale"? La lista sarebbe lunga.

Oltre ai ben noti civili slavi (russi, ucraini, bielorussi, polacchi, cechi, serbi), ebrei, rom e sinti, furono torturati e uccisi:

  • persone con disabilità fisiche o mentali;
  • omossessuali;
  • "asociali" (vagabondi, senzatetto, prostitute, alcolisti, "renitenti al lavoro");
  • persone dalla pelle scura o comunque discendenti da padre o madre africani.

Possiamo aggiungere alla lista: oppositori politici (comunisti, socialdemocratici, socialisti), sindacalisti, testimoni di Geova, massoni, e criminali comuni.

Con questa premessa, vorrei soffermarmi di nuovo sulle parole di Vannacci e pormi un interrogativo fondamentale, poiché il rischio di una progressiva colpevolizzazione di chi affronta serie problematiche di salute appare purtroppo tracciato: cosa ne vogliamo fare delle persone con disabilità?

Per evitare che questa critica suoni come una mera invettiva, è utile ancorarla a un fatto di cronaca recente e certo, e a un preciso resoconto storico. Il 20 luglio 2026, la portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha rilasciato una dichiarazione ferma in risposta al rifiuto, da parte della Germania, di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi, in programma per l'agosto 2026.

Al di là delle tensioni geopolitiche, il cuore del suo intervento offre una lucida e documentata ricostruzione storica di come la retorica sulla "salute" e sulla "produttività" possa degenerare. Ne riporto un'accurata traduzione, comprensiva dei link da lei inseriti (fonte in russo):

Maria Zakharova: La Germania ha rifiutato di ammettere gli atleti russi ai Giochi Giovanili Europei per sordi

20 luglio 2026

Voglio ricordare all'Associazione Tedesca dello Sport per Sordi: se non fosse stato per il nostro paese, in Germania i disabili avrebbero continuato a essere «smaltiti», invece di essere lasciati liberi di creare associazioni e praticare sport.
 
I nostri atleti vengono puniti solo per il fatto di rappresentare un paese che non ha concluso la lotta contro il nazismo, ma la conduce su tutti i fronti da tutti questi anni. Affinché nel mondo non ci siano più programmi eugenetici, del tipo «T-4» — quando i nazisti tedeschi ottennero il diritto alla sterilizzazione e, in seguito, anche alla distruzione fisica delle persone con disturbi psichici, devianze neurologiche e malattie ereditarie. Successivamente, nella cerchia delle persone da sottoporre a eliminazione furono inclusi anche gli inabili al lavoro (disabili, nonché i malati da oltre 5 anni). Dapprima venivano eliminati solo i bambini fino a tre anni, poi fino a quattro, e alla fine allo sterminio furono sottoposti tutti i gruppi d'età.
 
La prima vittima fu il figlio minorenne della famiglia Knauer, nato con malformazioni, senza una gamba e parte di un braccio. Fu ucciso su personale richiesta dei genitori, rivolta a Hitler. L'«esperimento» fu giudicato riuscito. Ben presto, sotto la direzione del medico personale del Führer, Karl Brandt, e del capo della sua cancelleria personale, Philipp Bouhler, furono avviati programmi per l'eliminazione dei cittadini «inferiori».
 
Per designarla veniva usato il nome «Azione – morte per pietà» o il termine «eutanasia». Inoltre, nei documenti veniva impiegata anche la parola «disinfezione». Questa pratica disumana di eliminazione dei malati di mente, dei disabili e delle persone con difetti congeniti i nazisti la estesero ai territori occupati di altri paesi, tra cui l'Unione Sovietica.
 
In totale, gli hitleriani uccisero più di 200.000 persone, tra cui 5.000 bambini, a cui fu applicata... l'«eutanasia infantile». Sebbene formalmente la «T-4» sia stata chiusa nell'agosto del 1941, di fatto la pratica di uccisione di pazienti e disabili, considerati dai nazisti «inferiori», proseguì fino al 1945. Nei territori occupati dell'URSS, da parte dei nazisti e dei loro complici, nell'ambito di questi programmi mostruosi furono uccise circa 20.ooo persone.
 
Uno dei crimini più agghiaccianti degli occupanti nazisti fu l'uccisione di 214 educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. Secondo gli archivi desecretati, i membri del Sonderkommando SS-10 «a», sotto la direzione del dottor Kurt Christmann e con la partecipazione del capo della gestapo della città di Ejsk, oberleutnant Bededeker, del comandante della città Kandler e del medico della gestapo Strauch, uccisero nelle camere a gas gli educandi dell'orfanotrofio di Ejsk. I corpi dei 214 bambini uccisi furono rinvenuti dopo la liberazione del territorio di Krasnodar nel 1943 nella zona del villaggio di Shirochansky. Parte dei criminali, tra cui Kurt Christmann, furono condannati per questi crimini, mentre Bededeker, Kandler, Strauch e altri partecipanti non identificati alla strage non scontarono alcuna pena... Alcuni di loro fuggirono in Occidente.
 
Gli esempi di simili atrocità sono molteplici. Nell'autunno del 1941, nell'ospedale psichiatrico di Minsk furono avvelenate 632 persone, a Mogilëv — 836. I nazisti eliminarono 1300 pazienti dell'ospedale intitolato a Kashchenko. Il 2 settembre 1942 furono fucilati gli educandi dell'orfanotrofio di Nizhne-Chirsk per ritardati mentali. In alcuni casi anche i medici degli ospedali e il personale sanitario divennero vittime dei nazisti.
 
Dall'Atto della commissione speciale per le indagini sulle atrocità degli invasori tedesco-fascisti nella città di Pskov sui risultati dello studio delle sepolture nei luoghi di fucilazione di massa dei cittadini nel territorio e nei dintorni della città di Pskov del 19 ottobre 1944:
 
«All'apertura di quattro (su un totale di 15) fosse comuni nei pressi dell'ospedale psichiatrico di Chernyakovitsy (a 12 chilometri dalla città di Pskov) furono rinvenuti 90 cadaveri di cittadini sovietici: uomini, donne e bambini. Dall'esame autoptico medico-legale di 27 cadaveri e dalle deposizioni del ex medico capo di questo ospedale, Vasil'eva, si accerta il fatto dello sterminio di massa di cittadini sovietici mediante avvelenamento con scopolamina. Secondo le deposizioni della predetta dottoressa Vasil'eva, nel periodo dall'ottobre 1941 all'aprile 1942 con questo metodo furono sterminate 500–550 persone».
 

Al «Processo di Norimberga ai medici», svoltosi nel 1946-1947, Karl Brandt e altre 15 persone furono condannati; sette di loro, tra cui il medico personale di Hitler e il responsabile del programma «T-4», furono condannati alla pena capitale.


Il diniego da parte della Germania di ammettere gli atleti russi, la creazione di ostacoli ai disabili — è una testimonianza di deformità morale di una certa parte dell'establishment politico tedesco.

Quando si inizia a misurare il valore di una persona in base al suo "peso" sul sistema sanitario o al suo "fisico bestiale", si sta percorrendo, anche solo linguisticamente, la stessa strada che ha portato a quei crimini storici contro l'umanità.

(31 luglio 2026)

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