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Pensieri sulla propaganda neofascista… (di Alessandro Pacenti)

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I media di propaganda non si rivolgono alla logica, mirano a stimolare l’emozioni più ancestrali, soprattutto la paura. 

A livello delle neuroscienze, semplificando al massimo, quando un persona percepisce una minaccia costante, disattiva le funzioni analitiche, logiche e #riflessive della corteccia prefrontale, rendendo così le persone più ricettive a soluzioni immediate e aggressive.

Non viene più usata la mente riflessiva che è il rilevatore di errori, colei che segna i conflitti tra ciò che l'istinto vorrebbe fare e ciò che la logica morale e la #coscienza impone.

La propaganda neofascista glorifica l’azione diretta, che necessita dell’intervento delle strutture subcorticali che governano l'asse della sopravvivenza.

Questa via innesca azioni violente, irrazionali e aime’ molto gratificanti grazie al rilascio di dopamina.

La violenza a questo punto non viene più vissuta come un reato, ma come un atto “legittimo”.

Per arrivare a tutto ciò la propaganda deve anche distruggere la fiducia nelle istituzioni #democratiche.

Deve descrivere i processi legali e lo stato come corrotti, deboli o "buonisti".

#Deumanizza poi specifiche minoranze, o categorie marginalizzate e infine mostra esplicitamente la forza brutale per intimidire e far capire che e’ una modalità giusta da attuare.

Insomma, c’è tanto da riflettere, e citando un caro scrittore, giustizia e misericordia devono lavorare di pari passo…

@inprimopiano

Alessandro Pacenti. #neofascismo #manipolazione #media #neuroscienze

(19 luglio 2026)

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