I media di propaganda non si rivolgono alla logica, mirano a stimolare l’emozioni più ancestrali, soprattutto la paura.
A livello delle neuroscienze, semplificando al massimo, quando un persona percepisce una minaccia costante, disattiva le funzioni analitiche, logiche e #riflessive della corteccia prefrontale, rendendo così le persone più ricettive a soluzioni immediate e aggressive.
Non viene più usata la mente riflessiva che è il rilevatore di errori, colei che segna i conflitti tra ciò che l'istinto vorrebbe fare e ciò che la logica morale e la #coscienza impone.
La propaganda neofascista glorifica l’azione diretta, che necessita dell’intervento delle strutture subcorticali che governano l'asse della sopravvivenza.
Questa via innesca azioni violente, irrazionali e aime’ molto gratificanti grazie al rilascio di dopamina.
La violenza a questo punto non viene più vissuta come un reato, ma come un atto “legittimo”.
Per arrivare a tutto ciò la propaganda deve anche distruggere la fiducia nelle istituzioni #democratiche.
Deve descrivere i processi legali e lo stato come corrotti, deboli o "buonisti".
#Deumanizza poi specifiche minoranze, o categorie marginalizzate e infine mostra esplicitamente la forza brutale per intimidire e far capire che e’ una modalità giusta da attuare.
Insomma, c’è tanto da riflettere, e citando un caro scrittore, giustizia e misericordia devono lavorare di pari passo…
@inprimopiano
Alessandro Pacenti. #neofascismo #manipolazione #media #neuroscienze
(19 luglio 2026)